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La ‘Costituzione degli animali domestici’ è diventata legge

di Maria Antonia Coppola

Carcere fino a due anni per chi uccide gli animali domestici. La Camera ha infatti definitivamente ratificato con 489 voti a favore, nessun contrario e tredici astensioni, la Convenzione europea degli animali da compagnia, promulgata il 13 novembre del 1987. Per la ratifica, l’Italia arriva penultima in Europa, avanti solo ai Paesi Bassi. Il testo votato dalla Camera rafforza la tutela dei diritti degli animali e stabilisce due nuove tipologie di reato, traffico illecito, e introduzione illecita in Italia, che vanno riempire una lacuna dell’ordinamento.

L’uccisione di un animale da compagnia sarà punita con la reclusione da 4 mesi a due anni e il maltrattamento di animali potrà essere sanzionato con la reclusione da tre a 15 mesi o con una multa che va da 3000 a 15.000 euro. Le sanzioni vengono aumentate se gli animali uccisi o maltrattati hanno meno di 12 settimane di vita. Da oggi cagionare una lesione, maltrattare, seviziare, sottoporre un animale a fatiche o lavori non sopportabili per le sue caratteristiche, arrecare danni alla sua salute sottoponendolo a trattamenti veterinari inadatti o drogandolo, verrà punito con la reclusione da tre a 15 mesi o con una multa da 3000 a 18.000 euro. La stessa sanzione si applica a chi sottopone un animale al taglio della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti o a altri interventi chirurgici che non siano finalizzati a scopi terapeutici. Le pene previste sono aumentate della metà, nel caso questi interventi provochino il decesso dell’animale. Il provvedimento ha una portata rilevante, poichè sono 17 milioni le famiglie italiane che hanno un animale in casa e secondo le stime gli animali domestici sono 44 milioni. Il via libera bipartisan della Camera non è stato tuttavia all’insegna dell’unanimismo. “Il provvedimento, ha ricordato Gabriele Cimadoro (Idv), arriva dopo 23 anni e ci fa passare da regime di tolleranza a una tutela assoluta, in cui l’animale viene quasi considerata una persona. Siamo d’accordo sulla filosofia del testo che va a chiarire alcune situazioni drammatiche come il contrabbando dei cuccioli. Permane qualche criticità come sull’atteso regolamento del Ministero della salute che, secondo l’esponente dell’Idv, doveva essere allegato alla ratifica”. “Forse era possibile fare di più, ha dichiarato Katia Polidori a nome di Fli, specie nell’ambito dei trattamenti veterinari ‘estetici’ come il taglio delle orecchie e della coda. Le norme contenute nella convenzione mettono un freno al business delle vendite illegali e alle scommesse sui combattimenti che si calcola ammontino a 800 mln/anno”. Solo la vendita di cuccioli importati illegalmente, senza documenti o libretto sanitario, frutta ai trafficanti oltre 300 mln. “Ogni anno, ha spiegato la deupata del Pdl, Maria Rosaria Rossi, migliaia di cuccioli vengono introdotti illegalmente in Italia, provenienti soprattutto dall’est. Imprigionato in un bagagliaio o in piccoli box che gli consentono a malapena di muoversi, un animale su tre non arriva vivo a destinazione. Acquistati a prezzi irrisori, l’importatore poi provvede a falsificare la documentazione facendo risultare che il cucciolo proviene da allevatore italiano e lo rivende a prezzi 20 volte superiori rispetto al prezzo iniziale di acquisto”. Non tutti hanno apprezzato il fatto che la Camera abbia impegnato metà seduta per una legge sui diritti degli animali. Tredici gli astenuti. Tra cui Pezzotta dell’Udc: “nel Paese ci sono problemi gravissimi, per una mattinata il Parlamento si e’ occupato di cani e gatti”.

 

fonte: Leggo.it

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