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27 Febbraio 2021
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Caso Alfieri, Vassallo dai pm: «Ecco il ‘sistema’ Cilento»

Dario Vassallo, fratello di Angelo, il sindaco pescatore ucciso il 5 settembre 2010 da mani ignote

Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo sindaco pescatore e fratello del primo cittadino di Pollica ucciso il 5 settembre 2010, si è presentato oggi dal pm anticamorra di Salerno Vincenzo Montemurro. Il magistrato della Procura guidata dal facente funzione Luca Masini lo aveva convocato per sentirlo come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sul voto di scambio politico-mafioso nel Cilento, che vede indagato anche il candidato sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, braccio destro del governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca, del quale è stato a lungo capo della segreteria ed è tuttora consigliere per le problematiche di caccia, pesca, ed agricoltura.

Coadiuvato dai funzionari della Dia di Salerno, il pm Montemurro ha interrogato Vassallo per circa un’ora e un quarto. Il verbale è stato secretato. Dario Vassallo è stato ascoltato su vicende relative all’amministrazione comunale di Agropoli, città di cui Alfieri è stato sindaco per due mandati consecutivi con risultati elettorali strepitosi. Sulle denunce che Angelo Vassallo, da sindaco di Pollica, rivolse all’allora assessore provinciale ai Lavori Pubblici Alfieri a proposito delle ‘strade fantasma’, strade provinciali che venivano liquidate nonostante i cantieri non avanzassero, oggetto a loro volta di un’altra indagine e di un processo a Salerno. E sulla lettera che la Fondazione Vassallo ha pubblicato sul proprio sito quando Alfieri ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Capaccio Paestum. Una lettera con cui Dario Vassallo ha invitato gli elettori a boicottare l’ex sindaco di Agropoli. “Non votate chi non ha visto, non ha sentito e non ha parlato delle denunce fatte dal sindaco pescatore”, si legge in un passaggio. Proprio in questi giorni Dario Vassallo ha sporto diverse querele a Roma contro presunti sostenitori di Alfieri che lo avrebbero minacciato sui social network. Azione Civile, il movimento fondato dall’ex pm Antonio Ingroia, gli ha espresso solidarietà.

Il giorno dopo le perquisizioni che hanno rivelato l’esistenza dell’accusa, l’ex capo della Procura Nazionale Antimafia Franco Roberti, in campagna elettorale per le elezioni europee da capolista Pd nella circoscrizione Sud, aveva invitato Alfieri a ritirarsi dalla competizione: “Come ho sempre pensato nei casi in cui un pubblico ufficiale è accusato di reati gravi – dichiarò al Fatto Quotidiano – Alfieri dovrebbe farsi da parte per sgomberare il sospetto che voglia strumentalizzare la propria posizione per difendersi. L’ho detto per Siri, vale anche per lui. La politica non è occupazione del potere, ma servizio per i cittadini, da svolgere immuni da ombre che ingenerino sfiducia”. Le parole di Roberti sono cadute nel vuoto. Alfieri è rimasto in campo, ha ottenuto il 47% al primo turno e il 9 giugno si contenderà al ballottaggio la carica di sindaco di Capaccio con Italo Voza.

All’uscita del Palazzo di Giustizia, Dario Vassallo non ha voluto parlare del contenuto dell’interrogatorio. “Però posso ribadire che il Pd campano è stato complice della politica di Alfieri e consapevole di come Alfieri si muoveva sul territorio e di come raccoglieva il consenso – ha commentato il fratello del sindaco ucciso – e quindi scriverò presto ai circoli Pd intitolati ad Angelo Vassallo in Campania: se il Pd non azzera la classe dirigente locale, dovranno togliere il nome di mio fratello dalle sedi campane, a cominciare dal circolo di Salerno dove furono denunciati brogli alle ultime primarie. Scriverò una lettera bonaria: ma se entro 30 giorni non lo faranno, adirò le vie legali”.

Vincenzo Iurillo per Il Fatto Quotidiano