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	<title>Redazione | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Eta Aquaridi 2026, torna lo spettacolo delle “stelle cadenti”: quando e come osservarle dall’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[costellazione acquario]]></category>
		<category><![CDATA[meteorologia]]></category>
		<category><![CDATA[sciame meteorico eta aquaridi]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di astronomia: lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Anche nel 2026 [...]]]></description>
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<p class="p1">Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di astronomia: lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Anche nel 2026 il fenomeno sarà visibile dall’Italia, con il picco previsto nelle ore tra il 5 e il 6 maggio.</p>



<p class="p1">Le Eta Aquaridi sono originate dai detriti della Cometa di Halley, uno degli oggetti celesti più celebri e studiati. Ogni anno la Terra attraversa la scia di polveri lasciata dalla cometa lungo la sua orbita: quando questi frammenti entrano nell’atmosfera terrestre, bruciano a grande velocità, producendo le scie luminose comunemente chiamate “stelle cadenti”.</p>



<p class="p1">Secondo gli esperti, il momento migliore per l’osservazione sarà nelle ore che precedono l’alba. Il radiante — ovvero il punto da cui sembrano provenire le meteore — si trova nella costellazione dell’Acquario, in prossimità della stella Eta Aquarii. Tuttavia, non è necessario puntare lo sguardo direttamente verso quella zona: le meteore possono attraversare qualsiasi parte del cielo.</p>



<p class="p1">Dall’emisfero nord, e quindi anche dall’Italia, lo spettacolo risulta meno intenso rispetto alle regioni australi. Nelle condizioni ideali si possono osservare fino a 30 meteore all’ora, ma il numero reale dipende da diversi fattori, tra cui l’inquinamento luminoso e le condizioni atmosferiche.</p>



<p class="p1">Per aumentare le probabilità di osservazione, gli astronomi consigliano di allontanarsi dai centri urbani e scegliere luoghi bui con orizzonte libero verso est. Fondamentale anche concedere agli occhi almeno 15–20 minuti per adattarsi all’oscurità ed evitare fonti di luce artificiale, come smartphone o torce.</p>



<p class="p1">Un elemento favorevole nel 2026 è rappresentato dalla scarsa interferenza della Luna durante il picco, che dovrebbe garantire cieli più bui e quindi una migliore visibilità delle meteore più deboli.</p>



<p class="p1">Caratterizzate da velocità elevate — fino a circa 66 chilometri al secondo — le Eta Aquaridi sono note per le loro scie luminose persistenti, che possono rimanere visibili per alcuni secondi dopo il passaggio.</p>



<p class="p1">Lo sciame resterà attivo fino alla fine di maggio, ma saranno le notti a cavallo tra il 5 e il 6 a offrire le condizioni più favorevoli per assistere a uno degli spettacoli naturali più suggestivi dell’anno.</p>
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		<title>Oltre il Border Collie: come la scienza ridefinisce l’intelligenza dei cani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/loltre-il-border-collie-come-la-scienza-ridefinisce-lintelligenza-dei-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 12:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
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					<description><![CDATA[Da anni classifiche e articoli popolari tentano di stabilire quali siano le razze canine “più intelligenti”. Border Collie, Barboncino e Pastore Tedesco compaiono regolarmente ai primi posti, alimentando l’idea che [...]]]></description>
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<p class="p1">Da anni classifiche e articoli popolari tentano di stabilire quali siano le razze canine “più intelligenti”. Border Collie, Barboncino e Pastore Tedesco compaiono regolarmente ai primi posti, alimentando l’idea che l’intelligenza dei cani sia misurabile e comparabile in modo oggettivo. Ma cosa dice davvero la scienza?</p>



<p class="p1">Il cane domestico (Canis lupus familiaris) è una delle specie più studiate nell’ambito dell’etologia cognitiva, proprio per la sua lunga coevoluzione con l’uomo. Secondo molti ricercatori, parlare di “intelligenza” in senso unico è fuorviante: esistono diverse forme di intelligenza, tra cui quella sociale, quella spaziale e quella legata alla risoluzione dei problemi.</p>



<p class="p1">Uno dei contributi più citati è quello dello psicologo e ricercatore Stanley Coren, autore del libro The Intelligence of Dogs. Coren ha proposto una classificazione basata principalmente sull’obbedienza e sulla capacità di apprendere comandi. In questo modello, razze come il Border Collie e il Barboncino risultano particolarmente performanti, perché selezionate per lavorare a stretto contatto con l’uomo e rispondere rapidamente agli stimoli.</p>



<p class="p1">Tuttavia, molti esperti sottolineano i limiti di questo approccio. Valutare l’intelligenza solo in base all’obbedienza rischia di penalizzare razze con caratteristiche diverse. I levrieri, ad esempio, sono stati selezionati per la caccia visiva e la velocità, non per l’esecuzione di comandi complessi; ciò non li rende meno intelligenti, ma semplicemente specializzati in altre abilità.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni, studi condotti da università europee e nordamericane hanno ampliato la prospettiva. Esperimenti su larga scala hanno mostrato che alcuni cani sono particolarmente abili nel comprendere i gesti umani, come indicare un oggetto o seguire lo sguardo. Questa capacità di comunicazione interspecifica è considerata una forma avanzata di intelligenza sociale, sviluppata proprio grazie alla domesticazione.</p>



<p class="p1">Un caso emblematico è quello dei cosiddetti “cani da lavoro”: razze come il Pastore Australiano o il Labrador Retriever sono in grado di apprendere compiti complessi, dal soccorso alpino all’assistenza per persone con disabilità. In questi contesti, l’intelligenza si manifesta non solo nell’apprendimento rapido, ma anche nella capacità di adattarsi a situazioni nuove e prendere decisioni autonome.</p>



<p class="p1">D’altra parte, la genetica gioca un ruolo importante ma non esclusivo. L’ambiente, l’addestramento e l’interazione con l’uomo influenzano profondamente lo sviluppo cognitivo del cane. Studi recenti indicano che anche cani meticci, spesso esclusi dalle classifiche, possono raggiungere livelli elevati di problem solving e comprensione.</p>



<p class="p1">Il consenso scientifico attuale tende quindi a superare l’idea di una gerarchia rigida tra razze. Più che chiedersi quale sia il cane “più intelligente”, gli esperti suggeriscono di considerare in che modo diverse razze esprimano forme diverse di intelligenza, frutto della loro storia evolutiva e del rapporto con l’uomo.</p>



<p class="p1">In definitiva, le classifiche continuano ad avere successo mediatico, ma raccontano solo una parte della realtà. L’intelligenza canina è un fenomeno complesso, che non può essere ridotto a una semplice graduatoria. Comprenderla significa anche riconoscere la diversità e la ricchezza delle capacità cognitive sviluppate da una delle specie più vicine all’essere umano.</p>
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		<title>Mare e ricerca, la “Sirena” della scienza esplora i fondali del Golfo di Napoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mare-e-ricerca-la-sirena-della-scienza-esplora-i-fondali-del-golfo-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 12:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[.auv hugin]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[veicolo subacqueo]]></category>
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					<description><![CDATA[Come una moderna Partenope, silenziosa e invisibile, la “Sirena” della scienza esplora i fondali del Golfo di Napoli, parla il linguaggio del mare, ne svela segnali e ne comprende l’evoluzione. [...]]]></description>
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<p>Come una moderna Partenope, silenziosa e invisibile, la “Sirena” della scienza esplora i fondali del Golfo di Napoli, parla il linguaggio del mare, ne svela segnali e ne comprende l’evoluzione. Nell’ambito del progetto PNRR MER (Marine Ecosystems Restoration) ISPRA ha appena collaudato l’AUV Hugin, un veicolo autonomo subacqueo capace di operare fino a 3.000 metri di profondità, con il supporto della nave Astrea.</p>



<p><strong><em>Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA</em></strong><em>: «L’attività rappresenta un importante passo avanti nell’impiego di tecnologie autonome per monitorare i fondali marini e acquisire dati ad altissima risoluzione, finalizzati alla caratterizzazione morfologica, geologica e ambientale delle profondità marine. Il Golfo di Napoli costituisce uno dei contesti più complessi e sensibili del Mar Mediterraneo ed è quindi fondamentale un monitoraggio continuo per comprendere l’evoluzione dei processi naturali e contribuire a ridurre potenziali rischi per la popolazione e per gli ecosistemi marini.</em> <em>Il collaudo dell’AUV Hugin nel Golfo di Napoli e nell’area di Ischia rappresenta un passo concreto e strategico nel rafforzamento delle capacità scientifiche e tecnologiche del nostro Paese per la conoscenza e la tutela dell’ambiente marino. Grazie al progetto PNRR MER, ISPRA si dota di strumenti all’avanguardia, che ci consentono non solo di acquisire dati fondamentali per la ricerca, ma anche di sviluppare modelli previsionali sempre più accurati, contribuendo in maniera determinante alla prevenzione dei rischi naturali e alla sicurezza delle comunità costiere, confermando il proprio ruolo di riferimento scientifico a supporto delle istituzioni, della protezione dell’ambiente e dei cittadini</em>.» </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-PNRR-MER-il-collaudo-dellAUV-Hugin-un-veicolo-autonomo-subacqueo-per-osservare-i-vulcani-sommersi-e-anticipare-i-rischi-2-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-245102" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-PNRR-MER-il-collaudo-dellAUV-Hugin-un-veicolo-autonomo-subacqueo-per-osservare-i-vulcani-sommersi-e-anticipare-i-rischi-2-1024x577.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-PNRR-MER-il-collaudo-dellAUV-Hugin-un-veicolo-autonomo-subacqueo-per-osservare-i-vulcani-sommersi-e-anticipare-i-rischi-2-300x169.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-PNRR-MER-il-collaudo-dellAUV-Hugin-un-veicolo-autonomo-subacqueo-per-osservare-i-vulcani-sommersi-e-anticipare-i-rischi-2-768x433.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-PNRR-MER-il-collaudo-dellAUV-Hugin-un-veicolo-autonomo-subacqueo-per-osservare-i-vulcani-sommersi-e-anticipare-i-rischi-2-1536x866.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-PNRR-MER-il-collaudo-dellAUV-Hugin-un-veicolo-autonomo-subacqueo-per-osservare-i-vulcani-sommersi-e-anticipare-i-rischi-2.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong><em>Giordano Giorgi, Direttore Centro Nazionale Coste ISPRA e Coordinatore Progetto PNRR MER:</em></strong><em> «L’impiego di tecnologie autonome come l’AUV Hugin rappresenta una risorsa strategica per lo studio dei fondali marini e per la tutela di aree ad alta vulnerabilità. Una “sirena” tecnologica che ascolta i fondali, ne interpreta i segnali provenienti in particolare dai vulcani sommersi e trasforma i dati in conoscenza scientifica, al servizio della sicurezza del territorio e della protezione degli ecosistemi marini, è qualcosa di assolutamente innovativo che amplia radicalmente la nostra capacità di monitoraggio e indagine dei fondali marini. Durante la campagna, condotta anche lungo la costa sud-occidentale dell’isola di Ischia, sono stati acquisiti parametri ambientali fondamentali, tra cui temperatura, salinità e concentrazioni di gas come anidride carbonica e metano, elementi utili per la valutazione dello stato ambientale e delle caratteristiche geologiche individuare eventuali fenomeni di emissioni di gas sottomarini</em>.» </p>



<p>L’AUV Hugin (Autonomous Underwater Vehicle) è un veicolo sottomarino senza pilota in grado di operare in autonomia anche in ambienti complessi, raccogliendo dati e immagini ad altissima risoluzione; con questa nuova tecnologia, sono state realizzate mappature dettagliate del fondale marino mediante sistemi acustici e ottici avanzati, capaci di fornire immagini e informazioni sulla struttura dei sedimenti e sulle eventuali anomalie presenti. Le operazioni hanno incluso rilievi batimetrici e morfologici, acquisizione di dati geofisici e ambientali, nonché il trasferimento e il salvataggio delle informazioni sui sistemi di bordo e sulle infrastrutture cloud dell’ISPRA.</p>
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		<item>
		<title>Animali che sfidano la scienza: le abilità più sorprendenti del regno animale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-che-sfidano-la-scienza-le-abilita-piu-sorprendenti-del-regno-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 12:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza Octopus vulgaris]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha progressivamente ridimensionato l’idea che l’intelligenza e le capacità complesse siano prerogative esclusivamente umane. Dalle profondità marine alle foreste tropicali, numerose specie [...]]]></description>
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<p class="p1">Nel corso degli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha progressivamente ridimensionato l’idea che l’intelligenza e le capacità complesse siano prerogative esclusivamente umane. Dalle profondità marine alle foreste tropicali, numerose specie animali mostrano comportamenti sofisticati che continuano a sorprendere etologi e neuroscienziati.</p>



<p class="p1">Uno dei casi più studiati è quello dei polpi, in particolare del <strong>Octopus vulgaris.</strong> Questo cefalopode è noto per la sua straordinaria capacità di problem solving: in laboratorio è stato osservato mentre apre barattoli, risolve semplici puzzle e utilizza oggetti come strumenti. Il suo sistema nervoso, distribuito lungo i tentacoli oltre che nel cervello centrale, rappresenta un modello unico nel regno animale e offre nuove prospettive nello studio dell’intelligenza.</p>



<p class="p1">Anche tra gli uccelli emergono esempi sorprendenti. I corvi del genere Corvus sono in grado di utilizzare strumenti in modo avanzato. Esperimenti condotti in contesti controllati hanno dimostrato che alcune specie riescono a piegare fili metallici per creare ganci utili a recuperare il cibo, una capacità che implica pianificazione e comprensione causa-effetto. Studi pubblicati su riviste scientifiche come Science hanno evidenziato come queste abilità siano paragonabili, per certi aspetti, a quelle dei primati.</p>



<p class="p1">Non meno affascinanti sono i fenomeni legati alla biologia dei pesci. Alcune specie, come il pesce pagliaccio (Amphiprioninae), sono ermafroditi sequenziali: possono cambiare sesso nel corso della loro vita in risposta a dinamiche sociali. Questo processo, regolato da complessi meccanismi ormonali, è stato ampiamente documentato e rappresenta un adattamento evolutivo che garantisce la sopravvivenza del gruppo.</p>



<p class="p1">Un altro esempio riguarda la memoria e l’orientamento. Gli elefanti africani (Loxodonta africana) sono in grado di ricordare percorsi migratori e fonti d’acqua anche dopo molti anni, dimostrando una memoria a lungo termine eccezionale. Questa capacità è cruciale in ambienti variabili e spesso ostili, dove l’accesso alle risorse può determinare la sopravvivenza dell’intero branco.</p>



<p class="p1">Le api (Apis mellifera), invece, sorprendono per le loro competenze comunicative. Attraverso la cosiddetta “danza dell’addome”, descritta per la prima volta dal premio Nobel Karl von Frisch, le api sono in grado di trasmettere informazioni precise sulla posizione delle fonti di cibo rispetto all’alveare, includendo direzione e distanza.</p>



<p class="p1">Queste scoperte, supportate da un numero crescente di studi peer-reviewed, stanno contribuendo a ridefinire il concetto stesso di intelligenza animale. Piuttosto che una scala gerarchica con l’uomo al vertice, molti ricercatori propongono oggi una visione più articolata, in cui diverse specie sviluppano abilità specifiche in risposta al proprio ambiente.</p>
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		<item>
		<title>Razze animali nate dall’uomo: selezione e conseguenze</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/razze-animali-nate-dalluomo-selezione-e-conseguenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 12:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle campagne europee alle metropoli contemporanee, molte delle razze animali che oggi consideriamo “naturali” sono in realtà il risultato di secoli — talvolta millenni — di selezione operata dall’uomo. Cani, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Dalle campagne europee alle metropoli contemporanee, molte delle razze animali che oggi consideriamo “naturali” sono in realtà il risultato di secoli — talvolta millenni — di selezione operata dall’uomo. Cani, gatti e cavalli sono tra gli esempi più evidenti di questo processo: specie plasmate non solo dall’evoluzione, ma anche da esigenze pratiche, estetiche e culturali.</p>



<p class="p1">La selezione artificiale consiste nello scegliere individui con determinate caratteristiche e favorirne la riproduzione. Nel caso del cane domestico (Canis lupus familiaris), il processo è iniziato almeno 15.000 anni fa, quando i primi lupi più docili si avvicinarono agli insediamenti umani. Da allora, l’intervento umano ha prodotto una straordinaria varietà di razze: dai levrieri veloci per la caccia, ai cani da pastore capaci di gestire greggi, fino ai cani da compagnia selezionati per il temperamento e l’aspetto.</p>



