Casal Velino, revocato finanziamento per il progetto Sprar

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di Antonio Vuolo

Il ministero dell’Interno revoca il finanziamento al Comune di Casal Velino per il progetto di accoglienza integrata per richiedenti asilo e rifugiati Sprar. L’ente era beneficiario, a valere sul Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo, di un finanziamento pari a circa 250mila euro annui, per il triennio 2017-2020. Ma oggi, quei 16 posti complessivi riservati a cittadini stranieri richiedenti asilo e rifugiati, gestiti da un’associazione temporanea di cooperative locali, rischiano di sparire. E con essi tutta la rete dell’accoglienza, dell’ospitalità e dell’integrazione socio-lavorativa costruita in questi anni nel comune cilentano. Il ministero dell’Interno ha disposto la revoca del finanziamento a valere sul fondo N.P.S.A. per il triennio 2017-2020. Alla base del provvedimento un «ritardo di oltre 91 giorni dalla data del 30 giugno 2018 per la presentazione della rendicontazione». Ma il Comune, difeso dall’avvocato Nicolò Mastropasqua del foro di Trani, ha presentato ricorso contro il provvedimento ministeriale al Tribunale Amministrativo Regionale di Roma. «Ci sono stati purtroppo dei problemi con la cooperativa mandataria convenzionata, per grave inadempimento di quest’ultima – sottolinea il primo cittadino di Casal Velino, Silvia Pisapia – Non a caso c’è anche un contenzioso in sede penale e civile con questo soggetto. Da qui, l’Ente si è trovato a dover sopperire a una serie di adempimenti che erano a carico del gestore. Ho provato più volte ad interloquire con gli organi ministeriali, ai quali abbiamo manifestato tutte le nostro controdeduzioni, nonostante le mancanze non fossero dell’Ente, ma alla fine non ci siamo riusciti. Diciamo che allo stato attuale il provvedimento di revoca è una sorta di atto dovuto da parte del ministero dell’Interno, ma noi confidiamo di far valere le nostre ragioni davanti ai giudici amministrativi». Nello specifico, il Comune aveva ricevuto un finanziamento di poco più di 124mila euro per l’annualità 2017, di circa 250mila euro per le annualità 2018 e 2019, e di circa 125mila euro per l’annualità 2020. Di queste somme, l’Ente aveva incassato una quota di 116mila euro, corrispondente al contributo assegnato per il secondo semestre del 2017, e due acconti per l’anno 2018 rispettivamente di circa 75mila euro e di circa 100mila euro.

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