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	<title>Roberto De Luca | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Dec 2012 15:42:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rete elettrica: a Silla di Sassano e dintorni un lungo black-out</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/07-12-2012-rete_elettrica_a_silla_di_sassano_e_dintorni_un_lungo_black_out-15407/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 15:42:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando le saracinesche dei negozi si aprono elettricamente, o le porte dei locali vengono azionate da congegni elettrici, allora diventa impossibile accedere e lavorare nel proprio esercizio commerciale. Questo &#232; successo a Silla di Sassano oggi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando le saracinesche dei negozi si aprono elettricamente, o le porte dei locali vengono azionate da congegni elettromeccanici, allora diventa impossibile accedere e lavorare nel proprio esercizio commerciale. L&rsquo;ufficio postale non riesce a far funzionare i propri congegni per l&rsquo;accettazione dei versamenti in scadenza, il bar non eroga caff&egrave; o bevande calde, la stufetta dell&rsquo;edicolante &egrave; spenta e la vita lavorativa sembra arrestarsi per un&rsquo;intera mattinata: quando si dice testimonianza diretta.</p>
<p>Questo &egrave; successo a Silla di Sassano e dintorni, in modo non proprio atteso, oggi 7 dicembre 2012. La voce sintetizzata del numero di segnalazione guasti sulla rete elettrica (803 500) avvisa che, a causa lavori, si prevede che la corrente elettrica nel piccolo centro del salernitano verr&agrave; erogata entro le ore 13:00. Un lungo inatteso black-out durato alcune ore.</p>
<p>Eppure, basterebbe investire della notizia dei lavori, con una semplice email, le tante reti di informazione locale che sono al servizio della collettivit&agrave;. Queste reti di informazione potrebbero quindi diffondere le notizie sui lavori di manutenzione della rete, per un pi&ugrave; sereno fluire della vita dei cittadini-utenti. O forse questo non viene fatto proprio perch&eacute; gli stessi cittadini-utenti devono rendersi conto che l&rsquo;energia elettrica, bene oggi indispensabile, &egrave; anche merce preziosa? Tuttavia, rassicuriamo l&rsquo;Ente di gestione della rete elettrica che tutti gli utenti sono perfettamente consapevoli di ci&ograve;, proprio perch&eacute; si recano periodicamente a pagare le bollette all&rsquo;ufficio postale (salvo inattesi black-out).&nbsp;</p>
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		<title>Sala Consilina: &#8220;Sull&#8217;orlo di un precipizio&#8221;, non lo stato attuale della nostra Nazione ma solo una storia molto più vicina a noi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/26-09-2012-sala_consilina_quot_sull_orlo_di_un_precipizio_quot_non_lo_stato_attuale_della_nostra_nazione_ma_solo_una_storia_molto_pi_ugrave_vicina_a_noi-14429/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 09:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilento in 10 scatti]]></category>
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					<description><![CDATA[Sala Consilina: recente rifacimento di una piazzetta nei pressi di via N. Boschi, dove &#232; stato costruito un marciapiede con salto nel vuoto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sala Consilina: recente rifacimento di una piazzetta nei pressi di via N. Boschi, dove &egrave; stato costruito un marciapiede. Fin qui tutto bene: gli arredi urbani, quando a regola d&rsquo;arte, esaltano l&rsquo;estetica della citt&agrave; e sono utili per gli abitanti che ne usufruiscono. Nel modificare i tratti caratteristici di un paese, tuttavia, bisogna progettare bene e costruire meglio, pensando, metro quadrato dopo metro quadrato, ai possibili benefici (o danni) che potrebbero essere arrecati ai cittadini.</p>
<p>La foto allegata , gentilmente fornita, per la divulgazione, dalla signora ritratta sull&rsquo;orlo del &ldquo;precipizio&rdquo;, ci fa capire bene di cosa stiamo parlando. Il marciapiede in via Boschi, infatti, pur essendo provvisto di corrimano (molto bene ci&ograve;) finisce con un salto nel vuoto, come la foto ci rappresenta. La cosa &egrave; alquanto grave per cittadini anziani e per bambini e diventa ancora pi&ugrave; grave per persone con handicap. La signora ritratta nella foto &egrave; ipovedente e il suo coraggioso gesto di denuncia sta ad indicare una sorta di autodifesa da barriere architettoniche costruite ex-novo. Infatti, dopo aver sollecitato l&rsquo;ufficio Tecnico del Comune di Sala Consilina (sembrerebbe alquanto inutilmente) a rimuovere la barriera, la stessa signora ci ha permesso l&rsquo;utilizzo della foto per dare un&rsquo;idea alla comunit&agrave; (non solo locale) di quali potrebbero essere i rischi in questo caso.</p>
<p>Nella stessa strada, poi, dobbiamo segnalare le lamentele di alcuni cittadini che hanno ravvisano una pessima qualit&agrave; del selciato rifatto di recente, ondulato e sconnesso. Da ultimo, si &egrave; tenuta una conferenza stampa sui lavori svolti e da svolgere a Sala Consilina. Noi sappiamo che, qualora si tentasse di interloquire con l&rsquo;Amministrazione questa, quasi infastidita dalle critiche (in questo caso &ldquo;costruttive&rdquo;, trattandosi di &ldquo;costruzioni&rdquo;, appunto), di solito risponde in modo brusco. Una sorta di &ldquo;virt&ugrave;&rdquo; locale che si sta diffondendo a macchia d&rsquo;olio, perch&eacute; molti intendono l&rsquo;amministrazione di un paese come cosa alla quale solo pochi &ldquo;eletti&rdquo; (e a volte nemmmeno dalla popolazione) possono partecipare. E quando al potere politico-amministrativo si affianca anche quello economico-finanziario, allora il fastidio sembra raddoppiare. Nessuno mai ha contestato, si immagina, proprio nella sede in cui si magnificavano nuovi lavori nel campo sportico &ldquo;Osvaldo Rossi&rdquo;, il fatto che la pista di atletica, una volta in terra battuta, &egrave; stata asfaltata per un utilizzo improprio: il mercato settimanale. Abbiamo partecipato, per poter far rimuovere l&rsquo;evento commerciale dal tempio locale dello sport, a delle riunioni per la sistemazione dell&rsquo;area mercato al di fuori dello stadio comunale: nulla di fatto, nonostante la nostra disponibilit&agrave; a raccogliere i desiderata dei consumatori che proprio non ne possono pi&ugrave; di quella reclusione del mercato settimanale in un ambito non consono alle attivit&agrave; di vendita di beni di varia natura. I discorsi sui massimi sistemi, invece, vengono portati avanti con pervicacia. Non fosse altro per non inimicarsi il manovratore che uscir&agrave; dalle prossime elezioni, alle quali tutti vorranno partecipare, come nel 2009, sul carro che si riterr&agrave; vincente.</p>
<p>Questi episodi la dicono lunga sulla sensibilit&agrave; nell&rsquo;affrontare (e, si spererebbe, risolvere) i problemi che riguardano la vita quotidiana della collettivit&agrave;. E, pur consci del fatto che l&rsquo;amministrazione di un Ente locale &egrave; cosa non semplice, siamo altres&igrave; consapevoli che basterebbe molto poco per prestare ascolto ai bisogni dei cittadini e della collettivit&agrave; tutta. Molto spesso, infatti, si preferisce assecondare le voglie (non i bisogni, si badi bene!) di chi &egrave; potente, ha soldi e alza la voce, piuttosto che prestare orecchio alle lagnanze che vengono dai cittadini comuni. Con molta umilt&agrave; e senza quel velo di arroganza che ormai traspare dai comportamenti di molti amministratori locali, si potrebbero evitare alcuni errori marchiani. E qualora si commettesse un errore, perch&eacute; &ldquo;errare humanum est&rdquo;, si potrebbe chiedere scusa ai cittadini e si potrebbe fare in modo da rimediare. Sempre con umilt&agrave;; con la stessa umilt&agrave; con la quale chiediamo che, finalmente, si ponga rimedio all&rsquo;obbrobrio urbanistico di Via Boschi.</p>
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			</item>
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		<title>Danneggiamento della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro, scatta l’imputazione coatta su opposizione alla richiesta di archiviazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/30-07-2012-danneggiamento_della_linea_ferroviaria_sicignano_lagonegro_scatta_l_imputazione_coatta_su_opposizione_alla_richiesta_di_archiviazione-13600/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 10:02:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal tribunale di Sala Consilina, giunge una notizia che dimostra, ancora una volta, che un presidio giudiziario locale &#232; indispensabile per la tutela del territorio, nel caso specifico della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal tribunale di Sala Consilina, giunge una notizia che dimostra, ancora una volta, che un presidio giudiziario locale &egrave; indispensabile per la tutela del territorio, nel caso specifico della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro. A seguito della presentazione di una denuncia del Codacons Vallo di Diano e di una successiva richiesta di archiviazione inviata dalla Procura al Giudice delle Indagini Preliminari, alla quale seguiva una nostra opposizione, lo stesso GIP ha ritenuto opportuno che la questione venisse sottoposta al vaglio di un collegio giudicante.<br />&nbsp;<br />&Egrave; scattata, pertanto, l&rsquo;imputazione coatta di danneggiamento della linea ferroviaria nei confronti del direttore dei lavori e del rappresentante legale della ditta appaltatrice dei lavori, effettuati per conto dell&rsquo;ANAS, di ammodernamento della A3 SA-RC, con abbattimento del vecchio viadotto autostradale &rdquo;Quattro Querce&rdquo;, nei pressi dello svincolo di Sala Consilina. Per questo episodio, denunciato dal Codacons anche alla stampa, l&rsquo;ANAS emise un comunicato stampa ufficiale che negava qualsiasi danneggiamento della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro. Tale comunicato veniva smentito il giorno dopo (9 marzo 2010) dalla pubblicazione di fotografie sempre di propriet&agrave; Codacons..<br />&nbsp;<br />Il GIP del tribunale, ha disposto anche il rinvio a giudizio, con imputazione coatta di abuso in atti d&rsquo;ufficio ed occupazione di demanio pubblico, quello ferroviario, del sindaco di Sala Consilina per i lavori di allargamento ed asfaltatura di una stretta strada comunale di campagna, parallela alla linea ferroviaria, diventata confinante ed al servizio di un complesso immobiliare privato di nuova costruzione. <br />&nbsp;<br />Sperando che adesso la rete ferroviaria Italiana inizi a tutelare l&rsquo;integrit&agrave; di questo bene pubblico, che gestisce in nome e per conto dello Stato, costituendosi parte civile nel procedimento penale che si aprir&agrave; grazie al provvedimento del GIP. Ci si aspetta anche che R.F.I pretenda dall&rsquo;Amministrazione Comunale di Polla il ripristino della funzionalit&agrave; del binario, con installazione di controrotaie come da progetto, al passaggio a livello allargato sulla SR 426 in pieno centro cittadino. In questo caso il binario &egrave; letteralmente scomparso, completamente ricoperto da asfalto. Intanto, proprio su quest&rsquo;ultima questione tutto tace. <br />Dal Codacons arriva la proposta rivolta a tutti i sindaci del Vallo di Diano, che sicuramente sono intenzionati affinch&eacute; avvenga la riapertura della linea ferroviaria, di organizzare una seconda manifestazione a Roma, poich&eacute;, mentre i tribunali da sopprimere sono 37, l&rsquo;<strong>unica</strong> linea ferroviaria, in Italia, con <strong>traffico sospeso</strong> da 25 anni &egrave; la nostra, a 70 km dall&rsquo;Alta Velocit&agrave;, ossia dalla stazione di Salerno. Chiediamo anche che, nel contempo, si eviti di chiedere la costruzione dei nuovi ed inutili svincoli autostradali a Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo: in via prioritaria si chieda la riapertura al traffico della Sicignano-Lagonegro.</p>
<p><strong>&copy;</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Neve nel Vallo di Diano: il buon senso dei sindaci</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/10-02-2012-neve_nel_vallo_di_diano_il_buon_senso_dei_sindaci-11243/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 19:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ingorghi stradali e la situazione di pericolo per l&#8217;incolumit&#224; dei cittadini, verificatisi venerd&#236; su tutte le strade del Vallo di Diano&#160; dimostrano, ancora una volta, la scarsa attitudine dei nostri sindaci a rivestire il ruolo di autorit&#224; di protezione civile, che non &#232; delegabile.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Gli ingorghi stradali e la situazione di pericolo per l&rsquo;incolumit&agrave; dei cittadini, verificatisi venerd&igrave; su tutte le strade del Vallo di Diano, iniziando dal centro pi&ugrave; grande, Sala Consilina, e nei centri sede di istituti di istruzione superiore (Teggiano, Padula, Sant&#8217;Arsenio, Polla) dimostrano, ancora una volta, la scarsa attitudine dei nostri sindaci a rivestire il ruolo di autorit&agrave; di protezione civile, che non &egrave; delegabile.</p>
<p style="text-align: left;">L&rsquo;unico sindaco, dimostratosi degno di questo ruolo, &egrave; stato quello di Montesano sulla Marcellana che ha provveduto, ieri, a decretare almeno la chiusura delle scuole esistenti nel suo territorio. Tutti gli altri indaci hanno ordinato la chiusura delle scuole questa mattina, quando era gi&agrave; iniziata la nevicata, prevista da tutti i mezzi di comunicazione, e quando gli studenti erano gi&agrave; entrati a scuola.</p>
<p style="text-align: left;">E&rsquo; accaduto che la maggior parte dei ragazzi ha chiamato i genitori per far ritorno a casa, e per moltissimi studenti delle scuole superiori questo ha significato lo spostamento di auto da un comune all&rsquo;altro del Vallo Di Diano mentre nevicava. Nessuno coordinava rientri programmati con le autolinee e con i dirigenti dei vari istituti. Il buon senso dei sindaci era andato in vacanza al mare? Qualche sindaco, come quello di Sala Consilina, non ha trovato di meglio che fare un &rdquo;appello&rdquo; ai cittadini, quello di non di muoversi da casa (e gli studenti gi&agrave; in classe?).</p>
<p style="text-align: left;">Nessun sindaco, inoltre, ha chiamato nei giorni scorsi il prefetto di Salerno per far emanare un&rsquo;ordinanza per consentire la circolazione, sulle strade del Vallo di Diano, soltanto ai veicoli con catene a&nbsp; bordo o con pneumatici da neve montati, come &egrave; avvenuto a Roma, dove &egrave; stata ordinata anche la chiusura degli uffici pubblici. Non &egrave; stato fatto, forse, perch&eacute; molti mezzi, compresi gli scuolabus, delle amministrazioni comunali situate in zone di montagna, non montano gli pneumatici da neve nel mese di novembre e li smontano a fine marzo, come avviene nel Centro-Nord. Sulle nostre strade, infatti, si vedono circolare autovetture (Fiat Ducato, Scudo, Punto, ecc.) acquistate con fondi europei, dal Piano Sociale di Zona, gestito da tutti i sindaci del Vallo di Diano, destinati, come &egrave; scritto sulle fiancate dei veicoli, alla &ldquo;mobilit&agrave; rurale&rdquo;, che non montano pneumatici da neve, non previsti nel disciplinare di gara d&rsquo;appalto.</p>
<p align="right" style="text-align: left;">E ci permettiamo anche noi di fare un appello, allora. La prossima riunione dei sindaci del Vallo dovrebbeessere dedicata anche a una ricognizione dei mezzi di emergenza esistenti sul territorio (polizia locale, carabinieri, polizia, guardia di finanza, corpo forestale dello Stato, ambulanze del 118, vigili del fuoco) con pneumatici da neve montati in inverno. Ove mancanti, questi utili pneumatici dovrebbero essere donati dai comuni a questi enti pubblici, attingendo dai fondi destinati a sagre e feste locali mentre le autolinee privare dovrebbero provvedervi a loro spese, almeno per gli autobus delle corse scolastiche, per la sicurezza dei nostri giovani, oggi quasi abbandonati al loro destino.</p>
<p align="right">Rocco Panetta e Roberto De Luca (Codacons Campania, sede del Vallo di Diano</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sala Consilina, coraggiosa dichiarazione di un cittadino che non riesce ad essere ricoverato a Polla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/14092011231613disagisala_consilina_coraggiosa_dichiarazione_cittadino_riesce_essere_ricoverato_polla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 21:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Stefano Barrese rilascia un intervista ad una TV locale, si chiuede massima attenzione dei dirigenti ASL al caso prospettato. Il Codacons, prima della dichiarazione si Stefano Barrese, non aveva colto il disagio delle persone disabili. Anche il solo dover usufruire del bagno, nell'ospedale di Polla &#232; un problema.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse possibile con questo scritto esprimere tutta la nostra solidariet&agrave; a Stefano Barrese, cittadino di Sala Consilina, che ha rilasciato una coraggiosa intervista ad una TV locale, allora lanceremmo questo comunicato esclusivamente per questo motivo. Ma sappiamo che le regole della notizia sono altre e allora diciamo cosa dobbiamo, facendo semplicemente il nostro dovere anche in questo caso.</p>
<p>Stefano Barrese, cittadino disabile, ha denunciato alla stampa locale (Uno TV) di aver dovuto rinunciare, almeno in un&rsquo;occasione in passato, a un ricovero in ospedale perch&eacute; nel plesso di Polla non &egrave; possibile accedere al bagno con la sedia a rotelle. Tra le altre cose, oltre alle testimonianze rese, anche a riprova che alcuni operatori sanitari si prodigano molto per questa struttura comprensoriale, egli ha chiesto attenzione per l&rsquo;adeguamento del plesso di Polla per il pi&ugrave; agevole (e completo) accesso ad esso da parte di tutti i disabili. Facciamo nostro l&rsquo;appello di Stefano.</p>
<p>A corollario di questa intervista e dell&rsquo;appello di Stefano, vorrei citare l&rsquo;essenziale funzione della stampa locale, che sta prendendo a cuore, con qualche ritardo, ahi! noi, i problemi dei cittadini. Se interviste di pregevole fattura come quella rilasciata da Stefano, o come altre che abbiamo avuto modo di ascoltare in questi giorni anche su altre emittenti, fossero passate all&rsquo;attenzione della pubblica opinione allora, forse, alcuni problemi sarebbero oggi risolti. Per dirla allora con le parole di Giuseppe Fava: un giornalismo fatto di verit&agrave; impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalit&agrave;, impone ai politici il buon governo. E&rsquo; questo giornalismo fatto di verit&agrave; e di cose tangibili che noi cittadini vogliamo, non quello funzionale alle logiche dei potenti locali, ai quali abbiamo pagato gi&agrave; tanti tributi, in alcuni casi fin troppo alti. Credo che non dobbiamo pi&ugrave; nulla a chi &egrave; stato sempre sordo ai gridi di allarme che provenivano dal territorio, spolpato all&rsquo;osso da politiche dissennate (fatte altrove, per giunta). Spero infine che, con questi ultimi esempi di giornalismo &ldquo;sociale&rdquo;, i nostri diritti possano riguadagnare, giorno dopo giorno, quello spazio minimo necessario alla sopravvivenza della speranza di tutti i cittadini, nessuno escluso.&nbsp; <br />&nbsp;</p>
<p> &copy;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sala Consilina. Acqua, Aria, Terra, Fuoco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/15082011002611fattosala_consilina_acqua_aria_terra_fuoco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 22:26:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;aria &#232; quel dono immateriale di cui possiamo usufruire senza che alcuno ne abbia ancora tentata la privatizzazione, a differenza dell&#8217;acqua, per la quale abbiamo dovuto lottare perch&#233; rimanesse un bene pubblico. L&#8217;aria &#232; un dono prezioso, che riusciamo a inquinare in modi diversi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Empedocle da Agrigento pensava che il mondo cos&igrave; come lo conosciamo fosse il risultato della miscela di quattro elementi fondamentali: acqua, aria, terra, fuoco. Questi elementi, combinandosi tra loro per mezzo di forze attrattive (amore) o repulsive (odio), avrebbero dovuto dar luogo, secondo il filosofo della Magna Graecia, all&rsquo;essenza dei minerali, dei vegetali e degli animali. Adesso sappiamo che la realt&agrave; che circonda &egrave; molto pi&ugrave; complessa di quanto ipotizzasse Empedocle. Eppure, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; universalmente noto, questi quattro elementi svolgono un ruolo davvero importante per la vita dell&rsquo;uomo sul pianeta Terra.</p>
