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	<title>Lucia Caruso | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Spettacolo di luci nel Cilento, ecco la casa da record: addobbi magici che fanno impazzire i bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2016 17:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Una cascata di led bianchi ricopre la torretta centrale, mentre i perimetri dei balconi sono puntiformi luci colorate. Dai tubi luminosi vengono creati tre alberi di Natale, le stelle brillano a intermittenza su tutte le pareti e una scritta di auguri svetta sul tetto. C&#8217;&#232; anche un babbo natale trainato sulla slitta dalle sue renne e un frutteto luminoso che &#232; magica costellazione natalizia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 1em;">Le luci natalizie, si sa, brillano negli occhi di grandi e piccini, portando con s&eacute; il loro carico di magia alle festivit&agrave;. C&rsquo;&egrave; un luogo, nel cuore del Cilento, a Marina di Camerota, che attira l&rsquo;attenzione anche dei passanti pi&ugrave; distratti. Perch&eacute; &egrave; impossibile non restare a bocca aperta davanti la casa di Domingo Piscitelli in via delle Sirene, che gi&agrave; dai primissimi giorni di dicembre si veste a festa, regalando uno spettacolo unico. Migliaia di lampadine si arrampicano e abbracciano i muri dell&#8217;edificio, facendolo brillare con i loro caleidoscopici colori e con un gioco dinamico di scie in movimento che che si incrociano e si inseguono dando vita a una magica danza di luci.</span></p>
<p><span style="font-size: 1em;">Una cascata di led bianchi ricopre la torretta centrale, mentre i perimetri dei balconi sono puntiformi luci colorate. Dai tubi luminosi vengono creati tre alberi di Natale, le stelle brillano a intermittenza su tutte le pareti e una scritta di auguri svetta sul tetto. C&rsquo;&egrave; anche un babbo natale trainato sulla slitta dalle sue renne e un frutteto luminoso che &egrave; magica costellazione natalizia. L&rsquo;atmosfera &egrave; di quelle sognanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 1em;">Nei paesi limitrofi,&nbsp;&nbsp;fin dai primi giorni di festa, si &egrave; diffusa la voce di una casa adornata dalle luminarie di Natale ed &egrave; stato subito un via vai di visitatori, in particolare di bambini smaniosi di assistere allo spettacolo.&nbsp;</span><span style="font-size: 1em;">La scelta e l&rsquo;acquisto degli addobbi luminosi &egrave; un rituale, che si ripete, ogni anno, a casa Piscitelli, una tradizione ormai irrinunciabile. La passione di Domingo, cresciuta anche attraverso la ricerca delle luminarie pi&ugrave; prossime alla propria immaginazione ma anche alle architetture della propria abitazione, dei colori da mescolare e degli effetti pi&ugrave; belli per ricreare l&rsquo;atmosfera desiderata, &egrave; diventata una vera dedizione. &ldquo;Ogni anno &ndash; spiega l&rsquo;autore &ndash; la mia installazione si arricchisce di una novit&agrave;.&nbsp; Per l&rsquo;anno prossimo &ndash; annuncia Domingo Piscitelli al Giornale del Cilento &ndash; abbiamo gi&agrave; in mente una nuova coreografia natalizia che promette di stupire&#8221;.</span></p>
<p><strong>&copy;</strong></p>
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		<title>Un piccolo viaggio insieme ai delfini a Marina di Camerota. Le foto ravvicinate e il racconto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 10:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Una cara lettrice del giornaledelcilento, in vacanza a Marina di Camerota, si &#232; imbattuta in un felice incontro con una dozzina di delfini. E' avvenuto a circa 3 miglia dalla costa. La lettrice, Lucia Caruso, che scrive al giornaledelcilento parla di &#171;una esperienza bellissima]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una cara lettrice del giornaledelcilento, in vacanza a Marina di  Camerota, si &egrave; imbattuta in un felice incontro con una dozzina di  delfini. E&#8217; avvenuto a circa 3 miglia dalla costa. La lettrice, Lucia  Caruso, che scrive al giornaledelcilento parla di &laquo;una esperienza  bellissima. E&#8217; la prima volta che vedo i delfini in mare, in libert&agrave;.  