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Un operatore turistico risponde alle accuse di ‘disturbatori’

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile redazione
Siamo quelli che su questo giornale con diversi articoli sono stati accusati di essere disturbatori della quiete pubblica attraverso la musica alta fino a tarda sera. Prima ancora però siamo degli umili lavoratori che amano il proprio territorio ed in questo hanno deciso di investire le proprie risorse ed i propri sacrifici. E’ il senso di appartenenza a questo territorio che ci spinge anche ad un atteggiamento di responsabilità verso il destino della nostra comunità che, va ricordato, ha una prevalente vocazione turistica. Ma questo senso di responsabilità ci spinge anche a chiederci quale destino vogliamo per il nostro paese e per la sua gente. Quale turismo cioè vogliamo scegliere ed attivarci per realizzarlo, per dare un futuro ai nostri lavoratori. A loro pensiamo e guardiamo quando ogni anno compiamo una scelta coraggiosa di metterci nuovamente in gioco nonostante il contesto non sia rassicurante e favorevole. Le nostre attività sono una opportunità di lavoro per molti oltre che per noi e per le nostre famiglie verso le quali abbiamo un indubbio dovere. Insomma viene da chiedersi se chi ci accusa di essere disturbatori ha in mente un modello di turismo diverso concretamente attualizzabile. Se alla collettività ha dato e continua a dare più di quanto chiede, come è la condizione di noi operatori turistici. Ad esempio quale offerta turistica immaginiamo per i numerosi giovani che giungono dalle nostre parti ed oltre ad uno splendido mare non trovano nessuna risposta per il loro indispensabile bisogno di svago, di spensieratezza e per il oro fisiologico desiderio di divertimento. Ecco noi abbiamo provato a dare una risposta a questo tipo di esigenza che a nostro avviso ha effetti positivi per l’intero territorio che riesce a dare all’esterno una immagine di se valida ad essere caratterizzato come località turistica in grado di richiamare flussi giovanili. Si potrebbe affrontare anche il discorso della prevenzione e del controllo dei giovani dopo una certa ora. All’interno delle nostre strutture non si verificano fenomeni allarmanti di giovani in preda all’ebbrezza che danno in escandescenza e fuoriescono dai binari di un comportamento rispettoso, anche perchè sono coscienti di dovere rispettare anche la presenza di altri clienti e soprattutto perchè sanno di essere sotto la supervisione dei nostri operatori e dipendenti. Sarebbe utile sapere dove andrebbero queste frotte di giovani se non trovassero strutture capaci di rispondere adeguatamente alle loro esigenze, e soprattutto sarebbe facilmente prevedibile immaginare quali effetti produrrebbero sulla collettività se lasciati scorazzare per le libere strade senza nessun controllo e senza nessuna supervisione. Ma questi argomenti possiamo rinviarli a futuri eventuali confronti. Ci piacerebbe sfruttare questa possibilità per riflettere sul turismo e sulle possibilità che vengono offerte a chi ha la buona volontà di investire. Certo anche a noi piacerebbe immaginare una località turistica capace di traghettare l’eccellenza dei vacanzieri, con strutture alberghiere di livello e servizi pubblici all’altezza di simili scenari. Credo che saremmo ben felici di fare la nostra parte anche in un contesto diverso, di più elevato profilo. Sappiamo che ad oggi non ci sono i presupposti. Non vogliamo dare colpa ad alcuno e non vogliamo farne una polemica politica. Brevemente sull’argomento vorremmo dire che alla politica guardiamo nell’interesse collettivo auspicando meno diatribe e più volontà e capacità di fare sistema per lo sviluppo di tutti. Tuttavia è innegabile che le nostre zone vivono un deficit sul fronte della programmazione, dell’accoglienza, e dell’organizzazione turistica globale. Ma non siamo di quelli che ripiegano tutto alle responsabilità di altri e rimangono comodamente seduti in attesa che qualcosa accada a proprio vantaggio magari grazie al favore di chichessia. Siamo di diversa natura e cioè prendiamo atto dello stato attuale e dei punti di debolezza di un contesto intero, ma ci rimbocchiamo le maniche e scommettiamo nuovamente, provando a valorizzare quel che c’è di buono e ad avvantaggiare un territorio sulla base dei servizi che siamo in grado di offrire. Certo ci rammarica leggere che alcuni nostri concittadini che a nostro avviso dovrebbero compiere insieme a noi questa dura battaglia per dare un futuro turistico a questo territorio, sono invece intenti a portare la discussione su un livello polemico, rimanendo anche nell’anonimato, ed accusando chi ci mette del suo per fare compiere passi in avanti ad un paese turistico che proprio in questo momento così difficile non può mollare. Chi legge ed è impegnato sul nostro stesso fronte sa quali spese, quali investimenti, quali sacrifici, quali tasse, quali costi, quali rinunce siano dietro a queste attività. Questo paese ha dato sempre dimostrazione di tolleranza quando c’è da spingere in questi pochi giorni d’estate dove si concentrano le maggiori attività di tutta la stagione, perchè consapevole che poi ci saranno lunghi, lunghissimi mesi per fare sonni altrettanto lunghi e tranquilli. Continuiamo ad appellarci ad uno spirito solidale ed intelligente perchè siamo i primi a volere comprendere le esigenze di chi crede ancora in questo territorio ed alle sue possibilità di sviluppo. Non è facendo la guerra tra noi che questo territorio cresce. Non è accusando le forze dell’ordine che a nostro avviso hanno dato prova anche in questa stagione di garantire sicurezza su tutto il territorio, che si fa il bene del nostro paese. Fiduciosi che questa riflessione possa rasserenare gli animi più irrequieti ed invitare ad un senso di responsabilità collettiva, ringraziamo per la disponibilità ed auguriamo a tutti un felice soggiorno ed una fine estate all’altezza delle legittime aspettative.

PISCITELLI PIERLUIGI

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