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	<title>Alberto Brugnola | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Il Porto Turistico: la più grande attività produttiva di Agropoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 18:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Per dimensioni, pu&#242; ospitare, tra imbarcazioni e natanti oltre 800 unit&#224;. Per ritorno economico e per numero di imprese che vi operano direttamente e di riflesso, prevaricando i confini comunali, &#232; la pietra angolare di un nascente distretto industriale nautico che abbraccia plurimi interessi lavorativi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per dimensioni, pu&ograve; ospitare, tra imbarcazioni e natanti oltre 800 unit&agrave;. Per ritorno economico e per numero di imprese che vi operano direttamente e di riflesso, prevaricando i confini comunali, &egrave; la pietra angolare di un nascente distretto industriale nautico che abbraccia plurimi interessi lavorativi. <br />Dalla guardiania a mare, ai parcheggi, dai trasporti speciali, alla costruzione e alla manutenzione d&rsquo;imbarcazioni e loro componenti, dalla vendita di accessori, alla locazione di barche e dal charter, si allarga alla ristorazione e alla ricettivit&agrave; abitativa di un Comprensorio, ossia di un intero complesso territoriale. <br />E, quindi, per numero globale degli addetti; i proventi dei quali sono componente essenziale dello sviluppo economico della zona. Per il numero degli utenti, che con il loro apporto finanziario permettono la sussistenza economica delle attivit&agrave; descritte.<br />Su questo quotidiano, in altro scritto affermavo che Agropoli possiede la pi&ugrave; bella e la pi&ugrave; funzionale struttura portuale pubblica per il diporto nautico del Tirreno Meridionale peninsulare. La sua ubicazione geografica &egrave; strategica e integrata in un quadro paesaggistico accattivante. Guarda il golfo di Salerno e le isole Flegree. E&rsquo; la porta della Costiera Cilentana, rinomata per le sue acque cristalline: anche quest&rsquo;anno Agropoli si fregia della Bandiera Blu, certificazione della qualit&agrave; ambientale marina, &egrave; la logica scelta del diporto nautico come tappa di transito, prima del salto verso le localit&agrave; rivierasche e insulari meridionali: Calabria, Eolie, Ustica, Sicilia ed Egadi. E&rsquo; il naturale porto di attracco per visitare Paestum, sito Patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave;. Strutturalmente riparato dagli eventi meteomarini, &egrave; aperto a un solo vento del 1&deg; quadrante, il Grecale che, per il corto fetch, non crea alcuna traversia.<br />Questi giusti meriti lo fanno preferire come ormeggio stanziale di numerose imbarcazioni, nonostante la carenza di un&rsquo;adeguata viabilit&agrave; di accesso e di servizi igienici funzionanti. <br />A proposito di quest&rsquo;ultima mancanza, voglio ricordare un aneddoto. Alcuni anni fa, in occasione della tappa a Salerno del Giro d&rsquo;Italia a Vela, manifestazione sportiva annuale a risonanza nazionale seguita su giornali e TV, alcuni amici salernitani condussero, in visita ad Agropoli, Cino Ricci che incontrai in un bar della &ldquo;Marina&rdquo;. Per informazione Cino Ricci &egrave; un&rsquo;icona della vela sportiva italiana. Con Gianni Agnelli fu il promotore di Azzurra, e, come skipper a Newport nel 1983, port&ograve;, per la prima volta nella storia, una barca italiana a livelli mondiali: in semifinale nell&rsquo;America&rsquo;s Cup, evento bissato nel 1987 in Australia a Freematle. Nell&rsquo;incontro con Cino Ricci, allora organizzatore del Giro d&rsquo;Italia a Vela, colsi l&rsquo;occasione per proporgli, per l&rsquo;anno seguente, una tappa ad Agropoli; la sua risposta fu lapidaria: &ldquo;Avete wc e docce sul porto?&rdquo;. Perdemmo l&rsquo;occasione e a distanza di anni tali servizi in maniera continuativa e presidiata sono ancora mancanti, malgrado la recente costruzione di una palazzina polifunzionale del Comune. Il cui attuale utilizzo si limita ad ospitare, a piano terra, nei due locali centrali, la &ldquo;guardia&rdquo; di turno della motovedetta della Guardia Costiera e, nei rimanenti la cassa continua per il pagamento del ticket giornaliero del parcheggio occasionale e l&rsquo;ufficio dell&rsquo;addetto comunale per la locazione dei posto barca ai pontili comunali. Una logica riflessione. Ma tutte queste Funzioni, senza alterarne la loro fattibilit&agrave;, non potrebbero essere trasferite al piano rialzato, attualmente, inutilizzato? E i siti a piano terra liberati, non potrebbero locarsi ad attivit&agrave; commerciali private, attinenti alla nautica, come avviene in tutti i porti d&rsquo;Italia? In tal maniera non si centrerebbe l&rsquo;obiettivo sociale di creare attivit&agrave; economica, impiego di personale e servizio aggiunto agli utenti del porto, diportisti e visitatori? E questi business non sarebbero un apporto finanziario alle Casse Comunali per locazioni e imposte? Credo che ci&ograve; meriti un invito a una sosta di riflessione per l&rsquo;assessore al Porto!<br />Poi, il parcheggio comunale a pagamento &egrave; indispensabile per l&rsquo;utenza nautica sia essa residente sia, per la maggioranza, di provenienza fuori-comune. <br />Gi&agrave; di capienza insufficiente, dovrebbe essere destinato al servizio nautico, che, reputo, sia la ratio per la quale fu realizzato. Invece, mentre l&rsquo;abbonamento annuale &egrave; rilasciato previa dimostrazione del possesso di una barca, il ticket giornaliero consente il libero accesso a tutti, esaurendo la disponibilit&agrave; di posti, particolarmente nei giorni/mesi estivi di massimo afflusso e utilizzo delle imbarcazioni. E&rsquo; da precisare che la vicinanza del parcheggio automobilistico al punto d&rsquo;imbarco non &egrave; una superflua comodit&agrave;, ma una necessit&agrave;. Chi va per mare, e chi sa osservare, &egrave; cosciente che imbarco/sbarco comportano il trasferimento da auto e barca, e viceversa, di attrezzature, borsoni e vettovaglie siano essi puri diportisti, che anche subacquei, pescatori sportivi o bagnanti. Non a caso, in riviste del settore e internet, gli annunci di vendita, in porti privati, sono di posti barca con posto auto.<br />Si deve aggiungere che, a carattere ripetitivo, il parcheggio del piazzale antistante i pontili della Lega Navale, durante l&rsquo;estate, viene &ldquo;gentilmente&rdquo; concesso alle pi&ugrave; svariate iniziative ludiche private: esibizioni di danza, sfilate, concerti musicali, ecc., che comportano la realizzazione e rimozione di anfiteatri metallici, la presenza di&nbsp; autocarri e vetture degli operatori e, quindi, l&rsquo;occupazione, per pi&ugrave; giorni, durante i quali la &ldquo;cattura&rdquo; di un posto auto &egrave; un impresa.