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	<title>Rosa Romano | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Feb 2026 01:55:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>“Ce l’hanno con me”: quanto paga il vittimismo in politica?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ce-lhanno-con-me-quanto-paga-il-vittimismo-in-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 12:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[vittimismo in politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi amministra o governa comunica sempre un’immagine di sé. Non è solo una questione di carattere o temperamento personale, ma di stile narrativo. C’è l’amministratore risolutivo, quello tecnico, quello visionario. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi amministra o governa comunica sempre un’immagine di sé. Non è solo una questione di carattere o temperamento personale, ma di stile narrativo. </p>



<p>C’è l’amministratore risolutivo, quello tecnico, quello visionario. E poi c’è il vittimista, colui che costruisce il proprio racconto pubblico attorno a un messaggio semplice e ricorrente: <em>“ce l’hanno tutti con me”</em>. In comunicazione politica il vittimismo è una leva potente, e proprio per questo pericolosa. Non nasce come sfogo emotivo davanti alle critiche, ma come strategia consapevole, pensata e messa in scena per orientare il consenso e governare il conflitto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi immediati del vittimismo</h2>



<p>Presentarsi come perseguitati, ostacolati o ingiustamente attaccati consente di ottenere alcuni vantaggi comunicativi immediati:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Ottenere empatia e solidarietà</h3>



<p>Chi percepisce un’ingiustizia tende istintivamente a “ripararla”, è un meccanismo semplice quasi primordiale. Così nasce un gruppo coeso attorno all’amministratore &#8220;bersaglio&#8221;, un <em>noi</em> che si stringe a difesa di chi si racconta come vittima.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Spostare l’attenzione</h3>



<p>Il discorso pubblico scivola dal merito delle decisioni alla ricerca del colpevole di turno, dal “cosa è stato fatto” a “chi ci ha impedito di fare di più”: i media, l’opposizione, la burocrazia, i cittadini critici, talvolta persino fattori esterni e incontrollabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Polarizzare il dibattito</h3>



<p>“Noi perseguitati” contro “loro oppressori” è una contrapposizione che rafforza la fedeltà interna e riduce lo spazio per le critiche quindi chi contesta viene automaticamente collocato nel campo degli aggressori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Ottenere una licenza morale</h3>



<p>Quando un amministratore riesce a farsi percepire come vittima, gli si perdona tutto e errori, incoerenze ed eccessi diventano più tollerabili. Il confronto sui contenuti e sui programmi si restringe al terreno dell’emotività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti e i rischi del vittimismo</h2>



<p>Questa strategia funziona soprattutto nel <strong>breve periodo</strong>. All’inizio genera empatia, poi rischia di stancare e se non è sostenuta da credibilità, capacità amministrativa e visione, finisce per logorare chi la utilizza. Il rischio è che l’amministratore smetta di apparire come guida e inizi a sembrare il commentatore permanente del proprio disagio. Inoltre, chi costruisce consenso solo sulla contrapposizione è costretto a trovare continuamente nuovi nemici per mantenere alta l’attenzione. Il conflitto diventa fine a se stesso, e il consenso evapora non appena il clima si normalizza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La contro-strategia comunicativa</h2>



<p>Esiste una contro-strategia a questo stile comunicativo? Sì, ed è anche la più efficace: cambiare il frame. Non entrare nel registro vittimistico, non rispondere sul piano emotivo ma riportare costantemente la discussione su fatti, dati, responsabilità e competenze. Spostare il centro della scena proprio su ciò da cui il vittimismo cerca di distrarre.</p>



<p>Perché in politica si possono anche ottenere applausi recitando la parte della vittima ma la fiducia si costruisce solo restando lucidi e parlando di ciò che conta davvero, vale a dire le scelte e le conseguenze.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi che non esplodono, come gestirle? Due casi a confronto: da Meloni al ponte Caiazzano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/crisi-che-non-esplodono-come-gestirle-due-casi-a-confronto-da-meloni-al-ponte-caiazzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 15:43:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisis management]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[ponte caiazzano]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando ammettere un errore diventa strategia Chi amministra lo sa bene, prima o poi arriva quella domanda scomoda. In un consiglio comunale, in una conferenza stampa, davanti a un microfono. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando ammettere un errore diventa strategia</strong></h2>



<p>Chi amministra lo sa bene, prima o poi arriva quella domanda scomoda. In un consiglio comunale, in una conferenza stampa, davanti a un microfono. È la domanda che tiene insieme aspettative, risultati percepiti e temi sensibili per l’opinione pubblica. Ed è lì che si misura la capacità di gestione comunicativa. Come la si affronta?</p>



<p>La conferenza stampa di inizio anno della Presidente del Consiglio ha offerto un caso di studio utile per chi fa politica e per chi si occupa di comunicazione politica.</p>



<p>Tra le domande, una ha toccato in maniera critica il tema della sicurezza: la destra è al governo da oltre tre anni e i risultati sono percepiti come insufficienti su uno dei suoi temi identitari. La risposta ha seguito una traiettoria chiara, la Presidente ha ammesso di non essere soddisfatta dei risultati raggiunti e, subito dopo, ha elencato quanto il governo ha fatto finora.</p>



<p>Una risposta che, a uno sguardo superficiale, può apparire contraddittoria o persino autolesionista. A uno sguardo più attento, invece, rivela una logica comunicativa precisa dentro il perimetro di <strong>crisis management reputazionale</strong>.</p>



<p>La sicurezza non è un fatto episodico ma un tema strutturale che produce aspettative elevate e identità politica forte e che nel caso del governo, a fronte di risultati percepiti come insufficienti, sta generando una frizione tra promesse e realtà. Siamo di fronte a una cosiddetta <em>slow-burn crisis</em>: crisi che non esplodono ma sedimentano.</p>



<p>In casi come questo il rischio è la costruzione progressiva di un frame: “promesse non mantenute”, “inefficacia”, “distanza tra narrazione e realtà”. Qui la comunicazione deve smettere di essere ordinaria e diventare gestione del rischio reputazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’ammissione controllata e cambio del criterio di valutazione  </strong></h2>



<p>Dal punto di vista teorico, l’ammissione iniziale della Presidente non è una confessione di fallimento ma una concessione controllata. Quando una critica è già presente nello spazio pubblico, negarla frontalmente finisce per rafforzare il frame avversario. Parlarne, invece, consente di governarla.</p>



<p>Dire “non sono soddisfatta” ha significato:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sottrarre al giornalista il monopolio del giudizio;</li>



<li>mostrarsi consapevole del problema senza attribuirsi colpe specifiche;</li>



<li>posizionarsi come leader esigente, non autoassolutorio.</li>
</ul>



<p>È una formula che lavora sull’<em>ethos</em> ovvero sulla credibilità non l’infallibilità. Un registro particolarmente efficace quando il pubblico di riferimento non chiede perfezione ma determinazione e controllo.</p>



<p>La seconda parte della risposta, l’elenco delle misure adottate, non serve tanto a convincere chi è critico quanto a spostare il criterio di valutazione. Quando i risultati sono contestabili o non immediatamente misurabili, la comunicazione deve valorizzare il processo: leggi approvate, risorse stanziate, strumenti messi in campo. Non è un espediente retorico casuale, ma una tecnica consolidata di issue management.</p>



<p>In questo modo il messaggio implicito racconta che i risultati non sono ancora quelli attesi ma la direzione è chiara e l’azione è in corso. È una strategia che mira a contenere l’erosione di credibilità su un tema identitario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando la crisi reputazionale viene lasciata sedimentare: il caso del ponte Caiazzano</strong></h2>



