Alta velocità, associazioni in rivolta: «Troppe fermate campane, Calabria penalizzata»

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Polemiche sull’alta velocità al Sud. Decine di associazioni, oltre 45, hanno espresso il dissenso per la fermata a Maratea e per le «troppe» fermate campane.

«Il nostro modus operandi si è sempre contraddistinto per lo stile costruttivo e altamente collaborativo, le nostre proposte infatti non si sono basate su logiche campanilistiche ma su numeri e dati di fatto [..] fin dall’ inizio abbiamo inteso sottolineare, cosa che facciamo anche oggi, che non è  nostra intenzione creare guerre tra territori o alimentare polemiche ma adesso non possiamo più tacere». Inizia così il testo della lettera inviata da 45 associazioni tra enti, accademie, consorzi, pro loco, onlus, associazioni e  sottoscritta anche dall’Associazione Ferrovie in Calabria indirizzata ai vertici del Ministero dei Trasporti ed a Trenitalia, oggetto della lettera è l’eccessivo inserimento di fermate sui treni AV nel territorio del Cilento ed in quello lucano, le quali non solo diminuiscono l’appetibilità dei collegamenti, visto che si aumentano i tempi di percorrenza e lo stress dovuto alle fermate, ma riducono notevolmente i posti a disposizione dell’ utenza Calabrese già fortemente penalizzata di suo.

Nello specifico sono state previste nella seconda coppia di Frecciarossa Torino – Reggio Calabria tre fermate nella zona del Cilento, di cui due molto vicine tra di loro (Vallo della Lucania e Agropoli Castellabate) e a queste si sono aggiunte lo scorso sabato anche quelle di Pisciotta – Palinuro e di Capaccio – Roccadaspide per il Frecciargento, «come se non fosse abbastanza sono state richieste anche le fermate di Battipaglia, Paestum e  Centola-Palinuro-Marina di Camerota», scrivono le associazioni.

«In queste ore – hanno aggiunto – circola la notizia che sarebbe stata assegnata per il periodo estivo una fermata del Frecciargento (classificato come Frecciarossa) Sibari-Bolzano e viceversa presso la stazione di Maratea, qualora ciò venisse confermato di tratterebbe di un vero e proprio torto nei confronti di tutti i cittadini Calabresi visto che la Regione Calabria ha dovuto stanziare per l’attivazione del servizio  € 1. 450 000 + Iva, Trenitalia infatti riteneva che non ci fossero i numeri per sostenere un servizio a mercato».

«Il collegamento al momento sta riscuotendo un notevole successo ma da esso sono ancora esclusi l’area urbana di Cosenza-Rende-Unical, della Sila, del Savuto e della Valle del Crati visto che non è prevista una fermata tra Paola e Sibari, l’area intorno a Castrovillari e la zona del crotonese visto che ancora non vi è un treno regionale in coincidenza. – sottolineano – Appare alquanto paradossale, per non dire ingiusto, che un treno finanziato con i soldi dei calabresi tralasci importanti e popolose zone della regione ma si fermi dopo pochi minuti dall’ultima fermata in una stazione che non solo non ha le caratteristiche infrastrutturali che non può contare neanche su un’utenza elevata, ciò è testimoniato dal fatto che gli Intercity fermano alternativamente o a Praja-Ajeta-Tortora o a Maratea. Anche se la Regione Basilicata volesse contribuire economicamente a sostenere il servizio tale scelta si rivelerebbe penalizzante per l’utenza calabrese visto che questo treno serve zone disagiate come che non hanno altri collegamenti come la sibaritide».

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«Chi ha formulato tutte queste proposte probabilmente non solo non ha tenuto conto delle caratteristiche dei suddetti servizi ma neanche del fatto che tali treni proseguono fino a Reggio Calabria, per molti utenti però il viaggio non si conclude con la discesa dai convogli visto che spesso si devono affrontare altre ore di viaggio per raggiungere ad esempio la Sicilia o il versante Jonico e le zone interne della Calabria. – hanno evidenziato le 45 associazioni – Da tempo c’è un vero e proprio accanimento dei confronti dei pochi collegamenti diretti in Calabria, un  accanimento a discapito di quella che purtroppo è la regione più povera d’Europa e che ha una grande “fame di collegamenti”, noi peró restiamo convinti che non è sovraccaricando di fermate i pochi treni diretti in Calabria che si possa risolvere il problema dell’isolamento del Sud, per cui sarebbe necessario che la Campania e la Basilicata si dotassero di collegamenti propri dedicati in maniera tale da poter servire le singole zone, prolungando alcune corse da Salerno a Sapri/Maratea».

«Quello che proprio non riusciamo a comprendere è in base a quale logica si inseriscano così tante fermate in piccole località molto vicine tra loro ma allo stesso tempo non si preveda una fermata in ben 120 km, escludendo così il comprensorio della Riviera dei Cedri e del Pollino che d’estate diventa la più grande Città della Calabria e una delle mete più popolari del Sud Italia, non siamo noi a dirlo ma i numeri visto che nel periodo estivo si superano le 500 000 presenze! La nostra unione interassociativa non solo è stata un esempio, ma ha dato anche un vero e proprio schiaffo morale a tutti coloro che si sono mossi solo in base a “logiche di campanile” visto che tutto il comprensorio è compatto nel chiedere una sola fermata individuata nella stazione di  Scalea – Santa Domenica Talao e noi associazioni ci siamo poi preoccupate di formulare delle proposte per migliorare le coincidenze con le altre località», concludono.

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