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	<title>Cultura Tech | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Generative AI e creatività digitale: opportunità e rischi per i diritti d’autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[creatività digitale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa sta trasformando profondamente il modo in cui si crea, distribuisce e valorizza la cultura digitale, aprendo scenari innovativi ma anche complessi questioni giuridiche legate ai diritti [...]]]></description>
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<p>L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa sta trasformando profondamente il modo in cui si crea, distribuisce e valorizza la cultura digitale, aprendo scenari innovativi ma anche complessi questioni giuridiche legate ai diritti d’autore. </p>



<p>La tecnologia di generative AI – che utilizza modelli di apprendimento profondo per produrre contenuti originali come testi, immagini, musica o video – ha conquistato spazi crescenti nei settori creativi, dall’editoria alla pubblicità, dall’arte digitale alla moda. Queste tecnologie offrono potenziali vantaggi, come l’accelerazione dei processi creativi e l’ampliamento delle possibilità espressive per artisti e professionisti della cultura. Secondo studi nel settore, molti creativi vedono nell’IA uno strumento per “risparmiare tempo e stimolare idee nuove”, pur auspicando maggiore trasparenza e controllo sull’uso dei propri contenuti da parte dei modelli AI. </p>



<p>Tuttavia, proprio l’uso di grandi dataset per addestrare questi modelli solleva interrogativi pressanti: spesso i dati includono opere protette da copyright, utilizzate senza il consenso esplicito dei creatori. Il tema non è solo teorico: lo sfruttamento non autorizzato di contenuti artistici è al centro di controversie legali a livello internazionale, con richieste di compensi e misure di responsabilità per gli sviluppatori di AI. </p>



<p>A livello europeo, uno studio pubblicato dall’<strong>EUIPO</strong> (European Union Intellectual Property Office) evidenzia come manchi ancora un meccanismo uniforme che consenta ai titolari di diritti d’autore di vietare l’uso dei propri contenuti nei sistemi generativi di IA. La standardizzazione di tali strumenti di licenza sarà fondamentale per garantire un mercato digitale equilibrato. </p>



<p>Un altro tema aperto riguarda la stessa natura del copyright sulle opere generate da AI. In molte giurisdizioni, compresi gli Stati Uniti, le opere create <strong>senza un contributo umano minimo</strong> non sono considerate protette da copyright perché manca una “creazione umana” riconosciuta dalla legge. Questo comporta che le opere prodotte interamente dalla macchina cadano nel pubblico dominio, complicando ulteriormente la tutela degli interessi degli autori umani.</p>



<p>Le implicazioni economiche sono evidenti: la produzione di contenuti generativi senza compenso per gli autori originali rischia di impoverire modelli di business tradizionali nell’editoria, nell’arte, nella musica e nel design, mettendo sotto pressione gli incentivi alla creazione. Alcune iniziative editoriali e culturali denunciano l’uso indiscriminato di opere protette per addestrare le AI, spingendo per regolamentazioni più rigorose e per strumenti che permettano di tracciare e attribuire correttamente i diritti.</p>



<p>I difensori della tecnologia sottolineano però che l’IA può diventare uno strumento collaborativo potente, capace di potenziare la creatività umana e di abbattere barriere di accesso ai processi produttivi tradizionali, se accompagnata da normative chiare e da modelli di compenso equi.</p>



<p>Il dibattito su come bilanciare innovazione e tutela dei diritti d’autore è in pieno sviluppo e coinvolge istituzioni, aziende tech, creativi e legislatori. In questo contesto, una regolamentazione trasparente e inclusiva potrebbe non solo proteggere i creatori, ma anche stabilire le basi per un ecosistema culturale digitale sostenibile, dove tecnologia e creatività umana coesistano senza che l’una sfrutti impropriamente l’altra.</p>
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		<title>Food e social: come Instagram e TikTok cambiano ciò che mangiamo. Tra trend virali e impatto reale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/food-e-social-come-instagram-e-tiktok-cambiano-cio-che-mangiamo-tra-trend-virali-e-impatto-reale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e social]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai cucumber salad virali su TikTok ai dolci scenografici pensati per Instagram, i social network stanno trasformando non solo il modo in cui il cibo viene raccontato, ma anche ciò [...]]]></description>
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<p>Dai cucumber salad virali su TikTok ai dolci scenografici pensati per Instagram, i social network stanno trasformando non solo il modo in cui il cibo viene raccontato, ma anche ciò che finisce nei piatti degli utenti. Una tendenza che intreccia comunicazione, marketing e abitudini alimentari, con effetti sempre più concreti sui consumi.</p>



<p>Secondo analisi di settore e osservatori del food marketing, piattaforme come Instagram e TikTok sono oggi tra i principali motori di diffusione delle nuove tendenze gastronomiche, capaci di rendere virali ingredienti, ricette e format in pochi giorni.</p>



<p>Dal “piatto bello” al fenomeno globale</p>



<p>L’estetica è diventata un elemento centrale. Il cosiddetto food porn — immagini e video di cibo curato nei minimi dettagli — ha contribuito a rendere alcuni piatti iconici a livello globale, indipendentemente dalla loro tradizione culturale o origine geografica.</p>



<p>Su Instagram, il cibo è da anni uno dei contenuti più condivisi. Su TikTok, invece, la logica è diversa: contano rapidità, semplicità e replicabilità. Una ricetta che funziona è quella che può essere rifatta facilmente dagli utenti, generando un effetto catena.</p>



<p>Trend virali: quando un video cambia i consumi</p>



<p>Negli ultimi anni, alcuni esempi hanno mostrato l’impatto diretto dei social sulla domanda alimentare. Ingredienti prima di nicchia sono diventati improvvisamente introvabili dopo essere diventati virali. È il caso di ricette semplici ma altamente condivisibili, che possono generare picchi di interesse in tempi brevissimi.</p>



<p>Questo fenomeno ha effetti anche sulla distribuzione: supermercati e produttori si trovano a dover rispondere a picchi improvvisi di domanda, spesso difficili da prevedere.</p>



<p>Il ruolo degli influencer food</p>



<p>Accanto agli chef tradizionali, sono emerse nuove figure: i content creator del food. Non sempre professionisti della cucina, questi influencer hanno un forte impatto sulle scelte dei consumatori, soprattutto tra i più giovani.</p>



<p>Le recensioni di ristoranti, le “ricette da 1 minuto” e i test di prodotti alimentari contribuiscono a orientare le decisioni d’acquisto, in alcuni casi più delle campagne pubblicitarie tradizionali.</p>



<p>Impatto reale: tra opportunità e distorsioni</p>



<p>Il legame tra social e alimentazione non è privo di criticità. Da un lato, i social media hanno reso più accessibili ricette, tecniche di cucina e informazioni sul cibo, favorendo anche la diffusione di contenuti legati alla cucina salutare o sostenibile.</p>



<p>Dall’altro, emergono alcune distorsioni: la tendenza a privilegiare l’estetica rispetto al valore nutrizionale, la diffusione di mode alimentari passeggere e, in alcuni casi, la semplificazione eccessiva di temi complessi come la nutrizione.</p>



<p>Gli esperti sottolineano inoltre che la viralità non sempre coincide con la qualità: ciò che diventa popolare non è necessariamente equilibrato dal punto di vista dietetico o sostenibile.</p>



<p>Ristorazione e marketing si adattano</p>



<p>Anche il settore della ristorazione ha modificato le proprie strategie. Molti locali progettano piatti “social-friendly”, pensati per essere fotografati e condivisi online. L’impatto visivo diventa così parte integrante dell’esperienza gastronomica.</p>



<p>Allo stesso tempo, i brand alimentari investono sempre più in campagne digitali e collaborazioni con creator per intercettare le nuove abitudini dei consumatori.</p>



<p>Una nuova educazione alimentare digitale</p>



<p>Secondo gli osservatori, il fenomeno non è destinato a ridursi. Al contrario, la componente digitale è ormai parte integrante della cultura alimentare contemporanea.</p>



<p>Il punto centrale diventa quindi la consapevolezza: distinguere tra contenuti virali e informazioni affidabili, tra tendenza e qualità reale, in un ecosistema in cui il cibo è sempre più anche comunicazione.</p>



<p>Tra like e piatti reali</p>



<p>Instagram e TikTok non si limitano a raccontare il cibo: contribuiscono a modellarlo. Il risultato è un sistema in cui ciò che si mangia è sempre più influenzato da ciò che si guarda, in un intreccio continuo tra estetica, desiderio e consumo.</p>



<p>Una trasformazione che, secondo gli esperti, è destinata a consolidarsi, ridefinendo il rapporto tra alimentazione e cultura digitale.</p>
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		<title>Esoscheletri e robot indossabili: nuove tecnologie tra riabilitazione e industria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/esoscheletri-e-robot-indossabili-nuove-tecnologie-tra-riabilitazione-e-industria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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		<category><![CDATA[ai robot]]></category>
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		<category><![CDATA[robot]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla medicina alla produzione industriale, gli esoscheletri stanno emergendo come una delle innovazioni più promettenti nel campo della robotica applicata. Si tratta di dispositivi meccanici indossabili, progettati per supportare o [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dalla medicina alla produzione industriale, gli esoscheletri stanno emergendo come una delle innovazioni più promettenti nel campo della robotica applicata. Si tratta di dispositivi meccanici indossabili, progettati per supportare o potenziare i movimenti del corpo umano, con applicazioni che spaziano dall’assistenza alle persone con disabilità fino al miglioramento delle condizioni di lavoro in ambito industriale.</p>



<p>Gli Esoscheletro robotico funzionano attraverso una struttura esterna che si adatta al corpo e utilizza sensori, motori e sistemi di controllo per assistere i movimenti. In ambito sanitario, sono sempre più utilizzati nei percorsi di riabilitazione, in particolare per pazienti colpiti da ictus o lesioni spinali, aiutandoli a recuperare la capacità di camminare o a migliorare la mobilità.</p>



<p>Numerosi studi clinici evidenziano come questi dispositivi possano favorire il recupero funzionale, migliorare la circolazione e ridurre complicanze legate all’immobilità prolungata. Inoltre, offrono un importante supporto psicologico, consentendo ai pazienti di riacquisire autonomia e fiducia nelle proprie capacità.</p>



<p>Parallelamente, gli esoscheletri stanno trovando applicazione anche nel settore industriale. In contesti produttivi e logistici, vengono utilizzati per ridurre lo sforzo fisico dei lavoratori durante operazioni ripetitive o sollevamento di carichi pesanti. Questo contribuisce a diminuire il rischio di infortuni e patologie muscolo-scheletriche, migliorando al contempo l’efficienza e la sicurezza sul lavoro.</p>



<p>I robot indossabili non si limitano agli esoscheletri completi: esistono anche dispositivi più leggeri e specifici, progettati per supportare singole parti del corpo, come schiena, spalle o arti superiori. Queste soluzioni risultano particolarmente utili in settori come l’edilizia, la manifattura e la logistica.</p>



