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Alta velocità, canile e viabilità al centro della conferenza dei sindaci del Vallo di Diano

di Pasquale Sorrentino

Si è tenuta martedì 30 novembre sera a Padula la Conferenza dei Sindaci presso la Comunità montana Vallo di Diano. Tra i principali punti all’ordine del giorno c’erano Viabilità, Canile Comprensoriale, questione Alta Velocità nel Vallo di Diano. «Sono stati concessi più di 5 milioni di euro per la viabilità del Vallo di Diano» ha annunciato il presidente, Francesco Cavallone «che dovranno essere spesi tra il 2021 al 2026. Abbiamo programmato il loro utilizzo in base alle necessità ed alla pericolosità delle strade provinciali che sono in condizioni peggiori rispetto a quelle comunali recentemente rifatte in quasi tutti i Comuni».

Per quanto riguarda l’avvio delle attività del Canile Comprensoriale, Cavallone ha fatto il punto della situazione. «L’associazione che dovrà gestirlo ha presentato la Scia presso il Comune di Sala Consilina. Completeremo adesso le convenzioni tra i singoli Comuni e la società che lo gestirà. Siamo in definizione con l’Asl per quanto riguarda la parte sanitaria, contando di risolve gli ultimi intoppi burocratico-amministrativi nel più breve tempo possibile».

Tema molto dibattuto è poi l’opera strategica territoriale rappresentata dall’Alta Velocità ferroviaria, tratto Battipaglia-Praja, che suscita interesse anche nei territori extra regione. Cavallone puntualizza e rassicura: «Non voglio entrare in polemica con tanti rappresentanti delle zone territoriali campane e non: ritengo sarebbe inutile. Noi ci basiamo esclusivamente sul progetto di RFI che prevede passaggio e fermata nel Vallo di Diano. Non abbiamo alcuna preferenza su quale dei nostri comuni ne sarà destinatario. Ci siamo già complimentati per la scelta col Ministro Giovannini ed RFI, mettendoci a disposizione per qualunque necessità dovesse nascere sul territorio. Ribadirò con nuovo atto questi concetti nei prossimi giorni. Siamo convinti che scegliere il Vallo di Diano sia stata la scelta giusta ma soprattutto tecnicamente possibile. Inoltre, sono 34 anni che non abbiamo il treno e questa dunque rappresenta una scelta ineccepibile sia dal punto di vista tecnico che sociale».

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