Campania in bilico tra zona gialla e zona arancione

Dal 26 aprile molte Regioni sperano di tornare in zona gialla: tra queste anche la Campania, che si trova attualmente in zona arancione. Essere gialli da lunedì significa la riapertura di molte attività, a partire dai bar e dai ristoranti con servizio al tavolo a pranzo e cena, teatri, cinema, musei e sport all’aperto.

Se per alcune Regioni, come il Lazio, il passaggio in zona gialla dal 26 aprile viene dato per scontato, diversa è la situazione per la Campania, passata in zona arancione lunedì 19 aprile e quindi meno vicina alla promozione in area gialla. Inoltre, i contagi attuali in Regione non permettono ancora la promozione in zona gialla: l’incidenza è pari a 230 casi ogni 100 mila abitanti.

Quale sarà il colore della Campania dal 26 aprile: ecco le ipotesi sulla zona gialla o arancione in base al numero di contagi registrati in Regione e all’ultimo monitoraggio ISS.

Campania in zona gialla o arancione dal 26 aprile? Le ipotesi

In base ai dati dell’ultimo monitoraggio, sono 13 le Regioni che puntano alla zona gialla da lunedì 26 aprile. La Campania, passata in zona arancione dopo ben 6 settimane di rosso potrebbe non cambiare colore né il 26 aprile né la settimana successiva.

Il motivo è presto spiegato: essendo passata in zona arancione solo da una settimana, sulla base dell’ultimo monitoraggio ISS e nel rispetto dell’impianto a colori, occorre attendere almeno altri 7 giorni per passare nella fascia di rischio inferiore. Servono appunto 2 settimane per il declassamento, mentre ne basta soltanto una per il passaggio in una fascia di rischio superiore.

Inoltre, i contagi registrati soprattutto nell’area metropolitana di Napoli non fanno ben sperare: la città è sopra la soglia dei 250 casi ogni 100 mila abitanti (259), suscettibile del passaggio in zona rossa.

Cosa dicono i dati ISS

L’ultimo monitoraggio ISS della scorsa settimana, descriveva un indice Rt in Campania pari a 1 (0.96 – 1.03), con uno scenario di “rischio basso ad alta probabilità di progressione”.

L’occupazione dei letti nelle terapie intensive, invece, resta ancora sotto la soglia di criticità, ma le proiezioni vedono il numero salire nei prossimi 7 giorni.

Capitolo vaccinazioni: la Campania ha accelerato le somministrazioni per gli anziani over 80: coloro che si sono prenotati dovrebbero essere immunizzati con almeno una dose entro una settimana. Tuttavia, i numeri descrivono un ritmo ancora troppo lento: la percentuale di vaccinazioni (con almeno una dose) effettuate ad oggi in Regione (10%) è appena sopra la media italiana di 9,7% (secondo i dati della Fondazione Gimbe).

Campania, da quando in zona gialla?

Alla vigilia del consueto monitoraggio ISS, la Campania vede allontanarsi la zona gialla: contagi ancora troppo elevati e vaccinazioni che procedono a rilento. Se ciò non bastasse, occorre valutare anche il numero degli attuali positivi in Regione: sono 92 mila, in confronto (per esempio) ai 58 mila della Lombardia. Ciò significa che, ad oggi, un malato di Covid su 5 risiede in Campania.

Riassumendo: cosa manca alla Campania per tonare in zona gialla?

  • per prima cosa occorre abbassare l’indice Rt al di sotto di 1;
  • è necessario ridurre il numero di nuovi contagi giornalieri e abbassare al contempo l’incidenza dei nuovi casi positivi almeno sotto i 200 ogni 100 mila abitanti;
  • è poi necessario attendere almeno 14 giorni dal precedente passaggio dalla zona rossa alla zona arancione. La prima data utile per il ritorno in zona gialla, quindi, potrebbe essere il 3 maggio.

Per tutti questi motivi è presumibile che la Campania non torni in zona gialla dal 26 aprile e forse nemmeno la settimana successiva a causa dell’elevato numero di contagi e della progressione di rischio.

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