<p>Nonostante i progressi, la diffusione su larga scala è ancora limitata da alcuni fattori, tra cui i costi elevati, la necessità di formazione specifica e la personalizzazione dei dispositivi in base alle esigenze dell’utilizzatore. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica e l’aumento degli investimenti stanno rendendo queste soluzioni sempre più accessibili.</p>



<p>Il futuro degli esoscheletri appare strettamente legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di sensori avanzati, che permetteranno dispositivi sempre più adattivi e integrati con il corpo umano.</p>



<p>In questo scenario, gli esoscheletri e i robot indossabili rappresentano non solo un supporto tecnologico, ma anche un’opportunità concreta per migliorare la qualità della vita delle persone e rendere più sostenibili e sicuri i contesti lavorativi.</p>
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		<title>Smartphone 2026: le novità più interessanti tra AI, pieghevoli e fotocamere “da professionisti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
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		<category><![CDATA[reflex telefono]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone 2026]]></category>
		<category><![CDATA[telefoni intelligenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2026 si sta confermando un anno di svolta per il mercato degli smartphone. Tra intelligenza artificiale sempre più integrata, nuovi modelli pieghevoli e fotocamere sempre più avanzate, i principali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2026 si sta confermando un anno di svolta per il mercato degli smartphone. Tra intelligenza artificiale sempre più integrata, nuovi modelli pieghevoli e fotocamere sempre più avanzate, i principali produttori stanno ridisegnando il concetto stesso di telefono.</p>



<p>Secondo le analisi del settore, la direzione è chiara: meno dispositivi “tutti uguali” e più modelli innovativi, capaci di distinguersi per design e funzionalità avanzate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intelligenza artificiale diventa centrale</h3>



<p>La vera rivoluzione del 2026 è l’AI integrata negli smartphone. I nuovi dispositivi non si limitano più a eseguire comandi, ma iniziano a prevedere le esigenze degli utenti, migliorando fotografia, produttività e gestione quotidiana.</p>



<p>Le funzioni di intelligenza artificiale sono ormai parte essenziale dei top di gamma, con sistemi capaci di ottimizzare automaticamente immagini, batteria e prestazioni in base all’uso reale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Pieghevoli sempre più maturi</h3>



<p>Il segmento dei telefoni pieghevoli è ormai entrato nella fase della maturità. Dispositivi come i nuovi modelli di Samsung, Motorola e OPPO dimostrano come questa tecnologia non sia più sperimentale, ma una vera alternativa agli smartphone tradizionali.</p>



<p>Tra le novità più rilevanti spiccano dispositivi ultra-sottili, con cerniere rinforzate e schermi interni sempre più resistenti, pensati per eliminare quasi del tutto la piega visibile. In alcuni casi si parla anche di dispositivi “tri-fold”, capaci di trasformarsi in piccoli tablet. </p>



<p>Un esempio recente è il nuovo OPPO Find N6, presentato con un design più sottile, batteria potenziata e un sistema fotografico da 200 megapixel, pensato per competere con i top di gamma tradizionali. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Apple, Samsung e la corsa ai nuovi formati</h3>



<p>Tra i protagonisti del 2026 ci sono come sempre Apple e Samsung.</p>



<p>Apple è al centro delle indiscrezioni sul primo iPhone pieghevole, un dispositivo che segnerebbe un cambio di rotta storico per la gamma iPhone, con display flessibile e più fotocamere integrate. </p>



<p>Samsung, invece, continua a guidare il settore dei foldable con dispositivi sempre più sottili e leggeri, arricchiti da funzioni AI e schermi di grande formato, pensati per produttività e intrattenimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fotocamere sempre più vicine alle reflex</h3>



<p>La fotografia mobile continua a essere uno dei principali campi di competizione. I migliori smartphone del 2026 offrono sensori sempre più grandi, zoom avanzati e una forte integrazione con l’AI per migliorare scatti e video.</p>



<p>Secondo i test più recenti, dispositivi come iPhone di ultima generazione, Google Pixel e Samsung Galaxy Ultra dominano il settore fotografico grazie a sistemi di elaborazione sempre più sofisticati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Batteria, ricarica e prestazioni</h3>



<p>Accanto a design e fotocamere, migliorano anche autonomia e prestazioni. I nuovi chip a 2 nanometri e le batterie ad alta capacità permettono maggiore efficienza energetica e tempi di ricarica sempre più rapidi, segnando un ulteriore passo avanti rispetto alle generazioni precedenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Social e minori: tra divieti, limiti e controlli, il quadro in Europa, nel mondo e in Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/social-e-minori-tra-divieti-limiti-e-controlli-il-quadro-in-europa-nel-mondo-e-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
		<category><![CDATA[social media ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[social network minori]]></category>
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					<description><![CDATA[L’utilizzo dei social network da parte dei minori è sempre più al centro del dibattito normativo internazionale. Tra misure di restrizione, obblighi di verifica dell’età e interventi educativi, l’approccio varia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">L’utilizzo dei social network da parte dei minori è sempre più al centro del dibattito normativo internazionale. Tra misure di restrizione, obblighi di verifica dell’età e interventi educativi, l’approccio varia sensibilmente tra Europa, Stati Uniti e altri Paesi, mentre l’Italia si muove all’interno del quadro europeo con alcune specificità legate alla privacy e alla tutela dei minori.</p>



<p class="p1">Europa: tra GDPR e regole di accesso differenziate</p>



<p class="p1">Nell’Unione europea la disciplina si basa principalmente sul GDPR, che stabilisce il consenso digitale per i minori tra i 13 e i 16 anni, lasciando agli Stati membri la possibilità di fissare soglie diverse. In Italia, ad esempio, l’età minima per il consenso al trattamento dei dati personali sui social è fissata a 14 anni.</p>



<p class="p1">Accanto al GDPR, il nuovo Digital Services Act impone alle piattaforme obblighi più stringenti in materia di trasparenza, tutela dei minori e riduzione dei rischi sistemici, ma non introduce un divieto generalizzato di accesso ai social per fascia d’età.</p>



<p class="p1">Italia: responsabilità dei genitori e ruolo delle piattaforme</p>



<p class="p1">Nel sistema italiano non esiste un divieto assoluto di iscrizione ai social network per i minori, ma le piattaforme devono garantire meccanismi di verifica dell’età e ottenere il consenso dei genitori per i più giovani. La responsabilità è quindi condivisa tra famiglie e provider digitali.</p>



<p class="p1">Il dibattito politico recente ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare l’educazione digitale nelle scuole e di introdurre strumenti più efficaci di controllo dell’età, in linea con le indicazioni europee.</p>



<p class="p1">Stati Uniti e altre aree: approcci più restrittivi in alcuni casi</p>



<p class="p1">Negli Stati Uniti, la normativa federale prevede il COPPA, che limita la raccolta di dati personali per i minori di 13 anni e impone il consenso dei genitori. Tuttavia, negli ultimi anni diversi Stati hanno introdotto o proposto leggi più severe, incluse restrizioni sull’uso dei social per i minori e obblighi di verifica dell’età più stringenti.</p>



<p class="p1">In altre aree del mondo, come l’Asia e l’Oceania, si registrano approcci eterogenei: alcuni Paesi hanno introdotto limiti orari o blocchi per i minori, mentre altri puntano principalmente su sistemi di parental control e auto-regolamentazione delle piattaforme.</p>



<p class="p1">Il nodo della verifica dell’età</p>



<p class="p1">Uno dei problemi principali resta l’effettiva verifica dell’età degli utenti, considerata ancora oggi difficile da garantire in modo affidabile senza compromettere la privacy. Le autorità europee e internazionali stanno lavorando a soluzioni tecnologiche, come sistemi di identità digitale e verifica anonima dell’età.</p>



<p class="p1">Tra tutela e libertà digitale</p>



<p class="p1">Gli esperti sottolineano come la sfida principale sia trovare un equilibrio tra protezione dei minori e libertà di accesso al digitale. Le norme attuali, pur differenti tra Paesi, convergono sull’obiettivo di ridurre i rischi legati a contenuti inappropriati, dipendenza da social e uso improprio dei dati personali.</p>



<p class="p1">Il quadro globale resta quindi frammentato, ma in evoluzione verso regole sempre più strutturate, in risposta alla crescita costante dell’uso dei social tra adolescenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AI e lavoro: rivoluzione o rischio sociale? Nuove competenze nel mercato del futuro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-e-lavoro-rivoluzione-o-rischio-sociale-nuove-competenze-nel-mercato-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[automazione lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e ai]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avanzata dell’intelligenza artificiale (AI) sta ridefinendo il mondo del lavoro in modi profondi, generando non solo innovazione nei processi produttivi, ma anche incertezze occupazionali e pressioni sociali sul futuro delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’avanzata dell’<strong>intelligenza artificiale (AI)</strong> sta ridefinendo il mondo del lavoro in modi profondi, generando non solo innovazione nei processi produttivi, ma anche incertezze occupazionali e pressioni sociali sul futuro delle professioni. Secondo numerosi studi e osservatori internazionali, l’AI sta trasformando ruoli, competenze richieste e dinamiche occupazionali, ponendo sfide stringenti per i sistemi educativi e le politiche del lavoro.</p>



<p>L’adozione di strumenti basati sull’AI – dalle tecnologie di automazione alla generazione automatica di contenuti – sta modificando il tessuto delle attività quotidiane. Alcuni compiti ripetitivi, come l’<strong>inserimento dati o il servizio clienti automatizzato</strong>, risultano particolarmente vulnerabili all’integrazione di sistemi intelligenti, con studi che indicano percentuali elevate di attività potenzialmente automatizzabili in questi settori.</p>



<p>Tuttavia, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro non è unidimensionale. Secondo ricerche accademiche, mentre alcuni compiti possono essere automatizzati, l’AI ha anche il potenziale di <strong>migliorare sicurezza e qualità del lavoro</strong>, ad esempio mediante tecnologie predittive che individuano rischi sul posto di lavoro, o strumenti che supportano i lavoratori nell’affrontare compiti complessi.</p>



<p>Un’altra dimensione chiave riguarda le competenze richieste: la presenza dell’AI richiede sempre più abilità digitali avanzate, pensiero critico e capacità di interazione uomo‑macchina. Questo spinge verso una <strong>riqualificazione continua della forza lavoro</strong>, con una maggiore enfasi su formazione tecnica, creatività e capacità di gestione di tecnologie complesse.</p>



<p>Le istituzioni europee, imprese e organizzazioni internazionali sottolineano la necessità di creare un ecosistema di istruzione e formazione che non solo prepari i giovani, ma accompagni anche i lavoratori attivi nel corso della loro carriera. Questo implica politiche di lifelong learning e incentivi per programmi di aggiornamento professionale.</p>



<p>Il dibattito sul rapporto tra AI e lavoro è quindi sfaccettato: se da un lato esprime preoccupazioni circa la possibile sostituzione di lavoratori in compiti routinari, dall’altro mette in luce opportunità per aumentare produttività, creare nuovi ruoli professionali e migliorare condizioni di lavoro attraverso l’uso responsabile e integrato delle tecnologie intelligenti.</p>



