Caro gasolio, pescatori di Castellabate si fermano: costi insostenibili

di Antonio Vuolo

Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio i pescatori del Cilento. A San Marco di Castellabate, c’è anche il primo caso di disarmo. Franco Di Biasi, più comunemente conosciuto come “Sciarpetella”, ha deciso, infatti, di mettere in disarmo la barca e far sbarcare l’equipaggio perché ormai i costi di gestione sono diventati insostenibili. Il gasolio è passato da 0,60€ del 2021 a 1,40€ di oggi con inevitabili ripercussioni sul settore della pesca.

«Non possiamo più sostenere queste spese, preferiamo metterci in disoccupazione in attesa di tempi migliori – racconta Franco – Sinceramente, se dobbiamo uscire per non guadagnare nulla e senza recuperare neppure le spese, meglio restare nel porto».

E’ la prima volta, in 46 anni di mare, che Franco si trova in una situazione così difficile. «Da 46 anni sto al timone di una barca e non mi sono mai fermato – aggiunge – Ma, oggi, ci troviamo davvero in una condizione difficile».

Presto, tra l’altro, potrebbero aggiungersi anche altri pescatori del porto di San Marco di Castellabate. E non solo. Striscioni di protesta sono comparsi anche nel porto di Sapri. Ma si segnalano anche in altri porti d’Italia situazioni simili.

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Antonio Vuolo

Giornalista e comunicatore per passione e per professione da ormai oltre 10 anni, se non ho perso il conto. Il segreto? Avere dentro di sé sempre la stessa curiosità di un bambino. Mi appassionano i temi legati soprattutto alle questioni di attualità, allo sport, al territorio. Quando non sto con una penna in mano o una telecamera davanti, potete “trovarmi” in giro in qualche angolo del Cilento o del mondo, oppure più semplicemente in un bar a sorseggiare un calice di vino con gli amici.
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