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	<title>Luana Cerbone | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Oct 2012 12:54:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sudanzare: la tarantella dal Cilento a Parigi. Dal 19 ottobre parte la web radio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luana Cerbone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 12:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zoom]]></category>
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					<description><![CDATA[La puntata inaugurale, &#8220;Mascarimir&#236; Vs Nidi d'arac&#8221;, &#232; condotta dagli alti gradi di &#124; s u d a n z a r e &#124;, le fondatrici Tullia Conte e Serena Tallarico, e sar&#224; trasmessa in diretta dalla sede di Parigi il 19 ottobre alle ore 18:00 sul canale spreaker di &#124; s u d a n z a r e &#124;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque donne e una passione: la cultura popolare e le danze del Sud Italia. Da questa passione, a ritmo di tarantella, nasce nel 2011 il progetto <a href="https://www.facebook.com/sudanzare?ref=stream" target="_blank">Sudanzare</a>, nel cuore pulsante della <em>&ldquo;Ville Lumi&egrave;re&rdquo; </em>parigina<em>.</em></p>
<p>Ed &egrave; proprio a Parigi che l&rsquo;associazione ha sede, promuovendo le danze e la cultura meridionale in Francia e nel territorio europeo con stage di danza e di cultura popolare, avvalendosi&nbsp; dell&rsquo;interessante e innovativo connubio tra i ritmi della tarantella e il metodo d&rsquo;insegnamento ispirato al teatro.</p>
<p>Il progetto ha gi&agrave; avuto spazio in importanti manifestazioni quali il &ldquo;Rendez vous Tarantella di Maristella Martella&rdquo; (al Centre Barbara di Parigi), al &ldquo;Festival Culture d&rsquo;ailleurs&rdquo; (Epynay sous senart)&nbsp; e il &ldquo;Festival des Femmes Solidaires&rdquo; (Digne).</p>
<p>Il team dell&rsquo;associazione &egrave; composto da donne, le quali, giovandosi della loro poliedrica formazione artistica, costituiscono l&rsquo;anima del progetto. Tullia Conte (regista e danzatrice) e Serena Tallarico (Antropologa e ballerina) sono le fondatrici di <a href="http://www.sudanzaresud.altervista.org/index.html" target="_blank">Sudanzare</a>, affiancate nell&rsquo;insegnamento e nello sviluppo dell&rsquo;associazione da altre tre professioniste della cultura e delle danze popolari: Angelica Casciano, Antonietta Santoro e Milena Acconcia.</p>
<p>I corsi si incentrano sullo studio del ritmo e del senso dello spazio interiore ed esteriore, la conoscenza dei passi e dei simboli delle coreografie, sull&rsquo;interazione tra i partecipanti attraverso esercizi di teatro atti a far emergere la personalit&agrave; dell&rsquo;individuo utilizzando il metodo dell&rsquo;antropologia teatrale di Eugenio Barba: il movimento pre-espressivo. I corsisti, cos&igrave;, attraverso lo studio delle culture trattate, l&rsquo;interazione con gli altri, il gioco e l&rsquo;arte, sono guidati in un viaggio nella conoscenza, nella scoperta e nella condivisione, partendo dalle proprie origini a confronto con le culture proposte, alla ricerca di valori universali.</p>
<p>&ldquo;Ogni nazione, cultura, religione, filosofia, contiene gi&agrave; in s&eacute; un patrimonio di saggezza e noi possiamo fare uso di questo patrimonio per creare un&rsquo;educazione universale&rdquo;.&nbsp; Curiosit&agrave; e voglia di mettersi in gioco sono gli unici requisiti necessari per partecipare.</p>
<p>&ldquo;Sudanzare&rdquo; inoltre, inaugura la prima web radio internazionale dedicata alla musica popolare italiana. Trasmetter&agrave; in francese, inglese, spagnolo e italiano informazioni e retroscena del panorama della musica popolare contemporanea. &ldquo;Aperitif &agrave; la tarentule&rdquo;, attraverso podcast scaricabili gratuitamente, ha anche un appuntamento quindicinale in diretta in lingua italiana, con ospiti a testimonianza della patrimonio culturale della musica popolare italiana.</p>
<p>La puntata inaugurale, &ldquo;Mascarimir&igrave; Vs Nidi d&#8217;arac&rdquo;, &egrave; condotta dagli alti gradi di | s u d a n z a r e |, le fondatrici Tullia Conte e Serena Tallarico, e sar&agrave; trasmessa in diretta dalla sede di Parigi il 19 ottobre alle ore 18:00 sul <a href="http://www.spreaker.com/user/sudanzare" target="_blank">canale spreaker di | s u d a n z a r e |</a>.</p>
