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160 mila euro ai dipendenti: “Salvatore Ciociano non ha percepito , in maniera indebita, emolumenti retributivi”

di Maria Antonia Coppola

 

In seguito ad un articolo pubblicato in cronaca dal ‘Corriere del Mezzogiorno’ e riportato dal giornaledelcilento.it, perviene in redazione una lettera degli avvocati del signor Ciociano che tengono a precisare quanto segue:

“La presente in nome e per conto del sig. Salvatore Ciociano, per indicare che nell’articolo  “160 mila euro ai dipendenti: indennità indebite, dovranno restituirle” sono riportate notizie false e gravemente lesive della onorabilità e della dignità personale e professionale del signor Ciociano. Il summenzionato articolo, dando per certi e definitivi i fatti relazionati dal Sindaco del Comune di Camerota, afferma che tre dipendenti del menzionato Municipio sarebbero “finiti nei guai” per aver “incassato indebitamente delle indennità non dovute”, corrisposte prima dell’insediamento dell’Amministrazione Bortone; tale presunta irregolarità sarebbe stata riscontrata dall’attuale Ragioniere in occasione della ricostruzione di carriera a fini pensionistici dei tre dipendenti. Premesso che la delibera di Giunta Comunale che ha disposto la ripetizione dell’asserito indebito, è affissa all’Albo pretorio del Comune con le complete generalità dei dipendenti, si nega decisamente, nel merito, la circostanza che il Sig. Salvatore Ciociano abbia percepito , in maniera indebita, emolumenti retributivi”. E si citano, a dimostrazione di quanto si sostiene:
–    “l’art. 109 comma 2 del T.U. Enti Locali prevede che nei Comuni privi di personale con qualifica dirigenziale, le equivalenti funzioni gestionali possono essere attribuite, con provvedimento motivato del Sindaco, ai responsabili degli Uffici e dei Servizi;
–    con decreto del 21 settembre 2000 il sindaco Antonio Troccoli attribuì funzioni gestionali ad alcuni dipendenti, tra i quali il sig. Ciociano Salvatore;
–    dall’attribuzione di tali funzioni superiori, dallo svolgimento delle relative mansioni e, soprattutto, dall’assunzione delle conseguenti responsabilità di natura civile, penale ed amministrativa, è disceso il diritto del lavoratore al proporzionale adeguamento del trattamento retributivo;
–    per tale motivo il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale degli Enti Locali prevede espressamente la corresponsione di indennità di posizione e risultato a favore dei dipendenti di categoria D che rivestano tali superiori qualifiche;
–    diversamente da quanto asserito, con toni assolutamente diffamanti, dall’Amministrazione municipale,  le indennità corrisposte ai dipendenti, Responsabili di Servizio, oltre ad essere previste espressamente dalla legge, sono sempre rimaste contenute nei limiti contrattuali;
–    le indennità di posizione e risultato sono a tutt’oggi elargite, anche dall’Amministrazione Bortone, a tutti i Responsabili di Servizio e non solo;

Ci sia infine consentito richiamare la Vostra attenzione (del giornaledelcilento.it) sul fatto che l’iniziativa annunziata dal Comune di Camerota, segue, come Voi ben sapete, una serie di provvedimenti giurisdizionali con i quali il Tribunale di Vallo della Lucania, in qualità di Giudice del Lavoro:
– ha accolto, in via cautelare, il ricorso proposto dal Sig. Salvatore Ciociano per la reintegrazione nel posto di lavoro a seguito di illegittimo collocamento a riposo;
– ha emesso a carico del Comune di Camerota, tre ingiunzioni di pagamento delle retribuzioni che, nonostante il provvedimento giudiziario di reintegra, il medesimo Comune si rifiuta di corrispondere al lavoratore che resta a tutt’oggi estromesso dalla compagine lavorativa;
– ha rimesso d’ufficio gli atti alla Procura della Repubblica ed alla Procura Distrettuale della Corte dei Conti per l’accertamento di eventuali responsabilità penali ed erariali conseguenti all’arbitrario rifiuto da parte del Sindaco del Comune di Camerota di conformarsi alle menzionate disposizioni giudiziarie.
Le odierne esternazioni del Sindaco Bortone vanno dunque inserite in più ampio novero di condotte vessatorie le cui conseguenze pregiudizievoli costituiranno l’oggetto di nuove iniziative giudiziarie per la proposizione delle quali, il sottoscritto, ha già ricevuto il più ampio mandato”.
Distinti saluti
Avv. Luciano Mariani

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