Sono stati molto docili. All&#8217;inizio quando ci siamo avvicinati con la  nostra barca, un gozzo, la &#8216;Nicco boat&#8217;, loro si sono immersi per  qualche minuto. Ho avuto la sensazione che volessero nascondersi o  proteggersi. Ma una volta acquisita fiducia mi &egrave; sembrato che la nostra  presenza li facesse divertire&raquo;, &egrave; il racconto di Lucia Caruso. La  lettrice continua spiegando che &laquo;a un certo punto &egrave; nata come una  simbiosi tra noi e i delfini. Loro si avvicinavano alla barca come a  indicarci la loro traiettoria. Il motore della nostra barca a quel punto  navigava in sincrono con la loro andatura e, anche se sparivano per  qualche minuto attraverso immersioni simultanee, nonostante noi  continuassimo a navigare, ce li ritrovavamo magicamente a fianco, sempre  alla nostra sinistra&raquo;.</p>
<p>Insomma una esperienza indimenticabile per la  nostra lettrice nelle acque di Marina di Camerota, di quelle che si  racconteranno a lungo: &laquo;Tutto &egrave; diventato ancora pi&ugrave; magico quando dopo  oltre 1 ora e mezzo di navigazione, nonostante avessimo incrociato altre  imbarcazioni, i delfini continuavano a tenerci al loro fianco, come se  ci avessero scelti, come se il rumore del motore della nostra barca li  avesse rassicurati che non poteva accadere loro nulla di male, insomma  come se avessero preso fiducia. Mi piace pensare che siamo stati  compagni di viaggio. E infine un saluto nostalgico e indimenticabile.  Quando il sole all&#8217;orizzonte si &egrave; tuffato nel mare, in un singolare  tramonto, e il cielo ha aggiunto toni arancioni a quel blu infinito, ci  siamo congedati dai nostri amici delfini. Anche loro pare abbiano capito  che il nostro viaggio insieme giungeva al termine. Si sono immersi  senza riaffiorare, mentre la &#8216;Nicco boat&#8217; ha virato verso levante per  rientrare al porto di Marina di Camerota&raquo;.</p>
<p><strong>&copy;</strong></p>
<p><strong>Foto Lucia Caruso &copy;Riproduzione vietata</strong></p>
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		<title>Marina di Camerota ricorda le donne vittime del mare e del lavoro nel rito delle &#8216;Strambaie&#8217;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/03-06-2012-marina_di_camerota_ricorda_le_donne_vittime_del_mare_e_del_lavoro_nel_rito_delle_strambaie-12817/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 14:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi si chiamerebbero morti sul lavoro. Ieri erano vittime della miseria. Ed erano donne. In mano a quelle donne gravava l'economia di intere famiglie, il peso di una comunit&#224;. Si alzavano di buon mattino, anche alle 2 di notte per trovarsi all'alba sui promontori che cadono a strapiombo sul mare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si chiamerebbero morti sul lavoro. Ieri erano vittime della miseria. Ed erano donne.<br />In mano a quelle donne gravava l&#8217;economia di intere famiglie, il peso di una comunit&agrave;. Si alzavano di buon mattino, anche alle 2 di notte per trovarsi all&#8217;alba sui promontori che cadono a strapiombo sul mare.<br />E&#8217; l&#8217;ora della mietitura. Ma non del grano, di cui quasi non c&#8217;&egrave; traccia tra le rocce e la terra rossa del basso Cilento, ma di quell&#8217;erba filiforme denominata &#8220;spartea&#8221;, con la quale venivano intrecciate lunghissime corde indispensabili agli allevamenti di acquacoltura di Taranto,dove fin da allora si producevano le cozze. Quelle donne avevano portato a termine la fatica quotidiana e di erba ne avevano raccolta talmente tanta che il piccolo gozzo non riusciva a contenerla. Quel gozzo le avrebbe dovute ricondurre a casa, in quello che era il piccolo borgo marino di Marina di Camerota. Ma met&agrave; di quell&#8217;equipaggio non vide pi&ugrave; le proprie famiglie. Era il primo giugno del 1867 c&#8217;erano 20 strambaie sulla piccola imbarcazione quel giorno. Dodici di loro persero la vita, insieme a due giovani marinai.