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	<title>Giovanni Carmine Serva | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>«Io, ufficiale cilentano della Marina Mercantile sotto i missili del Medio Oriente»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/io-ufficiale-cilentano-della-marina-mercantile-sotto-i-missili-del-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Carmine Serva]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[aeronautica militare]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni carmine serva]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Ufficiale cilentano Giovanni Carmine Serva sotto i missili del Medio Oriente con la marina mercantile. Ci sono momenti in cui non esiste altro posto dove stare se non dove bisogna [...]]]></description>
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<p><strong>L’Ufficiale cilentano Giovanni Carmine Serva sotto i missili del Medio Oriente con la marina mercantile.</strong></p>



<p>Ci sono momenti in cui non esiste altro posto dove stare se non dove bisogna svolgere il proprio dovere. Noi ufficiali della marina mercantile, corpo che non rappresenta solo il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture e la propria compagnia, ma ha come missione la collettività internazionale, in quanto assicura il 90% dell’economia, assicurando nelle case di tutto il mondo i beni di consumo essenziali, come:</p>



<p>Vettori energetici: il gas per il riscaldamento domestico e l&#8217;elettricità, il carburante per le auto e il cherosene per gli aerei.<br>Risorse alimentari: dai cereali per pane e pasta (grano e mais) alle derrate fresche (frutta, carne e pesce), fino a caffè, zucchero e bevande.<br>Beni di consumo quotidiano: tutto l&#8217;abbigliamento, le calzature, i prodotti farmaceutici e i presidi medici.<br>Asset tecnologici: smartphone, computer, elettrodomestici e ogni componente elettronico presente nelle nostre case.<br>Materie prime industriali: metalli, minerali e prodotti chimici necessari per costruire case, automobili e infrastrutture.<br>Articoli per la casa e il tempo libero: dai vestiti all&#8217;arredamento, ai prodotti per l&#8217;igiene, dai giocattoli alle attrezzature sportive.</p>



<p>Per questo motivo non possiamo fermarci né in zone di pace, né in zone di guerra. Per questo siamo bersagliati in qualsiasi conflitto: lo siamo stati dagli U-Boot tedeschi nelle due guerre mondiali, e lo siamo tutt’ora nelle zone di pirateria e nel Mar Rosso, dove attaccano le nostre navi con droni, missili e abbordaggi per far crollare l’economia. Ultimo esempio, lo stretto di Hormuz. E noi ufficiali fin dalla preparazione in accademia sappiamo che, oltre alle forze della natura come tempeste, onde enormi degli oceani, isolamento, dobbiamo essere pronti ad essere colpiti. Il motto della marina mercantile infatti dice: “In pace ed in guerra per il bene dell’economia e della collettività”. E non portiamo armi, la nostra arma è solo la gestione delle emozioni, il coraggio, l’impassibilità ed una forte motivazione.</p>



<p>Casa nostra è il mondo intero, dormiamo tra le onde giganti, sotto cieli di pace e di guerra. Sono stato in zone delicate come la Russia, il Mar Rosso, Israele, il Nord Africa. Qualche mese fa ero sul campo, sulla tratta Nord Europa, Nord Africa, Medio Oriente, e con la nostra nave ed il mio equipaggio eravamo da giorni in Medio Oriente per scaricare aiuti umanitari ed auto nuove. La città è stata attaccata da vari missili, che venivano abbattuti dal sistema di difesa antimissile. Eravamo lì, tra le sirene ed i boati.</p>