<p>E il pensiero va all&rsquo;acqua che ha rotto gli argini del fiume Tanagro, invadendo le case di tanti agricoltori, lo scorso novembre. O all&rsquo;acqua che, ci dicono, non arrivi in alcune abitazioni in localit&agrave; Quaddariello, un ridente agglomerato di case in montagna a Sassano, per via di una rottura dell&rsquo;acquedotto non riparato. Oppure alla destinazione di quell&rsquo;acqua captata in flussi enormi, scavando nel ventre di una montagna ai piedi del monte Cervati, per usi diversi. Oppure a quel dono di primavera (2010) che mai &egrave; stato apprezzato: l&rsquo;acqua sulfurea di via Molinella, sempre a Sassano.</p>
<p>L&rsquo;aria &egrave; quel dono immateriale di cui possiamo usufruire senza che alcuno ne abbia ancora tentata la privatizzazione, a differenza dell&rsquo;acqua, per la quale abbiamo dovuto lottare perch&eacute; rimanesse un bene pubblico. L&rsquo;aria &egrave; un dono prezioso, che riusciamo a inquinare in modi diversi.</p>
<p>Abbiamo inquinato anche la terra, che ci d&agrave; cibo, con rifiuti tossici. Presto a Santa Maria Capua Vetere si celebrer&agrave; il processo contro un manipolo di persone che hanno sversato materiale nocivo in terreni vergini anche nel Vallo di Diano. Grazie all&rsquo;inchiesta Chernobyl, portata avanti dal pm Donato Ceglie, che ha fatto in modo che si sequestassero dei terreni a Teggiano, Sant&rsquo;Arsenio, San Pietro al Tanagro e San Rufo, si &egrave; sventato un grave pericolo. Siamo stati avvertiti, in questo modo, che alcune attivit&agrave; illecite si svolgevano anche nel nostro territorio, che non &egrave; nuovo a queste misere esperienze. Ed &egrave; come se non riuscissimo a capire che l&rsquo;ambiente &ndash; e con esso il suolo, la terra &#8211; &egrave; un dono da preservare. La cosa che fa ancora male &egrave; l&rsquo;assordante silenzio su questi avvenimenti e la quasi totale mancanza d&rsquo;informazione sull&rsquo;intera vicenda.</p>
<p>Da ultimo il fuoco ha fatto capolino nella contrada di Sant&rsquo;Agata, gi&agrave; colpita dall&rsquo;alluvione del novembre 2010. Acqua e fuoco, quindi, da temere a Sant&rsquo;Agata; la terra per vivere e l&rsquo;aria per respirare. Su questo evento mi vorrei brevemente soffermare non per spirito di polemica, ma solo per dare qualche consiglio a chi &egrave; chiamato alla tutela del territorio. L&rsquo;incendio &egrave; divampato all&rsquo;interno del canale parallelo al fiume Tanagro. A quest&rsquo;opera artificiale &egrave; demandato il compito di alleviare il flusso d&rsquo;acqua nel corso principale durante le piene. Nasce a Ponte Cappuccini, in Silla di Sassano, dove &egrave; presente una chiusa, e attraversa la contrada di Sant&rsquo;Agata e di San Giovanni, nel territorio di Sala Consilina. Abbiamo apprezzato, dopo l&rsquo;alluvione del 2010, la funzione di queste opere di sapiente ingegneria idraulica effettuate all&rsquo;inizio del secolo scorso. Adesso il canale parallelo &egrave; oggetto di pulitura dalla vegetazione che ne aveva invaso l&rsquo;alveo. I residui sono stati probabilmente lasciati &ldquo;in situ&rdquo; e, dopo l&rsquo;essicazione, hanno preso fuoco o sono stati bruciati, non &egrave; dato sapere. Fatto sta che le fiamme che si sono sviluppate hanno lambito l&rsquo;abitazione di alcune famiglie della contrada. E cos&igrave; abbiamo imparato che anche il fuoco &egrave; da temere. </p>
<p>Diremo solo questo, come corollario di quanto scritto: i residui del taglio sono doni preziosi. Essi costituiscono la cosiddetta biomassa, che pu&ograve; essere raccolta, essiccata e destinata all&rsquo;incenerimento in caldaie di piccole o medie dimensioni. &Egrave; giunto il momento di pensare in questi termini, ormai: fare tesoro di qualsiasi dono della natura, cercando di preservare l&rsquo;integrit&agrave; del nostro suolo e del sottosuolo. &Egrave; il momento di pensare allla vegatazione che cresce nella nostra vallata, all&rsquo;acqua che beviamo, all&rsquo;aria che respiriamo, al cibo che mangiamo. &Egrave; l&rsquo;ora di dare a questi eroi moderni &ndash; i nostri agricoltori &#8211; il ruolo che essi meritano nella nostra societ&agrave;, che deve diventare sempre pi&ugrave; una civilt&agrave; della conoscenza, del buon vivere nel rispetto delle cose che ci circondano, e sempre meno una civilt&agrave; della deliquenza, di quella che sembra stia prendendo il sopravvento, di quella a cui ci riferiamo con un solo termine: camorra. Ma anche per la camorra, come per la realt&agrave; che ci circonda, dobbiamo dire che essa &egrave; un fenomeno complesso di difficile definizione e comprensione. La lotta contro la camorra, tuttavia, &egrave; una lotta per l&rsquo;acqua pulita, per la terra integra, per l&rsquo;aria tersa, e per il giusto fuoco, che ci auguriamo possa continuare a riscaldare le nostre dimore nelle lunghe e umide serate invernali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vallo di Diano. La sindrome dell&#8217;altrove colpisce ancora?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/11082011003318trasportivallo_diano_sindrome_altrove_colpisce_ancora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 22:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sindaco di Atena Lucana ha svelato un importante nodo: il trasporto pubblico nel Vallo di Diano. Sono anni che, inascoltati, facciamo proposte su questo tema che sembrano tuttavia impraticabili.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Atena Lucana, Sergio Annunziata, si &egrave; di recente lamentato sulla stampa locale circa una presunta latitanza, durante il periodo estivo, del trasporto pubblico gestito dalle aziende private. Forse un assiduo lettore di Cartesio, lo stesso sindaco faceva notare, nel suo intervento, come fosse difficile raggiungere un punto B, partendo da un punto A (abbastanza diverso da B) del Vallo di Diano, con mezzi pubblici. Egli, infatti, giustamente ha notato che, mentre nel periodo scolastico gli autobus di linea abbondano (come pure abbonda la presenza degli studenti su di essi, a volte anche a discapito della sicurezza, n.d.r.), durante il periodo estivo, per un semplice cittadino non munito di auto &egrave; molto difficile raccordare i punti A e B con una curva piana di natura qualsiasi sul piano (vallata) Cartesiano.</p>
<p>Come d&rsquo;obbligo, allora, egli ha proposto una soluzione: utilizzare i mezzi in dotazione della Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano (CMVD) e del Piano Sociale di Zona (PSZ) per la mobilit&agrave; locale durante i mesi estivi. Abbiamo quindi approfondito la fattibilit&agrave; della proposta del sindaco di Atena Lucana, che tanti meriti ha acquisito nel passato nel campo della raccolta differenziata e che oggi presiede, come logica conseguenza dei meriti acquisiti, la Conferenza dei Sindaci dell&rsquo;ASL di Salerno. Tuttavia, dobbiamo dire, con nostro grande rammarico, che la proposta del Sindaco di Atena Lucana non &egrave; percorribile per i seguenti motivi.</p>
<p>Per quanto riguarda gli autobus in dotazione alla CMVD, sembra che essi siano in perfetto stato di conservazione (forse ibernati per un mondo futuro) ma che non esistano gli autisti, all&rsquo;interno dell&rsquo;Ente, che possano guidarli. E a guardare a fondo nelle cose, qualora qualcuno fosse interessato, una logica Cartesiana in tutto questo sembra esistere. Per quanto concerne i due mezzi in dotazione al PSZ, inoltre, essi sono stati trasformati per il trasporto di portatori di handicap su sedia a rotelle. Infatti, in questi mezzi, tre posti a sedere (su massimo nove) sono stati rimpiazzati da un pianale mobile per invalidi in carrozzella. In questo caso, allora, ci sembrerebbe un&rsquo;ingiusta marcia indietro quella di voler utilizzare questi furgoncini per favorire la mobilit&agrave; locale, essendo essi oggi utilizzati soprattutto per il nobile scopo di aiutare i portatori di handicap.</p>
<p>Pertanto, sembra che la proposta del sindaco di Atena Lucana sia impraticabile. Tuttavia, le rimostranze dell&rsquo;amministratore locale sono pi&ugrave; che giustificate. In questo comunicato vorremmo solo aggiungere che negli interventi sulla stampa non si pu&ograve; dimenticare di citare chi, negli anni, ha ribadito la necessit&agrave; di un trasporto pubblico integrato per il Vallo di Diano. Non ricordiamo qui le nostre proposte. Eppure, potremmo anche fare il punto della situazione in altri comunicati, se qualcuno venisse improvvisamente colpito dalla &ldquo;sindrome dell&rsquo;altrove&rdquo;, per la quale ci si sveglia una mattina e si vede la realt&agrave; e la si considera nella sua estrema crudezza, come se fino al giorno prima si fosse vissuto altrove, appunto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sassano, disagi per la chiusura al traffico di una strada</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/maltemposassano_disagi_per_la_chiusura_al_traffico_di_una_strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 17:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Riceviamo una segnalazione di disagio per i lavori di rifacimento di Piazza Piaggio e Piazzale Loreto in Sassano. Infatti, ad appena 24 ore dall&#8217;apertura alla circolazione di questi luoghi, a seguito del temporale estivo del 15 giugno scorso, la strada &#232; stata chiusa alla circolazione.&#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo una segnalazione di disagio per i lavori di rifacimento di Piazza Piaggio e Piazzale Loreto in Sassano. Infatti, ad appena 24 ore dall&rsquo;apertura alla circolazione di questi luoghi, a seguito del temporale estivo del 15 giugno scorso, la strada &egrave; stata chiusa alla circolazione. Da mesi i residenti&nbsp; non possono accedere con regolarit&agrave; alle proprie abitazioni, da quando tutte e due le strade di accesso alle piazze sono state chiuse per lavori. Finalmente la situazione si &egrave; regolarizzata il 14 giugno u. s. Tuttavia, dopo appena 24 ore dal ripristino della circolazione, la pioggia ha sollevato &ndash; danneggiandoli &#8211;&nbsp; manto e pozzetti di scolo</p>
<p>.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />Avevamo gi&agrave; segnalato questioni di questo tipo in occasione del nostro interessamento alla questione del boschetto paleo-palustre, sito di pregio ambientale oggi trasformato in zona industriale. Infatti, proprio a Silla di Sassano, i lavori in piazza sembrano essere stati eseguiti in modo non del tutto adeguato, tanto che ancora esiste un buco&nbsp; non si sa a quale scopo praticato su di un marciapiede. Inoltre, le piastrelle e i marmi del piazzale proprio non vogliono saperne di rimanere al loro posto.<br />&nbsp; </p>
<p>Il contribuente, nel caso di Piazza Piaggio e Piazzale Loreto, si chiede se i lavori di rifacimento&nbsp; &ndash; costo dell&rsquo;appalto&nbsp; 1.166.647 &euro; &#8211;&nbsp; siano stati fatti tenendo conto dell&rsquo;utilizzo di materiali idonei&nbsp; rispettando quanto previsto nel capitolato, oppure se sono state effettuate varianti non coerenti con le esigenze tecniche e strutturali. Infatti,&nbsp; &egrave; del tutto paradossale che la chiusura al traffico della zona avvenga non ad anni di distanza, ma dopo solo 24 ore dal ripristino della regolare circolazione locale. </p>
<p>La messa in opera di ogni singola pietra dovrebbe fungere da testimonianza della nostra dedizione ai beni collettivi per i cittadini che abiteranno questi luoghi nel futuro. Massima attenzione &egrave; quindi richiesta in tutto quello che si fa per il territorio, specialmente quando sono in ballo investimenti di denaro pubblico cos&igrave; elevati. L&rsquo;augurio &egrave; che presto si possa ripristinare il traffico, risolvendo i problemi di carattere strutturale che hanno provocato il cedimento del manto in pietra. Tuttavia, qualcuno ci dica se questi ed altri lavori sono stati svolti, effettivamente, con tutta la cura richiesta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non abbiamo paura e lavoriamo per il futuro dei nostri figli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/energia_non_abbiamo_paura_e_lavoriamo_per_il_futuro_dei_nostri_figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 11:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
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					<description><![CDATA[A chi sostiene che oggi non bisognerebbe affrontare il discorso sull&#8217;approvvigionamento energetico, dopo i tristissimi eventi di Fukushima in Giappone, noi diciamo che non temiamo il confronto su questi temi nemmeno tra due o tre anni, perch&#233; abbiamo argomenti da vendere a favore dell&#8217;energia solare e di quelle da essa derivate.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A chi sostiene che oggi non bisognerebbe affrontare il discorso sull&rsquo;approvvigionamento energetico, dopo i tristissimi eventi di Fukushima in Giappone, noi diciamo che non temiamo il confronto su questi temi nemmeno tra due o tre anni, perch&eacute; abbiamo argomenti da vendere a favore dell&rsquo;energia solare e di quelle da essa derivate. Ma ci chiediamo, perch&eacute; perdere del tempo prezioso per il futuro dei nostri figli e per la salute della Terra? Perch&eacute; non iniziare ora un confronto serrato tra le varie proposte per uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta? <br />Il mondo intero non pu&ograve; pi&ugrave; sottostare agli interessi economici di potentati insensibili all&rsquo;attuale richiesta di democrazie vere, al servizio di cittadini che aspirano a vite pi&ugrave; degne di essere vissute. Le ribellioni dei paesi del Nordafrica sono una testimonianza attuale di questa volont&agrave; latente di riscatto da parte dei paesi non industrializzati e da parte delle fasce sociali svantaggiate dell&rsquo;occidente. Pertanto, &egrave; arrivato il momento, anche per i popoli occidentali avanzati, di incominciare a riflettere su temi d&rsquo;interesse globale come le mutazioni climatiche, che stanno causando sempre pi&ugrave; frequenti fenomeni, legati ad accentuate instabilit&agrave; atmosferiche, come quelli riscontrabili sulle coste meridionali degli Stati Uniti.&nbsp; <br />Sarebbe quindi utile che la politica (quella sana e disinteressata, non quella legata alle solite cricche degli affari che ride per le sciagure altrui) guidasse in modo saggio un processo rivoluzionario per rimpiazzare, negli anni, i carburanti fossili con fonti di energia rinnovabile. In questa prospettiva un economista o uno scienziato dovrebbe rispondere al seguente interrogativo secco: &laquo;Esiste davvero la possibilit&agrave; che una fonte energetica pulita fornisca una quantit&agrave; di energia sufficiente al fabbisogno attuale (e a quello futuro) dell&rsquo;intera Umanit&agrave;?&raquo;. La risposta affermativa andrebbe cos&igrave; elaborata.<br />Il fabbisogno energetico attuale, che si stima essere pari all&rsquo;energia che si produrrebbe in 16.000 centrali da un GigaWatt (un milione di KiloWatt) l&rsquo;una, per un totale di 16 TeraWatt (16 miliardi di KiloWatt), potrebbe essere soddisfatto da un&rsquo;unica centrale nucleare. Per la gioia di tutti, questa centrale &egrave; lontana dai giardini di ognuno di noi ed &egrave; in funzione, in modo continuo di giorno e di notte, da circa cinque miliardi di anni senza aver mai conosciuto un singolo episodio di malfunzionamento. Molti scienziati ci garantiscono che essa continuer&agrave; a funzionare, senza la necessit&agrave; di intervenire per ripararla, almeno per altri cinque miliardi di anni. Tuttavia, mentre alcune specie viventi sul pianeta Terra, come ad esempio le piante, sono capaci di fondare il loro ciclo vitale sull&rsquo;energia di questa centrale, il genere umano non ha ancora saputo sviluppare un sistema cos&igrave; ricercato nello sfruttamento dell&rsquo;energia che da essa promana. <br />&Egrave; chiaro, quindi, che la centrale nucleare della quale stiamo parlando &egrave; il Sole. Una centrale a fusione, non a fissione, tuttavia, in cui gli atomi d&rsquo;idrogeno vengono fusi in elio con un rilascio di energia radiante. Se facessimo un semplice calcolo dell&rsquo;energia trasferita dal Sole alla superficie terrestre, non considerando la parte ricoperta dalle acque, una stima pessimistica ci porterebbe a considerare una figura ben 7000 volte superiore alla quantit&agrave; di energia di cui potremmo aver bisogno nel 2030 (ad esempio) per vivere una vita altrettanto confortevole quanto quella che alcuni terrestri (non tutti, purtroppo) stanno attualmente vivendo. <br />Una nuova rivoluzione industriale (e culturale) &egrave; quindi indispensabile per cambiare, in modo definitivo, l&rsquo;attuale sistema di produzione e di utilizzo dell&rsquo;energia. Per raggiungere lo stadio di sostenibilit&agrave; dei consumi, infatti, bisogner&agrave; innanzitutto considerare lo sfruttamento indiscriminato delle risorse del sottosuolo come un modello obsoleto e dannoso per l&rsquo;ecosistema e introdurre, anche se gradualmente, la diffusione della cultura del solare nella comunit&agrave; di uomini pensanti di questo pianeta. La rivoluzione dovr&agrave; avvenire in modo pervasivo e consapevole nella societ&agrave;, a cominciare dall&rsquo;ambito domestico e industriale, fino al campo dei trasporti pubblici e privati. E un mestiere del futuro potr&agrave; essere quello di Carlo Pisacane e dei suoi Trecento: il difficile e sempre rischioso mestiere dei rivoluzionari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>&#8220;Quando cominceranno i lavori?&#8221; Mentre il cielo minaccia pioggia&#8230;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tanagro_un_domanda_quando_cominceranno_i_lavori_mentre_il_cielo_minaccia_pioggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 09:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[La domanda che si pone il Comitato di Riferimento degli Alluvionati del Vallo di Diano. Il giorno 7 marzo u. s., presso la sede di Sala Consilina del Consorzio di Bonifica Vallo di Diano, sono state valutate le offerte delle ditte che hanno partecipato alla gara per l&#8217;assegnazione dei lavori di &#8220;somma urgenza&#8221; per la sistemazione degli argini del fiume Tanagro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A ben quattro mesi dal 10 novembre 2010, giorno in cui gli eventi alluvionali ebbero luogo a causa della rottura degli argini del Tanagro e di corsi d&rsquo;acqua paralleli in vari punti della vallata, e dopo varie successive esondazioni, l&rsquo;appalto dei lavori, per un totale di cinquecentomila EUR, &egrave; stato affidato a due ditte costruttrici. La stampa locale, che ha ben seguito gli eventi e ha ben saputo rappresentare (in questo caso) il disagio dei cittadini, ha riportato prontamente la notizia della conclusione di questa prima parte dell&rsquo;iter amministrativo d&rsquo;urgenza. In un articolo apparso il giorno 9 marzo u. s., si precisava, inoltre, che i lavori sarebbero iniziati nei cinque giorni successivi e che avrebbero avuto una durata di due mesi. In merito a ci&ograve;, cos&igrave; si esprime il Comitato di Riferimento degli Alluvionati del Vallo di Diano. </p>
<p>Il Comitato auspica un rapido inizio delle attivit&agrave; di ripristino delle capacit&agrave; di contenimento delle acque da parte degli argini del fiume Tanagro e dei canali paralleli, anche questi rotti in pi&ugrave; punti. Il Comitato fa presente che sono passati ben oltre cinque giorni dalla data del 9 marzo u. s. e che il cielo continua a minacciare pioggia. I membri del Comitato, pertanto, per mezzo della loro rappresentante, Sig.ra Morello Teresa, chiedono se le notizie riportate sulla stampa possano non essere considerate solo promesse. La Sig.ra Morello afferma che bisognerebbe tener conto dello stato di disagio di intere famiglie che traggono sostentamento esclusivamente dal lavoro dei campi. Questo vivere&nbsp; nell&rsquo;incertezza del domani e nella speranza che il bel tempo possa durare, in modo tale da non vedere le proprie case invase dall&rsquo;acqua e i campi danneggiati, mette a dura prova la tenuta psico-fisica anche di persone perfettamente in salute.</p>
