Anac boccia Ente Parco: no a frazionamento artificioso degli appalti per evitare la gara

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di Antonio Vuolo

L’Autorità Nazionale Anticorruzione boccia il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sulla correttezza delle procedure adottate dall’Ente cilentano per l’affidamento del servizio di redazione o aggiornamento dei piani di gestione di undici unità territoriali di competenza, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, del valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Rispondendo alla richiesta di parere dell’Ente Parco, il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha specificato come «al fine di evitare un artificioso frazionamento dell’appalto, volto ad eludere la disciplina comunitaria, le stazioni appaltanti devono prestare attenzione alla corretta definizione del proprio fabbisogno in relazione all’oggetto degli appalti, specialmente nei casi di ripartizione in lotti» rallentando di fatto il maxi-appalto del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

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Tutto nasce a seguito del Programma di Sviluppo Rurale con cui la Regione Campania ha previsto un finanziamento complessivo di oltre 5, 8 milioni di euro per la redazione o l’aggiornamento di tutti i piani di gestione relativi ai siti della Rete Natura 2000, che rientrano nelle aree rurali B,C, D del PSR, assegnando, in particolare all’Ente Parco 1.987.247,52 euro in riferimento alle 11 unità territoriali di competenza. In un successivo protocollo tra Parco Regione, l’Ente cilentano si è impegnato, in caso di ricorso al mercato per l’affidamento del servizio de quo, ad osservare quanto disposto dall’art. 51 d.lgs. 50/2016, bandendo un’unica procedura di affidamento, avente ad oggetto la redazione di tutti i piani di gestione relativi alle unità territoriali specificate o in alternativa una gara suddivisa in lotti funzionali o prestazionali. Mentre tale scelta è stata motivata dal Parco con il fatto che ciascun intervento finanziato è riferito “ad unità territoriali distinte tra loro e che presentano caratteristiche geo-morfologiche e geografiche peculiari e distinte, con habitat specifici che richiedono uno studio approfondito e differenziato”. Ma, secondo l’Anac, proprio in relazione a tali considerazioni, la stazione appaltante avrebbe dovuto bandire un’unica gara sopra soglia per l’aggiudicazione di 11 lotti distinti.

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