&nbsp; <br />Carico di gente e di erba il gozzo inabiss&ograve; nelle stesse acque dove perse la vita Palinuro, il nocchiero di Enea, innamorato e invaghito della giovane Kamaraton. Non ebbero la stessa gloria e non finirono sulle pagine mitologiche che hanno fatto il giro del mondo quelle povere donne che, per aiutarsi l&#8217;una con l&#8217;altra, finirono per perdere la vita in fondo al mare. Ma c&#8217;&egrave; chi oggi vuole tenere alta quella memoria con l&#8217;umilt&agrave; che caratterizza queste genti di mare. A commemorare il ricordo, ogni anno, Domenica Troccoli ripercorre in barca quel pezzo di mare con a seguito altre donne e discendenti di quelle fanciulle del secolo scorso. Si rinnova cos&igrave;, con una preghiera di mare e con i canti di una antica tradizione, il ricordo della &#8220;tragedia delle strambaie&#8221;. Filomena Giordano (29 anni), Vincenza Giordano (22 anni), Carmela D&#8217;Andrea (32 anni), Grazia D&#8217;Andrea (27 anni), Vincenza D&#8217;Andrea (20 anni), Maria Giovanna Di Luca (16 anni), Filomena Romano (19 anni), Rosa Martuscello (19 anni), Angela Maria Romani (15anni), Maria Mazzeo (13 anni), Caterina Saturno (27 anni), Filomena Ottati (24 anni), Sabato di Maio (22 anni), Ciro Giordano (22 anni). Questi i nomi, scanditi uno ad uno nei versi della commovente poesia &#8220;La varca affonna! Aiutace Maronna&#8221; di Giuseppe Liuccio. Questi i nomi impressi sulla lapide che campeggia silenziosa sul Porto di Marina di Camerota guardando a quel mare che custodisce gelosamente questa storia. Questi i nomi commemorati nel rituale che ogni anno si rinnova grazie a Domenica Troccoli per tenere vivo il ricordo delle vittime della tragedia delle strambaie. Questi i nomi cantati nelle nenie delle preghiere di mare.</p>
<p>&copy; Riproduzione Riservata</p>
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		<title>Pian delle Starze, un altro modo di fare turismo. Quando una vacanza ha il valore di un&#8217;esperienza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eccellenze_pian_delle_starze_un_altro_modo_di_fare_turismo_quando_una_vacanza_ha_il_valore_di_un_esperienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 21:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;&#232; un modo differente di fare impresa. Un modo differente di creare accoglienza. Un modo differente di coccolare l&#8217;ospite suggerendogli di partecipare ad un appuntamento di rivisitazione delle proprie convinzioni e stili di vita]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> La notte, circondato da stelle, ho avuto modo di pensare e di ricordare. Di giorno, accompagnato dal brulichio d&rsquo;estate, dagli echi di suoni antichi, dai sapori di tradizioni radicate, ho avuto modo di partecipare, di sentirmi parte di una storia. Di una bella storia. Oggi lascio questi luoghi. <span>&nbsp;</span>Ho capito che una vacanza pu&ograve; avere un valore ben pi&ugrave; nobile. Il valore di un&rsquo;esperienza. C&rsquo;&egrave; chi a tutto questo pensa e lavora. C&rsquo;&egrave; chi costruisce i presupposti di una interruzione alla ciclicit&agrave; monotona e ripetitiva di una esistenza ansiosa, preda di un vortice irrefrenabile che cattura e ipnotizza. C&rsquo;&egrave; un modo differente di fare impresa. Un modo differente di creare accoglienza. Un modo differente di coccolare l&rsquo;ospite suggerendogli di partecipare ad un appuntamento di rivisitazione delle proprie convinzioni e stili di vita. Stiamo per lasciare Marina di Camerota, questo lembo di terra all&rsquo;estremo sud del Cilento, arteria Lucana che per&ograve; si innerva sulla riva meridionale della Campania, sulle cui coste a strapiombo sul Tirreno, si adagia un prestigioso ricovero d&rsquo;eccezione, mimetizzato con la vegetazione, fortino valido a preservare una cultura millenaria dove farci visita ha il valore di un ricordo incancellabile. Pian delle Starze, qualcuno direbbe un Relais, altri un albergo lussuoso, io invece lo definirei la sintesi di un&rsquo;armonia ritrovata. Per raggiungerlo si attraversa il primo sentiero del Mediterraneo, tra olivi secolari, panorami che si dispiegano sul golfo di Policastro e vegetazioni di mirtilli, lentisco e rosmarino. Le dolci architetture sono aggrappate sulle vette del monte di Luna, a proposito della nota sentinella che campeggia da sempre su questo promontorio.