<p>A questi eroi moderni, che abbiamo visto troppe volte in difficolt&agrave; in queste ultime settimane per via dei continui allagamenti della piana, va la nostra pi&ugrave; convinta solidariet&agrave;. Esortiamo tutti ad accelerare i tempi di inizio dei lavori, prima che nuove piogge mettano a dura prova la resistenza di persone che, nonostante tutto, hanno dato, anche in condizioni cos&igrave; avverse, prova di grande dignit&agrave; e compostezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La centrale fotovoltaica di Teggiano: quale verità?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teggianola_centrale_fotovoltaica_di_teggiano_quale_verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 23:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[La questione della centrale fotovoltaica di Teggiano &#232; gravissima, a mio parere, in questa Italia, tuttavia, questo aspetto passa in secondo ordine rispetto a problemi molto pi&#249; gravi. Sono 583 le Amministrazioni Comunali che attraverso il questionario di Legambiente hanno dichiarato di aver installato pannelli fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture, 156 in pi&#249; rispetto al 2009.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La questione della centrale fotovoltaica di Teggiano &egrave; gravissima, a mio parere (in questa Italia, tuttavia, questo aspetto passa in secondo ordine rispetto a problemi molto pi&ugrave; gravi). Oggi, complice anche certa stampa, ormai appiattita sul potere politico-finanziario, dal quale essa trae la sua fonte di sopravvivenza, non viene fuori quaanto di scomodo c&rsquo;&egrave; in questa vicenda. Non si riesce a comprendere, infatti, se la centrale &egrave; attualmente in funzione e quanti KWatt, in media, riesce ad erogare, rispetto ai 500 KW per i quali essa era stata progettata e realizzata. Addirittura, la questione &egrave; venuta di nuovo fuori, in modo distorto, secondo il mio parere, con il rapporto Legambiente &#8220;Comuni Rinnovabili 2010&#8221;, dal quale leggiamo quanto segue.</p>
</p>
<p><strong><em><span style="font-family: book antiqua,palatino;">Una parte della centrale fotovoltaica di Teggiano. Si noti la quasi totale assenza dei pannelli in almeno due file. Altri pannelli sono stati trafugati nella stessa centrale.</span></em></strong></p>
<p>&#8220;Sono 583 le Amministrazioni Comunali che attraverso il questionario di Legambiente hanno dichiarato di aver installato pannelli fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture, 156 in pi&ugrave; rispetto al 2009 per una potenza totale di 21.194 kW. Il Comune che risulta avere la maggior potenza installata &egrave; il Comune di Bologna con 1.966 kW, seguito dal Comune di Verona con 1.134,46 kW e dal Comune di Isera con 805 kW. A Bologna &egrave; interessante il progetto portato avanti insieme all&rsquo;Ente pubblico che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con installazioni che hanno<br />coinvolto 63 edifici. Gli impianti sono in grado di produrre 1,5 milioni di kWh annui che permetteranno di risparmiare 1.500 tonnellate di CO2 all&rsquo;anno.<br />PRIMI 10 COMUNI DEL FOTOVOLTAICO IN EDILIZIA<br />&nbsp; PR&nbsp; COMUNE&nbsp; kW<br />1 BO Bologna&nbsp; 1966<br />2 VR Verona&nbsp;&nbsp; 1134,46<br />3 TN ISERA&nbsp;&nbsp;&nbsp; 805<br />4 PO prato&nbsp;&nbsp;&nbsp; 598<br />5 SA TEGGIANO 500<br />6 TN Carano&nbsp;&nbsp; 500<br />7 AP MONTEPRANDONE 404<br />8 BZ LACES&nbsp;&nbsp;&nbsp; 370<br />9 PU Pesaro&nbsp;&nbsp; 294<br />10 RM Roma&nbsp;&nbsp;&nbsp; 256,62<br />Fonte: Rapporto &ldquo;Comuni Rinnovabili 2010&rdquo; di Legambiente.<br />Una spinta alla diffusione del fotovoltaico &egrave; importante che venga anche dall&rsquo;integrazione in edilizia e in particolare laddove &egrave; pi&ugrave; semplice, ossia nei nuovi interventi edilizi. Sono 76 i Comuni che hanno introdotto, secondo quanto previsto dalla Finanziaria 2008, all&rsquo;interno del proprio Regolamento Edilizio l&rsquo;obbligo di installazione di pannelli solari fotovoltaici per almeno 1 kW ad alloggio nella nuova edificazione. A questi obblighi comunali si aggiungono quelli regionali che complessivamente permettono di disegnare una cartina dei territori &ldquo;pi&ugrave; avanti&rdquo; in Italia nella spinta a questa tecnologia&#8221;.</p>
<p>La questione &egrave; grave per due motivi. Il primo motivo (e forse il pi&ugrave; grave) &egrave; che, se ci si riferisce all&#8217;installazione della centrale fotovoltaica, allora la potenza attualmente erogata non pu&ograve; essere quella originale (500 KW, appunto!) perch&eacute; la stessa centrale &egrave; priva di molti pannelli (asportati a pi&ugrave; riprese da ladri e mai rimpiazzati).<br />Il secondo motivo &egrave; che, chi ha fornito i dati, riferendosi forse alla centrale, non avr&agrave; ben compreso che vi &egrave; una differenza tra gli impianti su strutture pubbliche e quelli delle centrali solari. Pur tuttavia, il dato &egrave; rimbalzato su certa stampa che, senza domandarsi nulla ha voluto esaltare l&#8217;operato delle amministrazioni locali (per solite questioni di mercato). Con questo modo di agire, la verit&agrave; viene fatta a pezzi e il Paese viene condannato ad un rapido declino, in quanto i furbi e i profittatori, che si annidano in ogni dove, avranno sempre pi&ugrave; buon gioco, a discapito delle persone perbene, responsabili e rispettose delle regole.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando si parla di solidarietà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo_di_diano_quando_si_parla_di_solidarieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 19:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci &#232; stato segnalato che la BCC di Sassano, con l&#8217;invio dell&#8217;ultimo estratto conto ai propri clienti, ha colto l&#8217;occasione per allegare un depliant informativo finalizzato alla raccolta di finanziamenti da destinare alla Onlus Solidariet&#224; &#38; Sviluppo. La raccolta &#232; volta a finanziare non meglio precisati progetti di solidariet&#224;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci &egrave; stato segnalato che la BCC di Sassano, con l&rsquo;invio dell&rsquo;ultimo estratto conto ai propri clienti, ha colto l&rsquo;occasione per allegare un depliant informativo finalizzato alla raccolta di finanziamenti da destinare alla Onlus Solidariet&agrave; &amp; Sviluppo. La raccolta &egrave; volta a finanziare non meglio precisati progetti di solidariet&agrave;. Oltre al depliant i correntisti hanno ricevuto un prestampato da compilare e consegnare all&rsquo;istituto di credito nel caso in cui non ritengano di aderire alla proposta di prelevare &ndash; tramite procedure di silenzio-assenso &#8211; due euro a trimestre per un totale di otto euro annui, dal conto corrente.</p>
<p>La procedura adottata dalla BCC di Sassano ci appare anomala, in quanto, sebbene finalizzata ad attivit&agrave; che dovrebbero avere una ricaduta &ldquo;solidale&rdquo; attraverso la realizzazione di azioni di beneficenza,&nbsp; poggia sul criterio di silenzio-assenso per richiedere l&rsquo;autorizzazione al prelievo dai conti correnti dei clienti. Si introduce cos&igrave; il principio che basta una semplice comunicazione per chiedere di utilizzare i risparmi dei correntisti, ancorch&eacute; di piccola entit&agrave;,&nbsp; per attivit&agrave; e/o finalit&agrave; specifiche da essa individuate e,&nbsp; se non viene espressamente negato dai clienti, l&rsquo;istituto si ritiene &ldquo;tacitamente&rdquo; autorizzato ad &ldquo;attingere&rdquo;. </p>
<p>Siamo certi che chi ha autorizzato la stampa del volantino sia incorso in un errore di distrazione. Infatti, &egrave; anomalo concepire che il cliente possa non autorizzare, inviando una email o facendo pervenire un coupon prestampato firmato alla BCC di Sassano, &ldquo;l&rsquo;addebito diretto in conto corrente della somma di euro 2 (due) trimestrali da destinare all&rsquo;associazione Solidariet&agrave; &amp; Sviluppo Onlus&hellip;&rdquo;. Probabilmente l&rsquo;intenzione era di dire che il cliente deve autorizzare al prelievo. Immaginiamo allora che nei prossimi giorni i responsabili della Banca si attiveranno direttamente per contattare i clienti e segnaleranno l&rsquo;involontario errore, aggiungendo che non procederanno a nessun prelievo dai loro conti correnti&nbsp; se non espressamente autorizzati, nel pieno rispetto della normativa vigente. </p>
<p>Il principio della donazione solidale &egrave; fondamentale e di innegabile valenza sociale. Esso assume un valore morale ancora pi&ugrave; importante se posto in essere con le proprie risorse. Nel caso preso in esame, le future attivit&agrave; di solidariet&agrave; saranno gestite da una Onlus &#8211; che nella sua ragione sociale include una &amp; commerciale, caso raro se non unico nel mondo della cooperazione e solidariet&agrave; &ndash; appendice della stessa BCC di Sassano. Sarebbe proprio per questo opportuno specificare, per dovere di trasparenza, i progetti da finanziare. In questo modo il cliente potrebbe essere addirittura indotto a versare pi&ugrave; di otto euro l&rsquo;anno.&nbsp; Nel caso specifico, tuttavia, ci&ograve; non &egrave; stato fatto e ce ne dispiace. Immaginiamo, per&ograve;, quanto stia a cuore alla BCC di Sassano il poter individuare nuove modalit&agrave; di aiuto alle famiglie in difficolt&agrave;, unicamente per fini umanitari e filantropici, specialmente oggi che i servizi sociali, gestiti dagli enti pubblici, lamentano una gravissima carenza di fondi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’insostenibile lentezza dell&#8217;ente- aggiornamenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/previdenza_socialel_insostenibile_lentezza_dell_ente_aggiornamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 21:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/2011/02/18/previdenza_socialel_insostenibile_lentezza_dell_ente_aggiornamenti/</guid>

					<description><![CDATA[Strani fatti accadono, domande di invalidit&#224; da spedire per Poste Italiane mentre altre sono state spedite telematicamente dall'ente preposto. Cittadini che aspettano invano l'assegno per l'invalidit&#224;, altri hanno avuto la fortuna di vedersi arrivare l'assegno a casa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Antefatto </strong><br />La Commissione dell&rsquo;ASL aveva deciso, contro la Legge, che non prevede pi&ugrave;, dall&rsquo;1 gennaio 2010, l&rsquo;invio dei verbali cartacei delle visite mediche per accertare l&rsquo;invalidit&agrave; civile, di spedire i verbali cartacei all&rsquo;INPS a Roma.</p>
<p>La spedizione dei verbali cartacei &egrave; avvenuta, inspiegabilmente, solo per alcuni cittadini (evidentemente di Serie B) sottoposti a visita medica lo scorso 25 maggio 2010 e che, ancora oggi, nel 2011, non conoscono l&rsquo;esito degli accertamenti. Queste persone hanno subito anche la beffa di aver saputo che altri, sottoposti a visita nello stesso periodo, percepiscono, ove spettante, gi&agrave; un assegno dall&rsquo;INPS, perch&eacute; i verbali erano stati, correttamente, inviati per via telematica all&rsquo;INPS. </p>
<p><strong>Aggiornamenti </strong><br />Un gruppo di deputati ha risposto alla nostra chiamata sulla &ldquo;insostenibile lentezza dell&rsquo;Ente&rdquo; con un&rsquo;interrogazione parlamentare a risposta scritta, presentata al Ministro della Salute e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 16 febbraio 2011. Alleghiamo al presente comunicato, senza commento, l&rsquo;interrogazione dei parlamentari Mancuso, Barani, De Luca e Girlanda, che hanno mostrato sensibilit&agrave; nei confronti del problema sollevato dalla nostra sede. Speriamo che anche la stampa mostri sensibilit&agrave; nei confronti di questa vicenda.&nbsp;&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esplosivi divertimenti scolastici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sassanoesplosivi_divertimenti_scolastici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 09:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/2011/02/06/sassanoesplosivi_divertimenti_scolastici/</guid>

					<description><![CDATA[Se una collettivit&#224; incomincia a vedere spuntare svastiche sui cartelli stradali, nota che il Parco di Silla viene vandalizzato a pi&#249; riprese, che appaiono immagini falliche sugli edifici pubblici, che bottiglie di vetro di bevande alcoliche spuntano come funghi la domenica mattina, e che le scuole, luogo simbolo della cultura, vengono prese di mira con questi &#8220;esplosivi divertimenti&#8221; e con altri mezzi, allora qualcosa davvero non va.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pu&ograve; accadere che, un sabato mattina di una fredda giornata invernale un pap&agrave; vada ad accompagnare la figlia a scuola. Pu&ograve; capitare anche di vedere in un angolo dell&rsquo;edificio scolastico, all&rsquo;entrata, vicino alle scale, delle mattonelle forate da evidenti esplosioni di petardi. E che petardi! Se queste piccole bombe riescono a bucare le mattonelle e a lasciare i caratteristici segni grigiastri dell&rsquo;esplosione sul muro, saranno ordigni di tutto rispetto. Complimenti allora a chi si dedica a questi esplosivi divertimenti davanti alla scuola. Il danno arrecato, tuttavia, non &egrave; tanto da indentificare con le mattonelle rotte o il muro annerito, ma con la violazione del luogo dove &egrave; stato fatto lo sfregio, cio&egrave; (badate bene!) la rampa attigua alle scale di un plesso scolastico.&nbsp;&nbsp; </p>
<p>Ora, non per fare il saccente o il moralista, ma se una collettivit&agrave; incomincia a vedere spuntare svastiche sui cartelli stradali, nota che il Parco di Silla viene vandalizzato a pi&ugrave; riprese, che appaiono immagini falliche sugli edifici pubblici, che bottiglie di vetro di bevande alcoliche spuntano come funghi la domenica mattina, e che le scuole, luogo simbolo della cultura, vengono prese di mira con questi &ldquo;esplosivi divertimenti&rdquo; e con altri mezzi, allora qualcosa davvero non va. Ma, se permettete, avendo vissuto e penato non poco in questa collettivit&agrave;, azzardo la mia modestissima analisi sociologica.</p>
<p>La famiglia spero non me ne voglia, se parlo ancora una volta del frutto dell&rsquo;ingegno di un nostro conterraneo, l&rsquo;arch. Ottavio Di Brizzi. Ragazzo di belle speranze, da adulto architetto d&rsquo;ingegno e fine politico locale. Avrebbe probabilmente avuto meritato accesso ai banchi del Parlamento se la &ldquo;nera signora&rdquo; non lo avesse prematuramente allontanato dai suoi cari e dai suoi amici, ancorch&eacute; avversari politici. Il segno della sua opera &egrave; ancora presente: un meccanismo abbastanza complesso che faceva girare delle lamine circolari concentriche a significare la rotazione terrestre; una forma stilizzata di soldato; il tutto montato sul &ldquo;Sasso sano&rdquo;. Solo quest&rsquo;ultimo grande masso oggi resta a testimonianza dell&rsquo;intera opera ai margini della piazza di Silla. La parte rimanente dell&rsquo;opera giace in un angolo di quella che fu l&rsquo;&rdquo;universit&agrave; di Sassano&rdquo; e quella che &egrave; (o che sar&agrave;) lo &ldquo;sportello ambiente e salute&rdquo; &ndash; vedi foto. Ricordo ancora i titoloni dei giornali sulla cosiddetta universit&agrave; di Sassano: era forse tutto un bluff, una manovra diversiva per buttare fumo negli occhi, per spendere, nello stesso tempo, soldi pubblici, oppure vera intenzione di crescita culturale? Non lo sapremo mai, perch&eacute; l&rsquo;adulazione del potente (passato, presente e futuro) sembra essere l&rsquo;unica forma di comunicazione conosciuta in questo momento nelle nostre terre. E forse nemmeno lo scibile infuso da cotanta struttura sar&agrave; in grado di rimettere a girare quelle lamine. Si tratterebbe di recuperare il progetto originario, di restaurare l&rsquo;opera e di collocarla, infine, in un luogo degno. Saremo in grado di fare ci&ograve;? Ecco, simbolicamente, il valore dell&rsquo;opera: una singola persona l&rsquo;ha concepita, l&rsquo;ha messa insieme e infine l&rsquo;ha fatta funzionare alla perfezione. Come collettivit&agrave; non sappiamo fare altro che esporre un pezzo del mondo minerale.</p>
<p>Ora, mi chiederete, cosa c&rsquo;entra tutto ci&ograve; con l&rsquo;esplosione notturna di ordigni non proprio leggeri vicino ai muri della scuola? Per anni, chi vi scrive, ha cercato di fare intendere che bisognerebbe valorizzare di pi&ugrave; gli aspetti immateriali del vivere sociale nel nostro territorio: la natura e la cultura, per usare uno slogan in voga alcuni anni fa. La natura &egrave; un bene imprescindibile per la nostra vallata. Dal punto di vista economico potrebbe essere l&rsquo;aspetto pi&ugrave; indicativo e caratterizzante del Vallo di Diano nel prossimo futuro. La cultura locale &egrave; un aspetto non secondario. Gi&agrave; nel recente passato vi sono stati personaggi che hanno rischiarato la strada nelle attivit&agrave; culturali e ancora oggi, per fortuna, non mancano illuminanti fari che potrebbero indicare un percorso di vita collettiva armoniosa, dignitosa e rispettosa dei luoghi e delle tradizioni. Oggi, tuttavia, dopo un ventennio di martellante propaganda di uno stile di vita opposto a quello sobrio della cultura contadina (che, badate bene, non vuol dire incultura), si sono praticamente sovvertiti i valori fondanti della nostra collettivit&agrave;. La trascuratezza locale, poi, nei confronti delle opere d&rsquo;ingegno e delle espressioni culturali, non solo di quelle banalmente ossequiose del potente che elargisce la pecunia, ha fatto il resto. Cos&igrave; si ritrovano forze culturali di tutto riguardo che lottano battaglie di avanguardia (che altrove sarebbero solo delle legittime istanze di rispetto delle regole) nel deserto di idee del pantano dell&rsquo;etica corrente, per la quale l&rsquo;omert&agrave; &egrave; una virt&ugrave; e la denuncia dei reati un&rsquo;infamia. Per questa etica falsata si sopportano situazioni insostenibili che sfociano, a volte, in drammatici eventi che possono colpire chiunque.</p>
<p>Su queste ultimissime esplosioni &ldquo;scolastiche&rdquo; non troverete alcun riferimento in altri luoghi, perch&eacute; queste cose, quando possono essere sottaciute, vengono sottaciute, a meno che non diventino occasione per un&rsquo;ennesima passerella mediatica. Se vogliamo invertire la rotta, invece, dobbiamo prestare attenzione a ogni singolo evento, a ogni segnale che ci proviene dal disagio giovanile. Il bollare come &ldquo;ragazzata&rdquo; un&rsquo;insegna infamante non solo significa relegare la questione in ambito meramente didattico, ma fa assumere alla vicenda contorni ancora pi&ugrave; inquietanti, che esulano dal disagio giovanile e investono le responsabilit&agrave; di noi adulti. Non credo, tuttavia, alla versione ufficiale della connotazione dell&rsquo;atto e non solo per spirito polemico. Sono portato a pensare, invece, che esista un disagio palese, che si manifesta con atti vandalici a danno degli edifici pubblici (a Sassano come a Sala Consilina) e con la manifestazione impropria di un rigetto di quello che &ldquo;dovrebbe essere&rdquo; il minimo comun denominatore culturale non solo del paese, ma dell&rsquo;intera Nazione. Il mancato trasferimento di questi valori minimi e la distrazione eccessiva della pubblica amministrazione nei confronti dei beni ambientali e dei simboli della cultura locale accentuano il divario che si sta creando tra la vita &ldquo;ufficiale&rdquo; dei nostri giovani (quella svolta nei banchi di scuola, per intenderci) e quella serale o notturna, menata ai margini di un edificio che, evidentemente, per alcuni non rappresenta pi&ugrave; l&rsquo;emblema della societ&agrave; sana o l&rsquo;inviolabile luogo della trasmissione del sapere. Nessuno ha la ricetta in tasca, ma occultare questi problemi potrebbe essere il solito tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto. Altro che attacchi, altro che critiche; qui c&rsquo;&egrave; da portare avanti, ognuno con i suoi mezzi, un&rsquo;opera di ricostruzione del senso civico. Per quanto riguarda le ultime esercitazioni militaresche, tuttavia, vi &egrave; bisogno di intervenire, qui e adesso, prima che esse sfocino nella tragedia. Per il resto ci sar&agrave; tempo di discutere, se si avr&agrave; la compiacenza di non sottrarsi a quelle rare occasioni di confronto pubblico.</p>
<p>Pu&ograve; accadere che, un sabato mattina di una fredda giornata invernale un pap&agrave; vada ad accompagnare la figlia a scuola. Pu&ograve; capitare anche di vedere in un angolo dell&rsquo;edificio scolastico, all&rsquo;entrata, vicino alle scale, delle mattonelle forate da evidenti esplosioni di petardi. E che petardi! Se queste piccole bombe riescono a bucare le mattonelle e a lasciare i caratteristici segni grigiastri dell&rsquo;esplosione sul muro, saranno ordigni di tutto rispetto. Complimenti allora a chi si dedica a questi esplosivi divertimenti davanti alla scuola. Il danno arrecato, tuttavia, non &egrave; tanto da indentificare con le mattonelle rotte o il muro annerito, ma con la violazione del luogo dove &egrave; stato fatto lo sfregio, cio&egrave; (badate bene!) la rampa attigua alle scale di un plesso scolastico.&nbsp;&nbsp; </p>
