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Al Consiglio regionale campano, una interrogazione per le navi tossiche nel Cilento

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Al Consiglio regionale campano, una interrogazione per le navi tossiche nel Cilento

Michele Ragosta di sinistra e libertà e Donato Pica del PD, consiglieri regionali, hanno presentato al Consiglio regionale per il question time una interrogazione compartecipata sulla questione delle "navi dei veleni".

Il giornaledelcilento.it, attraverso la petizione per chiedere alle Autorità Competenti notizie ufficiali sull’esistenza di aree contaminate da rifiuti radioattivi nel Tirreno, e l’attivazione di un’istanza per i conseguenti provvedimenti di bonifica, attivandosi su tutto il territorio cilentano e oltre, ha ottenuto il coinvolgimento e l’interessamento del consigliere Pica a farsi anche nostro portavoce del problema "nave dei veleni" in consiglio regionale. Il consigliere  prontamente ci ha inviato il risultato dell’interrogazione che Ragosta, anche in sua vece, ha presentato attraverso una relazione in Consiglio e questa è stata la risposta di Ganapini così come trascritta letteralmente dalla Presidenza del Consiglio.

GANAPINI, Assessore all’Ambiente (15.14):
Nel merito della questione l’Arpac è stata immediatamente allertata per mettere insieme i dati pregressi e avviare un monitoraggio assolutamente dettagliato della zona alla quale ci si riferisce. Essendoci in gioco il rischio che siamo in presenza di scorie radioattive, la collaborazione anche con la quota di Ispra attuale, che viene dalla direzione sicurezza e una volta prima Anpac e poi Apat, e per quanto concerne le Capitanerie di porto è stato disposto anche attraverso lo stato di Salerno l’attivazione. Quindi, l’allarme è stato accolto in tutta la sua gravità. Personalmente, condivido l’enorme preoccupazione per questo evento, cioè, il fatto che una nave sia stata fatta affondare anche a largo di Sapri è un tema quello delle “navi dei veleni” che ho seguito direttamente ormai da 24 – 25 anni, la preoccupazione per gli impatti sanitari di questa pratica criminale è assolutamente giustificata, è di questi giorni la rilettura dei dati epidemiologici del crotonese e della zona di Cetraro, dove soprattutto nella popolazione infantile si riscontrano dei numeri spaventosi da questo punto di vista, così come spero sia la volta buona, si fa per dire, per dare il massimo seguito ad un lavoro ormai svolto negli ultimi anni dall’attuale rettore dell’Università di Siena, il Professor Focardi, che già 5 anni fa aveva analizzato il pescato da Muggia fino a venti miglia lungo tutte le coste italiane, rilevando come fossero ubiquitari nel pescato, composti che non avrebbero mai dovuto entrare in contatto con la fauna ittica. Quindi, certamente le 30, c’è il caso che il numero sia superiore a 30, le 30 navi fatte affondare dal basso Adriatico, allo Ionio, al Tirreno risalendo, sia questa una delle maggiori emergenze attuali, di prospettive è fuori discussione, seguo la cosa direttamente con il Professor Greco, l’Assessore della Calabria. E’ uno dei migliori Idrobiologi italiani, ma ancora questa mattina diceva di essere estremamente preoccupato perché non ci sono le risorse per gli interventi e domattina avremo un incontro con il Ministro Prestigiacomo per riflettere e per vedere se possono essere individuate delle risorse per immaginare e per approfondire in via definitiva la collocazione delle navi e vedere se sia possibile riportare rapidamente alla superficie e bonificare. Sarà un tema che avrà centralità nella vita del Paese nei prossimi anni.



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