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Nascono le aree marine protette di Infreschi e Santa Maria di Castellabate

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Nascono le aree marine protette di Infreschi e Santa Maria di Castellabate

Quattro nuove aree marine protette. Un decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e deI Mare ha istituito quattro nuove aree marine protette, due di queste lungo la costiera cilentana: oltre infatti alle aree marine le Secche della Meloria, al largo della costa livornese e ”Torre del Cerrano”, lungo la costiera abruzzese, la prima area marina protetta dell’Abruzzo – rispettivamente gestite dal Parco regionale di Migliarino san Rossore e Massaciuccoli e dal costituendo consorzio tra Regione Abruzzo, Provincia di Teramo e Comuni di Silvi e Pineto- due aree protette ricadono nell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: sono quella di ”Costa degli Infreschi e della Masseta” e quella di ”Santa Maria di Castellabate", aree marine protette la cui gestione è stata affidata all’ente parco del Cilento e Vallo di Diano, con il coinvolgimento attivo dei comuni di Camerota, S. Giovanni a Piro e Castellabate. Con le quattro aree istituite salgono a trenta le aree marine protette italiane, oltre ai due parchi con perimetrazione marina: il Mediterraneo italiano assume così il ruolo guida nella istituzione e gestione della protezione marina.

"Una bella notizia nelle vicinanze della stagione estiva- commentano Michele Buonomo e Pasquale Raia, rispettivamente presidente e responsabile aree protette Legambiente Campania – Salutiamo queste nuove aree marine protette con grande piacere e gli diamo il benvenuto nel sistema nazionale delle aree protette. Ora il Cilento e’ sempre piu’ regina della sostenibilita’. Segnaliamo con piacere che in questo caso gli enti gestori sono stati individuati già all’atto dell’istituzione, incentrando la gestione sugli enti locali e i parchi già presenti sul territorio. Un esempio concreto di gestione integrata della fascia costiera. Con queste 2 arrivate al traguardo alla fine di un iter burocratico particolarmente farraginoso, malgrado l’accordo con gli enti locali fosse stato raggiunto diversi anni fa, il totale delle aree marine protette campane sale a 4 su 30 a livello nazionale."

 "Ora è importante- concludono i due rappresentanti di Legambiente- che gli enti locali siano protagonisti attivi e concreti dello sviluppo di queste due aree protette consapevoli che il settore delle aree marine protette necessita con urgenza di un riordino normativo e di essere finanziato e sostenuto in maniera adeguata ai compiti assegnati, che sono quelli di governare in maniera sostenibile il mare e la fascia costiera. "

"Un fatto positivo – ha commentato Sammuri, presidente di Federparchi Europarc Italia – che risponde all’esigenza, sempre segnalata dalla nostra associazione, di garantire la massima integrazione tra tutela terrestre e marina e di evitare l’inutile duplicazione degli enti gestori. E positivo è anche che già nell’atto istitutivo si sia tenuto conto delle norme riguardanti in particolare l’attività nautica e quella subacquea, norme messe a punto ai tavoli di lavoro a suo tempo costituiti e ai quali Federparchi ha dato il proprio contributo



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