<p>Quando le crisi non esplodono, quindi, diventano più difficili da governare. La vicenda del ponte tra Sassano e Padula è esemplare per il modo in cui la comunicazione della Provincia di Salerno ha accompagnato, o meglio non ha accompagnato, il trascorrere del tempo.</p>



<p>Anche qui, <em>mutatis mutandis</em>, non siamo di fronte a una crisi politica emergenziale in senso classico ma all’interno del perimetro di crisis management reputazionale e preventivo.</p>



<p>Il tema è il ritardo di un’opera che si protrae da diversi anni. In questo caso specifico, l’errore è la scelta implicita di considerare la criticità come un fatto amministrativo ordinario e non vederci una crisi reputazionale. Mesi di silenzio alternati a promesse formulate in modo condizionato e continuamente rinviate, assenza di aggiornamenti regolari, quindi una comunicazione discontinua e prevalentemente difensiva. Sono tutti elementi che sommati hanno prodotto un effetto preciso ovvero trasferire l’incertezza sul cittadino e rafforzare la percezione di assenza di controllo.</p>



<p>Quando accade questo, la comunicazione smette di essere neutra e diventa essa stessa parte della crisi. Non perché dica cose false, ma perché arriva fuori tempo massimo e senza una strategia di presidio continuativo della relazione Istituzione-cittadino. Una criticità infrastrutturale, in questo caso, si è trasformata in una crisi reputazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lezioni operative </strong></h2>



<p>Da questi due casi messi a confronto si possono trarre alcune lezioni concrete.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non tutte le crisi fanno rumore. Molte si manifestano come domande scomode, malcontento diffuso, aspettative deluse. Ignorarle significa lasciare che si trasformino in narrazione dominante.</li>



<li>Ammettere un limite non equivale ad ammettere incompetenza. Se l’ammissione è circoscritta e immediatamente accompagnata da un quadro di azione concreto, può rafforzare l’immagine di controllo.</li>



<li>La comunicazione non serve a negare la realtà ma a governarne la percezione. Spiegare il processo funziona solo prima che la fiducia si rompa.</li>



<li>La leadership si misura anche nella gestione delle frizioni, non solo nei momenti favorevoli. È lì che si costruisce o si perde credibilità nel medio periodo.</li>
</ul>



<p>In un contesto politico sempre più esposto, la vera competenza non è evitare le domande scomode ma riconoscere per tempo quando una questione può diventare una crisi reputazionale e agire prima che sia troppo tardi.   </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando una crisi aumenta la visibilità: cosa la politica locale può imparare dal caso Delcy Rodríguez</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-una-crisi-aumenta-la-visibilita-cosa-la-politica-locale-puo-imparare-dal-caso-delcy-rodriguez/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 15:18:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisis communication]]></category>
		<category><![CDATA[delcy rodriguez]]></category>
		<category><![CDATA[politica locale]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[Subito dopo il blitz statunitense in Venezuela, l’account Instagram di Delcy Rodríguez, vicepresidente di Nicolas Maduro e oggi presidente ad interim, ha registrato un’impennata significativa passando da circa 500 mila [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Subito dopo il blitz statunitense in Venezuela, l’account Instagram di Delcy Rodríguez, vicepresidente di Nicolas Maduro e oggi presidente ad interim, ha registrato un’impennata significativa passando da circa 500 mila a 575 mila follower (oggi 648 mila), come segnalato dal data analyst di Arcadia Domenico Giordano. Un dato apparentemente secondario.  </p>



<p>L&#8217;incremento numerico preso isolatamente direbbe poco. Inserito invece nel contesto di una crisi geopolitica ad alta intensità simbolica, diventa un segnale interessante di come l’attenzione pubblica si redistribuisca nei momenti di discontinuità e di come la comunicazione digitale agisca da acceleratore di visibilità politica.  </p>



<p>Meccanismi che non appartengono solo alle grandi crisi internazionali e che, a livello locale, risultano spesso ancora più evidenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La crisi come rottura dell’ordine comunicativo</strong></h2>



<p>Ogni crisi profonda produce prima di tutto una frattura narrativa. Le gerarchie si indeboliscono, i ruoli si ridefiniscono, le fonti considerate autorevoli vengono messe alla prova. In questo vuoto temporaneo, figure politiche fino a quel momento laterali possono diventare improvvisamente centrali.</p>



<p>È un meccanismo osservabile anche in contesti territoriali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>nelle crisi amministrative, quando consiglieri o assessori vedono ampliarsi in modo inatteso la propria esposizione mediatica;</li>



<li>negli scandali o nelle transizioni forzate tra sindaci o presidenti e i loro vice, quando l’attenzione pubblica si sposta su chi “tiene la posizione” mentre il sistema politico-istituzionale si riorganizza.</li>
</ul>



<p>La crisi, dunque, non crea consenso. <strong>Crea attenzione</strong>. Ed è l’attenzione la vera moneta della comunicazione politica contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Follower, attenzione e falsa equivalenza con il consenso</strong></h2>



<p>L’aumento dei followers di un profilo politico durante una crisi non va mai letto come adesione ideologica. È piuttosto l’indicatore di un fenomeno più ampio: un effetto temporaneo di curiosità e di ricerca di fonti dirette in un contesto informativo instabile.</p>



<p>Nei momenti di alta incertezza, i social network diventano spazi di osservazione prima ancora che di partecipazione. Si segue per capire, per monitorare, per interpretare. In questo senso, la crescita dell’audience digitale rappresenta un <strong>capitale di attenzione volatile</strong>, che può dissolversi rapidamente oppure essere trasformato in legittimazione e autorevolezza percepita.</p>



<p>Qui si innesta il nodo centrale della comunicazione politica nelle crisi: <strong>la gestione del potere narrativo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comunicare nella crisi: un problema strategico</strong></h2>



<p>Senza entrare nel merito della singola scelta comunicativa, il caso Rodríguez consente di richiamare alcuni principi strutturali che valgono in ogni contesto di crisi, internazionale o locale.</p>



<p>Il primo è la <strong>tempestività</strong>, che non coincide con l’istintività. Comunicare presto non significa comunicare in modo impulsivo, ma occupare rapidamente lo spazio narrativo prima che venga colonizzato da interpretazioni esterne.</p>



<p>Il secondo è il <strong>posizionamento</strong>. In una crisi, la domanda implicita del pubblico è sempre la stessa: <em>chi parla e a che titolo</em>. Chiarezza di ruolo e coerenza di postura diventano elementi essenziali di credibilità.</p>



<p>Il terzo è la <strong>coerenza narrativa</strong>. In un ecosistema informativo frammentato, la ripetizione di messaggi chiave, la linearità del racconto e l’assenza di contraddizioni sono ciò che distingue una comunicazione strategica da una reattiva.</p>



<p>Infine, l’<strong>engagement</strong>. Non come obiettivo quantitativo, ma come segnale di relazione. La crisi apre una finestra di ascolto reciproco che, se ignorata, si richiude rapidamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla geopolitica alla dimensione locale</strong></h2>



<p>In contesti territoriali ristretti, una crisi amministrativa, un’emergenza improvvisa o una decisione controversa producono picchi di attenzione comparabili, in proporzione, a quelli globali.</p>



<p>La differenza sta nella preparazione. Molti amministratori locali continuano a considerare la comunicazione come una funzione accessoria, salvo poi scoprirne la centralità proprio quando il sistema entra in tensione.</p>



<p>Eppure, è in quei momenti che la comunicazione digitale smette di essere strumento accessorio e diventa <strong>infrastruttura politica</strong>: il luogo in cui si costruisce fiducia e si governa la percezione pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La crisi come test di competenza comunicativa</strong></h2>