<br />Adesso l&rsquo;ultima chicca. Agropoli dal Porto Turistico partecipa alla trasmissione televisiva RAI 2 &ldquo;Mezzogiorno in Famiglia&rdquo; sabato 20 e domenica 21. Per tale avvenimento l&rsquo;ingresso e la sosta delle auto al porto &egrave; precluso per tre giorni: dalle ore 01:00 di venerd&igrave; 19 alle 16:00 di domenica. Ossia per il prossimo week-end diportisti e utenti nautici possono scordarsi il mare di Agropoli, immolato, a loro insaputa, sull&rsquo;altare di una trasmissione televisiva! E, non si venga a dire, che questo &egrave; un gap imperdibile per la promulgazione dell&rsquo;immagine di Agropoli. La fascia oraria della trasmissione TV &#8211; tarda mattinata del sabato e della domenica, un&rsquo;ora e mezza di trasmissione &#8211; impone un target casalingo e di et&agrave; avanzata (auditel docet), la cui attenzione di telespettatori &egrave; indirizzata, come in molti altri show similari, alla sola disputa a premi. Questa base, quindi, che interesse pu&ograve; avere per il Porto Turistico di Agropoli? E, principalmente, gli artefici comunali di questa iniziativa hanno valutato il ritorno effettivo, e non supposto, di tale avvenimento? Agropoli, una citt&agrave; favorevolmente strutturata, pu&ograve; essere che esprima il porto come solo punto di aggregazione? Non poteva essere utilizzata la piazza del mercato o il piazzale dell&rsquo;ex Landolfi o lo stesso campo sportivo che hanno maggiore ricettivit&agrave; ed accesso rispetto al Porto Turistico?</p>
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		<title>Agropoli: il porto ad un anno di distanza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/16-07-2012-agropoli_il_porto_ad_un_anno_di_distanza-13384/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 09:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilento in 10 scatti]]></category>
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					<description><![CDATA[Puntuale, dopo dodici mesi, si ripresenta l&#8217;opinione di Brugnola. Considerazioni sul porto di Agropoli espresse dall&#8217;opinionista attraverso questa testata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo. A dodici mesi&nbsp; di distanza rieccoci con un emergenza nel porto di Agropoli. <br />Lo scorso anno, ospite nella stessa rubrica di questa testata, palesai lo stato di fatto che si era verificato con l&rsquo;istaurazione dell&rsquo;Area Marina Protetta. Le trascorse improvvide amministrazioni del comune di Castellabate avevano pensato bene di fare business dal patrimonio naturale del tratto della costa cilentana che va Punta Tresino a Ogliastro Marina, promuovendone la realizzazione. In effetti, in forza della normativa vigente in materia, avevano consegnato nella mani del retrostante Parco del Cilento la competenza dell&rsquo;Area Marina Protetta. Ci&ograve; ha comportato limitazioni al transito, all&rsquo;ancoraggio, alla pesca anche sportiva nel tratto di mare interessato.<br />Di questo handicap ne ha subito le conseguenze principalmente il diporto nautico stanziale nel porto di Agropoli, maggior fruitore del tratto di costa summenzionato.<br />Chiudevo l&rsquo;articolo ricordando che il porto di Agropoli, a mio avviso la migliore struttura per posizionamento, ricettivit&agrave; e condizioni meteomarine della costa tirrenica fino a Reggio Calabria, &egrave; la maggiore attivit&agrave; produttiva unitaria per attivit&agrave; diretta e per sinergie correlate della nostra citt&agrave;. Le conseguenze dell&rsquo;Area Marina Protetta l&rsquo;avrebbero penalizzata, riducendo le presenze del naviglio. Evento che si &egrave; puntualmente verificato, amplificato dall&rsquo;attuale situazione macroeconomica e, nel relativo, dall&rsquo;apertura del Marina d&rsquo;Arechi, per adesso per soli 400 posti barca dei 1000 progettati per il prossimo anno.<br />Sulla base delle irriversibilit&agrave; della normativa protezionistica marina, i services a terra assumono importanza assorbente: di questi, in primis, il parcheggio automobilistico. Gi&agrave; dallo scorso anno, anche se con discutibili aperture qualcosa era stato fatto. L&rsquo;accesso a pagamento nell&rsquo;area portuale per abbonati annuali e per occasionali a ticket. Quest&rsquo;anno il numero dei posti-auto si &egrave; ridotto di circa un centinaio per un vittorioso ricorso amministrativo di un privato, la cui esecutivit&agrave; ha fatto spostare le sbarre di accesso.<br />E adesso, sulla base di questo non favorevole prospetto, da circa dieci giorni, esattamente da venerd&igrave; 6, nel piazzale&nbsp; portuale, da parte di soggetti privati, &egrave; stato costruito un anfiteatro metallico per manifestazioni teatrali con ingresso by cash, ossia a pagamento,&nbsp; che ha incorporato l&rsquo;ampio&nbsp; parcheggio adiacente il gazebo della Lega Navale. Praticamente nell&rsquo;ambito portuale dopo la sbarra la disponibilit&agrave;&nbsp; di sosta si &egrave; ridotta a qualche decina di auto.<br />Da qui una serie di domande del &ldquo;Pantalone &ldquo; di turno.<br />Non esistendo in zona un numero adeguato di parcheggi, come la mettiamo con i dipartisti che, avendo pagato l&rsquo;ormeggio per la propria imbarcazione (salato!) e l&rsquo;abbonamento annuale di accesso carrabile nell&rsquo;ambito portuale, praticamente viene loro negato tale diritto? <br />Senza parcheggi nel porto, quale mantenimento/incremento del&nbsp; flusso turistico &egrave; possibile?<br />E quale penalizzazione per le piccole attivit&agrave; di affitto di natanti, di alaggio e varo e di somministrazione di bevande che sopravvivono per la loro attivit&agrave; nei due mesi estivi?<br />E, poi, su quale impianto progettuale viene autorizzata questa struttura teatrale che deborda nell&rsquo;ambito di un altro concessionario?<br />Ogni autorizzazione non dovrebbe rispettare il costituzionale diritto di terzi, tra l&rsquo;altro propedeutico e acquisito, tra gli altri quello di poter accedere ad un bene mobile o fisso di propriet&agrave;?<br />Tale realizzazione rispetta le pluriarticolate norme di sicurezza, per esempio del recente D.P.R. 151/2011? E quelle sanitarie per operatori e pubblico?<br />Ma su tutto questo chi deve controllare, se un preposto al controllo &egrave; anche artefice e attore dell&rsquo;iniziativa e, quindi, controllore e controllato?<br />E, infine, al disopra di qualunque norma non dovrebbe imperare l&rsquo;imput etico dell&rsquo;altrui rispetto e del paritetico utilizzo di un bene sociale?<br />Adesso sarebbe troppo semplice e consequenziale addebitare di tutto questo la Giunta Comunale e, come parafulmine virtuale il suo Primo Cittadino. Di Lui, &egrave; di comune dominio la sua ventennale esperienza amministrativa, acquisita in difformi cariche elettive, e i palesi risultati visivi, andando in giro per Agropoli. A dimostrazione il consenso con percentuali bulgare espresso nelle recenti tornate elettorali. Del resto le autorizzazioni comunali sono espressione di deleghe di legge alle Funzioni Burocratiche preposte e la fallita oculatezza&nbsp; del caso trattato &egrave; il frutto di questi poteri delegati. Al Sindaco possiamo solo chiedere la sua fattiva pronta supervisione e i dovuti interventi, come rimedio al gi&agrave; fatto per il rimanente scorcio di questa stagione estiva, e un futuro monito per gli eventi a venire.</p>
