Ascea, rinegoziazione mutui CdP. Criscuolo: «Nessun risparmio, ma maggiore debito»

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«Nel Consiglio Comunale del 23 maggio l’amministrazione comunale di Ascea ha approvato la rinegoziazione dei prestiti concessi da Cassa Depositi e Prestiti. Questa operazione è stata presentata dal Sindaco come una grande opportunità, che consentirà all’Ente di risparmiare 90.512,08 euro quest’anno. Con la tradizionale asimmetria informativa che lo contraddistingue racconta di risparmiare 90.512,08 euro ma dimentica di dire che questa operazione comporterà il pagamento di maggiori interessi». A dirlo con una nota è Egidio Criscuolo, capogruppo di Fare Ascea.

«Quello che non paghi oggi lo restituisci domani, con gli interessi. E’ una legge base dell’economia. Per avere 90.000 euro oggi dovremmo restituire all’incirca 400.000 euro in più di maggiori interessi in 24 anni. Non ci vuole una laurea in economia per comprendere che questa operazione è una follia e non risulta affatto conveniente. E che non si tratta di un risparmio, ma di un maggiore debito su un periodo più lungo. Hanno semplicemente scelto l’uovo oggi invece che la gallina domani», aggiunge Criscuolo.

Il capogruppo di minoranza fa riferimento alla scelta da parte del comune di Ascea di rinegoziare i mutui con la Cassa Depositi e Prestiti.

«In un’intervista rilasciata a Rete 7, il Sindaco ha anche dichiarato che “questa operazione è particolarmente conveniente perché gli interessi sono a carico dello Stato”. – continua nella nota Criscuolo – Queste affermazioni sono false, gravi e fuorvianti. E’ preoccupante che un Sindaco affronti con tale superficialità, arroganza e impreparazione un tema così delicato. Delle due, l’una: o è bugiardo o è incompetente. E gli viene permesso anche di andare in televisione a raccontare stupidaggini a spese dei cittadini. Chiariamo subito che lo Stato non si farà carico di nessun interesse al posto dei comuni. Gli interessi verranno pagati esclusivamente dall’Ente. Non esiste nessuna legge, decreto o atto che preveda garanzie o oneri a carico dello Stato per i prestiti oggetto della rinegoziazione. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. La rinegoziazione dei mutui è un’operazione autonoma di Cassa Depositi e Prestiti, fatta per andare incontro alle esigenze dei comuni in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. Permette di liberare somme subito a fronte di un allungamento della durata dei prestiti. I maggiori interessi rimangono esclusivamente in capo ai comuni. Quindi nessuna convenienza in termini di minori interessi».

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«La valutazione complessiva della convenienza dell’operazione è una questione complessa. – prosegue fare Ascea – La scelta se aderire o meno e su quali posizioni farlo è molto delicata e richiederebbe un’attenta ponderazione che, in questo caso, non è stata fatta. E’ preoccupante la leggerezza con cui lui, l’assessore al bilancio, il responsabile finanziario e tutta la sua amministrazione hanno preparato e approvato questo atto. Si sono fatti ingolosire da 90.000 euro disponibili subito senza nemmeno farsi i conti di quanto ci sarebbe costato. O forse speravano che nessuno se ne accorgesse. In consiglio comunale abbiamo posto una domanda specifica al Sindaco e all’assessore al bilancio: a quanto ammontano i maggiori interessi da corrispondere a Cassa Depositi e Prestiti dopo la rinegoziazione? La risposta è stata “non lo so, non sono mica un ragioniere”. E sulla base di quali informazioni è stata valutata la convenienza dell’operazione?».

Poi aggiunge: «Peccato che non possiate constatarlo di persona. Il Consiglio Comunale non è stato né trasmesso in streaming né pubblicato sui canali dell’Ente nonostante si sia svolto in videoconferenza. Eppure sono tenuti per legge a garantire adeguata pubblicità all’evento. Questo comportamento antidemocratico è stato prontamente segnalato al prefetto. Scommetto che diranno di aver avuto problemi tecnici. Dai nostri calcoli i maggiori interessi ammontano a circa 400.000 euro, ma potrebbero essere persino maggiori in determinate condizioni. Da come parla il Sindaco dimostra di non avere la minima idea di quello che sta facendo. Importa solo avere 90.000 euro da spendere subito. Ma a quale prezzo? Dovrebbero togliersi la maschera e smetterla di raccontarci la favola del comune virtuoso con i conti in ordine. Un comune virtuoso non autorizzerebbe mai un’operazione del genere, che può essere giustificata solo in condizioni di grave difficoltà economica. Se l’operazione fosse stata così conveniente, tutti i comuni ne avrebbero approfittato. E invece hanno pensato bene di non sottoscrivere la rinegoziazione».

«Devono avere il coraggio di dire che la situazione è grave e che, oggi, anche 90.000 euro fanno la differenza. L’aumento delle tasse, le difficoltà nel pagare i fornitori, la rinegoziazione dei prestiti raccontano la storia di un Comune in grave difficoltà economica che presto potrebbe ritrovarsi a non avere nemmeno la liquidità per pagare i dipendenti senza fare ulteriore debito. – e conclude Criscuolo – Dicono di amministrare l’ente come il buon padre di famiglia. Ma quale buon padre di famiglia indebiterebbe i propri figli per avere più soldi da spendere oggi? Stanno ipotecando il futuro di questa generazione e della prossima per poter disporre di poche decine di migliaia di Euro da spendere subito, senza neanche dirci per cosa intendono spenderli. Tutti dovremo pagare questo debito per i prossimi 24 anni. Tutti dovremmo chiederne conto».

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