<p>Per ulteriori info sui corsi e sul progetto Culture in Movimento: sudanzaresudanzare@gmail.com</p>
<p><a href="http://tarantellacruda.wordpress.com/tarentelle-crue/" target="_blank">Tarantella *Cruda</a></p>
<p> <object data="http://www.youtube.com/v/WolzsMKeHqY" height="350" type="application/x-shockwave-flash" width="425"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/WolzsMKeHqY" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WolzsMKeHqY" /></object> </p>
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		<title>&#8220;E io ci sto, io sono uno&#8221;: una personale di fotografia per Angelo Gasparro ad Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/06-10-2012-quot_e_io_ci_sto_io_sono_uno_quot_una_personale_di_fotografia_per_angelo_gasparro_ad_agropoli-14562/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Cerbone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 10:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tema della mostra &#232; la solitudine. Canzoni come &#8220;Mio fratello &#232; figlio unico&#8221; danno voce a ci&#242; che il fotografo &#8220;cattura&#8221; ed esporr&#224; il 6 ottobre al Black Heart Music club di Agropoli nella personale dal titolo "E io ci sto, io sono uno".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rino Gaetano</em><br /><em>&#8212;&#8211;E io ci sto &#8212;&#8211;</em><br /><em>cantava un ragazzo col cilindro,</em><br /><em>che nonostante tutto, tutte le illusioni, le rivoluzioni, le guerre, gli amori (quelli nuovi e quelli persi), gli affanni di una vita intera, un paese che va a puttane&#8230;</em><br /><em>anche quando ci si accorge di esser soli, in fondo &egrave; bello</em><br /><em>&egrave; bello esserci&#8230;&#8230;. e io ci sto</em></p>
<p><em>Luigi Tenco</em><br /><em>&#8212;&#8211; Io sono uno &#8212;&#8211;</em><br /><em>cantava un ragazzo che suonava il sassofono, rideva di rado</em><br /><em>&#8220;un ragazzo dall&#8217;aria un po&#8217; triste</em><br /><em>di lui si diceva che era un poeta</em><br /><em>aveva da dire qualcosa di nuovo</em><br /><em>compr&ograve; una chitarra e si mise a cantare&#8221;</em><br /><em>non nascondeva le sue idee solo per tirare a campare</em></p>
<p>Questa l&rsquo;ouverture con cui <a href="https://www.facebook.com/Mariannino.A.G.Photo" target="_blank">Angelo Gasparro</a> presenta i suoi lavori, citando Rino Gaetano e Luigi Tenco.</p>
<p>Angelo &egrave; un fotografo proveniente dal panorama agropolese, il quale sembra essere sempre pi&ugrave; fucina d&rsquo;arte.</p>
<p>Si definisce autodidatta, &ldquo;geneticamente&rdquo; predisposto dal padre e dallo zio che fin da bambino hanno stimolato la sua curiosit&agrave; nell&rsquo;arte del &ldquo;disegnare con la luce&rdquo;. Non ha mai fatto un corso di fotografia e non si definisce un fanatico dei costosi mezzi fotografici; quello che conta &egrave; chi &egrave; dietro la macchina e &ldquo;quanto si sente solo in quel momento&rdquo;.</p>
<p>Complice nella sua formazione sono stati libri cheap di fotografia comprati su bancarelle partenopee e film d&rsquo;autore, il Neorealismo Viscontiano e di De Sica, e da Robert Capa subisce l&rsquo;imprinting per quanto riguarda la fotografia e il racconto visivo mentre si rif&agrave; agli anni &rsquo;70 per l&rsquo;uso del colore, puntando soprattutto sulla realisticit&agrave; dell&rsquo;immagine come si faceva allora, senza per questo voler risultare forzatamente vintage.</p>
<p>Il tema della mostra, come si evince dalla premessa dello stesso fotografo, &egrave; la solitudine. Solitudine non intensa nella sua accezione cupa ma per spiegare ci&ograve; che il fotografo vede e che, come i cantautori citati, tenta di raccontare come critica alla societ&agrave;, alle mode e ai costumi del tempo: l&rsquo;essere soli contro i luoghi comuni, contro un sistema di cloni che ci vuole tutti uguali e conformi alla massa. Ci&ograve; che Angelo Gasparro vuole comunicare attraverso la sua fotografia &egrave; che essere diversi e non far parte di una societ&agrave; di replicanti (omologati secondo ci&ograve; che &egrave; consono alle convenzioni sociali) non vuol dire essere soli, non vuol dire essere abbandonati. Canzoni come &ldquo;Mio fratello &egrave; figlio unico&rdquo; danno voce a ci&ograve; che il fotografo &ldquo;cattura&rdquo; ed esporr&agrave; il 6 ottobre al Black Heart Music club di Agropoli nella personale dal titolo <a href="https://www.facebook.com/events/293616420746919/" target="_blank">&#8220;E io ci sto, io sono uno&#8221;</a>.</p>
