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L’assessore Del Gaudio come l’araba fenice che “vive della propria morte”

di Maurizio Troccoli

Ecco cosa scrive l’assessore Del Gaudio, di Camerota, a proposito di questo giornale

Il giornale è di parte come è di parte la loro associazione che ha lo stesso nome della compagine politica che ha partecipato all’ultima competizione elettorale nel nostro comune. Tutto ciò che fanno , che pensano e che organizzano ha uno scopo politico ben preciso, basti pensare che durante l’ultimo evento da loro organizzato, " La corsa del mito" non hanno ritenuto necessario invitare o coinvolgere l’Assessore allo sport del Comune di Camerota, come mai? Oppure come mai non si scrive mai di iniziative positive dell’Amministrazione Bortone, sul progetto memorabile del depuratore, gli interventi sul costone roccioso, sulla ripresa dell’arredo urbano,sul continuo lavoro nel campo del sociale ( anziani, disabili, minori), sul pagamento puntuale di tutti i debiti trovati sul comune da parte di quest’Amministrazione, sui progetti degli impianti sportivi, le palestre nelle scuole, recupero di tutti gli edifici scolastici, aula informatica nella scuola di Lentiscosa, recupero dei rapporti con gli enti sovra comunali, nascita della protezione civile, cura continua del verde prima delle feste natalizie, prima di Pasqua ed anche in questo periodo, facendo trovare Marina di Camerota pulita e pronta ad accogliere i primi turisti, molti progetti e richieste di finanziamenti in attesa di una risposta, ordinanze, regolamenti vari, e tutto questo in dieci mesi e con possibilità economiche limitate ma ben gestite. Tutto questo non interessa, l’unica cosa pare che sia di fondamentale importanza per la sopravvivenza dei camerotani sia un cancello o dove viene ormeggiata la barchetta ( che veniva definita imbarcazione) dell’Assessore Del Gaudio. Caro Pietro, non ti preoccupare, noi non è che non vogliamo rispondere, è che siamo troppo impegnati a lavorare per voi e per il bene comune,nostro e dei nostri figli. Ciao e grazie.
11 maggio alle ore 0.38

…a proposito, anche durante la campagna elettorale a livello mediatico e pubblicitario erano più forti, ma hanno perso con quasi 900 voti di scarto, guarda che il popolo vuole fatti non momenti scenografici e pittoreschi.

L’assessore Del Gaudio, come l’araba fenice che "vive della propria morte"

