Campania, scuole chiuse. Appello a Zingaretti: «Intervenga, seri danni per bimbi»

Due settimane ad ottobre più 17 mattine tra novembre e dicembre. I più fortunati tra gli studenti della Campania sono stati in classe questi pochi giorni. A metterli in fila non si arriva neppure ad un mese. Meno dei coetanei di tutta Europa. E se il conteggio non riguarda i più piccoli, ma gli scolari dagli 8 anni in su, il bilancio è talmente magro da potersi fare sulle dita di due mani.

“E la chiamano scuola” commenta Francesca Di Transo, architetto e gallerista che dopo essersi mobilitata – anche professionalmente chiamando a raccolta alcuni artisti – per la riapertura delle scuole, ha scritto al segretario del Pd Nicola Zingaretti per sottolineare l’anomalia campana, legata alle scelte del governatore De Luca che continua a far slittare il ritorno in presenza di bambini e ragazzi della Regione.

“Egregio segretario Zingaretti, mentre in Italia si discute della possibilità di riaprire le scuole secondarie di secondo livello, in Campania i bambini non potranno tornare a frequentare la scuola, neppure quelli della scuola primaria, se non del primo e del secondo anno. Ciò che mi inorridisce di più, credendo nella politica per mia natura e formazione, è la completa indifferenza nella quale si consente al governatore di operare una scelta tanto isolata, senza alcun fondamento scientifico ( sa bene che le linee guida generali europee tendono a non considerare le scuole, in particolare la primaria, come fonte di focolai) e che per di più creerà e sta creando seri danni ai bambini campani”.

La lettera chiede a Zingaretti di non fuggire dalle sue responsabilità: “Le chiedo di essere segretario del suo partito, di ricordarsi cosa sia la politica e quale sia il suo ruolo e di intervenire con immediatezza per porre fine a una situazione di ingiustizia assoluta che stanno vivendo i nostri bambini. Le chiedo aiuto e le chiedo di accollarsi, così come deve essere, la responsabilitá dei nostri figli”. Un appello alla politica intesa nella sua accezione più nobile, congiunto alla richiesta di fare qualcosa subito: “Mi dica come possiamo muoverci per riportare il tutto ad una situazione di giustizia e normalità”.

“Quel che l’architetto Di Transo dimentica è che il Pd è lo stesso partito che, proprio in queste ore, rappresenta l’area di governo meno incline alla riapertura delle scuole “commenta Virginia Puolo, che oggi sarà in piazza contro le scelte di De Luca (scuole ancora tutte chiuse e da lunedì tornano in presenza solo i piccoli fino alla seconda elementare) e propone di scrivere, piuttosto, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi, dunque, tornano in piazza i genitori delle reti dei comitati No Dad. Studenti, insegnanti e genitori del comitato Priorità alla scuola organizzano presidii in varie città d’Italia, ma mentre altrove ci si batte per le superiori, qui la mobilitazione rivendica il diritto allo studio per tutti gli 800 mila alunni campani, compresi i piccoli che nelle altre regioni vanno regolarmente in classe. ” Chiediamo l’apertura in presenza e in sicurezza di tutte le scuole ” spiegano i portavoce della protesta, che a Napoli prevede alle 13 in piazza Cavour attraversamenti stradali che rallentino il traffico, alle 14.30 un presidio davanti alla Regione, alle 16 un sit davanti alla prefettura.