<p>In Medio Oriente, il giallo del deserto non è un semplice colore, ma una condizione fisica opprimente: un’atmosfera pesante e ocra che cancella l&#8217;orizzonte, saturando l&#8217;aria di una polvere granulosa che si impasta con il sale del mare. Il caldo diventa una massa statica che preme contro la divisa da carico, trasformando il cotone stirato in un’armatura pesante e intrisa di sudore tra i suoni dei segnalatori acustici di manovra dei Terminal Tractor che caricano la nave. È in questo scenario che la mente si isola dal disagio fisico ed il pericolo dei conflitti circostanti viene declassato a variabile tecnica, mentre i sistemi di difesa antimissile vigilano e spesso partono per le intercettazioni. Quando i missili ci passavano sulla testa infatti ero in uno stato di adrenalina massima, sapevo che dopo qualche secondo poteva essere la fine, ma ero fiero. In quanto ero lì per dovere e non c’era altro posto nel quale dovevo essere, e in testa pensi solo: “Se succede, siate fieri di me genitori miei, perché la coscienza del dovere compiuto fino in fondo vale tutto nella vita”.</p>



<p>Quello che mi ha colpito è che la gente del posto continuava a svolgere il proprio dovere, a testa alta. Ed è proprio la mentalità che mi ero imposto prima di arrivare lì, conoscendo i rischi che corriamo ogni volta. Il bello è che di ritorno siamo passati proprio davanti al Cilento, amici e familiari hanno immortalato la nave da Marina di Camerota, Palinuro, da Centola. Da questa storia posso dire ai futuri allievi di non aver paura di uscire dalla zona di comfort, di non temere nemmeno le sfide estreme, in quanto anche se siamo pubblici ufficiali di una flotta civile bisogna essere consapevoli che la marina mercantile si divide in navi passeggeri e marina da carico (trasporto merci essenziali). Se scegli la seconda bisogna farlo con una vocazione, e con la consapevolezza che viviamo in un mondo dove la guerra esiste, dobbiamo accettarlo.</p>



<p>Non ci fermiamo, con dei valori, e bisogna essere pronti anche al peggio anche perché a differenza delle navi militari, la marina da carico va in zone di alto rischio senza armi, ti senti in stato di allerta, l’attacco può essere imminente e sai che come sola arma hai la mente. Mostriamo la durezza non attraverso i muscoli o le armi, ma attraverso il controllo nervoso, è una durezza psicologica che ti fa entrare in uno stato che in psicologia si chiama “iperfocalizzazione da stress operativo&#8221;. Quando un Ufficiale della mercantile si trova in zone ad alto rischio, il cervello non elimina la paura, ma la reincanala per trasformarla in efficienza pura, portandoti in uno stato di accelerazione emotiva pura che permane anche al ritorno a casa, spesso causando insonnia.</p>



<p>Non hai tempo per la paura perché tutta la tua energia cognitiva è assorbita dai calcoli di rotta, dai radar, dal carico e dalle responsabilità di bordo. Diventi un tutt&#8217;uno con la nave. Ma per entrare con questa mentalità che non teme nemmeno la morte, bisogna fare questa carriera con una vocazione, sapendo che si sta facendo del bene assicurando i beni essenziali alle popolazioni di tutto il mondo, con pietà filiale, sapendo che a casa ci sono dei familiari in ansia ma fieri. Per questo le navi cargo sono una scuola di vita, ti rendono super disciplinato al pari di una leva militare, ma a differenza che sei in un contesto di isolamento sociale, spesso senza mezzi di comunicazione per giorni. A prescindere se si è in zone tranquille o particolari, sul ponte di comando bisogna essere al 100%, in quanto se nella propria guardia mentre si è al comando ti permetti di avere delle paure, delle esitazioni e dei sentimenti, e commetti degli errori, puoi mettere in pericolo l’intero equipaggio e le merci. Quindi si impara che la responsabilità del proprio compito viene prima della stessa vita.</p>