<p>In questo contesto, trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela delle persone rappresenta una delle principali sfide dei prossimi anni nel mondo del lavoro globale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mario Klingemann, l’artista che fa dialogare l’AI con la percezione umana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mario-klingemann-lartista-che-fa-dialogare-lai-con-la-percezione-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 14:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Klingemann]]></category>
		<category><![CDATA[reti neurali]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama dell’arte contemporanea digitale, uno dei nomi più riconosciuti a livello internazionale è quello di Mario Klingemann, pionieristico interprete dell’intelligenza artificiale applicata alla creazione artistica. Nato nel 1970 a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel panorama dell’arte contemporanea digitale, uno dei nomi più riconosciuti a livello internazionale è quello di <strong>Mario Klingemann</strong>, pionieristico interprete dell’intelligenza artificiale applicata alla creazione artistica. Nato nel 1970 a Laatzen, in Germania, Klingemann ha iniziato da autodidatta a esplorare il rapporto tra codice, reti neurali e linguaggi visivi, diventando figura centrale nell’evoluzione della cosiddetta <em>AI art</em>. </p>



<p>La sua opera si sviluppa attorno a strumenti che non sono i tradizionali pennelli o scalpelli, ma <strong>algoritmi, reti neurali e sistemi di apprendimento automatico</strong>. Klingemann utilizza questi strumenti per interrogare i confini tra creatività umana e capacità computazionale, esplorando temi quali la percezione visiva, la memoria culturale e l’identità nell’era digitale. </p>



<p>Una delle sue opere più conosciute è <em>Memories of Passersby I</em>, un’installazione in cui un sistema basato su reti neurali genera <strong>in tempo reale ritratti di persone che non esistono</strong>, producendo un flusso continuo di immagini uniche. Il sistema, progettato per interpretare e rielaborare migliaia di ritratti storici, non si limita a riprodurre elementi preesistenti ma genera nuove combinazioni visive, offrendo allo spettatore un’esperienza di creazione “infinita”. Quest’opera è diventata uno dei primi esempi di arte generata da AI battuta all’asta in una casa d’aste tradizionale. </p>



<p>Oltre alla manipolazione di immagini, Klingemann ha lavorato anche con forme più concettuali di intelligenza artificiale, come nel caso di <em>A.I.C.C.A.</em>, una scultura robotica presentata nel 2023 in grado di elaborare critiche artistiche tramite programmazione AI, sottolineando il suo interesse per l’intreccio tra tecnologia e riflessione estetica.</p>



<p>Il lavoro di Klingemann è stato esposto in contesti di rilievo globale: dalle istituzioni come il <strong>Museum of Modern Art di New York</strong> e il <strong>Centre Pompidou a Parigi</strong> a festival internazionali dedicati alle arti digitali e alla tecnologia. </p>



<p>In interviste, l’artista ha spesso spiegato di essere motivato dalla volontà di capire come le macchine apprendono e percepiscono, non solo per generare immagini, ma per <strong>stimolare domande sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella creazione culturale</strong>. Klingemann definisce la sorpresa generata dagli algoritmi come essenziale per stimolare l’interesse artistico, spingendo sia lui che il pubblico verso territori ancora poco esplorati della visione e della comprensione umana. </p>



<p>Mentre il dibattito sull’autorialità dell’arte generata da AI continua ad evolversi, l’opera di Mario Klingemann resta un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere come le reti neurali e gli algoritmi stiano ridefinendo il concetto stesso di creatività nel XXI secolo.</p>



<p>Fonte foto: <a href="https://quasimondo.com/2020/08/29/neural-decay/">https://quasimondo.com/2020/08/29/neural-decay/</a></p>



<p></p>
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		<title>L’intelligenza artificiale nell’arte contemporanea: strumenti, opere e nuovi scenari creativi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lintelligenza-artificiale-nellarte-contemporanea-strumenti-opere-e-nuovi-scenari-creativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 13:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[AI generativa]]></category>
		<category><![CDATA[arte e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[creatività digitale]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni interattive]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi media]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale non è più solo una suggestione teorica, ma una presenza concreta e crescente nel mondo dell’arte contemporanea. Dalla generazione di immagini alla creazione di installazioni interattive, l’AI sta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale non è più solo una suggestione teorica, ma una presenza concreta e crescente nel mondo dell’arte contemporanea. Dalla generazione di immagini alla creazione di installazioni interattive, l’AI sta ridefinendo linguaggi, processi e persino il concetto stesso di autore.</p>



<p>Negli ultimi anni, l’utilizzo di algoritmi generativi ha trovato spazio in musei, gallerie e grandi eventi internazionali. Un caso emblematico è quello dell’opera <em>Edmond de Belamy</em>, realizzata dal collettivo Obvious e venduta nel 2018 da Christie’s per oltre 400mila dollari. L’immagine, generata attraverso una rete neurale, ha segnato uno dei primi momenti di riconoscimento pubblico e commerciale dell’arte prodotta con AI.</p>



<p>Ma l’uso dell’intelligenza artificiale nell’arte non si limita alla produzione di immagini. Artisti come Refik Anadol utilizzano algoritmi per trasformare grandi quantità di dati in installazioni immersive, proiettate su larga scala e capaci di coinvolgere lo spettatore in ambienti dinamici e in continua evoluzione. Le sue opere, esposte in istituzioni internazionali, dimostrano come l’AI possa diventare uno strumento espressivo a tutti gli effetti.</p>



<p>Parallelamente, piattaforme come DALL·E e Midjourney hanno reso accessibile a un pubblico più ampio la creazione artistica assistita da intelligenza artificiale. Designer, illustratori e creativi possono oggi generare immagini complesse partendo da semplici descrizioni testuali, aprendo nuove possibilità ma anche interrogativi sul ruolo dell’artista.</p>



<p>Uno dei temi centrali riguarda infatti l’autorialità. Se un’opera è generata da un algoritmo, chi ne è il vero autore? L’artista che scrive il prompt, il programmatore che ha sviluppato il sistema o la macchina stessa? La questione è ancora aperta e coinvolge non solo il mondo dell’arte, ma anche quello del diritto e del mercato.</p>



<p>Non mancano, inoltre, le preoccupazioni legate all’uso dei dati. Molti sistemi di AI vengono addestrati su grandi quantità di immagini preesistenti, spesso senza un consenso esplicito degli autori originali. Un tema che ha già portato a dibattiti e controversie a livello internazionale.</p>



<p>Nonostante le criticità, l’AI si sta affermando come uno degli strumenti più innovativi dell’arte contemporanea. Non sostituisce la creatività umana, ma la amplifica, introducendo nuove modalità di sperimentazione e contaminazione tra discipline diverse.</p>
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		<title>Sonaura Healing: in Cilento la terapia sonora che unisce tecnologia 3D e strumenti ancestrali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sonaura-healing-in-cilento-la-terapia-sonora-che-unisce-tecnologia-3d-e-strumenti-ancestrali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[sonaura cilento]]></category>
		<category><![CDATA[sonaura healing]]></category>
		<category><![CDATA[suoni terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[In un mondo sempre più iper-connesso digitalmente ma spesso disconnesso sul piano umano e interiore, nasce Sonaura Healing, progetto pionieristico di terapia sonora che combina la saggezza degli strumenti ancestrali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un mondo sempre più iper-connesso digitalmente ma spesso disconnesso sul piano umano e interiore, nasce <strong>Sonaura Healing</strong>, progetto pionieristico di terapia sonora che combina la saggezza degli strumenti ancestrali con le più avanzate tecnologie di registrazione audio 3D.</p>



<p>L’iniziativa è frutto della visione di <strong>Antonio Alessandro Pinto</strong>, musicista, compositore e operatore olistico esperto in mindfulness e ricerca del suono. Dopo anni di esperienze internazionali, Pinto ha scelto di tornare alle proprie radici nel <strong>Parco Nazionale del Cilento</strong>, convinto che la connessione con la natura sia fondamentale per una vita equilibrata.</p>



<p>“Il progetto nasce dall’osservazione di una società che spinge verso una digitalizzazione alienante, spesso a discapito delle arti olistiche”, spiega Pinto. “Vogliamo rispondere con la bellezza e la scienza, offrendo un’esperienza sonora che riaccordi l’umanità fuori sintonia.”</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scienza e tecnologia del suono</h3>



<p>Le registrazioni di <strong>Sonaura Healing</strong> sfruttano microfoni binaurali 3D ad altissima definizione, capaci di catturare l’ambiente acustico a 360 gradi. Le tracce combinano strumenti ancestrali – campane tibetane, tamburi sciamanici, tanpura, bansuri indiano – con chitarre ambientali accordate su frequenze curative, canto difonico e suoni naturali del Cilento, come ruscelli e onde del mare.</p>



<p>Numerosi studi scientifici internazionali dimostrano che l’ascolto di frequenze specifiche può:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress;</li>



<li>Attivare il sistema nervoso parasimpatico, favorendo riposo e rigenerazione cellulare;</li>



<li>Sincronizzare gli emisferi cerebrali, facilitando meditazione profonda, concentrazione e rilassamento.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre il digitale: i retreat nel Cilento</h3>



<p>Per chi desidera un’esperienza più immersiva, <strong>Sonaura Healing</strong> offre retreat dal vivo nel Parco Nazionale del Cilento. Gli eventi comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Passeggiate consapevoli nella natura scandite dal ritmo dei tamburi;</li>



<li>Sessioni di yoga, breathwork e meditazione guidata;</li>



<li>Workshop e concerti interattivi di musica ambientale;</li>



<li>Un contesto protetto per connettersi con persone affini, assaporando aria pura e cucina locale.</li>
</ul>



<p>“Non è semplice musica da rilassamento, ma un’architettura sonora pensata per il benessere”, conclude Pinto. L’esperienza immersiva permette di “teletrasportarsi” nel momento e nel luogo dell’esecuzione, grazie all’integrazione di natura, strumenti ancestrali e tecnologia audio di ultima generazione.</p>



<p><strong>Sonaura Healing</strong> rappresenta così un ponte tra tradizione e innovazione, natura e tecnologia, offrendo una risposta sonora alle sfide della modernità digitale.</p>
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		<title>Vent’anni fa nasceva Twitter, la piattaforma che ha cambiato il modo di comunicare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ventanni-fa-nasceva-twitter-la-piattaforma-che-ha-cambiato-il-modo-di-comunicare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 08:23:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[X]]></category>
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					<description><![CDATA[Vent’anni fa, il 21 marzo 2006, veniva pubblicato il primo messaggio su Twitter, destinato a segnare una svolta profonda nel mondo della comunicazione digitale. A scriverlo fu il cofondatore Jack [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Vent’anni fa, il 21 marzo 2006, veniva pubblicato il primo messaggio su Twitter, destinato a segnare una svolta profonda nel mondo della comunicazione digitale. A scriverlo fu il cofondatore Jack Dorsey, con un semplice “just setting up my twttr”: un gesto che diede il via a una nuova era dei social media.</p>