<p class="p1">Questo stesso principio si ritrova nei gatti domestici (Felis catus), anche se in modo più recente e meno intensivo. Razze come il Siamese o il Persiano sono state sviluppate selezionando tratti estetici distintivi, come il mantello o la forma del muso. Nei cavalli (Equus ferus caballus), invece, la selezione ha privilegiato forza, velocità e resistenza, dando origine a razze specializzate per il lavoro agricolo, la guerra o lo sport.</p>



<p class="p1">Se da un lato la selezione artificiale ha permesso di ottenere animali altamente specializzati, dall’altro ha portato con sé conseguenze spesso problematiche. La riduzione della variabilità genetica è uno dei principali effetti collaterali: accoppiamenti tra individui geneticamente simili aumentano il rischio di malattie ereditarie. Alcune razze canine, ad esempio, sono predisposte a patologie specifiche: displasia dell’anca nei cani di grande taglia, problemi respiratori nei brachicefali (come bulldog e carlini), o disturbi cardiaci in razze selezionate per dimensioni ridotte.</p>



<p class="p1">Nel caso dei gatti Persiani, la selezione per un muso sempre più schiacciato ha comportato difficoltà respiratorie e problemi oculari. Anche nei cavalli, alcune linee selezionate per prestazioni sportive possono essere più soggette a fragilità ossee o disturbi muscolari.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni, la comunità scientifica e veterinaria ha iniziato a interrogarsi su questi effetti. Organizzazioni come la World Organisation for Animal Health e numerose associazioni veterinarie nazionali promuovono pratiche di allevamento più responsabili, che tengano conto non solo dell’estetica o delle prestazioni, ma anche del benessere complessivo dell’animale.</p>



<p class="p1">Parallelamente, cresce la sensibilità del pubblico. Sempre più persone scelgono di adottare animali da rifugi o di informarsi sulla salute genetica delle razze prima dell’acquisto. In alcuni paesi europei, sono state introdotte normative per limitare l’allevamento di animali con caratteristiche che compromettono la loro qualità di vita.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polisportiva Santa Maria, la famiglia Tavassi lascia dopo 30 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/polisportiva-santa-maria-la-famiglia-tavassi-lascia-dopo-30-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[club giallorossi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia tavassi]]></category>
		<category><![CDATA[polisportiva santa maria]]></category>
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					<description><![CDATA[La famiglia Tavassi annuncia l’uscita dalla gestione della SSD Polisportiva Santa Maria arl a partire dal prossimo 1 luglio. Una decisione già comunicata al sindaco di Castellabate, Marco Rizzo, che [...]]]></description>
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<p>La famiglia Tavassi annuncia l’uscita dalla gestione della SSD Polisportiva Santa Maria arl a partire dal prossimo 1 luglio. Una decisione già comunicata al sindaco di Castellabate, Marco Rizzo, che segna la fine di un lungo percorso alla guida del club giallorosso.</p>



<p>Questo il testo integrale del messaggio:</p>



<p>«<em>In questi più di 20 anni di partecipazione alle vicende giallorosse, la nostra famiglia, con orgoglio, ha profuso ogni sforzo per cercare di raggiungere i livelli più alti possibili, con una serietà organizzativa che è stata apprezzata da tutte le componenti dello sport dilettantistico in Campania. Abbiamo vissuto stagioni indimenticabili, raggiunto obiettivi importanti e, come accade normalmente nello sport e nella vita, subito anche delle amarezze. Desideriamo oggi ringraziare i tantissimi tifosi che in questi anni non hanno mai fatto mancare il loro apporto, tutte le Istituzioni che hanno sempre supportato la società, e tutti i collaboratori che, anche in modo volontario, per anni hanno contribuito alla partecipazione delle nostre squadre a tutte le categorie giovanili fino alla Serie D.<br>Un ultimo ringraziamento va rivolto agli allenatori e ai giocatori che abbiamo conosciuto in questi anni, per la professionalità dimostrataci e per quanto fatto con noi in tanti anni di attività.<br>La famiglia Tavassi è sin d’ora disponibile, attraverso la qualificata mediazione del dott. Serafino Roncacè, a confrontarsi con imprenditori che volessero acquisire le quote di maggioranza del club per favorire il passaggio di consegne. La nostra famiglia ha avuto e avrà sempre i colori giallorossi nel proprio cuore!</em>»</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dress code matrimonio: come rispettarlo senza rinunciare al proprio stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dress-code-matrimonio-come-rispettarlo-senza-rinunciare-allo-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[dress code]]></category>
		<category><![CDATA[outfit matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
		<category><![CDATA[wedding]]></category>
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					<description><![CDATA[Invito ricevuto, location da sogno… e poi arriva la domanda che mette tutti in crisi: cosa metto? Vestirsi per un matrimonio è un equilibrio sottile tra eleganza, rispetto del contesto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Invito ricevuto, location da sogno… e poi arriva la domanda che mette tutti in crisi: cosa metto? <br>Vestirsi per un matrimonio è un equilibrio sottile tra eleganza, rispetto del contesto e identità personale. Non basta essere “ben vestiti”: bisogna essere appropriati.</p>



<p>La prima regola è semplice, ma spesso ignorata: leggere bene l’invito. Sempre più coppie indicano un dress code preciso, formal, cocktail, boho chic, black tie, e non è un dettaglio decorativo. È una richiesta chiara che orienta le scelte e contribuisce all’armonia dell’evento.</p>



<p>Se il dress code non è esplicitato, entrano in gioco tre variabili fondamentali: orario, location e stagione. Un matrimonio di mattina in campagna richiede leggerezza e colori chiari; una cerimonia serale in una villa o in un hotel elegante impone toni più sofisticati e tessuti strutturati.</p>



<p>Per le donne, l’errore più comune è voler “fare scena” a tutti i costi. Il risultato? Outfit eccessivi o fuori contesto. Meglio puntare su un abito che valorizzi senza sovrastare: lunghezze midi o lunghe per la sera, tessuti freschi e linee fluide per il giorno. Attenzione al bianco, tradizionalmente riservato alla sposa, e anche al nero totale, che può risultare troppo austero se non bilanciato con accessori o dettagli luminosi.</p>



<p>Per gli uomini, la parola chiave è misura. Completo sì, ma scelto con intelligenza: blu, grigio o tonalità chiare per il giorno; colori più profondi per la sera. La cravatta resta un segno di rispetto verso l’occasione, mentre il completo troppo casual — magari senza struttura — rischia di sembrare fuori luogo. Il vero salto di qualità si gioca sui dettagli: scarpe curate, cintura coordinata, tessuti di qualità.</p>



<p>E poi c’è lo stile personale, che non va mai sacrificato. Adeguarsi al contesto non significa uniformarsi. Un accessorio distintivo, una palette colori riconoscibile, un taglio particolare: sono questi elementi a rendere un outfit autentico. L’importante è che dialoghino con l’evento, non che lo ignorino.</p>



<p>Infine, una regola non scritta ma fondamentale: il buon gusto è anche discrezione. Un matrimonio non è una passerella individuale, ma un momento collettivo. Essere eleganti significa anche saper stare un passo indietro, lasciando che i protagonisti restino gli sposi.</p>



<p>Perché in fondo, il miglior outfit è quello che ti fa sentire perfettamente a tuo agio, nel posto giusto, al momento giusto.</p>
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		<title>Poste: nuovamente disponibile in versione Polis l&#8217;ufficio postale di Ogliastro Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/poste-nuovamente-disponibile-in-versione-polis-lufficio-postale-di-ogliastro-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 10:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ogliastro Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[progetto polis]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio postale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ufficio postale di Ogliastro Cilento riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione secondo la tipologia Polis. Sono terminati, infatti, gli interventi di ammodernamento e ristrutturazione della sede di corso Mazzini,35/a, finalizzati [...]]]></description>
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<p>L’ufficio postale di Ogliastro Cilento riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione secondo la tipologia Polis.</p>



<p>Sono terminati, infatti, gli interventi di ammodernamento e ristrutturazione della sede di corso Mazzini,<br>35/a, finalizzati ad accogliere anche tutti i principali servizi della pubblica amministrazione grazie a Polis,<br>l’iniziativa di Poste Italiane per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7mila<br>comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.</p>



<p>L’ufficio postale di Ogliastro Cilento è stato completamente rinnovato. La sala che accoglie i clienti è<br>stata dotata di nuovi arredi e colori oltre a una corsia per ipovedenti e gli ambienti sono stati migliorati<br>con soluzioni a basso impatto ambientale e una nuova illuminazione a basso consumo energetico; è<br>stato inoltre realizzato uno sportello ribassato per richiedere in comodità i servizi della pubblica<br>amministrazione oltre ai tradizionali prodotti e servizi.</p>



<p>Disponibili in sede i certificati anagrafici oltre ai servizi INPS come ad esempio il cedolino della pensione,<br>la certificazione unica e il modello “OBIS M”. Inoltre, grazie alla convenzione firmata tra Poste Italiane,<br>Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i cittadini possono richiedere o<br>rinnovare il passaporto presentando la documentazione direttamente allo sportello, senza doversi recare<br>in questura, con la possibilità di riceverlo a domicilio.</p>



<p>L’ufficio postale di Ogliastro Cilento è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: dal lunedì al<br>venerdì dalle ore 8:20 alle 13:45 e il sabato fino alle 12:45.</p>



<p>Attraverso Polis Poste Italiane conferma, ancora una volta, non solo la missione al servizio del sistema<br>Paese ma anche il valore della capillarità, elemento fondante del proprio fare impresa, in netta<br>controtendenza con il progressivo abbandono dei territori.</p>
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		<title>Costiera amalfitana e Cilento, giovani e associazioni in rete per unire le aree interne</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/costiera-amalfitana-e-cilento-giovani-e-associazioni-in-rete-per-unire-le-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aree interne]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Non più territori isolati, ma un’unica visione strategica per la salvaguardia del patrimonio fragile della provincia di Salerno. Si è conclusa con successo l’iniziativa “Custodire il Paesaggio”, un evento che [...]]]></description>
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<p>Non più territori isolati, ma un’unica visione strategica per la salvaguardia del patrimonio fragile della provincia di Salerno. Si è conclusa con successo l’iniziativa “<strong>Custodire il Paesaggio”</strong>, un evento che ha segnato un passo decisivo nella collaborazione tra le aree interne della Costiera amalfitana e del Cilento.</p>



<p>L’iniziativa, svoltasi a Tramonti dal 1 al 3 maggio 2026, rientra nel progetto <strong><em>“Crocevia – Giovani, territori ed azioni per il clima nella provincia di Salerno</em></strong>” (KA154-YOU), promosso da Mòvesi APS <a href="http://www.movesi.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.movesi.org</a> e co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea. <em><strong>Il cantiere-scuola</strong></em> ha visto la partecipazione di <strong>19 giovani tra i 18 e i 30 anni</strong>, provenienti da diversi territori campani e anche da contesti extra-regionali, impegnati sulla storia e la manutenzione dei muretti a secco e nello studio della gestione idrica dei terrazzamenti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Fare rete tra territori UNESCO: la sfida delle aree interne</strong></p>



<p><em>L’aspetto più rilevante dell’evento è stata la sinergia tra le associazioni del territorio</em>. Il partenariato — che vede collaborare realtà come <strong>Mòvesi APS</strong> (capofila),<strong> ACARBIO</strong> (Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera ), <strong>Auletta Casa Mia</strong>, <strong>R.E.S.T.A.Vallo di Diano</strong> e <strong>Fada Collective APS</strong> — e il coinvolgimento di associazioni e realtà territoriali come <strong>A’ Paranza d’o Tramuntan</strong>, custodi di un patrimonio culturale materiale e immateriale prezioso, punta a rompere l’isolamento delle aree interne. Nonostante la fama internazionale della Costiera e del Cilento, le loro &#8220;<em>viscere</em>&#8221; montane condividono le stesse sfide: spopolamento, abbandono delle tecniche agricole tradizionali e rischio idrogeologico.</p>



<p>Unire questi due territori su temi comuni, entrambi Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO, significa creare un fronte comune per valorizzare un’economia della cura che non sia solo folklore, ma una strategia moderna di resilienza climatica e turistica.</p>



<p><strong>«</strong><em>Stiamo portando avanti un lavoro fondamentale di connessione tra comunità che, pur distanti geograficamente, parlano la stessa lingua: quella della terra e della resilienza </em>&#8211; sottolinea <strong>Vincenzo Sannino,</strong> presidente di <strong>Acarbio</strong> &#8211; <em>Mettere insieme le competenze del Cilento e della Costiera amalfitana significa dare forza alle aree interne, spesso dimenticate dai grandi flussi ma custodi del vero equilibrio ecologico. Vedere giovani di diversi territori sporcarsi le mani per ricostruire un muretto a secco ci dice che la strada della rete è l&#8217;unica percorribile per tutelare la nostra identità e il nostro futuro</em>.»</p>



<p>All’interno di questo percorso, è emersa con forza una riflessione condivisa: <strong>tutelare il paesaggio deve diventare una priorità strutturale delle agende politiche, sociali ed economiche,</strong> riconoscendolo come infrastruttura essenziale per la resilienza ambientale e la vitalità delle comunità.</p>



<p>«<em>Un sistema di muri a secco è un’infrastruttura che può essere paragonata a quella delle piramidi, per complessità, funzione e valore storico &#8211; </em>ha dichiarato Mario Panzarella, presidente di Mòvesi, &#8211; <em>in questo non sono solo un’eredità del passato, ma una tecnologia sociale ed ecologica che ci parla ancora oggi, risultato di un sapere collettivo, costruito nel tempo da comunità che hanno saputo vivere in equilibrio con il proprio territorio. In un momento storico in cui cerchiamo soluzioni alle crisi ambientali e sociali, dovremmo tornare a guardare a queste pratiche come strumenti contemporanei, non come folklore. Rigenerare i muretti a secco significa rigenerare relazioni: tra persone, tra generazioni e tra comunità e ambiente. È da qui che può nascere una nuova forma di cittadinanza attiva e consapevole</em>.» </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il cantiere-scuola e la &#8220;Cittadinanza Attiva&#8221;</strong></p>



<p>Sotto la guida del maestro artigiano<strong> Antonio Della Pietra</strong>, i partecipanti hanno appreso l&#8217;arte della pietra a secco (Patrimonio Immateriale UNESCO), comprendendo come queste strutture siano dispositivi ecologici vitali per prevenire il dissesto idrogeologico. Nonostante questo, permane una scarsa attenzione sistemica verso la loro tutela. Nel solco tracciato da <strong>ITLA Italia</strong>, Alleanza Mondiale per i Paesaggi Terrazzati, di cui Acarbio è partner, si tenta così di creare quella visione di &#8216;<em>paesaggio terrazzato</em>&#8216; che unisce i saperi tecnici alla tutela dei territori fragili, elevando la pratica locale a una strategia di respiro nazionale.</p>



<p>Iniziative come “<em><strong>Custodire il Paesaggio</strong></em>” dimostrano così che unendo gli sforzi tra associazioni, giovani e comunità locali è possibile attivare processi concreti di rigenerazione.</p>



<p>L’esperienza ha incluso anche l’immersione nelle tradizioni locali: dalla costruzione di cestini in castagno alla panificazione, fino al dialogo con la comunità di Tramonti e il supporto di delegazioni come Praiano Meeting, SCOL Aps, Ormae e Rareca-Spazio Aperto.</p>



<p>Il progetto “Crocevia” non si ferma qui: nei prossimi mesi continuerà con nuove azioni territoriali per consolidare questa &#8220;alleanza del paesaggio&#8221; che unisce costa ed entroterra in una nuova forma di cittadinanza consapevole.</p>
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		<title>Bianco Tanagro 2026 da record: il carciofo bianco guida la rinascita delle aree interne</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bianco-tanagro-2026-da-record-il-carciofo-bianco-guida-la-rinascita-delle-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[auletta]]></category>
		<category><![CDATA[bianco tanagro]]></category>
		<category><![CDATA[carciofo bianco]]></category>
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					<description><![CDATA[Non bastano i numeri a raccontare l’edizione 2026 di Bianco Tanagro, il festival che racconta un territorio attraverso il suo prodotto tipico più rappresentativo, svoltosi nel borgo di Auletta. «Al termine [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non bastano i numeri a raccontare l’<strong>edizione 2026 di Bianco Tanagro</strong>, il festival che racconta un territorio attraverso il suo prodotto tipico più rappresentativo, svoltosi nel <strong>borgo di Auletta</strong>.</p>