<p>&copy; </p>
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		<title>Agropoli. Una realtà sconosciuta nel porto: l’Associazione Sportiva Dilettantistica Canottieri Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/13092011073000opinioneagropoli_realta_sconosciuta_porto_associazione_sportiva_dilettantistica_canottieri_agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; sicuramente una nostra pecca. Un demerito del Sud, di noi cilentani; insito, forse, nell&#8217;atavica indolenza genetica nel nostro DNA, quello di non saper esternare le nostre valenze. Siano esse storiche, ambientali e umane, delle quali la nostra Terra &#232; ricca e si pu&#242; vantare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; sicuramente una nostra pecca. Un demerito del Sud, di noi cilentani; insito, forse, nell&rsquo;atavica indolenza genetica nel nostro DNA, quello di non saper esternare le nostre valenze. Siano esse storiche, ambientali e umane, delle quali la nostra Terra &egrave; ricca e si pu&ograve; vantare. E&rsquo; una pecca perch&eacute;, nell&rsquo;attuale contesto globalizzato, si distinguono coloro che emergono, si per il&nbsp; loro valore ma, principalmente, per la notoriet&agrave; che sanno comunicare di se stessi. Del resto &egrave; risaputo che &ldquo;la pubblicit&agrave; &egrave; l&rsquo;anima del commercio&rdquo;. Cos&igrave; assistiamo alla resistente permanenza verticistica di grandi Comunicatori, che conoscono bene la tecnica del vendersi, al disopra della loro effettiva consistenza.<br />Il pistolotto &egrave; di premessa per parlare di un reale valore, sportivo e sociale, di Agropoli, di cui la citt&agrave; e, in primis il suo porto, da ospitalit&agrave;, disconosciuto e localmente non adeguatamente evidenziato: il Circolo Canottieri, anzi dell&rsquo;Associazione Sportiva Dilettantistica Canottieri Agropoli.<br />Di reale valore per l&rsquo;impegno sociale e sportivo, perch&eacute; un suo tesserato: Orazio Manzo quest&rsquo;anno, il 23/24 luglio, in quel di San Giorgio di Nogaro (UD) si &egrave; aggiudicato ben tre titoli di &ldquo;Campione d&rsquo;Italia&rdquo; nella canoa K1 sulla distanza dei 200, 1000 e 5000 metri. Il Manzo non &egrave; nuovo a simile performance: dal 2009 ha vinto ben cinque titoli italiani. E simili titoli si ottengono soltanto con il sacrificio e la dedizione dell&rsquo;atleta in un ambiente associativo partecipativo all&rsquo;evento da raggiungere.<br />Ma il palmares del Circolo Canottieri si pu&ograve; pregiare di molti altri risultati dei suoi atleti, a seguito della partecipazione ad un nutrito calendario di manifestazioni sportive. Tutto questo &egrave; frutto dell&rsquo;impegno del suo Direttivo nella persona del presidente, Giuseppe Mazza, che negli anni con perseveranza e oculatezza gestionale ha valorizzato sempre di pi&ugrave; la sua Associazione. Oculatezza gestionale da portare ad esempio nel mondo delle associazioni no profit agropolesi. Infatti, riesce come abbiamo detto, a partecipare a manifestazioni d&rsquo;importanza nazionale, a condurre una base nautica con ormeggio su pontile per imbarcazioni dei soli soci, a effettuare azione promulgativa per la selezione dei nuovi giovani atleti. E questo con una ridotta disponibilit&agrave; finanziaria, di gran lunga, pi&ugrave; contenuta di quella di altre associazioni simili presenti in loco. Meritorio risultato di un&rsquo;attenta gestione economica che &egrave; stata sempre l&rsquo;input del Circolo Canottieri. Infatti, gli introiti derivano esclusivamente dalla partecipazione dei circa cinquanta soggetti componenti la compagine sociale!<br />Una pecca comunque rimane. Quella accennata in premessa: la mancata pubblicit&agrave; del propria presenza, figlia questa dell&rsquo;inabilit&agrave; a sapersi vendere, a far luce sul proprio operato, a dare risonanza ai risultati ottenuti,. Ampiamente pi&ugrave; degni di considerazione e stima di quelli di altri, che prevalgono unicamente per la saccenza nell&rsquo;enfatizzare quello che fanno in pubbliche manifestazioni.<br />Visto tutto questo, non &egrave; pellegrina la proposta alla Amministrazione Comunale di Agropoli che, anche quest&rsquo;anno, ha organizzato egregiamente e con consensi unanimi il calendario estivo teatrale e culturale. Perch&eacute;, con la collaborazione del Circolo Canottieri non vedere di portare da noi una manifestazione canoistica nazionale? Convinti nell&rsquo;affermare che siamo in possesso di tutto: specchio d&rsquo;acqua, scenario, professionalit&agrave; del Circolo e accortezza del Sindaco nel come fare. </p>
<p> &copy;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agropoli non si merita questo turismo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/29082011112247_opinione_agropoli_si_merita_questo_turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 09:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva puntuale l'opinione di Brugnola. Spazzatura,il male del Sud, vuoi per incuria, vuoi per pigrizia, l'estate diventa un cumulo di spazzatura ovunque nel Cilento. La foto &#232; tutto un dire, un immagine dice pi&#249; di tante parole.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si, ci sono proprio! Puntuali come un orologio svizzero. Mi riferisco ai sacchetti di immondizia, abbandonati lungo le strade periferiche di accesso ad Agropoli dai paesi vicini. Principalmente lungo la strada delle Case Bianche, che da Torchiara porta alla via Cannetiello di Agropoli. E&rsquo; quella particolarmente &ldquo;presa di mira&rdquo;. Itinerario prediletto degli incivili da favelas terzomondiste.<br />I sacchetti abbandonati intasano le cunette, sono preda degli animali randagi. Ne spargono il contenuto che rimane a imputridire al sole. Non &egrave; un bello spettacolo n&eacute; per la vista, n&eacute; per l&rsquo;olfatto, tantomeno per la salvaguardia della salute pubblica. Come non &egrave; logicamente pensabile un&rsquo;intervento giornaliero di netturbini,che percorrano le strade a raccogliere quello che gli incivili abbandonano.