Castellabate, in consiglio comunale “la scorciatoia” di Spinelli per candidarsi in Regione

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di Antonio Vuolo

Il Consiglio comunale di Castellabate ha preso atto, stamane, della lite pendente tra il primo cittadino, Costabile Spinelli, e l’Ente da lui stesso amministrato per una multa comminatagli dalla Polizia Locale per violazione dell’articolo 158 del Codice della Strada. E’ questo, infatti, l’escamotage che l’attuale primo cittadino ha dovuto adottare per potersi candidare alle elezioni regionali. Spinelli scenderà in campo in una lista di centrodestra a sostegno del candidato Stefano Caldoro. Con la presa d’atto odierna del Consiglio comunale, è partito ufficialmente l’iter che porterà, a meno di clamorosi passi indietro dell’attuale primo cittadino, alla sua decadenza. In questo modo, il sindaco potrà candidarsi alla Regione, evitando il commissariamento dell’Ente.

Nel corso della seduta consiliare, non sono mancate le reazioni dei consiglieri comunali di minoranza, tra cui anche Marco Rizzo, che sarà anch’esso candidato alla regionali, al fianco però del governatore uscente Vincenzo De Luca. «E’ una scelta che non fa bene al territorio e alle Istituzioni – ha detto il consigliere Luigi Maurano – Legittime le aspirazioni, ma non il modus operandi. La legge dice che c’è una sola strada ed è quella delle dimissioni, le altre cose sono solo scorciatoie per eludere».

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Dello stesso avviso anche Alessandro Lo Schiavo che ha parlato di «decadenza delle Istituzioni, la fine della politica con la P maiuscola». Infine, l’intervento di Rizzo che ha concluso: «La strada maestra era quella delle dimissioni, non altro. Questo modo di fare rende la politica poco credibile». Quindi, tutti e quattro i consiglieri di minoranza hanno lasciato l’aula consiliare. Il sindaco Spinelli ha ribattuto, infine, così: «Ho sentito tante cose, ma oggi si fa confusione se paragoniamo la legge regione con il Testo Unico sugli Enti Locali. Tra l’altro, la legge regionale è assurda, ingiusta, atteso che non è questa la sede giusta per valutare questa procedura. Mi aspetto che la Regione Campania rimuova questa inopportuna norma che impedisce ai sindaci di misurarsi in una competizione elettorale. Tutta la demagogia che si fa attorno non è corretta. La moralizzazione sulla politica si valuta con gli atti compiuti e lavorando tutti i giorni al servizio della comunità».

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