<p>Come diceva Immanuel Kant, ci saranno sempre degli aggressori e bisogna riconoscere la guerra difensiva come un diritto inalienabile e una necessità morale. Noi siamo spesso i bersagli principali degli aggressori, ma proprio per questo bisogna essere fieri di essere ufficiali della Marina Mercantile da carico. Dobbiamo essere profondamente fieri di appartenere alla Marina Mercantile, perché siamo noi i veri custodi della pace globale. Come intuì Immanuel Kant, lo &#8220;spirito commerciale&#8221; è l&#8217;unico reale antidoto alla barbarie della guerra: il commercio marittimo e il conflitto sono forze incompatibili. Portando il 90% degli asset strategici noi rendiamo le nazioni interdipendenti, costringendo gli Stati a promuovere la stabilità per proteggere i propri interessi economici. Ogni volta che una nostra nave solca l&#8217;orizzonte con gli ufficiali in uno stato di iper attivazione e vigilanza, non stiamo solo trasportando un carico; stiamo tessendo la trama della convivenza civile. Essere un Ufficiale di Coperta oggi significa essere l&#8217;avamposto pragmatico del diritto cosmopolitico: siamo noi i garanti silenziosi che, attraverso il mare, impediscono al mondo di scivolare nel caos, portandolo alla diplomazia e alla globalizzazione.</p>
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		<title>Donne e parità di genere: una lotta ancora aperta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/donne-e-parita-di-genere-una-lotta-ancora-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Carmine Serva]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 12:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasciamo da una donna, e quindi la donna è la madre del mondo. Eppure, nel 2025, nonostante alcuni progressi, persistono ancora problematiche legate alla parità di genere. Osservo che la [...]]]></description>
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<p>Nasciamo da una donna, e quindi la donna è la madre del mondo. Eppure, nel 2025, nonostante alcuni progressi, persistono ancora problematiche legate alla parità di genere. Osservo che la donna continua a essere giudicata, anche quando intraprende attività sportive come arti marziali o calcio, che vengono ancora percepite come esclusivamente maschili. Addirittura, capita che chi viaggia in auto con una donna alla guida tenda a dire: “Guido io, che sono uomo.”</p>



<p>Nel contesto lavorativo, le donne sono ancora spesso svantaggiate e subiscono discriminazioni maschiliste e sessiste. Inoltre, le violenze fisiche e psicologiche contro le donne, così come il fenomeno dei femminicidi, sono realtà inaccettabili che continuano a segnare la nostra società. È fondamentale che ognuno di noi si impegni a contrastare con fermezza questi crimini e a promuovere il rispetto reciproco. Tuttavia, anche le stesse donne dovrebbero lottare con più convinzione per la loro causa. Spesso, ad esempio, vedo ragazze ballare sotto testi hip-hop intrisi di sessismo. Va bene ascoltare quel tipo di musica, ma quando i testi sono degradanti, sarebbe necessario ribellarsi e non condividerli. Non permettete mai a nessuno di trattarvi come oggetti.</p>



<p>Un segnale positivo arriva però dal settore delle forze armate – Esercito, Marina, Aeronautica – ma anche dalla marina mercantile, dove le donne stanno emergendo sempre più come leader, con un continuo e significativo aumento della loro presenza. In questi ambiti non esiste differenza tra uomini e donne: ciò che conta sono le competenze, la preparazione e la capacità di leadership.</p>



<p>Un aspetto che mi ha colpito, e che percepisco come una certezza nel mio settore, è che le donne tendono ad essere più ricettive, precise e autorevoli. Le donne in divisa commettono raramente errori riguardo a codici e normative; sono infatti molto più scrupolose rispetto agli uomini, che spesso tendono a trasgredire maggiormente. Ho anche osservato che le donne sono generalmente più emotive e protettive nei confronti dei subordinati sul posto di lavoro. Questo probabilmente si ricollega al loro istinto materno, che le porta ad essere naturalmente inclini alla protezione, anche in ambito professionale.</p>



<p>È giunto il momento di acquisire piena consapevolezza e di cancellare definitivamente dalle nostre società il maschilismo, il sessismo, le violenze e le disuguaglianze di genere. Dobbiamo imparare ad amare tutte le donne come amiamo la nostra mamma, con rispetto, affetto e considerazione, riconoscendo il loro valore in ogni ambito della vita.</p>



