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	<title>Egidio Marchetti | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Feb 2026 16:15:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vallo Scalo, +21% di passeggeri: la stazione diventa “il motore dell’area vasta del Cilento”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 16:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia pubblicata pochi giorni fa da Trainline sull&#8217;incremento del 21% di passeggeri nella stazione ferroviaria di Vallo della Lucania- Castelnuovo, è passata quasi in secondo piano.Sempre più spesso le [...]]]></description>
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<p>La notizia pubblicata pochi giorni fa da Trainline sull&#8217;incremento del 21% di passeggeri nella stazione ferroviaria di Vallo della Lucania- Castelnuovo, è passata quasi in secondo piano.<br />Sempre più spesso le buone notizie vengono offuscate dal furore polemista dei media, dalla morbosa ricerca del clamore, facile esca per un&#8217;opinione pubblica stordita da polemiche sterili e contrapposizioni personalistiche, senza alcun contenuto.</p>



<p>La forza di questa stazione è quella di trovarsi in una zona strategica, equidistante tra il mare e la montagna, ubicata nel Comune di Casal Velino, al confine con Salento e Castelnuovo ed a cinque minuti da Vallo della Lucania, di cui porta il nome in virtù del suo ruolo storico di capoluogo amministrativo del Cilento.<br />Quando fu costruita, Vallo della Lucania sembrò tagliata fuori, non essendoci collegamenti viari idonei e ciò rappresentò una sconfitta, con il prevalere dei desiderata del Senatore Talamo, rispetto alle ambizioni di chi la voleva nel territorio vallese.<br />All&#8217;epoca ciò costituì un grave handicap, almeno fino a quando non fu realizzata la strada Cilentana, che ha accorciato notevolmente i tempi di percorrenza.<br />Infatti, le infrastrutture svolgono anche un ruolo di collante, realizzando quella coesione territoriale, tanto predicata, ma mai realmente perseguita dalla classe politica.<br />Ma non solo questo: la stazione FS di Vallo Scalo è oggi un vero snodo dai chiari connotati intercomunali.<br />L&#8217;essere stata realizzata in una zona pianeggiante, benchè periferica rispetto agli insediamenti abitativi, con spazi circostanti enormi, l&#8217;ha preservata da mire speculative, evitando che venisse soffocata da fabbricati, come è successo altrove, avendo altresì ancora molti terreni intorno, utili per una eventuale espansione dei servizi connessi al trasporto.</p>



<p>Oggi rappresenta un punto vitale, nel cuore della Valle dell&#8217;Alento, un asse formidabile dall&#8217;enorme potenziale di sviluppo per gli investimenti produttivi, siano essi agricoli, turistici, commerciali ed artigianali.<br />Una zona omogenea orograficamente, ma che sconta il limite della frammentazione amministrativa, articolandosi tra vari comuni quali Omignano, Salento, Castelnuovo, Casal Velino, Ascea etc.<br />Lo aveva intuito il compianto avvocato Franco Chirico, lavorando infaticabilmente per decenni alla realizzazione di opere idrauliche stradali, energetiche, turistiche, di bonifica ed all&#8217;elaborazione di progetti dalla straordinaria visione territoriale, presiedendo vari Consorzi creati ad hoc. Un&#8217;eredità enorme, un patrimonio programmatico di calzante attualità, a cui la classe dirigente dovrebbe attingere quotidianamente.</p>



<p>Infatti, i processi economici corrono più velocemente rispetto a quelli politici e, spesso, cercano spazi dove ci sono, un po&#8217; come l&#8217;acqua che scorre lungo i percorsi più fluidi, aggirando o distruggendo ostacoli e barriere.<br />Le attuali forme amministrative, risultano inadeguate in quanto ristrette dai propri confini comunali e, peggio ancora, dall&#8217;esiguo numero di tecnici, dalla scarsità di risorse economiche, dovuta al ridotto gettito fiscale conseguente al basso numero di abitanti e quindi di contribuenti.<br />Spesso si ignora di come alcune amministrazioni debbano garantire l&#8217;igiene, la viabilità, la manutenzione per una serie di presìdi che servono una popolazione, più numerosa di quella residenziale.<br />Risulta quindi anacronistico restare divisi nella gestione di certi asset pubblici, così come nella pianificazione urbanistica, commerciale, artigianale.<br />Proprio il concetto di area vasta, disciplinato da strumenti normativi, favorisce la gestione comune di aree omogenee economicamente, per coordinare le iniziative amministrative dei comuni in vari settori.</p>



<p>La sfida per il Cilento è anche questa, mettendo insieme tutte le energie disponibili per gestire al meglio le infrastrutture esistenti con la creazione di aree intercomunali per attrarre investimenti e servizi.<br />Partendo da un&#8217;area di 30 o 40 mila abitanti per ottimizzare risorse, progetti, finanziamenti,<br />Praticamente scuole, trasporti, aree industriali, impianti sportivi dovrebbero essere tarati su questa base demografica, con una intelligente ripartizione di ruoli, di competenze e di costi.</p>



<p>La vicenda della stazione ferroviaria di Vallo Scalo insegna proprio questo: anche dalle sconfitte storiche nascono delle opportunità.<br />Una linea ferroviaria disegnata 150 anni fa ha allargato gli orizzonti logistici ed oggi ci rappresenta quali possono essere gli spazi di crescita di una comunità che non può restare ristretta negli angusti confini comunali.<br />Questo è lo spartiacque tra chi preferisce restare paesanotto e chi immagina una città allargata e lavora per far crescere una identità plurale.</p>
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		<title>Il Sud tra cemento e disastri ambientali paga il conto della politica miope</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-sud-tra-cemento-e-disastri-ambientali-paga-il-conto-della-politica-miope/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 19:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[cemento e speculazione]]></category>
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		<category><![CDATA[tutela territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Le immagini della frana catastrofica di Niscemi e quelle delle mareggiate che hanno flagellato le coste meridionali, rievocano la famosa frase di Giustino Fortunato, che definì il Mezzogiorno come uno &#8220;sfasciume [...]]]></description>
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<p>Le immagini della frana catastrofica di Niscemi e quelle delle mareggiate che hanno flagellato le coste meridionali, rievocano la famosa frase di Giustino Fortunato, che definì il Mezzogiorno come uno &#8220;sfasciume pendulo sul mare&#8221;.</p>



<p>Dopo oltre un secolo la situazione sembra addirittura aggravata dal totale disprezzo delle classi dirigenti italiane verso la tutela dell&#8217;ambiente e dell&#8217;assetto idrogeologico.</p>



<p>Appare paradossale e beffardo non aver utilizzato come si doveva il PNRR, salutato dai partiti e dai media come una sorta di Sacro Graal, dagli effetti miracolistici,  diventando sempre più una clamorosa occasione mancata per mettere in sicurezza il territorio e la vita degli abitanti.</p>



<p>Prima o poi qualche Procura o delle Commissioni di inchiesta si dovranno occupare di come siano stati spesi oltre 200 miliardi di euro, tra opere eccessive se non inutili, di quanti sprechi e rendicontazioni farlocche. Di istituti scolastici ed asili sovradimensionati costruiti dove non nascono più bambini riscontrandosi un evidente calo demografico.</p>



<p>Di nuove infrastrutture ferroviarie progettate dove c&#8217;è bassa utenza, immaginando tracciati nelle aree ad alto rischio sismogenetico, come la nuova AV Salerno Reggio Calabria, mentre il mare divora le spiagge per migliaia di chilometri e le strade, i marciapiedi, i binari delle linee esistenti crollano come castelli di sabbia.</p>



<p>Non è infrequente che anche aree ricche di sorgenti, non riescano a soddisfare il fabbisogno dei propri abitanti a causa di una rete idrica vetusta. Immaginarsi la situazione in Sicilia, dove da decenni non si sostituiscono i tubi marci e gli approvvigionamenti si fanno con le autobotti e le taniche di plastica.<br> <br>L&#8217;Italia è quel Paese tanto abile nel gestire le emergenze, anche perché con le ricostruzioni postume ed i disastri si guadagna di più, quanto pigro nel pianificare la prevenzione e la gestione corretta del suolo, evidentemente per la coscienza sporca di pensare al guadagno facile delle imprese colluse, di tecnici incompetenti e disonesti, di politici irresponsabili.</p>



<p>Per alcune amministrazioni e per il “partito unico del cemento” l’importante è continuare a costruire e a condonare, pur in presenza di un numero incalcolabile di vani disabitati nei centri storici. Troppo conveniente per loro costruire &#8220;ex novo&#8221;, creando quartieri dormitorio piazzando qua e là dei centri commerciali, consumando suolo ed accrescendo le cause di frane e la desertificazione ambientale ed antropologica.<br> <br>Forse costa troppo dire dei no, affamare la bestia famelica della spesa pubblica ed il guadagno facile degli speculatori? Il tempo è galantuomo e la natura ci sta portando un conto salatissimo, trovandoci indebitati fino al collo per una serie di cose che andavano sicuramente pensate, gestite e realizzate senza l’assillo di dover spendere tutto e subito entro una certa data, per non perdere i finanziamenti del Next Generation EU…</p>



