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Il pm chiede 6 anni e 8 mesi di carcere, il primo aprile la sentenza

di Redazione

Sei anni e otto mesi di reclusione. Questa è la richiesta formulata dal pubblico ministero ai giudici del Tribunale di Sala Consilina, in relazione alla vicenda giudiziaria che vede imputato Giuseppe Russo, il trentenne di Camerota accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna del saprese.

Nell’udienza che si è svolta giovedì mattina, durata un’ora e mezza circa, il pm, nell’articolare la requisitoria, ha praticamente condiviso le tesi e la ricostruzione dei fatti- relativi alla sera del 27 luglio scorso – riportata dalla donna. Così, secondo quanto denunciato da lei e quanto affermato dal pm, Russo, giunto a casa sua poco dopo le 23, avrebbe subito fatto violenza su di lei e poi l’avrebbe minacciata di ritorsioni nel caso in cui avesse parlato dell’accaduto con qualcuno.

A riguardo, uno dei due legali di Giuseppe Russo, Angelo Paladino, ha riferito: "La requisitoria del pm ha toccato solo i punti a cui ha fatto riferimento la denunciante e non ha proprio tenuto in considerazione le contraddizioni e gli importanti elementi riguardanti la personalità della donna, nonchè gli episodi significativi che l’hanno vista protagonista in passato. Inoltre, va tenuto presente che non ci sono evidenti segni fisici che attestino una violenza carnale; e vanno altresì tenuti presente gli elementi, emersi nel dibattimento, che riguardano i legami della donna con un carabiniere coinvolto nella fase delle indagini."

Paladino si è detto fiducioso "proprio per quanto emerso nel dibattimento, non per altro".

Il processo continuerà il 4 marzo, allorchè uno dei due avvocati di Russo formulerà l’arringa difensiva. Poi, il primo aprile, l’altra arringa e la sentenza.

 

 

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