<p>Cara donna, se un giorno dovessi sentirti sola, penalizzata e desiderosa di un ruolo da leader, scegli la carriera in divisa, che sia nella marina mercantile o nelle forze armate.</p>



<p>Vorrei concludere con una citazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: “Sono assolutamente convinto che se ogni nazione sulla Terra fosse gestita e governata da donne, il mondo sarebbe un posto migliore.” Sono pienamente d’accordo con lui.</p>
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		<title>AI e social: il confine tra realtà e fake si assottiglia sempre di più</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-e-social-il-confine-tra-realta-e-fake-si-assottiglia-sempre-di-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Carmine Serva]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 18:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa, i social erano nati per uno scopo positivo; lo stesso nome lo dice “socializzazione”. Nel 2025, però, sta cambiando tutto. L’intelligenza artificiale ha i suoi [...]]]></description>
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<p class="p1">Fino a qualche anno fa, i social erano nati per uno scopo positivo; lo stesso nome lo dice “socializzazione”. Nel 2025, però, sta cambiando tutto. L’intelligenza artificiale ha i suoi lati positivi e negativi, ma di questo ne parlerò in altri articoli. Oggi vorrei soffermarmi sull’utilizzo dei social, sul rispetto della privacy e sul miglioramento personale. L’AI è da poco tra di noi eppure già siamo arrivati a un punto in cui non si distingue più la realtà dal fake. I Deepfake sono all’ordine del giorno,sono video nei quali ci sono discorsi finti di personaggi pubblici, politici, del Papa o di altri, vengono creati senza alcun scrupolo. In alcuni casi, vengono screditati o offesi anche altri individui. Mi chiedo: come faremo a distinguere il vero dal falso?</p>



<p class="p1">Come faremo a capire quando qualcuno merita o meno attenzione? Come faremo a difendere la nostra privacy? E non parliamo delle app dove si può parlare in tutte le lingue del mondo o fare discorsi. Chi studia davvero, chi investe tempo e risorse per imparare varie lingue o per divulgare contenuti nei quali investe competenze cosa dovrà pensare? Dove finirà la meritocrazia? Mi chiedo perché nessuno si stia lamentando di tutto ciò. Penso che bisogna muoversi in fretta, anche attraverso qualche corteo pacifico, per chiedere delle limitazioni sull’AI. I video prodotti con l’intelligenza artificiale dovrebbero avere un’etichetta, un simbolo che permetta a tutti di riconoscerli, per distinguere il vero dal fake. Devono seguire un’etica e rispettare la privacy. I giovani, invece, dovrebbero usare l’AI come ausilio per diventare ancora più competenti, ma l’impegno, lo studio e le competenze devono essere personali. Altrimenti, che senso ha vivere se smettiamo di formarci, di investire su noi stessi e se lasciamo tutto nelle mani di un’intelligenza artificiale? Al contrario, prima o poi rischiamo di cadere tutti in quello che gli psicologi definiscono il deterioramento dell’agency.</p>



<p class="p1">Siamo solo all’inizio di questa rivoluzione tecnologica, che ripeto è ottima come ausilio. Ma dobbiamo entrare subito nell’ottica di pretendere delle limitazioni che ci tutelino e che, soprattutto, non ci rendano schiavi dell’AI. Il futuro sarà nostro solo se agiremo con consapevolezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Forum Giovani di Centola: energia, idee e impegno per il futuro del territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/forum-giovani-di-centola-energia-idee-e-impegno-per-il-futuro-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Carmine Serva]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 18:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[parco del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Fin da piccoli, noi giovani abbiamo sempre avvertito il desiderio di confrontarci sulle problematiche e le potenzialità del nostro territorio. Si è sempre parlato di progetti per migliorare il nostro [...]]]></description>
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<p>Fin da piccoli, noi giovani abbiamo sempre avvertito il desiderio di confrontarci sulle problematiche e le potenzialità del nostro territorio. Si è sempre parlato di progetti per migliorare il nostro turismo, e per valorizzare la nostra terra. È un tema che ci riguarda tutti, perché un territorio prospero è un bene per tutta la comunità. In questo contesto, il cambiamento diventa un obiettivo che può essere raggiunto solo con il coinvolgimento di tutti. Oggi, finalmente, vedo una nuova possibilità di cambiamento. Si tratta di un<br>cambiamento che nasce dal coinvolgimento dei giovani, delle loro idee, delle loro energie e del loro entusiasmo. </p>