<p>Ora, non per fare il saccente o il moralista, ma se una collettivit&agrave; incomincia a vedere spuntare svastiche sui cartelli stradali, nota che il Parco di Silla viene vandalizzato a pi&ugrave; riprese, che appaiono immagini falliche sugli edifici pubblici, che bottiglie di vetro di bevande alcoliche spuntano come funghi la domenica mattina, e che le scuole, luogo simbolo della cultura, vengono prese di mira con questi &ldquo;esplosivi divertimenti&rdquo; e con altri mezzi, allora qualcosa davvero non va. Ma, se permettete, avendo vissuto e penato non poco in questa collettivit&agrave;, azzardo la mia modestissima analisi sociologica.</p>
<p>La famiglia spero non me ne voglia, se parlo ancora una volta del frutto dell&rsquo;ingegno di un nostro conterraneo, l&rsquo;arch. Ottavio Di Brizzi. Ragazzo di belle speranze, da adulto architetto d&rsquo;ingegno e fine politico locale. Avrebbe probabilmente avuto meritato accesso ai banchi del Parlamento se la &ldquo;nera signora&rdquo; non lo avesse prematuramente allontanato dai suoi cari e dai suoi amici, ancorch&eacute; avversari politici. Il segno della sua opera &egrave; ancora presente: un meccanismo abbastanza complesso che faceva girare delle lamine circolari concentriche a significare la rotazione terrestre; una forma stilizzata di soldato; il tutto montato sul &ldquo;Sasso sano&rdquo;. Solo quest&rsquo;ultimo grande masso oggi resta a testimonianza dell&rsquo;intera opera ai margini della piazza di Silla. La parte rimanente dell&rsquo;opera giace in un angolo di quella che fu l&rsquo;&rdquo;universit&agrave; di Sassano&rdquo; e quella che &egrave; (o che sar&agrave;) lo &ldquo;sportello ambiente e salute&rdquo; &ndash; vedi foto. Ricordo ancora i titoloni dei giornali sulla cosiddetta universit&agrave; di Sassano: era forse tutto un bluff, una manovra diversiva per buttare fumo negli occhi, per spendere, nello stesso tempo, soldi pubblici, oppure vera intenzione di crescita culturale? Non lo sapremo mai, perch&eacute; l&rsquo;adulazione del potente (passato, presente e futuro) sembra essere l&rsquo;unica forma di comunicazione conosciuta in questo momento nelle nostre terre. E forse nemmeno lo scibile infuso da cotanta struttura sar&agrave; in grado di rimettere a girare quelle lamine. Si tratterebbe di recuperare il progetto originario, di restaurare l&rsquo;opera e di collocarla, infine, in un luogo degno. Saremo in grado di fare ci&ograve;? Ecco, simbolicamente, il valore dell&rsquo;opera: una singola persona l&rsquo;ha concepita, l&rsquo;ha messa insieme e infine l&rsquo;ha fatta funzionare alla perfezione. Come collettivit&agrave; non sappiamo fare altro che esporre un pezzo del mondo minerale.</p>
<p>Ora, mi chiederete, cosa c&rsquo;entra tutto ci&ograve; con l&rsquo;esplosione notturna di ordigni non proprio leggeri vicino ai muri della scuola? Per anni, chi vi scrive, ha cercato di fare intendere che bisognerebbe valorizzare di pi&ugrave; gli aspetti immateriali del vivere sociale nel nostro territorio: la natura e la cultura, per usare uno slogan in voga alcuni anni fa. La natura &egrave; un bene imprescindibile per la nostra vallata. Dal punto di vista economico potrebbe essere l&rsquo;aspetto pi&ugrave; indicativo e caratterizzante del Vallo di Diano nel prossimo futuro. La cultura locale &egrave; un aspetto non secondario. Gi&agrave; nel recente passato vi sono stati personaggi che hanno rischiarato la strada nelle attivit&agrave; culturali e ancora oggi, per fortuna, non mancano illuminanti fari che potrebbero indicare un percorso di vita collettiva armoniosa, dignitosa e rispettosa dei luoghi e delle tradizioni. Oggi, tuttavia, dopo un ventennio di martellante propaganda di uno stile di vita opposto a quello sobrio della cultura contadina (che, badate bene, non vuol dire incultura), si sono praticamente sovvertiti i valori fondanti della nostra collettivit&agrave;. La trascuratezza locale, poi, nei confronti delle opere d&rsquo;ingegno e delle espressioni culturali, non solo di quelle banalmente ossequiose del potente che elargisce la pecunia, ha fatto il resto. Cos&igrave; si ritrovano forze culturali di tutto riguardo che lottano battaglie di avanguardia (che altrove sarebbero solo delle legittime istanze di rispetto delle regole) nel deserto di idee del pantano dell&rsquo;etica corrente, per la quale l&rsquo;omert&agrave; &egrave; una virt&ugrave; e la denuncia dei reati un&rsquo;infamia. Per questa etica falsata si sopportano situazioni insostenibili che sfociano, a volte, in drammatici eventi che possono colpire chiunque.</p>
<p>Su queste ultimissime esplosioni &ldquo;scolastiche&rdquo; non troverete alcun riferimento in altri luoghi, perch&eacute; queste cose, quando possono essere sottaciute, vengono sottaciute, a meno che non diventino occasione per un&rsquo;ennesima passerella mediatica. Se vogliamo invertire la rotta, invece, dobbiamo prestare attenzione a ogni singolo evento, a ogni segnale che ci proviene dal disagio giovanile. Il bollare come &ldquo;ragazzata&rdquo; un&rsquo;insegna infamante non solo significa relegare la questione in ambito meramente didattico, ma fa assumere alla vicenda contorni ancora pi&ugrave; inquietanti, che esulano dal disagio giovanile e investono le responsabilit&agrave; di noi adulti. Non credo, tuttavia, alla versione ufficiale della connotazione dell&rsquo;atto e non solo per spirito polemico. Sono portato a pensare, invece, che esista un disagio palese, che si manifesta con atti vandalici a danno degli edifici pubblici (a Sassano come a Sala Consilina) e con la manifestazione impropria di un rigetto di quello che &ldquo;dovrebbe essere&rdquo; il minimo comun denominatore culturale non solo del paese, ma dell&rsquo;intera Nazione. Il mancato trasferimento di questi valori minimi e la distrazione eccessiva della pubblica amministrazione nei confronti dei beni ambientali e dei simboli della cultura locale accentuano il divario che si sta creando tra la vita &ldquo;ufficiale&rdquo; dei nostri giovani (quella svolta nei banchi di scuola, per intenderci) e quella serale o notturna, menata ai margini di un edificio che, evidentemente, per alcuni non rappresenta pi&ugrave; l&rsquo;emblema della societ&agrave; sana o l&rsquo;inviolabile luogo della trasmissione del sapere. Nessuno ha la ricetta in tasca, ma occultare questi problemi potrebbe essere il solito tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto. Altro che attacchi, altro che critiche; qui c&rsquo;&egrave; da portare avanti, ognuno con i suoi mezzi, un&rsquo;opera di ricostruzione del senso civico. Per quanto riguarda le ultime esercitazioni militaresche, tuttavia, vi &egrave; bisogno di intervenire, qui e adesso, prima che esse sfocino nella tragedia. Per il resto ci sar&agrave; tempo di discutere, se si avr&agrave; la compiacenza di non sottrarsi a quelle rare occasioni di confronto pubblico.</p>
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			</item>
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		<title>Come sottacere verità importanti, enfatizzando le banalità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/blatero_ergo_sumcome_sottacere_verita_importanti_enfatizzando_le_banalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 11:06:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle terre di Sodoma e Gomorra molti non si vergognano nemmeno pi&#249; di stilare pezzi infarciti di lodi per le amministrazioni locali che, a mio parere, non hanno ben presente il contenuto degli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non esiste chi non riesce a far sentire la propria voce, non fosse altro che per soffocare quella degli altri. E in questa palude esistono in pochi, alcuni addirittura a propria insaputa. Succede cos&igrave; che un giornalista si ritrovi a schermirsi in pubblico per aver scritto un articolo con un tasso di adulazione un po&rsquo; eccessivo, tanto da risultare troppo dolciastro anche per le bocche pi&ugrave; aduse al gusto del facile encomio. L&rsquo;articolo portava il suo nome, quindi, ma &ldquo;a sua insaputa&rdquo;. Crediamo nella versione fornitaci, esprimendo la nostra solidariet&agrave; per lo sgradevole evento, non fosse altro per i rischi che si possono correre nel celebrare (cos&igrave; come sfacciatamente si celebrano) le gesta delle amministrazioni locali che non brillano poi tanto per efficienza e trasparenza. In altri contesti, megere urlanti impediscono il ragionamento su fatti gravi ed estremamente importanti per la vita democratica italiana. E noi ci chiediamo, stupiti, fino a quando dovremo sopportare che simili episodi, chiari sintomi della miseria morale che pervade la societ&agrave; di questo decadente inizio di millennio, siano provocati col chiaro intento di inquinare la coscienza civica; ci chiediamo fino a quando dovremo assistere al tentativo di soffocamento di qualsiasi anelito di verit&agrave; e di giustizia.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />Se facessi nomi e cognomi, poco importerebbe: l&rsquo;immagine di un Paese in declino, senza scomodare le pratiche esoteriche delle cantine di consacrati sultani nostrani, resta. In questa &ldquo;povera patria&rdquo; chiunque pu&ograve; parlare di luoghi vetusti e sacri con superficialit&agrave;, magari raccogliendo qualche interessato e rancoroso commento per strada. Succede cos&igrave; che siti di particolare pregio ambientale scompaiano dalle carte ufficiali e dalle preoccupazioni degli amministratori, diventando cose di poco conto in banali commenti di strada e in indefinibili collage giornalistici di improbabile valore informativo, per non dire letterario. Succede cos&igrave; che un mare quale il Tirreno, che &egrave; stato ammirato con sguardo rapito dagli imperatori del passato ed &egrave; oggi amato dai nostri pescatori (uomini con identica dignit&agrave; regale), diventi vittima di una parte sciagurata dell&rsquo;umanit&agrave;. E, anche per questo episodio, dovremmo forse voltarci dall&rsquo;altra parte oppure, molto pi&ugrave; opportunamente, invocare che quella &ldquo;merda&rdquo;, che &egrave; stata deliberatamente versata nelle acque marine, possa essere la giusta ricompensa per amministratori e funzionari infedeli o collusi? Succede cos&igrave; che preziose sorgenti sulfuree siano ancora costrette a fluire tra la plastica di campane di vetro in disuso, senza che nessuno si preoccupi di farne analizzare un campione. Gli abitanti del luogo credevano che il forte e caratteristico odore emanato da questo immeritato dono liquido fosse dovuto a fognature (inesistenti!) malfunzionanti. Ci &egrave; voluto non poca pazienza per spiegare loro che quella &ldquo;puzza&rdquo; poteva essere una benedizione per la loro strada corrosa dall&rsquo;acqua della sorgente e piena di buche, se solo si fossero individuate le propriet&agrave; terapeutiche che potevano essere ascritte a quell&rsquo;acqua. A distanza di un anno dalla scoperta della sorgente nessuno fiata, nessuno parla, nessuno si interessa, nemmeno chi dovrebbe farlo per professione giornalistica, forse per timore di disturbare qualche vassallo locale e di dar credito a qualche voce nel deserto (di idee) senza capacit&agrave; di spesa.&nbsp; <br />Succede cos&igrave; che, in questi periodi di crisi profonda, alcune famiglie siano in vera difficolt&agrave;, nella stessa indifferenza di chi dovrebbe preoccuparsi per loro. La giusta funzione dei servizi sociali in questi casi si rivela non solo utile, ma necessaria. Ma nelle terre dove gli amministratori, monarchi assoluti in terre soggiogate, fanno e disfano a loro piacimento, dove le campagne elettorali servono principalmente a raggiungere il potere promettendo posti a destra e a manca, spesso si tradiscono in modo sfacciato le legittime aspirazioni dei tanti padri di famiglia che vorrebbero un posto di lavoro per s&eacute; o per il figlio disoccupato. E laddove di lavoro ce n&rsquo;&egrave; poco, il ruolo dei servizi sociali diventa ancora pi&ugrave; importante. A volte, tuttavia, si ha l&rsquo;impressione che l&rsquo;intervento delle strutture pubbliche sia efficiente nella corresponsione dei compensi, magari contrattati (perch&eacute; no?) anche in occasione delle campagne elettorali, e poco incline all&rsquo;elargizione degli aiuti alle famiglie in stato di bisogno. In questa palude morale dobbiamo allora anche assistere al crollo del baluardo della solidariet&agrave; per le fasce sociali pi&ugrave; deboli? Sarebbe davvero troppo: dopo aver sottaciuto (se non provocato) inquinamenti di suoli, di fiumi, di mari, vorrebbero forse indurci a tacere di fronte a simili ingiustizie? Sarebbe invero poca cosa, in questo caso, invocare semplicemente la giustizia umana, se ne esiste una che possa punire in modo esemplare l&rsquo;indifferenza nei confronti della sofferenza dei padri, delle madri e dei loro figli. Implorare giustizia per coloro i quali non godono dei privilegi dei pochi stomaci satolli in queste terre di Sodoma e Gomorra non baster&agrave;, fintanto che vi sar&agrave; anche una sola famiglia in stato di bisogno ripagata con l&rsquo;indifferenza di chi dovrebbe provvedere a &ldquo;rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert&agrave; e l&rsquo;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana&hellip;&rdquo; (art. 3, Costituzione Italiana).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Approfondite inchieste giornalistiche sul boschetto Paleo-palustre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/silla_di_sassanoapprofondite_inchieste_giornalistiche_sul_boschetto_paleo_palustre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 08:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Pu&#242; succedere che le macchie mediterranee e i boschetti paleo-palustri diventino cosa di poco conto in banali commenti di strada. Succede cos&#236; che giornalisti chiedano prove della valenza ambientale dei luoghi, invece di cercarle in una seria e dettagliata inchiesta. Infine, questi luoghi, descritti con plagi evidenti in improbabili pezzi letterari, diventino &#8220;luoghi malsani e limacciosi&#8221;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pu&ograve; succede che le macchie mediterranee e i boschetti paleo-palustri diventino cosa di poco conto in banali commenti di strada. Succede cos&igrave; che giornalisti chiedano prove della valenza ambientale dei luoghi, invece di cercarle in una seria e dettagliata inchiesta. Succede, infine, che questi luoghi, descritti con plagi evidenti in improbabili pezzi letterari, da testimonianza della vegetazione autoctona della vallata diventino &ldquo;luoghi malsani e limacciosi&rdquo;. Succede anche che arrivino a reggere le sorti di questa vallata fortunati (?) innesti politici, formalmente estranei ai giochi di potere quanto colpevolmente ignari della cappa di ignoranza (per voler essere buoni) che si &egrave; sedimentata anche a causa della loro effettiva compartecipazione alla &ldquo;grande festa&rdquo; nella pubblica amministrazione.</p>
<p>E pertanto, a noi non resta che ribadire quanto abbiamo gi&agrave; detto in passato, rischiando cos&igrave; di annoiare il lettore su questa <span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">&ldquo;telenovela che dura dal 2003&rdquo;</span>. Adotteremo cos&igrave; un approccio didattico, sperando di essere finalmente compresi.</p>
<p>Con una legge regionale (L.R. 17/1998) si richiedeva alle Comunit&agrave; Montane di stilare una <em>&ldquo;carta di destinazione d&rsquo;uso del territorio&rdquo;</em> per individuare <em>&ldquo;le aree di prevalente interesse agrosilvo pastorale e di particolare pregio ambientale e paesistico, le linee d&rsquo;uso delle risorse primarie e dello sviluppo residenziale produttivo, terziario, turistico e la rete delle infrastrutture aventi rilevanza territoriale&rdquo;</em>. Con una certa inerzia, la Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano, il 13 febbraio del 2003, riusc&igrave; a deliberare su uno studio in tal senso prodotto anche grazie alle consulenze del prof. <strong>Pasquale Persico</strong>, del dott.<strong> Nicola Di Novella</strong> e della dott.ssa<strong> Maria Giovanna Fiume</strong>. Non sappiamo (n&eacute; ci interessa poi tanto sapere) quanto siano costate queste consulenze. Tuttavia, dobbiamo rilevare che esse non possono essere state gratuite, per la mole di lavoro prodotta. Che cosa si stabilisce nella famigerata <span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">&ldquo;carta di destinazione d&rsquo;uso del territorio&rdquo; </span>allora? A pag. 252 si elencano, tra le aree di particolare pregio ambientale e paesistico, anche le &ldquo;macchie e boschetti paleo-palustri&rdquo;. Ora, si potrebbe obiettare: ma chi definisce boschetto paleo-palustre quello della zona Cappuccini, in altre parole la zona <span style="text-decoration: underline;">&ldquo;umida, malsana e limacciosa&rdquo;</span> che ritroviamo in alcuni scritti? A prova del fatto che tale &egrave; la definizione del boschetto che ospita una zona PIP, si pu&ograve; leggere una lettera, avente a oggetto la salvaguardia degli ambienti umidi del Vallo di Diano, inviata al sindaco del Comune di Sassano pro tempore e ad altre istituzioni locali da <strong>Salvatore Della Luna Maggio</strong>, responsabile territoriale dell&rsquo;associazione ambientale ATAPS-FIPSAS. In questa lettera, sopravvissuta nel nostro protocollo, ancora si legge <em>&ldquo;nelle tavole delle aree d&rsquo;interesse naturalistico della carta d&rsquo;uso del territorio veniva evidenziata la macchia ed il relativo boschetto paleo-palustre della localit&agrave; Cappuccini in agro di Sassano&rdquo;</em>. Ci&ograve; <em>&ldquo;&egrave; emerso durante l&rsquo;incontro che la Comunit&agrave; Montana Vallo di Diano, attraverso i suoi uffici tecnici, ha tenuto il giorno 1 luglio 2003 presso il municipio di Sala Consilina&rdquo;</em>. Che cosa preoccupava <strong>Della Luna Maggio</strong>? Si legge nella stessa lettera:<em> &ldquo;Con grande sorpresa, nel corso dell&rsquo;illustrazione delle successive tavole, si &egrave; evinto che nella cartografia riguardante le aree PIP della comunit&agrave; montana, una delle due aree PIP del comune di Sassano insisteva sul boschetto palustre di Ponte Cappuccini&rdquo;.</em> <strong>Salvatore Della Luna Maggio</strong> chiedeva, infine (cos&igrave; come prevede la L.R. 17/98, d&rsquo;altronde) che il Comune di Sassano rivedesse il piano regolatore, vecchio di quasi vent&rsquo;anni all&rsquo;epoca, alla luce di quanto emerso in sede di discussione il giorno 1 luglio 2003.&nbsp;&nbsp; </p>
<p>E invece, l&rsquo;amministrazione di Sassano, il 24 dicembre 2003 (D.C.C. n. 26/2003), approva il <strong>Piano Insediamento Produttivi</strong> redatto dai tecnici arch. <strong>Giancarlo Priante</strong> e ing. <strong>Nicola Calabr&ograve;</strong>. Il progetto prevedeva una strada nel boschetto (oggi parzialmente realizzata), che ne isolava i due rami irreversibilmente. La Regione Campania, senza preoccuparsi dell&rsquo;assenza di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per l&rsquo;opera infrastutturale da eseguirsi in una zona &ldquo;di particolare pregio ambientale e paesistico&rdquo;, finanziava il progetto per un importo di 808.205,05 EUR (del. G.R. n. 5450/02). L&rsquo;importo totale dell&rsquo;opera era di 861.954,17 EUR, di cui 53.699,12 a carico del Comune di Sassano. Vengono quindi affidati i lavori ad un&rsquo;impresa di Casal di Principe, per quanto riferitoci da una fonte attendibile, e i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi. Il corpo Forestale dello Stato &egrave; intervenuto, in data 20 gennaio 2011, con un sequestro penale di buona parte dell&rsquo;area. Intanto, le indagini della Magistratura vanno avanti. La nostra associazione, gi&agrave; dal momento della denuncia del giorno 11 dicembre 2010, ha espresso la volont&agrave; di costituirsi parte civile in un eventuale processo. </p>