<p class="p1">Nato come piattaforma di microblogging basata su messaggi brevi, inizialmente limitati a 140 caratteri, Twitter si è rapidamente affermato come uno strumento centrale per l’informazione in tempo reale. Giornalisti, politici e cittadini hanno iniziato a utilizzarlo per raccontare eventi, condividere opinioni e seguire notizie minuto per minuto, trasformandolo in una vera e propria piazza digitale globale.</p>



<p class="p1">Nel corso degli anni, la piattaforma ha avuto un ruolo chiave nel racconto di eventi storici e politici, dalle proteste della Primavera araba fino alle più recenti campagne elettorali in tutto il mondo. La velocità e l’immediatezza dei contenuti hanno reso Twitter uno strumento imprescindibile anche per la comunicazione istituzionale.</p>



<p class="p1">Nel 2022, una svolta significativa: l’acquisizione da parte di Elon Musk, che ha avviato un processo di trasformazione radicale della piattaforma. L’anno successivo, Twitter è stato rinominato X, segnando un cambio di identità e di strategia, con l’obiettivo dichiarato di diventare una “super app” capace di integrare servizi diversi.</p>



<p class="p1"><strong>E’ ancora centrale come un tempo?</strong></p>



<p class="p1">A vent’anni dalla nascita, Twitter – oggi X – resta una piattaforma influente, ma il suo utilizzo non è più lo stesso rispetto al passato.</p>



<p class="p1">Se negli anni 2010 era considerato il punto di riferimento per l’informazione in tempo reale, oggi il suo ruolo appare più frammentato. Dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk, molti utenti, giornalisti e inserzionisti hanno ridotto o modificato la propria presenza, anche a causa dei cambiamenti nelle politiche di moderazione e nella gestione dei contenuti.</p>



<p class="p1">Parallelamente, si è registrata la crescita di piattaforme concorrenti e alternative, che hanno intercettato parte del pubblico, soprattutto tra i più giovani. Nonostante ciò, X continua a essere utilizzato da leader politici, aziende e media come canale diretto di comunicazione, mantenendo una forte rilevanza nel dibattito pubblico globale.</p>
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		<item>
		<title>Video generati con l’intelligenza artificiale, cresce l’uso nella comunicazione: opportunità e rischi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/video-generati-con-lintelligenza-artificiale-cresce-luso-nella-comunicazione-opportunita-e-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 17:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[avatar digitale]]></category>
		<category><![CDATA[deepfake]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale entra sempre più nella produzione audiovisiva e nella comunicazione, grazie a nuove applicazioni in grado di modificare o creare video in modo rapido e realistico. Strumenti come Runway, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">L’intelligenza artificiale entra sempre più nella produzione audiovisiva e nella comunicazione, grazie a nuove applicazioni in grado di modificare o creare video in modo rapido e realistico. Strumenti come Runway, Pika, Synthesia e HeyGen stanno trasformando il modo in cui aziende, media e professionisti producono contenuti.</p>



<p class="p1">Queste piattaforme permettono, a partire da un semplice testo o da un’immagine, di generare video completi, con avatar realistici che parlano, effetti visivi avanzati e ambientazioni virtuali. Alcuni strumenti consentono anche di modificare filmati già esistenti, cambiando sfondi, voci o persino espressioni facciali, grazie a tecnologie basate su reti neurali.</p>



<p class="p1">Come funziona la tecnologia</p>



<p class="p1">Alla base ci sono modelli di intelligenza artificiale addestrati su grandi quantità di dati audiovisivi. Questi sistemi apprendono schemi di movimento, linguaggio e immagini, riuscendo poi a ricrearli. Nel caso degli avatar digitali, ad esempio, l’utente inserisce un testo e l’algoritmo genera un volto che lo pronuncia in modo sincronizzato, con movimenti labiali coerenti.</p>



<p class="p1">Altri software, invece, utilizzano tecniche di “text-to-video”, trasformando descrizioni scritte in sequenze animate o realistiche. Il risultato è una produzione più veloce e meno costosa rispetto ai metodi tradizionali.</p>



<p class="p1">Applicazioni nella comunicazione</p>



<p class="p1">Nel mondo della comunicazione, queste tecnologie stanno trovando spazio in diversi ambiti: dalla creazione di contenuti per social media alla formazione aziendale, fino al marketing e all’informazione. Le aziende possono realizzare video personalizzati in più lingue, senza bisogno di troupe o attori, mentre le redazioni sperimentano nuovi formati digitali.</p>



<p class="p1">Per professionisti e creator, l’uso di questi strumenti rappresenta un’opportunità per aumentare la produttività e diversificare i contenuti, mantenendo una presenza costante online.</p>



<p class="p1">I rischi: tra disinformazione e deepfake</p>



<p class="p1">Accanto ai vantaggi, emergono però anche criticità. La facilità con cui è possibile creare video realistici solleva interrogativi sul rischio di disinformazione, soprattutto attraverso i cosiddetti deepfake, contenuti manipolati difficili da distinguere dalla realtà.</p>



<p class="p1">Organismi internazionali e governi stanno lavorando a regolamentazioni per garantire trasparenza e uso responsabile. In questo contesto, diventa centrale anche l’educazione digitale degli utenti, chiamati a sviluppare maggiore consapevolezza.</p>



<p class="p1">Verso una nuova comunicazione digitale</p>



<p class="p1">L’intelligenza artificiale applicata ai video segna dunque un cambiamento profondo nel settore della comunicazione. Se da un lato apre scenari innovativi e accessibili, dall’altro impone nuove regole e responsabilità.</p>



<p class="p1">La sfida, per aziende e professionisti, sarà trovare un equilibrio tra creatività, efficienza e affidabilità delle informazioni, in un panorama mediatico sempre più influenzato dall’evoluzione tecnologica.</p>
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		<item>
		<title>Il “Ritratto di giovane con flauto” di Savoldo digitalizzato in gigapixel</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-ritratto-di-giovane-con-flauto-di-savoldo-digitalizzato-in-gigapixel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 16:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione opere d’arte]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Gerolamo Savoldo]]></category>
		<category><![CDATA[Haltadefinizione]]></category>
		<category><![CDATA[Pinacoteca Tosio Martinengo]]></category>
		<category><![CDATA[UniCredit Art Collection]]></category>
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					<description><![CDATA[Tecnologia e patrimonio artistico si incontrano in un nuovo progetto di valorizzazione promosso dalla UniCredit Art Collection insieme a Haltadefinizione, realtà specializzata nella digitalizzazione ad altissima definizione. Al centro dell’iniziativa, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tecnologia e patrimonio artistico si incontrano in un nuovo progetto di valorizzazione promosso dalla UniCredit Art Collection insieme a Haltadefinizione, realtà specializzata nella digitalizzazione ad altissima definizione. Al centro dell’iniziativa, la riproduzione digitale in formato gigapixel del <em>Ritratto di giovane con flauto</em> di Giovanni Gerolamo Savoldo, dipinto realizzato intorno al 1525.</p>



<p>L’opera, espressione significativa della pittura veneta del Cinquecento, fonde elementi ritrattistici con suggestioni letterarie, musicali e sentimentali, restituendo un’atmosfera intima e malinconica. Il dipinto fa parte della collezione artistica della banca ed è esposto dal 1994 presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, dove continua a essere visibile al pubblico.</p>



<p>Nel 2024 il quadro è stato sottoposto a un intervento di restauro sostenuto da UniCredit, che ha consentito un’analisi approfondita della superficie pittorica, riportando alla luce dettagli precedentemente alterati o nascosti da restauri passati.</p>



<p>La successiva fase di digitalizzazione, curata da Haltadefinizione, ha permesso di acquisire l’opera con tecnologia gigapixel, attraverso una campagna fotografica ad altissima precisione. Sono stati realizzati oltre 168 scatti per la tela e 53 per la cornice, ricomposti per restituire un’immagine estremamente dettagliata, capace di evidenziare anche i particolari più minuti.</p>



<p>Il progetto sarà accessibile online attraverso nuove modalità di fruizione sul sito della UniCredit Art Collection, offrendo agli utenti la possibilità di esplorare il dipinto in modo immersivo e ravvicinato, senza sostituire l’esperienza diretta. L’opera resta infatti esposta a Brescia, dove continua a rappresentare un punto di riferimento per il patrimonio artistico locale.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione dei beni culturali, confermando il ruolo della tecnologia come strumento per ampliare l’accessibilità e la conoscenza dell’arte.</p>
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		<item>
		<title>Come riconoscere contenuti generati dall’intelligenza artificiale e difendersi dalla disinformazione online</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-riconoscere-contenuti-generati-dallintelligenza-artificiale-e-difendersi-dalla-disinformazione-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:32:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione online]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’avanzare delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) generativa, la quantità di contenuti digitali sintetici – testi, immagini, video e audio – è cresciuta in modo esponenziale, rendendo più difficile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Con l’avanzare delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) generativa, la quantità di contenuti digitali sintetici – testi, immagini, video e audio – è cresciuta in modo esponenziale, rendendo più difficile distinguere tra realtà e manipolazione. Esperti di comunicazione digitale e sicurezza invitano a sviluppare strumenti critici e abitudini di verifica per proteggersi dalla disinformazione.&nbsp;</p>



<p class="p2"><strong>I rischi della diffusione dell’IA</strong></p>



<p class="p1">L’IA può creare contenuti che appaiono altamente realistici, ma che non corrispondono a fatti o persone reali. Questi contenuti possono essere usati per diffondere notizie false, amplificare narrazioni manipolative o creare profili falsi sui social media.&nbsp;</p>



<p class="p1">Secondo analisi indipendenti, alcuni sistemi di generazione automatica di testo possono produrre informazioni errate o non verificate in oltre un caso su tre, anche quando simulano argomentazioni complesse.&nbsp;</p>



<p class="p2">Segnali per riconoscere contenuti generati o manipolati</p>



<p class="p1"><strong>1. Controllo delle fonti e verifica incrociata</strong></p>



<p class="p1">Verificare che le informazioni provengano da fonti affidabili e riconosciute è un primo passo fondamentale. Quando una notizia o un’immagine non riportano link a testate ufficiali o siti istituzionali, è opportuno dubitare della loro autenticità.&nbsp;</p>



<p class="p1"><strong>2. Analisi dei segnali visivi</strong></p>



<p class="p1">Immagini e video generati da IA possono presentare dettagli inconsisten­ti: proporzioni innaturali, glitch visivi, ombre o riflessi dubbiosi, o elementi ripetuti in modo innaturale nello sfondo.&nbsp;</p>



<p class="p1"><strong>3. Linguaggio e contenuto testuale</strong></p>



<p class="p1">I testi generati dall’IA talvolta usano formulazioni troppo generiche, schema­tiche o ripetitive, e possono includere informazioni non coerenti o prive di riferimento contestuale.&nbsp;</p>



