Ascea, da Catona la lettera al sindaco: «No al cambio di nome della piazza, ne cancella la memoria»

di Marianna Vallone

Il Comune di Ascea si prepara al cambio di denominazione della piazza principale del paese nella frazione Catona, che sarà dedicata al maestro Aniello Fierro. Ma la novità non mette d’accordo tutta l’opinione pubblica e, anzi, sono numerosi i cittadini sfavorevoli al cambiamento.

A farsi portavoce è Luigi Milano. Il cambiamento non incontra il favore di  altri cittadini che vorrebbero mantenere l’attuale denominazione di Piazza Duca della Vittoria, per le ragioni che i cittadini hanno spiegato in una lettera indirizzata al primo cittadino di Ascea, Pietro D’Angiolillo.

«La cittadinanza, in particolare quella di Catona, ha appreso con  indignazione  la notizia che la piazza principale di tale  frazione sarà prossimamente  intitolata, con un cambiamento di denominazione, al maestro Aniello Fierro, figura sicuramente meritoria, ma  che ben poteva essere ricordata con una lapide  sul muro della sua casa, o con altri modi. – spiega Milano – Un tale ricordo  del maestro Fierro sarebbe stato sicuramente  condiviso  da tutti i catonesi, me compreso; per contro  ho  avuto modo di  percepire  il malumore di  molti per una decisione che cancella in maniera inattesa una parte della secolare storia di Catona. Se lei avesse conosciuto questa storia, ma volendo lo potrebbe  consultando gli archivi comunali  o l’Assessore alla cultura, avrebbe certamente esitato prima di assecondare  una richiesta che appare velleitaria, sebbene nata dall’affetto di un figlio che vuole  onorare la memoria di suo  padre».

Diverse le denominazioni che si sono succedute nel tempo, da quelle più antiche di Via Catone il Vecchio e di Piazza del Popolo a quelle, dopo la grande guerra, di Piazza Duca della Vittoria e di Via XXIV Maggio, che da essa nasceva.

«Queste denominazioni possono non avere significato per lei, ma non per i  catonesi che hanno vissuto o conosciuto la loro storia, tramandata da generazioni. – aggiunge Milano – Giova ricordare  che la denominazione di Piazza del Popolo racchiudeva  in sé un significato sociale  per l’allora popolosa  comunità di Catona , che in quella piazza si ritrovava,  aggregandosi intorno a bottegai e  artigiani, quali il ciabattino, il fabbro, il falegname, il sarto etc., che sono figure  ormai scomparse ma che rimangono vive nella memoria di chi le ha  conosciute, per essere  state  punti d’incontro dell’intera comunità. Quella stessa Piazza si trasformava, e ancora oggi si trasforma, in un grande teatro all’aperto ospitando, con viva partecipazione, anche dei paesi  vicini, attività culturali e le feste  religiose, dedicate  alla venerazione di Sant’Antonio, della Beata Vergine del Monte Carmelo e del  Patrono San Nicola».

E aggiunge: «Chi, della mia generazione, non ricorda i ceppi che vi si accendevano la notte di Natale? Segno di vera condivisione del comune sentimento di  pace  che preludeva  alla festa religiosa più sentita ed attesa dell’anno. Stranamente, gli unici assenti a quelle festose e gioiose ricorrenze, erano proprio  i “notabili” del Paese,  che rimanevano chiusi  nelle loro case. Quella piazza  è stata ed è il centro di una comunità operosa che ha vissuto e vive con radicata  memoria  fatti, situazioni e momenti propri di ognuno e di ciascuna famiglia. Il belante passaggio delle greggi condotte al pascolo, le chiassose scorribande dei ragazzi e le distensive chiacchierate serali sui gradini, i momenti di gioiosa allegria in occasione di un matrimonio o di altri lieti eventi,  sono solo alcuni esempi di una vita collettiva  armoniosa e semplice,  che ha visto quella  piazza come  suo  naturale  luogo. – sottoliena – Allora ci  si chiederà perché  venne  cambiata la denominazione da Piazza del Popolo in Piazza Duca della Vittoria? E se  la si  cambiò  una volta perché non poterlo fare di nuovo? Non voglio pensare che Lei sia pervenuto ad una conclusione così semplicistica  nell’accogliere la richiesta dei congiunti del maestro Fierro. Il valore storico dell’attuale denominazione non si presta a nessuna diversa interpretazione  perché essa  richiama soltanto il patriottismo italiano e quindi quello di tutti i catonesi, che vollero riconoscere  nella figura emblematica di Armando Diaz  il sacrificio eroico dei compaesani  caduti in guerra, di cui  onorarono la memoria intitolando loro le vie più importanti del  paese, che non a caso si dipartono proprio dalla Piazza in una sorta di ideale unione al Duca della Vittoria. Gliele cito per suo ricordo: Via Vasile, Via Greco, Via Colonnello Romano, Via Salvati, la già ricordata Via XXIV Maggio e via Giovanni Palumbo, il cui fratello emigrato in America, finanziò la costruzione  del monumento ai caduti, eretto, solo per ragioni di opportunità, ad Ascea capoluogo. E’ questa la memoria storica che Lei, Sig. Sindaco, ha deciso di cancellare senza preoccuparsi di consultare i catonesi, tra i quali ci sono sicuramente suoi elettori che, in un certo senso, si sentono traditi nella  fiducia che le hanno accordato contribuendo, con il loro voto, alla sua elezione e rielezione. Probabilmente questa sua mancanza, o dimenticanza, è dovuta al fatto di non ritenere rilevante l’opinione dei cittadini che Lei amministra;  ci si  permette, però,  di farle osservare che i catonesi, per loro indole, non si sono mai fatti soverchiare  da chicchessia e se ora le sembra che accettino una decisione non condivisa, non è per timore o  acquiescenza, ma per distacco  da quei  poteri  esercitati in maniera non democratica. Per questo  mi  faccio  interprete del comune sentire dei miei compaesani, che  hanno, a fatto compiuto, la sola possibilità  di dissentire e protestare. Nulla di personale contro il maestro Aniello Fierro e i suoi familiari, ai quali va comunque la stima in nome della vecchia amicizia, ma non si può in questa circostanza condividere  la volontà, pressoché unilaterale, di mettere in così primo piano la figura del padre  intitolandogli la Piazza che rappresenta, per tutti i catonesi, compresi quelli sparsi in Italia e altrove, il loro vissuto, ossia ciò che sono stati e sono. A nessun altro catonese  – si legge ancora nella lettera – è mai venuto in mente di  onorare i propri cari  nel  modo richiesto dalla famiglia Fierro, alla quale è bene  dire che sarebbe stato giusto e doveroso  ricordare anche la maestra Angela Giordano, venuta giovanissima non dalla vicina Mandia, ma dalla lontana Angri, validamente insegnando, a molte generazioni di scolari, con  sacrificio e abnegazione, e di cui è ancora viva memoria.