<br />Dicevo che sono arrivati, adesso, d&rsquo;estate come nelle Festivit&agrave; Invernali, quasi come uno scotto da pagare per il maggior afflusso turistico. Ora sarebbe molto facile e scontato fare un logico abbinamento: bagnante/vacanziere=sacchetto. Disquisendo, magari, sulla provenienza della maggioranza dei turisti: Napoli e il suo interland, imputando alle abitudini dei suoi abitanti la critica situazione rifiuti che affligge, endemicamente, quelle zone. Non &egrave; mai un buon costume tracciare giudizi e porre condanne senza prove provate e giustifiche. E non &egrave; detto, poi, che non ci sia, anche, lo zampino di qualche nostro &ldquo;indigeno&rdquo; che approfitta della situazione. <br />Tuttavia il problema &egrave; palese e rimane in evidenza. La raccolta differenziata, conclamata unica panacea con gli attuali metodi di smaltimento, non &egrave; totalmente accettata. Occorre una presa di coscienza popolare che si estrinseca attraverso educazione, prevenzione e repressione. E, pure, questa volta le Autorit&agrave; Comunali di Agropoli e Torchiara non si pu&ograve; dire che non si siano attivate. Propaganda informativa, distribuzione gratuita di contenitori e sacchetti, ritiro porta a porta in gran parte dei territori comunali, costituzione di ecocentro per rifiuti speciali e, per dissuadere l&rsquo;abbandono per strada dei sacchetti l&rsquo;istallazione di qualche cartello metallico con avviso di divieto di discarica e relative sanzioni. Ma sembra con risultati tutt&rsquo;altro che positivi. <br />Due episodi dei quali personalmente testimone: uno di repressione uno di lassismo. In contrada Moio, sulla strada di accesso alla spiaggia di Trentova, &egrave; installato un contenitore metallico mobile per la raccolta indifferenziata. Un pomeriggio di agosto una pattuglia della polizia municipale multava un cittadino che scaricava da un&rsquo;auto numerosi sacchetti di rifiuti.<br />E sulla via Montessori, affluente al Litorale San Marco, al lato di portoni e cancelli, cumuli di sacchetti da supermarket, nella totale indifferenza istituzionale.<br />Un&rsquo;alfa e un omega tra i cui antipodi alberga il problema. La civile responsabilit&agrave; dei cittadini, che premette una dovuta formazione culturale degli stessi, &egrave; d&rsquo;obbligo, ma, praticamente, impossibile in particolar modo se i destinatari sono visitatori saltuari e occasionali. Parimenti &egrave; impraticabile, per impegno di risorse e man power, un controllo a tappeto del territorio da parte di forze dell&rsquo;ordine preposte, con il compito dissuasivo di repressione.<br />Una soluzione del momento &egrave; la creazione di ecovigilantes a costo zero. Responsabilizzare, previa apposita ammenda a seguito di diffida, i proprietari delle abitazioni che palesemente contravvengono, non producendo rifiuti differenziati o depositando, antistante alle loro case, simili rifiuti, prescindendo che siamo essi stessi gli abitanti dell&rsquo;immobile o i locatori. <br />Sarebbe un primo passo per la normalizzazione di un sistema abitativo stagionale, che pu&ograve;, nel tempo, riqualificare questo turismo balneare, al momento, selvaggio, Attualmente tendente soltanto al riempimento indiscriminato delle case d&rsquo;affitto, polarizzato in pochi giorni di agosto. Conseguenze: servizi di pubblica utilit&agrave; che vanno in tilt per sovradimensionato afflusso in funzione del loro potenziale, immagine negativa proiettata, disagi per i residenti.<br />Nel nostro mondo in vorticosa evoluzione &egrave; deleterio &ldquo;rimanere sul colpo&rdquo;. Non pensare a riformare quello che &egrave; attualmente l&rsquo;unica risorsa produttiva delle nostre terre. Non traendo il meglio, per il bene di tutti, da questo meraviglioso dono paesaggistico, con il quale Madre Natura ci ha voluto gratificare.<br />Nella sua semplicit&agrave; presuppone una pianificazione dedicata, una visione d&rsquo;insieme condivisa da parte delle Amministrazioni Locali che gravano nel territorio del quale Agropoli ne &egrave; il capofila.<br />I presupposti ci sono tutti: la bellezza dei luoghi, il bagaglio storico, le infrastrutture che si stanno completando, la capacit&agrave; di un Sindaco nel fare. Certo l&rsquo;impegno &egrave; ambizioso e oneroso, si estende in un area ostica: la formazione culturale delle masse. Una presa di posizione nella quale credere senza riserve. Cambiare l&rsquo;aspetto demo-etno antropologico di una collettivit&agrave;, anche se territorialmente ristretta. Perch&eacute; i risultati si possono ottenere solo con la pi&ugrave; ampia condivisione e partecipazione dei destinatari dell&rsquo;iniziativa. Per iniziare, un valido aiuto pu&ograve; essere mutuare le migliori pratiche&nbsp; tra le realt&agrave; turistiche italiane che hanno raggiunto fruttuosi obbiettivi, siano essi di massa (Litorale Romagnolo), d&rsquo;&eacute;lite (Portofino) o intermedio (Sardegna).<br />Occorre mentalizzare il superamento di una paura politica, la riserva elettorale di dispiacere una ristretto numero di cittadini. Quelli che, nella loro cecit&agrave;, non capiscono il tornaconto ancora maggiore che potranno avere da una mirata riqualificazione turistica.<br />E, assieme al ritorno economico e sociale per la Comunit&agrave;, non potr&agrave; venir meno un rafforzamento del consenso comparato all&rsquo;evidenza dei risultati ottenuti.</p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: comic sans ms,sans-serif;">particolare della foto</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> &copy;</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agropoli, per i diportisti più tormenti che gioie nel porto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/21072011072000opinioneagropoli_diportisti_tormenti_gioie_porto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 05:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/2011/07/21/21072011072000opinioneagropoli_diportisti_tormenti_gioie_porto/</guid>