<p>Le emergenze c&#8217;erano e sono altre, sotto gli occhi di tutti ogni giorno, con maggioranze di governo di ogni colore politico, sia con esponenti di partito che di estrazione tecnica, i quali non hanno voluto vedere e decidere con il buon senso che qualunque madre di famiglia o un saggio contadino del Sud, avrebbero fatto meglio rispetto ai “grand commis” dello Stato pagati profumatamente.</p>



<p><strong>Fonte foto: L&#8217;Avvenire<br></strong> </p>
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		<title>«Il senso delle regole: sicurezza e responsabilità prima del profitto»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-senso-delle-regole-sicurezza-e-responsabilita-prima-del-profitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 19:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Morire mentre si festeggia in un luogo di divertimento, ha reso ancora più tragica la dimensione della strage di tanti giovani innocenti. Ci si accorge brutalmente di come la sciatteria, [...]]]></description>
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<p>Morire mentre si festeggia in un luogo di divertimento, ha reso ancora più tragica la dimensione della strage di tanti giovani innocenti. Ci si accorge brutalmente di come la sciatteria, la superficialità, l&#8217;incompetenza possano mettere a repentaglio la vita delle persone. E di come la logica del profitto facile, ad ogni costo, pongano in secondo piano la sicurezza, anche nella efficiente e rigorosa Svizzera.</p>



<p>Una discoteca trappola, una seggiovia senza manutenzione, un albergo o delle case costruite in aree a rischio idrogeologico, il sushi che uccide, come pure il botulino che intossica mortalmente, sono tutti frutto di una mentalità che vede nelle regole come qualcosa di rognoso e di antipatico da rispettare.</p>



<p>Nella vulgata corrente, alcuni imprenditori famelici e pure certi politici da strapazzo definiscono &#8220;eccesso di burocrazia&#8221; quell&#8217;insieme di regole che garantiscono la sicurezza dei cittadini, dei consumatori, degli utenti invocando una &#8220;deregulation&#8221; che ha il sapore dell&#8217;ignoranza mista a malafede.<br />Non è infrequente osservare un atteggiamento di avversione nei confronti di chi è preposto ad un controllo tecnico, sanitario e giuridico, come fosse una sorta di nemico o quanto meno un rompiballe, senza capire che certe funzioni sono un presidio vitale alla sicurezza collettiva.<br />Vigili del Fuoco, Tecnici Comunali, Funzionari ASL, Forze dell&#8217;Ordine, Vigili Urbani sono pagati per tutelare la vita di tutti. Occorre ricordarlo sempre, non solo quando piangiamo le vittime di certe tragedie, colpiti emotivamente dalla naturale identificazione con i genitori di quei poveri ragazzi, pretendendo maggiori tutele e rispettando di più il funzionario rigoroso e competente, spesso vilipeso ed osteggiato, rispetto a chi ha la firma facile e la coscienza sporca.</p>
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		<item>
		<title>Politica in saldo: alleanze, promesse e la grande fuga degli elettori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/politica-in-saldo-alleanze-promesse-e-la-grande-fuga-degli-elettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 16:25:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre si avvicina la data di presentazione delle liste elettorali, fervono i preparativi, si tessono e si disfano alleanze, si chiudono accordi, si ribaltano schieramenti, in nome di un posto [...]]]></description>
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<p>Mentre si avvicina la data di presentazione delle liste elettorali, fervono i preparativi, si tessono e si disfano alleanze, si chiudono accordi, si ribaltano schieramenti, in nome di un posto sicuro per il tanto agognato seggio.<br />Un rito stantìo e ripetitivo, tra le cause della inesorabile disaffezione del corpo elettorale, con una astensione dal voto che ormai rasenta il 50% degli aventi diritto.</p>



<p>In una democrazia matura la campagna elettorale dovrebbe rappresentare un momento di verifica di quanto realizzato nelle consiliature o nelle legislature precedenti, secondo un vecchio principio secondo cui la politica è quell&#8217;attività che intercorre tra una campagna elettorale ed un&#8217;altra.<br />Da troppo tempo, invece, la propaganda ha occupato tutti gli spazi della politica, orfana dei partiti storici, degli uffici studi, delle discussioni sui programmi veri.</p>



<p>Occorrerebbe quindi che ogni candidato cambiasse il copione, almeno in un aspetto.<br />Non più quello delle facili promesse elettorali, puri esercizi di onanismo politico, destinati a rimanere nel campo delle buone intenzioni.</p>



<p>Sarebbe ora di illustrare quello che si è prodotto, almeno negli ultimi cinque anni, non solo per i consiglieri regionali uscenti, quanto pure per gli ex sindaci, per i consiglieri comunali e provinciali, per i parlamentari, per i candidati provenienti dalla società civile, dal sindacato, dalle professioni.<br />Un modo cristallino per conoscere cosa hanno fatto, proposto, rivendicato e difeso nei vari settori che hanno impattato sui territori.</p>



<p>Proprio nel Cilento, mentre si chiudevano reparti ed ospedali, tribunali ed uffici postali, si effettuavano una serie di tagli nelle opere stradali e, addirittura, si progettava una nuova linea ferroviaria, pensata proprio per aggirare la terra di Parmenide.</p>



<p>Un&#8217;operazione verità oggi è irrinunciabile. Una sorta di &#8220;curriculum vitae&#8221; per ogni candidato, rivelerebbe chi ha veramente a cuore le sorti di questa terra bella e bistrattata.<br />Dove spesso proprio i rappresentanti del popolo sono stati i peggiori nemici del Cilento, arrivando a voltarsi da un altro lato, pur di mantenere cariche e privilegi.</p>



<p>Fare un passo del genere restituirebbe dignità alla politica, offesa e vilipesa da pifferai ed opportunisti, avvicinando i cittadini all&#8217;impegno ed alla militanza, ridotta ai minimi termini da decenni di incuria e di sciatteria verso i problemi reali.</p>



<p>Non ci sono altre strade: per salvare la politica occorre solamente praticarla seriamente, con esempi concreti ed un impegno costante, evitando gli spot autocelebrativi e le fasulle promesse elettorali, che hanno il sapore di una cambiale che non verrà mai pagata da nessuno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultima onta per il Cilento: Una tabella rimossa, quella del Pronto Soccorso dell&#8217;ospedale di Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lultima-onta-per-il-cilento-una-tabella-rimossa-quella-del-pronto-soccorso-dellospedale-di-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 13:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale agropoli]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ultima onta per il Cilento. Una tabella rimossa, quella del Pronto Soccorso dell&#8217;ospedale di Agropoli. Prima inaugurato, poi chiuso, tra promesse tradite di riaperture, bugie&#160;ripetute dietro proclami fasulli. Adesso è [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ultima onta per il Cilento. Una tabella rimossa, quella del Pronto Soccorso dell&#8217;ospedale di Agropoli. Prima inaugurato, poi chiuso, tra promesse tradite di riaperture, bugie&nbsp;ripetute dietro proclami fasulli. Adesso è tardi. La gente è pronta a scendere in piazza con proteste clamorose. Non si può mortificare una popolazione di settantacinquemila abitanti, con punte di duecentomila in estate.</p>



<p>Questa volta non si tornerà indietro perchè la misura è colma e la protesta monta clamorosa al ritmo di mille adesioni al giorno in un movimento spontaneo che si è denominato Gruppo Pronto Soccorso. Un fallimento per la democrazia rappresentativa, con l&#8217;incapacità della politica di incidere nei processi decisionali.</p>



<p>Partiti evanescenti, pronti solo nelle campagne elettorali, quali comitati per indicare i candidati. Istituzioni, come la regione ed i governi, lontani dalle esigenze dei cittadini.&nbsp;Lobby private a cui viene concesso spazio, creando artatamente il disservizio nel Sistema Sanitario pubblico. Una sorta di obsolescenza programmata e funzionale.</p>



<p>Oggi Agropoli sceglie la lotta popolare per gridare la propria rabbia in nome della dignità di un presidio sanitario. Al pari di Sapri, che da mesi lotta per difendere il suo punto nascita, con coraggio e pervicacia, senza arrendersi, nonostante i rimpalli tra Ministero e Regione. Vallo della Lucania con i reparti falcidiati nelle piante organiche, invece, vive in un sorta di limbo, galleggiando sulla zattera della sopravvivenza, perdendendo i suoi pezzi pregiati, come una nobile decaduta, costretta a svendere la propria argenteria. Illudendosi di poter resistere, ma condannata all’ analogo destino di un declino sicuro ed inarrestabile.</p>