<p>Una crisi non è mai neutra. Espone fragilità ma rende visibili anche competenze. Dal punto di vista della comunicazione politica, rappresenta un test severo: non premia chi parla di più, ma chi riesce a <strong>orientare l’interpretazione degli eventi.</strong></p>



<p>Il caso di Delcy Rodríguez, al di là delle valutazioni politiche, mostra come l’attenzione possa spostarsi rapidamente verso figure considerate secondarie e come la comunicazione digitale sia oggi uno degli snodi principali nella costruzione della rilevanza politica.</p>



<p>Per chi amministra territori e comunità locali, la lezione è chiara e, forse, inquietante: <strong>nelle crisi non comunicare è già una scelta comunicativa</strong>. E spesso è la più rischiosa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Sopralluogo urgente al ponte Tanagro», l&#8217;appello del giornalista Cusati a Cirielli e Fico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sopralluogo-urgente-al-ponte-tanagro-lappello-del-giornalista-cusati-a-cirielli-e-fico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 08:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[edmondo cireilli]]></category>
		<category><![CDATA[ponte tanagro]]></category>
		<category><![CDATA[roberto fico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il giornalista Pietro Cusati lancia un appello pubblico ai due candidati alla Presidenza della Regione Campania, Roberto Fico ed Edmondo Cirielli, affinché si rechino personalmente al ponte Tanagro per constatarne [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il giornalista Pietro Cusati lancia un appello pubblico ai due candidati alla Presidenza della Regione Campania, Roberto Fico ed Edmondo Cirielli, affinché si rechino personalmente al ponte Tanagro per constatarne le condizioni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«<em>Sono trascorsi quattro anni dalla chiusura del ponte sul fiume Tanagro, lungo 46 metri, e i lavori sono fermi da mesi. Ancora oggi non c’è una data certa per la riapertura: un fatto inaccettabile per i cittadini e per le attività economiche del Vallo di Diano</em>», denuncia Cusati.</p>
</blockquote>



<p>«<em>Il ponte, infrastruttura strategica per la mobilità dell’intero comprensorio, è diventato simbolo di inefficienze tecniche e burocratiche. Dopo anni di lavori e di relazioni geologiche, si è scoperto che i pali di fondazione non reggono il peso della struttura, “una sorpresa geologica&#8221; che non può giustificare quattro anni di stallo</em>» anche perché «<em>in precedenza è stata redatta una corposa relazione geologica</em>.»</p>



<p>Cusati sottolinea come la chiusura del Ponte Tanagro abbia provocato disagi enormi alla popolazione, oltre a gravi danni economici per aziende e servizi locali: «<em>È inaccettabile che un’infrastruttura essenziale resti paralizzata da quattro anni, senza un percorso alternativo adeguato, senza cartello di cantiere e senza alcuna misura di sicurezza. Il Vallo di Diano è stato abbandonato da istituzioni provinciali, regionali e nazionali.</em>»</p>



<p>L’appello del giornalista è rivolto non solo ai candidati alla Presidenza della Regione, ma anche alla Provincia di Salerno e alla Regione Campania, affinché forniscano risposte chiare e tempi certi per la conclusione dei lavori e la restituzione alla comunità di un’infrastruttura vitale.</p>



<p>Cusati, da anni mantiene viva l’attenzione sulla vicenda, è stato promotore di una raccolta firme e di <a href="https://www.giornaledelcilento.it/ieri-incontro-su-ponte-tanagro-nessuna-data-certa-per-la-riapertura/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/ieri-incontro-su-ponte-tanagro-nessuna-data-certa-per-la-riapertura/">incontri tra cittadini e istituzioni</a>, continua ad aggiornare costantemente, attraverso i social, l’opinione pubblica sullo stato dei lavori. Conclude l&#8217;appello con un monito deciso: «<em>Il Ponte Tanagro è diventato, a livello europeo, il simbolo del degrado della burocrazia italiana nella gestione delle opere pubbliche. È tempo di ridare dignità e viabilità al Vallo di Diano.</em>»  </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carenza di sangue all’ospedale di Polla: domenica giornata di donazione straordinaria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/carenza-di-sangue-allospedale-di-polla-domenica-giornata-di-donazione-straordinaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 10:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[donazione sangue]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale luigi curto]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ospedale “Luigi Curto” di Polla segnala una carenza di sangue e invita i donatori abituali e i cittadini idonei a recarsi al Centro trasfusionale per contribuire a garantire le scorte [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’ospedale “Luigi Curto” di Polla segnala una carenza di sangue e invita i donatori abituali e i cittadini idonei a recarsi al Centro trasfusionale per contribuire a garantire le scorte necessarie alle attività ospedaliere.</p>



<p>Le donazioni sono possibili <strong>dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 10.00</strong>, presso il Centro trasfusionale dell’ospedale. </p>



<p>È inoltre in programma una <strong>donazione straordinaria domenica 19 ottobre</strong>, dalle <strong>8.00 alle 12.00</strong>, sempre nella sede del presidio ospedaliero di Polla. Per agevolare l’organizzazione è possibile effettuare la prenotazione online al seguente link: <a href="https://forms.gle/L9BDpm5kQPoEsnTd6">https://forms.gle/L9BDpm5kQPoEsnTd6</a>.</p>



<p>Ogni donazione contribuisce in modo concreto a salvare vite e a sostenere il funzionamento del sistema sanitario locale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Costruiamo sorrisi: un mattoncino alla volta”: la CRI porta i Lego nella pediatria di Polla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/costruiamo-sorrisi-un-mattoncino-alla-volta-la-cri-porta-i-lego-nella-pediatria-di-polla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 13:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[asl salerno]]></category>
		<category><![CDATA[croce rossa polla]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha fatto tappa all’ospedale “Luigi Curto” di Polla il progetto “Costruiamo sorrisi: un mattoncino alla volta”, promosso dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Salerno in collaborazione con Lugo Brickgames [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ha fatto tappa all’ospedale “Luigi Curto” di Polla il progetto “Costruiamo sorrisi: un mattoncino alla volta”, promosso dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Salerno in collaborazione con Lugo Brickgames e con il patrocinio dell’Asl Salerno.</p>



<p>L’iniziativa, già attiva presso l’ospedale di Battipaglia, ha come obiettivo quello di portare momenti di gioia, socializzazione e creatività ai bambini ricoverati nei reparti di pediatria degli ospedali del territorio.</p>



<p>Attraverso il gioco e, in particolare, con l’utilizzo dei mattoncini Lego, il progetto mira a stimolare la fantasia dei piccoli pazienti e ad alleviare le difficoltà legate alla malattia o al ricovero.</p>



<p>«Oggi abbiamo varcato la porta del reparto di Pediatria del PO “Luigi Curto” di Polla per il primo appuntamento dell’ormai consolidato progetto – spiegano dalla Croce Rossa –. Un incontro conoscitivo durante il quale abbiamo dato libero sfogo alla fantasia costruendo personaggi, cuori, paperelle ma soprattutto sorrisi, regalando ai bambini e ai loro genitori un momento di spensieratezza».</p>