<p class="p1"><strong>4. Mancanza di dati verificabili</strong></p>



<p class="p1">Notizie che non permettono di risalire a dati specifici (date, luoghi, conferme da fonti indipendenti) dovrebbero essere trattate con cautela.&nbsp;</p>



<p class="p2"><strong>Strumenti e tecnologie di verifica</strong></p>



<p class="p1">Alcune piattaforme e app offrono strumenti per aiutare gli utenti a identificare se immagini o video sono stati creati o alterati tramite IA. Ad esempio, alcune app consentono di caricare il materiale per scannerizzarlo alla ricerca di watermark o indizi tecnici di generazione artificiale.&nbsp;</p>



<p class="p1">Inoltre, standard come il C2PA (Content Provenance and Authenticity) mirano a inserire metadati invisibili che attestano l’origine di un contenuto, anche se l’adozione di tali tecnologie da parte delle piattaforme non è ancora uniforme.&nbsp;</p>



<p class="p2"><strong>Il ruolo dell’educazione digitale</strong></p>



<p class="p1">La diffusione di fake news e deepfake alimenta diffidenza e può avere impatti significativi in ambiti sensibili come crisi internazionali e campagne elettorali. Esperti sottolineano l’importanza di un’educazione digitale di base, che insegni agli utenti a fermarsi, riflettere e verificare prima di condividere contenuti sospetti.&nbsp;</p>



<p class="p2"><strong>Consigli di comportamento quotidiano</strong></p>



<p class="p2">Non condividere immediatamente contenuti che suscitano forte emozione senza verificarne l’origine.&nbsp; Consultare testate giornalistiche autorevoli o agenzie di fact‑checking per conferme.&nbsp; Utilizzare strumenti di controllo e verifiche visive o di testo messi a disposizione dai principali motori di ricerca o applicazioni dedicate.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenza artificiale nelle scuole: come funziona e quali sono le prospettive</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intelligenza-artificiale-nelle-scuole-come-funziona-e-quali-sono-le-prospettive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[formazione insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[tutor digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nelle aule scolastiche, trasformando il modo in cui studenti e insegnanti studiano, preparano lezioni e valutano l’apprendimento. Negli ultimi anni strumenti digitali basati su [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">L’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nelle aule scolastiche, trasformando il modo in cui studenti e insegnanti studiano, preparano lezioni e valutano l’apprendimento. Negli ultimi anni strumenti digitali basati su algoritmi di IA sono stati introdotti in numerosi sistemi educativi, anche in Italia, con l’obiettivo di supportare la didattica e personalizzare i percorsi di studio.</p>



<p class="p1">Uno degli utilizzi più diffusi riguarda i cosiddetti <strong>tutor digitali</strong>. Si tratta di programmi che affiancano lo studente nello studio quotidiano, fornendo spiegazioni, esempi e verifiche immediate delle risposte. In questo modo l’apprendimento diventa più interattivo e adattato alle esigenze individuali.</p>



<p class="p1">L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per supportare il lavoro degli insegnanti. <strong>Alcuni sistemi aiutano nella correzione automatica di compiti e quiz</strong>, nella preparazione di materiali didattici o nella creazione di verifiche personalizzate. Altri strumenti analizzano <strong>l’andamento della classe</strong> e segnalano eventuali difficoltà diffuse tra gli studenti, permettendo ai docenti di intervenire in modo più tempestivo.</p>



<p class="p1">Non mancano tuttavia interrogativi e cautele. <strong>Esperti di educazione sottolineano che l’IA non può sostituire il ruolo dell’insegnante</strong>, che resta centrale nella guida educativa e nello sviluppo del pensiero critico degli studenti. Inoltre emergono questioni legate alla tutela dei dati personali, alla trasparenza degli algoritmi e al rischio di un uso eccessivo della tecnologia.</p>



<p class="p1"><strong>In Europa il tema è oggetto di crescente attenzione istituzionale</strong>. La Commissione europea e diversi ministeri dell’istruzione stanno lavorando a linee guida per integrare l’intelligenza artificiale nella didattica in modo responsabile. Tra le priorità indicate vi sono la formazione degli insegnanti, la sicurezza dei dati e l’accesso equo agli strumenti digitali.</p>



<p class="p1">Secondo numerosi osservatori, se utilizzata in modo consapevole l’intelligenza artificiale può rappresentare una risorsa importante per l’istruzione. L’obiettivo, sottolineano gli esperti, è integrare le nuove tecnologie con la didattica tradizionale, mantenendo al centro il rapporto educativo tra insegnante e studente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>App per ridurre il tempo al cellulare dei ragazzi: le soluzioni tecnologiche per una «dieta digitale»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/app-per-ridurre-il-tempo-al-cellulare-dei-ragazzi-le-soluzioni-tecnologiche-per-una-dieta-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 16:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[dieta digitale]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni tecnologiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’aumento dell’uso di smartphone e tablet da parte dei giovani cresce anche l’attenzione su strumenti che aiutino a limitare il tempo davanti allo schermo e promuovano abitudini digitali più [...]]]></description>
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<p>Con l’aumento dell’uso di smartphone e tablet da parte dei giovani cresce anche l’attenzione su strumenti che aiutino a limitare il tempo davanti allo schermo e promuovano abitudini digitali più sane. In risposta a questa esigenza, sono disponibili sul mercato diverse applicazioni e servizi dedicati al controllo del tempo di utilizzo dei dispositivi, pensati per famiglie e ragazzi. </p>



<p>Tra le soluzioni più conosciute c’è Google Family Link, un servizio di controllo parentale gratuito di Google disponibile per Android e iOS che permette ai genitori di impostare limiti di tempo di utilizzo, approvare o bloccare app e schedulare periodi di inattività, come la notte o il tempo dedicato ai compiti. L’app consente anche di monitorare quali applicazioni vengono usate e per quanto tempo, offrendo uno strumento di supervisione diretta alle famiglie.&nbsp;</p>



<p>Altre applicazioni di controllo parentale offrono funzioni simili ma con strumenti più articolati. Mobicip, ad esempio, consente di filtrare contenuti, monitorare le attività e impostare limiti di tempo su più dispositivi, inclusi smartphone, computer e tablet. La gestione avanzata dei tempi di utilizzo e delle categorie di applicazioni può aiutare a creare regole digitali personalizzate per i ragazzi.&nbsp;</p>



<p>Anche AppBlock è una delle applicazioni utilizzate per ridurre il tempo trascorso su social network e giochi: permette di bloccare l’accesso a specifiche app o siti web in fasce orarie prestabilite da chi lo installa, favorendo periodi di maggiore concentrazione per attività scolastiche e momenti di vita familiare.&nbsp;</p>



<p>Altri strumenti più «didattici» puntano a creare una relazione positiva con il tempo fuori dal dispositivo. Lock&amp;Stock, ad esempio, è pensata per studenti e premia i ragazzi con punti o «chiavi» ogni volta che il telefono resta spento per un periodo: questi punti possono poi essere convertiti in benefici, come sconti o premi, incentivando in maniera positiva la riduzione dell’uso.&nbsp;</p>



<p>Oltre alle app di terze parti, sia Android che iOS offrono strumenti integrati per monitorare e gestire il tempo di utilizzo. Le funzioni come Screen Time su iPhone o Benessere digitale su dispositivi Android permettono di vedere statistiche d’uso e impostare limiti direttamente nelle impostazioni del sistema operativo, senza installare software aggiuntivi.&nbsp;</p>



<p>Secondo pedagogisti e specialisti della salute digitale, queste tecnologie non devono sostituire il dialogo familiare, ma affiancarlo per aiutare i ragazzi a sviluppare una relazione equilibrata con i mondo digitale e il tempo libero. Monitorare l’uso del cellulare, suggeriscono gli esperti, è utile soprattutto se accompagnato da regole condivise e momenti di attività alternative alla tecnologia.</p>
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		<title>Raccolta differenziata, un’app aiuta a capire dove buttare ogni rifiuto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/raccolta-differenziata-unapp-aiuta-a-capire-dove-buttare-ogni-rifiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[app rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[junker]]></category>
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					<description><![CDATA[Fare correttamente la raccolta differenziata non è sempre semplice: molti imballaggi sono composti da materiali diversi e le regole possono cambiare da città a città. Negli ultimi anni, però, la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fare correttamente la raccolta differenziata non è sempre semplice: molti imballaggi sono composti da materiali diversi e le regole possono cambiare da città a città. Negli ultimi anni, però, la tecnologia ha iniziato a offrire strumenti utili per aiutare i cittadini a gestire meglio i rifiuti domestici. Tra questi c’è <em><strong>Junker</strong></em>, una delle applicazioni più diffuse in Italia per supportare la raccolta differenziata.</p>



<p>L’applicazione, disponibile per smartphone, permette di riconoscere i prodotti e indicare come smaltirli correttamente. Basta scansionare il codice a barre dell’imballaggio oppure scattare una fotografia dell’oggetto: il sistema identifica il prodotto e spiega in quale contenitore deve essere conferito, in base alle regole del comune in cui ci si trova.&nbsp;</p>



<p>Il funzionamento si basa su un database molto ampio, con oltre un milione e mezzo di prodotti catalogati e continuamente aggiornati. Per ciascun oggetto l’app indica i materiali che lo compongono e le modalità corrette di smaltimento, aiutando a evitare errori nella separazione dei rifiuti.&nbsp;</p>



<p>Oltre al riconoscimento degli imballaggi, l’app offre anche altre funzioni utili per la gestione ambientale quotidiana: calendario della raccolta porta a porta, mappe dei punti di conferimento come ecocentri o raccolte speciali, e notifiche che ricordano ai cittadini quali rifiuti devono essere esposti nei giorni successivi.&nbsp;</p>



<p>Secondo i promotori del progetto, l’app è utilizzata da milioni di cittadini e adottata da numerosi comuni italiani come strumento di informazione ambientale. L’obiettivo è ridurre gli errori nella raccolta differenziata e migliorare il riciclo dei materiali.&nbsp;</p>



<p>Gli esperti sottolineano infatti che una corretta separazione dei rifiuti è fondamentale per il funzionamento dell’economia circolare: carta, plastica, vetro e metalli possono essere recuperati e trasformati in nuove materie prime, riducendo l’impatto ambientale e il consumo di risorse naturali.</p>



<p>In questo contesto, applicazioni come Junker rappresentano un esempio di come la tecnologia possa diventare uno strumento di educazione ambientale, aiutando cittadini e famiglie a compiere scelte più consapevoli nella gestione quotidiana dei rifiuti.</p>
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		<title>App per riconoscere piante e fiori: la tecnologia aiuta a scoprire la biodiversità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/app-per-riconoscere-piante-e-fiori-la-tecnologia-aiuta-a-scoprire-la-biodiversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[app per riconoscere piante]]></category>
		<category><![CDATA[app piante]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[piante e fiori]]></category>
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					<description><![CDATA[Osservare una pianta o un fiore e riuscire a identificarlo in pochi secondi grazie allo smartphone è oggi possibile grazie ad alcune applicazioni basate su intelligenza artificiale e database botanici. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Osservare una pianta o un fiore e riuscire a identificarlo in pochi secondi grazie allo smartphone è oggi possibile grazie ad alcune applicazioni basate su intelligenza artificiale e database botanici. Negli ultimi anni queste app si sono diffuse tra appassionati di natura, studenti e semplici curiosi, diventando strumenti utili per conoscere meglio la biodiversità.</p>



