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Caso Scifo, iniziata cura sperimentale: «Fisico indebolito, mi sostiene la fede»

di Marianna Vallone

Ha iniziato la cura sperimentale Emanuele Scifo, il 33enne di Battipaglia, che combatte da nove anni contro la Cipo, un’ostruzione cronica intestinale. Una malattia che lo ha costretto ad anni di difficoltà. Un costoso intervento negli Usa è l’unica soluzione per salvarlo. Non potendo permettersi quella cifra, circa un milione di euro, ha lanciato un appello alle istituzioni e nel frattempo è stata avviata una campagna di solidarietà. Ma raggiunta la somma necessaria per il trapianto dei cinque organi negli States, arriva la brutta notizia: non potrà essere inserito nella lista trapianti a Miami per le attuali condizioni fisiche. E’ il parere espresso dai medici del Jackson Memorial Hospital dopo una fase di valutazione. Quindi il rientro in Italia per essere seguito, come durante tutto il percorso diagnostico e terapeutico, dai medici del Sant’Orsola di Bologna nei quali ha riposto massima fiducia. «Ha iniziato una cura sperimentale molto dura, – spiega l’associazione ‘Una corsa contro il tempo’ – che indebolisce ulteriormente un fisico già provato, ma che non abbatte lo spirito, la speranza e la forza di chi non si arrende di fronte a nulla. Emanuele è infatti un esempio straordinario per tutti noi». Lo aiuta la fede e l’amore della famiglia e della fidanzata Maria». 

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Trapianto di 5 organi o un solo anno di vita: ecco il dramma di Emanuele Scifo (VIDEO)

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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