<p>Tutti processi figli della medesima strategia distruttiva, quasi un accanimento demolitorio ai danni dei cilentani. Si preannunciano iniziative clamorose per il giorno 8 agosto alle ore 18, data prevista per la mobilitazione popolare ad Agropoli. I sindaci minacciano di consegnare le fasce tricolori al Prefetto ed i cittadini le proprie tessere elettorali.</p>



<p>Ci saranno delle serrate delle attività commerciali e la gente non esiterà a scendere in piazza. C&#8217;è da credere che questa popolazione, costituita in prevalenza da commercianti, artigiani, imprenditori, professionisti non avrà alcuna sudditanza con la politica.<br>Questo è un territorio storicamente incline al ribellismo. Dal Cilento scoccò la scintilla del Risorgimento, con i Moti Cilentani del 1820. Una situazione che si preannuncia incandescente e&nbsp;foriera di una frattura insanabile con i partiti tradizionali.</p>



<p>&nbsp;<br>Eppure è estremamente semplice capire che questa crisi è figlia delle politiche di austerità che hanno finito per accrescere il divario tra il centro e la periferia, contribuendo allo smantellamento dello stato sociale, dei servizi essenziali.</p>



<p>Sanità, giustizia, istruzione, infrastrutture viarie, sono i petali strappati di una rosa destinata ad appassire per mano di quei maldestri giardinieri chiamati ancora politici.</p>



<p>Fuor di metafora, siamo oltre tempo massimo.</p>



<p>Affinchè certi processi non siano irreversibili, occorre scrivere una nuova agenda sociale, prestando ascolto a certe istanze.</p>



<p>Abbandonando le stupide tabelline calate dall&#8217;alto, commisurando i bisogni dei cittadini non solo in considerazione del numero di utenti, quanto pure dell&#8217;estensione di determinate aree geografiche e della distanza di queste dai grandi centri metropolitani.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="579" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/08/23396867-f2db-4275-9baf-549f9ab55a43-579x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-211190" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/08/23396867-f2db-4275-9baf-549f9ab55a43-579x1024.jpeg 579w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/08/23396867-f2db-4275-9baf-549f9ab55a43-170x300.jpeg 170w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/08/23396867-f2db-4275-9baf-549f9ab55a43-768x1358.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/08/23396867-f2db-4275-9baf-549f9ab55a43-869x1536.jpeg 869w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/08/23396867-f2db-4275-9baf-549f9ab55a43.jpeg 905w" sizes="(max-width: 579px) 100vw, 579px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Marchetti: «L’aeroporto delle due Costiere e la via crucis della SS18»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marchetti-laeroporto-delle-due-costiere-e-la-via-crucis-della-ss18/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 13:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217; aeroporto di Salerno, situato nell&#8217;agro di Pontecagnano, sembra sbucare all&#8217;improvviso dopo un dedalo di stradine interpoderali che attraversano vasti campi coltivati a finocchi, angurie, verdure ed ortaggi.Tanta ruralità sembra [...]]]></description>
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<p>L&#8217; aeroporto di Salerno, situato nell&#8217;agro di Pontecagnano, sembra sbucare all&#8217;improvviso dopo un dedalo di stradine interpoderali che attraversano vasti campi coltivati a finocchi, angurie, verdure ed ortaggi.<br>Tanta ruralità sembra stridere con il caos cronico della strada Statale 18, &#8220;via crucis&#8221; della mobilità salernitana e, forse proprio per questo, protetta da una sorta di sacralità intrinseca, reputata quasi un dogma, insostituibile da ogni alternativa viaria, condannando residenti, turisti e pendolari a delle pene d&#8217;inferno. Qualcuno dice che tira più un crine di bufala che una colonna di automobili, quale giustificazione ultima di questa situazione.</p>



<p>Il nostro territorio vive da circa mezzo secolo con dei pesanti condizionamenti, a causa di alcuni inestricabili tabù. Pur esistendo aree adeguate da destinate a nuovi collegamenti, si preferisce mantenere lo status quo, per non danneggiare alcuni investimenti privati lungo l&#8217;unica via di comunicazione, oramai satura e spremuta oltre ogni ragionevole intenzione. Una landa conurbata , cresciuta senza regole, dove è difficile capire in quale comune ci si ritrovi: Capaccio, Eboli, Battipaglia, Bellizzi, Pontecagnano sono diventate un unicum informe, dove caseifici, supermercati, stazioni di servizio, centri commerciali, outlet sono i padroni del vapore, condizionando ogni possibilità di far decantare il traffico, un flusso da sfruttare con ingordigia per i loro commerci. Come se nella ricca Pianura Padana avessero impedito la costruzione delle autostrade per agevolare la vendita del parmigiano reggiano e dei prosciutti di Parma.</p>



<p>Questo è il motivo per cui oggi si fa prima ad andare in aereo a Milano o a Torino partendo da Salerno, che raggiungere il nostro capoluogo dal Sud della provincia e viceversa. Anche l&#8217;arrivo dei viaggiatori nel nuovo scalo aeroportuale, che in maniera ecumenica oggi ha abbracciato il nome delle due Costiere, rivela evidenti carenze. Servizi di autobus per la Costiera Amalfitana, per Salerno, per Battipaglia e finanche per la Basilicata, ma ancora nessuno per il Cilento. Qualcuno che abbia proposto di utilizzare i binari della linea ferroviaria Tirrenica per delle corse di treni dedicati ai collegamenti da e per il Cilento? Un vuoto logistico ed infrastrutturale che dà l&#8217;impressione di essere arrivati nel nulla, tranne la bellezza dei campi coltivati, delle serre, degli antichi casolari colonici spesso abbandonati.</p>



<p>La politica, nel frattempo, si autocelebra nella esaltazione della nuova denominazione aeroportuale ed inaugura addirittura la posa della prima pietra di opere come la Pisciottana, con circa quaranta anni di ritardo. Per tutto il resto, rimane latitante e complice nel non riuscire a proporre soluzioni concrete, progetti fattibili, infrastrutture lineari che siano in sintonia con le attuali esigenze di mobilità. La mancanza di volontà nel risolvere l&#8217;intasamento della viabilità nella Piana del Sele, da Battipaglia ad Agropoli, accampando scuse o alternative strambe, rappresenta una forma di negazionismo della realtà, sotto certi aspetti paragobabile a quella dei terrapiattisti o dei novax. Un non voler affrontare il problema di tutti per non scontentare i facoltosi interessi di pochi.</p>



<p>Sarebbe auspicabile che qualcuno dei decisori pubblici, solito percorrere queste anguste vie, prevalentemente in campagna elettorale, lo faccia pure per altre esigenze, magari per diletto e non per necessità sanitarie o per altre gravi urgenze. Un modo semplice e pratico di misurare i chilometri ed i tempi di percorrenza, lontano dalle esibizioni elettorali o dalle inaugurazioni di opere tanto tardive da sembrare oramai postume, rispetto alle occasioni perse, all&#8217;emigrazione emorragica che non rientrerà mai più.</p>
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		<title>Fede, cultura e politica: il territorio merita confronto, non divisioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fede-cultura-e-politica-il-territorio-merita-confronto-non-divisioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 13:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[ Non sembrano spegnersi le polemiche relative alla indisponibilità della Curia vallese a concedere l&#8217;utilizzo della chiesa del Crocifisso, quale sede di una mostra figurativa, nell&#8217;ambito di una serie di iniziative [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> Non sembrano spegnersi le polemiche relative alla indisponibilità della Curia vallese a concedere l&#8217;utilizzo della chiesa del Crocifisso, quale sede di una mostra figurativa, nell&#8217;ambito di una serie di iniziative patrocinate dall&#8217;Amministrazione comunale di Vallo della Lucania, contravvenendo ad una precedente autorizzazione, la quale aveva indotto gli organizzatori ad installare la mostra nella predetta chiesa.</p>



<p>Un dietrofront, palesato dal Vescovo durante un’omelia, che ha messo a repentaglio il lavoro e la programmazione della manifestazione.&nbsp;</p>



<p>In assenza di comunicati ufficiali, bisogna basarsi sulle versioni raccontante dai testimoni e, come tali, vanno gestite con cautela.</p>



<p>Sembrerebbe che il “casus belli” non sia la mostra stessa, bensì un murales dipinto pochi giorni prima in un tratto di strada del centro, tra la chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Sede Vescovile, ricadente sempre all’interno delle iniziative della medesima rassegna culturale.</p>



<p>Una immagine forte, rappresentante la dea Ecate, una figura complessa della mitologia greca.</p>



<p>Sicuramente qualche benpensante ne sarà stato turbato, al punto da avanzare rimostranze e lagnanze con il presule. Anche tra i mezzi di informazione c&#8217;è chi ha contestato la scelta di questa immagine, invocando demoni e simboli anticristiani, buttando benzina sul fuoco della polemica, con il risultato di ottenere una presa di posizione netta e contraria, che ai più è sembrata quasi una forma&nbsp;di scomunica.</p>