<p>Tra le più utilizzate c’è <strong>PlantNet</strong>, applicazione gratuita sviluppata da un consorzio di istituti di ricerca botanica europei. L’app consente di fotografare foglie, fiori o frutti e confrontarli con un ampio database scientifico per individuare la specie più probabile. Il sistema si basa su immagini caricate dagli utenti e validate da ricercatori e botanici.</p>



<p>Un’altra piattaforma molto diffusa è iNaturalist, progetto promosso dalla National Geographic Society e dalla California Academy of Sciences. Oltre a identificare piante e animali tramite fotografia, l’app consente agli utenti di condividere osservazioni e contribuire a progetti di ricerca sulla biodiversità.</p>



<p>Molto utilizzata anche PictureThis, applicazione che sfrutta algoritmi di riconoscimento delle immagini per identificare piante ornamentali, alberi e fiori. Alcune funzioni offrono inoltre informazioni sulla cura delle piante domestiche e sulla possibile presenza di malattie.</p>



<p>Il funzionamento di queste applicazioni è simile: l’utente scatta una foto della pianta o del fiore, il sistema confronta l’immagine con migliaia di fotografie presenti nel database e propone una possibile identificazione accompagnata da schede botaniche, distribuzione geografica e curiosità scientifiche.</p>



<p>Secondo botanici e divulgatori scientifici, queste tecnologie rappresentano un nuovo strumento di educazione ambientale. Permettono infatti di riconoscere specie vegetali durante passeggiate, escursioni o visite nei parchi, favorendo una maggiore consapevolezza della varietà di piante presenti negli ecosistemi.</p>



<p>Gli esperti ricordano tuttavia che il riconoscimento automatico non sostituisce completamente l’analisi botanica tradizionale: in alcuni casi specie molto simili possono essere confuse e richiedere la verifica di specialisti o l’osservazione di più caratteristiche della pianta.</p>



<p>Con la diffusione degli smartphone e delle tecnologie di riconoscimento visivo, le app dedicate alle piante stanno comunque diventando strumenti sempre più utilizzati per avvicinare il pubblico alla botanica e alla conoscenza della natura. </p>
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		<title>Social media, YouTube e Facebook restano i più utilizzati dagli italiani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/social-media-youtube-e-facebook-restano-i-piu-utilizzati-dagli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 15:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
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					<description><![CDATA[YouTube, Facebook e Instagram restano i social network più utilizzati in Italia, mentre nuove piattaforme crescono e alcune storiche registrano un calo di utenti. È quanto emerge dalle più recenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>YouTube, Facebook e Instagram restano i social network più utilizzati in Italia, mentre nuove piattaforme crescono e alcune storiche registrano un calo di utenti. È quanto emerge dalle più recenti analisi sull’uso dei social media nel Paese basate sui dati del sistema di rilevazione Audicom-Audiweb. </p>



<p>Secondo le rilevazioni più aggiornate, la piattaforma più diffusa tra gli italiani è YouTube, con circa 37 milioni di utenti mensili. Subito dopo si colloca Facebook, utilizzato da circa 35,8 milioni di persone. Sul terzo gradino della classifica si trova Instagram, che conta quasi 33 milioni di utenti nel Paese.&nbsp;</p>



<p>Al quarto posto figura TikTok, con oltre 22 milioni di utilizzatori. La piattaforma continua a registrare un forte livello di coinvolgimento, in particolare tra i più giovani, anche se negli ultimi mesi si osserva una lieve flessione nel numero complessivo di utenti.&nbsp;</p>



<p>Tra le altre piattaforme diffuse in Italia si trovano Telegram, con circa 16 milioni di utenti, e LinkedIn, che conta circa 15 milioni di utilizzatori mensili. Nella fascia successiva compaiono social come Pinterest e Reddit, quest’ultimo in crescita negli ultimi anni, mentre X (ex Twitter) registra una significativa diminuzione di utenti e tempo di utilizzo.&nbsp;</p>



<p>Le analisi indicano che il mercato dei social media in Italia ha raggiunto una fase di sostanziale maturità, con una leggera contrazione complessiva degli utenti tra il 2024 e il 2025 e una redistribuzione del pubblico tra le diverse piattaforme. In questo scenario, alcune reti sociali consolidate mostrano segni di rallentamento, mentre altre registrano una crescita più recente, come Threads, il social lanciato dal gruppo Meta.&nbsp;</p>
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		<title>Da Ai‑Da a Emi Kusano, gli artisti che esplorano l’intelligenza artificiale in mostra nel mondo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-ai-da-a-emi-kusano-gli-artisti-che-esplorano-lintelligenza-artificiale-in-mostra-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Ai‑Da Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Emi Kusano]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Urban]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il linguaggio dell’arte contemporanea, affiancando alla creatività umana nuove possibilità espressive. Artisti di fama internazionale e progetti espositivi negli spazi più prestigiosi raccontano come l’IA si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il linguaggio dell’arte contemporanea, affiancando alla creatività umana nuove possibilità espressive. Artisti di fama internazionale e progetti espositivi negli spazi più prestigiosi raccontano come l’IA si stia integrando nei processi creativi, mettendo in discussione definizioni tradizionali di autore e opera.</p>



<p>Tra i casi più noti figura <strong>Ai‑Da Robot</strong>, considerata la prima artista robot ultra‑realistica al mondo capace di generare opere d’arte grazie a complessi algoritmi di intelligenza artificiale. Ai‑Da, progettata dal team di Engineered Arts e dall’Università di Oxford, utilizza sensori, visione artificiale e modelli AI per dipingere e disegnare, trasformando input visivi e dati in lavori esposti internazionalmente. Nel 2025, sue opere create con tecniche algoritmiche sono state presentate come parte del summit “AI for Good” a Ginevra e includono ritratti – come <em>Algorithm King</em> – generati analizzando fotografie con modelli di intelligenza artificiale prima trasformati in dipinti su tela.</p>



<p>Un altro nome emergente è <strong>Emi Kusano</strong>, artista giapponese il cui lavoro combina arte digitale, performance e tecnologia. Kusano ha utilizzato l’intelligenza artificiale in installazioni e opere esposte in importanti istituzioni internazionali come il <em>21st Century Museum of Contemporary Art</em> di Kanazawa, il <em>Museum of Contemporary Art Tokyo</em> e la <em>Saatchi Gallery</em> di Londra. In collaborazione con realtà come Christie’s a New York e <em>Gucci</em>, ha presentato anche un abito 3D generato dall’IA, unendo estetica retro‑futuristica e algoritmi di apprendimento automatico. </p>



<p>Opere che esplorano l’interazione tra corpo, macchina e immaginazione sono presenti anche nelle mostre collettive come <em>Inanimate</em>, presentata nel 2025 alla <em>Hundred Years Gallery</em> di Londra. Curata per riflettere sul confine tra umano e non umano in un’epoca dominata da sistemi tecnologici e dati, la rassegna includeva lavori multimedia di artisti che integrano la tecnologia digitale nei loro processi creativi, evidenziando come il rapporto tra IA e arte possa assumere forme narrative e concettuali profonde. </p>



<p>L’uso dell’intelligenza artificiale sta inoltre ispirando percorsi espositivi originali in Italia: ad Udine, una mostra basata sul lavoro di <strong>Giacomo Urban</strong>, fotografo e videomaker che dal 2022 sperimenta con l’IA per creare immagini di forte impatto visivo e riflessioni sul tema della “forza della fragilità”, ha portato nei musei regionali opere generate con l’ausilio di modelli intelligenti. </p>



<p>Questi progetti, e molti altri nel panorama internazionale, mostrano come l’intelligenza artificiale non sia più un semplice strumento tecnico, ma un elemento che può espandere i confini dell’espressione artistica: dai robot pittori alle creazioni digitali immersive pensate da artisti umani, l’IA contribuisce a un dialogo globale tra tecnologia, estetica e significato culturale, ponendo nuove domande su cosa significhi creare e percepire l’arte nel XXI secolo.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.digitaltrends.com/computing/an-ai-robots-artwork-just-auctioned-for-more-than-1-million/">https://www.digitaltrends.com/computing/an-ai-robots-artwork-just-auctioned-for-more-than-1-million/</a></p>
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		<item>
		<title>Vaticano: tra arte e intelligenza artificiale il documentario “Nelle tue mani” spiega il senso umano della creazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vaticano-tra-arte-e-intelligenza-artificiale-il-documentario-nelle-tue-mani-spiega-il-senso-umano-della-creazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[nelle tue mani documentario]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano arte e tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale non è più un tema confinato alle aule universitarie o ai laboratori tecnologici, ma entra anche nel dialogo culturale e spirituale della Chiesa cattolica con la nuova pellicola [...]]]></description>
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<p>L’intelligenza artificiale non è più un tema confinato alle aule universitarie o ai laboratori tecnologici, ma entra anche nel dialogo culturale e spirituale della Chiesa cattolica con la nuova pellicola <em>“Nelle tue mani”</em>, presentata al Vaticano come ponte tra arte, ingegno umano e tecnologia. Lo riporta l&#8217;Ansa.</p>



<p>Si tratta di un documentario curato dalla giornalista <strong>Fausta Speranza</strong> e diretto da <strong>Stefano Gabriele</strong>, che sceglie una piccola bottega artigianale – la vetreria artistica <strong>Arte Poli</strong> in Veneto – come metafora per un discorso più ampio sul ruolo creativo dell’uomo. La pellicola è stata illustrata in conferenza stampa alla presenza del Prefetto della <strong>Segreteria per la Comunicazione vaticana, Paolo Ruffini</strong>. </p>



<p>«Ciò che ci fa intelligenti non può essere ridotto a calcolo, non tutto può essere calcolato, c’è qualcosa di più. Molto di più», ha affermato Ruffini all&#8217;ANSA, sottolineando il contributo unico della creatività umana che non si esaurisce nei numeri e negli algoritmi. </p>



<p>Il documentario intreccia testimonianze di studiosi e esperti di diversi ambiti – dalla teologia alla storia dell’arte, dalla psicologia alla filosofia – per riflettere sul mistero dell’arte e dell’ingegno umano, partendo dal messaggio di <strong>San Paolo VI</strong> agli artisti dell’8 dicembre 1965. Tra i contributi figurano voci come quella dello storico dell’arte <strong>Gabriele Rigano</strong>, della teologa <strong>Linda Pocher</strong> e di Tonino Cantelmi, presidente dell’Istituto di Terapia cognitivo interpersonale. </p>



