Consiglio comunale concluso. La politica, fra la maggioranza, ha un motto: “Chi vivrà, vedrà!”

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Non è ancora terminato il Consiglio comunale, che si va via. Sono circa le otto di sera del 30 novembre. Vanno via molti dei cittadini presenti, è andato via, poco prima, il sindaco Bortone colto da un forte dolore che lo ha costretto a lasciare l’assise, va via la stampa.
Una giornata di lavoro con molti punti all’ordine del giorno che si è aperta, come promesso, con l’argomento: ‘surroga (sostituzione) del consigliere dimissionario Giuseppe Calicchio’.

A prendere il suo posto è subentrato Alfonso Esposito, ex presidente della Yele, che si è dichiarato ‘indipendente’ rispetto all’amministrazione, destinandosi probabilmente, all’opposizione. I motivi, sostanziali dal suo punto di vista, sono stati soprattutto gli argomenti ‘dimenticati’ della campagna elettorale di “Impegno per Camerota”, come il lavoro fatto da lui per l’ equiparazione economica degli operai di Camerota, diventati in seguito, grazie a lui, operai della Yele, che oggi contano un arretrato di dodici mesi di stipendio. Una campagna, insomma, ‘contro’ ogni cosa che proponeva a livello organizzativo per quel che riguardava lo smaltimento rifiuti, compresa una piccola rassegna stampa che lo ha interessato, amareggiandolo molto.
La doppia ‘sconfitta’ dell’amministrazione, che ha perso due pezzi del suo entourage, come ha detto il consigliere di opposizione, Francesco Leo, segna non solo l’incapacità amministrativa del gruppo Bortone, ma soprattutto evidenzia, la sottile capacità di restare a tutti costi al governo, ‘giocandosi’ le deleghe dell’ex assessore, la nomina di assessore, per salvifici accordi interni per il riequilibrio dello status quo. Presente al Consiglio comunale, Giuseppe Calicchio, ha chiesto la parola. Ha atteso compostamente il suo turno e compostamente è andato via  dopo il diniego fermo del sindaco,  che, il presidente del Consiglio ha confermato, richiamando il Regolamento del Consiglio comunale. Fa niente che a chiedere la parola fosse un ex assessore, nominato consigliere da 200 voti presi durante le ultime elezioni, fatali per la sconfitta delle altre compagini politiche avversarie dell’attuale maggioranza. Così è stata denunciata l’assenza di democrazia  e di trasparenza di questa maggioranza, dai banchi dell’opposizione.