<p>«<em>Al termine di un’altra edizione di successo, abbiamo battuto tutti i record di questi 14 anni, sento forte la gratitudine verso tutti i volontari della Pro Loco di Auletta, i produttori della Rete del carciofo bianco della Valle del Tanagro che gestiscono l’area degustativa e tutte le persone che hanno sostenuto un progetto culturale ed economico che sta facendo crescere non soltanto il nostro paese, ma anche tutto il territorio limitrofo. Un’occasione, sempre emozionante, per ribadire che le aree interne possono costruire il proprio futuro, partendo dalle proprie radici e dal racconto delle proprie eccellenze. Anche grazie a Bianco Tanagro la terra sta tornando ad essere speranza e futuro.</em>» Così il <strong>presidente della Pro Loco Auletta, Giuseppe Lupo</strong>, ha dato appuntamento alla <strong>prossima edizione di Bianco Tanagro, in programma dal 23 al 25 aprile e dal 30 aprile al 2 maggio 2027</strong>.</p>



<p>«<em>Da oggi &#8211;</em> afferma Lupo<em> &#8211; cominciamo a pensare non soltanto alla prossima edizione dell’evento, ma anche a come mettere a frutto ciò che abbiamo imparato nel corso di queste giornate, trascorse a condividere buone pratiche e buone idee con gli innumerevoli ospiti che hanno lasciato un segno della loro presenza ad Auletta. Investiremo ancor di più per migliorare l’agricoltura locale e il nostro carciofo bianco, affinché sia possibile allungarne la stagionalità e accompagnarci verso una qualità di vita superiore per i nostri contadini. C’è bisogno di unione, ma Bianco Tanagro ci insegna anche il valore delle relazioni.</em>»  </p>



<p></p>
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		<title>Under 17 ai playoff: Salernitana terza, agli ottavi sfida alla Ternana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/under-17-ai-playoff-salernitana-terza-agli-ottavi-sfida-alla-ternana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Salernitana]]></category>
		<category><![CDATA[under17]]></category>
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					<description><![CDATA[La Salernitana Under 17 conquista l’accesso ai playoff al termine di un percorso solido e in costante crescita. Decisiva, nell’ultima giornata di campionato, la vittoria per 3-1 sul campo del [...]]]></description>
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<p>La Salernitana Under 17 conquista l’accesso ai playoff al termine di un percorso solido e in costante crescita. Decisiva, nell’ultima giornata di campionato, la vittoria per 3-1 sul campo del Trapani allo stadio Provinciale: un successo che consente ai granatini di operare il sorpasso proprio sui siciliani e chiudere la regular season al terzo posto in classifica.</p>



<p class="s3">La squadra guidata da mister Mario Landi, già protagonista lo scorso anno con la qualificazione ai playoff alla guida dell’Under 15, ha confermato anche in questa stagione qualità e continuità, totalizzando 47 punti frutto di 14 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. Un cammino che testimonia il valore del gruppo e la crescita dei ragazzi nel corso dell’annata.</p>



<p class="s3">Sul campo del Trapani, i granatini hanno offerto una prestazioneimportante e si sono imposti grazie alle reti di Caprio, Russano e Valentino.</p>



<p class="s3">Archiviata la regular season, ora si apre la fase decisiva del campionato. Secondo il regolamento, la Salernitana affronterà negli ottavi di finale la Ternana, seconda classificata del girone C, in una doppia sfida di andata e ritorno: il primo atto si disputerà in casa dei granata, mentre il match di ritorno andrà in scena in Umbria.</p>



<p>“Ovviamente sono molto felice per questo traguardo raggiunto. Pensare di poter ripetere l’impresa dell’anno scorso era praticamente inimmaginabile, invece questo gruppo ha dimostrato che con il lavoro e mettendo avanti il divertimento, il gioco, i miglioramenti sia individuali che collettivi si possono raggiungere risultati eccezionali. È una soddisfazione doppia anche per gran parte dei ragazzi che fanno parte di questa squadra, pensare che poi questo risultato è stato raggiunto, disputando un campionato quasi interamente sotto età da ancora più risalto ad un lavoro e ad un gruppo importante”. Queste le parole del tecnico Mario Landi.</p>



<p>“Direi che la continuità nel nostro caso è stato un elemento determinante, perché in questi due anni i ragazzi hanno sicuramente beneficiato di una continuità nella metodologia di allenamento che ritengo sia fondamentale per la crescita sia tecnica che tattica.<br />La sfida di quest’anno era inserire i ragazzi del 2009 e sono contentissimo di come l’hanno fatto, della crescita e dei miglioramenti che hanno avuto. Ci è voluto qualche mese ma sono stati decisivi, importantissimi. Questo è un gruppo che col tempo è diventato una squadra vera”.</p>



<p>“Il raggiungimento dei play off sicuramente rappresenta un premio meritato per questi ragazzi per quello che hanno dimostrato su ogni campo dall’inizio dell’anno e l’ambizione è di poter continuare a competere e dimostrare il nostro valore con realtà sempre più importanti. Vogliamo farlo con la leggerezza e mettendo avanti il gioco così come abbiamo sempre fatto.<br>Il risultato di ieri lo definisco eroico, perché nella settimana per noi più importante ci sono stati una serie di eventi negativi a cascata che ci hanno portato a giocare la partita decisiva senza almeno otto calciatori. Sapevamo che il pareggio poteva non bastare ma dovevamo con forza cercare la vittoria con soli quindici giocatori a disposizione, inoltre dei tre cambi di movimento che avevo a disposizione uno ritornava da un lungo infortunio. Per tutti questi motivi è stata un’impresa. Questa vittoria ha un valore incredibile se pensiamo alla compattezza e alla determinazione che la squadra ha dovuto mettere in campo per vincere su un campo così difficile. Per i play-off mi auguro di riuscire prima di tutto a recuperare qualche ragazzo e poi andremo a fare quello che abbiamo sempre fatto su ogni campo dall’inizio dell’anno: divertirci giocando il nostro calcio. La vittoria di trapani la dedico a Ferdi Oliva, il nostro grande attaccante, che lunedì scorso è stato coinvolto in un brutto incidente stradale che lo lascerà fuori dai campi per un po’. Per fortuna sta bene e questa è la cosa più importante”.</p>



<p>Foto sito ufficiale Salernitana </p>
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		<item>
		<title>Salerno in Flora, numeri da record: oltre quarantamila presenze al Villaggio Coldiretti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-in-flora-numeri-da-record-oltre-quarantamila-presenze-al-villaggio-coldiretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[salerno in flora 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Sinergia fra ambiente e agricoltura regionale per valorizzare le filiere agricole e tutelare la salute dei cittadini. Quarantamila presenze in tre giorni per il Villaggio Coldiretti Salerno in Flora. Una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sinergia fra ambiente e agricoltura regionale per valorizzare le filiere agricole e tutelare la salute dei cittadini.</p>



<p>Quarantamila presenze in tre giorni per il Villaggio Coldiretti Salerno in Flora. Una edizione dai grandi numeri, quella ospitata dal Parco Pinocchio, che dimostra la voglia che c’è in giro di entrare in contatto diretto con i produttori del territorio che lavorano sodo per portare quanto offre la campagna direttamente al centro delle città.</p>



<p>«<em>Grazia a Salerno Solidale che ci ha permesso di avere questa splendida location a disposizione. Sono stata giornate intense, nelle quali si è cercato di costruire un ponte per le generazioni future ospitando negli incontri in Casa Coldiretti tutti gli assessori regionali legati al mondo nel quale operano le nostre aziende. Nell’ultimo incontro abbiamo avuto la presenza dell’assessore all’agricoltura Maria Carmela Serluca e di quella all’ambiente Claudia Pecoraro che hanno partecipato all’incontro: Coltivare bellezza e sostenibilità per la città del futuro</em>» spiega il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.</p>



<p>L’assessore all’ambiente Claudia Pecoraro afferma: «<em>Come istituzione, siamo chiamati a rafforzare politiche integrate che mettano in relazione tutela ambientale, valorizzazione delle filiere agricole e qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. La transizione ecologica passa necessariamente attraverso un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare innovazione, tradizione e responsabilità.</em>»</p>



<p>«<em>Il contributo</em> -continua- <em>delle organizzazioni di categoria, delle professioniste e dei professionisti del settore, insieme al dialogo costante con i territori, rappresenta un elemento fondamentale per costruire risposte efficaci e durature. Rivolgo un sentito ringraziamento a Coldiretti Salerno per l’organizzazione e a tutte le relatrici e i relatori intervenuti per l’alto profilo del confronto. Continuiamo a lavorare, insieme, per una Campania più sostenibile, inclusiva e competitiva.</em>»</p>



<p>Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessora all’agricoltura Maria Carmela Serluca: «<em>Oggi insieme alla collega assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro, abbiamo ribadito la necessità e la volontà di una collaborazione concreta tra agricoltura e ambiente che punta a difendere e rigenerare il territorio, promuovere un uso sostenibile delle risorse e sostenere un’agricoltura di qualità. Coltivare bellezza e sostenibilità -conclude- significa prendersi cura del territorio, tutelare il paesaggio e le risorse naturali, ma anche valorizzare il lavoro degli agricoltori come presidio fondamentale delle nostre comunità.</em>»</p>



<p>Ad entrambe le esponenti della Giunta presieduta da Roberto Fico è stata illustrata dal Capo Servizio innovazione di Coldiretti Roberto Mazzei una proposta di gestione dei fondi per consentire lo sviluppo delle aree interne. Una visione moderna e concreta per la tutela e la valorizzazione dei territori rurali e delle comunità che li vivono. La proposta prevede una creazione di un&#8217;area pilota in attesa dell&#8217;arrivo dei fondi della nuova programmazione.</p>



<p>Ampia parentesi è stata rivolta al comparto florovivaistico. Dopo aver ripercorso il fortunato “3°Congresso Nazionale del fiore” ospitato dalla Coldiretti Campania a Pompei e Castellammare lo scorso mese di novembre, il presidente della Consulta Raffaele Mignano ha fatto il punto sulle criticità vissute dal settore anch’esso danneggiato dall’aumento indiscriminato dei costi legato ai conflitti degli ultimi mesi.</p>
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		<item>
		<title>5 maggio nella storia: dalla morte di Napoleone alle rivoluzioni nazionali, una data che attraversa i secoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/5-maggio-nella-storia-dalla-morte-di-napoleone-alle-rivoluzioni-nazionali-una-data-che-attraversa-i-secoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 06:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[5 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Napoleone]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 5 maggio è una di quelle date che, nel calendario storico, concentrano eventi di grande rilievo politico, culturale e simbolico. Dall’Europa napoleonica al Risorgimento italiano, fino alle vicende del [...]]]></description>
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<p class="p1">Il 5 maggio è una di quelle date che, nel calendario storico, concentrano eventi di grande rilievo politico, culturale e simbolico. Dall’Europa napoleonica al Risorgimento italiano, fino alle vicende del Novecento, questa giornata offre una prospettiva ampia sui momenti che hanno segnato svolte decisive nella storia mondiale.</p>



<p class="p1">La fine di Napoleone e la nascita di un mito letterario</p>



<p class="p3">Il 5 maggio 1821 muore Napoleone Bonaparte, in esilio sull’isola di Sant’Elena. Dopo la sconfitta nella Battaglia di Waterloo, l’ex imperatore era stato confinato dagli inglesi in un remoto territorio dell’Atlantico meridionale. La sua morte segnò simbolicamente la conclusione dell’epoca napoleonica, che aveva ridisegnato gli equilibri politici europei.</p>



<p class="p3">L’evento ebbe una risonanza immediata anche in Italia, dove Alessandro Manzoni compose l’ode Il cinque maggio, una riflessione intensa sulla parabola umana e politica di Napoleone.</p>



<p class="p1">La spedizione dei Mille e il processo di unificazione italiana</p>



<p class="p3">Il 5 maggio 1860 segna l’inizio della Spedizione dei Mille, guidata da Giuseppe Garibaldi. Partiti da Quarto, nei pressi di Genova, circa mille volontari diedero avvio a un’impresa militare destinata a cambiare il destino della penisola.</p>



<p class="p3">La spedizione portò alla conquista del Regno delle Due Sicilie e rappresentò una tappa fondamentale del processo che avrebbe condotto, nel giro di pochi anni, all’unificazione nazionale sotto la monarchia sabauda.</p>



<p class="p1">Il Cinco de Mayo e la resistenza messicana</p>



<p class="p3">Nello stesso giorno del 1862, in Messico, si svolge la Battaglia di Puebla, durante la quale le truppe messicane sconfissero l’esercito francese. L’evento è oggi commemorato con la festività del Cinco de Mayo.</p>



<p class="p3">Pur non essendo la festa nazionale principale del Paese, questa ricorrenza è diventata un simbolo della resistenza e dell’identità nazionale messicana, celebrato anche al di fuori dei confini del Messico.</p>



<p class="p1">Le ultime fasi della Seconda guerra mondiale in Europa</p>



<p class="p3">Il 5 maggio 1945 si colloca nei giorni conclusivi della Seconda guerra mondiale in Europa. In diverse città, tra cui Praga, si verificano insurrezioni contro le forze naziste, come la Rivolta di Praga, mentre le truppe alleate consolidano il controllo del territorio.</p>



<p class="p3">Questi eventi precedono di pochi giorni la resa definitiva della Germania nazista, segnando la fine del conflitto sul fronte europeo.</p>



<p class="p1">Altri eventi significativi</p>



<p class="p3">Nel corso del tempo, il 5 maggio è stato teatro anche di altri avvenimenti rilevanti:</p>



<p class="p1">Nel 1946 viene introdotto in Italia il Totocalcio, destinato a diventare un fenomeno popolare di massa. Nel 1955 la Germania Ovest riacquista la piena sovranità, entrando a pieno titolo nello scenario della Guerra fredda.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al PalaSele di Eboli arriva Blanco, tutte le info utili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/al-palasele-di-eboli-arriva-blanco-tutte-le-info-utili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[blanco]]></category>
		<category><![CDATA[palasele blanco]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l’uscita di&#160;MA’, l’attesissimo nuovo album pubblicato il 3 aprile 2026 per EMI Records Italy (Universal Music Italy), con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group),&#160;Blanco è tornato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo l’uscita di<em>&nbsp;MA’</em>, l’attesissimo nuovo album pubblicato il 3 aprile 2026 per EMI Records Italy (Universal Music Italy), con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group),&nbsp;<strong>Blanco è tornato dal vivo con il suo&nbsp;<em>primo tour nei palazzetti</em>, segnando il suo ritorno sulla scena dopo tre anni. Con il nuovo capitolo live sarà domani sera, martedì 5 maggio, per la prima volta in scena sul palco del PalaSele di Eboli.</strong></p>



<p>In questo nuovo tour, che segna una nuova fase del suo percorso artistico e una tappa fondamentale della sua carriera, la dimensione sonora evolve in linea con il disco, con un approccio più organico e suonato. Alla formazione originale —&nbsp;<strong>Michelangelo</strong>&nbsp;(chitarre, piano),&nbsp;<strong>Carmine Landolfi</strong>&nbsp;(batteria),&nbsp;<strong>Emanuele Nazzaro&nbsp;</strong>(basso) — si aggiungono due musicisti,&nbsp;<strong>Giacomo Ruggeri</strong>&nbsp;alla chitarra e&nbsp;<strong>Gabriele Bolognesi</strong>, polistrumentista tra synth, tastiere e sax, introducendo per la prima volta i fiati e rafforzando una direzione più rock e materica.</p>



<p>Il live attraversa l’intero repertorio, alternando grandi&nbsp;<strong>successi</strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>Notti in Bianco</strong>,&nbsp;<strong>La Canzone nostra</strong>,&nbsp;<strong>Mi fai impazzire</strong>, ai&nbsp;<strong>brani più recenti dell’ultimo album</strong>, tra cui&nbsp;<strong>Piangere a 90</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Anche a vent’anni si muore</strong>, senza rinunciare a momenti più intimi e acustici. Ne nasce uno show fisico e intenso, pensato per essere vissuto fino in fondo, senza filtri.</p>



<p><em>“Sono sicuro che ci divertiremo. Ci sto lavorando tanto e sarà un tour diverso da tutti quelli che ho fatto finora. Anche perché ora arrivo nei palazzetti: è una sfida nuova, uno stimolo che mi gasa, proprio perché non so mai cosa aspettarmi e sono curioso di vedere come reagirà il pubblico.”</em></p>