<p>Il film assume così una doppia lettura: non solo come esplorazione delle possibilità creative offerte dall’intelligenza artificiale, ma anche come invito a considerare l’arte e la tecnologia alla luce della dignità umana e della trascendenza. La narrazione tocca infatti l’idea che l’innovazione tecnologica debba essere al servizio della persona e della comunità, senza sostituire il ruolo irrinunciabile della soggettività e della creatività umane. </p>



<p>La proiezione è attesa nei prossimi mesi in sedi culturali e religiose, e si inserisce in un contesto più ampio di riflessioni sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea, affrontato anche in altri dibattiti internazionali e pubblicazioni recenti. </p>
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		<item>
		<title>AI e filosofia, Ferraris apre il seminario su &#8216;Comunismo digitale&#8217;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-e-filosofia-ferraris-apre-il-seminario-su-comunismo-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 15:42:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[scuola filosofica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Domani, giovedì 12 marzo, alle ore 15.00 su piattaforma Zoom, Maurizio Ferraris terrà un seminario dal titolo “Comunismo digitale”. Si tratta del quarto appuntamento del ciclo di lezioni “L’impatto dell’AI [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Domani, giovedì 12 marzo, alle ore 15.00 su piattaforma Zoom, Maurizio Ferraris terrà un seminario dal titolo “Comunismo digitale”. Si tratta del quarto appuntamento del ciclo di lezioni “L’impatto dell’AI e dei LLM nell’orizzonte dei saperi”, organizzato dalla Società Filosofica Italiana e dal DISPAC, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno. L’incontro sarà introdotto dal direttore del DISPAC, Armando Bisogno.</p>



<p>Maurizio Ferraris è professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino ed è presidente del Labont (Center for Ontology) e di “Scienza Nuova”&nbsp;(un istituto di studi avanzati – dedicato a Umberto Eco &#8211;&nbsp; che unisce l’Università e il Politecnico di Torino coniugando l’ambito scientifico-tecnologico con quello umanistico e volto alla&nbsp; progettazione di un futuro sostenibile, sia dal punto di vista culturale che politico) Ferraris è anche visiting professor ad Harvard, Oxford, Monaco e Parigi, editorialista del &#8220;Corriere della sera&#8221; e della &#8220;Neue Zürcher Zeitung&#8221;. Nell’intervento, che riprende i temi del suo ultimo libro (Comunismo digitale. Una proposta politica, Einaudi, 2025), Ferraris riflette criticamente sul fatto che l&#8217;intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web, che però rimane nelle mani di pochissimi. Da qui la necessità di realizzare una forma di “comunismo digitale”.</p>



<p>Il seminario si lega alle riflessioni portate avanti nel corso dell’intero ciclo di seminari. Negli ultimi anni si è assistito al rapidissimo sviluppo della tecnologia legata all’intelligenza artificiale. «Non c’è dubbio che essa rappresenti una straordinaria opportunità di progresso e miglioramento in ambiti centrali della nostra esistenza, alla quale si associano, però, rischi che richiedono la maturazione di un’adeguata consapevolezza e coscienza critica nel suo utilizzo – spiega Clementina Cantillo, presidente della Società Filosofica Italiana &#8211; &nbsp;Appare, perciò, di importanza cruciale analizzare la natura e la portata dell’impatto che essa ha determinato non solo nelle nostre vite individuali e collettive ma anche, in particolare attraverso i LLM, nei saperi e nei loro linguaggi. Aspetto, quest’ultimo, centrale per una didattica che sia effettivamente in grado di rispondere alle esigenze poste dalla propria epoca, sia dal punto di vista teorico che metodologico. Il corso propone, quindi, uno sguardo che intreccia filosofia, etica, teoria della conoscenza e didattica, offrendo strumenti per interpretare criticamente opportunità e rischi dell&#8217;AI nella scuola e nella società».</p>



<p>Il prossimo incontro si terrà lunedì 30 marzo 2026, dalle 15.00 alle 17.30. Relatore sarà Adriano Fabris dell’Università di Pisa. Il tema del seminario è “Insegnare con l’Intelligenza artificiale”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Intelligenza Artificiale entra in classe: a Potenza l’evento per i docenti del futuro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lintelligenza-artificiale-entra-in-classe-a-potenza-levento-per-i-docenti-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 14:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[scuole potenza ai]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nel mondo della scuola e per aiutare docenti e dirigenti a comprenderne opportunità e limiti nasce a Potenza l’evento formativo gratuito “Il Richiamo di Orfeo: [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nel mondo della scuola e per aiutare docenti e dirigenti a comprenderne opportunità e limiti nasce a Potenza l’evento formativo gratuito <strong>“Il Richiamo di Orfeo: Esplorare l’Ignoto Digitale”</strong>, promosso dal <strong>GDG (Google Developer Group) Basilicata</strong>.</p>



<p>L’iniziativa si terrà <strong>domenica 15 marzo 2026</strong>, a partire dalle <strong>9:30</strong>, nella sala conferenze del <strong>Museo Archeologico Nazionale della Basilicata</strong>, in <strong>via Andrea Serrao 11</strong> a Potenza. La giornata sarà interamente dedicata all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella didattica e si rivolge a <strong>docenti di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici, animatori digitali e referenti per l’innovazione</strong>.</p>



<p>L’obiettivo dell’incontro è duplice: <strong>demistificare l’AI</strong>, chiarendone limiti e potenzialità, e offrire <strong>strumenti pratici immediatamente utilizzabili in classe</strong>, trasformando la tecnologia da “oracolo incerto” a vero e proprio <strong>alleato didattico</strong>.</p>



<p>«Non si tratta di automatizzare il pensiero, ma di governare il cambiamento», spiegano gli organizzatori. «Vogliamo offrire ai docenti una bussola per orientarsi tra <em>Prompt Engineering</em>, <em>Data Curation</em> e le nuove sfide etiche e pedagogiche che l’intelligenza artificiale pone tra i banchi di scuola».</p>



<p>Il programma prevede interventi tecnici e divulgativi dedicati all’innovazione metodologica e alle applicazioni concrete dell’AI nella didattica. Tra i temi in agenda figurano le <strong>tecniche avanzate di Prompt Engineering</strong>, l’uso di <strong>NotebookLM</strong> per ridurre le cosiddette “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale e laboratori pratici per la <strong>creazione di podcast audio didattici</strong>.</p>



<p>Spazio anche alle strategie di <strong>grounding (RAG)</strong> per produrre contenuti verificabili e a momenti di confronto su <strong>etica, ruolo del docente nell’era generativa e tutela dei dati personali</strong>, con approfondimenti legati alla normativa <strong>GDPR</strong>.</p>



<p>La giornata si aprirà con i <strong>saluti istituzionali della direttrice del Museo Archeologico Nazionale della Basilicata, Sabrina Mutino</strong>, e si concluderà con un <strong>dibattito interattivo</strong> dedicato alle politiche scolastiche e alle buone pratiche per l’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale nelle scuole.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Musica: l’intelligenza artificiale cambia l’industria tra opportunità creative e nodi su diritti e lavoro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-lintelligenza-artificiale-cambia-lindustria-tra-opportunita-creative-e-nodi-su-diritti-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 20:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mondo della musica, aprendo nuove possibilità creative ma sollevando interrogativi su diritti d’autore, modelli economici e futuro del lavoro artistico. Negli ultimi anni gli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mondo della musica, aprendo nuove possibilità creative ma sollevando interrogativi su diritti d’autore, modelli economici e futuro del lavoro artistico. Negli ultimi anni gli strumenti di <strong>AI generativa</strong> sono entrati stabilmente nel processo di produzione musicale, dalla composizione alla creazione di voci sintetiche, fino al mastering e alla distribuzione dei brani.</p>



<p>Secondo un rapporto presentato all’International Music Summit, circa <strong>un artista su dieci ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per creare musica nel 2024</strong>, mentre le applicazioni dedicate alla generazione musicale hanno raggiunto circa <strong>60 milioni di utenti</strong> nel mondo. </p>



<p>La diffusione della tecnologia è accompagnata da una crescita economica significativa. Il mercato globale della musica generata o assistita dall’intelligenza artificiale, stimato in centinaia di milioni di dollari, potrebbe superare <strong>9 miliardi di dollari entro il 2035</strong>, con tassi di crescita annuali molto elevati. </p>



<p>Parallelamente aumentano i contenuti creati da algoritmi sulle piattaforme di streaming. Secondo dati diffusi dall’industria musicale, su alcune piattaforme <strong>decine di migliaia di brani caricati ogni giorno sono generati interamente da sistemi di AI</strong>, e quasi un quinto della musica pubblicata quotidianamente può essere prodotto da algoritmi. </p>



<p>L’espansione del fenomeno ha spinto piattaforme e major discografiche a introdurre contromisure. Alcuni servizi stanno sviluppando sistemi per <strong>identificare e etichettare la musica generata dall’intelligenza artificiale</strong>, mentre accordi tra società tecnologiche e case discografiche mirano a regolare l’uso dei cataloghi musicali per addestrare i modelli di AI.</p>



<p>Il tema centrale resta quello della remunerazione degli artisti. Studi internazionali stimano che l’impatto economico dell’AI nel settore musicale potrebbe raggiungere <strong>decine di miliardi di euro entro il 2028</strong>, ma con il rischio di ridurre i ricavi dei creatori umani: fino al <strong>24% dei guadagni musicali tradizionali potrebbe essere a rischio</strong>, secondo analisi delle società di gestione dei diritti. </p>



<p>Accanto ai timori, molti musicisti e produttori vedono nella tecnologia un alleato creativo. L’intelligenza artificiale è già utilizzata per suggerire melodie, generare accompagnamenti, separare le tracce audio o simulare strumenti e voci, diventando uno strumento di supporto nel lavoro in studio.</p>
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		<title>Teodoro Gaza: genitori e scuola a confronto sull’IA a Caselle in Pittari</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teodoro-gaza-genitori-e-scuola-a-confronto-sullia-a-caselle-in-pittari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 09:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dialogo aperto tra scuola, famiglie e studenti per comprendere il cambiamento tecnologico che sta ridefinendo l’educazione. È questo lo spirito dell’incontro “Genitori aumentati: come guidare i figli nell’era dell’Intelligenza [...]]]></description>
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<p>Un dialogo aperto tra scuola, famiglie e studenti per comprendere il cambiamento tecnologico che sta ridefinendo l’educazione. È questo lo spirito dell’incontro <strong>“Genitori aumentati: come guidare i figli nell’era dell’Intelligenza Artificiale (senza esserne esperti)”</strong>, primo appuntamento dell’<em><strong>Officina culturale per genitori consapevoli</strong></em> promosso dall’<strong>Istituto Comprensivo Teodoro Gaza</strong> e ospitato il 6 marzo nell’aula consiliare del Comune di <strong>Caselle in Pittari</strong>.</p>