<span>&nbsp; </span>La storia, le leggende di questi luoghi danno l&rsquo;impressione di essere inscritte tra le pietre sagomate di queste dimora cilentana. Narrano di Omero e del nocchiero Palinuro che proprio in queste acque inabiss&ograve; folgorato dalla bellezza della giovane Kamaraton. Raccontano di storie recenti di briganti e di navigatori d&rsquo;oltreoceano, ma anche delle vicende dei Trecento, che proprio sotto questa naturale balconata sul golfo, consumarono i momenti pi&ugrave; terribili di una battaglia il cui epilogo, insieme ad altre storie che faranno seguito, contribu&igrave; all&rsquo;Unita del Belpaese. Poi ricapitolano all&rsquo;indietro fino ai saraceni che calpestavano gli stessi sentieri per preservare le stesse coste con torri austere e comunicanti, i cui resti campeggiano su questo territorio ed ammiccano alle nuovi costruzioni, come le Starze, che rispettose fanno loro compagnia. In questa struttura nulla sembra lasciato al caso e le forme si modellano come pagine di un antico volume storico, a rivivere momenti epici negli spazi, negli angoli, nelle camere, nei decori, negli arredi ma anche nei comportamenti, nelle gentilezze e nelle grazie di questa gente semplice che con il diverso e lo straniero ha intessuto relazioni autentiche ed antiche, che oggi si trasformano in sorprendente senso dell&rsquo;ospitalit&agrave; e capacit&agrave; di sviluppare nuovi modelli turistici. Questa &egrave; terra di confine e di contaminazione, quella particolare dimensione della fisicit&agrave; e dell&rsquo;animo umano che predispone alla curiosit&agrave; e alla conoscenza. E&rsquo; grazie a ci&ograve; che una antica storia pu&ograve; essere capace di partorirne di nuove. Storie che al passato guardano per proiettarsi in una dimensione contemporanea, sensibile al valore dell&rsquo;ambiente e della natura da preservare, custodire come un&rsquo;ultima battaglia da combattere sulla frontiera della modernit&agrave;. Questi imprenditori sono stati in grado di intuire quali siano le opportunit&agrave; che una societ&agrave; in costante ed imprevedibile mutamento richiede affinch&egrave; una vacanza non si riduca ad una semplice vacanza. Puntano, scommettono e rilanciano sul versante della ricercatezza, della qualit&agrave;, facendo leva sulla sobriet&agrave; per garantire eccellenza. E cos&igrave; dai piatti tipici della tradizione cilentana, fino agli appuntamenti di svago, alle visite del territorio, al relax nella struttura di Pian delle Starze, e ancora fino alle vedute notturne ed ai canti degli uccelli che intonano a ninnananne, <span>&nbsp;</span>&egrave; un costante momento di valorizzazione di saperi antichi che chiedevano di essere rispolverati per essere nuovamente goduti e rivissuti da nuovi protagonisti di una stessa storia. Oggi ci ha raggiunti la notizia che Pian delle Starze &egrave; la promotrice di un appuntamento culturale che avverr&agrave; in ottobre, nelle sale di palazzo Sant&rsquo;Agostino, la sede della Provincia di Salerno. Il Cilento incontra Roberto Bonzio, giornalista dell&rsquo;agenzia internazionale Reuters, che ha ripercorso i sentieri degli Stati Uniti d&rsquo;America a caccia di italiani di successo per dare vita ad un progetto che prende il nome di Italiani di Frontiera (<a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank">www.italianidifrontiera.com</a>) e che attraversa i continenti per illustrare le nuove frontiere del mondo dell&rsquo;imprenditoria e della comunicazione. Non &egrave; un caso che sia proprio l&rsquo;organizzazione di questa struttura a creare appuntamenti di riflessione sulle nuove opportunit&agrave; di fare impresa, partendo proprio da chi concretamente &egrave; stato in grado di esportare modelli di ingegno e di creativit&agrave; che oggi danno lustro ed immagine ad una Italia che sente forte il dovere di risollevarsi e di ripartire. Nel profondo sud cilentano sono stati innestati rami robusti capaci di resistere alle sfide del domani. Partendo dal turismo, quell&rsquo;antica miniera che ha tenuto lontano le cattedrali industriali, preservando mare e natura e che oggi viene rivisitato per accogliere favorevolmente i mutamenti sopraggiunti sul fronte delle tendenze turistiche e della diversificazione dell&rsquo;offerta. Continuerete senz&rsquo;altro a sentire parlare di Pian delle Starze, quando vi sar&agrave; ricordato che una vacanza pu&ograve; avere il valore impagabile di un&rsquo;esperienza. </p>
<p> Per saperne di pi&ugrave; visita <a href="http://www.hotelrelaispiandellestarze.it/">http://www.hotelrelaispiandellestarze.it/</a> </p>
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