<p>Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti negli stessi ospedali di Polla e Battipaglia, sempre con l’obiettivo di “costruire sorrisi, un mattoncino alla volta”. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/10/Ph_-29-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-217941" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/10/Ph_-29-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/10/Ph_-29-300x169.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/10/Ph_-29-768x432.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/10/Ph_-29-1536x864.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/10/Ph_-29.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Monte San Giacomo, la comunità ha celebrato i 25 anni di sacerdozio di don Vincenzo Gallo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/monte-san-giacomo-la-comunita-ha-celebrato-i-25-anni-di-sacerdozio-di-don-vincenzo-gallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 10:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
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					<description><![CDATA[La comunità parrocchiale di San Giacomo Apostolo a Monte San Giacomo ha vissuto, ieri, una giornata di intensa partecipazione e gratitudine in occasione del 25° anniversario di ordinazione presbiterale di [...]]]></description>
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<p>La comunità parrocchiale di San Giacomo Apostolo a Monte San Giacomo ha vissuto, ieri, una giornata di intensa partecipazione e gratitudine in occasione del 25° anniversario di ordinazione presbiterale di don Vincenzo Gallo. Un traguardo importante, che ha riunito fedeli, istituzioni e diverse comunità parrocchiali presso il santuario di Sant’Anna per una celebrazione carica di emozione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-15-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-216384" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-15-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-15-1-300x169.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-15-1-768x432.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-15-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-15-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ordinato sacerdote il 23 settembre 2000, don Vincenzo ha percorso in questi venticinque anni un cammino ricco di esperienze pastorali che lo hanno portato a Roscigno e Bellosguardo, a San Pietro di Sala Consilina e a San Marco di Teggiano, al seminario di Salerno come vice rettore. E nel 2022 è arrivato a Monte San Giacomo, dopo aver guidato per un periodo la parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Casalbuono. </p>



<p>L’anniversario non si è esaurito in un’unica giornata: il programma ha previsto momenti di riflessione e festa a partire da lunedì quando, sempre presso il Santuario di Sant’Anna, si è tenuta una catechesi “Amati, Chiamati, Mandati: dall’altare alla strada, sacerdoti sempre e per sempre” guidata da Mons. Giuseppe Giudice, vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Ieri, poi, è stato don Vincenzo a presiedere la Santa Messa di ringraziamento, seguita da un momento di festa comunitaria organizzata dalle mamme dell&#8217;oratorio &#8220;Padre Salvatore Lisa&#8221; e altri volontari. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-18-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-216385" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-18-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-18-300x169.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-18-768x432.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-18-1536x864.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/09/Ph_-18.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Durante la celebrazione, molto partecipata, don Vincenzo ha voluto ripercorrere con commozione e riconoscenza le tappe del suo ministero, ricordando i luoghi, le persone e le esperienze che hanno segnato il suo cammino. La presenza numerosa di fedeli, delle autorità civili e religiose e delle comunità che negli anni hanno condiviso un tratto di strada con il sacerdote, ha confermato quanto profondo sia il legame che don Vincenzo ha saputo costruire nel suo servizio pastorale.</p>
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		<title>A Polla presentata la reliquia di suor Teresina: una giornata di fede, memoria e comunione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-polla-presentata-la-reliquia-di-suor-teresina-una-giornata-di-fede-memoria-e-comunione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 10:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
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		<category><![CDATA[suor teresina]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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<p>Una celebrazione intensa e partecipata si è svolta ieri, sabato 21 giugno, presso la Chiesa di San Vincenzo a Polla, in onore della Serva di Dio Suor Teresina di Gesù Obbediente, al secolo Teresa Calvino. Al termine della solenne funzione eucaristica, è stata presentata al pubblico una preziosa reliquia: il velo della prima comunione appartenuto alla religiosa originaria di Polla.</p>



<p>Nata il 14 giugno 1907, suor Teresina visse a Polla fino all’età di 17 anni, prima di intraprendere il cammino della vita consacrata. La sua breve ma intensa esistenza pose le fondamenta per la nascita della Compagnia della Regina dei Gigli, oggi con sede a San Giorgio a Cremano, dove attualmente riposano le sue spoglie. Morì il 5 marzo del 1940 nella sua casa natale, a soli 33 anni e prima della fondazione dicendo a Suor Liliana, la sorella con cui stava fondando l&#8217;opera: «<em>Farò dal Cielo più di quello che posso sulla terra!</em>» Ha lasciato un’impronta spirituale profonda, che ha avviato il processo di beatificazione già nel 1984. Nel 1993 fu proclamata &#8220;Serva di Dio&#8221; e nel 2004 si tenne la riunione dei consultori teologici della Congregazione per le cause dei Santi.</p>



<p>La giornata di ieri, organizzata dalla parrocchia dei SS. Pietro Apostolo e Benedetto e dall’associazione Suor Teresina di Gesù Obbediente con il patrocinio del comune di Polla, ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, religiose e pellegrini, giunti anche da San Giorgio a Cremano.</p>



<p>Il programma è iniziato in mattinata con l’arrivo delle religiose della Compagnia Regina dei Gigli e una visita alla casa natale di suor Teresina, in via Crispi. Successivamente, la comunità si è riunita nella chiesa di San Vincenzo per la celebrazione eucaristica e la presentazione della reliquia. Al termine, presso l’oratorio San Giovanni Paolo II, l’associazione dedicata alla Serva di Dio ha offerto un momento di accoglienza con un piccolo rinfresco. La giornata si è conclusa, dopo pranzo, con una visita guidata a cura dell’associazione Lilium, che ha accompagnato i pellegrini alla chiesa dei SS. Pietro e Benedetto e al santuario di Sant’Antonio. </p>



<p>Nel giardino della casa natale, è stato raccolto dell&#8217;alloro – lo stesso presente ai tempi di suor Teresina – benedetto e distribuito ai fedeli. «<em>Una signora ci ha raccontato di aver sognato suor Teresina che donava foglie di alloro </em>&#8211; raccontano dall’associazione Suor Teresina di Gesù Obbediente &#8211;<em> lo abbiamo vissuto come un segno di ringraziamento per la grande partecipazione di fedeli, oltre duecento persone, unite in preghiera e devozione.</em>» </p>



