Americani volano in Cilento per studiare i longevi contadini di Cuccaro Vetere

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Carmine di Pizzo, centenario di Cuccaro Vetere
Infante viaggi

«Gli americani vogliono capire come mai in Cilento si viva così a lungo. Hanno preso l’aereo e sono andati a farsi un giro da quelle parti, specificatamente a Cuccaro Vetere, un piccolo paesino di poco più di cinquecento abitanti nel Salernitano, arroccato su un cocuzzolo di montagna (da qui il nome Cuccaro), dove ogni agosto si svolge il “Palio del ciuccio”. È lì che si incontreranno scienziati venuti da mezzo mondo per capire come mai in zona ci siano così tanti centenari. In realtà sul pianeta esistono cinque “zone blu” nelle quali la speranza di vita è notevolmente più alta: c’è Okinawa, in Giappone, c’è la Sardegna (e noi che ci andiamo solo a fare i bagni), Nicoya, in Costa Rica, Icaria, Grecia, e la comunità di avventisti di Loma Linda, in California. Tutti luoghi con una percentuale di centenari sopra la media. Oggi il business è la Longevity, la scienza che punta a rendere l’uomo immortale nel medio periodo, nel giro di qualche decennio. Esiste già la crioconservazione, i cadaveri vengono immersi in azoto liquido a -196 gradi in attesa di riportarli in vita quando la tecnologia lo permetterà. Negli Stati Uniti la pratica costa 200 mila dollari, meno della metà per la testa; sì, c’è anche la possibilità di conservare il solo cervello (si parla di neuro conservazione) nella speranza che un domani possa essere trapiantato in un altro corpo. La longevità è un’ossessione soprattutto per gli americani, che proprio non si spiegano il perché della lunga vita degli abitanti di Cuccaro (Cuccaresi? Cuccariani? Cucchini?». Lo scrive il giornalista Lorenzo Merone su Repubblica.

«Veterani? Senza voler sembrare saccente, proverei a chiarire ai nostri cari amici d’oltreoceano che non c’è poi bisogno di muovere scienziati e conoscitori della materia per capire il perché di così tanta differenza fra i… fra gli abitanti di Cuccaro e loro: basta mangiare di meno e meglio, nessuna diavoleria dietro, non parliamo di magia, ma di stile di vita – continua Merone -. La cosiddetta “dieta mediterranea”, insomma, ce lo dicono da sempre. Certo, c’è anche un fattore genetico, la fortuna gioca un ruolo determinante, ma se ti prendi cura di te e mangi sano hai di certo più possibilità di campare a lungo rispetto a chi si sbafa tre hot dog al giorno, beve come un dannato e fuma regolarmente. Gli americani questo dovrebbero saperlo, proprio loro che detengono il primato di obesità al mondo, sono cioè il Paese più grasso del pianeta, anche se non quello che assume più grassi. La metà degli americani non mangia mai frutta(!), e il 30% non consuma verdura; in compenso si ammazzano di grassi animali, spazzolano tre, quattro snack al giorno, quintali di carne di manzo e pollame, salse di ogni tipo, burro come se non ci fosse un domani, cibi confezionati, litri di bevande gassate e zuccherate, hot dog e carni lavorate a bizzeffe (l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito queste ultime nel Gruppo 1 dei cancerogeni, insieme alle sigarette e al plutonio».

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