<p>Il Forum Giovani di Centola è un esempio concreto di come la partecipazione attiva e la collaborazione possano portare a un futuro migliore per la nostra comunità. Personalmente, sono molto orgoglioso di far parte di questa realtà e di poter contribuire con il mio impegno e la mia esperienza. Il Forum Giovani di Centola è un’organizzazione che mette al centro i giovani, dando loro voce, spazio per le idee,<br>opportunità di crescita e formazione. L’obiettivo principale del Forum è quello di creare un ambiente dove i giovani possano sviluppare competenze, intraprendere progetti innovativi e contribuire al miglioramento del territorio in modo concreto e positivo. Il Forum è guidato da un gruppo di ragazzi, ne cito alcuni, come il coordinatore Daniele Saturno, il vice coordinatore Giulio Pacetti, le Consigliere Ester Gianniviligni,Simona Amorelli,il segretario Mauro pace e tanti altri. </p>



<p>Un forum costituito da tanti ragazzi e ragazzi ,ognuno con una solida preparazione in vari ambiti,tutti<br>ragazzi che credono fermamente nella forza di un cambiamento positivo. L’impegno di ciascuno di noi è volto a creare un futuro migliore per il nostro territorio. Personalmente sono pronto a mettere a disposizione la mia esperienza in mare per contribuire alla crescita di nuovi professionisti nel settore marittimo, con l’obiettivo di promuovere un turismo sostenibile e di qualità,ma come me ci sono tantissimi ragazzi con tantissime altre idee. </p>