<p>«<em>I pellegrini e le religiose hanno espresso grande apprezzamento per l’ospitalità ricevuta. Ci auguriamo</em> &#8211; continuano dall’associazione &#8211; <em>che questo legame tra le comunità di Polla e San Giorgio a Cremano si rafforzi sempre di più. La celebrazione di ieri è stata un’occasione preziosa per ricordare il dono di una grande testimonianza di fede nata nel nostro territorio, per farla conoscere alle nuove generazioni e soprattutto per ravvivare la fiamma della fede puro come un candido giglio anche nei nostri cuori.</em>»</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/06/Collage-foto-per-sito--1024x819.png" alt="" class="wp-image-207424" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/06/Collage-foto-per-sito--1024x819.png 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/06/Collage-foto-per-sito--300x240.png 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/06/Collage-foto-per-sito--768x614.png 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/06/Collage-foto-per-sito--1536x1229.png 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/06/Collage-foto-per-sito-.png 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Ponte Tanagro, tutto fermo: ma c’è chi non si arrende</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ponte-tanagro-tutto-fermo-ma-ce-chi-non-si-arrende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 10:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante gli annunci sull’arrivo della trivella, il cantiere del Ponte Tanagro, chiuso dal 29 ottobre 2021 per problemi strutturali, resta fermo e incustodito. Un’infrastruttura importante per la viabilità del Vallo [...]]]></description>
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<p>Nonostante gli annunci sull’arrivo della trivella, il cantiere del Ponte Tanagro, chiuso dal 29 ottobre 2021 per problemi strutturali, resta fermo e incustodito. Un’infrastruttura importante per la viabilità del Vallo di Diano, simbolo ormai di promesse disattese e disagi crescenti. A mantenere viva l’attenzione è il giornalista Pietro Cusati, promotore di una raccolta firme, dell’interesse di media nazionali e di <a href="https://www.giornaledelcilento.it/ieri-incontro-su-ponte-tanagro-nessuna-data-certa-per-la-riapertura/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/ieri-incontro-su-ponte-tanagro-nessuna-data-certa-per-la-riapertura/">incontri tra cittadini e istituzioni</a>. Attraverso i social aggiorna costantemente sullo stato dei lavori: la trivella giunta sul posto si è rivelata inadatta ma, a oltre due mesi dalla richiesta di una nuova, nulla si muove; cresce la preoccupazione per la sicurezza in quanto il ponte, parzialmente demolito, è attraversato a piedi e in bici in assenza di controlli o barriere efficaci; nel frattempo, aumenta il disagio di <a href="https://www.facebook.com/share/v/18yLbYXuJy/" data-type="link" data-id="https://www.facebook.com/share/v/18yLbYXuJy/">residenti e commercianti</a> penalizzati dall’isolamento e ai quali resta solo un sentimento diffuso di amarezza e disillusione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Colomba Soccorso dona uno zaino medico alla chiesa di Silla di Sassano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-colomba-soccorso-dona-uno-zaino-medico-alla-chiesa-di-silla-di-sassano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 12:20:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[colomba soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[sassano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un esempio concreto di collaborazione tra associazionismo, fede e comunità, nel segno della prevenzione e dell’aiuto reciproco: ieri sera nella Chiesa della Madonna di Pompei, nella frazione Silla di Sassano, [...]]]></description>
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<p>Un esempio concreto di collaborazione tra associazionismo, fede e comunità, nel segno della prevenzione e dell’aiuto reciproco: ieri sera nella Chiesa della Madonna di Pompei, nella frazione Silla di Sassano, l&#8217;associazione Colomba Soccorso di Atena Lucana ha donato alla parrocchia uno zaino medico. Si tratta di uno strumento fondamentale per affrontare situazioni di urgenza e di emergenza, resterà a disposizione all’interno della chiesa.</p>



<p>La cerimonia di consegna è avvenuta al termine della messa celebrata da don Bernardino Abbadessa. </p>



<p>«<em>La donazione rappresenta un segno di gratitudine verso l’intera comunità di Silla, che da sempre ci dimostra vicinanza e sostegno, in particolare attraverso i comitati festa della Madonna di Pompei e di San Gerardo.</em> <em>È un dono che testimonia un legame forte e reciproco</em> – ha dichiarato il presidente della Colomba Soccorso Antonio Langone – <em>La comunità ci è sempre vicina e noi siamo orgogliosi di essere presenti nei suoi eventi e momenti più importanti.</em>» </p>



<p></p>
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		<item>
		<title>A Monte San Giacomo una montagna di emozioni con Cecè Barretta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-monte-san-giacomo-una-montagna-di-emozioni-con-cece-barretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 11:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[cecè barretta]]></category>
		<category><![CDATA[monte san giacomo]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata una serata che resterà nel cuore di molti quella di ieri, sabato 7 giugno, nella suggestiva località Madonna di Costantinopoli, conosciuta come “Madonna dei Cerri” a Monte San [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stata una serata che resterà nel cuore di molti quella di ieri, sabato 7 giugno, nella suggestiva località <strong>Madonna di Costantinopoli</strong>, conosciuta come “Madonna dei Cerri” a Monte San Giacomo. Tra boschi e stelle, <a href="https://www.facebook.com/share/v/1ZjngA1UpH/" data-type="link" data-id="https://www.facebook.com/share/v/1ZjngA1UpH/"><strong>Cecè Barretta</strong> ha incantato un pubblico numeroso e partecipe</a>, trasformando il concerto in una celebrazione della sua Calabria e del Sud, in generale, che, nella sua musica, racconta senza retorica.</p>



<p>L’evento, organizzato dall’<strong>associazione M.S.G. – Montagna, storia, giovani</strong>, ha superato ogni aspettativa. I ragazzi dell’associazione, protagonisti instancabili dietro le quinte, sono riusciti a creare un appuntamento che ha saputo unire qualità artistica, identità e partecipazione popolare.</p>



<p><strong>Cecè Barretta</strong>, con la sua voce potente e le sue note coinvolgenti, ha dato vita a un concerto intenso che ha fatto cantare, sorridere ed emozionare. E il pubblico, accorso anche da fuori regione, ha risposto con entusiasmo, affollando l’area concerto fin dalle prime ore della sera. Ad accoglierlo, gli stand allestiti dai ragazzi dell’associazione, dove era possibile gustare piatti semplici e autentici, in perfetta sintonia con lo spirito della serata. Moltissimi i giovani presenti, segno che la musica popolare autentica sa ancora parlare alle nuove generazioni.</p>



<p>In cima alla montagna, Monte San Giacomo ha cantato con Cecè Barretta l’orgoglio di essere meridionali come custodi di storie e tradizioni antiche, capaci di trovare la bellezza e il senso della vita nelle cose più semplici. &nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Monte San Giacomo, il primo premio Padre Salvatore Lisa ad Antonio Mattone</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/monte-san-giacomo-il-primo-premio-padre-salvatore-lisa-ad-antonio-mattone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 11:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[monte san giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[padre salvatore lisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Domani, Monte San Giacomo renderà omaggio alla figura di Padre Salvatore Lisa con la prima edizione del premio a lui intitolato, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa avvenuta il 16 [...]]]></description>
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<p>Domani, Monte San Giacomo renderà omaggio alla figura di Padre Salvatore Lisa con la prima edizione del premio a lui intitolato, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa avvenuta il 16 maggio 1984.</p>



<p>Medico, sindaco e sacerdote, Padre Lisa è ricordato come un esempio di cittadinanza attiva e di servizio alla comunità, ha segnato profondamente la storia del paese. Lo scorso anno, a quarant’anni dalla sua morte, la parrocchia San Giacomo Apostolo ha deciso di intitolargli l’oratorio parrocchiale. Da quella dedica è nato un percorso più ampio per mantenerne vivo il ricordo e valorizzarne l’eredità morale e civile. Tra le iniziative avviate, l’Azione cattolica parrocchiale ha istituito il premio, che sarà assegnato ogni anno a figure che si distinguono negli ambiti che hanno contraddistinto la vita del sacerdote: medicina, impegno sociale e servizio religioso.</p>



<p>A ricevere il riconoscimento nella prima edizione sarà il dott. Antonio Mattone. La manifestazione si terrà domani, alle ore 19.00, presso l’oratorio Padre Salvatore Lisa in via Nenni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="730" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/05/WhatsApp-Image-2025-05-14-at-16.53.04-1-730x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-204037" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/05/WhatsApp-Image-2025-05-14-at-16.53.04-1-730x1024.jpeg 730w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/05/WhatsApp-Image-2025-05-14-at-16.53.04-1-214x300.jpeg 214w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/05/WhatsApp-Image-2025-05-14-at-16.53.04-1-768x1077.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/05/WhatsApp-Image-2025-05-14-at-16.53.04-1.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