<p>Nel 2007, consci del fatto che <em>&ldquo;i Comuni orientano i loro piani regolatori alle indicazioni della carta di destinazione d&rsquo;uso del territorio elaborata dalla Comunit&agrave; Montana&rdquo;</em> (come si legge nella L.R. 17/98), dopo vari inutili tentativi di interloquire in modo costruttivo con l&rsquo;amministrazione locale, abbiamo cercato di interessare il Ministero dell&rsquo;Ambiente, con un&rsquo;interrogazione parlamentare richiesta all&rsquo;on. <strong>Trepiccione</strong> dalla nostra associazione. Nella seduta n. 159 del 17/5/2007, l&rsquo;on. <strong>Trepiccione</strong> formul&ograve; un&rsquo;interrogazione a risposta scritta all&rsquo;allora ministro dell&rsquo;Ambiente on. <strong>Pecoraro Scanio</strong>. Un estratto di tale interrogazione recita: &ldquo;il PIP di Sassano (paese che conta poco pi&ugrave; di 5.000 abitanti) prevede 20 lotti da 2.000 mq l&#8217;uno e le necessarie opere infrastrutturali; a Teggiano, 5 chilometri pi&ugrave; in l&agrave; nasce un altro PIP, proprio nell&#8217;areale della cicogna; ed altri ne sono previsti ad Atena Lucana, a Polla, a Sala Consilina e a Padula, tutte cittadine del Vallo di Diano con una media di meno di 10.000 abitanti ognuna, dislocate nel raggio di 20 chilometri; <br />dalla vicenda in oggetto possono trarsi alcune considerazioni: che le opere pubbliche infrastrutturali tendono ad essere insediate nelle aree libere del territorio, aree che sono considerate di scarso valore se non res nullius, quando invece dovrebbero essere considerate di valore pi&ugrave; elevato rispetto alle aree edificate; che la previsione delegata ad ogni singolo comune di realizzare proprie aree di insediamento, senza complessiva concertazione e senza un coordinamento quanto meno provinciale, sta trasformando il Vallo di Diano in una distesa di aree asfaltate e ben che vada di capannoni, poich&eacute; i fondi sono spesi in quanto vincolati allo scopo e non in base a reali esigenze produttive ed ogni comune tende a spendere quanto ottenuto senza interfacciarsi con i comuni confinanti; che la mancanza di norme centralizzate per l&#8217;uso dei suoli sta distruggendo il territorio, in quanto qualsiasi centro commerciale &egrave; considerato &laquo;migliore&raquo;, in quanto produce pi&ugrave; reddito, di qualsiasi area agricola o ambientalmente significativa&rdquo;.<br />&nbsp;<br />La vicenda di questa interrogazione parlamentare &egrave; singolare, perch&eacute; essa viene prima formulata e poi ritirata. L&rsquo;attuale sindaco <strong>Pellegrino</strong>, allora parlamentare dei Verdi, per sua stessa ammissione, mi ha confermato un sospetto: &egrave; stato lui stesso a far ritirare quell&rsquo;interrogazione di pregevole fattura. Il motivo &egrave; stato quello di una pretesa competenza territoriale. Pretesa, perch&eacute; l&rsquo;allora onorevole <strong>Pellegrino</strong>, attuale sindaco di Sassano, non era stato eletto in un collegio di Campania 2, ovvero sul nostro territorio. Vero era, tuttavia, che egli intratteneva buoni rapporti con l&rsquo;amministrazione (a lista unica) di Sassano. E non pu&ograve; essere che quella pretesa competenza territoriale fosse solo un modo per giustificare un intervento a seguito di una chiamata amica? Anche perch&eacute;, oltre le cose sacrosante dette dall&rsquo;on. <strong>Trepiccione</strong>, un passaggio di quell&rsquo;interrogazione non dovrebbe sfuggire agli amministratori locali: &ldquo;Esiste una proposta, da parte della Regione Campania, di istituire una Zona di Protezione Speciale a ridosso del Tanagro, proprio per il forte flusso migratorio che tale specchio d&#8217;acqua attira&rdquo;. Tramite l&rsquo;associazione che rappresento, spedisco, il 22 settembre del 2006, una lettera ai sindaci d<span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">i Sassano, Sala Consilina, Teggiano e San Rufo</span>, per sollecitare la perimetrazione delle aree. Il sindaco di Sassano, dott. <strong>Rubino</strong>, risponde il 24 ottobre del 2006 (prot. 5298): <em>&rdquo;&hellip; si rappresenta che questa Amministrazione, di concerto con gli altri Comuni interessati, sta procedendo alla redazione di una proposta di perimetrazione della Z. P. S. da presentare al Tavolo di Concertazione presso l&rsquo;Assessorato Regionale competente.&rdquo;</em> Oggi siamo ancora in attesa che tale perimetrazione venga fatta e che una Zona di Protezione Speciale venga istituita per il Tanagro. Ma che volete che importi a noi tutti degli uccelli migratori, quando sono in gioco gli interessi dei rapaci stanziali?</p>
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		<title>Sequestrata una vasta area della zona PIP e del boschetto paleo-palustre in località Cappuccini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/silla_di_sassanosequestrata_una_vasta_area_della_zona_pip_e_del_boschetto_paleo_palustre_in_localita_cappuccini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 16:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Il boschetto, soffocato dall'asfalto e dal cemento delle opere di urbanizzazione della cosiddetta zona industriale del Comune di Sassano, &#232; stato tagliato in due da una strada incompleta, che finisce in un campo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una vasta area della zona PIP e del boschetto paleo-palustre in localit&agrave; Capuccini nel Comune di Sassano &egrave; stata posta sotto sequestro in data 20-01-2011, cos&igrave; come apprendiamo dai cartelli affissi e dalla recinsione con nastro effettuata dal Corpo Forestale dello Stato. La recinsione &egrave; oggi ancora integra e i cartelli ancora perfettamente visibili. Il boschetto, soffocato dall&#8217;asfalto e dal cemento delle opere di urbanizzazione della cosiddetta zona industriale del Comune di Sassano, &egrave; stato tagliato in due da una strada incompleta, che finisce in un campo. La parte posta sotto sequestro &egrave; quella interessata maggiormente da tagli selvaggi di alberi e da sversamenti di materiale di dubbia natura.<br />L&#8217;intervento della Magistratura, necessario e tempestivo a nostro avviso, sta ad indicare che la cultura della tutela dell&#8217;ambiente e della legalit&agrave; ha ceduto il passo, forse perch&eacute; ancora non si vuole dare seguito a misure di salvaguardia della vallata con l&#8217;istituzione della ZPS (Zona di Protezione Speciale) su una larga fascia del fiume Tanagro. Tale misura, peraltro, era stata gi&agrave; richiesta dalla Regione Campania ai comuni di Sala Consilina, Teggiano, San Rufo e Sassano, i cui rappresentanti erano stati convocati presso l&rsquo;Ufficio del Settore Ecologia dell&rsquo;ente regionale in data 15-12-2005. Da allora, nonostante una nostra sollecitazione del 22-09-06 per l&rsquo;istituzione della ZPS, gli enti locali sono rimasti dormienti. Si comprendono (certamente!) ma non si condividono per nulla le logiche di questi sonni amministrativi.<br />Per quanto riguarda il boschetto paleo-palustre, in particolare, &egrave; stato rilevato, da studi commissionati ad esperti dalla Comunit&agrave; Montana, che esso &egrave; un sito di particolare pregio ambientale. La nostra azione &egrave; iniziata nel 2003, quando abbiamo appreso che la cartografia allegata alla Carta di Destinazione d&rsquo;Uso del Territorio individuava quella zona, unica nel suo genere, sia come zona PIP, sia come sito di pregio ambientale. Questi fatti (e questa evidente contraddizione) sono testimoniati da una lettera inviata il 7 luglio 2003 da Salvatore Della Luna Maggio, rappresentante della FIPSAS, al Sindaco di Sassano pro tempore, a numerosi altri rappresentanti istituzionali e alla nostra stessa associazione per conoscenza. In questa lettera si metteva in evidenza sia il valore naturalistico della zona umida, sia la sua importanza per le specie avicole migratorie e stanziali.<br />Dal 2003, quindi, la nostra azione &egrave; stata in parte dedicata alla salvaguardia di quest&#8217;ultima testimonianza di vegetazione autoctona, cos&igrave; come essa appariva prima della bonifica del Vallo di Diano. Forse un parco didattico, in localit&agrave; Cappuccini a Sassano, avrebbe valorizzato il luogo e avrebbe significato, dal punto di vista ambientale, culturale ed economico, molto di pi&ugrave; della cosiddetta zona PIP che ha diviso in due il boschetto e ne ha letteralmente soffocato un ramo (quello oggi interessato da sequestro penale) nel cemento e nei rifiuti di dubbia natura.</p>
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		<title>Altri mondi sono impossibili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo_di_dianoaltri_mondi_sono_impossibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 06:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[La libert&#224; di informazione e il giusto diritto del cittadino ad essere informato. Contravvennendo alle leggi della fisica, un corpo potrebbe mai salire su di un&#8217;altura senza l&#8217;ausilio di una forza, a esso applicata, che possa vincere l&#8217;attrazione gravitazionale?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Contravvennendo alle leggi della fisica, un corpo potrebbe mai salire su di un&rsquo;altura senza l&rsquo;ausilio di una forza, a esso applicata, che possa vincere l&rsquo;attrazione gravitazionale? No, risponderemmo sicuri: queste cose non accadono nel nostro mondo, cosicch&eacute; dovremmo ipotizzare l&rsquo;esistenza di altri mondi, se volessimo davvero credere a certi fenomeni. Come pure, se un fatto esiste nella vallata e se ne racconta un altro, d&rsquo;importanza alquanto improbabile, facendo credere che tutta la vita dei cittadini del Vallo di Diano stia ruotando attorno a questo evento, forse si intende parlare di un&rsquo;altra vallata, di un altro Vallo di Diano?<br />Esistono ragioni imperscrutabili per le quali una persona o un gruppo di persone intendono occultare o alterare la realt&agrave; di alcuni fatti, raccontandone a volte altri. Ad esempio, mi &egrave; capitato di interessarmi della questione della vendita dei loculi nel cimitero di Sala Consilina: dal punto di vista umano questa &egrave; una vicenda davvero poco edificante. Mi si dice che &egrave; possibile che il fenomeno sia esteso anche ad altri Comuni e che spesso succede che qualcuno acquisti loculi per rivenderli al momento del bisogno altrui (ovvero in occasione dei decessi di un caro di una persona ignara, che non &egrave; conscia &ndash; soprattutto nel momento del dolore &#8211; del fatto che le norme non prevedono acquisti da privati non autorizzati dal Comune). A Sala Consilina &egrave; successo proprio questo, nell&rsquo;indifferenza del clero, che non osa, nemmeno dal pulpito domenicale, far sentire una voce di condanna per queste azioni. Forse che sia stato contestualizzato anche questo esecrabile mercimonio, oltre alle bestemmie e a certe pratiche dal nome esoterico? La classe intellettuale, troppo presa a spulciare tra gli interessi della botteguccia ritagliata ai margini di un&rsquo;associazione culturale o di una fondazione di qualsiasi fatta, si guarda bene dal destare l&rsquo;ira dei potenti. La pseudo-politica, avvezza ad assecondare qualsiasi ignominia pur di fare affari, trover&agrave; certamente la cosa di poco conto. I cittadini, infine, ormai assuefatti anche a notizie che parlano di asportazioni di organi sani, dell&rsquo;uccisione a freddo di un testimone di un assassinio per mezzo delle squadre di fuoco della camorra, o della vessazione masochistica della &lsquo;ndrangheta a danno degli extracomunitari, forse non hanno nemmeno pi&ugrave; la forza di indignarsi. E la stampa locale, tuttavia, tace su questi fatti gravi, mentre si dilunga su racconti dettagliati di convegni di dubbio interesse sociale e culturale. E&rsquo; un gioco ormai arcinoto: non creo dibattito su di un tema scomodo, per farlo scomparire, mentre mi concentro sulla commemorazione del potere, imbavagliando le voci critiche. Si usava cos&igrave; nel ventennio, dopotutto. Successe cos&igrave; anche con la questione dei rifiuti tossici. A un curioso che chiedeva a un politico locale perch&eacute; non intervenisse sul tema, quest&rsquo;ultimo rispose che il fenomeno avrebbe fatto notizia per qualche giorno e poi sarebbe stato cancellato dalla memoria dei cittadini. Peccato che i rifiuti tossici siano ancora sotterrati chiss&agrave; dove; peccato che nessuno pensi a bonificare i terreni, nononstante gli inviti della Procura di Santa Maria Capua Vetere; peccato, infine, che la natura non dimentichi i delitti dell&rsquo;uomo contro l&rsquo;ambiente, rendendo a questi il pari a tempo debito. L&rsquo;importante, in tutto questo, &egrave; che le voci critiche vengano fatte stare zitte e, qualora si facciano proprio sentire, &egrave; necessario che ad esse venga messo un bel silenziatore mediatico.<br />Ma una societ&agrave; che arriva a pensare che il danaro possa diventare la misura di tutte le cose e che le regole pi&ugrave; elementari del vivere civile possano essere progressivamente abbandonate per lasciare il passo agli interessi personali &egrave; una societ&agrave; che non ha futuro. Dobbiamo riprenderci, allora, il diritto all&rsquo;informazione fatta non da gruppi di potere locale o da asserviti sedicenti giornalisti, ma da cronisti che siano, innanzitutto, cittadini come noi. Dobbiamo riprenderci il diritto alla salute, senza aspettarcelo dai politicanti corrotti e screditati delle &ldquo;protesi fetenti&rdquo;. Dobbiamo riprenderci il diritto alla dignit&agrave; sul posto di lavoro, ai rapporti corretti tra utenti (la stragrande maggioranza di noi) e i fornitori di beni, senza accettare pi&ugrave; sevizie al posto di servizi. Infine, dobbiamo riprenderci il diritto rivoluzionario alla verit&agrave;, ridendo finalmente in faccia a chi vorrebbe farci credere che le iniziative culturali sporadiche che vengono prese in questi posti marginali (e marginalizzati anche dall&rsquo;assenza di un servizio di trasporto pubblico su ferro per via della chiusura al traffico della Sicignano-Lagonegro da oltre un ventennio) non abbiano nulla da invidiare a quelle di cui stabilmente gode un cittadino di Roma. Chiamiamo perci&ograve; usura l&rsquo;usura, ridicolo il ridicolo e falso il falso, se necessario. Solo cos&igrave; potremo uscire da questi tempi bui, dove al deteriorarsi delle condizioni di vita di una vastissima fetta della societ&agrave; corrisponde un netto incremento dei privilegi di una parte sempre pi&ugrave; ristretta di persone che, nonostante la crisi economica imperversante, continua a speculare sulle spalle della povera gente. E mentre le difficolt&agrave; per le classe svantaggiate crescono, tanto che nelle campagne elettorali &egrave; tornata di moda la distribuzione di beni di prima necessit&agrave; di Lauriana memoria, la classe dirigente &ndash; troppo distratta dai soliti interessi &#8211; non &egrave; pi&ugrave; in grado di pensare a quali possano essere le misure da adottare, qui e adesso, per alleviare a tutti noi ma, soprattutto, alle classi sociali pi&ugrave; deboli la fatica di vivere in questi orribili interminabili anni di decadenza sociale e culturale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’ insostenibile lentezza dell’Ente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanita_l_insostenibile_lentezza_dell_ente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 22:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
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					<description><![CDATA[In piena era di attuazione del federalismo e di abolizione della carta nella Pubblica Amministrazione, secondo i dettami del ministro Brunetta, la Commissione Provinciale dell&#8217;ASL di Salerno per i Ciechi civili ha voluto distinguersi a livello nazionale, forse nella speranza di avere un premio dallo stesso ministro.]]></description>
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<p>In piena era di attuazione del federalismo e di abolizione della carta nella Pubblica Amministrazione, secondo i dettami del ministro<strong> Brunetta</strong>, la Commissione Provinciale dell&rsquo;ASL di Salerno per i Ciechi civili ha voluto distinguersi a livello nazionale, forse nella speranza di avere un premio dallo stesso ministro. <br />Il fatto. La Commissione dell&rsquo;ASL ha deciso, contro la Legge, che non prevede pi&ugrave;, dall&rsquo;1 gennaio 2010, l&rsquo;invio dei verbali cartacei delle visite mediche per accertare l&rsquo;invalidit&agrave; civile, di spedire i verbali cartacei all&rsquo;INPS a Roma. Gli stessi verbali devono essere infatti spediti, dall&rsquo;inizio dello scorso anno, esclusivamente per via telematica. <br />La spedizione dei verbali cartacei &egrave; avvenuta, inspiegabilmente, solo per alcuni cittadini, evidentemente di Serie B, sottoposti a visita medica lo scorso 25 maggio 2010 e che, ancora oggi, nel 2011, non conoscono l&rsquo;esito degli accertamenti. Queste persone hanno subito anche la beffa di aver saputo che altri, sottoposti a visita nello stesso periodo, percepiscono, ove spettante, gi&agrave; un assegno dall&rsquo;INPS, perch&eacute; i verbali erano stati, correttamente, inviati per via telematica all&rsquo;INPS. <br />Per questi cittadini sarebbe stato meglio che fosse rimasta in vigore la vecchia Legge, abrogata nel 2010, che prevedeva tempi certi. Infatti, dopo i canonici 60 giorni dall&rsquo;invio dei verbali cartacei delle Commissioni ASL alla Sede Provinciale del&rsquo;INPS, scattava il SILENZIO-ASSENSO. E&rsquo; incredibile raccontare questi fatti, avvenuti a danno di persone con handicap, mentre dal prossimo aprile il Tribunale di Sala Consilina sar&agrave; il primo in Italia ad attuare il PROCESSO CIVILE TELEMATICO.<br />L&rsquo;ASL di Salerno e l&rsquo;INPS sono riusciti a battere in lentezza persino i nostri tribunali. Meritano per questo un premio o, forse, un castigo? Nell&rsquo;attesa che qualcuno dia risposta a quest&rsquo;interrogativo, si spera ci sia ancora almeno un individuo che riesca a indignarsi per questa &ldquo;insostenibile lentezza dell&rsquo;Ente&rdquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Persone socialmente pericolose</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sassanopersone_socialmente_pericolose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 16:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Non so se vi sia mai capitato di dover difendere la legalit&#224; in un ambiente ostico, dove l&#8217;omert&#224; &#232; considerata una virt&#249; e la denuncia un gravissimo peccato. Se non avete mai provato l&#8217;ebbrezza di questo salto &#8220;mortale&#8221;, forse vi sar&#224; utile leggere quanto &#232; capitato di recente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