Il vice sindaco, Orlando Laino, assessore ai lavori pubblici, ha esposto il progetto per la realizzazione del sistema fognario – depurativo della frazione Marina e Lentiscosa con riutilizzo terziario delle acque depurate. L’opposizione, con l’intervento di Antonio Romano ha detto dell’esistenza di un precedente progetto, datato 2006, che avrebbe fatto risparmiare tempo e soldi, riguardante la questione depuratori. La replica del consigliere di maggioranza Giosuè Saturno, ha dimostrato che il precedente progetto presentava un sistema depurativo insufficiente per il numero abitativo delle frazioni interessate, che non teneva conto del carico estivo a cui sarebbero stati sottoposti i depuratori, con  l’assenza, inoltre,  nel progetto precedente, del riutilizzo delle acque depurate, che l’attuale progetto contiene, per usi terziari, per il porto, la pulizia delle strade ecc…e che nell’ottica della tutela dell’ambiente è di promozione per uno sviluppo sostenibile dell’ambiente. L’acqua, inoltre, verrà utilizzata anche per spegnere gli incendi, per i quali oggi si utilizza l’acqua del mare, nociva per la macchia mediterranea.                         A chi dice, dall’opposizione, che è un progetto di difficile gestione e che bisogna fare attenzione, Laino risponde : “Chi vivrà vedrà!”
Laino, ha successivamente fatto rapporto sul progetto per la realizzazione di una strada  di collegamento fra Camerota – Lentiscosa. Il progetto, giacente da diversi anni in Comune, sul quale il Parco ha espresso parere sfavorevole, si presenta in Consiglio comunale per cercare di renderlo cantierabile ai fini di un finanziamento, se si dichiara di pubblica utilità. Per il sistema di depurazione, il vicesindaco ha parlato di 10 milioni di euro che saranno finanziati, (padrino della promessa di finanziamento, l’assessore regionale Giovanni Romano); per il progetto della strada Camerota –Lentiscosa, il finanziamento ancora non è stato individuato, ma si parla di circa due milioni e mezzo di euro ( Regione Campania permettendo);  anche qui, a chi ha dubitato sulla fattibilità, Laino ha risposto: “Chi vivrà, vedrà!” Di finanziamenti dovrà rispondere anche l’emergenza della strada Marina – Palinuro, sulla quale c’è l’obbligo della massima attenzione (economica) degli enti sovra comunali. L’argomento, che prevede più aspetti: frane, erosione costiera e delle spiagge, può ammiccare ad interessi economici di grande portata. Ma nell’immediato, l’interesse di tutti è il ripristino di questa fondamentale via di collegamento, che probabilmente sarà resa transitabile, detto in modo ottimistico, fra una settimana.
A parte questa notizia a cui molti tenevano, e le proposte dei progetti con i relativi finanziamenti, che avranno probabilmente tempi alquanto biblici sulle realizzazioni, è stato portato in discussione e votato all’unanimità, come secondo punto all’O.d.G. del Consiglio, l’intitolazione della strada al parroco Francesco Crispino. Questa iniziativa, al bando ogni conflitto di interesse, proposta dal consigliere Domenico Saturno (nipote acquisito del fu sacerdote), è parsa essere l’unica azione di immediata concretezza che l’attuale governo di Camerota ha portato in Consiglio.

Il consigliere Mario Scarpitta ha ricordato che la gente di questo comune ha bisogno di risposte immediate. “Si continua a parlare di milioni di euro, e non si riesce a riparare una fogna in via Previteri, a Camerota ci sono zone senza acqua, Licusati che si allaga con le piogge. Questo Consiglio comunale dovrebbe affrontare prima le piccole cose”. Intanto, l’amministrazione ha incassato, per le scuole, un finanziamento di seicentomila euro complessivo. Una prima tranche ricevuta è di duecentomila euro. Lo dice Laino. Ma pare veramente poca cosa rispetto ai debiti che, detti in fila, fra progetti obiettivo, mutui, progettisti, ditte e quant’altro, nella loro somma farebbero dubitare di poter fare fronte anche agli stipendi dei dipendenti comunali. Forse, verrebbe da pensare, mentre si lascia il Consiglio comunale, quando è ancora in corso, che quello che sfugge a questa politica, di maggioranza e opposizione, quando si vota all’unanimità per l’intitolazione di una strada, che si chiamerà Viale don Francesco Crispino, è che adesso al Comune di Camerota si può muovere solo un poco d’aria perché non costa nulla. Lo dice, Laino: “Potrebbero non esserci soldi… Non dimenticate che noi come vecchia amministrazione portiamo tanti di quei debiti che non voglio dire, altrimenti spaventiamo la gente. ”

A un anno e mezzo, dalla nomina di vicesindaco, Laino prende provvedimenti per le casse vuote del Comune: “Ho detto stamattina al ragioniere di verificare l’Ici per tutti quei fabbricati che sono abusivi, che non sono accatastati, che sono il 20-30-40% (?) e che comunque producono spazzatura e che sono soldi che vanno recuperati”. Mentre qualcuno, fra il pubblico presente, confidava che fra un po’ alla sua famiglia farà mangiare l’erba. A quest’uomo del comune di Camerota, o all’operaio della Yele che da un anno non percepisce stipendio, c’è ancora da dirgli: Chi vivrà vedrà?

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