<p>«<em>Il dott. Antonio Mattone</em> &#8211; raccontano dalla parrocchia San Giacomo Apostolo &#8211; <em>è nato e vive a Napoli. Fin da giovane è impegnato nella comunità di Sant’Egidio in opere mirate ai bimbi del rione Ises, quando Scampia era ancora un cantiere, e agli anziani dei quartieri della Sanità e del centro storico. Ha partecipato come esperto agli stati generali dell’Esecuzione penale. Attualmente è il portavoce della comunità di Sant’Egidio per la regione Campania. È editorialista de “Il Mattino” sui temi sociali e del carcere. È direttore dell’ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Napoli. Nel 2017 ha pubblicato “E adesso la palla passa a me. Malavita, solitudine e riscatto nel carcere” (Guida editori), per cui ha ricevuto il premio Capri San Michele 2018, il premio Pisacane Sezione Speciale 2020 e l’encomio solenne al premio Giuseppe Moscati 2018. Ha inoltre ricevuto i premi Città di Saviano 2016 e Eccellenze del Sud 2018.</em>»</p>



<p>«<em>La Parrocchia</em> – spiegano gli organizzatori &#8211; <em>ha incontrato il dott. Mattone nel suo impegno nelle grandi carceri in quanto ha coinvolto i fedeli sangiacomesi nel contribuire alla preparazione del pranzo di Natale nelle case circondariali campane. Il suo apostolato lo ha portato ad ascoltare migliaia di detenuti che gli hanno confidato le loro storie, sogni, speranze, paure. Tra loro anche uno dei killer più spietati della camorra napoletana e il capo della nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo, che a distanza di 40 anni a lui solo ha confessato di essere stato il mandante dell’omicidio di Giuseppe Salvia, integerrimo vicedirettore del carcere di Poggioreale, fatto uccidere nel 1981 perché nel penitenziario opponeva la legalità e il rispetto delle regole al potere di Cutolo. Ne è nato un libro, pubblicato nel 2021, “La vendetta del Boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia” (Guida editori) e un documentario della Rai. L’incontro con il dott. Mattone sarà l’occasione per parlare di questo interessante lavoro letterario che restituisce non solo la storia di un eroe della lotta per la legalità negli anni più bui di Napoli, ma anche uno spaccato importante, preciso e impietoso degli anni ’80.</em>»</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sagra del Carciofo bianco di Pertosa: a tagliare il nastro nonna Clementina, 102 anni a novembre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sagra-del-carciofo-bianco-di-pertosa-a-tagliare-il-nastro-nonna-clementina-102-anni-a-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 08:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[carciofo bianco di pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[longevità]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà nonna Clementina, 102 anni a novembre, a tagliare il nastro inaugurale della 28ª edizione della sagra del Carciofo bianco di Pertosa. Una scelta simbolica e dal forte valore affettivo, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sarà nonna Clementina, 102 anni a novembre, a tagliare il nastro inaugurale della 28ª edizione della sagra del Carciofo bianco di Pertosa. Una scelta simbolica e dal forte valore affettivo, che celebra la tradizione, la longevità e il legame profondo tra la comunità e il suo territorio.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione è in programma venerdì 2 maggio alle ore 18:30 in piazza De Marco.</p>



<p>La sagra, tra gli appuntamenti più attesi della primavera valdianese, è promossa dalla parrocchia Santa Maria delle Grazie, con il patrocinio del comune di Pertosa. Si svolgerà in <strong>due weekend</strong>, il <strong>2-3-4</strong> e il <strong>9-10-11 maggio</strong>, per un’immersione autentica nell&#8217;atmosfera della tradizione locale, tra accoglienza calorosa e <strong>piatti tipici a base del carciofo bianco</strong>, eccellenza agricola campana e presidio <strong>Slow Food dal 2003. </strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oltre il risultato, Giuseppe Rinaldi: «Il sistema politico deluchiano è battibile»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oltre-il-risultato-giuseppe-rinaldi-il-sistema-politico-deluchiano-e-battibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 11:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra salerno]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni provinciali]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe rinaldi]]></category>
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					<description><![CDATA[A una settimana dall’elezione di Vincenzo Napoli, di centrosinistra, alla presidenza della Provincia di Salerno, il candidato del centrodestra, Giuseppe Rinaldi, fa un bilancio della sfida elettorale. In questa intervista, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A una settimana dall’elezione di Vincenzo Napoli, di centrosinistra, alla presidenza della Provincia di Salerno, il candidato del centrodestra, <strong>Giuseppe Rinaldi</strong>, fa un bilancio della sfida elettorale. In questa intervista, a mente fredda, analizza i risultati, riflette sulle dinamiche del voto e guarda alle prospettive future per il centrodestra salernitano e i territori periferici della provincia.</p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nonostante la sconfitta, il centrodestra ha registrato una crescita, raggiungendo il 35% dei consensi tra gli amministratori locali. A cosa attribuisce questo risultato? E che valore ha, secondo lei, in una prospettiva futura?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Sì, il centrodestra aumenta il suo consenso alle tornate provinciali con un +11% rispetto alle ultime elezioni per il Consiglio (2023), un +5% rispetto alle ultime elezioni del Presidente (2022) e un +150 circa di amministratori (anche più delle firme raccolte) che hanno aderito per una percentuale totale intorno al 35%. Percentuale finale fortemente caratterizzata dal voto di Salerno città il cui peso di un consigliere comunale vale 373 punti rispetto ai 12 punti di un collega di un piccolo Comune. Il merito, leggendo le analisi più a fondo (+76 amministratori solo nei piccoli comuni) sta nell’aver offerto una proposta politica più vicina ai territori e meno &#8220;salernocentrica&#8221; oltre che in un evidente e oggettivo calo del sistema politico deluchiano che, in una prospettiva futura, emerge essere un sistema battibile».</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cosa ha colto dal contatto diretto con i territori? Se a votare fossero stati i cittadini, crede che il risultato sarebbe stato diverso?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Ho raccolto e imparato tanto dai numerosi amministratori incontrati in ogni angolo della provincia. Ho registrato fiducia ma anche tanta preoccupazione per alcune problematiche ataviche e senza prospettiva, a breve, di risoluzione. Ho rivisto una terra bellissima ma che forse avrebbe desiderio di sperimentare nuove pagine politiche. Credo, con grande umiltà, e leggo che molti lo riferiscono, che se avessero votato i cittadini queste pagine sarebbero già scritte nel libro del cambiamento».</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>A livello provinciale, l’esito era, in qualche modo, prevedibile. Ma sul piano locale, si aspettava una risposta diversa dagli amministratori del Vallo di Diano?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Il risultato risente molto della Delrio e del sistema ponderale tra Comune di Salerno, grandi comuni e piccoli centri. Inoltre, è noto che la maggioranza degli amministratori della provincia sono storicamente vicini al PD. Come vicini al PD sono gran parte dei colleghi amministratori del Vallo di Diano. A loro non imputo nulla, ho troppo rispetto del loro ruolo delegato dai cittadini, so che ci sono alcuni che hanno sostenuto me come espressione del territorio a prescindere dalla tessera di partito ed altri che non lo hanno fatto. Chi mi conosce sa che questo esito non influirà assolutamente sul rapporto istituzionale territoriale, altra cosa le future sfide politiche».</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>In territori dove gli equilibri politici sono consolidati da anni, come nel Vallo di Diano, pensa che ci sia ancora spazio per una proposta programmatica alternativa? O bisogna fare i conti con logiche ormai strutturate?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Se pensassimo che tutto fosse definitivo, nella vita come nella politica, nessuno inizierebbe alcun progetto e nessun ricambio, sia di generazione sia di idee, si genererebbe. Se ciò accadesse realmente siamo destinati a scomparire e anche presto. L’auspicio è che il Vallo di Diano non perda mai la vivacità dialettica di trovare, se occorre, nuove forze, energie, strade, percorsi».</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La recente decisione della Corte costituzionale sul terzo mandato viene letta da molti come la fine di un’epoca. È d’accordo? Quali scenari si aprono ora, in particolare in aree come il Vallo di Diano e il Cilento, dove il consenso attorno a De Luca appare granitico?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Una pronuncia ineccepibile, attesa, giusta che se fosse stata programmata qualche giorno prima avrebbe inciso anche sulle elezioni che mi hanno riguardato. Indubbiamente qualcosa cambierà. Molti, senza De Luca governatore, guarderanno altre proposte e probabilmente sosteranno anche ciò che veramente hanno sempre pensato perché uno dei dati che ho avvertito in questi giorni è che alcuni amministratori sono, sì, deluchiani e votano sempre in quel modo ma non hanno convinzioni di sinistra anzi, a volte, sono più a destra di me».</em> </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Che idea si è fatto del suo competitor? Crede che il neoeletto presidente, sindaco del comune capoluogo, riuscirà a garantire attenzione anche ai territori periferici? Ad esempio, affronterà con decisione la questione del ponte Tanagro?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Dopo una settimana ancora nessuna parola sulle priorità, sulle scelte programmatiche, sulle urgenze. Mi sarei aspettato che, con un gesto significativo e di vicinanza ai territori, si fosse recato in sopralluogo sul ponte Caiazzano oramai simbolo, dopo quattro anni, dei ritardi atavici della Provincia che tanto incidono soprattutto nei territori più distanti dal centro. Auspico che i consiglieri provinciali, i Sindaci che hanno sostenuto Napoli, i consiglieri comunali pretendano attenzione per i territori altrimenti sarebbero correi di una “salernocrazia” che sin dalla presentazione della candidatura mi è parsa abbastanza chiara».</em> </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ogni campagna elettorale lascia un segno. Questa, in particolare, le ha portato attestazioni di stima e incoraggiamento. Sta valutando l’ipotesi di una candidatura alle prossime elezioni regionali? Quali elementi potrebbero orientare la sua decisione?</strong></li>
</ul>



