Casaletto Spartano, don Simone lancia la campagna sui social: «Adotta una canna dell’organo»

di Marianna Vallone

Sono iniziate a metà gennaio le operazioni di restauro dell’organo a canne della Chiesa San Nicola di Bari, a Casaletto Spartano. Attraverso le pagine social della parrocchia, don Simone Gentile, parroco di Casaletto Spartano, ha deciso di lanciare un appello per «adottare una canna dell’organo». L’organo è quello novecentesco, che necessita di interventi di restauro. Uno strumento musicale di grande pregio, scrigno di storia e bellezza, custodito in quel centro di poco più che 1000 anime. Un gioiello prezioso che si vuole far tornare completamente al suo originale splendore, dopo anni di silenzio. 

Le canne, circa 500, sono in evidente stato di degrado e necessitano di interventi sostanziosi atti a ricostituirne la piena funzionalità e sonorità. Ed ecco perché don Simone ha lanciato l’appello ai parrocchiani, con l’obiettivo di fare una donazione per sistemare le canne dell’organo. «Si può adottare una canna, con 50 euro, da donare in parrocchia oppure tramite bonifico», è il contenuto del post.

«Molto probabilmente buona parte delle canne, organizzate in registri differenti, faceva parte di un più antico organo presente nella nostra chiesa, databile intorno al ‘700-‘800 e successivamente confluito nell’attuale composizione del 1921. – spiega il sacerdote – Le fasi seguenti del restauro richiederanno un meticoloso recupero per il quale occorrerà qualche mese. L’intervento di restauro è stato possibile grazie all’approvazione del progetto e al finanziamento per il 50% dei fondi derivanti dall’8×1000 alla Chiesa Cattolica. Il restante 50% rimane a carico della parrocchia». Ma è possibile aiutarla adottando una canna e contribuendo, così, alla rinascita del prezioso organo.

Per donare: tramite bonifico all’iban IBAN: IT48A0103076470000000599796
Causale: restauro organo a canne

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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