<p>Nel rispetto della sensibilità e della libertà di tutti, nella distinzione dei ruoli tra potere temporale e potere spirituale, occorre fare la fotografia del presente, analizzando lo stato delle cose e le diverse responsabilità dei vari soggetti nello sviluppo del nostro territorio, senza sconti per nessuno.</p>



<p>Indubbiamente la nostra società vive una fase di decadenza economica e morale, con uno scadimento nei costumi, nei comportamenti e negli esempi.<br>Un degrado che tocca tutte le fasce sociali, tra problemi di ludopatia, uso e abuso di sostanze stupefacenti ed alcolici.</p>



<p>Una crisi che non risparmia nessun ambito, coinvolgendo istituzioni civili e religiose, attività&nbsp;economiche e culturali.</p>



<p>Il Cilento poi, conosce da oltre un decennio una recrudescenza del fenomeno dell&#8217;abbandono e dello spopolamento.</p>



<p>Si chiudono raparti ospedalieri, scuole, uffici postali e giudiziari. Franano strade, si abbassano le saracinesche, mentre i nostri figli laureati e diplomati vanno ad ingrossare le fila di una nuova e poderosa emigrazione intellettuale.</p>



<p>Ebbene, né la politica né la Chiesa hanno fatto sentire la loro voce, che poteva essere corale ed unita per rivendicare risorse economiche ed umane, plasmando e supportando i giovani con lo stesso slancio con il quale sono state costruite scuole, ospedali, teatri, centri culturali per mano di prelati illuminati.</p>



<p>Non doveva essere un non irresistibile murales a dividere l&#8217;opinione pubblica o fare da detonatore per la rinascita del nostro orgoglio.</p>



<p>Nonostante le migliori intenzioni degli organizzatori, qualcuno ha provato a trasformarlo in un capriccioso motivo di divisione, artatamente creato e gonfiato da qualche solone da marciapiede, cartina di tornasole di una società dove, non solo mancano dei veri leader ma, cosa ancora più grave, ancora non si è capita la gravità della situazione sociale e la priorità delle cose da fare. Argomenti ben più impegnativi di analisi dottrinarie, di disquisizioni teologiche o pseudo artistiche.</p>



<p>C&#8217;è da scommettere che passata la buriana, tra dieci&nbsp;giorni circa, &nbsp;tutti saranno insieme in processione, con il vestito buono e la fascia tricolore, dispensando saluti e sorrisi ad un pubblico di fedeli, sempre meno numerosi e sempre più anziani perché , nel frattempo, i figli sono andati via a cercare fortuna per costruirsi un futuro, lontani non solo fisicamente da queste sterili polemiche che appaiono, viste da fuori, come delle bagattelle di cortile.<br>&nbsp;<br>L’unico modo per circoscrivere e chiudere questo increscioso ed episodico incidente diplomatico, è rimettere al centro del dibattito le questioni vitali del nostro territorio, anche con la realizzazione di una Consulta permanente, composta da rappresentanti della politica, della Chiesa e della cultura, in modo da unire gli sforzi per il rilancio di questa comunità, spesso distratta da polemiche sterili e fumose e da contrapposizioni personalistiche che non hanno mai portato a nulla di buono.</p>
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		<title>Una giustizia asimmetrica? Il paradosso della sicurezza nel Cilento tra furti impuniti e cittadini vessati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/una-giustizia-asimmetrica-il-paradosso-della-sicurezza-nel-cilento-tra-furti-impuniti-e-cittadini-vessati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 17:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre la politica e l&#8217;informazione continuano a discutere, dividendosi sull&#8217;uso della legittima difesa, il Cilento continua ad essere assediato da bande di ladri che svaligiano imperterriti le case dei poveri [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mentre la politica e l&#8217;informazione continuano a discutere, dividendosi sull&#8217;uso della legittima difesa, il Cilento continua ad essere assediato da bande di ladri che svaligiano imperterriti le case dei poveri malcapitati. Un senso di impotenza che alimenta un clima di rabbia ed una propensione al fai da te, dai risvolti pericolosi ed incontrollabili.</p>



<p>È doloroso constatare come le strategie di prevenzione di repressione siano assolutamente inadeguate. Non risultano arresti, processi e condanne, né tantomeno ridotto il fenomeno che oramai mette in discussione il mito del Cilento quale isola felice.</p>



<p>Appare evidente che negli ultimi anni lo Stato, le Province ed i Comuni abbiano adottato con solerzia tutti i possibili dispositivi tecnologici, indirizzandoli al controllo della velocità degli automobilisti, al pagamento delle assicurazioni ed alla esecuzione dei collaudi, comminando sanzioni salate ovunque. Autovelox, tutor, posti di blocco nei luoghi più nascosti, evidentemente al solo fine di fare cassa.</p>



<p>Una sorta di spietato bancomat che ha mietuto una pioggia di verbali, canalizzando flussi milionari nelle casse pubbliche, aumentando la percezione dei cittadini di essere pedinati e vessati.</p>



<p>Come mai non è stata prestata analoga attenzione a chi sfreccia di notte con le auto rubate, facendo visite indesiderate? Basterebbe già controllare il transito e l&#8217;uscita dalle strade registrando le targhe, per stanare quelle rubate ed attivando immediatamente dei posti di blocco ad hoc. </p>



<p>Sembrerebbe poi non esistere una banca dati comune dove far convergere tutti questi dati, in modo da poter essere utilizzati dalle forze di polizia e dai vigili urbani, creando un coordinamento tra Stato centrale ed enti locali.</p>



<p>Un ritardo colpevole, foriero di una tipica giustizia asimmetrica, che colpisce più i cittadini normali, perchè facilmente tracciabili, che i delinquenti.</p>



<p>Occorre un cambio di mentalità e di orario, potenziando i controlli notturni, con altri tipi di turnazione. Ricorrendo a tutta la tecnologia moderna disponibile.</p>



<p>Non si dica che c&#8217;è carenza di personale: le forze di polizia in Italia contano circa 270 mila unità(in Francia sono 246 mila ed in Germania, che ha quasi 90 milioni di abitanti, circa 270 mila unità), mentre gli agenti di polizia locale in Italia sono circa 55 mila.</p>



<p>I numeri parlano chiaro ed evidenziano un utilizzo non efficiente delle risorse umane disponibili. L&#8217;Italia ha saputo combattere il terrorismo e la mafia. Non può apparire così, sconfitta e rassegnata nei confronti dei ladri di appartamento, nè pensare al ricorso della difesa personale quale deterrente, come stanno incoraggiando in maniera irresponsabile vari esponenti politici di entrambi gli schieramenti.</p>
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		<title>San Luca: quale ospedale per il futuro?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-luca-quale-ospedale-per-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 17:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[vallo della lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[La visita del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a Vallo della Lucania presso l&#8217;Ospedale San Luca pone una serie di interrogativi circa il futuro del più importante nosocomio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La visita del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a Vallo della Lucania presso l&#8217;Ospedale San Luca pone una serie di interrogativi circa il futuro del più importante nosocomio cilentano.</p>



<p>Dopo un ciclo politico di dieci anni, sicuramente per lui è più tempo di bilanci che di annunci, volgendo al termine il suo secondo mandato.</p>



<p>&nbsp;Al fine di garantire all’ospedale di Vallo la sua funzione di Dea di I livello, è necessario fare alcuni rilievi all’ultima stesura dell’Atto Aziendale, con il quale si è provveduto a ridurre ancora il numero delle Unità Operative Complesse, portando a Struttura Semplice Dipartimentale le Unità Operative di Neuroradiologia e di Chirurgia Vascolare.</p>



<p>&nbsp;Trasformare una struttura complessa in semplice, anche se dipartimentale, rende la stessa meno appetibile, non solo per gli aspiranti primari, quanto pure per i medici più giovani, i quali preferiranno cercare lavoro in strutture ospedaliere, dove si possa apprendere di più, sia in termini di competenze professionali da assimilare, che di casistiche operative, con ovvie ricadute negative circa la disponibilità dei migliori a ricoprire il posto di Responsabile di queste Unità Operative.&nbsp;</p>



<p>Tutto ciò per l&#8217; Ospedale San Luca di Vallo della Lucania è una condanna a diventare una sede poco ambita, non solo per la sua collocazione geografica periferica, quanto per il profilo più basso delle strutture che si sono venute a creare.</p>



<p>&nbsp;Più volte alcune sigle sindacali di categoria ed esperti del settore hanno lamentato che l’ospedale di Vallo non riesce a svolgere in maniera adeguata la sua funzione, ovvero quella di ospedale per pazienti acuti.&nbsp;</p>



<p>In molti giorni della settimana è assente l’ortopedico di servizio, nè la continuità assistenziale è garantita con la disponibilità sostitutiva.</p>