<p>Per la parte scenotecnica, dal live design alla scenografia, è stato coinvolto il collettivo londinese&nbsp;<strong>Ombra</strong>, tra i più interessanti e richiesti del momento. Il loro contributo si traduce in uno show essenziale e diretto:<strong>&nbsp;palco classico e un’estetica cruda</strong>. Dal punto di vista visivo, il concept sviluppato con gli Ombra parte da un&nbsp;<strong>caos iniziale,</strong>&nbsp;particelle ad alta entropia, che si organizza progressivamente, costruendo un racconto in evoluzione.</p>



<p>La&nbsp;<strong>direzione artistica</strong>&nbsp;di&nbsp;<em>Il primo tour nei palazzetti</em>&nbsp;è affidata a&nbsp;<strong>Stefano Clessi</strong>, mentre la&nbsp;<strong>direzione musicale</strong>&nbsp;è curata da&nbsp;<strong>Michelangelo e Placido Salamone</strong>.</p>



<p>Gli ultimi biglietti disponibili per lo show saranno acquistabili anche al Botteghino del PalaSele aperto a partire dalle ore 17, l’ingresso generale sarà consentito dalle ore 19, lo show avrà inizio alle 21.</p>
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		<title>“Un Film in Agenda”, scuole in rete nella piana del Sele per educare al linguaggio cinematografico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-film-in-agenda-scuole-in-rete-nella-piana-del-sele-per-educare-al-linguaggio-cinematografico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pontecagnano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cinema arriva in provincia di Salerno per rendere concreti l’educazione alle immagini e l’utilizzo dell’audiovisivo nella didattica. Si sta concludendo, infatti, la prima fase del progetto&#160;“Un Film in Agenda”, [...]]]></description>
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<p>Il cinema arriva in provincia di Salerno per rendere concreti l’educazione alle immagini e l’utilizzo dell’audiovisivo nella didattica. Si sta concludendo, infatti, la prima fase del progetto&nbsp;<strong>“Un Film in Agenda”</strong>, percorso di educazione al linguaggio cinematografico promosso dall’<strong>Istituto Comprensivo “Picentia”&nbsp;</strong>di Pontecagnano Faiano in rete con l’<strong>Istituto Comprensivo “Montecorvino Pugliano”</strong>&nbsp;dell’omonimo comune, l’<strong>Istituto Comprensivo “Moscati”</strong>&nbsp;di Pontecagnano Faiano e l’<strong>Istituto Comprensivo “Bellizzi”</strong>&nbsp;dell’omonimo comune, diretti rispettivamente dalle dirigenti scolastiche&nbsp;<strong>Ginevra de Majo</strong>,&nbsp;<strong>Maria Rosaria Mirra</strong>,&nbsp;<strong>Mirella Amato</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Rosaria Papalino</strong>.</p>



<p>Il progetto è sostenuto dal&nbsp;<strong>Ministero della Cultura</strong>&nbsp;e dal&nbsp;<strong>Ministero dell’Istruzione e del Merito</strong>&nbsp;nell’ambito del&nbsp;<strong>Piano Nazionale di Educazione all’Immagine per le Scuole</strong>.</p>



<p><strong>L’INIZIATIVA</strong></p>



<p>I cortometraggi finali del progetto “Un Film in Agenda” saranno il risultato di un lavoro creativo svolto direttamente dagli studenti, che hanno ideato e costruito le storie partendo dai temi dell’Agenda 2030: essi hanno scelto di trattare, nell’ambito della legalità, il lavoro minorile e il bullismo. Tematiche di grande rilevanza sociale, che gli studenti hanno sviluppato attraverso il racconto di storie ambientate nel territorio in cui vivono, vicino alla loro realtà quotidiana.</p>



<p>Guidati da professionisti del settore, i ragazzi hanno partecipato a tutte le fasi della realizzazione di un prodotto – dalla sceneggiatura alla recitazione – interamente frutto delle loro idee, esperienze e riflessioni.</p>



<p>Il progetto vede come partner principale la&nbsp;<strong>Tomato Film s.r.l.</strong>, società salernitana di produzione e distribuzione cinematografica, che ha messo a disposizione competenze professionali e strumenti tecnici per accompagnare i giovani partecipanti nella scrittura, nella regia e nella realizzazione del prodotto finale.</p>



<p><strong>UNA RETE PER IL CINEMA</strong></p>



<p>Non solo scuole, ma anche partner istituzionali e culturali hanno condiviso il progetto rendendosi protagonisti delle diverse fasi formative e creative. Figurano nella rete l’<strong>Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale,</strong>&nbsp;il&nbsp;<strong>Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno</strong>, la&nbsp;<strong>Cooperativa Sociale Capovolti</strong>, il&nbsp;<strong>Museo Archeologico di Pontecagnano Faiano</strong>, il&nbsp;<strong>Cinema Teatro San Demetrio&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>Pro Loco Pontecagnano</strong>. A sostenere l’iniziativa anche il&nbsp;<strong>Comune di Pontecagnano Faiano</strong>.</p>



<p><strong>DAGLI STUDENTI ALLA CITTÀ</strong></p>



<p>«Il progetto sta riscuotendo un grande successo tra gli allievi il cinema cattura l’attenzione dei giovani &nbsp;– dichiara la preside&nbsp;<strong>Ginevra de Majo</strong>&nbsp;–&nbsp;che vedono in quest’arte la possibilità di dare voce, accompagnati dagli esperti, alle loro emozioni, alla loro personale visione di rilevanti fenomeni sociali, collaborando e decidendo insieme, passo dopo passo, l’opera da realizzare, dalla sceneggiatura alla colonna sonora, dalle riprese alla recitazione».</p>



<p>Il percorso culminerà nella realizzazione e nella presentazione pubblica dell’opere audiovisive realizzate durante il percorso, un momento di restituzione alla comunità che intende celebrare il talento, l’impegno e la capacità dei giovani di reinterpretare l’attualità con uno sguardo nuovo e personale.</p>
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		<title>Dieta e intestino, premio nazionale al nutrizionista cilentano: uno studio sul “metodo zig-zag” conquista il Fismad</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dieta-e-intestino-premio-nazionale-al-nutrizionista-cilentano-uno-studio-sul-metodo-zig-zag-conquista-il-fismad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta e ntestino]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Abbruzzese]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importante riconoscimento nazionale per il giovane biologo nutrizionista cilentano Gennaro Abbruzzese, premiato con il “Best Poster” in occasione del 32° Congresso Nazionale delle Malattie Digestive (FISMAD 2026), svoltosi a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un importante riconoscimento nazionale per il giovane biologo nutrizionista cilentano Gennaro Abbruzzese, premiato con il “Best Poster” in occasione del 32° Congresso Nazionale delle Malattie Digestive (FISMAD 2026), svoltosi a Roma dal 16 al 18 aprile presso l’Ergife Palace<br>Hotel.</p>



<p>Il premio è stato conferito per il lavoro dal titolo: “Impact of a cyclic calorie-variation (zig-zag)<br>diet on bloating, intestinal motility and gut-brain axis balance in patients with functional digestive<br>disorders”. Lo studio si concentra sull’effetto della dieta ciclica, nota come zig-zag calorico, nei pazienti affetti da disturbi gastrointestinali funzionali, approfondendo in particolare l’impatto su gonfiore<br>addominale, alterazioni della motilità intestinale e sull’equilibrio dell’asse intestino-cervello. </p>



<p>Il lavoro nasce da un’osservazione molto frequente nella pratica clinica: molte persone soffrono di<br>gonfiore addominale, digestione lenta o intestino irregolare anche quando seguono un’alimentazione apparentemente corretta. Questo accade perché spesso l’attenzione è rivolta esclusivamente a cosa si mangia, trascurando invece come i pasti e le calorie vengono distribuiti nell’arco della giornata.</p>



<p>Su questa base, il dottor Abbruzzese ha approfondito e sviluppato un approccio nutrizionale fondato<br>sulla variazione calorica ciclica, definita anche zig-zag, che prevede una distribuzione strategica dell’energia nei diversi pasti. L’obiettivo è migliorare il funzionamento dell’intestino, ridurre il<br>gonfiore post-prandiale e favorire una digestione più efficiente, intervenendo anche sull’equilibrio<br>tra intestino e sistema nervoso, oggi riconosciuti come strettamente interconnessi.</p>



<p>Questo modello è stato applicato a pazienti con disturbi intestinali funzionali e, in molti casi, ha<br>portato a un miglioramento significativo dei sintomi. Il lavoro, presentato nell’ambito di uno dei<br>principali eventi scientifici italiani dedicati alle malattie digestive, è stato selezionato come miglior<br>contributo nella categoria poster, distinguendosi tra quelli ritenuti più rilevanti per utilità clinica. </p>



<p>L’attività clinica del dottor Abbruzzese si concentra principalmente sulla nutrizione applicata a problematiche gastrointestinali e metaboliche, con particolare attenzione a gonfiore addominale,<br>sindrome dell’intestino irritabile, difficoltà digestive e infiammazione intestinale. Alla base del suo<br>approccio vi è l’idea che il miglioramento del paziente non passi semplicemente attraverso una<br>riduzione calorica, ma attraverso strategie nutrizionali personalizzate, fisiologiche e sostenibili nel<br>tempo.</p>



<p>Al di là del riconoscimento scientifico, l’aspetto più rilevante del lavoro è la sua concreta<br>applicabilità nella vita quotidiana: in molti casi, modificando semplicemente la distribuzione dei<br>pasti durante la giornata, è possibile intervenire su sintomi spesso considerati “normali”, ma che<br>rappresentano invece segnali di un equilibrio intestinale da migliorare. Il dottor Gennaro Abbruzzese, originario di Capaccio Paestum, è un biologo nutrizionista clinico specializzato in patologie metaboliche e gastrointestinali. Opera da circa due anni sul territorio di Agropoli e collabora con il reparto di gastroenterologia dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania</p>
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		<title>Castagni, allarme in Campania: il parassita cinipide minaccia i raccolti, Coldiretti chiede un piano urgente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castagni-allarme-in-campania-il-parassita-cinipide-minaccia-i-raccolti-coldiretti-chiede-un-piano-urgente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:47:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cinipide]]></category>
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					<description><![CDATA[La coltivazione del castagno in Campania è a rischio a causa della diffusione del Cinipide del Castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu), un insetto galligeno originario della Cina che sta causando danni [...]]]></description>
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<p>La coltivazione del castagno in Campania è a rischio a causa della diffusione del Cinipide del Castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu), un insetto galligeno originario della Cina che sta causando danni ingenti alle coltivazioni. La Coldiretti Campania lancia l&#8217;allarme e chiede alla Regione di intervenire con urgenza istituendo un tavolo tecnico permanente. La presenza del parassita, praticamente in tutte le province della Campania, costituisce un segnale inequivocabile di un peggioramento del quadro fitosanitario che, se non affrontato con urgenza, rischia di compromettere irrimediabilmente la produzione castanicola della stagione in corso e delle stagioni future.</p>



<p>“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da tutte le province. Dal Cilento arrivano notizie preoccupanti, il sindaco di Futani è stato fra i primi a chiedere aiuto” spiega il presidente di Coldiretti Salerno e della Campania Ettore Bellelli.</p>



<p>“Non va meglio nel casertano, alle pendici di Roccamonfina la cinipide sta infestando aree precedentemente non colpite o colpite in misura marginale. I sopralluoghi che abbiamo effettuato evidenziano che le infestazioni interessano aree precedentemente non colpite o colpite in misura marginale, con una densità di galle per rametto in netto aumento rispetto alle rilevazioni dell&#8217;anno precedente” rende noto il presidente di Coldiretti Caserta Enrico Amico.</p>



<p>“Anche in Irpinia l’allarme è alto. La Coldiretti Avellino ha organizzato un incontro per venerdì. Faremo il punto della situazione in collaborazione con il distretto della Castagna di Montella Igp, che in passato ha lottato duramente contro questo parassita” spiega la presidente di Coldiretti Avellino Veronica Barbati. “L’espansione della presenza del parassita costituisce un segnale inequivocabile di un peggioramento del quadro fitosanitario che, se non affrontato con urgenza, rischia di compromettere irrimediabilmente la produzione castanicola della stagione in corso e delle stagioni future” conclude Veronica Barbati.</p>



<p>Guardia alta anche nel Sannio, nella zona a ridosso di Montesarchio: &#8220;La situazione è grave e richiede azioni immediate&#8221;, prosegue il presidente di Coldiretti Benevento Gennarino Masiello. &#8220;Il Cinipide del Castagno è un parassita che compromette la formazione delle gemme, riduce la produzione di frutti e indebolisce la pianta, mettendo a rischio la produzione castanicola della stagione in corso e delle stagioni future.</p>



<p>Per evitare i danni degli anni scorsi la Coldiretti chiede alla Regione Campania di istituire un tavolo tecnico permanente per garantire un coordinamento efficace e tempestivo delle azioni di contrasto al parassita. Occorre partire da un piano di monitoraggio e mappatura sistematica del territorio castanicolo regionale per valutare la diffusione del parassita. Una volta chiarito il quadro, occorre attuare un programma regionale di lotta biologica e integrata, prevedendo il lancio e il potenziamento delle popolazioni del parassitoide antagonista naturale Torymus sinensis.</p>



<p>Nella provincia napoletana la zona interessata è quella dei Monti Lattari: “In dodici mesi la situazione è peggiorata. Siamo partiti con piccole segnalazioni nella zona di Pimonte per arrivare ad un vero e proprio allarme che arriva dalla zona di Monte Faito” dichiara la presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga.</p>



<p>La coltivazione del castagno è un patrimonio culturale e naturalistico insostituibile per la Campania e i coltivatori non devono essere lasciati soli. “La Regione Campania dovrà predisporre misure di sostegno economico a favore dei castanicoltori colpiti. È dovere proteggere questo settore e garantire la sua sopravvivenza per le generazioni future&#8221; concludono i presidenti provinciali della Coldiretti.</p>
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		<title>Rapina e aggressione a Salerno, un arresto. Denunciata la vittima per porto di coltello</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rapina-e-aggressione-a-salerno-un-arresto-denunciata-la-vittima-per-porto-di-coltello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[polizia salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un intervento nella notte, scattato dopo una segnalazione al 112 per una lite in Piazza San Francesco, si è concluso con un arresto per rapina aggravata e una denuncia a [...]]]></description>
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<p>Un intervento nella notte, scattato dopo una segnalazione al 112 per una lite in Piazza San Francesco, si è concluso con un arresto per rapina aggravata e una denuncia a carico della stessa vittima.</p>



<p>Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, giunta sul posto con le Volanti, due uomini avrebbero avvicinato un cittadino italiano chiedendo con insistenza del tabacco e rivolgendosi con frasi offensive alla compagna. Il tentativo dell’uomo di allontanarsi avrebbe innescato l’escalation: uno dei due aggressori lo avrebbe colpito con calci e pugni, utilizzando anche una bottiglia di vetro e alcune pietre, mentre l’altro lo immobilizzava da dietro.</p>



<p>Nel corso dell’aggressione i due sarebbero riusciti a strappargli il borsello che portava al collo, fuggendo subito dopo. Uno dei presunti responsabili è stato però bloccato dagli agenti e portato in questura; il complice è riuscito a far perdere le proprie tracce.</p>



<p>La vittima, nel tentativo di reagire e recuperare quanto sottratto, avrebbe estratto un coltello, mentre contro di lui venivano lanciati oggetti. Per questo è stata denunciata per porto abusivo di oggetti atti ad offendere.</p>



<p>L’uomo fermato è stato arrestato per rapina aggravata in concorso e trasferito in carcere su disposizione della procura, con convalida già avvenuta. Sono in corso accertamenti per identificare il secondo aggressore. L’indagine è nella fase preliminare: per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.</p>
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		<title>Furto d’auto a Sapri, arrestato 40enne dopo breve fuga</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/furto-dauto-a-sapri-arrestato-40enne-dopo-breve-fuga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Marina - Policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Vibonati]]></category>
		<category><![CDATA[furto d'auto]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato arrestato in flagranza di reato un uomo di 40 anni, pluripregiudicato originario della provincia di Caserta, accusato di furto aggravato di un’auto nel centro di Sapri. L’intervento è [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato arrestato in flagranza di reato un uomo di 40 anni, pluripregiudicato originario della provincia di Caserta, accusato di furto aggravato di un’auto nel centro di Sapri.</p>



