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La tassa di scopo, un esempio da seguire

di Biagio Cafaro

 

 

 

 

 

 

 

 

Se si parla di Castellabate in provincia di Salerno la prima cosa che viene in mente è il film campione di incassi «Benvenuti al Sud». Ma nessuno sa che Castellabate, oltre a essere patrimonio dell’Unesco e uno dei borghi più belli d’Italia, è anche uno dei pochi comuni ad applicare la tassa di scopo (di fatto, una maggiorazione all’Ici). Un’imposta che però potrebbe tornare alla ribalta grazie al riordino previsto dalla bozza di riforma del federalismo municipale. Una boccata d’ossigeno per i primi cittadini, come conferma chi ha già percorso questa strada. A cominciare dal sindaco di Castellabate, Costabile (come uno dei protagonisti del film) Maurano: «Applichiamo dal 2007 la tassa di scopo senza nessun tipo di problema. Tutti gli enti locali si lamentano e chiedono di essere assistiti, ma la risposta ai problemi è la buona amministrazione». Così, grazie ai proventi della tassa di scopo, nel comune di Castellabate è stato rimodernato l’arredo urbano, c’è una nuova illuminazione pubblica e sono state messe in sicurezza alcune strade, per un totale di 222mila euro già impiegati. Senza contare che altri 258mila euro, sempre frutto dell’imposta, serviranno a finanziare altre opere da realizzare entro la fine del 2011, per le quali è già stata bandita la gara d’appalto. «Non abbiamo riscontrato nessuna difficoltà o criticità nell’applicare la tassa di scopo. I cittadini vogliono però la prova che le opere vengano effettivamente realizzate e noi abbiamo portato avanti i progetti con trasparenza». Insomma, la natura ha creato questo angolo di paradiso, la tassa di scopo aiuta a tenerlo in ordine, e la macchina da presa ha fatto il resto.

 

Fonte: il sole 24 ore

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