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Crocifisso a scuola: un vortice di urla e schiamazzi sgretola la sostanza della questione

di Redazione

In questi giorni ha suscitato un infinito vortice di polemiche, accuse, urla, strumentalizzazioni, deliri e schiamazzi una pronuncia della Corte Europea dei diritti dell’uomo riguardo alla illeggittimità, rispetto alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo, dell’esposizione del Crocifisso nelle scuole. C’è chi ha parlato di sentenza vergognosa, chi ha detto che quella è una sentenza condivisibile, in linea con la laicità dello stato italiano sancita dalla nostra Carta costituzionale; chi in preda ad un fervore da crociata medievale ha esclamato che quelli della Corte e tutti coloro che la pensano così "devono morire" chè comunque il crocifisso resterà appeso nelle aule di tutta Italia; chi ha detto che può rimanere tanto "è innocuo"; chi ha detto che deve rimanere perchè è il simbolo di una cultura, non solo di una religione; chi, come il Tar del Veneto, aveva respinto la richiesta di togliere il crocifisso dalle aule, ricorrendo ai risultati di un sondaggio che sottolineava che la maggior parte degli interpellati fosse a favore del mantenimento di quel simbolo; chi, a questa invocazione dell’argomento maggioritario e "democratico", risponde citando un grande teorico del diritto che diceva "l’istituzione di diritti è cruciale perchè rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno rispettate. Quando le divisioni tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far funzionare il diritto, deve essere ancora più sincera"; chi ha definito la decisione della Corte come "sintomo di una dittatura del relativismo"; chi invece scrive un articolo dal titolo Ma io difendo quella Croce e si rispecchia nel pensiero di Natalie Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: "Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea della eguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente…Perchè mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini , i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola"; chi accusa di ipocrisia quelli che ora si strappano i capelli in difesa del simbolo di Cristo e poi celebrano riti pagani e/o celtici in onore del Dio Po; chi dice che togliere un crocifisso da un’aula è un "colpo mortale all’ Europa dei valori e dei diritti".

Dall’Ansa si apprende che: il Consiglio provinciale di Salerno ha votato all’unanimita’ un ordine del giorno a favore del rispetto del Crocefisso come simbolo religioso nei luoghi pubblici, impegnandosi a esporlo in tutti gli uffici e a provvedere a dotarne anche i locali sprovvisti. La richiesta era stata fatta da un consigliere di minoranza, Salvatore Memoli, ed e’ stata condivisa da tutti.

Don Andrea Gallo, un parroco di Genova da sempre impegnato a sostenere e difendere gli emarginati e gli ultimi, protagonista di diverse battaglie in difesa della pace e dei diritti dell’uomo, ha scritto delle considerazioni in relazione alla esasperata diatriba tra crocifisso-si e crocifisso-no. Eccole di seguito.

LA CORTE Europea dei diritti dell’ Uomo, all’ unanimità, ha ritenuto l’ esposizione nella scuola del Crocifisso in contrasto con la convenzione dei Diritti dell’ Uomo. Punto e basta. Non si voleva sottovalutare la importanza delle Religioni, al contrario si vuole assicurare la tutela di ogni diritto religioso. L’ Europa, con il voto unanime dei Giudici, ci scuote, a mio avviso, positivamente. Penseremo, anche in questa occasione, che la Corte di Strasburgo sia un covo di Giudici "rossi"? L’ Italia è percorsa dall’ ossessione identitaria. La Libertà religiosa non può non tener conto del rispetto del pluralismo. I Padri fondatori dell’ Europa, tra i quali i Cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a "radici cristiane" nel 1950. La loro intuizione profonda era quella, in cui si voleva unificare l’ Europa, intorno all’ eguale diritto di tutti e di ciascuno. Un Europa interetnica, interreligiosa, laica. Questa è la strada maestra. Riflettiamo profondamente, non stracciamoci le vesti. Liberiamoci da argomenti strumentali. Il Crocifisso non è un’ icona culturale. Il Cristo Gesù per i credenti, è il Salvatore di tutti e non è sicuramente un simbolo di divisione. ANCHE il fronte "laico commetterebbe un gravissimo sbaglio, servendosi del Pronunciamento per rilanciare una incivile campagna anticristiana. In questi giorni rispunta l’ uso politico della religione cattolica e dei suoi valori. Mussolini soleva dire: "sono cattolico e non cristiano". Gesù ha voluto una comunità di seguaci inserita nella "Città" in cui sono "principi irrinunciabili" il perdono, l’ amore dei nemici, il servizio agli altri, l’ accoglienza, la solidarietà, l’ Amore, il Martirio. Mi chiedo frastornato: come mai così tanto zelo nel difendere il "Crocifisso" nelle scuole non si estende ai nove milioni di poveri, ai precari, ai senza lavoro, ai "senza identità, ai senza casa, ai migranti, ai "Clandestini", ai detenuti, alla salute di tutti. La buona "notizia" che può destare la Fede non è affidata a un libro o una pellicola, a professioni ipocrite, ad un crocifisso, ma a Uomini e Donne in carnee ossa. Continuerannoi ricorsi, le grida, le sceneggiate. C’ è una gara per esibirsi "chierichetti" nei confronti dei Vescovi. Non ci credo proprio: l’ emergenza grave non è la sentenza del "crocifisso" negato. Non mi preoccupa come finirà l’ applicazione del Regio decreto del 1924 che introduceva il "crocifisso" nelle Aule scolastiche. Ripartiamo piuttosto da capo con umiltà, ogni mattina, davanti alla Croce. Il Cristiano è abitante della Polis mentre ha la Sua Citttadinanza nei cieli. Ecco la Profezia della Fede cristiana. – DON ANDREA GALLO

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