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“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

di Fabrizio Cavaliere

Una ripassatina alla Costituzione italiana (universalmente riconosciuta come una delle più belle al mondo) non farebbe male. Articolo 32, diritto alla salute del cittadino. Ma ormai ammalarsi, contrarre un infortunio ecc. sembra essere più una lotteria che altro. Mi andrà bene? Mi andrà male?. E chi lo sa?. Sembra di essere ritornati in cornici degne della Seconda guerra mondiale. Strade bloccate, percorsi assurdi per pendolari ma soprattutto per i mezzi di soccorso. E allora assistiamo a scene che hanno dell’assurdo. Un infortunato grave che deve attendere per un’ora e un quarto (e oserei dire che gli è andata anche bene) all’interno di un ambulanza fermo, bloccato perché non si sa come trasportarlo. Scene da far cadere le braccia. Si può andare di là, ma sarebbe meglio andare di qua ma facciamo una cosa ce ne andiamo da lì. La fortuna (che a volte non è poi così tanto cieca, diciamo che ogni tanto scosta la benda) ha voluto che sul luogo del misfatto ci fossero persone preparate ed evidentemente attrezzate. Meritevole di lode è stato l’intervento dei soccorsi e soprattutto meritevole è stato il loro impegno. Ma perché scherzare così con le nostre vite?. Il diritto alla salute si sta trasformando in un rischio molto alto di morte. Davvero non si può proprio far passare un’ambulanza con un ferito grave a bordo? E per quale motivo? Per qualche permesso?. E se malauguratamente anche la strada del “Ciglioto” dovesse subire qualche danno faremo davvero la fine dei topi rinchiusi nella nostra tana? Oppure dovremo iniziare a rifornirci di barche e mezzi marini vari per poter comunicare con il resto del mondo?. Marco per ora è stato fortunato nella sfortuna. Ma se ci sarà un prossimo avvenimento del genere (facendo i dovuti scongiuri) cosa dovremo aspettarci? Questo intervento è pieno di punti interrogativi ma è pieno anche di rabbia. Rabbia per essere presi in giro. Rabbia dovuta allo sconforto. Rabbia dovuta al fatto di veder lentamente morire questo paese nel dispiacere. Non è un attacco rivolto a qualcuno in particolare ma del nostro diritto alla salute cosa ce ne facciamo se continuamente ci vengono spezzate le gambe?. Questa è la rabbia non solo mia, di un ragazzo di 18 anni, ma quella di tutti i ragazzi che oggi ma non solo hanno assistito a scene che hanno del surreale. Già in precedenza i collegamenti con i principali presidi ospedalieri erano al limite del difficoltoso ma ora ci è stato proprio privato questo famoso diritto alla salute?. Nel resto del mondo questa sarebbe una situazione che metterebbe i brividi a chiunque ma purtroppo noi stiamo interiorizzando questa orrenda abitudine di rassegnarci a tutto. Benvenuti al Sud!

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