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<p>Da ultimo mi ritrovo a dover denunciare sversamenti di materiale di dubbia natura in un sito caratteristico del luogo, in seguito ad un sopralluogo effettuato in un giorno festivo. Il sito in questione &egrave; il boschetto paleo-palustre in localit&agrave; Cappuccini in Sassano (SA), definito di &ldquo;particolare pregio ambientale&rdquo; dalla Carta di destinazione d&rsquo;uso della Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano. Tale documento &egrave; stato redatto da esperti, le cui consulenze sono costate, si immagina, tanti soldini alle tasche dei contribuenti. Si deve sapere che il Vallo di Diano, attraversato longitudinalmente dal fiume Tanagro, era una palude prima della bonifica dell&rsquo;inizio del secolo scorso e che questo boschetto costituiva, fino a poco tempo fa, l&rsquo;ultima traccia di vegetazione autoctona, testimonianza di quella che era la vallata un tempo. Questa stessa area &egrave; stata destinata a zona industriale dall&rsquo;amministrazione comunale &ldquo;unica&rdquo; (senza nemmeno la parvenza di opposizione critica ormai da anni, tanto che, nel quinquennio 2005-2010, fu presentata una lista &ldquo;unica&rdquo;, appunto, per suggellare questa unanimit&agrave; locale di intenti). Nel 2003 si indice un sit-in per sensibilizzare l&rsquo;opinione pubblica sulla questione, anche per poter scongiurare la devastazione di quell&rsquo;area verde, che la nostra associazione proponeva di destinare a laboratorio didattico per le future generazioni. L&rsquo;amministrazione, tuttavia, prefer&igrave; andare avanti con la costruzione delle infrastrutture della zona PIP. Il bando di gara fu vinto da un&rsquo;impresa di Casal di Principe. Nulla di male, si dir&agrave;, se l&rsquo;impresa avesse mostrato di essere &ldquo;pulita&rdquo;. Noi dobbiamo credere che lo fosse, in quanto si &egrave; aggiudicata una gara di quasi un milione di euro. Fatto sta che il boschetto &egrave; stato devastato (da notare l&rsquo;uso dell&rsquo;indicativo, giustificato dalla foto) e i lavori sono stati fatti come sono stati fatti. Sembrerebbe (il condizionale &egrave; qui d&rsquo;obbligo, prima di avere certezze in merito), tuttavia, che i lavori siano stati liquidati per la tranquillit&agrave; di tutti. La &ldquo;nuova&rdquo; amministrazione (il vice-sindaco era assessore nella precedente e il sindaco, gi&agrave; parlamentare in quota Verdi, oggi iscritto al PD, aveva contribuito indirettamente alla creazione del &ldquo;listone 2005&rdquo;, si immagina anche con operazioni di alta politica dal capoluogo regionale) continua a deliberare per l&rsquo;assegnazione dei lotti, come se nulla fosse successo.<br />Fatta questa premessa, per comprendere il contesto nel quale ci si muove, dobbiamo solo aggiungere che il consiglio paterno che in genere viene dato localmente &egrave; quello di offrire collaborazione alle amministrazioni del posto, piuttosto che fare &ldquo;critiche disfattiste&rdquo;, anche perch&eacute;, con critiche continue, si potrebbe rischiare l&rsquo;isolamento. E l&rsquo;isolamento sociale, si sa, &egrave; una &ldquo;brutta cosa&rdquo;. E il bavaglio no? E il ricatto velato nemmeno? Ora, in un contesto sano, vengono isolate le persone socialmente pericolose attraverso dei provvedimenti presi dall&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria, l&rsquo;unica che pu&ograve; decretare la limitazione della libert&agrave; delle persone in uno stato di diritto. Nello stato del rovescio, per&ograve;, questo &ldquo;status&rdquo; pu&ograve; anche essere deciso da un clan (non necessariamente camorristico, intendiamoci!). E, in tutto questo, alcuni professionisti, invece di mostrare riconoscenza per il fatto che &egrave; stata denunciata la devastazione del boschetto paleo-palustre, dove ancora oggi pascolano le pecore e dove non sappiamo cosa vi sia stato depositato, vogliono vedere questi modi di agire come &ldquo;critiche a prescindere&rdquo;. Anche perch&eacute;, nel mentre, l&rsquo;opposizione (quanto finta?) &egrave; tranquilla (o dormiente?). Nessun vittimismo; al contrario, c&rsquo;&egrave; da essere orgogliosi di queste definizioni nel paese del listone unico: vuol dire che ci si &egrave; finalmente candidati per condurre un&rsquo;opposizione seria. Eppure, dobbiamo notare come i soggetti socialmente pericolosi, in questo mondo alla rovescia, sono considerati quelli che vorrebbero che la legge della Repubblica Italiana venisse rispettata e non altri. <br />E chi, scrivendo queste cose (magari non senza un certo affanno), si sar&agrave; mostrato reo confesso, dovrebbe al pi&ugrave; presto recarsi, di sua spontanea volont&agrave;, nel Paese di Acchiappacitrulli per costituirsi alle autorit&agrave; del posto. E l&agrave; potr&agrave; scontare una giusta e meritata pena, quella riservata ai difensori dell&rsquo;ambiente e della legalit&agrave;. Mentre in questo regno vallivo, cos&igrave; come nelle favole che vengono raccontate ai bambini dai menestrelli di corte, vivranno finalmente tutti felici e contenti, consci del fatto che &ldquo;questi luoghi nulla hanno da invidiare a Roma&rdquo;, ormai senza pi&ugrave; il timore che alcuno possa smentire questa ufficiale &ldquo;unica&rdquo; verit&agrave;, veicolata attraverso i soliti (e indefinibili) canali del potere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il trasformismo nella storia locale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/con_parole_mieil_trasformismo_nella_storia_locale_roberto_de_luca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 22:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Avrei potuto scrivere questo pezzo con parole mie. Eppure, &#232; tale il grado di condivisione dei concetti, che user&#242; le parole del prof. Emilio Giordano, docente di Letteratura Italiana all&#8217;Universit&#224; di Salerno, nell&#8217;Introduzione della ristampa di un saggio dal titolo &#8220;Le associazioni politiche nei governi parlamentari&#8221;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Avrei potuto scrivere questo pezzo con parole mie. Eppure, &egrave; tale il grado di condivisione dei concetti, che user&ograve; le parole del prof. Emilio Giordano, docente di Letteratura Italiana all&rsquo;Universit&agrave; di Salerno, nell&rsquo;Introduzione della ristampa di un saggio dal titolo <span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">&ldquo;Le associazioni politiche nei governi parlamentari&rdquo;</span>, che l&rsquo;autore, avv. <strong>Vincenzo Marone,</strong> ha dato alle stampe nel 1887. In questo libello, venuto alla luce di recente per merito del Circolo Sociale <span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">&ldquo;Carlo Alberto 1886&rdquo;</span> di Padula (SA), si affronta il tema del trasformismo politico e dei possibili rimedi da adottare per evitare un uso utilitaristico delle cariche elettive.</p>
<p>Scrive il prof. <strong>Giordano</strong> nell&rsquo;introduzione: <em>&ldquo;Queste pagine si presentano come uno sguardo non certo distratto sull&rsquo;Italia di <span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;">Depretis </span>che </em>&ndash; senza saperlo &ndash; <em>si avviava a diventare crispina, uno sguardo che nasceva appunto dall&rsquo;osservatorio privilegiato di un piccolo paese del nostro Meridione. La diagnosi era davvero impietosa, a tratti colma del pi&ugrave; nero pessimismo, mentre l&rsquo;autore descriveva tutti i mali, i paradossi di una democrazia che continuava a essere tale soltanto a parole. L&rsquo;avvocato <strong>Marone</strong> ricordava cos&igrave; la &ldquo;crescente incompetenza negli amministratori comunali e provinciali&rdquo;, da cui una &ldquo;confusione e uno sperpero che reclama l&rsquo;intervento del potere centrale e spesso della magistratura penale&rdquo;, con il conseguente &ldquo;aumentarsi dei partiti puramente personali, senza concetti e programmi&rdquo;. E poi, l&rsquo;esistenza di un dannoso voto di scambio, &ldquo;un sistema a trattative private, un conciliabolo da frati o da speculatori&rdquo;, con la conseguente scelta di uomini &ldquo;mediocri, infingardi od incapaci&rdquo; come rappresentanti politici, e di una stampa non libera (&ldquo;S&igrave;, la stampa, questo quarto potere, ch&rsquo;&egrave; il pi&ugrave; schiavo di tutti&rdquo;). E ancora: le classi dirigenti non all&rsquo;altezza, incapaci di comprendere la reale portata di una questione sociale riguardante gli strati pi&ugrave; poveri del Paese, sedotti perci&ograve; da discorsi pi&ugrave; radicali e rivoluzionari (il moderato avvocato evocava, con timore, il prossimo avvento di &ldquo;un Proudhon del pensiero e un Robespierre dell&rsquo;esecuzione&rdquo;)</em>. In tale contesto di un deprimente vuoto della politica, come si direbbe oggi, Marone notava e denunciava il sorgere di un nuovo clericalismo, sempre pi&ugrave; subdolo e minaccioso, favorito dall&rsquo;azione pastorale del papato di <strong>Leone XIII</strong>.<br />E dopo la diagnosi, una terapia possibile. Per salvare la societ&agrave; italiana dal suo veloce declino, il medesimo Marone pensava alla nascita di nuove associazioni politiche formate da gente illuminata e onesta, che dovevano diventare luoghi di discussione e di selezione delle nuove classi dirigenti, di elaborazioni di idee e proposte per il governo del Paese, insomma strumenti importanti per la crescita non solo economica, ma anche morale e civile dell&rsquo;intera nazione&rdquo;.</p>
<p>Mi permetto di aggiungere qualche considerazione conclusiva. Nel 1887 eravamo agli albori della vita democratica in Italia, eppure i problemi erano gi&agrave; molto simili a quelli odierni. In circa centocinquant&rsquo;anni, quindi, non abbiamo ancora saputo dare una risposta concreta alle istanze di democrazia partecipata. Pertanto, a chi propugna l&rsquo;idea di partiti virtuali o catodici, possiamo rispondere con le parole dell&rsquo;illuminato legale di provincia, nativo di <strong>Monte San Giacomo</strong> (SA). A chi oggi dovesse continuare a negare la necessit&agrave; della crescita e del radicamento dei partiti sul territorio, magari per avere pi&ugrave; ampi spazi di manovra a livello centrale, siano di monito le invettive del <em>&ldquo;moderato&rdquo;</em> avvocato <strong>Marone</strong>. Infine, non trascurerei di considerare lo sprezzante giudizio che l&rsquo;avvocato <strong>Marone</strong> dava sulla stampa, che dovrebbe concorrere alla formazione del pensiero critico del cittadino, mentre sembra essere soggiogata (ancora oggi!) da un potere economico e politico fin troppo totalizzante.</p>
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		<item>
		<title>Omertose Evasioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/riflessioniomertose_evasioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 21:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando a parlare di luoghi malsani (ma solo per interposta persona) sono sedicenti ambientalisti, la cosa non pu&#242; che dispiacere. Il nostro sospetto &#232; che sia stata fatta una bella manovra di &#8220;intelligence&#8221; per far scomparire, dai rapporti tecnici della Comunit&#224; Montana, un riferimento esplicito alla zona Cappuccini in Silla di Sassano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pur non essendo giornalista, mi capita, nei giorni di festa, di parlare con la gente del posto; qualcuno &egrave; molto informato, qualcuno lo &egrave; di meno. Ma tutti, al riparo dalle dichiarazioni ufficiali, sembrano sapere molte pi&ugrave; cose di quante ne sappia io del mio povero (anche nei fatti, purtroppo!) paese. Per esempio, avevo denunciato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Sala Consilina, come responsabile della sede CODACONS locale, la questione dell&rsquo;area PIP del Comune di Sassano, costruita in zona di particolare pregio ambientale, cos&igrave; come definita dagli studi tecnici della Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano. Quel luogo &egrave; adesso una discarica abusiva, cos&igrave; come testimoniano molte foto da noi raccolte. Adesso sembra che la zona sia stata ufficialmente declassata a &ldquo;limacciosa e malsana&rdquo; da incliti clarinetti, cos&igrave; da poter giustificare un intervento di urbanizzazione (vedremo di che natura). Nononstante sia malsana (ma per la soppravvivenza dell&rsquo;ultima traccia di palude o per lo sversamento di materiale di dubbia natura?) vi si trovano pecore al pascolo. E buon appetito a tutti i non vegetariani del posto! <br />Quando a parlare di luoghi malsani (ma solo per interposta persona) sono sedicenti ambientalisti, la cosa non pu&ograve; che dispiacere. Il nostro sospetto &egrave; che sia stata fatta una bella manovra di &ldquo;intelligence&rdquo; per far scomparire, dai rapporti tecnici della Comunit&agrave; Montana, un riferimento esplicito alla zona Cappuccini in Silla di Sassano. Se il nostro sospetto corrispondesse alla realt&agrave;, si tratterebbe di un errore di &ldquo;diplomazia&rdquo; locale, perch&eacute; esistono testimonianze oculari e scritte di quell&rsquo;incontro tenutosi il giorno 1 luglio 2003 presso il Comune di Sala Consilina, durante il quale alcuni tecnici dell&rsquo;ente sovracomunale hanno rilevato l&rsquo;incongruit&agrave; della presenza di una zona d&rsquo;insediamento industriale proprio in una zona di altissimo pregio ambientale, quella di localit&agrave; Cappuccini, appunto. Si doveva inserire quel luogo in una pi&ugrave; larga zona di protezione speciale (ZPS), cos&igrave; come richiesto dalla stessa Regione Campania, per tutto un tratto del fiume Tanagro ricadente nei comuni di Sassano, Teggiano, Sala Consilina e San Rufo. Ma, siccome non si trattava di concludere alcun affare (e forse si finiva per ostacolarne alcuni in atto!), la cosa &egrave; passata inosservata e adesso si fa finta di non ricordare. Lo ricorderanno, per noi, tuttavia, i numeri di protocollo delle nostre missive inviate a sollecitare decisioni in merito alla perimetrazione della zona da parte degli uffici tecnici: un capolavoro d&rsquo;ingegneria tipografica comune la risposta a noi inviata. Su quest&rsquo;aspetto nessuno si perita di intervenire, mentre si va avanti con la zona industriale. &ldquo;Business as usual&rdquo;.<br />Parlando con le persone, tutti ricordano come fosse di dominio pubblico (&ldquo;vox populi, vox Dei&rdquo;, verrebbe da esclamare) che l&rsquo;impresa che stava facendo i lavori nel boschetto proveniva da Casal di Principe. Qualcuno, addirittura, oggi paventa che siano state fatte minacce perch&eacute; l&rsquo;Ente comunale non s&rsquo;interessasse troppo su quello che veniva fatto nell&rsquo;area del boschetto. In questo caso, speriamo vi siano dettagliate denunce depositate presso la locale stazione dei Carabinieri e che si sia dato inizio a un procedimento penale per le minacce subite. Lo speriamo perch&eacute; vorremmo ancora pensare di vivere in un paese dove non vige esclusivamente la legge di Gomorra e dove il diritto &egrave; fatto salvo. In caso le voci ricorrenti fossero false, allora bisognerebbe smentirle, anzich&eacute; far finta di nulla e ringraziare l&rsquo;amministrazione precedente per le infrastrutture realizzate (abbiamo visto come!). Persino sulla stampa, in titoli che a noi non posso essere addebitati, si fa un vago riferimento a questi fatti. Ma nessuno fiata e, tranquillamente, si procede nell&rsquo;affare della zona industriale. Esistono altri aspetti legati a questa vicenda che, per brevit&agrave;, dobbiamo tralasciare di raccontare, per ritornare su essi in altri interventi festivi, sperando in altre spontanee evasioni dall&rsquo;omert&agrave; imperante in questi posti, dove il senso civico &egrave; merce rara. Tale merce, fortunatamente, &egrave; ancora reperibile in qualche angolo riposto della coscienza delle persone.<br />Qui vorremmo solo fare un breve riferimento alla qualit&agrave; dei lavori di urbanistica effettuati a Silla di Sassano negli anni. Un esempio &egrave; documentato in queste foto. Non sappiamo nulla sulla provenienza delle ditte che hanno vinto le gare di appalto, ma l&rsquo;evidente sicurezza dello stato dei luoghi e l&rsquo;egregia fattura lascerebbero pensare che si sia adottato la stessa metologia descritta prima, se non qualche variante meno pericolosa, ma socialmente ugualmente preoccupante. Non si capirebbe, altrimenti, perch&eacute; si sia lasciato un evidente (eppure inosservato!) buco sul marciapiede &ndash; di circa 40 cm di diametro e 60 cm di profondit&agrave;; non si capirebbe perch&eacute; il piano dello stesso marciapiede si sia sgretolato in modo cos&igrave; vistoso, nonostante le visibili riparazioni successive; non si capirebbe perch&eacute; della pietra (che si immagina sia costata non poco alla povera collettivit&agrave; locale) si rifiuti di restare attaccata alla base; non si capirebbe perch&eacute; si sia recintato il nulla e perch&eacute; siano state concepite improbabili rotonde ai margini di una strada provinciale. E dire che il posto &egrave; stato visitato non solo dal sottoscritto, in questa breve parentesi natalizia, ma anche da alcuni amministratori, rappresentanti del &ldquo;nuovo&rdquo;, che hanno inaugurato l&rsquo;albero di Natale nel bel mezzo di quella che dovrebbe essere una piazza (innominata e innominabile, ahinoi!). Il luogo somiglia piuttosto a un monumento alla pietra e al cemento (dal mio punto di vista cemento selvaggio, a giudicare dalle tante incursioni dei mezzi di locomozione in esso e del fatto che questa preziosa quintessenza del guadagno ha sostituito dei marciapiedi verdi che abbisognavano solo di un rinforzo e di un piccolo tracciato pedonale). Ma ad ogni metro cubo di cemento versato corrisponde un non banale guadagno: l&rsquo;auspicio &egrave; che i soldi dei contribuenti non siano serviti a ingrossare le solite profonde tasche della camorra, che si sta lentamente infiltrando nelle nostre terre, come recentemente riportato in un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno, nel quale si parla anche di interessi per la vallata legati anche a depositi di materiale tossico. Lo speriamo davvero, almeno per Sassano, nonostante qualcuno possa credere il contrario. A questo punto, forse, non ci resta che attendere che sia la magistratura a dare una risposta ai nostri dubbi. Cos&igrave;, magari, anche noi potremmo dire di appartenere a una comunit&agrave; consapevole del presente e del passato e responsabile del futuro di questi luoghi, senza dovere aspettare che siano le istituzioni di altre province &ndash; alle quali va il nostro pi&ugrave; sentito ringraziamento &#8211; a dirci quello che sta succedendo (forse gi&agrave; da molti anni) sul nostro territorio.</p>
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		<title>La denuncia in Procura: forse un vaso di Pandora</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sala_consilinala_denuncia_in_procura_forse_un_vaso_di_pandora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 08:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mito racconta che Pandora non resistette alla curiosit&#224; di sapere cosa fosse rinchiuso nel vaso custodito da Epimeteo. Quando la fanciulla, cui gli Dei avevano dato in dono tutte le grazie del mondo, apr&#236; quel vaso, tutti i mali della Terra vennero liberati con grande fragore. Solo la speranza rimase rinchiusa nel vaso, perch&#233; Pandora, spaventata, tent&#242; presto di mettere rimedio alla sua malefatta....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mito racconta che Pandora non resistette alla curiosit&agrave; di sapere cosa fosse rinchiuso nel vaso custodito da Epimeteo. Quando la fanciulla, cui gli Dei avevano dato in dono tutte le grazie del mondo, apr&igrave; quel vaso, tutti i mali della Terra vennero liberati con grande fragore. Solo la speranza rimase rinchiusa nel vaso, perch&eacute; Pandora, spaventata, tent&ograve; presto di mettere rimedio alla sua malefatta. Avessimo oggi l&rsquo;indirizzo di Epimeteo, potremmo recarci da lui a chiedergli di liberare anche la speranza, per poter ancora credere che un mondo migliore sia possibile.</p>
<p>Questo incipit solo per capire quello che potrebbe succedere dopo che, sabato 11 dicembre 2010, abbiamo presentato una circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina sulla devastazione del boschetto paleo-palustre in via Cappuccini a Silla di Sassano. Questo scritto &egrave; per significare la gravit&agrave;, ma anche l&rsquo;importanza, insite nel nostro gesto, palese e pubblico. Il fatto: un&rsquo;area &ldquo;di particolare pregio ambientale&rdquo; viene destinata, nel maggio 2003, a zona industriale. Facciamo presente che la carta di destinazione d&rsquo;uso del territorio, redatta da un gruppo di esperti ed approvata, pochi mesi prima, dalla Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano, prevedeva la tutela di questi residui rari siti di macchia mediterranea nella vallata. Ma i giochi erano fatti (e forse anche le compravendite speculative), cos&igrave; i lavori venivano appaltati. La nostra associazione si industriava per far comprendere la necessit&agrave; di preservare quel luogo, ma un&rsquo;interrogazione parlamentare, presentata al Minsitro dell&rsquo;Ambiente dall&rsquo;On. Trepiccione, fu bloccata sul nascere per mezzo dell&rsquo;attuale sindaco di Sassano, allora parlamentare in quota Verdi. Si comprende oggi la ragione di quell&rsquo;atto &ldquo;politico&rdquo;. Una proposta di istituzione di Zona di Protezione Speciale, proposta dalla Regione Campania su iniziativa di varie associazioni ambientaliste, ancora aspetta un piano di perimetrazione dai comuni di Sala Consilina, San Rufo, Sassano e Teggiano: vi era da proteggere il fiume Tanagro, mica da fare affari! Quindi il paradiso poteva aspettare. I lavori, a quanto si dice in giro, vengono affidati ad un&rsquo;impresa di provenienza dalle terre descritte nel libro Gomorra di Saviano. Gli stessi lavori, da quello che appare da un nostro sopralluogo, sembrano incompleti e non a regola d&rsquo;arte. A distanza di qualche mese dalla fine dei lavori, infatti, l&rsquo;asfalto di una strada incompleta &egrave; sgretolato e i marciapiedi sono ondeggianti e, pertanto, insicuri per chi vi dovesse camminare sopra. Ma sembra che questi lavori siano stati consegnati al Comune di Sassano e da questo ente liquidati. L&rsquo;importo complessivo dell&rsquo;opera dovrebbe essere superiore a 890 mila euro. L&rsquo;abbandono successivo del sito e quella strada incompleta nascosta, che taglia in due il bosco, hanno forse incoraggiato qualche maleintenzionato a sversare nell&rsquo;area di pregio rifiuti di ogni genere. Tutto ci&ograve; non ha impedito al capogruppo dell&rsquo;attuale maggioranza di ringraziare il Sindaco uscente per il lavoro compiuto nella &ldquo;zona industriale&rdquo; e rilanciare ulteriori opere a farsi in una recente intervista televisiva. Da voci che raccogliamo in giro, sembra che un ente creditizio (quello a guida del capogruppo della maggioranza?) sia pronto a finanziare le imprese che vogliono investire nell&rsquo;area del boschetto.