Capaccio Paestum, inaugurata la sala Hera Argiva in un bene confiscato alla criminalità organizzata

di Antonio Vuolo

È stata inaugurata stamattina, in località Ponte Barizzo, la Sala Hera Argiva. I locali messi a disposizione della Città di Capaccio Paestum sono stati riqualificati grazie a un progetto di riuso e di rifunzionalizzazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata finanziato attraverso l’utilizzo congiunto dei fondi strutturali e di investimento europei messi a disposizione dal POR FESR Campania 2014/2020 e dal PON FESR/FSE Legalità 2014/2020.

Il bene oggetto dell’intervento è stato confiscato alla criminalità organizzata e consegnato all’amministrazione comunale di Capaccio Paestum nel 1999 per adibirla a centro polifunzionale dedicato all’aggregazione sociale. I lavori di rifunzionalizzazione, che hanno previsto una migliore razionalizzazione degli spazi, sono stati realizzati sia internamente che esternamente sulle tre facciate, con la realizzazione dell’isolamento termo-acustico. È stato creato un unico locale multifunzionale con la possibilità, mediante pareti divisorie mobili, di suddividere l’intera superficie in tre ambienti distinti e separati: una sala conferenza di circa 65 posti a sedere, schermo, proiettore e impianto di diffusione sonora dolby 5.1; un’area lettura con tavoli circolari, sedie, poltroncine e libreria; un’area associazioni con tavolo conferenze, sedie e libreria. L’intero locale è dotato anche di impianto di videosorveglianza.

«Grazie al programma regionale in materia di politiche di sicurezza e legalità siamo riusciti a portare definitivamente a termine un intervento atteso da anni – dichiara il sindaco Franco Alfieri – Abbiamo finalmente messo a disposizione della Comunità di Capaccio Paestum uno spazio, in località Ponte Barizzo, importante anche dal punto di vista simbolico. Con un progetto di riuso e rifunzionalizzazione, nuovi locali realizzati in un immobile confiscato alla criminalità organizzata più di venti anni fa da oggi saranno dedicati all’aggregazione sociale».

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Antonio Vuolo

Giornalista e comunicatore per passione e per professione da ormai oltre 10 anni, se non ho perso il conto. Il segreto? Avere dentro di sé sempre la stessa curiosità di un bambino. Mi appassionano i temi legati soprattutto alle questioni di attualità, allo sport, al territorio. Quando non sto con una penna in mano o una telecamera davanti, potete “trovarmi” in giro in qualche angolo del Cilento o del mondo, oppure più semplicemente in un bar a sorseggiare un calice di vino con gli amici.
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