<p>L’intervento è scattato nella mattinata di oggi dopo la segnalazione del furto di una Fiat Panda, che ha immediatamente attivato il dispositivo di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia locale. Lo riporta Saprilive.</p>



<p>Il coordinamento tempestivo della Centrale Operativa, unito all’azione delle pattuglie sul territorio, ha consentito ai militari della Stazione Carabinieri di Vibonati, guidati dal maresciallo Francesco Barile, di individuare e fermare il veicolo a Policastro Bussentino. Il mezzo è stato recuperato e restituito alla proprietaria.</p>



<p>Per il 40enne sono scattate le manette: al termine delle formalità di rito è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria per il giudizio direttissimo. L’operazione conferma l’efficacia del controllo del territorio e della collaborazione tra le diverse unità impegnate nell’area del Golfo di Policastro.</p>
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		<item>
		<title>Provincia di Salerno: Giuseppe Parente eletto presidente: vittoria di misura sul centrodestra</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/provincia-di-salerno-giuseppe-parente-eletto-presidente-vittoria-di-misura-sul-centrodestra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellosguardo]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[bellosguardo]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe parente]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[È Giuseppe Parente il nuovo presidente della Provincia di Salerno. Il sindaco di Bellosguardo, candidato del Partito Democratico e sostenuto dal centrosinistra, si è imposto sullo sfidante Pasquale Aliberti, espressione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È <strong>Giuseppe Parente</strong> il nuovo presidente della Provincia di Salerno. Il sindaco di Bellosguardo, candidato del Partito Democratico e sostenuto dal centrosinistra, si è imposto sullo sfidante Pasquale Aliberti, espressione del centrodestra, al termine di un confronto elettorale serrato che si è svolto oggi a Palazzo Sant&#8217;Agostino.</p>



<p>Alla chiusura delle urne, alle ore 20, hanno votato 1.249 aventi diritto su 1.935, pari al 64,55%. Un dato che conferma una partecipazione rilevante per una consultazione di secondo livello, riservata agli amministratori locali.</p>



<p>Parente raccoglie il testimone da Giovanni Guzzo, che aveva guidato l’ente in qualità di facente funzioni dopo le dimissioni di Vincenzo Napoli. Per il nuovo presidente si apre ora la fase operativa, con al centro le priorità del territorio provinciale, tra gestione dei servizi, pianificazione e sviluppo.</p>
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		<item>
		<title>Paestum, al via “Templi di scatto”: corso di fotografia archeologica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-al-via-templi-di-scatto-corso-di-fotografia-archeologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 18:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Prende il via oggi, mercoledì&#160;4 marzo,&#160;il progetto formativo&#160;“Templi di scatto. Corso di fotografia archeologica nel sito di Paestum”, organizzato dai Parchi archeologici di Paestum e Velia, in collaborazione con l’associazione&#160;Photo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p3">Prende il via oggi, mercoledì&nbsp;<strong>4 marzo,</strong>&nbsp;il progetto formativo&nbsp;<strong>“Templi di scatto. Corso di fotografia archeologica nel sito di Paestum”</strong>, organizzato dai Parchi archeologici di Paestum e Velia, in collaborazione con l’associazione&nbsp;<strong>Photo Art Community di Agropoli</strong>, selezionata attraverso la manifestazione di interesse dello scorso anno, con il coinvolgimento di professionisti del settore che accompagneranno studenti e partecipanti lungo l’intero percorso.</p>



<p class="p4">Il primo appuntamento di oggi, nell’ambito di una convenzione per la formazione scuola-lavoro, vedrà protagonisti gli studenti delle classi 3L e 4L del&nbsp;<strong>Liceo artistico “Sabatini Menna”</strong>&nbsp;di Salerno. Dopo la visita al sito archeologico, intesa come&nbsp;momento introduttivo che permetterà agli studenti di avvicinarsi al patrimonio culturale e di iniziare a riflettere sul rapporto tra archeologia e linguaggio fotografico, i ragazzi&nbsp;saranno alle prese con la più essenziale e creativa delle tecniche fotografiche: la&nbsp;<strong>stenoscopia</strong>.</p>



<p class="p4">La stenoscopia, o fotografia stenopeica, è una tecnica fotografica che si basa sull’utilizzo di un piccolo foro al posto dell’obiettivo. Attraverso questa minima apertura la luce penetra nella camera oscura, costituita da una semplice scatola, e crea l’immagine sulla superficie fotosensibile. Il risultato sono immagini dai contorni morbidi e dalla forte valenza espressiva, capaci di restituire una visione autentica e suggestiva della realtà, che evoca la dimensione della memoria.</p>



<p class="p4">Il corso proseguirà il&nbsp;<strong>5 e 7 maggio</strong>&nbsp;prossimi con due lezioni teorico-pratiche aperte anche al pubblico, tenute dai maestri di fotografia&nbsp;<strong>Vincenzo Marzocchini</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Luigi Corbetta</strong>.Durante questi incontri i partecipanti costruiranno apparecchi fotografici stenopeici sperimentando una tecnica antica e affascinante per realizzare scatti all’interno dell’area archeologica.&nbsp;</p>



<p class="p3">Il progetto si concluderà con un quarto appuntamento dedicato all’esposizione delle immagini realizzate dagli studenti, che saranno presentate al pubblico negli spazi del Museo, restituendo così alla comunità lo sguardo creativo dei partecipanti sul patrimonio di Paestum.</p>



<p class="p3">Un’iniziativa che unisce formazione, sperimentazione artistica e valorizzazione del patrimonio culturale, offrendo agli studenti, e non solo, un’esperienza diretta e consapevole nei luoghi della storia.</p>



<p class="p3">La foto del tempio di Nettuno utilizzata per la locandina è stata realizzata dal fotografo Franco Rizzo dell’Associazione&nbsp;<strong>Photo Art Community,&nbsp;</strong>con la tecnica della stenoscopia.</p>



<p class="p3">Boh La partecipazione al corso è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&amp;Velia.</p>
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		<item>
		<title>Filiera bufalina: sostenibilità e innovazione nella Piana del Sele, presentato rapporto di Fondazione Symbola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-bufalina-sostenibilita-e-innovazione-nella-piana-del-sele-presentato-rapporto-di-fondazione-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 17:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[filiera bufalina]]></category>
		<category><![CDATA[Mozzarella di Bufala Campana Dop]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[Rafforzare competitività e sostenibilità di uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano: è questo l’obiettivo del rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Rafforzare competitività e sostenibilità di uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano: è questo l’obiettivo del rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia, con la partnership di Coldiretti e Confagricoltura.</p>



<p class="p1">Il documento, presentato al Senato presso la Sala Caduti di Nassirya su iniziativa del senatore Luca De Carlo, analizza tecnologie e soluzioni innovative per accompagnare la transizione ecologica della filiera bufalina, trasformando le criticità ambientali in opportunità di crescita.</p>



<p class="p3">Un comparto strategico per l’Italia</p>



<p class="p1">La filiera bufalina rappresenta un pilastro del sistema lattiero-caseario nazionale. In Italia è concentrato circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e ben il 95% di quello europeo, con circa 435.000 capi complessivi. Di questi, il 70% si trova in Campania, mentre la Piana del Sele concentra oltre il 25% degli allevamenti regionali e il 30,8% dei capi.</p>



<p class="p1">Un settore strettamente legato alla produzione di eccellenze come la Mozzarella di Bufala Campana DOP, tra i prodotti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo.</p>



<p class="p3">Sostenibilità come leva competitiva</p>



<p class="p1">“Il riconoscimento UNESCO alla cucina italiana certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, territori e comunità”, ha dichiarato Ermete Realacci. “In questa prospettiva si colloca la filiera bufalina, che oggi affronta una sfida decisiva: la sostenibilità, componente essenziale della qualità e fattore di maggiore competitività”.</p>



<p class="p1">Il rapporto evidenzia come pratiche innovative possano ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera: dalla gestione efficiente dell’acqua alla riduzione delle emissioni, fino alla valorizzazione dei sottoprodotti. Secondo alcuni studi citati, i foraggi destinati all’alimentazione delle bufale potrebbero compensare la CO₂ emessa nel processo produttivo della mozzarella DOP, aprendo nuove prospettive sul mercato globale.</p>



<p class="p3">Innovazione e investimenti</p>



<p class="p1">Il progetto non si limita all’analisi, ma mette in campo strumenti concreti: le banche promotrici hanno attivato un plafond da 20 milioni di euro a tassi agevolati per sostenere investimenti in tecnologie sostenibili.</p>



<p class="p1">“Il comparto bufalino è profondamente radicato nella storia produttiva del territorio”, ha sottolineato Camillo Catarozzo. “Serve però rafforzare infrastrutture e capacità di fare sistema per accompagnare questa eccellenza verso nuove opportunità”.</p>



<p class="p1">Sulla stessa linea Rosario Pingaro, che evidenzia il ruolo dell’innovazione tecnologica, spesso “combinatoria”, cioè derivante dall’adattamento di soluzioni sviluppate in altri settori.</p>



<p class="p1">Per Giuseppe Tuozzo, la transizione ecologica rappresenta “un percorso di innovazione che migliora efficienza, qualità e resilienza”, rafforzando il legame tra imprese, territorio e comunità.</p>



<p class="p3">Un modello per il futuro</p>



<p class="p1">Lo studio analizza sei macro-dimensioni dell’intero ciclo produttivo: uso delle risorse, emissioni, tutela della biodiversità, gestione idrica, energia e benessere animale. Tra le soluzioni individuate: agrivoltaico, biogas e biometano, microirrigazione, recupero delle acque reflue e packaging sostenibili.</p>



<p class="p1">Avviato due anni fa con un focus sulla IV gamma, il progetto sulla Piana del Sele si propone oggi come modello replicabile per altre filiere agroalimentari italiane, dimostrando come sostenibilità, innovazione e qualità possano procedere insieme.</p>



<p class="p1">Il rapporto completo è disponibile sul sito della Fondazione Symbola.</p>
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		<title>Dalle spiagge del Casertano al Cilento: viaggio lungo la costa campana, 500 chilometri tra sabbia, scogliere e baie segrete</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalle-spiagge-del-casertano-al-cilento-viaggio-lungo-la-costa-campana-500-chilometri-tra-sabbia-scogliere-e-baie-segrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 14:25:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Un unico filo blu attraversa la Campania da nord a sud: il mare. Oltre 500 chilometri di costa in cui si alternano spiagge urbane, tratti sabbiosi, scogliere verticali e calette [...]]]></description>
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<p>Un unico filo blu attraversa la Campania da nord a sud: il mare. Oltre 500 chilometri di costa in cui si alternano spiagge urbane, tratti sabbiosi, scogliere verticali e calette nascoste. Un paesaggio che cambia continuamente e che racconta, meglio di ogni altra cartina, la varietà geografica e turistica della regione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nord Campania: il litorale domizio e le spiagge lunghe del Casertano</strong></h3>



<p>Il viaggio parte dal confine con il Lazio, dove il litorale domizio si distende con ampie spiagge sabbiose. A Mondragone e Castel Volturno il mare è ampio, con arenili lunghi e stabilimenti alternati a tratti più liberi. È una costa segnata da una forte presenza turistica estiva, ma anche da zone naturalistiche che si affacciano sulla foce del Volturno.</p>



<p>Più a sud, verso l’area flegrea, il paesaggio cambia: a Licola e Varcaturo la spiaggia si fonde con una fascia costiera ancora in parte selvaggia, mentre a Pozzuoli il mare si avvicina alla città, tra porti, lungomari e tratti di costa vulcanica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Golfo di Napoli: tra isole, storia e scenari iconici</strong></h3>



<p>Il Golfo di Napoli rappresenta uno dei tratti più riconoscibili della costa campana. Qui il mare si apre verso le isole di Ischia, Procida e Capri, ciascuna con caratteristiche molto diverse: dalle spiagge termali di Ischia alle case colorate di Procida fino alle scogliere spettacolari di Capri.</p>



<p>Sulla terraferma, il litorale sorrentino alterna piccole spiagge e terrazze sul mare, con località come Sorrento e Massa Lubrense dove il paesaggio si fa più frastagliato e panoramico. Qui il mare è spesso incorniciato da falesie e agrumeti che scendono verso l’acqua.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Costiera Amalfitana: la costa verticale tra borghi e mare profondo</strong></h3>



<p>Da Positano a Vietri sul Mare si entra in uno dei paesaggi più iconici d’Italia: la Costiera Amalfitana. La costa qui è stretta, verticale, modellata da montagne che si tuffano nel mare.</p>



<p>Le spiagge sono spesso piccole e incastonate tra le rocce: a Maiori si trova uno degli arenili più lunghi della zona, mentre ad Amalfi e Atrani le spiagge sono più raccolte e vicine ai centri storici. A Furore, il celebre fiordo crea uno degli scorci più fotografati della regione, con una spiaggia nascosta tra le pareti rocciose.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cilento: natura selvaggia, baie e acque trasparenti</strong></h3>



<p>Scendendo ancora verso sud si entra nel Cilento, dove la costa diventa più naturale e meno urbanizzata. Qui il mare incontra la macchia mediterranea e le falesie calcaree.</p>



<p>Tra le località più note ci sono Agropoli, Palinuro e Marina di Camerota. Le spiagge cambiano spesso volto: da arenili ampi come quello del Mingardo a baie più nascoste come Cala Bianca o l’area degli Infreschi, raggiungibili in molti casi solo via mare o attraverso sentieri immersi nella natura. </p>



<p>La Campania si conferma così una delle regioni italiane con la maggiore varietà costiera: spiagge urbane e attrezzate nel nord, paesaggi vulcanici nel Golfo di Napoli, scenari verticali in Costiera Amalfitana e natura incontaminata nel Cilento.</p>
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		<title>Harry Potter, 25 anni dopo: perché il mondo magico non smette di attrarre generazioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/harry-potter-25-anni-dopo-perche-il-mondo-magico-non-smette-di-attrarre-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[harry potter]]></category>
		<category><![CDATA[pottermania]]></category>
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<p>Nel 2026 ricorrono i 25 anni dall’uscita al cinema di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, primo film della saga. Era il 2001 quando il titolo arrivava nelle sale, dando il via a una delle saghe più amate di sempre. Da allora, l’universo creato da J.K. Rowling è diventato un fenomeno globale capace di evolversi nel tempo e conquistare intere generazioni. </p>



<p>Anche l’attesa crescente per la nuova serie dedicata a Harry Potter, che sta alimentando conversazioni e curiosità tra fan e babbani, conferma la forza e l’attualità del Wizarding World. Tra film, libri, parchi a tema, videogiochi e prodotti dedicati, il mondo di Harry Potter continua ancora oggi a conquistare milioni di fan: dai millennial che hanno vissuto in prima persona l’uscita dei primi film, fino alle nuove generazioni che lo stanno scoprendo attraverso lo streaming e alle nuove esperienze immersive, trasformandolo in una vera e propria icona intergenerazionale. </p>



<p>Proprio in occasione dell’Harry Potter Day, che cade il 2 maggio, idealo – portale internazionale di comparazione prezzi – ha analizzato le ricerche online dedicate alla saga di magia più famosa al mondo, individuando i prodotti di Harry Potter più cercati dagli utenti sul portale italiano, tra numerosi oggetti da collezione.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>I LEGO dominano le ricerche online </strong></p>



<p>Un ruolo chiave all’interno del fenomeno Harry Potter è sicuramente ricoperto dai LEGO. Lanciati nel 2001 in concomitanza con il primo film della saga e poi rilanciati con successo negli anni successivi, ancora oggi sono molto diffusi tra giovani e meno giovani, rappresentando un importante motore dell’interesse dei fan del brand, quasi un passaggio obbligato verso il Binario 93⁄4 del collezionismo. Nell’ultimo anno, infatti, secondo i dati idealo, il 50% delle ricerche per i prodotti “Harry Potter” sul portale italiano è legato proprio ai LEGO . </p>



<p>Questi oggetti hanno attraversato più di vent’anni evolvendosi da semplici set ispirati ai film a vere e proprie serie da collezione, includendo modelli dettagliati, edizioni limitate e pezzi iconici che attirano sia i fan di lunga data sia le nuove generazioni, diventando un punto d’incontro tra gioco e passione. </p>



