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Mennea: “Lo sport è passione, è una palestra di vita”

di Redazione

Grande partecipazione ieri sera a Marina di Camerota in occasione della presentazione del libro di Pietro Mennea "A trent’anni dalla medaglia d’oro". Lo storico primatista mondiale dei 200, plurilaureato ed ex parlamentare europeo, nell’ambito dell’incontro con la comunità locale, ha narrato con precisione e generosa disponibilità le imprese sportive che l’hanno reso celebre, riuscendo a tracciare con chiarezza i contorni della sua concezione dello sport.

Sollecitato a più riprese dal giornalista Vito Pinto, dopo i saluti dei sindaci di Camerota e Palinuro, Pietro Mennea ha fatto riferimento allo sport come ad una grande occasione di crescita umana e sociale, una sorta di appassionante palestra di vita. Sul palco, insieme a Mennea e a Pinto, c’era Mario Scarpitta, presidente dell’associazione di promozione sociale Tuttinsieme. Riferendosi al filmato, mostrato ai presenti nella serata di ieri, della storica e tiratissima gara di Mosca che ha sancito la vittoria dell’atleta pugliese alle olimpiadi del 1980, Scarpitta ha espresso la propria emozione, oltre che l’ammirazione per un personaggio impegnato a 360 gradi nella diffusione dei valori fondanti verso i quali rivolge le proprie azioni quotidiane, nei campi più disparati: "Non vi nascondo che ho avuto i brividi mentre scorrevno le immagini di quella fantastica gara. Mennea incarna proprio la concezione dello sport che noi vogliamo promuovere e coltivare, fatta di coesione sociale, passione, rispetto delle regole, lealtà, entusiasmo, impegno costante. E’ un esempio che non si può non seguire e diffondere".
Con pacatezza rassicurante e vivido orgoglio, Mennea ha ricordato che se qualcuno, a distanza di trent’anni dal suo record del mondo sui 200, alle ultime olimpiadi avesse fatto segnare un tempo pari a quel mitico 19 e 72, sarebbe stato secondo solo a Bolt, l’attuale recordman mondiale.
"Lo sport per fascinare ha bisogno di ‘miti’, allora produce e incide anche per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e ambientale", ha detto Mennea.


E oggi c’è la "Corsa del Mito", la gara podistica che vedrà impegnati atleti professionisti provenienti da diverse parti del mondo, oltre a tanti appassionati intenti a vivere un 25 aprile all’insegna della partecipazione e dello sport. La gara partirà alle 18 e si svolgerà sul percorso Palinuro- Marina di Camerota, con arrivo al porto di Marina. Tra i partecipanti "autoctoni", scalpitano Pierantonio Esposito e Giuseppe Russo. "L’importanza di partecipare è una cosa che si coglie benissimo in una gara di questo genere. E’ un’esperienza coinvolgente e unica, e in questo caso l’emozione è doppia, visto che l’arrivo è posto nel mio paese. Non vedo l’ora che la corsa inizi, mi impegnerò al massimo e darò tutto quello che ho per onorare l’evento", ha assicurato Esposito al giornaledelcilento.it. A premiare il vincitore della corsa sarà ovviamente il testimonial della due giorni, Pietro Mennea, che come consiglio a chi partecipa per la prima volta a una corsa del genere dice: "Non è necessario vincere. E’ importante esserci, e trarre giovamento dalle piccole sofferenze del momento sportivo." Poi, sul concetto dell’ agonismo: "E’ importante collegarlo alla passione, all’interesse vero. Poi, se uno non riesce, non fa niente. Ci sono altre medaglie nella vita".

 

"Poco dopo le otto di sera del 28 Luglio 1980, con una temperatura di 23°, l’umidità del 56%, il vento zero, mi presentai alla finale dei 200 metri, i miei rivali erano i cubani Silvio Leonard e Osvaldo Lara, i polacchi Woronin e Dunecki, il tedesco orientale Hoff, il giamaicano Quarrie e il britannico Wells. A me toccò l’ottava corsia cioè l’ultima, a Wells la settima…"  [da "A trent’anni dalla medaglia d’oro", Pietro Mennea]

 

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