<br />Il presente annuncio di denuncia e la nostra volont&agrave; di costituirci parte civile in un eventuale processo dovrebbero far comprendere quanto sofferta sia stata la nostra decisione, assunta semplicemente per dovere civico. A chi sempre suggerisce di non scrivere e di non parlare, diciamo che non si pu&ograve; e non si deve tacere su questi fatti, pena l&rsquo;imbarbarimento di queste zone. A chi pensa che una semplice segnalazione possa essere sufficiente, diciamo che nemmeno le segnalazioni effettuate &ldquo;in positivo&rdquo; hanno avuto esito. Una per tutte: la sorgente d&rsquo;acqua sulfurea ha ripreso a sgorgare copiosa, ma non vi &egrave; stato interessamento alcuno per la qualit&agrave; di quest&rsquo;acqua e per un eventuale suo utilizzo a scopi commerciali. Anzi, il povero fiume Cavarelli (lo ricordate?) deve subire adesso anche l&rsquo;affronto dello zolfo, visto che le acque di ben due sorgenti si riversano direttamente in esso. E meno male che esiste uno sportello Ambiente e Salute, alla cui inaugurazione hanno partecipato amministratori che hanno fornito le autorizzazioni a costruire un inceneritore nel Vallo di Diano. E meno male che l&rsquo;attuale amministrazione &egrave; molto attenta alle questioni di carattere ambientale. Dell&rsquo;opposizione non parliamo nemmeno, per carit&agrave; di patria. Sul boschetto, sul Cavarelli, sulla sorgente e sull&rsquo;ecomostro in pieno centro storico, tuttavia, qualcuno si deve essere leggermente distratto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Ai confini della denuncia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sassanoai_confini_della_denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 15:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Da ultimo si &#232; assistito a un a sana attivit&#224; di denuncia ambientale, anche da parte delle pubbliche amministrazioni, in terra di nessuno, in altre parole ai confini tra vari paesi. In questo modo la responsabilit&#224; del reato ambientale &#232; condivisa e l&#8217;eventuale autodenuncia, immediata e consequenziale, evitata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo abbiamo cercato (invano!) di attirare l&rsquo;attenzione dell&rsquo;opinione pubblica sulla questione del boschetto paleo-palustre a Sassano, destinato, dall&rsquo;amministrazione locale, ad una zona di insediamento industriale. Oggi possiamo dire che lo scempio &egrave; ultimato. Un &ldquo;sito di pregio ambientale&rdquo;, cos&igrave; come definito dalla delibera n. 3 del 13 febbraio 2003 della Comunit&agrave; Montana, all&rsquo;atto dell&rsquo;approvazione della &ldquo;Carta di destinazione d&rsquo;uso del territorio&rdquo;, &egrave; ormai una discarica abusiva, come questa ricca documentazione fotografica mostra. L&rsquo;attacco al boschetto &egrave; completato e la classe dirigente (istituzioni tutte comprese) pu&ograve; adesso sentirsi soddisfatta: non solo il boschetto &egrave; stato tagliato in due da una strada di recente fattura e gi&agrave; fatiscente, ma esso &egrave; adesso compresso tra il cemento e materiale di ogni genere. Addirittura qualcuno, nel tentativo di recuperare pi&ugrave; terreno calpestabile, sta invadendo la palude con materiale di ogni sorta. La natura sapr&agrave;, lentamente prendersi la rivincita, ma l&rsquo;insipienza dell&rsquo;uomo &egrave; ormai tale che anche la nostra denuncia, che depositeremo alle autorit&agrave; competenti, sar&agrave; vana, se non ci sar&agrave; una presa di coscienza collettiva, a cominciare dalle autorit&agrave; preposte al controllo. <br />Avevamo paventato quello che stava accadendo. Tuttavia, mai ci saremmo aspettati che un sito di pregio ambientale potesse essere tramutato in una discarica abusiva. La nostra proposta era quella di tramutare quest&rsquo;area in un laboratorio didattico per le scolaresche che avessero voluto visitare l&rsquo;ultima traccia della palude, quale era la vallata prima della bonifica. Si sarebbe costruito un laboratorio naturalistico per la preservazione della biodiverist&agrave; e per l&rsquo;accoglienza degli studenti. Si &egrave; preferito costruire (si fa per dire) una zona industriale. Si &egrave; preferito cancellare anche l&rsquo;ultima testimonianza della natura quale essa era nella vallata. Si &egrave; preferito lasciare che i nuovi barbari facessero il resto nell&rsquo;indifferenza di tutti. Il vicolo cieco, alla fine della strada, sbarrata da materiale di risulta, &egrave; forse l&rsquo;amaro destino di queste terre? So che arriveranno minacce, velate e non, anche sotto forma di benevoli consigli (il solito &ldquo;chi te lo fa fare&rdquo;, oppure il &ldquo;pensa alla tua famiglia&rdquo;). Tuttavia, la rabbia &egrave; tale che la mia gola non ce la fa a gridare l&rsquo;amarezza che provo per quello che sta accadendo. Una persona che lotta da sola, senza il conforto della pubblica opinione, della stampa, delle istituzioni, tuttavia, &egrave; sempre una persona sola. Sar&agrave; per questo che, da domani, mi aspetto che tutti, dico tutti, si indignino per quello che abbiamo sotto i nostri occhi?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Illuminanti esempi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sassanoilluminanti_esempi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 21:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[A Sassano, si tenta una doverosa operazione di ecologismo, che potremo ben definire delle parole, se a queste non seguiranno fatti concreti. La sede dello sportello &#232; sita in Silla di Sassano, laddove risiedeva la scomparsa universit&#224;. Ecco, un &#8220;illuminante&#8221; esempio di come noi intendiamo la tutela ambientale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che l&rsquo;esempio sia il modo migliore per sollecitare comportamenti virtuosi. A Sassano &egrave; stato inaugurato, settimane fa, lo Sportello Ambiente e Salute, alla presenza di vari sindaci e stranoti politici locali, che tanto lustro hanno dato al nostro territorio. Le loro battaglie ambientali, infatti, sono straordinariamente famose, tanto che, solo per citare un illuminante esempio locale, Sassano &egrave; il paese che ha vinto, nel marzo del 2009, il primo premio del concorso fotografico &ldquo;Nonsolopuntaperotti&rdquo; per lo &ldquo;scheletro bianco&rdquo; (una colata di cemento in pieno centro storico). A Sassano si costruiscono zone industriali in siti di pregio ambientali, le sorgenti di acqua sulfurea vengono abbandonate al loro destino e le opere di ingegno dei cittadini del posto giacciono abbandonate tra le erbacce (vedi monumento ai caduti del compianto arch. Ottavio Di Brizzi).<br />A Sassano, adesso, si tenta una doverosa operazione di ecologismo, che potremo ben definire delle parole, se a queste non seguiranno fatti concreti. La sede dello sportello &egrave; sita in Silla di Sassano, laddove risiedeva la scomparsa universit&agrave; (di cui sono ancora visibili &ndash; a imperitura memoria &ndash; le insegne). Tutti a celebrarne la nascita, ricordate? &ldquo;Scientia et Ars&rdquo;, dice l&rsquo;insegna in Latino. Che pena! Adesso nessuno ne rileva la morte prematura e nessuna inchiesta (giornalistica, dico!) viene aperta su come e perch&eacute; sia nata questa struttura e di quanti e quali finanziamenti abbia usufruito. E per capire, infine, come mai sia scomparsa cos&igrave; presto. In quello stesso stabile vi &egrave; un ufficio della Polizia Provinciale e, nel retro, un deposito di materiale del Comune di Sassano. Universit&agrave;, Polizia, Salute, Ambiente e materiali vari: una struttura polifunzionale, dunque. <br />Segnaliamo al responsabile dello Sportello Ambiente e Salute che la mattina di domenica 21 novembre 2010 la luce sull&rsquo;ingresso della poliedrica struttura era accesa, come si nota dalle foto allegate. Preghiamo lo stesso Sportello (un termine dal sapore vagamente bancario, che forse vuole ricordare alcuni flussi di denaro pubblico?) di utilizzare meglio l&rsquo;elettricit&agrave;, se possibile. Ecco, invero, un &ldquo;illuminante&rdquo; esempio di come noi intendiamo la tutela ambientale. Infatti, secondo il nostro punto di vista essa passa anche attraverso il risparmio energetico. Minima cosa, si dir&agrave;. Ma, per quanto detto, l&rsquo;esempio conta. <br />Per le restanti questioni ci sar&agrave; tempo per affrontarle, sempre che la stampa locale avr&agrave; la decenza di informare correttamente: una zona industriale sta sorgendo in un sito di pregio ambientale in piena area alluvionale (adesso discarica di materiale di ogni genere); un mostro di cemento si erge nel centro storico; le sorgenti sulfuree e le opere d&rsquo;ingegno sono abbandonate al loro destino. E tutti a magnificare la politica locale, nei secoli dei secoli. Qui qualcosa non va: o l&rsquo;informazione &egrave; libera, o semplicemente non &egrave;.</p>
<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un silenzio indecente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cimiteriun_silenzio_indecente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 11:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/2010/11/21/cimiteriun_silenzio_indecente/</guid>

					<description><![CDATA[Avevamo lanciato un appello all&#8217;Amministrazione comunale di Sala Consilina sull&#8217;intricata vicenda dei loculi cimiteriali ceduti da un privato a vari cittadini che oggi si vedono arrivare missive, da parte del Comune, in cui si chiede la &#8220;regolarizzazione della concessione&#8221; con ulteriore esborso di danaro. Inutile dire che il privato cittadino, individuabile nella delibera di giunta Comunale n. 188 del 15-10-2010, abbia gi&#224; preteso una cospicua somma di danaro da parte dei familiari dei defunti sepolti nella Cappella cimiteriale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Avevamo lanciato un appello all&rsquo;Amministrazione comunale di Sala Consilina sull&rsquo;intricata vicenda dei loculi cimiteriali ceduti da un privato a vari cittadini che oggi si vedono arrivare missive, da parte del Comune, in cui si chiede la &ldquo;regolarizzazione della concessione&rdquo; con ulteriore esborso di danaro. Inutile dire che il privato cittadino, individuabile nella delibera di giunta Comunale n. 188 del 15-10-2010, abbia gi&agrave; preteso una cospicua somma di danaro da parte dei familiari dei defunti sepolti nella Cappella cimiteriale. A queste persone (e non al suddetto privato) adesso il Comune si rivolge con una non proprio gradita lettera.<br />Alcune testate giornalistiche hanno ripreso il nostro appello e noi ringraziamo le stesse per la corretta interpretazione del ruolo sociale a loro assegnato. Altre, i cui fili sono evidentemente mossi da Mangiafuoco, hanno preferito ignorare il problema, voltandosi dall&rsquo;altra parte. Le ragioni possono essere molteplici, ma con questo modo di fare il nostro territorio &egrave; costretto a ingoiare qualsiasi rospo avvelenato. L&rsquo;avversione per le voci critiche, infatti, &egrave; una caratteristica dei burattini che Mangiafuoco muove. L&rsquo;indifferenza nei confronti dei problemi che la gente deve affrontare giorno dopo giorno in questa &ldquo;valle di lacrime&rdquo;, poi, &egrave; una conferma di quanto stia a cuore alle marionette impacciate il progresso sociale del nostro comprensorio. Pronti a magnificare le gesta di un&rsquo;amministrazione che inaugura zone industriali in aperta campagna, non si rendono nemmeno pi&ugrave; conto delle parole che il Papa Benedetto XVI pronuncia: &ldquo;Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l&rsquo;agricoltura, come risorsa indispensabile per il futuro&hellip; il processo di industrializzazione ha talvolta messo in ombra il settore agricolo&rdquo;. Questi &ldquo;cristiani&rdquo; (se si professano tali) non si informano nemmeno sulle parole del Santo Padre e non si accorgono che la natura si sta rivoltando contro queste scelte scellerate: la vallata si allaga e loro pensano, credono e fanno credere che costruire zone industriali, financo nei siti di pregio ambientale e in zone alluvionali (nelle quali &ndash; in paesi civili &#8211; sarebbe interdetto qualsiasi insediamento), sia &ldquo;cosa buona e giusta&rdquo;. Ecco l&rsquo;evangelica informazione che ci propinano. E se qualcuno osa fiatare sui rifiuti tossici sparsi nella valle dell&rsquo;Eden, si &egrave; pronti a smentire anche l&rsquo;evidenza.<br />Questa non breve parentesi era doverosa perch&eacute; abbiamo cercato invano di interloquire con un&rsquo;amministrazione del Vallo di Diano tramite la stampa locale nell&rsquo;interesse di persone in carne ed ossa che hanno purtroppo subito una perdita di un caro e che, per loro sfortuna, si sono rivolti alla persona sbagliata, forse anche per l&rsquo;incuria (o la solerzia?) di chi avrebbe dovuto loro indicare altre strade. In altri paesi non avremmo nemmeno dovuto pietire l&rsquo;attenzione per questioni del genere. La &ldquo;carit&agrave; cristiana&rdquo; (come si usa dire!) avrebbe mosso gli animi anche dei pi&ugrave; duri di cuore. Qui si vuole insabbiare tutto a tutti i costi. Ma anche il silenzio della Giunta unanime va interpretato. E noi ne cogliamo l&rsquo;imbarazzo. E noi ci sdegniamo e continueremo a sdegnarci fintanto non avremo ottenuto attenzione per le famiglie dei defunti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rifiuti tossici nel Vallo Di Diano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/inquinamentoun_pezzo_di_gomorra_nella_valle_dell_eden/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 09:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei terreni (e forse anche nelle acque!) venivano sversati, a pi&#249; riprese, rifiuti tossici, cos&#236; come purtroppo si &#232; appreso dalla recente inchiesta Chernobyl condotta dal p.m. Donato Ceglie presso la lontana Procura di Santa Maria Capua Vetere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Riflessioni sulle condizioni ambientali e sociali del Vallo di Diano o di qualsiasi altra estensione territoriale omogenea del nostro Sud.</em></strong></p>
<p>Lembo meridionale della provincia di Salerno al confine con la Basilicata, un&rsquo;ubertosa e oblunga vallata &egrave; attraversata longitudinalmente dal fiume Tanagro. Dopo l&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia si intraprese la costruzione della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro, portata a termine nel 1892.</p>
<p>Agli inizi del secolo scorso la classe contadina del posto contribu&igrave; con le proprie braccia alla bonifica completa delle terre acquitrinose e malsane periodicamente invase dal Tanagro e dai suoi numerosi affluenti. Alcuni pagarono quell&rsquo;impegno con la vita, ma alla fine tutti intravidero un promettente futuro di riscatto sociale e di emancipazione culturale. Nacquero figli nobili nella Valle dell&rsquo;Eden e quella via di fuga ferrata li port&ograve; lontano, forse troppo lontano.</p>
<p>Nel 1987, col pretesto dei lavori di adeguamento, il traffico sulla linea ferroviaria venne interrotto; non &egrave; pi&ugrave; stato riattivato. Le sterpaglie ormai definitivamente occultano il tracciato delle due parallele metalliche che scorrono affianco al placido corso del Tanagro. L&rsquo;involuzione socio-economica successiva a quella data non si &egrave; fatta attendere.</p>
<p>E la Valle dell&rsquo;Eden conosce oggi conseguenze simili a quelle scaturite dalla maledizione di Gomorra. Una classe dirigente inamovibile non ha pi&ugrave; prestato attenzione alle richieste di modernit&agrave; della cittadinanza. Di contro, gli interessi particolari sono stati salvaguardati.</p>
<p>I terreni agricoli sono stati invasi da capannoni vuoti e zone industriali costruite, nell&rsquo;indifferenza di tutti, nelle zone di pregio ambientale, cos&igrave; come riconosciute nella Carta di Destinazione d&rsquo;Uso del Territorio redatta e approvata dalla Comunit&agrave; Montana.</p>
<p>A tale punto &egrave; giunta l&rsquo;insipienza di chi amministra che la vocazione agricola e turistica del territorio &egrave; stata snaturata per lasciare il posto al pervasivo cemento, comparso anche ad alta quota nel Parco Nazionale del posto per fini speculativi.</p>
<p>La risorsa acqua, sgorgante in surplus dai monti perimetrali, &egrave; stata occultata per improbabili fini irrigui e in parte inquinata fino al punto da rendere alcuni affluenti del Tanagro completamente privi di vita. Un tempo la fauna acquatica guizzava in quelle acque e il solo utilizzo di questi canali per l&rsquo;allevamento ittico sarebbe potuto diventare una fonte di ricchezza per gli abitanti del luogo.</p>
<p>Tuttavia, chi ha denunciato le continue morie di pesci veniva guardato con fastidio da alcune istituzioni locali. Forse perch&eacute; non si doveva sapere che nei terreni (e forse anche nelle acque!) venivano sversati, a pi&ugrave; riprese, rifiuti tossici, cos&igrave; come purtroppo si &egrave; appreso dalla recente <a href="http://is-is.facebook.com/topic.php?uid=127891313214&amp;topic=13692" target="_blank">inchiesta Chernobyl</a> condotta dal p.m. Donato Ceglie presso la lontana Procura di Santa Maria Capua Vetere.</p>
<p>E noi ancora a chiederci perch&eacute; qualcuno da lontano avesse capito cosa stava accadendo al nostro territorio, mentre qui abbiamo preferito tenere le bocche cucite.</p>
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		<title>Sul blitz dei Carabinieri del NAS a Polla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pollasul_blitz_dei_carabinieri_del_nas_a_polla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 15:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il blitz dei carabinieri del NAS, insieme a personale medico e veterinario dell'ASL di&#160; SALERNO, impone una reazione da parte del nuovo Commissario Straordinario della stessa ASL, prof. Francesco De Simone. Non si pu&#242; continuare a tollerare, come se fosse scelta logica, l&#8217;eliminazione delle cucine dagli Ospedali dell'ex ASL SA/3di Vallo della Lucania.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p> Il blitz dei carabinieri del NAS, insieme a personale medico e veterinario dell&#8217;ASL di&nbsp; SALERNO, impone una reazione da parte del nuovo Commissario Straordinario della stessa ASL, prof. Francesco De Simone. Non si pu&ograve; continuare a tollerare, come se fosse scelta logica, l&rsquo;eliminazione delle cucine dagli Ospedali dell&#8217;ex ASL SA/3di Vallo della Lucania. Non &egrave; logicamente accettabile, infatti, che i pasti per gli ammalati vengano &quot;cotti o semicotti&quot; a Vallo della Lucania, congelati a 0&deg;C, trasportati in camion refrigerati e poi &quot;rigenerati&quot; a Polla e S.Arsenio, da una ditta privata il cui appalto &egrave; scaduto da due anni. Neanche in zona di guerra i pasti dei soldati sono preparati in questo modo: esistono le cucine da campo! </p>
<p> Cos&igrave;, una riflessione &egrave; dovuta anche per l&#8217;emergenza&nbsp; sanitaria che, per legge (Legge Regionale n.2/94) e per logica, deve essere gestita dalla Centrale Operativa del 118 dell&#8217;Ospedale S. Leonardo di SALERNO. Gli ammalati gravi, infine, che seguono (ahinoi!) lo stesso percorso dei pasti a loro destinati, non dovrebbero pi&ugrave; continuare a viaggiare tra Polla e Vallo della Lucania. La nostra proposta in merito &egrave; quella di attrezzare una pista di atterraggio per l&rsquo;eliambulanza all&#8217;interno dell&#8217;Ospedale di Polla. </p>
<p> Crediamo, tuttavia, che allo stato attuale un ospedale militare da campo risponderebbe meglio all&#8217;emergenza sanitaria, visto che a Polla c&#8217;&egrave; un solo medico, per turno, in Pronto Soccorso e che un&rsquo;ambulanza, con relativo autista ed infermiere, viene impiegata&nbsp; come &quot;TAXI&quot; per trasferire ammalati e provette tra l&#8217;Ospedale di Polla e quello di S.Arsenio.</p>