<p>«<em>Ringrazio davvero i tanti amici, sostenitori, dirigenti di partito, amministratori, Sindaci, anche tra chi non mi ha votato o si è astenuto, che mi hanno, in queste ore, mostrato stima per il risultato realisticamente buono. Chi sa leggere i dati politici sa che era difficile fare di più ma era molto più probabile fare di meno rispetto le ultime competizioni. Così non è andata. La decisione di candidarmi alla presidenza della Provincia non è collegata ad altre candidature e inoltre non va sottaciuta la scellerata norma elettorale che recentemente la Regione Campania ha varato anche per le candidature dei Sindaci al Consiglio Regionale. Dall’altro lato, è pure vero che chi fa politica per passione, vocazione, militanza e servizio è sempre pronto a metterci la faccia perché chi non rischia per le proprie idee o non vale nulla lui o non valgono nulla le sue idee».</em></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Ieri incontro su ponte Tanagro: nessuna data certa per la riapertura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ieri-incontro-su-ponte-tanagro-nessuna-data-certa-per-la-riapertura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 11:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[ponte caiazzano]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un confronto atteso, una sala gremita, tanta voglia di chiarezza. Eppure, alla fine dell’incontro tenutosi, ieri sera, a Padula sulla questione del ponte Tanagro la domanda centrale «quando verrà riaperto?» [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un confronto atteso, una sala gremita, tanta voglia di chiarezza. Eppure, alla fine dell’incontro tenutosi, ieri sera, a Padula sulla questione del ponte Tanagro la domanda centrale «quando verrà riaperto?» è rimasta senza una risposta concreta.</p>



<p>Era il 29 ottobre 2021 quando, a causa di problemi strutturali, fu disposta la chiusura del ponte, lungo 56 metri, in località Caiazzano, tra Sassano e Padula: una condizione che ha causato gravi disagi ai cittadini automobilisti e alle attività commerciali. Nonostante la posa della prima pietra, per la ricostruzione, sia avvenuta nel luglio 2023 i lavori procedono a rilento e la situazione rimane incerta.</p>



<p>L’incontro, coordinato dal giornalista Pietro Cusati, era stato organizzato dall’associazione Schierarsi – Piazza Cilento-Vallo di Diano per dare la possibilità ai cittadini di confrontarsi con le istituzioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-1024x538.jpeg" alt="" class="wp-image-200143" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-1024x538.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-300x158.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-768x403.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-1536x807.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38.jpeg 1754w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il presidente f.f. della Provincia, Giovanni Guzzo, e il consigliere provinciale Vincenzo Speranza hanno illustrato con precisione l’iter e i nodi tecnico-amministrativi che hanno rallentato l’opera. I fondi ci sono, hanno assicurato, e le tappe da qui in avanti sono chiare ma per la riapertura hanno parlato di «fine estate». «Forse autunno». «Salvo imprevisti». Una formula che ha alimentato ulteriori dubbi più che rassicurare. Chi era lì si aspettava una data certa ma ha ricevuto l’ennesima promessa condizionata.</p>



<p>A dare un segnale di vicinanza ai cittadini erano presenti i rappresentanti regionali e provinciali della Lega: Aurelio Tommasetti e Giuseppe Del Sorbo; e il consigliere regionale di Iv, Tommaso Pellegrino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="506" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-2-1024x506.jpeg" alt="" class="wp-image-200144" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-2-1024x506.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-2-300x148.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-2-768x379.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-2-1536x758.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-2.jpeg 1752w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Assenti i sindaci di Sassano e Padula, Domenico Rubino e Michela Cimino, ovvero i primi cittadini delle comunità più colpite dalla chiusura del ponte. L’assenza di chi avrebbe dovuto farsi portavoce del disagio dei cittadini non è passata inosservata e lascia spazio a domande legittime: possibile che non avessero nulla da dire su un’infrastruttura così cruciale per il loro territorio? Pochi, pochissimi gli altri amministratori  e politici locali presenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="613" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-6-1024x613.jpeg" alt="" class="wp-image-200145" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-6-1024x613.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-6-300x180.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-6-768x460.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-29-at-21.19.38-6.jpeg 1419w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La politica, nel suo insieme, sembra non essere riuscita a rispondere alle aspettative dei presenti. Molti cittadini erano lì per capire, pochi hanno parlato. Alla fine, il bilancio della serata, che è servita a tenere i riflettori accesi sulla questione, lascia un sapore amaro: l’evento ha confermato che il problema è sentito ma, per ora, il ponte resta chiuso e le certezze restano sospese tra una dichiarazione e l’altra. L’assemblea si è chiusa con gli stessi interrogativi con cui era iniziata: quando riaprirà il ponte? Quando si tornerà alla normalità?</p>
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		<title>Ponte Tanagro chiuso dal 2021: cittadini e istituzioni a confronto il 29 marzo a Padula</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ponte-tanagro-chiuso-dal-2021-cittadini-e-istituzioni-a-confronto-il-29-marzo-a-padula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 11:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[ponte caiazzano]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[“I cittadini domandano, le istituzioni rispondono”, sabato 29 marzo si discuterà della situazione del ponte Tanagro in un incontro pubblico organizzato dall’associazione Schierarsi &#8211; Piazza Cilento-Vallo di Diano. Era il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“I cittadini domandano, le istituzioni rispondono”, sabato 29 marzo si discuterà della situazione del ponte Tanagro in un incontro pubblico organizzato dall’<strong>associazione Schierarsi &#8211; Piazza Cilento-Vallo di Diano</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-18-at-10.07.56-1-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-199383" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-18-at-10.07.56-1-724x1024.jpeg 724w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-18-at-10.07.56-1-212x300.jpeg 212w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-18-at-10.07.56-1-768x1086.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-18-at-10.07.56-1-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-18-at-10.07.56-1.jpeg 1131w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<p>Era il 29 ottobre 2021 quando, a causa di problemi strutturali, fu disposta la chiusura del ponte in località Caiazzano, tra Sassano e Padula: una condizione ha causato gravi disagi ai cittadini e alle attività commerciali della zona ma anche agli automobilisti, costretti a percorsi alternativi più lunghi e difficoltosi. Nonostante la posa della prima pietra per i lavori di ricostruzione sia avvenuta nel luglio 2023, <a href="https://www.giornaledelcilento.it/ponte-tanagro-codacons-cilento-annuncia-possibili-azioni-legali-su-ritardi-e-sprechi/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/ponte-tanagro-codacons-cilento-annuncia-possibili-azioni-legali-su-ritardi-e-sprechi/">i lavori procedono a rilento e la situazione rimane incerta</a>. La questione sarà al centro del dibattito che si terrà <strong>sabato 29 marzo</strong> alle <strong>ore 18.00</strong> presso l’<strong>Auditorium della parrocchia Sant’Alfonso</strong> in via Nazionale a <strong>Padula scalo</strong>.</p>