<p>L&rsquo;expo si terr&agrave; in contemporanea all&rsquo;evento musicale organizzato da <a href="https://www.facebook.com/Pa.Ni.Co.Art?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank">Panico Art</a> per la <a href="https://www.giornaledelcilento.it/it/04-10-2012-morris_goldmine_la_band_di_vallo_della_lucania_presenta_l_ep_d_esordio_con_una_data_live_ad_agropoli-14525.html" target="_blank">presentazione dell&rsquo;EP d&rsquo;esordio dei Morris Goldimine</a>, &ldquo;Blackout&rdquo;.</p></p>
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		<title>Le sirene nella storia, nell’arte, nella musica e nel teatro a Paestum: &#8220;Gli occhi di Lighea &#8211; il mito della sirena&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/25-08-2012-le_sirene_nella_storia_nell_arte_nella_musica_e_nel_teatro_a_paestum_quot_gli_occhi_di_lighea_il_mito_della_sirena_quot-14036/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Cerbone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 14:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zoom]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo spazio antistante il Museo Archeologico Nazionale di Paestum &#232; occupato in parte da un palco e da sedie a formare una platea: questa sera, il 23 agosto, le sirene torneranno a cantare nel Cilento con l&#8217;incontro "Gli occhi di Lighea - il mito della sirena".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Lo spazio antistante il <a href="http://www.paestumsites.it/il-museo-archeologico" target="_blank">Museo Archeologico Nazionale di Paestum</a> &egrave; occupato in parte da un palco e da sedie a formare una platea: questa sera, il 23 agosto, le sirene torneranno a cantare nel Cilento con l&rsquo;incontro <strong>&#8220;Gli occhi di Lighea &#8211; il mito della sirena&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">La serata si apre con il dibattito <strong>&ldquo;Il mito della sirena&rdquo;</strong>, che analizza la figura mitologica in vari ambiti: quello storico, quello pittorico, quello musicale.</p>
<p style="text-align: left;">Ad esporci la nascita e l&rsquo;evoluzione della figura della sirena &egrave; <strong>Marina Cipriani</strong> (direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Paestum), che illumina i presenti sulle origini iconografiche reali di questa figura mitologica diventata famosa grazie ad Omero e alla sua &ldquo;Odissea&rdquo;: non creature met&agrave; donne e met&agrave; pesce, ma uccelli con testa di donna, sgraziate nella fisionomia ma ammaliatrici grazie al loro canto, mortale ma che al contempo dona conoscenza a chi pu&ograve; ascoltarlo. Ci si addentra sulle potenziali correlazioni con la costa campana (con la sirena Partenope in particolare) e su come man mano nella storia la figura della sirena abbia subito un mutamento nell&rsquo;iconografia, da donna-uccello, appunto, a donna-pesce.</p>
<p style="text-align: left;">La parola passa al critico d&rsquo;arte <strong>Antonella Nigro</strong>, con la quale ci si &egrave; addentrati nelle profondit&agrave; pittoriche legate alla figura della sirena e dell&rsquo;ondina. Una carrellata di sinuose figure degli abissi, che hanno ispirato i grandi maestri che nel defluire del tempo non hanno smesso di attingere alla fonte di questa affascinante musa iconografica che &egrave; la donna delle acque.</p>
<p style="text-align: left;">Come la fulva <strong>&ldquo;Sirena Lighea&rdquo;</strong> (1873) di <strong>Dante Gabriel Rossetti</strong>, che ha dato il <em>La</em> nell&rsquo;immaginario collettivo ad un susseguirsi di opere che vedono ritratti sensuali ed ammalianti esseri mitologici che attirano a s&eacute; ignari navigatori, i quali ispireranno lo stesso <strong>John William Waterhouse</strong>, esponente della corrente dei <strong>Preraffaelliti</strong>, con diverse opere che avranno come tema &ldquo;la donna d&rsquo;acqua&rdquo;. Ne sono esempi <strong>&ldquo;Undine&rdquo;</strong> (1872) e <strong>&ldquo;The Siren&rdquo;</strong> (1900).</p>
<p style="text-align: left;">Le sirene, incantatrici di uomini e ancelle di superba sensualit&agrave;, gettano radici nell&rsquo;iconografia dai primordi ellenici finanche ad attecchire nel maestro della secessione viennese, <strong>Gustav Klimt</strong>; significativa l&rsquo;opera <strong>&ldquo;Bisce d&rsquo;acqua&rdquo;</strong> (1904-7), in cui nel verde salmastro filtra il sortilegio dettato dalla forza della natura dell&rsquo;eros femminile sospeso nell&rsquo;atmosfera dell&rsquo;elemento ingovernabile: l&rsquo;acqua.</p>