					<description><![CDATA[Il porto di Agropoli, frutto negli anni di susseguenti interventi statali, pu&#242; ospitare, tra imbarcazioni e natanti, circa 800 unit&#224;. Strategico, per ubicazione geografica, guarda il Golfo di Salerno, le Isole Flegree. Si affaccia sulla Costiera Cilentana, rinomata per le sue acque cristalline (a poche miglia da Acciaroli, anche quest&#8217;anno primo nel programma Bandiera Blu per la certificazione della qualit&#224; ambientale dei paesi rivieraschi).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Agropoli possiede la pi&ugrave; bella e la pi&ugrave; funzionale struttura portuale pubblica per il diporto nautico dell&rsquo;Italia Meridionale. E questo non per valore affettivo, ma per giusta valutazione della realt&agrave;. <br />Il porto di Agropoli, frutto negli anni di susseguenti interventi statali, pu&ograve; ospitare, tra imbarcazioni e natanti, circa 800 unit&agrave;. Strategico, per ubicazione geografica, guarda il Golfo di Salerno, le Isole Flegree. Si affaccia sulla Costiera Cilentana, rinomata per le sue acque cristalline (a poche miglia da Acciaroli, anche quest&rsquo;anno primo nel programma Bandiera Blu per la certificazione della qualit&agrave; ambientale dei paesi rivieraschi). Viene scelto dal diporto nautico come logistica tappa di transito, prima del salto verso le localit&agrave; del Tirreno Meridionale: Costa della Calabria, Eolie, Ustica, Sicilia ed Egadi. E&rsquo; il naturale porto di attracco per visitare Paestum, sito Patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave;. Strutturalmente&nbsp; riparato dagli avversi eventi meteorologici. Aperto a un&nbsp; solo vento del 1&deg; quadrante, il Grecale che non crea traversia per il corto fetch. <br />Queste prerogative hanno destato, nel tempo, gli interessi e gli appetiti di soggetti privati e&nbsp; Enti Pubblici.<br />E&rsquo; noto il tentativo, attualmente fallito, di gestire in toto l&rsquo;ambito portuale, progettato da Italia Navigando s.p.a., carrozzone pubblico/privato, tramite le controllate Campania Navigando s.r.l. e Agropoli Navigando s.r.l. che, in Campania, dopo Capri e Procida,&nbsp; pensavano bene di prendere possesso anche dell&rsquo;appetibile Porto di Agropoli.<br />Ma il complesso del quadro attuale non &egrave; dei migliori.<br />Il Ministero dell&rsquo;Ambiente con Decreto 21 ottobre 2009 ha istituito l&rsquo;area marina protetta &ldquo;Santa Maria di Castellabate&rdquo; e il conseguente Regolamento (G.U. del 09 aprile 2010) ha disciplinato le attivit&agrave; consentite. In pratica, gi&agrave; a circa un paio di miglia verso sud lungo la costa, &egrave; precluso il transito al naviglio. Nelle zone, che, da sempre, i dipartisti frequentavano, &egrave; vietato ormeggio, quindi balneazione, e la pesca sportiva. Il superamento di Punta Licosa &egrave; possibile allargandosi di parecchie miglia, mentre il previsto corridoio di attraversamento della zona protetta &egrave; solo sulla carta; mancano a mare boe e mede di segnalazione. <br />I controlli per il rispetto della norma sono giustamente capillari: guardia Costiera, sezione navale dei carabinieri, pattuglia su gommone dell&rsquo;Ente parco. Le multe per i trasgressori sono salatissime. Sovente, per estremo di solerzia o per inadeguata formazione del personale preposto ai controlli, si calca la mano sulla repressione delle infrazioni, dimenticando, forse, che questo istituto viene in terza battuta rispetto a educazione e prevenzione!&nbsp; <br />Nessuna critica alla costituzione dell&rsquo;area marina protetta e alle finalit&agrave; istituzionali previste nell&rsquo;art. 3 del Decreto Ministeriale. Come non si pu&ograve; essere d&rsquo;accordo con la protezione ambientale delle aree di interesse naturalistico, che sono un patrimonio di tutti da conservare? Ma questo preclude il turismo nautico, almeno quello minore, quello di massa, e lo elegge a solo quello maggiore, elitario e inferiore per numero, E i numeri, si sa, fanno business. Romagna docet! <br />E&rsquo; il solito problema di salvare capra e cavoli. Come conciliare l&rsquo;esigenza della salvaguardia naturalistica con il sacrosanto diritto di poter usufruire di un bene comune. Si riconosce che la &ldquo;quadra&rdquo; &#8211; di Bossico idioma &#8211; non &egrave; di facile soluzione. Il turismo balneare/nautico, per Agropoli e per i paesi della corona circostante, &egrave; un primario tassello economico che va dall&rsquo;ospitalit&agrave; abitativa, al commercio, alla cantieristica nautica, al noleggio e all&rsquo;ormeggio nautico, le cui sinergie interessano tutti i settori produttivi. L&rsquo;assunzione della decisione &egrave; collegiale e a livello di Istituzioni Locali Allargate, cointeressando Enti comunali, Ente parco e Autorit&agrave; marittime. <br />Inoltre, quello fin qui descritto &egrave; uno degli aspetti del porto di Agropoli. <br />Lo specchio d&rsquo;acqua portuale &egrave; lottizzato con concessioni, quasi tutte a privati, che vi hanno istallato pontili galleggianti per l&rsquo;ormeggio di imbarcazioni anche di importanti dimensioni, con notevoli ritorni lucrativi. Uniche eccezioni i pontili della Lega Navale e del Circolo Canottieri, istituzionalmente associazioni no profit. Il Comune &egrave; arrivato a giochi fatti nella gestione dei posti-barca. Il suo intervento si &egrave; dovuto limitare a pochi attracchi su banchina/pontili fissi, solo per piccoli natanti, e per far fronte alle numerose richieste ha allestito, limitato ai mesi estivi,&nbsp; un campo-boe nelle acque della &ldquo;Marina&rdquo;. <br />Per le barche in transito &egrave; poco rispettata la norma di legge che prevede di riservare loro, gratis, il 10% della disponibilit&agrave; degli ormeggi. <br />Il divario&nbsp; richiesta/offerta e la monopolizzazione dei servizi (anche alaggio/varo, rifornimento di carburanti, ecc.) hanno generato un indiscriminato aumento speculativo dei costi unitari. Salvo sporadiche eccezioni, i prezzi non sono esposti, in spregio a precisa norma comunitaria, da tempo adottata dal nostro ordinamento. Non &egrave; noto nessun Disposto Istituzionale calmieratore e l&rsquo;eco di controlli sanzionatori, se avvenuti, non &egrave; recepito.<br />Negli anni, nel porto il livello delle acque si &egrave; andato abbassando. Si &egrave; sempre parlato di lavori di dragaggio. Ma il rimbalzo delle competenze Regione-Comune ha portato ad un nulla di fatto. La posa di massi a difesa dell&rsquo;arenile di San Marco e la modifica delle correnti pu&ograve; acuire il problema.&nbsp; Quindi &egrave; precluso l&rsquo;acceso a larga parte di esso per le imbarcazioni con pescaggi maggiori, con conseguenze pratiche d&rsquo;immagine e di limitazione di presenze, tanto che si &egrave; dovuto individuare, fuori del porto, un&rsquo;area di fonda in rada (Ordinanza Circolare Agropoli n. 32/11 del 27 maggio 2011). <br />Sulla viabilit&agrave; e sui parcheggi nell&rsquo;ambito portuale ci siamo gi&agrave; ampiamente dilungati nell&rsquo;articolo dell&rsquo;otto luglio. Anche questo aspetto &egrave; un&rsquo;importante tessera di completamento di un mosaico complessivamente non tranquillizzante. <br />Innanzi dicevamo che le decisioni devono essere univoche e collegiali tra gli Enti interessati. La cosa ha anche carattere di urgenza. In questo mese la stampa del settore informa che, gi&agrave; dalla prossima estate saranno funzionanti 400 posti-barca nel costruendo Marina di Arechi-Port Village di Salerno A regime ospiter&agrave; 1000 imbarcazioni! Per qualit&agrave; della struttura e per ubicazione &egrave; il primo concorrente del Porto di Agropoli.