Castiello attacca De Luca: «E’ in giro per campagna elettorale Alfieri»

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«Don Vincenzo ‘o Svedese, dopo aver raggiunto nella sanità campana, a suo dire, lo stesso livello della Svezia, sale in cattedra anche per quanto riguarda il settore dei trasporti e, con riguardo all’aeroporto di Pontecagnano, dileggia il sottosegretario Andrea Cioffi definendolo evanescente e ubriaco e disprezza il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli come colui che non si decide a “mettere un timbro”, intralciando la ristrutturazione dell’aeroporto di Pontecagnano». Lo rende noto Franco Castiello, portavoce del movimento 5 Stelle al Senato. «La legge prevede, oltre al decreto del ministro dei Trasporti, che c’è stato (Toninelli lo ha firmato da alcuni giorni), anche il decreto del ministro dell’Economia, che deve verificare la sostenibilità di un intervento non da poco, trattandosi di 40 milioni di euro (decreto che dovrà essere emesso da Tria nei prossimi giorni). Dopodichè i decreti dovranno essere sottoposti al controllo della Corte dei Conti. Non si tratta, perciò, di un semplice timbro che Toninelli avrebbe tardato ad apporre. Né ha sbagliato il Sottosegretario Cioffi nel richiamare la complessa procedura prevista e regolata inderogabilmente dalla legge» continua Castiello.

«Don Vincenzo ‘o Svedese pretende di dare lezioni a tutti, dimenticando l’antico detto: “Medice, cura te ipsum” (Medico, cura te stesso), cominciando col dimettersi da commissario della sanità campana, in quanto in conflitto di interessi come Governatore della Regione ed essendo, per questa ragione, giuridicamente decaduto. Ma Don Vincenzo ‘o Svedese non ha né voglia né tempo. Non ne ha voglia perché si sente spalleggiato dalla Lega che è riuscito a impapocchiare spacciandosi per fautore dell’autonomia differenziata e suo alleato al Sud, ottenendone il veto all’iniziativa del M5S di far rispettare la legge sul conflitto di interessi dichiarandolo decaduto. Non ne ha tempo perché è in giro per la campagna elettorale insieme a Roberti, ex Procuratore Antimafia passato “a poltrone calde” dalla Magistratura Penale alla Politica (Deluchiana), ed Alfieri candidato a sindaco di Capaccio- Paestum, nonostante che lo stesso Roberti avesse invitato Alfieri a desistere, per ragioni di opportunità, avendo subìto approfondite perquisizioni da parte della D.I.A. presso l’ufficio e l’abitazione, per ipotesi di reato di rilevante gravità. È proprio il caso di dire che arroganza e incoerenza vanno spesso a braccetto, fedeli compagne di viaggio» chiosa il portavoce.

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