Antimafia: «La camorra ha messo le mani su Camerota e Agropoli»

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Il Cilento terra di conquista della criminalità organizzata. Nuovo allarme ufficiale da parte della magistratura dopo le ultime inchieste condotte sul territorio salernitano. Questa volta a fare un quadro agghiacciante, è il procuratore generale distrettuale Leonida Primicerio in uno scritto inserito nella relazione semestrale dell’Antimafia nazionale e riportato da 105 tv. In esso emergono le nuove modalità con cui i gruppi malavitosi si infiltrano nel territorio in un continuo sconfinare  tra legale e illegale. “Appare superata – scrive Primicerio- la fase visibile e violenta  dell’arricchimento illecito  da parte delle organizzazioni criminali e si manifestano segnali di un’attività “carsica” di gestione, reimpiego e reinvestimento dei capitali illeciti nei circuiti dell’economia legale del territorio. Si registrano, invero, le attività di varie organizzazioni criminali volte a riciclare capitali e beni sottratti  alle procedure fallimentari e, quindi, provento dei reati di bancarotta fraudolenta e per distrazione, con il sempre più diffuso consolidamento di rapporti ed alleanze, sotto forma di sodalizi criminali, tra persone o organismi appartenenti al mondo imprenditoriale e delle libere professioni”.

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In poche parole, i clan, – si legge su 105 tv – provenienti dal casertano e dal resto della Campania, visto che grosse associazioni criminali proprie del territorio cilentano non ce ne sono, investono denaro di provenienza illecita  in attività imprenditoriali e commerciali gestite da persone senza precedenti penali gravi, ma in qualche modo collegate a noti pregiudicati. E il Cilento è proprio il territorio che fa più gola.  Qui avrebbe puntato i loro interessi economici clan come quello dei Fabbrocino, o dei Cuccaro di San Giorgio a Cremano, ma non solo. E i settori più appetibili sarebbero il trasporto  su gomma dei prodotti agricoli, proprio nei mesi scorsi al centro di un’inchiesta che da Battipaglia ha interessato tutto il salernitano, il mercato del pesce e il ciclo dei rifiuti. Agropoli, Marina di Camerota, Capaccio ma anche il Vallo di Diano con Polla vengono fuori dalle inchieste, tra cui quella che avrebbe scoperto il legame tra la Sele Ambiente, la Hydro Production di Capaccio e alcune persone dei territori menzionati  con associazioni criminali pugliesi operanti nel settore dell’immondizia. Un affare che avrebbe coinvolto anche pubblici ufficiali dei Comuni. Nulla di nuovo ma il fatto che gli allarmi ufficiali arrivino ormai con cadenza regolare,mostra che urgono azioni contenitive da parte dello stesso territorio. Prima che sia troppo tardi.

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