<br />Il capofila, colui che deve intraprendere l&rsquo;iniziativa e condurre la partita, &egrave; il Comune di Agropoli per diretto interesse. E il primo step &egrave; la Regione, poi i finanziamenti necessari. Ma se mutua le stesse logiche di tempismo e qualit&agrave; realizzativa, dimostrata&nbsp; nell&rsquo;edificazione delle numerose opere pubbliche, pensiamo che questa Sindaco possegga volont&agrave; e capacit&agrave; per portare a termine simile gravoso incarico. Certo, per sua peculiarit&agrave;, la riorganizzazione del porto presuppone il possesso di qualit&agrave; superiori a quelle necessarie per fare un rond&ograve; o un fabbricato pubblico. Nella programmazione occorrer&agrave; la collaborazione di soggetti che conoscono, per vissuta esperienza, la dinamica dei problemi portuali, escludendo eventuali logiche politiche di scelta di pseudo-saccenti che si propongono.<br />Il porto &egrave; tra i primi, se non il primo fattore economico di Agropoli e del suo del Comprensorio. Ne va, quindi, del futuro socio-economico collettivo e una scelta non pu&ograve; essere rimandata. </p>
<p><span style="font-size: x-small;">&copy; RIPRODUZIONE RISERVATA</span></p>
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		<title>Parcheggi nel Porto di Agropoli: dopo tanto parlare hanno …..partorito un rospo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/08072011193943_opinione_parcheggi_porto_di_agropoli_dopo_tanto_parlare_hanno_partorito_un_rospo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 17:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Generalmente si dice: &#8220;partorire un topolino&#8221;, ma questa volta &#232; proprio un rospo! Dopo Ordinanza del comandante del Porto, costosi lavori comunali di istallazione di automatismi di parcheggio con sbarre e strisce blu/gialle, voci di banchina, smentite e rinvii...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Generalmente si dice: &ldquo;partorire un topolino&rdquo;, ma questa volta &egrave; proprio un rospo!<br />Dopo Ordinanza del comandante del Porto, costosi lavori comunali di istallazione di automatismi di parcheggio con sbarre e strisce blu/gialle, voci di banchina, smentite e rinvii,&nbsp; venerd&igrave; 8 luglio dovrebbero andare&nbsp; a regime le&nbsp; nuove regole stabilite da Circomare/Comune di Agropoli, che governeranno l&#8217;accesso e la sosta nell&#8217;ambito portuale.<br />La sosta nelle strisce blu &egrave; consentita a tutti, contro pagamento, di volta in volta, di un ticket orario del costo di un euro per ogni ora, che permette, anche, l&rsquo;accesso nell&rsquo;ambito portuale, limitatamente alla zona palazzina Capitaneria-inizio molo di sopraflutto (settore B1 dell&rsquo;Ordinanza Ufficio Circondariale Marittimo di Agropoli n. 11/2011).<br />Diportisti, con barca ormeggiata nello specchio del porto, e operatori portuali possono richiedere il rilascio di una scheda magnetica, con validit&agrave; per un anno solare (quest&#8217;anno, quindi, fino al 31.12.2011) al costo di 50,00 euro. Il rilascio dovrebbe avvenire previa sottoscrizione di una istanza prestampata, da completare con i dati anagrafici del richiedente, il codice fiscale e, obbligatoriamente, il numero del cellulare. Tale prestampato &#8211; in testata, affiancati, il logo del Comune e di una nota ditta produttrice di automatismi per cancelli, in calce la ragione sociale, recapito telefonico e indirizzo&nbsp; dell&rsquo;installatore &#8211; intitolato: &ldquo;Porto di Agropoli. Richiesta attivazione scheda prepagata per il parcheggio&rdquo;. <br />Mi domando. Per l&rsquo;acquisto di una scheda prepagata per il parcheggio era, proprio, indispensabile schedare diportisti e operatori portuali, alla faccia del giusto diritto alla privacy personale, o era bastante, per avere titolo, l&rsquo;assenso scritto dei Concessionari &ndash; dei pontili &#8211; dell&rsquo;ormeggio di un&rsquo;imbarcazione nel loro specchio d&rsquo;acqua? Esiste una spiegazione logica perch&eacute; nome della ditta produttrice degli automatismi e del suo installatore compaiono sull&rsquo;istanza e sulla scheda magnetica, in affiancamento al quello del Comune? E&rsquo; da intendersi un vincolo per il rilascio della scheda o per una forma di pubblicit&agrave; occulta o che altro?<br />E adesso il rospo, anzi i rospi perch&eacute; &egrave; stato un parto plurimo.<br />In aprile, il comandante del Porto di Agropoli (gi&agrave; ricordata Ordinanza n. 11/02011) giustamente disciplinava accesso circolazione e sosta veicolare, segmentando l&rsquo;ambito portuale in vari settori, ciascuno con divieti e consensi. Ordinava che l&rsquo;accesso &egrave; consentito soltanto a operatori Portuali e proprietari di unit&agrave; ormeggiate nel porto, titolari di permesso rilasciato dall&rsquo;Autorit&agrave; Marittima (art. 5). E aggiungeva: &ldquo;Limitatamente all&rsquo;area B1, laddove l&rsquo;accesso sia finalizzato alla sosta, il possesso e l&rsquo;esposizione di valido titolo di pagamento se richiesto &ndash; potr&agrave; essere considerato sostitutivo del citato permesso di accesso&rdquo; (art. 4). <br />Da questo, &egrave; interpretazione, da comune mortale, considerare, come un atto delegato dall&rsquo;Autorit&agrave; Marittima, la sostituzione del&nbsp; permesso di accesso al porto con la ricevuta di pagamento di parcheggio (gratt&igrave; o scheda)?<br />E alla luce di quanto, come &egrave; possibile assicurare il &ldquo;mantenimento dei massimi standard di sicurezza e security nell&rsquo;ambito portuale&rdquo; &#8211; giusti e condivisibili principi ricordati nella premessa della citata Ordinanza &#8211; quando con un euro chiunque ha libero accesso, senza alcuna preventiva convalida?<br />Poi, non &egrave; discriminatorio per coloro che, come ogni anno, hanno prodotto istanza e ottenuto permesso, dimostrando di avere titolo all&rsquo;accesso, vedere che, con un solo euro, chiunque pu&ograve;&nbsp; accedere?<br />Il secondo rospo &egrave; pi&ugrave; articolato. Presunta trasgressione a dottrina e giurisprudenza.<br />Il Codice della Strada (D.Lgs. 285/92) recita chiaramente all&rsquo;art. 7 comma 8: &ldquo;Qualora il Comune assuma l&#8217;esercizio diretto del parcheggio&hellip;&hellip;. disponga l&#8217;installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta &hellip;, su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta&rdquo;. Norma richiamata e confermata, anche, con sentenza della Cassazione (Sezioni Unite Civili Suprema Corte n. 116/2007).