E’ doveroso ricordare  che nella casa, sulla cui facciata è inciso lo sbiadito nome di  Piazza Duca Della Vittoria, sono nati e vissuti due sacerdoti, don Teodosio e don Silvio Franciulli,  che sono stati  esemplare riferimento per la comunità catonese; ma nemmeno per loro è stata avanzata, da parte dei familiari, alcuna pretesa di intitolazioni  commemorative ( eppure è di ricordo comune che don Teodosio morisse in odore di santità).  

Vorrei, Sig. Sindaco, che si guardasse  intorno quando si recherà a Catona per la cerimonia, al fine di ricordare le  opere compiute dalle passate Amministrazioni, compresa quella presieduta per un breve mandato dal  sindaco Aniello  Fierro; non troverà certamente l’edificio scolastico, di cui avrebbe avuto bisogno la folta scolaresca di allora (diversamente fu per Terradura e Mandia). Se riesce a trovarne una degna di rilievo, ne dia  pubblica notizia, ma credo che il suo sguardo dovrà spingersi un po’ oltre Catona, verso Mandia, ove certamente vedrà il Cimitero, l’unica opera di valore civile e cristiano che un amministratore di Catona, il Sig. Achille Ferolla,  riuscì  ad ottenere in qualità di Assessore; cionostante, neanche  per lui nessuno  degli eredi si è fatto avanti per vantarne l’operato ed onorarne  la memoria con piazze, vie o altro.

E’ suo dovere, Sig. Sindaco, che porti  a conoscenza dei cittadini di Catona  le motivazioni con cui ha sottoposto all’autorità prefettizia la richiesta del cambiamento della toponomastica, posto che  tali cambiamenti sono possibili, secondo  le vigenti disposizioni, solo per comprovate ragioni, che non  contrastino  o  annullino il valore etico, sociale e culturale della precedente denominazione.  Giova  ricordarle  che quella Piazza , ora come in passato, è l’anima di Catona e in quanto tale appartiene a tutti i catonesi, per cui nessuno avrebbe dovuto arrogarsi e avallare  la velleità di intitolarsela  in nome di  meriti che non siano storicamente  riconosciuti e condivisi.

La storia, quando recente, non è vera storia, ma ancora cronaca, spesso  avvolta da critiche, contraddizioni, dicerie, nuvolaglie e altro. Ci si domanda, pertanto, se gli eredi Fierro stiano arrecando un bene o un danno alla memoria del loro congiunto. In attesa di tempi migliori, si sarebbe potuto chiedere, Fierro per Fierro, di intitolare la Piazza ad Aurelio Fierro, che pure ne avrebbe avuto merito, avendovi in una lontana sera cantato e divertito il popolo ( e tanto considerata la facilità con cui si cambia la toponomastica).

Per quanto innanzi, e fino a prova contraria, per i cittadini di Catona quella piazza rimarrà di fatto, nel loro animo,  come  attualmente è intitolata:  Piazza  Duca della Vittoria.  

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