<p style="text-align: left;">Di non secondaria importanza, in questi esseri immortali &egrave; racchiuso ci&ograve; che l&rsquo;uomo ha da sempre ricercato: il sapere. Ci&ograve; che l&rsquo;uomo stesso brama di sapere &egrave; custodito, per assurdo, in un essere che dovrebbe temere, ma che al contempo desidera.</p>
<p style="text-align: left;">Da arpia ed essere spregevole la sirena si tramuta in oggetto di desiderio e personificazione dell&rsquo;animo dell&rsquo;artista che lo rappresenta, come nell&rsquo;opera di <strong>Marc Chagall &ldquo;Sirena con Poeta&rdquo;</strong> (1967), il quale si rivede nella mitologica creatura, aggraziata e leggiadra nelle profondit&agrave; degli abissi, alienata e goffa nella realt&agrave; terrestre. La metafora &egrave; quella dell&rsquo;artista avulso dalla societ&agrave; in cui si ritrova immerso ma che non riesce a comprendere e vivere.</p>
<p style="text-align: left;">La discesa delle sirene, dal cielo alle acque, giunge nel suo estremo capovolgimento da metamorfosi in bellissime e desiderabili donne, seguendo modelli stereotipici di bellezza femminile dotate di grazia e suadenti voci, alla sua totale nemesi con il surrealismo di <strong>Ren&eacute; Magritte</strong>. <strong>&ldquo;L&rsquo;invention collective&rdquo;</strong> (1934) ci mostra una sirena agli antipodi di quella illustrata dal Waterhouse. Magritte colloca la sirena da essere millenario e immortale, sulla sua ultima spiaggia, riversa sul mare, con busto di pesce e gambe di donna. Una sirena che non suona la lira, non pi&ugrave; custode di arti apollinee, una sirena che non canta, muta come un pesce. Non respira neanche pi&ugrave;, pesce voluttuoso fuori dall&rsquo;acqua, agonizzante. Al contempo ci&ograve; che resta della donna sono le gambe nude, la storia dell&rsquo;immaginario che le ha dato un aspetto seducente, e Magritte tramanda ai posteri quello che il mito della sirena tramanda da millenni. Un corpo di donna racchiude misteri, che resteranno oscuri a coloro che riusciranno a resistere alla bramosia del possederli, a discapito della loro stessa vita.</p>
<p style="text-align: left;">Chiude il dibattito l&rsquo;intervento del musicista <strong>Luca Gaeta</strong> con una riflessione che prende solo spunto dal canto delle sirene per riallacciarsi alla tradizione musicale partenopea ed in particolare alle villanelle.</p>
<p>Al dibattito segue lo spettacolo teatrale <strong>&#8220;Gli occhi di Lighea&#8221;</strong>, opera tratta dal racconto <strong>&ldquo;La Sirena&rdquo;</strong> di <strong>Giuseppe Tomasi di Lampedusa</strong>: una rivisitazione del mito della sirena, qui impersonificata appunto da Lighea, vista non pi&ugrave; come <em>femme fatale</em> pronta ad uccidere l&rsquo;ignaro malcapitato ma amante pronta a donarsi e a donare tutta la conoscenza di cui &egrave; portatrice al proprio compagno.</p>
<p>Sul palco <strong>Biancarosa Di Ruocco</strong>, <strong>Lorenzo Vitale</strong> nei panni del giornalista Paolo Corbera, <strong>Silvia Scarpa</strong> a interpretare la sirena Lighea (coadiuvata alla voce da <strong>Mara Polverino</strong>). Ad accompagnare gli attori (vestiti da Vito Del Plato e truccati da Barbara De Marco) <strong>Gianluca Lamanna</strong> alla chitarra.</p>
<p>In particolare a colpire &egrave; l&rsquo;interpretazione di <a href="https://www.giornaledelcilento.it/it/05-05-2012-la_condizione_della_donna_nel_sud_italia_con_quot_nina_a_scimunita_quot_intervista_a_biancarosa_di_ruocco-12433.html" target="_blank">Biancarosa Di Ruocco</a> (accolta da scroscianti applausi a fine spettacolo), attrice versatile qui nelle vesti di un uomo, il protagonista della vicenda, il senatore La Ciura, per un ruolo <em>en travesti</em> come da tradizione teatrale di stampo anni &rsquo;30: &laquo;Mi &egrave; piaciuto interpretare il ruolo del senatore &#8211; dice l&rsquo;attrice &#8211; perch&eacute; &egrave; come me: un passionale. Non sapevo che Tomasi di Lampedusa avesse scritto un racconto su una sirena. Per la verit&agrave; lo conoscevo solo per &ldquo;Il gattopardo&rdquo;, ma quando ho letto il testo ho scoperto una poeticit&agrave; del personaggio che mi ha affascinato&raquo;.</p></p>
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