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Alta Velocità, Del Medico: «Sapri tagliata fuori, sindaco dovrebbe dimettersi»

di Redazione

«La città di Sapri è stata tagliata fuori dall’Alta Velocità. Il sindaco Antonio Gentile dovrebbe dimettersi, perché in quattro mesi non ha fatto nulla per difendere il nostro futuro». Così in una nota stampa il capogruppo di minoranza consiliare di Sapri, Giuseppe Del Medico, commenta la notizia dell’esclusione, emersa dall’audizione di ieri in Senato, del Cilento e quindi di Sapri dal progetto di RFI sulla nuova linea dell’Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria.

«Le parole dell’amministratore delegato di RFI Vera Fiorani e dell’ingegnere Macello in audizione in commissione Lavori pubblici al Senato – prosegue Del Medico – hanno confermato quello che tutti sapevano e nessuno aveva il coraggio di dire, ovvero che Sapri perde tutto, la nuova Alta Velocità esclude il Cilento e la nostra città».

Il capogruppo di minoranza attacca il sindaco che «dovrebbe prendere atto del suo fallimento e delle sue gravi responsabilità e dimettersi, perché – ha aggiunto Del Medico – in quattro mesi è rimasto silenzioso e sottomesso svendendo il futuro di Sapri. Ha rinunciato a svolgere il ruolo che spetta al sindaco della città importante e prestigiosa, capofila del golfo di Policastro». E poi chiede «ai consiglieri liberi e responsabili di assumere una iniziativa istituzionale forte e decisa. Noi siamo pronti a sottoscrivere le dimissioni dell’intero consiglio comunale, un atto di protesta contro una decisione assurda che cancella la storia e il futuro della nostra città».

«Più che altro l’opposizione inizi a rispettare i cittadini. – replica con un post su Facebook il primo cittadino di Sapri Antonio Gentile – Probabilmente non si rendono conto che utilizzare per propri fini di propaganda elettorale locale una vicenda nazionale ed internazionale quale l’alta velocità/alta capacità equivale a sottovalutare la capacità cognitiva dei propri cittadini e allo stesso tempo a conquistarsi il ruolo di sciacalli. Come sempre il tempo e i fatti dimostreranno chi realmente lavora seriamente e per servizio e chi invece non l’ha mai fatto».



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