<br />E&rsquo; da considerarsi &ldquo;una adeguata area nelle immediate vicinanze&rdquo; il parcheggio a strisce bianche di via Selecaro &#8211; circa il 10% verso il totale di quello a strisce blu &#8211; o era migliore la scelta dello scorso anno che riservava a parcheggio libero anche il lato destro della corsia in uscita dal Porto? <br />In aggiunta, le aree destinate al parcheggio non dovrebbero essere &ldquo;ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico&rdquo; (D.Lgs. 285/92 art. 7 comma 6)?&nbsp; Non sembra che le varie tratte di parcheggio siano ubicate fuori della carreggiata, anzi &egrave; stata ridotta, dalla costituzione a spina di pesce dei siti. E la loro limitata profondit&agrave;, con l&rsquo;eventuale fuoriuscita delle auto, la pu&ograve; ridurre ulteriormente. Quindi non &egrave; a rischio quel principio di sicurezza nell&rsquo;ambito portuale?<br />Un ultima riflessione da fare. &ldquo;Ne vale la candela&rdquo; il ritorno in termini economici, rispetto al costoso investimento &#8211; istallazione di sbarre, automatismi elettronici, contamacchine, display digitali &#8211; e alla future spese di manutenzione e esercizio?<br />E ancora. Non sarebbe stato pi&ugrave; logico riservare unicamente a operatori e diportisti, che sono la linfa vitale dell&rsquo;attivit&agrave; economica portuale, il parcheggio all&rsquo;interno della cosiddetta zona B1?<br />Se il dubbio degli Amministratori Comunale era quello di non saturare tutti posti auto disponibili, la considerazione che questi sono circa il 30% degli ormeggi del porto avrebbe dovuto fugare ogni esitazione. In pi&ugrave;, considerando che la maggior parte dei dipartisti non sono residenti, ci avrebbe preservato da un ritorno negativo d&rsquo;immagine, nella probabile ipotesi che alcuni di essi non possano accedere alla propria imbarcazione ormeggiata, per non sapere ove parcheggiare l&rsquo;auto, sia dentro che fuori l&rsquo;ambito del porto. <br />Del resto, da una scelta che limita l&rsquo;accesso carrabile e alla sosta &ndash; norma di prassi nei porti pubblici &#8211; gli altri visitatori non sarebbero stati penalizzati. Infatti se lo scopo &egrave; di fare una passeggiata a piedi per diletto per godere della vista del porto, come osserviamo che avviene, in modo ripetitivo, nei giorni festivi e feriali, non sarebbe stato un problema usufruire dei numerosi parcheggi a pagamento e liberi esistenti nei tratti di viabilit&agrave; urbana da via Antonicelli alla via Selecaro.</p>
<p><span style="font-size: small;"> &copy;</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A Torchiara ora con la Festa Medievale come la mettiamo?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/opinione_torchiara_ora_con_festa_medievale_come_mettiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 16:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Palazzo Baronale di Torchiara, conferenza stampa per il &#8220;Solstizio d&#8217;Estate 2011&#8221; e alle ore 19:00, nella Villa Comunale, presentazione del&#160; &#8220;Restayling della Villa Comunale&#8221;.&#160; Ma la salvaguardia del patrimonio paesaggistico non dovrebbe essere di primaria importanza per un&#8217;attenta Amministrazione Comunale?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 25 giugno alle ore 16:00, nel Palazzo Baronale di Torchiara, conferenza stampa per il &ldquo;Solstizio d&rsquo;Estate 2011&rdquo; e alle ore 19:00, nella Villa Comunale, presentazione del&nbsp; &ldquo;Restayling della Villa Comunale&rdquo;. <br />Entrambe lecito e giusto segnale di attivit&agrave; comunicativa degli Amministratori Comunali, degno dei pi&ugrave; qualificati public relation men.&nbsp; Iniziative, nel loro complesso meritorie. Tendono a qualificare l&rsquo;&ldquo;immagine turistica&rdquo; di Torchiara, nello scenario di similari iniziative dei paesi vicini, e nella disponibilit&agrave; di risorse umane e finanziarie, anche nell&rsquo;attuale momento congiunturale per l&rsquo;economia nazionale e locale. <br />In questo quadro di criticit&agrave; economica sarebbe interessante un&rsquo;analitico studio: se tutto ci&ograve; abbia un ritorno pratico per le attivit&agrave; artigianali e commerciali della Comunit&agrave; e, di riflesso, per le Casse Pubbliche o se fosse stato pi&ugrave; profittevole utilizzare le risorse per altri indirizzi.<br />A copertura nazionale, quindi esportate anche nei contesti locali, le azioni pubbliche sono presentate, ormai, alla stregua di uno show televisivo, un teatrino, ove lo share &egrave; l&rsquo;accaparramento del consenso e il conseguimento del business privato, infischiandosi dell&rsquo;interesse collettivo. Riesumato in salsa attuale rivive il concetto del &ldquo;pane, feste e forca&rdquo; di storica memoria&nbsp; Questo &egrave; un vento da basso impero, che spira sospinto dalla connivenza di pochi e, per adesso, nella indifferenza della moltitudine. Del resto, la voce del dissenso &egrave;&nbsp; considerata intralciante. Additata come solito contestatore, come inascoltato Savonarola da porre sul rogo mediatico.<br />E veniamo al fatto. Sono in fase di realizzazione, a poco pi&ugrave; di cinquanta metri dalla piazza di Torchiara Capoluogo, tre edifici per civile abitazione, da monte a valle, ognuno composto da pi&ugrave; corpi di fabbrica costruiti per aderenza. Pi&ugrave; che altro, parallelepipedi in cemento, specie di capannoni simili alle caserme di giovanile memoria. Progettazione abnorme in modo da deturpare, con il suo impatto ambientale, il patrimonio estetico di questo paese. <br />Ma la salvaguardia del patrimonio paesaggistico non dovrebbe essere di primaria importanza per un&rsquo;attenta Amministrazione Comunale? <br />Personalmente, non mi entusiasma svelare le furbizie progettuali che, sfruttando il Regolamento Edilizio, hanno permesso la costruzione in aderenza tra lotti di terreno confinanti con differenti Concessioni. E&rsquo;, invece, da moderato pensare che, come tutte le cose, si possono fare bene e male. Il giusto concetto del massimo utilizzo volumetrico del terreno disponibile, poteva essere realizzato amalgamando le costruzioni nell&rsquo;ambiente, nel quale vanno a insistere e non nel suo totale spregio. <br />Come non &egrave; da giustizialista rimanere interdetto nel constatare che &egrave; stato permessa l&rsquo;istallazione di una gru da cantiere, due volte pi&ugrave; alta dei realizzandi fabbricati e con uno sbraccio che, nei suoi movimenti con carichi pendenti, interferisce con la via Provinciale e l&rsquo;adiacente parcheggio pubblico!