<p>Anche la loro crescita percentuale anno su anno risulta elevata; infatti, le ricerche relative ai LEGO di Harry Potter sono aumentate del 35%3 rispetto all’anno precedente, un dato rilevante anche a fronte di un volume di ricerche in termini assoluti che resta elevato nel tempo. </p>



<p>I più cercati? In cima alle ricerche il set LEGO Harry PotterTM Castello e parco di HogwartsTM, uscito a settembre 2023 e ancora oggi primo in classifica; in seconda posizione il set LEGO Harry PotterTM Castello di HogwartsTM, mentre in terza posizione il set LEGO Harry PotterTM Castello di HogwartsTM: Sala Grande4 , uscito più recentemente nel 2024. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>I giochi di società sempre più in crescita </strong></p>



<p>Se i LEGO rappresentano la categoria con il maggior volume di ricerche, sono invece i giochi di società a guidare i trend di crescita e a registrare gli incrementi percentuali più significativi. A guidare la classifica sono le ricerche legate agli scacchi di Harry Potter che, nell’ultimo anno, hanno registrato un aumento del +46% rispetto all’anno precedente. </p>



<p>Oltre agli scacchi, emerge come nuova tendenza anche il Robot Giocattolo Bitzee di Harry Potter, uscito nel 2025 ed entrato subito nelle ricerche sulla piattaforma. </p>



<p>Anche i giochi di società hanno registrato un aumento del +26%5 rispetto all’anno precedente. In particolare, tra i giochi più cercati, si colloca al primo posto Harry Potter – Caccia al Boccino d’Oro, seguito da Monopoly Harry Potter Edition disponibile sul mercato italiano dal 2018. A chiudere la Top 3 di categoria Harry Potter Labyrinth che dal 2019 appassiona grandi e piccoli. </p>



<p>Restando nell’ecosistema dei giochi da tavolo, anche il segmento dei puzzle ha mostrato una crescita significativa: nell’ultimo anno, infatti, le ricerche online dedicate a questa categoria sono aumentate del 14% rispetto al periodo precedente. Questo incremento evidenzia un interesse sempre più acceso verso attività condivise, capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e trasversale, dalle famiglie agli appassionati più esperti. </p>



<p>Anche se in misura minore, cresce anche il segmento delle bambole del 4%6 rispetto all’anno precedente; i personaggi più amati? Hermione Granger, Draco Malfoy e Harry Potter. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Non solo LEGO e giochi </strong></p>



<p>Se LEGO e giochi continuano a dominare le classifiche e l’interesse degli appassionati, non mancano altri prodotti che raccontano la passione degli italiani per l’iconica saga di J.K. Rowling. </p>



<p>Tra i trend emergenti spicca quello delle “Piastre per cialde e Sandwich” a tema Harry Potter, un fenomeno sviluppatosi soprattutto nell’ultimo periodo e che riflette come sempre più persone scelgano di far entrare il giovane mago nella loro quotidianità. </p>



<p>Crescono anche altre categorie di prodotto: i giochi per la Nintendo Switch a tema registrano un incremento del +12% nelle ricerche mentre i giochi per la Nintendo Switch 2 rientrano nei nuovi trend del 2026. </p>



<p>Anche i videogiochi e i giochi per la PS5 entrano nella Top 10 dei prodotti più cercati su idealo.it guidati da Hogwarts Legacy che risulta il più cercato su ogni console. </p>



<p>All’interno della Top 10 dei prodotti Harry Potter più cercati compaiono inoltre i Funko che rappresentano il 9% delle ricerche7 con una crescita dell’11%8 . Due le versioni principali più cercate: il Pop! Movies: Harry Potter, e il Pop! Movies: Harry Potter vs Voldemort. </p>



<p>Menzione speciale anche per i calendari dell’Avvento, che tra aprile 2025 e marzo 2026 sono comparsi nella Top 3 con l’8%9 delle ricerche. </p>



<p>L’analisi delle ricerche su idealo evidenzia come, a venticinque anni dal suo esordio al cinema, Harry Potter continui a conquistare e mettere in connessione generazioni diverse, affermandosi come uno degli universi più amati dagli italiani, dimostrando una costante capacità di rinnovarsi e restare rilevante nel tempo.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto Di Witchblue &#8211; httpwww.hd-trailers.net, Copyrighted, httpsit.wikipedia.orgwindex.phpcurid=2491458)</p>



<p></p>
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		<title>Matrimonio “truffa” e 13 anni per il divorzio: da Teggiano l&#8217;appello a Mattarella per accorciare i tempi della giustizia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/matrimonio-truffa-e-13-anni-per-il-divorzio-da-teggiano-lappello-a-mattarella-per-accorciare-i-tempi-della-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[agnese di sarli]]></category>
		<category><![CDATA[donna truffata matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[teggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per riformare le norme sul matrimonio e ridurre i tempi della giustizia civile. A scrivere è Agnese Di Sarli, originaria di Teggiano, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per riformare le norme sul matrimonio e ridurre i tempi della giustizia civile. A scrivere è Agnese Di Sarli, originaria di Teggiano, che denuncia una vicenda personale durata oltre tredici anni. </p>



<p>Al centro della storia &#8211; <em><a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/05/04/13-anni-per-divorziare-dopo-un-matrimonio-truffa-appello-a-mattarella_b32d4a30-ee4a-4627-aff7-3a487dcd78dd.html?fbclid=IwY2xjawRlZO1leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeiFE2lToFaonuVa3oJkD9tDf9IAT3hIis57yhq-7cunvU5qWGXvAKyi1sV0E_aem_iuMnXMvTyxez9rUF0TUAjQ" data-type="link" data-id="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/05/04/13-anni-per-divorziare-dopo-un-matrimonio-truffa-appello-a-mattarella_b32d4a30-ee4a-4627-aff7-3a487dcd78dd.html?fbclid=IwY2xjawRlZO1leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeiFE2lToFaonuVa3oJkD9tDf9IAT3hIis57yhq-7cunvU5qWGXvAKyi1sV0E_aem_iuMnXMvTyxez9rUF0TUAjQ">riportata in un articolo dall&#8217;Ansa</a></em> &#8211; un matrimonio celebrato nel 2011 e rivelatosi, secondo quanto riferito, una truffa. Il marito, che si fingeva dirigente della Polizia di Stato, fu arrestato nel 2012 a Roma al termine delle indagini della Squadra Mobile.</p>



<p>Dalla vicenda è nato anche il libro “Rosso Amarone”, in cui Di Sarli racconta la propria esperienza con l’obiettivo di sensibilizzare su casi analoghi. Sul piano giudiziario, l’iter si è concluso solo nel 2024 con il divorzio, arrivato dopo un percorso definito “lungo e complesso”, aggravato anche dall’irreperibilità dell’ex coniuge.</p>



<p>“Ci sono voluti 13 lunghissimi anni per uscire dall’incubo”, scrive la donna, sottolineando le conseguenze personali della vicenda: “In questi anni mi è stata negata la possibilità di avere un figlio”.</p>



<p>Nel mirino la normativa civile italiana, in particolare l’articolo 122 del codice civile del 1942, ritenuto ormai inadeguato. Secondo Di Sarli, la norma non contemplerebbe pienamente casi di inganno o violenza morale nel matrimonio e non consentirebbe una rapida nullità del vincolo.</p>



<p>Nel suo appello, l’autrice mette a confronto il sistema civile con quello ecclesiastico, osservando come il diritto canonico si sia aggiornato nel tempo, a differenza della normativa civile.</p>



<p>Non è la prima iniziativa della donna: già nel 2014 aveva scritto all’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Oggi rinnova la richiesta di una riforma del diritto di famiglia, sollecitando un intervento delle istituzioni.</p>



<p>Foto: Ansa</p>
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		<title>EICMA riding fest da record a Misano: oltre 27mila visitatori e 17mila test ride</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eicma-riding-fest-da-record-a-misano-oltre-27mila-visitatori-e-17mila-test-ride/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[eicma riding fest]]></category>
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					<description><![CDATA[Un fine settimana da tutto esaurito, con numeri in crescita e un’energia continua che ha trasformato il paddock in un grande punto d’incontro per gli appassionati delle due ruote. La [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un fine settimana da tutto esaurito, con numeri in crescita e un’energia continua che ha trasformato il paddock in un grande punto d’incontro per gli appassionati delle due ruote.</p>



<p>La terza edizione dell’EICMA Riding Fest ha fatto registrare risultati record sul circuito di Misano, richiamando oltre 27mila visitatori nel corso delle giornate dell’evento. Un flusso costante di pubblico ha animato l’area, tra prove in pista, attività esperienziali e momenti di intrattenimento dedicati a motociclisti di ogni livello.</p>



<p>Cuore pulsante della manifestazione sono stati i test ride: 550 moto messe a disposizione da 38 case costruttrici hanno permesso di superare quota 17mila prove complessive. Un dato che conferma la forte attrattività dell’iniziativa, capace di coinvolgere sia motociclisti esperti sia semplici curiosi.</p>



<p>Particolarmente significativo il ruolo delle nuove generazioni, sempre più protagoniste del settore. Le prove su cilindrate 50 e 125 cc e le attività nelle aree dedicate, seguite dagli istruttori della Federazione Motociclistica Italiana, hanno registrato numeri in forte crescita. In questo contesto si inserisce anche il dato delle 2.350 prove, con una partecipazione femminile superiore al 20%, nuovo record per la manifestazione.</p>



<p>Grande attenzione anche ai più piccoli con il progetto EICMA for Kids, che ha coinvolto oltre 700 bambine e bambini tra i 6 e i 12 anni in un percorso di avvicinamento alle due ruote in sicurezza e con un approccio educativo.</p>



<p>Sold out, inoltre, la Track Experience, unica attività a pagamento dell’evento, il cui ricavato di 75mila euro è stato interamente devoluto a tre realtà impegnate nel sociale: Fondazione Marco Simoncelli, Amici del Sottomarino Giallo APS e A.S.D.C. e A.P.S. Esplora.</p>



<p>A rendere ancora più speciale l’edizione, la presenza di alcune icone del motorsport internazionale come Kevin Schwantz, Troy Bayliss, Andrea Dovizioso, Stefan Everts, Antonio Cairoli, Marco Melandri e Mattia Pasini, accolti da un pubblico numeroso e partecipe.</p>



<p>Come sottolineato dagli organizzatori, l’ERF si conferma un’esperienza immersiva fatta di passione, incontri e attività continue, dove motori e comunità si fondono in un unico grande racconto condiviso.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto da pagina Facebook Eicma)</p>
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		<title>A Morigerati la sperimentazione di &#8220;XR TourGuide&#8221;, il museo etnografico diventa immersivo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-morigerati-la-sperimentazione-di-xr-tourguide-il-museo-etnografico-diventa-immersivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[comunità montana bussento]]></category>
		<category><![CDATA[guido florenzano]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo etnografico morigerati]]></category>
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					<description><![CDATA[ Il Museo Etnografico di Morigerati si prepara ad accogliere la sperimentazione di XR TourGuide, una nuova applicazione mobile dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> Il Museo Etnografico di Morigerati si prepara ad accogliere la sperimentazione di XR TourGuide, una nuova applicazione mobile dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa (XR).</p>



<p>L’evento si terrà sabato 9 maggio 2026 dalle ore 11:00 alle 13:00 presso la sede del museo in Via Granatelli e rappresenta un’iniziativa congiunta della Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo, del Museo Etnografico di Morigerati, dell’Università degli Studi di Salerno (UNISA), della società Picaresque srl e del progetto europeo FUTURAL.</p>



<p>XR TourGuide è un sistema digitale innovativo che integra ricerca accademica e tecnologie immersive, tra cui la realtà aumentata, con l’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza interattiva e coinvolgente nei luoghi della cultura.</p>



<p>Il programma prevede alle 11:00 l’inizio della visita guidata sperimentale, mentre alle 13:00 è prevista la conclusione dell’iniziativa. Interverranno il sindaco di Morigerati Guido Florenzano, il segretario della Comunità Montana Pietro D’Angelo, il professore dell’Università di Salerno e responsabile scientifico del progetto Vittorio Scarano, l’archeologo e direttore del museo Gianluca Santangelo, e il direttore di Picaresque srl e responsabile tecnologico del progetto Daniele Monaco.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di innovazione digitale applicata ai beni culturali, con l’obiettivo di rendere la fruizione museale sempre più accessibile e immersiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-244968" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-724x1024.jpeg 724w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-212x300.jpeg 212w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-768x1086.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<item>
		<title>Caos in sala operatoria al Ruggi, la denuncia di Polichetti (Udc): «Quadro allarmante»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caos-in-sala-operatoria-al-ruggi-la-denuncia-di-polichetti-udc-quadro-allarmante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[mario polichetti]]></category>
		<category><![CDATA[ruggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove e gravi segnalazioni interne riguarderebbero l’attività della sala operatoria ginecologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona&#8221; di Salerno. «In particolare &#8211; denuncia Mario Polichetti, responsabile nazionale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuove e gravi segnalazioni interne riguarderebbero l’attività della sala operatoria ginecologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona&#8221; di Salerno. </p>



<p>«<em>In particolare</em> &#8211; denuncia Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc &#8211; <em>secondo una testimonianza raccolta in forma riservata da un operatore sanitario, un intervento ritenuto inizialmente routinario, una procedura per biopsie su una paziente di 53 anni, avrebbe presentato complicazioni e criticità nella gestione clinica e organizzativa. La ricostruzione riferisce di una situazione caratterizzata da difficoltà operative, presunte carenze nel coordinamento tra i medici presenti e un clima di forte disorganizzazione all’interno della sala operatoria. Sempre secondo quanto riportato, vi sarebbero stati momenti di incertezza nella conduzione dell’intervento e nella gestione complessiva del caso, con conseguenti preoccupazioni per la sicurezza e l’assistenza alla paziente.</em>»</p>



<p>«<em>Ulteriori elementi emersi dalla testimonianza parlano di un malcontento diffuso tra parte del personale sanitario, che lamenterebbe scarsa collaborazione, controlli non adeguati e un generale abbassamento dell’attenzione professionale in alcuni contesti operativi.</em>» </p>



<p>«<em>Quanto avverrebbe al &#8220;Ruggi&#8221; di Salerno</em> &#8211; afferma Polichetti &#8211; <em>è estremamente preoccupante. Anche se parliamo di una testimonianza che dovrà essere verificata, non possiamo ignorare il contenuto di queste denunce &#8211; ha detto -. Un intervento che dovrebbe essere di routine non può trasformarsi in una situazione critica per problemi organizzativi o mancanza di coordinamento. Se ciò fosse confermato, saremmo davanti a una questione molto seria</em>.»</p>



<p>Polichetti chiede un immediato approfondimento da parte delle autorità competenti: «<em>È necessario avviare verifiche puntuali e trasparenti per accertare eventuali responsabilità. La sicurezza dei pazienti deve essere sempre la priorità assoluta</em>.» </p>



<p>Il responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc sottolinea inoltre l’importanza di tutelare chi segnala: «<em>Chi denuncia situazioni di criticità deve essere protetto. Il timore di ritorsioni non può diventare un ostacolo alla verità.</em>»</p>



<p>Infine, l’appello alle istituzioni e alla magistratura: «<em>Mi rivolgo alla Regione Campania, in particolare al presidente Roberto Fico e all&#8217;assessora salernitana Claudia Pecoraro, e alla Procura di Salerno, nella persona del procuratore Raffaele Cantone, affinché intervengano con urgenza. I cittadini hanno diritto a un sistema sanitario efficiente, sicuro e all’altezza del proprio compito.</em>» </p>
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		<title>EXTRABIO 2026: premiati i migliori oli extravergini di oliva campani da agricoltura biologica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/extrabio-2026-premiati-i-migliori-oli-extravergini-di-oliva-campani-da-agricoltura-biologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 11:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[extrabio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[A vent’anni dalla prima edizione, si chiude con una significativa partecipazione il “Premio EXTRABIO 2026”, iniziativa promossa dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania in collaborazione con la Camera di Commercio di [...]]]></description>
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<p>A vent’anni dalla prima edizione, si chiude con una significativa partecipazione il “Premio EXTRABIO 2026”, iniziativa promossa dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania in collaborazione con la Camera di Commercio di Napoli, SI Impresa, la Federazione regionale Coldiretti Campania e l&#8217;Associazione Analisti Sensoriali Associati, finalizzata alla valorizzazione degli oli extravergini di oliva biologici del territorio regionale.</p>



