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«Arresto di Jorge Nestor Troccoli fatto importante, ma non ha avuto risalto adeguato»

di Redazione

«L’arresto di Jorge Nestor Troccoli a Battipaglia, ex membro dell’intelligence uruguayana,  è un fatto importante ma che purtroppo non ha avuto il risalto adeguato e che avrebbe meritato». Lo dice l’associazione “Memoria in Movimento Onlus” commentando la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato l’ergastolo per Troccoli, accusato di torture nei confronti di diversi oppositori politici, durante le dittature militari, nel Cono Sud dell’America Latina, poi rifugiatosi in Italia, prima nel Cilento, a Marina di Camerota, poi a Battipaglia, dove è stato arrestato.

L’arresto è stato eseguito perché lo scorso 9 luglio la Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per lui e altri 12 coimputati militari uruguayani, di 3 peruviani  e di 7 cileni.

«Non è un caso che Troccoli fosse nel salernitano da tanto tempo. Evidentemente certe “reti” di solidarietà funzionano ancora. – rimarca l’associazione – Quello che si sottovaluta è cosa era e cosa ha significato “l’operazione Condor. In sostanza era un sodalizio di milizie, composte per lo più da militari e servizi segreti foraggiati da una sorta di “coordinamento” delle dittature fasciste del sud America (alla faccia di chi si ostina a dire che il fascismo non esiste più, e che bisogna dimenticare il passato e altre amenità del genere e che abbiamo sentito dire e sorbirci ancora una volta di nuovo pochi giorni fa),  che tra loro si “supportavano” per eliminare gli oppositori politici (tra cui alcuni cittadini italiani che vivevano li) e che avevano il supporto pieno dell’amministrazione americana e dalla Cia in modo particolare. Operarono soprattutto in  Cile, Argentina, Bolivia, Brasile, Perù, Paraguay e Uruguay. Diversi fascisti italiani implicati nella lunga stagione della “Strategia della tensione” (Piazza Fontana 12 dicembre, piazza della Loggia, Italicus e tantissimi altro ancora ) che fuggirono in sud America ebbero anche da quel circuito e da quelle dittature appoggi e sostegni».

«Tutto ciò dimostra che il nostro territorio ancora oggi è un luogo “privilegiato”. L’attenzione e la tensione antifascista non può essere attenuata. – prosegue l’associazione – Il mondo dell’associazionismo democratico e le forze politiche antifasciste devono riprendere e ricostruire una attenta “vigilanza democratica” partendo anche dal fatto che “certe passeggiate” con i loro rituali noti che ogni anno a luglio assistiamo nella nostra città non possono essere più tollerati».

L’avvocato Arturo Salerni, ha dichiarato che «è una pronuncia importante che chiude un percorso di verità e giustizia avviato molti anni fa. La giustizia italiana ha scritto una pagina importante nella battaglia per la condanna dei crimini contro l’umanità e per la tutela dei diritti umani. Si è compiuto un percorso di approfondimento di ciò che è avvenuto in America Latina in quegli anni. I familiari delle vittime attendevano giustizia e – conclude – il fatto che sia arrivata dal nostro Paese è un passaggio importante che ha una valenza storica», commenta al Fatto Quotidiano.

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