<p>&nbsp;Non riuscire a garantire la traumatologia è un fatto grave e rende il Pronto soccorso monco di una unità operativa fondamentale per far fronte all’emergenza.&nbsp;</p>



<p>I medici del Pronto soccorso quando ricevono un soggetto traumatizzato, non sono in condizione di riportare in cartella clinica alcune notizie fondamentali del paziente ed a volte nemmeno i parametri vitali, avviandolo in Ortopedia o in Chirurgia generale senza che questo riceva, come indispensabile, il controllo dell’ortopedico.</p>



<p>Il paziente infartuato non sempre trova nella Unità Operativa il sanitario della Emodinamica che possa provvedere nell’immediato alla coronarografia e ad eventuale impianto di &#8220;stent&#8221; per correggere l&#8217; occlusione coronarica, con ovvie conseguenze sul processo patologico.</p>



<p>&nbsp;Il paziente che arriva in pronto soccorso con ictus cerebrale non trova il neurologo che possa praticare nei tempi necessari la terapia medica e perciò molto frequentemente deve essere trasferito in altro presidio ospedaliero.</p>



<p>&nbsp;L&#8217; Unità operativa di Neurochirurgia, nella quale la guardia attiva in h 24&nbsp; è obbligatoria, non sempre è presidiata nelle ore notturne dal sanitario neurochirurgo.</p>



<p>&nbsp;La U.O. di Radiologia non riesce ad effettuare esami per esterni, nemmeno quelli di II livello, con inevitabile allungamento della lista di attesa e grave disagio per gli utenti del territorio.</p>



<p>&nbsp;Sarebbe interessante, dopo dieci anni, avere i dati completi per fare un confronto tra ieri ed oggi in termini di prestazioni erogate dall&#8217; Ospedale San Luca.</p>



<p>Un raffronto per capire quanti reparti siano stati chiusi e quanti posti letto siano andati perduti. Ed ancora, quanti ricoveri, quanti interventi chirurgici e quante prestazioni ambulatoriali in meno siano state effettuate, a vantaggio delle strutture private o di quelle pubbliche nelle altre regioni italiane.</p>



<p>&nbsp;Una crisi del sistema sanitario pubblico che si percepisce quotidianamente nelle vicende personali di chiunque, sia in termini di attesa, anche&nbsp; per un banale esame specialistico, che per avere risposte adeguate alle più disparate patologie.</p>



<p>Molti pazienti da tempo si rivolgono direttamente alle strutture private, a pagamento o meno, in ragione di una esigenza di salute che non sempre la struttura ospedaliera riesce a garantire.</p>



<p>&nbsp;Un epilogo amaro per un Ospedale glorioso quale il San Luca di Vallo, fondato nel Dopoguerra da alcuni sacerdoti lungimiranti, determinati a garantire l&#8217;assistenza sanitaria ai meno abbienti, i quali non si potevano permettere di farsi curare nelle tre cliniche private esistenti.</p>



<p>&nbsp;Oggi si avverte una sorta di ritorno al passato, di corsi e ricorsi storici di vichiana memoria, dove lo scenario attuale vede il privato interessarsi sempre più alle prestazioni chirurgiche e diagnostiche a maggiore redditività, mentre il pubblico, che dovrebbe garantire tutti indistintamente, soprattutto per le emergenze, stenta ad assicurare certi standard.</p>



<p>Con l&#8217;aggravante che occorre sperare di trovarsi nel giorno e nell&#8217;orario giusto in caso di traumi, infarti o ictus, quasi una lotteria con esiti a volte tragici,&nbsp; per sperare che siano disponibili in loco i pochi ed eroici medici a presidio dei residuali reparti salva vita.</p>



<p>Questa è la situazione sanitaria nel Cilento, a cui si aggiunge anche la carenza dei medici di base, dove la Regione non riesce ad assicurare le sostituzioni di quelli che vanno in pensione, minando le certezze basilari di una popolazione sempre più abbandonata per i ritardi decennali di una politica evanescente, lontana dal trovare soluzioni concrete e praticabili.</p>
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		<item>
		<title>Vallo della Lucania, il destino del pino secolare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo-della-lucania-il-destino-del-pino-secolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 17:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Caro Pino, Ti scrivo come se fossi una persona, tanta è l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse suscitato circa il tuo destino. Anche io appartengo alla schiera di quelli che ti amano e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Caro Pino,</p>



<p>Ti scrivo come se fossi una persona, tanta è l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse suscitato circa il tuo destino.</p>



<p>Anche io appartengo alla schiera di quelli che ti amano e ti hanno sempre difeso. Però mi perdonerai se dico che la vita di un essere umano vale più di quella di una pianta, seppure bella e maestosa come te.<br />Questi sono tempi difficili, dove parlano tutti, anche quelli che non hanno competenza e, soprattutto, quelli che non hanno responsabilità pubbliche sulla sicurezza dei cittadini.</p>



<p>Non oso immaginare se i tuoi fratelli alberi, caduti per le raffiche di vento, avessero fatto delle vittime, quanti oggi parlerebbero per salvarti. Penso nessuno.</p>



<p>Non riesco a fare previsioni circa il tuo destino, se verrai immolato per garantire la messa in sicurezza di un pubblica via, notoriamente pericolosa per i pedoni, finalmente dotata di un marciapiede.</p>



<p>Di una cosa sono certo: hai svegliato quella coscienza critica collettiva, non sempre immacolata e spesso assente dai grandi temi urbanistici ed ambientali.</p>



<p>Com&#8217;è possibile che solo nel 2025 ci si indigni per un albero da tagliare, dopo le stragi di ulivi secolari perpetrati da speculatori edilizi senza anima, con la firma di illustri studi tecnici e l&#8217;avallo di tanti amministratori pubblici?<br />Quasi come se ci fosse una gerarchia tra pini, ulivi e querce?<br />Sarebbe bello scorrere la composizione dei consigli comunali dagli anni &#8217;60 in poi, mettendola a confronto con le articolazioni politiche, imprenditoriali e professionali ancora in auge, dall&#8217;evidente sapore familistico ed in perfetta continuità storica.</p>



<p>Sono state distrutte ville, case gentilizie, giardini, orti murati, agrumeti in nome di una edilizia orrenda. Sulla base di capricci togati sono state approvate varianti urbanistiche per spostare un tribunale. Per costruire dei supermercati sono state fatte varianti ad personam, come pure per trasformare alberghi in civili abitazioni, finanche utilizzando le aree PIP per realizzare l&#8217;edilizia scolastica, forse capendo prima degli altri che con la cultura si mangia???</p>



<p>Per non parlare degli innumerevoli errori urbanistici, come costruire un ospedale su di un vallone a ridosso di un fiume, in un&#8217;area un tempo chiamata &#8220;il fango&#8221; per la sua instabilità geologica, che ebbe sfogo e vendetta nel crollo della chiesa in via Croce.<br />Per non parlare di una viabilità astrusa, che non agevola l&#8217;accessibilità negli uffici pubblici, degli studenti con gli autobus, dell&#8217;assenza di marciapiedi e della mancata rimozione di barriere architettoniche.<br />Che dire poi delle serpentine a zig zag per non espropriare il potente di turno?<br />Come sono stati spesi gli oneri di urbanizzazione, ammesso che sia stati versati tutti, negli anni del sacco edilizio?</p>



<p>Che strano poi osservare come certa intellighenzia abbia osteggiato l&#8217;unica infrastruttura sensata dal dopoguerra ad oggi, l&#8217;ex Variante oggi via Angelo Rubino dal nome del parlamentare che la sostenne, punito poi nelle urne da un elettorato che temeva la perdita di flussi nel centro storico.</p>



<p>Questo posto ha visto nascere e crescere persone illuminate che hanno dato lustro alla scienza, alla medicina, al diritto, alla cultura, personalità di rilievo nella magistratura, nelle università, manager, diplomatici, banchieri, industriali.<br />In nome di una antica vocazione amministrativa e per una centralità geografica rispetto ad un territorio vasto, ha dei presidi di fondamentale importanza per il Cilento: scuole, tribunale, ospedale, Parco nazionale, uffici finanziari, costituiscono gli organi vitali di un corpo sociale ed economico di tutto rispetto.<br />Eppure rimane ostaggio dal complesso del paesello, di forti contrapposizioni su aspetti particolari, perdendo di vista le questioni generali di largo respiro, quelle che poi ci hanno condannato ad un lento ed inesorabile declino demografico e sociale.<br />Così inebriati dalle pigne da non vedere i tanti disastri perpetrati e quelli ancora in corso.</p>