<p>Il percorso di selezione si è concluso con la cerimonia di premiazione svoltasi questa mattina presso il Salone delle Grida alla sede della Camera di Commercio di Napoli di Piazza Borsa. L’evento, moderato da Maria Luisa Ambrosino, capo panel della Camera di Commercio di Napoli, ha visto la partecipazione dell’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, del presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, e del direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda. Sono inoltre intervenuti Flora Della Valle, dirigente del settore Politiche per la Competitività Agroalimentare, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare lo storytelling sull’olio campano, Teresa Del Giudice, docente di Economia Agraria dell’Università Federico II, con un intervento su “La costruzione dell’olivicoltura campana di domani: strategie, potenzialità e rischi”, e a Raffaele Sacchi, docente di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Federico II, con l’intervento “L’olio extravergine in cucina: non un semplice condimento”.</p>



<p><strong>PREMI E RICONOSCIMENTI – XVII EDIZIONE 2026</strong></p>



<p>Primo Premio – categoria Fruttato leggero: Tenute Ragozzino De Marco ssa – Pontelatone (CE)</p>



<p>Primo Premio – categoria Fruttato medio: Terre di Molinara soc. coop. agr. – Molinara (BN)</p>



<p>Primo Premio – categoria Fruttato intenso: Torretta srl – Battipaglia (SA)</p>



<p>Premio BIOLABEL – Miglior Etichetta EXTRABIO 2026: Oleificio Dell’Orto (SA)</p>



<p>«<em>La salvaguardia del territorio e un’agricoltura sempre più sostenibile </em>– ha dichiarato l’Assessora Serluca – <em>sono i principi alla base del lavoro che stiamo portando avanti. La Campania si colloca tra le regioni leader in Italia per la produzione di olio extravergine di oliva di elevata qualità, distinguendosi per un’eccezionale biodiversità. Il patrimonio olivicolo campano rappresenta una risorsa di inestimabile valore, fondamentale sia per l’economia agricola regionale sia per la tutela del paesaggio e della cultura mediterranea. La regione vanta un elevato numero di cultivar autoctone e ben cinque oli DOP, oltre all’IGP Campania. In questa cornice, gli oli biologici rappresentano un ulteriore punto di forza: produzioni di altissimo profilo, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento e di interlocutori internazionali qualificati. Il Premio e la pubblicazione del Catalogo, che include tutti gli oli candidati, rappresentano utili strumenti per promuovere e far conoscere queste eccellenze, valorizzandone la qualità e la distintività</em>».</p>



<p>«<em>L’Italia</em> &#8211; ha spiegato Ciro Fiola &#8211; <em>ha una grande vastità di insediamenti di olio, e fare qualità ci distingue da altri produttori come Spagna e Grecia. Nell’ambito del sistema Paese anche la regione Campania va in questa direzione. Tutto ciò deve essere raccontato per sviluppare un consumo informato ed una maggiore consapevolezza anche in riferimento ai costi, che seguono sempre la qualità. La sfida è consentire ai consumatori di acquisire competenze, per riuscire ad effettuare acquisti consapevoli. In questi vent’anni del premio abbiamo riscontrato una grande partecipazione e una voglia da parte delle aziende di farsi analizzare e certificare. Questo significa competizione verso una crescente qualità. Sui cambiamenti climatici, i cui effetti sono imprevedibili, sia la Regione che il Governo hanno messo in campo sostegni in favore delle aziende agricole. Ma se ci fosse un’emergenza, come già accaduto per altri comparti, noi saremmo pronti a fare la nostra parte</em>.» </p>



<p>«<em>Stiamo lavorando quest’anno per rilanciare numerose iniziative per gli oli più importanti e più buoni</em> &#8211; ha aggiunto Salvatore Loffreda. &#8211; <em>La selezione Extra Bio rappresenta l’eccellenza del nostro comparto che vanta un paniere di oli di altissima qualità. La Regione Campania ha recentemente investito molto sul settore, in particolare con l’intervento SRG07 del CSR Campania che ha stanziato circa 30 milioni per la filiera olivicola regionale. Ci sono dunque la volontà e le progettualità necessari a far crescere l’uliveto campano, puntando all’ammodernamento dei frantoi e alla conservazione delle bellezze dei territori. Laddove non ci sono infezioni sui vecchi oliveti, contiamo inoltre sulla possibilità di mettere a dimora anche nuove piante di ulivo. Questo è un modo sano per salvaguardare il nostro territorio, sottraendolo alle insidie di incendi e altre criticità legate ai cambiamenti climatici.</em>» </p>



<p>Giunto alla sua diciassettesima edizione (la prima edizione risale al 2006), il concorso si conferma anche un’importante occasione di confronto e dibattito tra gli operatori del comparto olivicolo regionale, favorendo la condivisione di esperienze, buone pratiche e modelli produttivi sostenibili. Da quest’anno, l’iniziativa rientra anche tra le attività di comunicazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023–2027 della Campania, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità degli interventi orientati alla sostenibilità e a sostegno della filiera olivicola.&nbsp;</p>



<p>È da oggi disponibile online, sul sito&nbsp;<a href="http://www.agricoltura.regione.campania.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.agricoltura.regione.campania.it</a>, il Catalogo contenente le schede sintetiche di tutti gli oli presentati al Premio EXTRABIO 2026. Il volume si propone di accompagnare i consumatori alla scoperta degli oli bio campani, dai fruttati leggeri ai più intensi, approfondendone le caratteristiche chimiche e sensoriali.</p>



<p></p>
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		<title>Nasce il progetto multidisciplinare &#8220;Fibrosi polmonare in Campania&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nasce-il-progetto-multidisciplinare-fibrosi-polmonare-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 10:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Fibrosi polmonare in Campania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=244943</guid>

					<description><![CDATA[Ritardi nella diagnosi, scarsa integrazione tra professionisti, servizi insufficienti sul territorio e pochi centri prescrittori: sono alcune delle criticità emerse dalla survey preliminare promossa dal Provider Sanitanova -organizzatore dell&#8217;evento- e rivolta a specialisti campani – [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ritardi nella diagnosi, scarsa integrazione tra professionisti, servizi insufficienti sul territorio e pochi centri prescrittori: sono alcune delle criticità emerse dalla survey preliminare promossa dal Provider <em>Sanitanova</em> -organizzatore dell&#8217;evento- e rivolta a specialisti campani – pneumologi, radiologi e reumatologi universitari, ospedalieri e delle ASL campane &#8211; sulla gestione della fibrosi polmonare in Campania. Per il 58% l’arrivo in ritardo ai centri specialistici è il principale ostacolo alla diagnosi precoce; solo il 17% può contare su una collaborazione multidisciplinare strutturata mentre il 67% lavora regolarmente in team multidisciplinari non formalizzati e l’11% lo fa in maniera occasionale. </p>



<p>La soluzione indicata quasi all’unanimità è l’istituzione di un “Fibrosi Board” multidisciplinare che porterebbe ad una migliore integrazione tra gli specialisti e alla standardizzazione di percorsi clinici condivisi: per il 21% si ridurrebbero i tempi di diagnosi, per il 15% migliorerebbe l’accesso alle terapie innovative e per il 14% il risultato sarebbe una maggior appropriatezza nelle scelte terapeutiche. La rete dei centri prescrittori è soddisfacente solo per il 17% degli intervistati; per il 44% manca la continuità assistenziale nel tempo e per il 31% va migliorato il coordinamento tra specialisti ospedalieri e medici di famiglia. Occorrono anche <em>day services</em> multidisciplinari, un migliore accesso ad esami diagnostici avanzati come TAC ad alta risoluzione, test di funzionalità respiratoria e visite specialistiche. Inoltre per 7 medici su 10 sarebbe molto utile una piattaforma regionale digitale per condividere referti e immagini diagnostiche. Infine, per il 33% è importante la presenza congiunta di pneumologo, reumatologo e radiologo già in fase di diagnosi per una presa in carico più efficace e per migliorare tutta la gestione del paziente.  </p>



<p>In questo contesto si inserisce il progetto &#8220;Fibrosi Polmonare in Campania – Consensus Regionale IPF/PPF&#8221;, presentato a Napoli con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim, per costruire un modello di cura multidisciplinare che elimini le disomogeneità assistenziali. La Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) e le Forme di Fibrosi Polmonare Progressiva (PPF) sono patologie croniche e progressive che, se non trattate, evolvono in insufficienza respiratoria entro 4-5 anni dalla diagnosi (1). Colpiscono prevalentemente uomini over 65; i principali fattori di rischio sono fumo, reflusso gastro-esofageo, infezioni virali e familiarità. In Italia si stimano tra 25,6 e 31,6 casi ogni 100.000 abitanti e l’incidenza annuale è tra i 7.5 e i 9.3 nuovi casi per 100.000 abitanti (2). </p>



<p>In Campania si stimano circa 1.200-1.600 pazienti (3), dato probabilmente sottostimato perché i sintomi (tosse secca persistente e progressiva difficoltà respiratoria) sono spesso associati ad altre patologie. Per cui il ritardo diagnostico può arrivare a tre anni e mezzo (4) e per l&#8217;88% dei pneumologi questo causa i danni maggiori (5). Le terapie tempestive, infatti, rallentano l’evoluzione della malattia preservando la funzione polmonare. La multidisciplinarietà è fondamentale anche per i casi associati a patologie reumatiche autoimmuni; le linee guida congiunte dell’American College of Rheumatology (ACR) e dell&#8217;American College of Chest Physicians (CHEST) 2024 indicano come <em>gold standard</em> per l&#8217;IPF la collaborazione strutturata (6), strumento essenziale per garantire diagnosi corretta e terapia appropriata.</p>



<p><em>«La fibrosi polmonare – </em>afferma Massimo Triggiani, Responsabile UOC Immunologia clinica e Reumatologia, AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Salerno – Professore Ordinario Medicina interna, Università degli Studi di Salerno <strong>&#8211; </strong><em>è una malattia “invisibile” perché procede silenziosamente ed i sintomi appaiono solo quando l’apparato respiratorio è severamente compromesso. Oggi abbiamo nuovi farmaci molto efficaci per cui diventa fondamentale una diagnosi precoce e l’avvio del trattamento adeguato. Il sospetto diagnostico può essere posto dal medico di Medicina Generale, dallo pneumologo o dal reumatologo. I sintomi devono essere valutati rapidamente con una TAC del torace e con le prove di funzionalità respiratoria eseguite in un Centro con competenze specifiche. Vista anche la carenza di centri multidisciplinari sul territorio campano potrebbe essere importante sviluppare una Rete di Hub&amp; Spoke, costituita da Centri che hanno tutte le competenze per porre la diagnosi ed avviare le terapie appropriate (Centri Hub) collegati in rete con i Centri periferici, dove il paziente può essere monitorato per il decorso della malattia e per il proseguimento terapeutico (Centri Spoke).</em>» </p>



<p>Gli fa eco Enrico Tirri, Direttore UOC Reumatologia dell’Ospedale del Mare di Napoli: <em>«L&#8217;interessamento polmonare è una delle manifestazioni extra-articolari più frequenti e temute delle malattie reumatologiche come Artrite Reumatoide, Sclerosi Sistemica ed altre Connettiviti. Può comparire prima, durante e dopo l&#8217;interessamento articolare impattando molto sulla prognosi e la qualità della vita del paziente reumatologico. Fondamentale è la diagnosi precoce, favorendo rapidamente un percorso clinico terapeutico specifico con il supporto di un team multidisciplinare che prevede l&#8217;interazione, in questo caso, del reumatologo e del pneumologo. Ovviamente oltre alla terapia con farmaci immunosoppressori ed antifibrotici, nella gestione delle patologie reumatologiche con impegno polmonare, è necessaria anche la gestione non farmacologica del paziente, con stili di vita adeguati, abolendo, per esempio, il fumo di sigaretta che raddoppia il rischio e riduce la risposta ai farmaci</em>.» </p>



<p><em>«La gestione dei pazienti affetti da fibrosi polmonare richiede oggi una vera e propria rivoluzione dei modelli organizzativi – </em>afferma Fabio Perrotta, Professore Associato Malattie dell’apparato respiratorio, Università della Campania “L. Vanvitelli”, Napoli. <em>È fondamentale che le istituzioni regionali e le direzioni strategiche delle aziende sanitarie lavorino in stretta sinergia con gli specialisti, al fine di promuovere l’attività dei gruppi multidisciplinari e garantire una presa in carico globale del paziente e dei suoi familiari, spesso gravati da un rilevante carico di malattia. In questo contesto, la ricerca clinica e traslazionale riveste un ruolo cruciale, rappresentando il motore per l’innovazione diagnostica e terapeutica e favorendo un trasferimento rapido delle evidenze nella pratica clinica. Si rende auspicabile l’avvio di una nuova era nella gestione delle fibrosi polmonari, in cui il riconoscimento precoce e una tempestiva presa in carico, insieme all’integrazione tra assistenza e ricerca, rappresentino elementi chiave alla luce dei nuovi farmaci e delle innovazioni terapeutiche emergenti</em>.» </p>



<p>Per Giuseppe Fiorentino, Direttore UOC Fisiopatologia Respiratoria Ospedale Monaldi (AORN Ospedali dei Colli) Napoli, «<em>Una precoce diagnosi e presa in carico multidisciplinare (si prende in carico il malato e non la malattia) e un appropriato trattamento, riducono i costi sanitari diretti ed indiretti, migliorando la qualità di vita dei pazienti intesa anche come vita sociale e lavorativa, anche dei loro caregiver. In letteratura, una forma progressiva e aggressiva richiede un supporto economico circa 2,25 volte quello necessario per un “normale” trattamento. Le risorse potrebbero così essere utilizzate in maniera differente permettendo una rapida diagnosi e presa in carico  con una migliore gestione globale. I costi della gestione della malattia incrementano in caso di interventi palliativi o di trapianto polmonare. Proprio per questo ultimo punto, La Campania sta organizzando di poter effettuare i trapianti di polmone nel suo ambito territoriale, evitando la migrazione sanitaria verso altre Regioni per ottimizzare e risolvere i problemi logistici dovuti alla difficile trasportabilità degli ammalati nello stato di insufficienza respiratoria</em>.» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Boom di ingressi nell’e-commerce, ma il mercato premia chi è più solido</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/boom-di-ingressi-nelle-commerce-ma-il-mercato-premia-chi-e-piu-solido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia l’e-commerce si conferma un comparto vitale ma sempre più selettivo: nel 2026 sono entrate nel panorama digitale 21.717 nuove aziende (di cui quasi 12.000 Società di Capitale le nuove società di capitale), [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia l’e-commerce si conferma un comparto vitale ma sempre più selettivo: nel 2026 sono entrate nel panorama digitale <strong>21.717 nuove aziende</strong> (di cui quasi <strong>12.000 Società di Capitale </strong>le nuove società di capitale), ma nello stesso periodo <strong>23.211</strong> realtà attive nel 2025 non sono più presenti. </p>



<p>L’analisi fotografa un totale di <strong>87.000 aziende italiane attive nell&#8217;e-commerce</strong>, registrando un calo del <strong>4,4%</strong> rispetto al 2025, secondo i dati dell’<strong>Osservatorio sui siti e-commerce italiani</strong> realizzato da <strong>Netcomm</strong>, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia, in collaborazione con <strong>Cribis</strong> &#8211; società del Gruppo CRIF che fornisce informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese. Di queste, oltre il <strong>90%</strong> sono micro e piccole imprese. I settori più inclini alla digitalizzazione, ovvero con la maggiore incidenza di e-commerce rispetto al totale delle aziende del proprio comparto, sono la <strong>Cosmetica (35,3%)</strong>, l’<strong>Industria dei Giocattoli (33,5%)</strong> e l’<strong>Editoria (24,7%)</strong>.</p>



<p>Queste alcune delle evidenze che verranno presentate nel corso della XXI edizione di Netcomm Forum, l’evento di riferimento dell’e-commerce e Digital Retail, intitolato “<strong>Value Commerce – The New Era of Digital &amp; Omnichannel Experience</strong>”, e realizzato con il supporto tecnico di TIG &#8211; The Innovation Group, che si terrà il 6 e 7 maggio 2026 presso l’Allianz MiCo di Milano.</p>



