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‘Tuttinsieme’ affronta l’impresa più disperata: la strada chiusa tra Camerota e Palinuro

di Maria Antonia Coppola

Ieri mattina immediatamente, tra i cittadini del comune di Camerota, è circolata la voce che l’Anas aveva chiuso con barriere fisse il tratto di strada del Mingardo sul quale , il 17 novembre, erano caduti consistenti ‘pezzi di montagna’, così definiti da alcuni cittadini.
Le associazioni di promozione sociale, si sa, sul proprio territorio di solito compiono delle azioni che per quanto importanti o di richiamo, tendono ad avere un percorso, che affiancano e intercettano, con il loro lavoro, il lavoro più certosino delle istituzioni. Ma ancora una volta è accaduto che anche in questa occasione, l’associazione ‘Tuttinsieme’,  ieri mattina, ha fatto come quelli che prendono il toro per le corna, e ha ‘svegliato’ il paese convocando, ad un incontro pubblico, gli amministratori del Comune di Camerota e tutti i cittadini.
L’appuntamento alle 15,30 al cinema Bolivar, per discutere e per cercare eventuali soluzioni e risposte adeguate a risolvere il problema che da tempo affligge la strada del Mingardo, l’unica via scorrevole e veloce che collega Camerota al nord del Cilento, in questi giorni colpita dalle mareggiate e dalle frane.
Ieri  mattina, quindi, dopo la notizia del blocco della strada, immediatamente, il presidente dell’associazione Tuttinsieme, Mario Scarpitta e il suo gruppo organizzativo, hanno dato voce ai problemi dei cittadini, perché si sono chiesti: “Come mai, dopo la frana (nonostante i divieti che avvertivano del pericolo occorso e la messa in conto di altri possibili eventi pericolosi) gli automobilisti, impavidamente, hanno continuato a percorrere un tratto di strada che per circa otto chilometri, è assolutamente a rischio frana?”
L’alternativa dell’antica strada del ‘Ciglioto’ mostra una dura realtà come quella di allungare oltremodo i tempi di percorrenza per i cittadini di Marina di Camerota e di Lentiscosa e di affrontare, certamente una strada più sicura dalle grandi frane, ma costretta all’incuria da molti anni. Questa via alternativa è disagevole: interessata da piccoli smottamenti, rami cascanti, innumerevoli curve. Una strada stretta, che rallenta la marcia ai veicoli se ci si accompagna, com’è tipico per quella zona, a trattori, furgoni e camioncini. Una strada, quella del Ciglioto che consente appena ai pullman il transito. Che costringerà alla più dura gimkana le autoambulanze per arrivare quanto prima  al pronto soccorso. Una strada sulla quale grossi camion, come i tir, non possono accedere, e che costringe le aziende al di qua della frana, a non potersi rifornire. Chi lavora e chi studia fuori Camerota, il tipico pendolare della cultura (gli insegnanti) e il pendolare fruitore della cultura (lo studente), è costretto quasi a non dormire per trovarsi in orario con il treno del mattino.
Tuttinsieme ha fatto il conto di quanto costa a tantissimi cittadini l’assenza di questo tratto di strada e con un incontro pubblico, ha messo sul tappeto i problemi strutturali che hanno coinvolto la popolazione, affrontando una sfida impossibile, almeno per il breve periodo, quale quella di dare una svolta al silente immobilismo fatalista.  
Svariati milioni di euro, questa la stima, molto orientativa, per mettere in totale e definitiva (?) sicurezza il Mingardo. Dal mare e dal ‘monte’. Un lavoro infinito, a quanto pare.
Il presidente dell’associazione Mario Scarpitta nel suo intervento iniziale si è subito compiaciuto per le numerose presenze e per i tantissimi  giovani intervenuti  tuttavia evidenzia l’assenza di alcuni, “Noto con estremo dispiacere l’assenza di politici della maggioranza e soprattutto i miei compagni dell’opposizione.  E’ un triste bilancio, perché questo problema doveva essere molto sentito da chi amministra la cosa pubblica. Questa sera dovremmo cercare di dare una risposta abbastanza forte e chiara. La preoccupazione non è nell’immediato, sono convinto che, dopo le parole rassicuranti del sindaco Bortone, in pochi giorni si risolverà il problema del costone che verrà velocemente messo in sicurezza e  in tempi brevi si potrà risolvere il disagio. Però, le pietre che sono cadute non rappresentano la vera preoccupazione, quello che preoccupa sono le forti mareggiate e l’erosione della strada, bisogna programmare un intervento risolutivo prima che succeda l’irreparabile”. In risposta il sindaco : “ La situazione della viabilità in questo tratto di strada  non è vista solo dal disagio rappresentato  dal costone roccioso. La Regione e la Provincia hanno già ipotizzato, sia dal punto di vista progettuale che con impiego di grosse risorse, un intervento complesso e complessivo. Circa l’azione amministrativa, abbiamo dato tutta la nostra disponibilità ad incontrare e a sollecitare le istituzioni, tutti i rappresentanti istituzionali anche  della zona. Questo a conferma che come amministrazione ci stiamo muovendo a tutto tondo. Sia chiaro che io sono sempre al vostro fianco, anzi, davanti a voi, per eventuali azioni da intraprendere”.
Lunedì sarà il giorno dell’arrivo in soccorso dei ‘rocciatori’ che procederanno al monitoraggio del costone interessato dalla frana. Il maltempo che è stato preannunciato, probabilmente non fermerà questo tipo di intervento, il primo di una serie di azioni, attesa, necessaria e fondamentale per garantire ai viaggiatori di questo pezzo di Cilento, qualche garanzia e serenità. Se le notizie del mantenimento del costone saranno positive, probabilmente, con un senso alternato si consentirà la riapertura della strada per giovedì prossimo.






 

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