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Il rione Punta insorge. Vogliono privatizzare lo scoglio di tutti

di Maria Antonia Coppola

                Accade in mattinata,  un brusio di malcontento accompagna una processione di persone che si affaccia in zona Punta, a Marina di Camerota. Vanno a guardare qualcosa che è stato installato lungo un percorso che porta al mare. Una zona demaniale, non privata, chiusa da un cancello ruvido e gelido. Un sigillo alla libertà impedisce ad un intero quartiere di avere ‘sotto casa’ il vantaggio di un luogo da godere fin dal primo sole e da dove potersi tuffare in mare, da piattaforme naturali. Appartato dalle masse dei turisti, ‘i scuogl’ i ronn’ Aulindo’(gli scogli di don Olindo), hanno visto crescere intere generazioni, ritrovo di comitive di giovani del paese, di amici, di piccoli gruppi del quartiere, che non hanno mai avuto bisogno di un preciso appuntamento per ritrovarsi. Scogli di una Marina che consente agli autoctoni di godersi il mare così come si faceva anticamente, senza concederli agli ‘sconosciuti’.
Molte cose che accadono di questi tempi potrebbero, di norma, far scoppiare il malcontento e far insorgere la popolazione, le comunità. Mancanza di lavoro, mancanza di programmazione turistica, mancanza di servizi, di strutture, ecc. A Marina di Camerota nulla di questo si è mai palesato. Tutto procede, nonostante tutto, nella tranquillità, di solito. Ma questa faccenda ha reso molti abitanti della Via Punta assai nervosi e arrabbiati. Ci hanno raccontato che già tempo fa ci fu il tentativo di chiudere quel  passaggio al mare da parte di un privato. Un’azione che suscitò anche un violento litigio fra il privato e la polizia municipale, poi finita con lo sblocco immediato. A distanza di tempo eccoci con il rinnovato problema, stavolta senza sapere chi è l’autore o gli autori. Dopo il nostro interessamento, molti ‘liberi utilizzatori’ dello scoglio che sono ignari di quanto è successo e sta accadendo, verranno a conoscenza di questo ‘fattaccio’ attraverso internet e attraverso il passa parola, che scommettiamo, non sarà privo di puntuale o audace commento. Quel pezzo di territorio, che è di tutti fino a prova contraria, quegli scogli, sono stati resi inespugnabili da qualcuno, che non si rende conto che lì ci sono cresciute intere generazioni che non staranno a guardare altri ‘figli di un dio maggiore’ prevaricarle senza lottare.  
 
A breve, il giornaledelcilento.it, sentirà il parere politico, su quanto sta accadendo sul problema demanio, dei due consiglieri di opposizione, Antonio Romano e Mario Scarpitta che ci hanno prontamente segnalato l’accaduto.

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