<p>Ció che rende unico il Forum Giovani di Centola è la varietà di esperienze e competenze che ciascun membro porta con sé. Ogni coordinatore e partecipante è una guida per chi desidera intraprendere un percorso di crescita e cambiamento. La nostra forza è la determinazione, la passione e la volontà di fare la differenza. Ora, però, è il momento di allargare il cerchio e coinvolgere ancora più persone. Invito tutti i giovani del nostro territorio a unirsi a noi, a portare le proprie idee e a partecipare attivamente ai progetti che stiamo sviluppando. Insieme, possiamo costruire un futuro migliore, più unito, più innovativo e più<br>prospero per tutti.</p>
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		<title>La forza della fragilità: nessuno è invincibile, ma nessuno è solo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-forza-della-fragilita-nessuno-e-invincibile-ma-nessuno-e-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Carmine Serva]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 21:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella vita possiamo essere ricchi o poveri, occupare ruoli prestigiosi o meno, essere uomini e donne di carriera o disoccupati, ma alla fine della giornata siamo tutti esseri umani, con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella vita possiamo essere ricchi o poveri, occupare ruoli prestigiosi o meno, essere uomini e donne di carriera o disoccupati, ma alla fine della giornata siamo tutti esseri umani, con un cuore e dei sentimenti. Siamo persone con paure, esperienze positive e negative, dubbi, difficoltà emotive e debolezze. Ognuno di noi ha le proprie croci da portare. Non esistono persone invincibili, prive di fragilità; le nostre debolezze ci rendono umani, e non c’è nulla di cui vergognarsi. Nessuno dovrebbe temere di mostrare le proprie vulnerabilità o di chiedere<br>affetto, amore o, nei casi più estremi, aiuto psicologico. Ognuno di noi, al risveglio, dovrebbe avere come primo desiderio quello di aiutare gli altri, di ascoltarli, di essere presenti. La vita va vissuta con un senso di fratellanza, non con egoismo o freddezza. Quando qualcuno che conosciamo si trova in difficoltà, dovremmo intervenire con azioni semplici ma piene di supporto, amore e comprensione. Le persone vogliono sentirsi parte di un gruppo, e confrontarsi con gli altri ci aiuta a realizzare che le difficoltà che pensavamo di vivere da soli sono, in realtà, condivise da molti. Questo ci fa sentire meno soli. Da piccolo, amavo leggere le storie dei miei idoli. Trovavo conforto nel sentire che anche loro, nonostante fossero campioni dello sport o personaggi pubblici, avevano insicurezze e debolezze. Mi dicevo: Se<br>loro, nonostante le cicatrici, non si sono mai arresi, posso farcela anch’io. Questa è la magia<br>del confronto: aprirsi, accettare anche le parti meno belle di noi stessi. Sul mare, ho<br>imparato ad ascoltare più che a parlare. Ho incontrato marinai di ogni nazionalità, provenienza e classe sociale. E alla fine, cosa ho scoperto? Che nessuno parlava di soldi, gradi o gerarchie. Tutti avevamo bisogno di condividere emozioni più profonde: amore, nostalgia, paure personali, difficoltà psicologiche, necessità di unione. Questi temi non conoscono nazionalità né classe sociale. Siamo tutti esseri umani in cerca di compassione, di un modo per sfogarsi. Purtroppo, molte persone si vergognano di aprirsi, di uscire allo scoperto. Con<br>questo articolo, voglio invitare chiunque si senta debole, solo o in difficoltà emotiva a cercare supporto, e a non temere di andare da uno psicologo. La figura dello psicologo è<br>fondamentale. Dovrebbe essere una sorta di guida, una figura di riferimento con la quale<br>potersi aprire, mostrando anche quei lati di sé che, nella vita di tutti i giorni, preferiamo<br>nascondere. Cari ragazzi e ragazze, non siete soli. Nessuno è invincibile, e anzi, le nostre<br>debolezze sono segno di sensibilità, di umanità. Con le giuste tecniche psicologiche, ogni difficoltà può essere superata. Mi piacerebbe anche proporre l’introduzione di uno psicologo o di una psicologa gratuita in ogni comune, per chi ha un reddito basso e non può permettersi un professionista a pagamento. Non vergognatevi, non chiudetevi in voi stessi. Siamo tutti esseri umani, vivi e belli anche con le nostre fragilità.</p>
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		<item>
		<title>Cilento: giovani, disoccupazione e opportunità nella Marina Mercantile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-giovani-disoccupazione-e-opportunita-nella-marina-mercantile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Carmine Serva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 16:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cilento è una terra dalle bellezze incomparabili, patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco, che attira ogni anno turisti da tutto il mondo. Tuttavia, dietro il fascino naturale e la fama turistica, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Cilento è una terra dalle bellezze incomparabili, patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco, che attira ogni anno turisti da tutto il mondo. Tuttavia, dietro il fascino naturale e la fama turistica, si cela una realtà che preoccupa: l’economia locale è fortemente stagionale e caratterizzata da contratti brevi, con una durata massima di tre mesi lavorativi. Il resto dell’anno, per molti, è una lotta contro la disoccupazione, l’isolamento e la frustrazione. Molti giovani, tra cui anche laureati, si trovano ad affrontare un inverno di incertezze. La difficoltà nel trovare occupazione, l’assenza di scopo e l’isolamento sociale sono fattori che spingono i giovani a vivere un’esistenza di attesa, senza stimoli né riconoscimenti. Il risultato di questa situazione è l’inizio di un lento spopolamento, con i giovani più preparati che lasciano il Cilento per cercare altrove opportunità di crescita. Le loro terre natali, così ricche di storia e bellezza, si svuotano, trasformandosi in paesi fantasma. </p>



