Blitz all’alba a Camerota: politici, funzionari e dirigenti agli arresti

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I carabinieri del comando provinciale di Salerno e della compagnia di Sapri, diretti dal capitano Matteo Calcagnile, con la collaborazione dei militari della stazione di Camerota, diretti dal maresciallo Francesco Carelli, hanno dato esecuzione a 12 misure cautelari ed eseguito contestualmente 19 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di persone dell’amministrazione comunale di Camerota fino al 2017. Le misure, in carcere e ai domiciliari, sono state emesse dalla Procura di Vallo della Lucania per la presunta esistenza e piena operatività al Comune di Camerota di un’associazione per delinquere dal 2012 al 2017, finalizzata – secondo la Procura vallese – alla commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.

L’indagine dei carabinieri muove da un controllo sulla vicenda da parte di funzionari pubblici del comune di Camerota legata ai proventi della tassa dell’occupazione di spazi ed aree pubbliche, la Tosap. «Dalle prove documentali delle intercettazioni – come spiegano gli investigatori – sarebbe emersa l’esistenza di un “collaudato sistema comunale” basato su logiche affaristiche e clientelari, funzionale alla spartizione illecita degli appalti a favore di imprenditori  amici in un circolo vizioso ed impenetrabile, a discapito dell’efficienza, trasparenza e buona organizzazione dell’azione amministrativa».

Dalle indagini sarebbe risultato che «a monte di tale sistema si stagliasse una vera e propria struttura associativa in grado di effettuare una indebita interferenza sull’operato dell’autorità pubblica sovrapponendo e perseguendo i propri fini, utilizzando la struttura pubblica». Secondo le indagini ciò avrebbe «garantito la spartizione delle gare  d’appalto comunali, indirizzate a favore  di società riferibili agli stessi amministratori  o comunque a soggetti compiacenti  e “vicini” all’amministrazione comunale». Nell’indagine, denominata ‘Kamaraton’, i militari hanno ricostruito numerosi episodi di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro ad opera di un ex sindaco ex assessori ed ex consiglieri del Comune di Camerota per un totale di 38 capi d’accusa.

Secondo quanto emerso dalle indagini, inoltre, si tratta «di un sistema grezzo ma estremamente efficace; per i peculati per esempio veniva rilasciata “regolare ricevuta”, una condotta indicativa della sostanziale anarchia che regnava nell’ente comunale di Camerota, dove la gestione dell’apparato amministrativo era totalmente svincolata dalle regole in materia e soggiaceva esclusivamente al volere degli associati». La finalità era quella della conservazione del potere, “un affare per pochi amici”, scrive la Pg che ha indagato.

Alcuni dettagli dell’operazione e dell’indagine sono stati resi noti questa mattina nel corso della conferenza stampa presso la procura del tribunale di Vallo della Lucania, a cui hanno partecipato il procuratore capo Antonio Ricci, il comandante dei carabinieri del Comando provinciale di Salerno, il colonnello Antonino Neosi e il capitano di Sapri Matteo Calcagnile secondo il quale «gli amministratori utilizzavano le casse comunali come bancomat, per spese private con fatture false».

In cella sono così finiti l’ex sindaco all’epoca dei fatti Antonio Romano; Fernando Cammarano, allora consulente della società portuale “La Marina de il Leone di Caprera Srl” e convenzionato con l’ufficio Ragioneria; Rosario Abbate, ex assessore. La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata applicata, invece, nei confronti di Antonio Troccoli, anche lui in passato ex sindaco e all’epoca dei fatti capo di gabinetto; suo figlio, Ciro Troccoli, ex consigliere comunale; Michele Del Duca, ex vicesindaco e medico tuttora in servizio all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Coinvolta nell’inchiesta anche la vicesindaca del Comune di Vallo della Lucania, Antonietta Coraggio, in qualità di funzionario del Comune di Camerota e di presidente all’epoca dei fatti della società portuale “La Marina de il Leone di Caprera Srl”. Per lei è scattato il divieto di dimora a Camerota e di interdizione per un anno dai pubblici uffici. Analogo provvedimento è stato applicato anche nei confronti di Lorenzo Calicchio, dipendente comunale, e di Mauro Esposito, ex responsabile dell’ufficio Finanzario del Comune. Infine, divieto di dimora a Camerota e obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per Giancarlo Saggiomo, all’epoca presidente di gestione dei parcheggi “La Calanca Srl” e attualmente segretario della Lega Nord a Camerota; Vincenzo Bovi e Vincenzo De Luca, residenti a Camerota e gli unici a non aver alcun ruolo all’interno della pubblica amministrazione

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