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Palazzetto dello sport: lavori bloccati per autorizzazione paesaggistica scaduta, ora la relazione di un avvocato

di Redazione

Una della numerose questioni irrisolte e "controverse" che riguardano il territorio e la comunità di Camerota è senza dubbio quella che riguarda il centro polifunzionale in costruzione nella zona di Via Sirene. Dalla scorsa primavera la Soprintendenza di Salerno ha interrotto i lavori di realizzazione dell’opera; da allora, la situazione non si è sbloccata. Il punto centrale della questione risulta essere un’autorizzazione di idoneità paesaggistica scaduta. Cioè: il parere positivo della Soprintendenza, relativo alla costruzione del palazzetto dello sport, avrebbe mantenuto la propria validità per tutta la durata dei lavori, se questi ultimi fossero iniziati entro i cinque anni, previsti dalla legge, dal rilascio dell’autorizzazione. Così non è stato, per cui la Soprintendenza di Salerno ha ritenuto che l’opera si stesse costruendo in maniera abusiva, a quel punto senza l’autorizzazione paesaggistica.

Durante il lunghissimo e denso consiglio comunale svoltosi a Camerota sabato scorso, durato sette ore con 16 punti all’ordine del giorno, nell’ambito del dibattito riguardante la statica situazione edilizia sul territorio comunale e i difficili rapporti tra Ente Comunale e Soprintendenza, è stata affrontata pure la questione del centro polifunzionale, il quale giace da mesi incompleto e, a questo punto, soggetto al rischio di degrado dei materiali che ne compongono la struttura. Su tale delicata e urgente vicenda, il consigliere comunale di opposizione Antonio Romano, che all’epoca della progettazione e dell’avvio dei lavori era assessore ai lavori pubblici, ha affermato: "Il palazzetto è stato fatto in maniera leggittima, la progettazione era leggittima e i pareri erano altresì leggittimi". Richiamando una normativa in materia, risalente al 2001, ha così continuato: "Dal rilascio dell’autorizzazione paesaggistica fino all’inizio dei lavori ci sono cinque anni di tempo affinchè l’autorizzazione sia ritenuta valida; se i lavori cominciano nel quinquennio, l’autorizzazione mantiene la validità per tutta la durata dei lavori". A chi dai banchi dell’opposizione gli fa notare che i lavori sono iniziati un po dopo i cinque anni previsti, Romano risponde: "La determina di affidamento dei lavori è stata fatta prima della scadenza, ne sono sicuro". Poi, per rimarcare la sua convinzione che le cose sono state fatte correttamente e che si sarebbe potuto decretare anche l’inizio dei lavori nei termini previsti, oltre alla determina di affidamento, richiama ancora la legge: "In caso di urgenza, il dirigente può determinare l’inizio dei lavori immediatamente con l’aggiudicazione e prima della stipulazione del contratto, previa verifica dei requisiti e della certificazione antimafia della ditta". Qui "dirigente" sta per "responsabile del servizio", secondo la logica.

Continuando, Romano sottolinea l’agire, a suo dire, non collaborativo e non dettato dal buon senso da parte della Soprintendenza, che avrebbe agito in maniera non conforme al principio di sussidarietà che regola i rapporti tra enti pubblici: "La Soprintendenza ha messo in difficoltà il nostro Comune, che ha avuto il solo torto di non aver potuto adempiere a tutte le scadenze del caso, anche per non rischiare di perdere il finanziamento sull’opera. Comunque dell’architetto D’Agosto tutto si può dire, tranne che non abbia seguito i procedimenti e che non abbia fatto in pieno il suo lavoro" . Qui "architetto D’Agosto" sta per "responsabile del servizio", sempre secondo la logica. Ed è ancora una volta la logica a dettare la costatazione che qualcosa non torna: prima il responsabile del servizio è colui che poteva far si che si rimanesse al di qua del limite dei cinque anni, ora è quello che ha fatto in pieno il suo lavoro. Ma "tutto si può dire", questo appare evidente.

In relazione alla faccenda-palazzetto e alle possibili evoluzioni, l’assessore all’urbanistica Giosuè Saturno ha affermato: "Abbiamo avuto un incontro con la Soprintendenza, purtroppo ci siamo trovati di fronte ad un muro riguardo a determinate questioni. Per risolvere il problema del palazzetto la Soprintendenza ci ha detto di rivolgerci ad un avvocato il quale dovrebbe stilare una relazione dettagliata di quello che è successo. Nello stesso tempo, si realizzerebbe un intervento sulla copertura, in seguito ad una perizia tecnica, in modo da salvaguardarla. Il tutto verrà inviato, tramite la Soprintendenza, all’ Avvocatura di Stato, che ci darà una risposta. Comunque sia, ci hanno riferito che non hanno mai deciso di demolire un’opera pubblica; inoltre, noi abbiamo lanciato un input alla Soprintendenza, dicendogli che abbiamo intenzione di fare un intervento di "mitigazione" riguardo a quest’opera, finanziato dal Comune, prevedendo la realizzazione delle aree esterne di concerto con la Soprintendenza, visto che, probabilmente, da quando è stato dato il precedente parere, è cambiato qualcosa da un punto di vista paesaggistico, poichè il progetto è stato approvato tanto tempo fa".

Sui rapporti difficili con la Soprintendenza e su una eventuale impostazione da assumere nel futuro prossimo, Domenico Bortone, sindaco di Camerota, ha dichiarato: "La prima cosa che mi hanno detto è: ‘siete poco seri a Camerota, poichè avete mandato un atto illeggittimo riguardante la lottizzazione dell’area del castello. Non possiamo essere presi per i fondelli, in quell’atto è stato dichiarato il falso, cioè che sulla lottizzazione del castello non c’erano procedimenti in atto. Quando un funzionario dichiara il falso, è roba da Procura della Repubblica’. "

Il sindaco ha poi ribadito che, a parer suo, per la questione-castello ci voleva maggiore attenzione e sinergia tra i tecnici e il Comune. Inoltre, sempre sul rapporto con la Soprintendenza, ha riferito. "Mi hanno detto che alcuni progetti presentati da Camerota sono impresentabili, che non meritano neanche di essere visti, che mancano di rispetto a chi li deve leggere. Io dico: mettiamoci nelle condizioni di essere più preparati. Cerchiamo e pretendiamo più professionalità. Solo così possiamo porci in una condizione di forza nei confronti della Soprintendenza, e pretendere qualcosa."

Rispetto a Giovanni Infante, il nuovo responsabile del Servizio Urbanistica del Comune di Camerota, ha detto: "L’architetto Infante ha proposto delle novità per quanto riguarda il rapporto con i tecnici, con dei protocolii da seguire, in modo tale che si segua un certo indirizzo che deve coincidere con quello che si segue a Salerno. Solo così evitiamo di essere mortificati e ritenuti una massa di ignoranti. Facciamo un discorso contro l’approssimazione, è fondamentale. Ai tecnici diciamo che sono loro che devono arrivare alla massima professionalità, dando così delle risposte forti."

Nello stesso consiglio comunale, nell’ambito del riconoscimento dei debiti fuori bilancio, poi rinviato al prossimo consesso, l’assessore al bilancio, Pierpaolo Guzzo, ha fatto riferimento a una cifra consistente riguardante l’esproprio del terreno su cui sorge il centro polifunzionale. Guzzo ha riferito: "Si tratta di una somma consistente, solo di interessi maturati si era arrivati a 11500 euro."

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