<br />Ma tutto questo e il rispetto della legge non dovrebbe essere, nuovamente, primario argomento di un&rsquo;attenta Amministrazione Comunale e delle Funzioni preposte al controllo? <br />L&rsquo;incremento edilizio apportatore di presenze, siano esse pi&ugrave; o meno residenziali, favorisce, l&rsquo;economia locale, lo scambio socio/culturale e attualizza un obiettivo di globalizzato distacco dall&rsquo;isolamento tipico dei paesi del nostro Meridione. <br />Ma non &egrave; un prezzo troppo alto sacrificare il patrimonio d&rsquo;immagine, unico insostituibile bene, la sicurezza dei cittadini e l&rsquo;uguaglianza di fronte alla legge sull&rsquo;altare di tale incremento edilizio? Come &egrave; un diritto civile pensare di lasciare, ai nostri figli e ai nostri nipoti, lo stesso patrimonio d&rsquo;immagine e ambientale che ci hanno lasciato i nostri padri. Un dono incommensurabile che abbinato alla panoramica del paesaggio e alla clemenza del clima lo rendono, giustamente, ambito, come i fatti dimostrano.<br />Poi sarebbe da chiedere se non stride e non avr&agrave; conseguenze per lo sforzo che compie la Funzione Locale nel tentativo di far riconoscere Torchiara come Borgo Medioevale, in quello spirito del &ldquo;Solstizio d&rsquo;Estate&rdquo; che annualmente si rinnova. E la &ldquo;Festa Medievale&rdquo;, del quale &egrave; la massima espressione e che si manifesta nella piazza adiacente, come concilia la propria essenza con lo scenario di fondo delle &ldquo;Caserme&rdquo;?<br />Ricordando che i Beni Pubblici sono patrimonio di tutti i cittadini, sarebbe il caso di un&rsquo;attenta meditazione sulle molte e discutibili decisioni che, per voluta imperizia, sono state adottate.</p>
<p> &copy;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La programmazione è un optional</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torchiara_la_programmazione_e_un_optional/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Brugnola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 16:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[E sono sempre&#160; i cittadini a pagarne le scelte sbagliate e gli sprechi. E&#8217; un normale evento di &#8220;ordinaria follia&#8221; gestionale delle nostre Amministrazioni Locali. Uno dei tanti che ripetitivamente avvengono sotto i nostri occhi&#160; e ai quali ci siamo talmente abituati da non apparire pi&#249; rilevanti...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>E&rsquo; un normale evento di &ldquo;ordinaria follia&rdquo; gestionale delle nostre Amministrazioni Locali. Uno dei tanti che ripetitivamente avvengono sotto i nostri occhi&nbsp; e ai quali ci siamo talmente abituati da non apparire pi&ugrave; rilevanti, cos&igrave; che la cittadinanza li accetta come normali fatti, ne sopporta le conseguenze e non ne avverte neanche pi&ugrave; l&rsquo;intima civile repulsione. Questo &egrave; l&rsquo;aspetto di maggiore preoccupazione: incamerare concettualmente il principio di non accorgersi dei piccoli impatti comporta un escalation di&nbsp; assuefazione, anche a quelli di prioritaria importanza.<br />E veniamo al fatto. Tempo addietro in Torchiara Capoluogo fu deciso di ripavimentare&nbsp; la via di accesso alla piazza Torre, al centro storico e alla chiesa del SS Salvatore, sostituendo il manto di asfalto con betonelle di basalto. Un opera meritoria di restyling, esteticamente pregevole, di costo elevato per l&rsquo;Amministrazione e ben accetta anche dalla popolazione residente lungo la strada, che subirono un cantiere sotto casa protratto per parecchi mesi, con i naturali disagi che esso comporta. Unico successivo problema: la sbagliata scelta del materiale, della sua posa in opera e, in contemporanea, l&rsquo;apertura al traffico pesante comportarono la diffusa frantumazione delle betonelle in pietrisco pericoloso per passanti e autovetture. Da questo numerosi costosi interventi di ordinaria manutenzione, infruttuosi perch&eacute; il problema &egrave; di fondo e non risolvibile con la sostituzione delle betonelle rotte.<br />In questo inizio di anno L&rsquo;Amministrazione Comunale, pressata dal deplorevole stato di fatto, ha deciso un ennesimo lavoro&nbsp; di manutenzione, questa volta straordinaria, pi&ugrave; radicale: sostituzione delle betonelle a &ldquo;macchia di leopardo&rdquo; con altre di maggiore spessore. Quindi chiusura della strada, cantiere recintato e disagevole traffico pedonale limitato al solo ingresso alle abitazioni, quindi nuovi disagi per i residenti quali rumore, polvere,&nbsp; impossibilit&agrave; di parcheggio e accesso ai garage, poi altra spesa, non ancora quantizzabile perch&eacute; non resa nota dagli Amministratori. I lavori sono ultimati e la strada quasi totalmente riaperta.<br />Fin qui molte scelte, personalmente opinabili ma niente&nbsp; di eclatante, se non che stamane una nuova impresa ha iniziato uno scavo per la posa di cavo elettrico, per la rete di illuminazione comunale, lungo la via la dove, non pi&ugrave; tardi di una settimana prima, erano terminati i lavori stradali di manutenzione. Quindi, di nuovo, i disagi gi&agrave; elencati, il demolire e rifare un lavoro appena completato, altre spese per il Comune e conseguente presupposto spreco di pubbliche risorse.<br />Sono convinto che simile evento sia da repertorio di come non si devono fare le cose. Chiunque, con un minimo di raziocinio, avrebbe programmato i lavori in modo inverso: prima la posa del cavo poi la pavimentazione, ma &egrave; evidente che il raziocinio non &egrave; il primo dono di coloro che hanno disposto l&rsquo;esecuzione dei lavori.<br />E per concludere alcune riflessioni. La strada &egrave; un&rsquo;utenza di tutti i cittadini, la cui integrit&agrave; strutturale, di realizzazione e manutenzione, &egrave; obbligo istituzionale di Funzioni e Amministratori Pubblici; proprio perch&eacute; pubblica &egrave; patrimonio di tutti e, di conseguenza, sovvenzionata con i soldi dei cittadini, la cui oculata gestione dovrebbe essere&nbsp; imperativo categorico, nuovamente, di Funzioni e Amministratori Pubblici; come &egrave; istituzionale la supervisione e il controllo sull&rsquo;attivit&agrave; delle Funzioni Comunali da parte dei Pubblici Amministratori; in ultimo, poich&eacute; &egrave; costituzionalmente stabilito che la sovranit&agrave; appartiene al Popolo, esso ha diritto ad essere rispettato in tutti i molteplici accadimenti, fondamento democratico che si estrinseca nel rispetto delle leggi da parte di coloro che sono stati eletti per farle osservare e per osservarle&nbsp; essi stessi.<br />Tutto questo, nella pratica, rimane spesso teoria e utopica ambizione; importante che non si consideri normale e si assuma, per acquisita consuetudine, giusto quello che giusto non &egrave;, come basilare &egrave; ascoltare la voce che ne rinnova l&rsquo;avvertenza.</p>
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