<p> Un domanda per&ograve; sorge spontanea: ma come si fa, in seguito a carenze igienico-sanitaria riscontrate nel blitz, rendere tutto operativo (si immagina dopo una rapidissima disinfastazione e disinfettazione) dopo poche ore? Lo vorremmo sapere per suggerire ai dirigenti scolastici di adottare metodi simili nelle lunghe ore di disinfettazione dei locali dopo il transito di persone estranee alla scuola. In questo caso si deve davvero lodare l&rsquo;efficienza ospedaliera.&nbsp;  </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il dovere di tutelare i beni ambientali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo_di_dianoil_dovere_di_tutelare_i_beni_ambientali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 15:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Esiste un momento, nella vita di ognuno di noi, nel quale si riflette circa il destino di questa splendida astronave, dal nome Terra, in viaggio nell&#8217;universo dall&#8217;inizio dei tempi. E non ci si riferisce semplicemente alla nostra singola esistenza o a quella dell&#8217;intero genere umano, ma a quella dell&#8217;ecosistema del nostro pianeta. In questi momenti siamo pervasi da un sottile pessimismo, che per&#242; ci d&#224; forza per continuare a combattere per la preservazione dei beni ambientali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p> Esiste un momento, nella vita di ognuno di noi, nel quale si riflette circa il destino di questa splendida astronave, dal nome Terra, in viaggio nell&rsquo;universo dall&rsquo;inizio dei tempi. E non ci si riferisce semplicemente alla nostra singola esistenza o a quella dell&rsquo;intero genere umano, ma a quella dell&rsquo;ecosistema del nostro pianeta. In questi momenti siamo pervasi da un sottile pessimismo, che per&ograve; ci d&agrave; forza per continuare a combattere per la preservazione dei beni ambientali.&quot;<br /> E&rsquo; bastata una sentenza sfavorevole a qualche allegra combriccola locale, che intendeva abusare di un sito ricadente in zona protetta del nostro territorio, all&rsquo;interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, per scatenare un&rsquo;indefinibile (ma, per fortuna, solitaria) campagna mediatica volta a dimostrare l&rsquo;inopportunit&agrave; &ldquo;sociale&rdquo; di una decisione di un giudice che punisce, in modo esemplare, alcuni abusi. Noi non abbiamo gioito per la decisione del collegio giudicante: abbiamo semplicemente preso atto del dispositivo della sentenza di condanna. E abbiamo cos&igrave; compreso come sia stato necessario intervenire in questa delicata questione, nella quale si &egrave; sventrata una montagna a 1100 metri sul livello del mare, in zona 1 del Parco Nazionale e zona SIC, per ricavare una strada su suolo demaniale che doveva servire degli immobili ricavati da vecchi ovili. Questi immobili, a quanto sembra, dovevano ospitare attivit&agrave; turistiche. In questa vicenda, il Consulente Tecnico di Ufficio, ing. Marcello Romano, ha dichiarato che dall&rsquo;analisi dei documenti si evinceva non tanto la semplice presenza di abusi, ma, addirittura, una sorta di lottizzazione abusiva di un&rsquo;intera area protetta.<br /> La nostra partecipazione attiva al processo ha disturbato non poco la combriccola, s&rsquo;immagina. A difesa della stessa erano intervenuti anche i vertici degli enti locali, per dire che tutto era in regola. Ci s&rsquo;immagini. Dopo queste dichiarazioni e dopo una sentenza di primo grado di condanna per chi ha messo a repentaglio l&rsquo;integrit&agrave; della natura in zone protette (tra i quali anche un assessore del comune di Monte San Giacomo), le persone con un minimo di buon senso non vanno in giro a parlare di ambiente o a presiedere commissioni ambientali. Semplicemente si dimettono. E dire che il vicesindaco di Monte San Giacomo, gi&agrave; membro del consiglio di amministrazione del Parco, nel 2006 aveva dichiarato alla stampa che i lavori erano autorizzati. A noi risulta poco chiaro come sia possibile rilasciare permessi a costruire a privati su suolo demaniale. Ma tant&rsquo;&egrave;. Lo stesso amministratore &egrave; stato poi eletto presidente della Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano. Questo succede un po&rsquo; dappertutto, abbiamo imparato col tempo, &egrave; vero. Lo leggiamo dalla cronaca nazionale e non dobbiamo meravigliarci. Eppure, questo non pu&ograve; confortarci se, all&rsquo;inaugurazione dello Sportello Ambiente nel Vallo di Diano, alcune di queste persone parlano di tutela dei beni ambientali.<br /> A proposito di quest&rsquo;ultima iniziativa, che non possiamo non salutare con favore, a pochi giorni dall&rsquo;inaugurazione dello sportello (termine che vagamente ricorda certe pratiche bancarie), un simbolo fallico campeggia sui muri dell&rsquo;edificio che lo ospita, ai margini del parco urbano di Silla di Sassano. Nei pressi dello stesso parco urbano non &egrave; possibile transitare con la bicicletta senza rischiare di essere aggrediti da cani lasciati incustoditi. E, nonostante ci&ograve;, si organizzano delle passeggiate in bicicletta (meritoria attivit&agrave;, se calata in un contesto appropriato). Il dovere delle istituzioni di educare alla corretta gestione dell&rsquo;ambiente, allora, non pu&ograve; essere soltanto quello di insegnare a non buttare una cicca per terra (impresa impossibile per alcuni!), ma deve tendere a fornire esempi costruttivi, affinch&egrave; chi ci ascolta possa effettivamente comprendere quanto siano sentite le nostre parole. E dire che vi &egrave; stato un tempo in cui chi si apprestava a gestire la raccolta differenziata dei rifiuti a livello comprensoriale, presiedendo una societ&agrave; per azioni a capitale pubblico, chiedeva ai cittadini, proprio da quello stesso luogo, sacrifici economici per rendere efficace questo importante momento per la salvaguardia dell&rsquo;ambiente. Promise di redere pi&ugrave; lievi quei sacrifici col tempo. Invece, come spesso accade quando i sacrifici di tanti vanno a finanziare una qualsiasi attivit&agrave; (gestita da pochi), i rincari successivi sono stati ragguardevoli e la memoria di quella promessa cancellata. E inoltre, perch&eacute; non debba tristemente ripetersi la storia di quel luogo, gi&agrave; destinato a varie altre improbabili funzioni, ci si augura almeno che le immagini falliche sui muri e la presenza dei cani aggressivi nel vicino parco urbano non siano un segnale di perdita di memoria di quel discorso sulle cicche delle sigarette. Per il nostro comprensorio, aggredito dal cemento selvaggio di vari ecomostri e teatro di sversamenti periodici di rifiuti tossici, anche il discorso della cicca di sigaretta va bene come inizio, sempre che poi si lotti con forza contro l&rsquo;abbandono delle cicche per strada. E se non si sar&agrave; costretti a far chiudere gli occhi ad adolescenti scampati alle aggressioni canine che entrano nei locali dello Sportello Ambiente per ritirare il contenitore del vetro in questi giorni, sar&agrave; ancora un altro passo avanti. E sarebbe bello, infine, che nelle zone di pregio ambientale, cos&igrave; come riconosciute dalla &ldquo;Carta di destinazione d&rsquo;uso del territorio&rdquo; approvata dalla Comunit&agrave; Montana del Vallo di Diano nel 2003, non si costruissero le zone industriali. Ma questi gridi di allarme, lo so, saranno del tutto inascoltati, perch&eacute; il dio cemento possa scorrere senza limiti anche l&agrave; dove resiste l&rsquo;ultima testimonianza di macchia paludosa, dove abitano a frotte le taccole, le beccacce, le anatre e dove, nei periodi migratori, trovano ostello gli aironi cinerini. E allora forse sar&agrave; bene limitarsi a parlare solo delle cicche delle sigarette, senza scomodare troppo temi pi&ugrave; importanti, che potrebbero inficiare le entrate e le uscite di altri pi&ugrave; cospicui sportelli, pubblici e privati. L&rsquo;immagine fallica sparir&agrave;, e forse ricomparir&agrave; col tempo. I cani, ora liberi di aggredire i passanti, verrano benevolmente redarguiti, ma poi torneranno a scorrazzare nel parco urbano insieme a motocicli rombanti. Un altro ciclo storico di quel luogo sar&agrave; cos&igrave; completo, in attesa di un altro e poi di una altro ancora. Il dovere di scrivere queste cose e di lottare per la tutela dell&rsquo;ambiente, per&ograve;, rester&agrave; immutato.<br /> &nbsp; </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arretriamo sul fronte dei diritti e il buon senso è una merce molto rara</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/involuzioniarretriamo_sul_fronte_dei_diritti_e_il_buon_senso_e_una_merce_molto_rara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 11:27:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Vallo di Diano, a un docente portatore di handicap &#232; stato negato, di fatto, il diritto di scelta di una persona di sua fiducia per l'accompagnamento, nell'ambito della tutela della propria integrit&#224; fisica, e per l'ausilio nei compiti di docenza. Il Dirigente ha negato il permesso al coniuge di un docente portatore di handicap di assistere lo stesso.&#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ARRETRIAMO SUL FRONTE DEI DIRITTI E IL BUON SENSO ORMAI SEMBRA ESSERE MERCE MOLTO RARA</p>
<p>Quanto sta accadendo a Pomigliano d&#8217;Arco, indipendentemente dal giudizio che ognuno di noi pu&ograve; dare sulla necessit&agrave; di accettare una sorta di ricatto sui diritti conquistati attraverso anni di lotta e, in particolare, sul diritto al lavoro sancito della nostra Costituzione (art. 4), deve suonare come un campanello d&#8217;allarme per tutti. In tempi in cui si contrattano opere d&#8217;arte per milioni di euro e si varano splendide imbarcazioni nei nostri mari, si arretra pesantemente sul fronte dei diritti dei lavoratori. In tempi in cui la concentrazione della ricchezza si addensa sempre di pi&ugrave; in poche mani, che sono anche quelle grondanti del sangue dei servitori dello Stato sparso nelle stragi che si sono consumate nell&#8217;omert&agrave; pi&ugrave; bieca di quest&#8217;ultimo tetro ventennio, anche i diritti dei portatori di handicap, che dovrebbero essere specialmente tutelati dalla legge, vengono palesamente (e non sappiamo quanto impunemente) negati. </p>
<p>Quest&#8217;incipit vuole servire solo da sfondo a quanto accaduto di recente nel Vallo di Diano durante lo svolgimento degli esami presso un Istituto di Scuola Media. A un docente portatore di handicap &egrave; stato negato, di fatto, il diritto di scelta di una persona di sua fiducia per l&#8217;accompagnamento, nell&#8217;ambito della tutela della propria integrit&agrave; fisica, e per l&#8217;ausilio nei compiti di docenza. In effetti, il Dirigente ha negato il permesso al coniuge di un docente portatore di handicap di assistere lo stesso, nella sua funzione, durante lo svolgimento degli esami. Dobbiamo ricordare che la tutela della persona portatrice di handicap va riconosciuta, nell&#8217;ambito dell&#8217;organizzazione del lavoro, anche in un Istituto Scolastico (perch&eacute; no?), in quanto la Costituzione, nel suo art. 2, prevede che si riconoscano &quot;i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit&agrave;&quot;. Esiste anche l&#8217;obbligo, sempre per quanto concerne la tutela dell&#8217;integrit&agrave; fisica e la personalit&agrave; morale del lavoratore, di quella solidariet&agrave; sociale prevista sempre nell&#8217;art. 2. In tempi in cui si varano fantastiche barche nei nostri azzurri mari, &egrave; forse meno urgente la lettura della nostra Costituzione?</p>
<p>Parlando con il docente che mi ha raccontato l&#8217;accaduto, ho visto il baratro nel quale stiamo sprofondando come societ&agrave; di ricchi sfondati, di delinquenti che si arrischiscono impuniti, rubando soldi pubblici o truffando, e di persone normali, le quali sono state quasi private dei loro diritti. Ci siamo detti che, laddove non dovesse arrivare la legge (che intanto arriva a definire molto bene queste questioni) dovrebbe arrivare il buon senso. Che manca, tuttavia. S&#8217;immagini allora la posizione di un docente non vedente in una scuola di normodotati: bisognerebbe adottare ogni misura idonea affinch&eacute; questa persona possa essere messa in grado di svolgere il suo ruolo in modo dignitoso. Ho avuto modo anche di capire che, in questo mondo in cui chi vara le fantastiche barche nel nostro azzurro mare chiama (o fa chiamare, a comando) fannulloni i docenti, questi, nonostante potrebbero essere esentati dal prestare la loro opera, sono presenti in aula anche in questi giorni d&#8217;esami. E correggono prove, mentre altri si sollazzano su lussuose imbarcazioni. E se per questi eroi della vita quotidiana non c&#8217;&egrave; pi&ugrave; spazio, allora lo dicano chiaro e tondo che ormai abbiamo toccato di questo baratro il fondo.</p>
<p>*Responsabile della sede Codacons di Sala Consilina</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roberto De Luca: tra cittadini e servi della gleba</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sala_consilinaroberto_de_luca_tra_cittadini_e_servi_della_gleba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[&#34;Entrato in quel caff&#232;, io non pensavo... &#34; di trovare quella lettera aperta (senza data) firmata dal Comitato Civico &#34;Ponte Cappuccini&#34;. Il titolo: &#34;Cosa bisogna fare affinch&#233; il Sindaco di Sala Consilina, dall'alto della sua prestigiosa carica, degni attenzione a quei cittadini considerati servi della gleba...!!!&#34;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Un tranquillo sabato in paese, a Sala Consilina. Il flusso di traffico sull&#8217;arteria principale ben regolamentato dalla Polizia Municipale, oggi al gran completo. Qualche pedone indisciplinato non attraversa sulle strisce pedonali, ma la gran parte di giovani studenti &egrave; attenta e consapevole della presenza dei vigili. Una festa vederli alle 8:15 attendere l&#8217;inizio delle attivit&agrave; scolastiche. Forse sar&agrave; il ricordo inconsapevole di quando anche noi aspettavamo distratti e un po&#8217; assonnati il suono della campanella sui marciapiedi di Sala Consilina. Parcheggio l&#8217;auto e mi mescolo a questa fantastica promessa di vita futura per sottopormi, di l&igrave; a poco, a un prelievo di sangue. Subito dopo il lieve salasso (quasi nulla, forse, al confronto di quello che ci aspetter&agrave; per effetto della manovra finanziaria!), rompo il digiuno mattutino con un cappuccino e un cornetto. Eppure, &quot;entrato in quel caff&egrave;, io non pensavo&#8230; &quot; di trovare quella lettera aperta (senza data) firmata dal Comitato Civico &quot;Ponte Cappuccini&quot;. Il titolo: &quot;Cosa bisogna fare affinch&eacute; il Sindaco di Sala Consilina, dall&#8217;alto della sua prestigiosa carica, degni attenzione a quei cittadini considerati servi della gleba&#8230;!!!&quot;. I punti esclamativi abbondano, ma nessuna traccia di un punto interrogativo. Vado oltre nella lettura e vedo che, al di l&agrave; dell&#8217;invettiva, qualche contenuto c&#8217;&egrave;. Infatti, si legge: &quot;&#8230; non si sa se &egrave; stata interessata la Sovraintendenza per lo scavo dell&#8217;antica Chiesa di Santa Maria e per l&#8217;eventuale recupero delle ossa dei defunti o resti sacri&quot;. Nel citare i lavori di riqualificazione ambientale nel centro storico, inoltre, si parla di &quot;reintegro dei suoli comunali arbitrariamente occupati&quot;. Le cose diventano interessanti, ma ci&ograve; resta una denuncia vaga. Una frase indicativa, che mi ha colpito moltissimo (forse anche aprendo una piccola ferita non ancora rimarginata), &egrave; la seguente: &quot;&#8230;vorremmo dire la nostra, anche perch&eacute;, non avendo voce in consiglio e non potendo fondare sulla minoranza, che paga di piccoli contentini, si consuma su battaglie di retrovia e non su temi fondanti, ci rivolgiamo direttamente ai cittadini&quot;. In un altro passaggio si afferma che &quot;&#8230; autorit&agrave; e lagalit&agrave; sono praticamente un mesto ricordo&quot;. Si conclude dicendo: &quot;Invitiamo, dunque, le forze ancora sane non corrotte della popolazione a pensare di porre in essere azioni che possano delegittimare questi tristi soggetti&quot;.  </p>
<p> Incomincerei proprio dall&#8217;ultima frase, che mi sembra la pi&ugrave; meritevole di commento. Chiariamo allora subito che, in democrazia, la legittimazione di una compagine amministrativa avviene attraverso il voto. L&#8217;amministrazione attuale, avendo ottenuto la maggioranza dei voti, ha quindi il diritto-dovere di amministrare il paese. Le elezioni sono pertanto un momento importantissimo della vita politica di un comune, di una regione, di una nazione. Ed ecco perch&eacute; bisognerebbe prestare massima attenzione affinch&eacute; le operazioni di voto e la campagna elettorale si svolgessero nel modo pi&ugrave; corretto possibile. Purtroppo assistiamo a varie forme di comportamenti anomali, che sembra non si vogliano correggere. Vi porto due esempi.  </p>
<p> Il primo &egrave; quello dei manifesti selvaggi e dei cartelloni Hollywoodiani delle nostre zone. A Policastro, un povero operaio ha perso la vita per affiggere, su una casa in costruzione, dei manifesti, forse non consapevole del fatto che quello che stava facendo era illegale. Una vita si sarebbe salvata se qualcuno avesse fatto intendere chiaro e tondo che i manifesti si affiggono solo negli spazi consentiti in campagna elettorale. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo, perch&eacute; forse siamo tutti vogliosi di ammirare i soliti noti faccioni anche sui bidoni della raccolta differenziata. Dei ragazzi avrebbero evitato la zuffa, nelle ultime elezioni regionali, se qualcuno avesse spiegato loro che i manifesti vanno affissi l&agrave; dove il Comune, attraverso una delibera di giunta, concedendo degli spazi numerati, ci indica. Si eviterebbe cos&igrave; spreco di carta, di soldi e, a volte, anche di preziosissime vite umane. Ma nessuno parla, perch&eacute; i politici sono intoccabili: i loro volti sacri affissi a imperitura memoria sui pilastri dei ponti autostradali.  </p>
<p> Un altro episodio &egrave; quello dell&#8217;intrufolarsi dei candidati nei seggi elettorali con un escamotage: farsi designare rappresentanti di lista. In un Comune di qualche migliaio di anime, qualcuno mi ha detto che almeno nelle cabine elettorale avrebbe voluto sentirsi libero; invece, un candidato rappresentante di lista (e di se stesso?) stava a ridosso della cabina stessa. Nessuna traccia del &quot;solido tramezzo&quot;, poi, in alcuni seggi per permettere al pubblico (quello s&igrave;!) di seguire le operazioni di voto. E, nonostante queste cose siano state denunciate da qualche tempo, nessuno fa nulla, come se questi paesi fossero quasi destinati a un lento declino verso quell&#8217;illegalit&agrave; che serve solo ai potenti di turno, cos&igrave; come anche denunciato nella missiva raccolta nel caff&egrave; di Sala Consilina.  </p>
<p> Eppure, se la denuncia e, a volte, l&#8217;invettiva, servono per smuovere qualche torpore, i metodi democratici ci impongono altri comportamenti. Oscurata malamente la nostra lista nelle ultime elezioni comunali dalle due restanti compagini (che io stesso definii &quot;liste fotocopia&quot;, cos&igrave; come sembra convenire adesso il Comitato Civico &quot;Ponte Cappuccini&quot;, di cui non conosco i componenti) approfittai delle poche occasioni pubbliche per poter manifestare il mio disappunto sul comportamenbto anche delle istituzioni preposte al controllo del territorio: non avevano mai visto i cartelloni Hollywoodiani e non avevano mai ascoltato ci&ograve; che gridavo nei comizi di quartiere: ci stavano coprendo, sistematicamente, i nostri manifesti e stavano adottando metodi di campagna elettorale illecita. Sono arrivati persino a farci parlare al buio a Trinit&agrave; di Sala Consilina e a far smarrire le chiavi del cancello delle Scuole Elementari di Viscigliete, nel cui piazzale avremmo dovuto tenere un comizio, cos&igrave; come la sera precendente aveva fatto il sindaco uscente (poi riconfermato). Noi abbiamo parlato nella penombra, in un&#8217;atmosfera surreale a Trinit&agrave;, e sul marciapiede a Viscigliete, mentre la gente stava per strada e mentre i lacch&eacute; dell&#8217;amministrazione passavano con la macchina, godendosi lo spettacolo sotto gli occhi della Polizia Municipale. E&#8217; stata una campagna elettorale coretta? No, per molti versi non lo &egrave; stata; epper&ograve;, il responso delle urne &egrave; stato netto, anche perch&eacute; si &egrave; fatto leva sul &quot;voto utile&quot;. Ecco allora che, il vero voto utile sarebbe stato quello di dare a una compagine che faceva della trasparenza e della legalit&agrave; le sue prerogative, cos&igrave; come conferma questa invettiva del Comitato Civico &quot;Ponte Cappuccini&quot;.  </p>
<p> Concludo dicendo che mi piacerebbe incontrare i componenti del Comitato. Innanzitutto per redarguirli sui metodi e sulle parole utilizzate (lo dico senza riserve!), ma poi anche per consigliare loro di invitare l&#8217;amministrazione a rispondere alle loro richieste poste in modo scritto (sembra gi&agrave; da molto tempo), ai sensi della legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (241/90 e ss.mm.). Infatti, al responsabile del procedimento amministrativo corre l&#8217;obbligo di rispondere alle istanze del cittadino se, appunto, quest&#8217;ultimo non &egrave; considerato un &quot;servo della gleba&quot;. E poi, vorrei dire che, se i membri del Comitato non hanno ascoltato quello che dicevamo in campagna elettorale, almeno facessero ammenda di questa mancanza e condessero alla nostra compagine una seconda opportunit&agrave;; ovvero, dessero a noi l&#8217;opportunit&agrave; di ribadire, a tu per tu, quanto sia importante portare la voce del cittadino (ma solo nei modi opportuni!) in un consesso che, appena dopo un anno, sembra gi&agrave; appiattito sulla solita gestione bipartisan delle cose: liste fotocopia, appunto. Facile previsione la nostra, dopo aver guardato l&#8217;ibrida composizione delle due compagini avversarie, ugualmente formate da elementi di centro-destra e di centro-sinistra, trattino pi&ugrave;, trattino meno, al netto dei soliti trasformismi.  </p>
<p> Roberto De Luca  </p>
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