<p>All’incontro, coordinato dal giornalista Pietro Cusati, gli organizzatori hanno invitato cittadini e rappresentanti politici e istituzionali, tra cui esponenti della Provincia di Salerno, sindaci, assessori, consiglieri comunali, presidente e giunta della Comunità montana Vallo di Diano, enti comprensoriali, consiglieri regionali e provinciali, parlamentari, direttore dei lavori e associazioni territoriali.</p>
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		<item>
		<title>Monte San Giacomo, accolta ieri la Croce giubilare dei giovani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/monte-san-giacomo-accolta-ieri-la-croce-giubilare-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 10:01:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi di teggiano policastro]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un momento di profonda emozione e spiritualità, ieri, a Monte San Giacomo dove è giunta la Croce Giubilare dei Giovani, simbolo di un cammino che unisce le comunità della Diocesi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un momento di profonda emozione e spiritualità, ieri, a <strong>Monte San Giacomo</strong> dove è giunta la <strong>Croce Giubilare dei Giovani</strong>, simbolo di un cammino che unisce le comunità della <strong>Diocesi di Teggiano-Policastro</strong>. Arrivava da Sassano accompagnata, come in ogni tappa, da <strong>don Donato Varuzza</strong>, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile e vocazionale. La Croce è stata accolta con gioia dai ragazzi e dalle famiglie della <strong>parrocchia San Giacomo Apostolo</strong>, guidata da <strong>don Vincenzo Gallo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="909" height="417" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111046.png" alt="" class="wp-image-198422" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111046.png 909w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111046-300x138.png 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111046-768x352.png 768w" sizes="auto, (max-width: 909px) 100vw, 909px" /></figure>



<p>Dopo il passaggio di consegne nell’<strong>oratorio Padre Salvatore Lisa</strong>, i giovani hanno portato la Croce per le strade del paese, testimoniando con i loro passi e il loro entusiasmo un legame vivo con la fede. La Croce è nella <strong>chiesa di Sant’Antonio</strong>, dove rimarrà fino a questa sera, prima di proseguire il suo percorso verso la comunità parrocchiale di <strong>Padula</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="567" height="289" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111349.png" alt="" class="wp-image-198423" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111349.png 567w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-111349-300x153.png 300w" sizes="auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px" /></figure>



<p>Questo pellegrinaggio, iniziato lo scorso <strong>2 febbraio a Teggiano</strong>, sta attraversando tutta la Diocesi e si concluderà il <strong>12 aprile nella Concattedrale di Policastro</strong>. È un cammino di incontro e rinnovamento, promosso per avvicinare i giovani alla fede nell’anno Giubilare: <em>&#8220;L’intenzione è di suscitare nei nostri adolescenti e giovani il desiderio di essere più audaci, superando la propria comfort zone e scegliendo di rompere con coraggio schemi e pregiudizi. Sarà il momento in cui potranno sperimentare una Chiesa che cammina con loro, che li ascolta e che non si stanca di proporre quella Speranza che non delude&#8221;</em>, si legge nel messaggio della Diocesi.</p>



<p>Un viaggio di fede che culminerà nel <strong>Giubileo Mondiale dei Giovani</strong>, in programma a <strong>Roma dal 28 luglio al 3 agosto</strong>, dove migliaia di ragazzi da tutto il mondo si riuniranno per vivere insieme un’esperienza unica di spiritualità e condivisione.</p>
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		<item>
		<title>Giuseppe Fasanella, Uomo dell&#8217;Anno: riconoscimento per l&#8217;impegno nella comunità italo-americana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giuseppe-fasanella-uomo-dellanno-riconoscimento-per-limpegno-nella-comunita-italo-americana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 14:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento al suo impegno instancabile nella comunità italo-americana e nella promozione delle tradizioni campane: Giuseppe Fasanella, originario di Monte San Giacomo, è stato insignito del titolo di Uomo dell&#8217;Anno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un riconoscimento al suo impegno instancabile nella comunità italo-americana e nella promozione delle tradizioni campane: Giuseppe Fasanella, originario di <strong>Monte San Giacomo</strong>, è stato insignito del titolo di Uomo dell&#8217;Anno dalla <strong>Federazione delle Associazioni della Campania-USA</strong>.</p>



<p></p>



<p>Arrivato negli Stati Uniti nella metà degli anni 90, Fasanella ha costruito qui la sua vita, trovando lavoro e incontrando colei che sarebbe diventata sua moglie, Maria Rizzo, anche lei di origini sangiacomesi. Insieme condividono la passione per il ballo tradizionale e, insieme, hanno anche fondato un gruppo folkloristico contribuendo a mantenere vive le radici culturali della loro terra d’origine. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="688" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/peppe-e-maria-fasanella.jpg" alt="" class="wp-image-198208" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/peppe-e-maria-fasanella.jpg 736w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2025/03/peppe-e-maria-fasanella-300x280.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px" /></figure>



<p>Fin dal suo arrivo negli Stati Uniti, ha sostenuto con convinzione il “<strong>Monte San Giacomo Club</strong>” di Hoboken-NJ, punto di riferimento per la comunità sangiacomese, che quest’anno celebra i suoi 90 anni di storia. Nel 2018 Fasanella ne è diventato presidente guidando il club, per 6 anni, con passione e dedizione, supportato dalla rete di membri uniti dallo stesso forte legame con le proprie origini.</p>



<p>La Federazione delle Associazioni della Campania-USA, che da 25 anni riunisce oltre 30 associazioni campane negli Stati Uniti, ha celebrato il suo anniversario lo scorso fine settimana a New York. Durante l’evento, Giuseppe Fasanella ha ricevuto il prestigioso riconoscimento, per il quale esprime con emozione la sua gratitudine: “<em>Sono onorato di quest</em>a <em>nomina che è il riconoscimento per aver lavorato per le nostre comunità, custodendo e promuovendo le nostre bellissime tradizioni, nel mio caso non solo per il nostro amatissimo Monte san Giacomo ma anche per tutte le altre realtà campane in USA tramite l&#8217;Associazione campani nel mondo.</em> <em>Continuerò a fare tutto il possibile per tramandare la nostra cultura</em>”. </p>



<p>Un riconoscimento che va oltre la persona, celebrando il valore profondo della memoria, delle radici e dello spirito di comunità. Un omaggio a quel legame indissolubile che attraversa oceani e generazioni, mantenendo viva l’anima di una terra che, pur lontana, continua a essere casa nel cuore di chi la porta con sé.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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