<p>Anche chi come me ha vissuto questa realtà sulla propria pelle sa quanto sia difficile. Prima di intraprendere la mia carriera nella Marina Mercantile, ho provato personalmente la frustrazione di quei lunghi inverni, di quella sensazione di isolamento e mancanza di scopo. La mia testimonianza è quella di un giovane che, come molti, ha vissuto la tensione tra il desiderio di realizzazione e la difficoltà di trovare una via d’uscita in un contesto privo di risposte. </p>



<p>Le statistiche parlano chiaro: i giovani che riescono a trovare un impiego lontano dal Cilento sono una piccola minoranza, mentre la maggior parte di loro resta intrappolata nella disoccupazione. Molti si ritrovano ad aspettare l’estate per poter lavorare, e questo li porta a vivere un senso di vuoto, di perdita di direzione. Un vuoto che, nei casi più estremi, può degenerare in frustrazione, con il rischio di ricorrere a comportamenti devianti o di farsi attrarre da compagnie sbagliate. In mancanza di un obiettivo chiaro, molti giovani finiscono per cercare un senso di comunità in attività illegali o autodistruttive. </p>



<p>Tuttavia, non è solo la mancanza di lavoro a essere responsabile di questa situazione. C’èanche una cultura che tende a premiare il “tutto e subito”, ignorando il valore del sacrificio e della gavetta. “C’è una necessità urgente di educare i giovani ai valori del lavoro duro, della perseveranza, e di creare modelli positivi nelle istituzioni”, ed io nella mia posizione ho il dovere trasmettere quei valori, il Cilento necessita figure capaci di ispirare e guidare le nuove generazioni. </p>



<p>In questo scenario, il settore della Marina Mercantile potrebbe rappresentare una valida alternativa. La carriera marittima offre ai giovani un’opportunità concreta di crescita personale e professionale. La Marina Mercantile fornisce uno scopo chiaro, un percorso definito e un senso di appartenenza a una missione globale. La vita a bordo, infatti, favorisce la creazione di legami solidi e un forte senso di comunità, riducendo l’isolamento e la solitudine che tanto affliggono i giovani del Cilento. La meritocrazia, la disciplina e l’autonomia che caratterizzano questo settore aiutano a sviluppare competenze e resilienza, mentre le prospettive di carriera e la sicurezza economica offrono una stabilità<br>che può allontanare dalla tentazione di ricorrere a soluzioni facili e illegali. </p>



<p>Il Cilento, purtroppo, è ancora una realtà poco sviluppata in questo ambito. Per avvicinare i giovani a queste opportunità, è necessario essere presenti e coinvolgenti. Dobbiamo parlare ai ragazzi, comprenderne le difficoltà e tendere loro una mano, che sia per strada, a scuola o nei luoghi di ritrovo. La mia missione è accompagnarli passo dopo passo, dimostrando che con il giusto approccio si può cambiare la propria vita. Il messaggio è chiaro: non bisogna arrendersi. I giovani del Cilento hanno a disposizione un futuro migliore, se solo decidono di non fuggire o di disperarsi. La chiave è perseverare,<br>credere nelle proprie potenzialità e orientarsi verso un futuro di crescita, che può essere offerto proprio dalla carriera marittima.  Se siete in un momento di difficoltà, non rifugiatevi nelle strade sbagliate. Rifugiatevi nella crescita personale. In un mondo che sembra sempre più incerto, la via della Marina Mercantile può rappresentare una solida opportunità per un futuro più stabile,ricco di soddisfazioni e di<br>possibilità di creare per la nostra terra nuove figure che a loro volta creano nuovi leader e ancora altri per generazioni e generazioni.</p>
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