Camerota, Saggiomo espulso dal consiglio. Guzzo: «Atto premeditato e di gravità inaudita»

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Nel corso del primo consiglio comunale di Camerota si è aperta subito una lunga schermaglia sulla questione della presunta ineleggibilità a consigliere di Giancarlo Saggiomo, ex presidente della società dei parcheggi, sospeso dal consiglio comunale finchè «la posizione non sarà chiarita nelle opportune sedi», ha detto il sindaco. La presunta incompatibilità dell’architetto è stata sollevata dal consigliere di opposizione Orlando Laino. 

È stato teso il primo consiglio comunale di Camerota di lunedì mattina, che ha visto un acceso battibecco tra maggioranza e opposizioni. La causa scatenante è stata la questione della presunta ineleggibilità e incompatibilità dell’ex presidente dei parcheggi con la carica di consigliere di minoranza. «E’ stato cacciato fuori impropriamente – ha sottolineato il capogruppo di minoranza Pierpaolo Guzzo al giornaledelcilento.it – L’articolo 69 (del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, ndr) specifica che l’amministratore ha 10 giorni di tempo per formulare osservazioni o per eleminare le cause di ineleggibilità sopravvenute e incompatibilità». 

Si tratta di una questione su un incarico ricoperto dall’architetto come presidente della società partecipata ‘La Calanca srl’. Un incarico ricoperto nel corso della precedente amministrazione e che Saggiomo ha lasciato da qualche mese. 

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«È venuto fuori quello che avevamo sospettato e temuto. – continua Guzzo – L’atteggiamento di Laino era scontato ma quello che è grave è l’atto della maggioranza. Da una maggioranza nuova non ci saremmo aspettati un comportamento da Prima Repubblica, cioè cacciare un consigliere per presunta ineleggibilità. E’ stato cacciato fuori con un atto di arroganza. Scarpitta – prosegue il consigliere d’opposizione – aveva parlato di collaborazione, ma non dialogheremo con una amministrazione arrogante e prepotente, e che non rispetta i principi di democrazia. 

Guzzo annuncia battaglia con un ricorso immediato, la comunicazione al Prefetto «per aver violato il testo unico» e i provvedimenti anche nei confronti del segretario comunale «per aver consentito una cosa del genere». «Un atto di una gravità inaudita, che lascia intendere che si sia trattato di un fatto premeditato: le due liste a questo punto erano d’accordo fin dall’inizio. Saggiomo dalla società dei parcheggi si era dimesso già da tempo – conclude  Guzzo – non esiste incompatibilità e ineleggibilità».

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