Caso Mastrogiovanni, i difensori di Della Pepa e Forino: «Il video dimostra solerzia e alta qualificazione»

Il processo in appello per la morte di Franco Mastrogiovanni è alle battute finali. Si è svolta ieri al tribunale di Salerno, una nuova udienza con le arringhe conclusive di due avvocati della difesa: quella dell’avvocato Giuseppe Murino, difensore del dottor Michele Del Pepa, e quella dell’avvocato Ciro del Grosso, difensore dell’imputato Forino. Si avvia a conclusione uno dei processi che più di altri hanno segnato la cronaca cilentana, per il quale sono stati condannati in primo grado i sei medici accusati della morte del maestro elementare di Castelnuovo Cilento, deceduto nel reparto psichiatrico del San Luca di Vallo dopo 8e ore di contenzione. 

Murino ha chiesto il rigetto dell’appello e l’assoluzione con formula piena per i reati di cui è accusato il suo assistito, perché secondo lui il medico «avrebbe svolto un attento e sereno bilanciamento delle situazioni». Ha detto al riguardo che il medico aveva deciso di non continuare la terapia farmacologica in quanto Mastrogiovanni aveva già assunto 10 fiale di antipsicotico essendo giunto in reparto dopo un intervento per Tso. Continuare la cura farmacologica avrebbe potuto scatenare problemi cardiaci e cardiovascolari e per questo si è ritenuto di continuare ad adottare la contenzione come misura cautelativa nei confronti del paziente, attenzione dimostrata anche dal fatto che viene aumentata la sorveglianza sul degente. Secondo l’avvocato difensore, Della Pepa avrebbe svolto mansioni che andavano oltre i suoi compiti ponendo particolare attenzione al paziente: «Dal video si vede come il dottore controlli Mastrogiovanni per ben 30 volte».

Anche l’avvocato Del Grosso sottolinea «la solerzia degli operatori sanitari», affermando che «dal video è possibile vedere come il suo assistito abbia effettuato un accesso alla stanza di Mastrogiovanni ogni 13 minuti durante il suo primo turno e uno ogni 18 minuti durante il secondo», per dire che Forino non si sarebbe limitato ad affacciarsi per vedere la situazione ma avrebbe compiuto una vera e propria sorveglianza delle condizioni cliniche del paziente. Avrebbe inoltre provveduto ad una pulizia completa del paziente (rimozione pannolone, cambio lenzuola e pulizia delle parti intime) per ben tre volte nonostante Mastrogiovanni non fosse contenuto. Durante il secondo turno avrebbe provveduto, unico tra i paramedici, a slegare un braccio del paziente somministrandogli dell’acqua per idratarlo. La prossima udienza è fissata per il 6 novembre alle ore 11.

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