<p>Caro Pino concludo ringraziandoti per averci svegliato dal lungo sonno, che non è quello dei giusti. Per averci regalato un momento di vitalità, qualunque sia il tuo destino.<br />Tuo malgrado sei diventato un simbolo, la tua mole e la tua bellezza sono la metafora perfetta di questa comunità, maestosa e statica come te, condannata comunque ad una morte certa, per legge naturale o per ordinanza comunale, salvo ricorsi ed esposti vari.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>«L&#8217;impotenza di una terra bella e infelice assediata da malviventi»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/limpotenza-di-una-terra-bella-e-infelice-assediata-da-malviventi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 15:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Da molti mesi il Cilento è vittima di razzie dei ladri di appartamento che agiscono in modo indisturbato a tutte le ore del giorno, senza distinzione tra aree urbane e zone [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da molti mesi il Cilento è vittima di razzie dei ladri di appartamento che agiscono in modo indisturbato a tutte le ore del giorno, senza distinzione tra aree urbane e zone rurali. Aumenta un senso di inquietudine e di ansia, una paura nuova, sconosciuta alla nostra memoria storica. Assistiamo impotenti alla perdita di quella tranquillità che insieme ad un ambiente naturalmente sano, era il nostro vanto, il motivo di una indiscussa qualità della vita, nonostante da sempre abbiamo scontato l&#8217;handicap della perifericità e di un basso tasso di crescita economica. Questo equilibrio si è rotto da tempo, e non perchè certe barriere di arretratezza siano state rimosse.</p>



<p>È successo invece che il crimine organizzato in questo genere di malvivenza, abbia trovato proprio qui un terreno vergine, costituito da un territorio vasto e scarsamente popolato, dove è facile avere tante vie di fuga, dandosi letteralmente alla macchia in maniera indisturbata. Di conseguenza, sono cambiate le abitudini dei cilentani, un tempo soliti tenere le chiavi di casa nella toppa, tanta era la pace sociale ed il clima di fiducia tra gli abitanti.</p>



<p>È difficile oggi restituire la serenità ai tanti che hanno subito l’oltraggio di una violazione tanto traumatica, ovvero la perdita del senso di protezione e di sicurezza. Bisogna seriamente interrogarsi se il sistema di controllo dell’ordine pubblico sia adeguato a contenere ed a contrastare queste insidie divenute continue.</p>



<p>Appare evidente che spesso siano proprio i cittadini normali a subire una serie di controlli e di sanzioni il più delle volte articolate in maniera prevalentemente “routinaria”, con una valenza puramente burocratica e con finalità di cassa, per i ministeri, le province ed i comuni, una forma surrettizia di balzelli, di costrizioni, con o senza posti di blocco, autovelox ed etilometri, pedaggi e taglieggi vari, finanche nei parcheggi a servizio di ospedali, stazioni, tribunali e scuole. Quasi a sancire un prelievo forzoso messo sui bisogni primari degli esseri umani: salute, giustizia, istruzione e mobilità.<br>Le innovazioni tecnologiche sono oramai puntuali a monitorare tutto e tutti: chi ha un cellullare, un telepass, una carta di credito, un conto corrente, una fottuta targa automobilistica.<br>Sono sempre madri e padri di famiglia, lavoratori, pendolari. Mai i delinquenti.</p>



<p>Sarebbe facile oggi infierire sui tutori dell’ordine pubblico, vittime anche loro di politiche sbagliate nella gestione della sicurezza e della giustizia, di governi pronti a cavalcare l’emotività, alimentando scontri ideologici fuori dal tempo e dalla storia, senza un minimo di concretezza e di realismo, incapaci di garantire un livello minimo di dignità e di protezione ai propri cittadini.<br>Occorre invertire i canoni tradizionali, valorizzando il lavoro ed il rango degli investigatori, spesso costretti a concentrarsi sulla reportistica e poco nelle strade, favorendo la collaborazione tra le forze dell’ordine, con un sapiente lavoro di intelligence, comminando delle sanzioni esemplari, possibilmente meno garantiste, per chi delinque.</p>



<p>Già assicurare alla giustizia i delinquenti sarebbe tanto. Assistere a questo senso di impotenza, aspettando da un giorno all’altro che si compiano nuovi colpi, è la cosa più mortificante che ci si possa augurare per un territorio ancora sano, ma che non vuole, non può rassegnarsi al destino di tornare ad essere &#8220;terra di briganti&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vallo della Lucania, presidio di legalità: storia e futuro celebrati nella Giornata dell’Avvocatura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo-della-lucania-presidio-di-legalita-storia-e-futuro-celebrati-nella-giornata-dellavvocatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 10:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Torno sempre volentieri nel Tribunale di Vallo della Lucania, per una serie di motivi affettivi, di ricordi e di legami personali sempre vivi, come se riuscissi ad incontrare di nuovo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Torno sempre volentieri nel Tribunale di Vallo della Lucania, per una serie di motivi affettivi, di ricordi e di legami personali sempre vivi, come se riuscissi ad incontrare di nuovo le persone che mi hanno accompagnato in queste aule, pur essendo venute a mancare da tempo. L&#8217;occasione è piacevole, trattandosi di una manifestazione annuale tenuta dall&#8217;Ordine degli Avvocati, nella quale vengono rilasciati dei riconoscimenti agli iscritti. </p>



<p>Il Presidente D&#8217;Alessandro e l&#8217;intero Ordine sono sempre premurosi nel far pervenire il gradito invito, senza lasciare al caso anche i minimi dettagli. Lo scorso anno vennero premiati i decani del Foro vallese, oltre al giovane che ha superato l&#8217;esame di abilitazione con il punteggio più alto. Premio intitolato alla memoria dell&#8217; avvocato Silverio Marchetti ed assegnato quest&#8217;anno a Francesco Carrato, giovane e brillante neopromosso all&#8217;esame di avvocato.<br />L&#8217;emozione è evidente e si tocca con mano, rappresentando una sorta di passaggio generazionale, dalle evidenti implicazioni affettive, oltre che professionali. Cerimonia resa ancora più solenne dalla vista dei quadri con i volti severi degli avvocati che hanno fatto la storia di questo Tribunale e che coprono i quattro lati dell&#8217;aula dedicata al principe del Foro Giovanni Sofia.<br />Circa 150 anni di storia, un presidio di legalità del Cilento, non sempre pienamente compreso nelle sue funzioni imprescindibili, in un&#8217;epoca di approccio superficiale alle tutele di una società sviluppata.</p>



<p>Prima della &#8220;lectio magistralis&#8221; sulla funzione sociale dell&#8217;avvocato nella Costituzione italiana, tenuta dal Presidente emerito del Consiglio Nazionale Forense, avvocato Andrea Mascherin, si svolge una Santa Messa officiata dal Vescovo della Diocesi di Vallo Vincenzo Calvosa e dal Sacerdote Don Carmine Lauriello, già avvocato presso questo Foro.<br />In una sorta di simbiosi tra l&#8217;esigenza di giustizia ed i valori religiosi che hanno costituito i pilastri della nostra identità cilentana e vallese.</p>



<p>Notevole il contributo di Suor Anna Egidia Catenaro, anche lei avvocato, da anni impegnata nella costruzione di una rete di volenterosi nel perseguire la pace, il dialogo e la fine delle ostilità nei focolai di guerra.</p>



<p>Mentre apprezzavo le parole dei giuristi e dei religiosi, mi tornavano in mente i momenti storici che crearono questa sorta di &#8220;connubio&#8221;, nato ad inizio &#8216;800 dalle legittime rivendicazioni di una borghesia illuminata, la quale non si accontentò di vivere solo dei propri affari, ma volle fortemente far crescere spiritualmente e culturalmente questi luoghi, poggiando le basi per la realizzazione della Diocesi e del Tribunale.</p>



<p>La giornata viene chiusa dall&#8217;avvocato Giuseppe Amorelli con la presentazione del libro &#8220;Avvocato di paese: storie di quotidiana giustizia&#8221;, spaccato autentico e genuino del carico di lavoro dell&#8217;avvocato nei piccoli centri, spesso chiamato ad essere non solo un difensore, quanto pure un confessore, un consigliere, una figura morale e sociale difficilmente uguagliabile da altri professionisti e, sicuramente, non dagli avvocati delle aree metropolitane.</p>



<p>In sintesi, una giornata ricca di valori e di significati, che restituisce al pubblico una consapevolezza: quella del dialogo e della collaborazione tra le istituzioni, della valorizzazione dei legami identitari e del rilancio di questo presidio di legalità, spesso trascurato e penalizzato dai Governi centrali con una politica di tagli delle risorse umane e finanziarie.</p>