<p>«<em>I dati dell’Osservatorio Netcomm in collaborazione con Cribis evidenziano un passaggio chiave: l’e-commerce italiano entra in una fase di maturità selettiva, in cui non conta più solo la crescita del numero di operatori, ma la sostenibilità dei modelli di business</em>, &#8211; commenta <strong>Roberto Liscia, Presidente di Netcomm</strong>. &#8211; <em>Il saldo negativo di circa 4.000 società di capitale e la contrazione nei numeri registrata rispetto al 2025 mostrano chiaramente che il mercato sta evolvendo verso modelli di business più complessi e paradigmi differenti.  Oggi non basta essere online: è necessario sviluppare competenze, efficienza operativa e capacità di investimento per competere in un contesto sempre più complesso, dove il valore si costruisce nel tempo attraverso relazione, fiducia e integrazione tra canali.</em>»</p>



<p><strong>Marco Preti</strong>,<strong> Amministratore Delegato di Cribis</strong><em>: «I dati dell’Osservatorio evidenziano la straordinaria vitalità delle micro e piccole imprese italiane che, in uno scenario in costante evoluzione, rappresentano il 90% del</em> <em>totale di aziende che sono oggi dotate di un e-commerce. A livello settoriale, è il manifatturiero a mostrare i trend di crescita più interessanti e, nello specifico, i comparti dell&#8217;arredamento, della cosmetica e dei giocattoli. Ma i dati mostrano anche un mercato sempre più competitivo e polarizzato, con un calo nel numero complessivo di quelle che hanno un canale di vendita online rispetto allo scorso anno. Per restare sul mercato, e cogliere le opportunità offerte dagli spazi virtuali, è dunque necessario rafforzare ulteriormente gli investimenti in persone e tecnologie ed ottimizzare l’attività di tutta la rete di vendita. Sia quella digitale che, dove presente, quella fisica.</em>» </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il mercato nel 2026: consolidamento e nuovi equilibri dimensionali</strong></p>



<p>Il forte turnover del mercato &#8211; 21.717 nuovi ingressi a fronte di 23.211 uscite &#8211; è un segnale di evoluzione. Le Società di Capitale con e-commerce sono <strong>47.000</strong>, pari al <strong>54%</strong> del totale, ma generano il <strong>96,1%</strong> del fatturato complessivo: un dato che evidenzia come il mercato si stia progressivamente concentrando attorno a operatori più strutturati e capaci di sostenere modelli di business digitali nel lungo periodo.</p>



<p>Sul piano dimensionale, il riassestamento è significativo: le micro imprese crescono del&nbsp;<strong>37,7%</strong>, mentre le grandi registrano un calo del<strong>&nbsp;14,3%</strong>. L&#8217;e-commerce italiano si conferma così un ecosistema capillare e frammentato, con il 68,4% del tessuto composto da micro imprese e il 23% da piccole.</p>



<p>A livello settoriale, il mercato mostra dinamiche opposte. Crescono i comparti dell&#8217;Arredamento (+6,5%), della Cosmetica (+5,9%) e dei Giocattoli (+4,5%), mentre registrano cali marcati il Turismo (-29,7%), il Ticketing (-21,2%) e l&#8217;Editoria (-11,9%). Fashion e Food &amp; Beverage restano i settori più rappresentati in valore assoluto, rispettivamente con 5.728 e 4.712 Società di Capitale attive nell&#8217;e-commerce.</p>



<p>In un confronto europeo, in Italia il numero di aziende con e-commerce e la percentuale sul totale aziende (1,3%, che sale a 2,6% per le società di capitali) è simile alla Germania &#8211; che conta 89.000 aziende con e-commerce &#8211; ma inferiori ai paesi best player (2,1% in Svizzera).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un mercato sempre più competitivo e polarizzato</strong></p>



<p>La riduzione del numero di imprese è sintomatica di uno spostamento del mercato verso paradigmi più sostenibili e competitivi. Le aziende attive mostrano infatti una solidità finanziaria superiore: nel 2024, il&nbsp;<strong>77,7%</strong>&nbsp;delle Società di Capitale con e-commerce ha registrato un utile di esercizio, contro il 74,2% della media delle Società di Capitale. L’analisi evidenzia inoltre una rischiosità commerciale inferiore: solo il&nbsp;<strong>17,2%</strong>&nbsp;delle Società di Capitale con e-commerce presenta una rischiosità elevata, a fronte del&nbsp;<strong>30,1%</strong>&nbsp;registrato mediamente dalle Società di Capitale italiane che non vendono online.</p>



<p>Dall’Osservatorio emerge inoltre una progressiva crescita della Digital Attitude tra le imprese italiane: nel 2026, il&nbsp;<strong>24,5%</strong>&nbsp;delle aziende registra un&nbsp;<strong>livello medio-alto</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>maturità</strong>&nbsp;<strong>digitale</strong>, in aumento rispetto al 22,7% del 2025<a href="https://console.closetomedia.it/track/click?q=eyJkYXRhIjoiY1ZhdkpuYnJEZ0l2MFhmeHFoVTBEYk54MXRKeVNscEFrMU55K2UycGxGZ1F5U1VCUGpzS3BsR0N2MGJOVU5lUm9tbGltTFRUTVwvNjl2SmJyMmdWdG9UemhSSVBIT1FnMXNNdkhDZnpnY3NaeWlITGN0aCtWa29HNGdXemRpS05BNnM2WWdwc3kzYkdlU1NKaEQ0QnV1ZWNhSkozSWFBSjZld0pzS3ZBV21iVFl4RWNDMkp0dE5zQUVvZ1BKaU44aHVCcjhqUzZIT21UeVNmelJ1aXlJd2JpYmNFeVhTa21QcW9yVEVVeE9TRU5NTkdJMEJ6dlpIbE9hTjRrZVpDZXJBMExFZ0NuekFIVktSaEdFalJlbmRHVmZrV25hMTBPcHlMTUxJMVlkdXdCeURJd3U1cGhJUVJ6QnlvSzdLajFMcEJSRTJlMFlDVGs2MHRXakVlOURRU21jUzVBV2YxN1wvajhVZmVoRWZadDB1QVgybmhGMXE2Z0FVOWNiQVRVWjBvbWRrUVR5b0xjMWNFUVNtQzlpcERWV1YwV05zZlp3eGFYZDg0YmF1elBmNkJIMmpENmlwVU5yb2paSW45TWVGcThZdTlxY01ITGI1cUZYR0dZZTgzMUF5cFwvc3BJblwvYmRHOEM3V3V5eUE2cW5RU3NYbDZ3K1B0OUVsbDQ5Sk04SXBoZ0JtejlET3ZOeEdPVXA2Q3Q0OXJvM2o1ZEJSMHp1eng0RTR2K0NwWVFuNVY5MDlEYWlTOWJITlI3WkcrNHRJdmo2NkN4S0FPZ05kbXFhQjRnWHc9PSIsIml2IjoiY1wvWWljXC9wUk5zWU9xc095c1FFeERRPT0ifQ==" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p>Il dato più eclatante emerge però dal confronto tra modelli di business: il&nbsp; 63,9% delle Società di Capitale con e-commerce raggiunge un livello di Digital Attitude elevato, contro appena il 7,0% delle Società di Capitale che non operano online: un divario che conferma come la presenza nel commercio digitale sia ormai un indicatore strutturale di innovazione e solidità aziendale.</p>



<p>Anche sul fronte dell’innovazione, il livello si attesta su standard medio-alti, con un picco nel settore dell’Elettronica, dove il&nbsp;<strong>47,8%&nbsp;</strong>delle imprese mostra una spiccata propensione tecnologica. Tuttavia, la sfida resta aperta sul fronte dell&#8217;internazionalizzazione: il&nbsp;<strong>55%&nbsp;</strong>del campione totale presenta ancora un livello di proiezione estera basso o Medio-Basso<a href="https://console.closetomedia.it/track/click?q=eyJkYXRhIjoiOFZSRFdvckZUeFVTUDFDSUUycXZzRmhRelhpUjI3dmlpNlhQNnZ4aGRBMTZcL3RhQ3BUOXpIcmxBYlQzd01uQllJcUtLOWw3aEY0OVNOWXRhVEI4YkhSSm4xNWVIZzB4ZXlTVEtoZDBVSlpVcVROM1dOZlwvcDA1MGg3MlZQT0RvdzhVelZUdkloTW5jRGc2UnNwK0QwazNMcHMzRjllZXBoWUJTYTY1SXE3UHc4QzNRc1pXRXpNR1JicW9lYUIyY2c1NkppUzdzMzQ0ZWRXelwvb0tKSVNVamFQa1lTUzlmQWkrQ25HK1k5RE5jcU4xeDJwcG9VYVJxRkhxenZWRzdCSEFwRzNnSFBTSkZsVDdNTTk2alU5eHFneTFua3lmWjQ3Nm45VjRsQjVvZG9mTjNUZHhJSmNvWmpRemRsXC85RFFFK3dvT0dzbXVNWm9YRkM5bUN4VWdtZGwzRU5FMDF0ZTBGQXdRUlhGa1ZEdjliZTFGOTBsQzRQVDRJY0VVekFiXC92Y2l0VnNoeGtpRThwczhKT0NYS3BnTytwdFFvblwvQ2dCeGRjeXlHbVhOOXF2OUZnbzNkZlNITU9CaHowQVJHWFFnVDFabkptVVRNMXBLSjdDTVJFYVlxb2VsMlwvYzRSR1Zudk1GMkQySkk3SjhNOGFtSnB6c3hwb3JoV01lV0JwRjZEd211bEZxZlJMV3hLcm91WmZXblRRdWhVUkU0YXd3VTFCakxqNUFzXC9zV3RjZmJvSjNjSzdBMVV6VkpXZkM2NFBMXC93V0NidEhNWUhsR2s1WVdRQT09IiwiaXYiOiJrTVY1K1wvdEthSXczTFwvbFZyQnZBMkE9PSJ9" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><sup>[2]</sup></a>. In questo scenario, l’Elettronica si conferma ancora una volta il comparto più dinamico e orientato ai mercati globali, vantando un tasso di internazionalizzazione alto nel&nbsp;<strong>55,3%</strong>&nbsp;dei casi.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Identikit delle Società di Capitale</strong></p>



<p>In Italia, il&nbsp;<strong>2,6%</strong>&nbsp;del totale delle società di capitali ha implementato un canale e-commerce, con una distribuzione geografica che vede in testa il&nbsp;<strong>Sud (31,5%)</strong>, seguito dal&nbsp;<strong>Nord-Ovest (25,8%)</strong>&nbsp;e dal&nbsp;<strong>Centro (23,2%)</strong>. A livello provinciale, i principali hub del commercio digitale si confermano&nbsp;<strong>Milano (9,4%)</strong>,&nbsp;<strong>Roma (9,3%)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Napoli (6,7%)</strong>. Sotto il profilo dimensionale, il tessuto è composto prevalentemente da&nbsp;<strong>Micro imprese (68,4%)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Piccole (23%)</strong>.<br>L’<strong>anzianità aziendale</strong>&nbsp;si attesta tra i 6 e i 25 anni: rispetto al 2025 si osserva un innalzamento dell’età media, segnale di una consolidata maturità del comparto e di una stabilizzazione delle imprese che operano nel digitale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Social media: Instagram sorpassa la soglia del 73%</strong></p>



<p>Sul fronte della comunicazione, i social media sono ormai un elemento imprescindibile: l’<strong>83,4%</strong> delle aziende con e-commerce è presente su almeno una piattaforma, in crescita rispetto all&#8217;82,7% dell&#8217;anno precedente. Sebbene <strong>Facebook</strong> resti tra i più utilizzati (pur perdendo circa 2 punti percentuali), si registra il boom di <strong>Instagram</strong>, che passa dal 69,6% al <strong>73,8%</strong>. L&#8217;Osservatorio evidenzia infine una forte specializzazione strategica: <strong>YouTube</strong> è il canale privilegiato per l’Elettronica, <strong>Pinterest</strong> domina nell’Arredamento e <strong>X</strong> si conferma il punto di riferimento per l’Editoria.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Metodi di pagamento e multicanalità</strong></p>



<p>L’analisi delle Società di Capitale con e-commerce rivela un mercato ancora fortemente focalizzato sull&#8217;ambito nazionale: il&nbsp;<strong>76,6%</strong>&nbsp;delle aziende offre infatti un sito in un&#8217;unica lingua, mentre solo il&nbsp;<strong>16%&nbsp;</strong>prevede la possibilità di scelta tra due lingue.</p>



<p>Emerge dai dati una progressiva diversificazione degli strumenti di pagamento, segnale di una crescente attenzione verso la customer experience. La maggioranza delle imprese (<strong>79,1%</strong>) offre oggi più di un metodo di pagamento, mentre solo il&nbsp;<strong>20,8%</strong>&nbsp;del campione rimane ancorato a un&#8217;unica opzione.&nbsp;<strong>PayPal</strong>&nbsp;si conferma lo strumento più diffuso sia per le aziende con metodo unico sia per quelle con opzioni multiple, seguito da Carta di Credito e Bonifico Bancario.</p>



<p>Un dato di rilievo riguarda l’ascesa delle soluzioni&nbsp;<strong>Buy Now Pay Later</strong>: nelle configurazioni con oltre 4 metodi di pagamento si segnala la forte crescita di&nbsp;<strong>Klarna</strong>. Analizzando la dimensione aziendale, PayPal domina tra le Micro e Piccole imprese, mentre le Grandi aziende puntano maggiormente su Carta di credito/debito e Pagamento alla consegna. Klarna trova la sua maggiore diffusione proprio tra le Micro imprese, a conferma di una forte spinta all&#8217;innovazione anche nei piccoli operatori.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le imprese individuali e società di persone</strong></p>



<p>Su un totale di 87.000 realtà che hanno integrato il commercio elettronico nel proprio modello di business in Italia, ad oggi sono circa&nbsp;<strong>40.000&nbsp;</strong>le imprese individuali e società di persone. Anche in questo caso risentono di differenze regionali: a prevalere è il&nbsp;<strong>sud</strong>&nbsp;<strong>e le isole</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>31,2%</strong>&nbsp;di aziende con un e-commerce, a seguire il&nbsp;<strong>nord</strong>&nbsp;<strong>ovest</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>26,3</strong>% trainato dalla&nbsp;<strong>Lombardia</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>nord es</strong>t con&nbsp;<strong>21,8%</strong>. Le tre province più popolose di aziende con e-commerce sono&nbsp;<strong>Milano</strong>&nbsp;(5,3%),&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;(5,1%) e&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;(4,8%). Sotto il profilo della longevità aziendale, la fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra gli&nbsp;<strong>11 e i 25 anni di attività</strong>. Ciò&nbsp; indica una crescente maturità del settore e una stabilizzazione delle imprese che, nate in contesti tradizionali, hanno saputo consolidare la propria presenza nel digitale nel lungo periodo. Per quanto riguarda le categorie merceologiche, il mercato è dominato dal&nbsp;<strong>Fashion</strong>, seguito dal&nbsp;<strong>Food &amp; Beverage</strong>, che si confermano i comparti trainanti per la piccola impresa italiana online.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Netcomm Forum 26: il cuore dell&#8217;innovazione e del confronto internazionale</strong></p>



<p>Netcomm Forum si conferma l&#8217;osservatorio privilegiato per interpretare l&#8217;innovazione, non solo attraverso i nuovi dati della ricerca&nbsp;<strong>NetRetail</strong>&nbsp;<strong>2026</strong>, ma anche grazie a un confronto diretto con i leader globali del settore. Di particolare rilievo sarà la tavola rotonda internazionale del 6 maggio, moderata da Roberto Liscia, che riunirà i vertici di&nbsp;<strong>Ecommerce</strong>&nbsp;<strong>Europe</strong>&nbsp;e delle principali associazioni di Francia, Germania, Spagna, Belgio e Austria. Dall&#8217;analisi dell&#8217;European E-commerce Report 2025 alle implicazioni dell&#8217;Intelligenza Artificiale, la sessione offrirà una visione d&#8217;insieme sul futuro del commercio transfrontaliero e sulle evoluzioni normative europee. Tra iniziative come la seconda edizione del&nbsp;<strong>Talent</strong>&nbsp;<strong>Village</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Netcomm</strong>&nbsp;<strong>Award &#8211; Consumers’ Choice</strong>, l&#8217;evento si consolida come l&#8217;appuntamento imprescindibile per governare la nuova era dell&#8217;esperienza omnicanale con autenticità e responsabilità.</p>



<p>La XXI edizione di Netcomm Forum è realizzata con il supporto di Google come Main Partner; Paypal, Nexi, Salesforce, Shopify, TikTok come Diamond Sponsor; Scalapay e Satispay come Platinum Sponsor e Mastercard come Research Partner.</p>
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