C’è chi non riesce a scrollarsi di dosso il ruolo di ‘sconfitto’ che esprime in ogni occasione, anche quando la realtà non lo impone, cioè anche quando vince una campagna elettorale e finalmente si da una immagine. Bene vivere da sconfitto, operare da sconfitto, comunicare da sconfitto, può essere una virtù, può altresì essere una strategia, il più delle volte però è una evidente incapacità di leggere i fenomeni ed attribuire loro l’importanza che meritano. L’assessore di Camerota Del Gaudio è tra questi.  Lo sono stati a lungo e tutt’ora continuano ad esserlo molti politici di sinistra – e chi scrive non può essere considerato lontano da questi – che pur di vivere da sconfitti la presenza e la potenza di Berlusconi in questo Paese, hanno finito per ridursi a sconfitti perpetui. Ed in questa estenuante fatica sembra essere relegato l’assessore Del Gaudio verso cui, sia chiaro, umanamente, chi scrive, non ha nulla da eccepire,  quanto a doti politiche e comunicative, non fosse per il ruolo che svolge questo giornale,  sia consentito di fare qualche doverosa puntualizzazione. Gli sconfitti per vocazione sono di solito convinti portatori di una morale superiore, integerrima, pulita, quasi cristallina, diciamo trasparente. Mai si sognerebbero di compiere la benchè minima omissione nei confronti del bene pubblico del quale sono depositari, custodi e responsabili. Mai  si sognerebbero di mentire. Mai si sognerebbero di considerare insignificante il benchè minimo attacco all’interesse collettivo, dichiarandolo un sopruso: dalla più marginale appropriazione privastistica, alla più grande corruzione. Loro no, spesso indossano abiti sobri, occhialini e li riconosci perchè attraversano le viuzze del paese con la schiena dritta di chi è riuscito nella vita a darsi un titolo, un ruolo. Ovviamente per uno spirito di servizio. Tutto ciò, capita che  appaia come un’immagine da dare all’esterno, piuttosto che come un fatto di sostanza. A carte invertite infatti l’aggressione, attraverso un cancelletto, di un interesse pubblico, può diventare uno show insensato, giocato da qualcuno per uno scopo politico e fatto apparire pertanto come un grande scandalo. Una barca ormeggiata attraverso criteri discutibili, diventa una piccola barchetta insensata, non degna di nota. Ma è pur sempre una barchetta di un assessore. Potremmo ri-elencare tutte le operazioni che il simpatico assessore ha incolonnato su facebook attribuendo a queste un valore molto positivo, provando a fargli comprendere che sugli stessi punti l’opinione di molti è di senso radicalmente contrario: a cominciare dalla nascita della Protezione civile, in ambito locale, che appare ai più come un’araba fenice al contrario, ovvero invece di vivere della propria morte – come viene ricordata in letteratura – si alimenterebbe della morte degli altri, come in molti sostengono. Ricordiamo che a Camerota sta scomparendo la Croce Rossa, mentre sta sorgendo la Protezione Civile. Auspicando pure che non sia un piccolo clone degli scandali noti a questo Paese soprattutto in questi ultimi tempi, quanto a modalità di intervento, non sul campo ma nei palazzi. Oppure potremmo riprendere la citazione d’inizio, ovvero il rammarico dell’assessore Del Gaudio,  per non essere stato invitato alla ‘Corsa del mito’. Forse non sa che in più occasioni di presentazione l’Amministrazione è stata invitata a svolgere un ruolo attivo – dicono dall’associazione -, "tant’è che ha rilasciato anche le autorizzazioni ed è stata presente nei momenti ufficiali". Come forse non sa, l’assessore, che la sua amministrazione ha riservato un premio all’ associazione che ha dato vita all’evento, attraverso il sindaco Domenico Bortone. Come dire, l’assessore si metta in pace con il suo capo, il sindaco – a me simpatico – che in nome della giunta ha ritenuto opportuno ringraziare l’associazione e, scegliendo di andare oltre, ha riservato a questa un "gradito omaggio". Tuttavia a questo assessore dello sport viene spontaneo rivolgere l’invito a fare bene il suo ruolo, cercando di non farsi superare dalle iniziative che invece i cittadini sono capaci di compiere, spesso sostituendosi (quasi per disperazione) a ciò che dovrebbe compiere il primo responsabile di tutti, il quale invece di ringraziare cosa pensa di fare? Di screditare chi lavora dal basso raggiungendo obiettivi per la promozione del territorio più validi di quelli che è capace di far raggiungere lui che è messo lì per tali scopi. E di cose da compiere in quel comune di Camerota, sul fronte dello sport ce ne sono, e non poche. Questo non ce lo dice l’associazione che sta animando positivamente la realtà, a cui questo giornale guarda con simpatia, senza nasconderlo e senza imbarazzo, poichè l’autonomia di questa redazione è garantita dall’autonomia di chi la dirige, con risultati noti a tutti, ma ce lo dicono i cittadini di Camerota. Insomma chi vuol vestire i panni dello sconfitto è libero di farlo. Se poi pur di continuare a farlo deve utilizzare le armi retoriche della menzogna, del considerare la comunicazione un orpello, dell’accusa di collaborazionismo e di faziosità che non ci offende, anzi la consideriamo fisiologica e banale, è libero di fare di se stesso la causa del proprio male. Non ne faccia una colpa a noi il Del Gaudio, se la sua amministrazione ha affidato la comunicazione istituzionale ad un tale Rubano, che è un po’ ufficio stampa – così si è presentato al sottoscritto – e un po’ portavoce – così si è corretto con il sottoscritto quando gli è stato fatto notare che gli addetti stampa si nominano attraverso concorso pubblico -, ed anche un po’ cronista (con un giornale provinciale – così da essere imparziale quando si parla di Camerota -), ed anche un po’ imprenditore, quando appare a capo di una entità presente sul mercato, ed anche un po’ politico quando diventa il timoniere del Pd locale, ed ancora un po’ ingenuo – dico io – quando crede che di tutto ciò nessuno si accorga. Non ce ne faccia una colpa se tali addetti alla comunicazione poi respingono via i cronisti di questo giornale dalle propagandistiche conferenze stampa del Comune, costringendoli a recuperare le notizie su questo Comune attraverso canali propri, con difficoltà, viste le peripezie note per gli accessi agli atti anche per chi è all’opposizione, figuriamoci per i giornalisti, quasi a voler somigliare al Minculpop.  Non ce ne faccia una colpa se la sua squadra in consiglio comunale chiede di spegnere i registratori, quasi a somigliare alla repubblica delle banane.  Non ce ne faccia una colpa se i propri modelli di riferimento affondano in un cupo passato piuttosto che glissarsi verso le frontiere aperte della comunicazione. Chiunque è libero di fare di se stesso un’araba fenice. Anche l’assessore. Politicamente, come è ovvio.


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