<p>Un ringraziamento particolare al Presidente dell&#8217;Ordine Domenicantonio D&#8217;Alessandro, con un invito a continuare su questa strada, senza disdegnare ambizioni di crescita delle competenze di questo distretto giudiziario, lavorando affinchè anche il Golfo di Policastro ritorni nella Corte d&#8217;Appello di Salerno e quindi nel Tribunale di Vallo della Lucania, dopo l&#8217;assurdo accorpamento al Tribunale di Lagonegro, essendo parte integrante di questa provincia e del territorio cilentano.<br />Un compito che, come due secoli fa, deve vedere insieme le migliori forze di questo territorio.</p>
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		<title>L&#8217;odioso &#8220;ping pong&#8221; tra i tribunali amministrativi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lodioso-ping-pong-tra-i-tribunali-amministrativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 10:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[Sorprendente l&#8217;ordinanza del Tar del Lazio che dichiara la propria incompetenza a giudicare i ricorsi dei Comuni di Eboli e di Campagna, nonchè del Comitato Pezza delle Monache contro RFI, [...]]]></description>
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<p>Sorprendente l&#8217;ordinanza del Tar del Lazio che dichiara la propria incompetenza a giudicare i ricorsi dei Comuni di Eboli e di Campagna, nonchè del Comitato Pezza delle Monache contro RFI, aventi ad oggetto la realizzazione del Lotto 1A della Linea ad Alta Velocità da Battipaglia a Romagnano. Nelle motivazioni si legge che non si tratta di un&#8217;opera di interesse nazionale, pur essendo finanziata con fondi del PNRR e che, attraversando i territori della sola Campania, sarebbe di competenza del Tar di Salerno, nella cui provincia si dovrebbe costruire la nuova tratta.</p>



<p>Peccato che motivazioni esattamente contrarie e speculari siano state scritte nel 2022 dal Tar di Salerno quando si avviò il ricorso, dichiarandosi ugualmente incompetente, reputando questa opera di valenza strategica, facendo parte del Corridoio Scandinavo- Mediterraneo, oltre che finanziata dai fondi europei del PNRR e, come tale, da discutere dalla sede del Tar Lazio che tratta proprio le &#8220;questioni di interesse nazionale&#8221;!!!</p>



<p>Due anni persi, senza entrare nel merito della questione di un&#8217;opera discussa e discutibile, che ha fatto inorridire molti esperti per un tracciato più lungo, con evidenti sbalzi altimetrici ed attraversamenti in siti ad alto rischio sismico e geologico, sventramenti di aree urbanizzate, l&#8217;abbattimento di circa 100 manufatti tra case, ville, aziende agricole, capannoni industriali. Ed ancora, si calcola la rimozione di circa 12 milioni di metri cubi di materiali, con la palese violazione del principio del DNSH (Do Not Significant Harm), cioè di non arrecare danno all&#8217;ambiente, requisito per l&#8217;utilizzo corretto dei fondi del PNRR.</p>



<p>Due decisioni in palese contraddizione da parte di due organi dello stesso ordinamento i quali, per una sorta di &#8220;decenza istituzionale&#8221;, magari non presente in alcuna legge, avrebbero potuto più celermente dirimere questo conflitto di competenza tra di loro, magari rimettendosi subito nelle mani del Consiglio di Stato, senza sprecare due anni, creando un clima di sfiducia nella giustizia e nei suoi tempi incomprensibili.</p>



<p>Altri mesi di attesa per capire chi avrà la competenza a decidere.<br />Nel frattempo, i lavori possono continuare…<br />Ma se ci dovesse essere una sentenza di accoglimento, chi pagherà per i danni perpetrati alle famiglie, alle aziende ed alla collettività?</p>



<p>I cittadini meritano rispetto, così come gli avvocati che hanno curato i ricorsi, a cui hanno aderito anche diciassette amministrazioni comunali cilentane, presentando delle istanze &#8220;ad adiuvandum&#8221;, unendosi al ricorso principale dei Comuni di Eboli e di Campagna.<br />Due anni di lavoro, in attesa di capire chi sia il giudice competente.<br />Questa può chiamarsi davvero giustizia?<br />Agli occhi delle persone che non frequentano le aule dei tribunali certe &#8220;singolar tenzoni&#8221; tra magistrati appaiono come un semplice scaricabarile, quasi a non voler affrontare di petto una questione troppo complicata, dai risvolti poco chiari e dalle conseguenze altrettanto serie, qualunque sia l&#8217;esito del giudizio.</p>



<p>Ci si affida adesso alla serietà del Consiglio di Stato, a cui ora spetta l&#8217;ultima parola.</p>
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		<title>Un paradiso abitato da diavoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-paradiso-abitato-da-diavoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Aug 2024 17:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[parco del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217; espressione di Benedetto Croce sembra calzare alla perfezione con la cronaca di questi giorni, che ci offre l&#8217;orrore per una serie di incendi appiccati nel Cilento a cavallo di [...]]]></description>
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<p>L&#8217; espressione di Benedetto Croce sembra calzare alla perfezione con la cronaca di questi giorni, che ci offre l&#8217;orrore per una serie di incendi appiccati nel Cilento a cavallo di Ferragosto.</p>



<p>Ascea, Centola, Vibonati, San Giovanni a Piro, sono tra i Comuni più colpiti da alcuni barbari.<br>Gesti che stridono con la bellezza dei luoghi.<br>Un&#8217;area vasta di pregio ambientale, già minacciata dagli appetiti degli speculatori che negli anni passati hanno stoltamente inculcato il germe della bruttezza e dello sfregio urbanistico.</p>



<p>Una lotta impari che vede soccombere ancora una volta i difensori del paesaggio e della cultura.</p>



<p>Sono giorni amari, perchè sembra trionfare il male, incarnato dal fuoco dei demoni, bruciando uno dei paradisi di questa terra bella e sfortunata. Abitata da alcune persone indegne, fin troppo tollerate da una maggioranza a volte incapace di arginare la contaminazione di una malvagità imperante, di una volgarità dilagante e che anno dopo anno sembra prendere il sopravvento.</p>



<p>Non si può lasciare spazio ad una piccola minoranza, come non basta l&#8217;indignazione postuma.<br>Occorre tutelare palmo a palmo questo territorio, difendendo la legalità, spesso vilipesa in nome di una presunta &#8220;sburocratizzazione&#8221;, facile slogan per impenitenti speculatori allergici alle regole.<br>Stigmatizzando ed isolando i disonesti o chi fa il doppio gioco.<br>Un&#8217;azione che deve essere incessante e quotidiana, senza tolleranza e senza alibi.</p>
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		<title>Cilento, una prospettiva di sviluppo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/una-prospettiva-di-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 16:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[paestum]]></category>
		<category><![CDATA[parco del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo turistico]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Esiste un Cilento che non conosce lo spopolamento tipico delle aree interne, agevolato sicuramente dall&#8217;apporto decisivo del turismo, dalla minore distanza dai grandi centri metropolitani e da una migliore orografia. [...]]]></description>
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<p>Esiste un Cilento che non conosce lo spopolamento tipico delle aree interne, agevolato sicuramente dall&#8217;apporto decisivo del turismo, dalla minore distanza dai grandi centri metropolitani e da una migliore orografia.</p>



<p>Si tratta dell&#8217;Alto Cilento dove, dal 2004, ci si è dotati di uno strumento aggregativo costituendo quell&#8217;Unione dei Comuni che oggi include una popolazione di oltre settantamila abitanti.<br>Una scelta saggia e lungimirante, capace di semplificare le politiche di programmazione, di fare economia di scala e di attrarre importanti investimenti pubblici e privati.</p>



<p>La svolta è palpabile proprio dal lato dell&#8217;iniziativa economica privata.<br>Non si contano i gruppi di elevato standing nazionale ed internazionale ad aver scelto proprio quest&#8217;area per venire ad investire.<br>Dalla grande distribuzione con Lidl, alla ristorazione con Mc Donald, Burger King e Old Wild West. Dalla logistica con due importanti gruppi, all&#8217;abbigliamento con Pepco e Conbipel fino all&#8217;elettronica con Media World.<br>Questo nuovo impulso deriva anche dall&#8217;appetibilità di un&#8217;area industriale completamente urbanizzata tra Agropoli e Giungano estesa per circa 200 ettari, a cui a breve si aggiungerà l&#8217;area di Capaccio-Paestum con analoga estensione, costituendo un polo di circa 500 ettari, con l&#8217;ambizione di rappresentare l&#8217;Area industriale del Parco.</p>



<p>Per non parlare di quello che sarà il parco tematico tra Agropoli e Capaccio-Paestum, dove su un superficie di circa 60 ettari, sorgeranno uno stadio, un palazzetto dello sport, un parco acquatico, un polo dedicato all&#8217;agroalimentare e varie piattaforme commerciali.<br>Tutti progetti sostenuti con capitali privati, aspetto che denota l&#8217;attrattività di questa zona e del potenziale di crescita che rendono profittevoli tali investimenti.<br>Aspetto non secondario, sono le opere migliorative che questi gruppi si sono impegnati a realizzare, grazie ai protocolli sottoscritti con le amministrazioni: una biblioteca, aree da dedicare allo sport. E poi rotonde, marciapiedi, viabilità in generale.<br>Quasi una inversione del tradizionale paradigma, dove sovente i Comuni sono costretti ad inchinarsi con il cappello in mano per pietire anche i più piccoli ed insignificanti finanziamenti, spesso concessi con il contagocce e, peggio ancora, con un tale ritardo, da far diventare vecchie anche le opere da realizzare.</p>



<p>Un modello da seguire per rompere l&#8217;immobilismo e scuotere le classi dirigenti cilentane, spesso ripiegate sempre sullo stesso vecchio copione, senza una visione di insieme, legate ad una quotidianità fatta di polemiche sterili, di stucchevoli divisioni campanilistiche e di inconcludenza.<br>Nella consapevolezza che la svolta nel Cilento, nel presente come in passato, quando si è compiuta, è accaduta grazie all&#8217;arrivo di imprenditori forestieri.<br>Ieri con il Club Med, il Touring Club, il Gruppo Pesenti, la famiglia Tartuffo nel settore turistico alberghiero.<br>Oggi con alcune aziende italiane e straniere disposte ad investire nel nostro territorio.</p>



<p>Più che una speranza, una possibilità per centinaia di giovani, i quali troveranno occupazione a casa loro, senza il bisogno di emigrare.<br>Con la consapevolezza che quest&#8217;area dovrà essere la locomotiva del Cilento, non solo in termini economici, quanto per l&#8217;esempio aggregativo da seguire su tutti gli altri aspetti: amministrativi, sanitari, sportivi, culturali, giudiziari, infrastrutturali. Creando una vera coesione territoriale, sviluppando una massa critica capace di salvare i presidi pubblici esistenti, rilanciando le aree interne quale attrattore di un turismo di qualità in maniera continuativa, fermando l&#8217;emorragia dei cervelli, autentica piaga da curare, tutti elementi indispendabili per uscire da una condizione di perifericità, non solo geografica ed economica, quanto politica e culturale, diventando finalmente protagonisti del nostro futuro.</p>
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		<title>«Il Cilento non è per tutti»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-cilento-non-e-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Egidio Marchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 16:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[parco del cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblichiamo il contributo di Egidio Marchetti riportato sul settimanale Unico. Come ogni anno, la stagione estiva volge al termine evidenziando luci ed ombre. Quasi come se due forze contrarie si [...]]]></description>
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<p>Pubblichiamo il contributo di <strong>Egidio Marchetti</strong> riportato sul settimanale <a href="http://www.unicosettimanale.it" data-type="link" data-id="www.unicosettimanale.it">Unico</a>.</p>



<p>Come ogni anno, la stagione estiva volge al termine evidenziando luci ed ombre. Quasi come se due forze contrarie si contrapponessero&nbsp; in una difficile convivenza, al limite della incompatibilità. Alcuni operatori da tempo hanno fatto una scelta coraggiosa,&nbsp;selezionando i propri prodotti, rivolgendosi ad una clientela sempre più esigente, garantendo servizi di livello.</p>



<p>Questi sono gli innovatori, imprenditori che rischiano, abituati a confrontarsi anche con altri ambiti geografici, dotati di competenza, di senso critico e di ambizione. Pronti a raccogliere i frutti del loro lavoro nel medio e lungo termine.&nbsp;Sono quelli che preferiscono l&#8217;Essere.</p>



<p>Ci sono poi coloro che prediligono l&#8217;Avere: sono i redditieri e gli speculatori. Quelli che vanno sul guadagno sicuro ed immediato, che assecondano ed alimentano un turismo &#8220;mordi e fuggi&#8221;, fatto di folle rumorose e scadenti, poco rispettose delle regole e dell&#8217;ambiente.</p>



<p>E che finiscono per attrarre i &#8220;cafoturisti&#8221;, quelli che lasciano i loro souvenir di spazzatura lungo le strade cilentane o peggio, le loro deiezioni sulle spiagge, dove consumano falò facendo legna da ardere con le staccionate.</p>



<p>Il nostro futuro dipende da quale modello prevarrà tra questi due: quello dell&#8217; &#8220;Essere&#8221; e quello dell&#8217; &#8220;Avere&#8221;.</p>



<p>C&#8217;è da dire che il cilentano è diverso antropologicamente dagli abitanti delle aree metropolitane, il che non significa per forza essere migliore o peggiore.</p>



<p>Di conseguenza, chi viene qui dovrebbe adattarsi a questo spirito.</p>



<p>Di chi ama il silenzio, gli spazi ampi ed è geloso di questo patrimonio.</p>



<p>D&#8217;altronde è così anche altrove, soprattutto dove esiste una forte identità :&nbsp; il turista che si sposta in Toscana ,in Trentino o in Abruzzo cercherà quelle caratteristiche e non penserà che saranno i padroni di casa a doversi adeguare ai turisti.</p>



<p>Da molti anni invece alcuni cilentani hanno rinunciato ad essere se stessi, finendo per scimmiottare modelli diversi, svendendo il territorio, stravolgendo la propria identità, creando un ibrido e molte contraddizioni tra un&#8217;anima paesaggistica di notevole livello e determinati corpi aggiunti, slegati da quel contesto naturale.</p>



<p>Creando poi una sorta di dipendenza da questo circuito di presenze, costituite in gran parte da flussi di prossimità, che nei decenni hanno sostituito intergralmente quello nazionale ed internazionale, iniziato dal Club Med negli anni &#8217;50, in una epopea gloriosa che fu l&#8217;atto fondativo del turismo cilentano, poi smarrito per il prevalere di logiche localistiche e speculative.</p>



<p>Il risultato oggi è emblematico: una sorta di &#8220;mutazione genetica&#8221;, dove alla prevalenza numerica di presenze campane, il sistema regionale che organizza e finanzia eventi di piazza, impone spettacoli e concerti di chiara matrice partenopea. Dove, al filone neomelodico, si abbinano sovente cabarettisti bravi a far sorridere solo un certo tipo di turisti&#8230;facendo fuggire tutti gli altri.</p>



<p>In un perverso rapporto tra cause ed effetti, che alimenta una spirale di bisogni per sfamare una domanda sempre più scadente.</p>



<p>La qualità ha quindi un prezzo da pagare che si chiama selezione, non sempre basata sul denaro. Facendo uno sforzo collettivo, con un un percorso quasi terapeutico. La cura della Cultura, sia negli eventi che nella formazione professionale. La cura della Bellezza, nella tutela del verde e dei centri storici.</p>



<p>La cura del Suono, abbassando il volume o spegnendolo proprio nelle manifestazioni kitch, diffondendo invece buona musica, medicina efficace ed infallibile. La cura dell&#8217;Urbanistica, fermando le orrende speculazioni edilizie frutto di Piani Regolatori killer. Con quelle brutte villette a schiera, fatte apposta per allevare ed attrarre turisti come polli di batteria.</p>



<p>La cementificazione disordinata lungo le strade comunali e provinciali che hanno fatto diventare un tutt&#8217;uno degli agglomerati interurbani, come un&#8217;unica plaga informe. Dove si alternano case, stazioni di servizio, supermercati, lavaggi e lavanderie,&nbsp; pizzetterie, girarrosti et similia.</p>



<p>Senza soluzione di continuità e senza capire dove finisca un paese e ne inizi un altro! Un modello disordinato in stile &#8220;suburra metropolitana&#8221;.</p>



<p>Noi che ancora ci teniamo a distinguere Moio della Civitella da Pellare, Santa Barbara da Ceraso, Orria da Piano Vetrale, non possiamo consentire che diventi tutto una indistinta periferia.</p>



<p>È tempo di fermarsi e di riflettere.&nbsp;Confidando in una nuova generazione di amministratori e di imprenditori, non solo dal lato anagrafico,&nbsp; che sappiano resistere alle pressioni dei nuovi &#8220;cercatori d&#8217;oro&#8221;, gente propensa più al saccheggio che al ciclo economico e sociale.</p>



<p>Dando ascolto ai primi, quelli dell&#8217;Essere. Premiando magari chi sceglie una vacanza lunga, senza spennare il turista, pensando di massimizzare gli incassi in un arco temporale breve, creando così i presupposti per stagioni sempre più brevi e caotiche, a cui fanno da contraltare nove o dieci mesi di penoso letargo.&nbsp;</p>



<p>Approfittando poi delle agevolazioni fiscali per rifare i centri storici, aggiustando gli orrori degli anni &#8217;70 , recuperando i volumi esistenti e facendo tornare a vivere la gente al centro, così come gli artigiani ed i negozianti con le loro botteghe.</p>



<p>Riaprendo i palazzi nobiliari, i conventi chiusi.&nbsp;La qualità è anche questa. Servirà a noi per crescere, ad avere ospiti diversi e ad esserne all&#8217;altezza, diventando consapevoli di far parte di una grande comunità di cento borghi, custodi responsabili ed innamorati della propria terra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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