<p>L’iniziativa ha riunito genitori, studenti e insegnanti in un confronto partecipato sui cambiamenti introdotti dalle tecnologie digitali e dall’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e nel mondo della scuola. Un incontro pensato non come un corso specialistico, ma come uno spazio di riflessione condivisa per orientarsi in un tempo in cui innovazioni come l’AI generativa e i nuovi linguaggi digitali sono ormai entrati nelle case e nelle tasche dei più giovani.</p>



<p>«Viviamo in un tempo che cambia più velocemente di quanto riusciamo a raccontarlo ai nostri figli.  &#8211; spiegano &#8211; L&#8217;intelligenza artificiale, i social, i nuovi linguaggi digitali non sono più scenari futuri: sono già dentro le nostre case, nelle tasche dei nostri ragazzi, e spesso anche nelle nostre. Come genitori non ci è chiesto di diventare esperti. Ci è chiesto qualcosa di più difficile: restare presenti, curiosi, capaci di orientare senza fingere di avere tutte le risposte».</p>



<p>Il panel è stato presieduto dal <strong>dirigente scolastico Corrado Limongi,</strong> con la partecipazione dei componenti del Consiglio d’Istituto <strong>Michela Pugliese, Assunta Croccia, Laura Sini e Giuseppe Rivello</strong>. Numerosa la presenza di famiglie e docenti, a testimonianza dell’interesse verso un tema che riguarda sempre più da vicino il percorso educativo delle nuove generazioni.</p>



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<p>Nel corso della serata sono stati affrontati tre ambiti principali. Il primo ha riguardato il quadro normativo italiano ed europeo sull’intelligenza artificiale, un sistema ancora in evoluzione che pone interrogativi su diritti, responsabilità e tutele, soprattutto per quanto riguarda i minori. Il secondo ha approfondito l’impatto dell’AI generativa sui processi di apprendimento nella scuola primaria e secondaria di primo grado, evidenziando come la tecnologia non debba essere considerata soltanto una minaccia, ma una trasformazione da comprendere e accompagnare.</p>



<p>La terza parte dell’incontro ha avuto un taglio pratico: attraverso dimostrazioni e semplici esperimenti dal vivo, sono stati mostrati alcuni strumenti di intelligenza artificiale facilmente accessibili, per riflettere sull’uso consapevole delle tecnologie digitali e sui rischi di un utilizzo superficiale o non critico.</p>



<p>Dalla discussione è emersa l’idea che la vera sfida non sia diventare esperti di tecnologia, ma sviluppare una capacità collettiva di interpretare il cambiamento. Per questo l’iniziativa proseguirà con la creazione di un “Cantiere culturale per famiglie consapevoli”, un gruppo di lavoro aperto ai genitori che desiderano contribuire alla progettazione dei prossimi incontri e alla scelta dei temi da approfondire.</p>



<p>Ai partecipanti saranno inoltre messi a disposizione materiali di approfondimento, tra cui un glossario dedicato ai principali termini dell’intelligenza artificiale e una serie di esercizi pratici per avvicinarsi a queste tecnologie con uno sguardo critico e informato.</p>



<p>L’obiettivo, spiegano i promotori, è costruire nel tempo una comunità educativa capace di affrontare insieme le sfide della trasformazione digitale, mettendo al centro non solo le competenze tecniche, ma soprattutto il dialogo tra scuola, famiglie e studenti. </p>
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		<title>Italia, cresce l’IA ma leadership resta frammentata tra centri di ricerca e istituzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 16:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama italiano dell’intelligenza artificiale (IA) non emerge un singolo “leader” incontrastato, ma piuttosto un ecosistema in crescita, con centri di ricerca, istituzioni e aziende che svolgono ruoli chiave nello [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel panorama italiano dell’<strong>intelligenza artificiale (IA)</strong> non emerge un singolo “leader” incontrastato, ma piuttosto un ecosistema in crescita, con centri di ricerca, istituzioni e aziende che svolgono ruoli chiave nello sviluppo e nell’adozione di tecnologie AI nel Paese. L’Italia sta puntando soprattutto su infrastrutture di ricerca e collaborazioni pubblico‑private per rafforzare la propria posizione nel contesto europeo. </p>



<p>Al centro della strategia nazionale c’è il <strong>AI4I – Italian Institute of Artificial Intelligence for Industry</strong>, fondato dal Governo italiano per promuovere ricerca applicata e innovazione AI su scala nazionale. Con un forte supporto pubblico, infrastrutture HPC e collaborazioni strategiche, l’istituto si propone di diventare un polo di riferimento per l’agenda di ricerca e sviluppo nel settore, attirando talenti e promuovendo progetti di impatto industriale. </p>



<p>Un’altra iniziativa di rilievo è <strong>IT4LIA – Italy for Artificial Intelligence</strong>, parte di un progetto europeo di “AI Factory” che mira a costruire un ecosistema nazionale e comunitario per l’adozione di soluzioni AI avanzate. Coordinato da Cineca e co‑finanziato da istituzioni pubbliche e partner scientifici, IT4LIA punta a facilitare l’accesso a infrastrutture di calcolo e servizi specializzati per imprese, startup e università. </p>



<p>Sul fronte accademico e della ricerca scientifica, università e centri come l’<strong>Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)</strong> e l’<strong>Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del CNR</strong> rappresentano pilastri dell’attività di studio e innovazione, con competenze che spaziano dalla robotica all’apprendimento automatico avanzato. </p>



<p>Tra le personalità di spicco italiane legate alla ricerca sull’intelligenza artificiale figura la professoressa <strong>Rita Cucchiara</strong>, direttrice di AImageLab e ora Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, riconosciuta a livello internazionale per i suoi contributi alla visione artificiale e all’AI. </p>



<p>Sul versante industriale, società come <strong>Almawave</strong> con i suoi modelli linguistici “Velvet” e realtà tecnologiche come <strong>Agile Lab</strong>, specializzate in soluzioni dati e IA, stanno consolidando competenze e progetti competitivi nel mercato nazionale e internazionale.</p>



<p>Secondo le analisi di mercato, il settore IA in Italia ha raggiunto nel 2025 un valore di circa <strong>1,8 miliardi di euro</strong>, con una crescita superiore al 50% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’adozione resta ancora legata a grandi imprese e sistemi di ricerca, con una diffusione meno marcata tra le piccole e medie imprese. </p>



<p>In questo mosaico, la leadership italiana nell’intelligenza artificiale emerge come <strong>collaborativa e multidimensionale</strong>, con centri di eccellenza scientifica, infrastrutture di ricerca e un crescente coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, ma senza un singolo attore dominante.</p>
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		<title>Qual è la migliore IA gratuita? Ecco le opzioni più potenti nel 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/qual-e-la-migliore-ia-gratuita-ecco-le-opzioni-piu-potenti-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la diffusione capillare dell’intelligenza artificiale, cresce anche l’offerta di modelli e strumenti gratuiti che permettono a studenti, professionisti, creativi e aziende di sfruttare capacità avanzate senza spendere un euro. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la diffusione capillare dell’intelligenza artificiale, cresce anche l’offerta di <strong>modelli e strumenti gratuiti</strong> che permettono a studenti, professionisti, creativi e aziende di sfruttare capacità avanzate senza spendere un euro. Ma qual è la <strong>migliore IA gratuita</strong> oggi disponibile?</p>



<p>Secondo confronti e classifiche aggiornate al 2026, non esiste un’unica IA “migliore” in assoluto: la scelta dipende dall’uso previsto, ma alcuni strumenti si distinguono per <strong>capacità, accessibilità e completezza</strong>.</p>



<p>Tra le opzioni più versatili per la <strong>generazione di testo e interazione generale</strong> figurano le versioni <strong>gratuite di chatbot evoluti</strong> come quelli di OpenAI e Anthropic. Il <strong>livello free di ChatGPT Free</strong> continua a offrire risposte, generazione testi e immagini con modelli di ultima generazione, seppur con limitazioni di uso giornaliero, mentre <strong>Claude Free</strong> è spesso citato come eccellente per <strong>contenuti lunghi e ragionamenti complessi</strong>, grazie alla sua capacità di affrontare testi estesi e analisi articolate. </p>



<p>Per chi opera nell’ecosistema Google, l’assistente <strong>Google Gemini Free</strong> è considerato tra i più completi del panorama free, integrandosi con le app del gruppo e offrendo accesso a modelli di linguaggio e generazione immagini senza costi diretti nell’uso quotidiano. </p>



<p>Oltre ai grandi nomi commerciali, esiste una nutrita offerta <strong>open source</strong>: strumenti come <strong>OpenClaw</strong>, un assistente autonomo basato su modelli liberi, permettono di eseguire compiti complessi senza dipendere da piattaforme proprietarie. </p>



<p>Se l’obiettivo sono <strong>attività specializzate</strong>, molte IA gratuite emergono come best‑in‑class nei loro ambiti: ad esempio, generatori di immagini o video (come Leonardo AI o strumenti collegati a Canva), strumenti per ricerca con risposte citate (come Perplexity) e assistenti per produttività e note intelligenti (come NotebookLM). </p>



<p>Gli esperti sottolineano però che molti “free” si basano su <strong>limiti giornalieri, quote di utilizzo o versioni lite</strong>: per funzioni avanzate o uso professionale intensivo può rendersi necessario un passaggio a piani a pagamento. </p>
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		<title>Marzo 2026 al Parco Archeologico di Ercolano: realtà virtuale e itinerari tematici per rivivere la città antica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marzo-2026-al-parco-archeologico-di-ercolano-realta-virtuale-e-itinerari-tematici-per-rivivere-la-citta-antica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
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		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
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		<category><![CDATA[ercolano virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[Parco archeologico di Ercolano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Parco Archeologico di Ercolano propone per tutto il mese di marzo un programma di iniziative pensate per unire tecnologia e storia, offrendo ai visitatori esperienze immersive e percorsi tematici [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Parco Archeologico di Ercolano propone per tutto il mese di marzo un programma di iniziative pensate per unire tecnologia e storia, offrendo ai visitatori esperienze immersive e percorsi tematici alla scoperta della vita quotidiana dell’antica città vesuviana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience</h3>



<p>Grazie ai visori di realtà virtuale, i visitatori potranno compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, esplorando Ercolano ricostruita in 3D. L’esperienza permette di osservare spazi, architetture e scene di vita quotidiana, entrando in contatto con una città sepolta dall’eruzione del 79 d.C.</p>



<p>Le sessioni si svolgeranno nei seguenti giorni di marzo: <strong>lunedì e mercoledì 9, 11, 16, 18, 23, 25, 30</strong>, dalle <strong>9:30 alle 12:30</strong> presso il <strong>Visitor Center</strong>. La partecipazione è <strong>gratuita</strong> con il biglietto d’ingresso al Parco, ma la prenotazione è obbligatoria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I luoghi del cibo a Ercolano – Itinerari tematici</h3>



<p>Il Parco propone anche un percorso guidato dedicato all’alimentazione e alla vita quotidiana degli antichi abitanti: si visiteranno botteghe, cucine, forni e spazi pubblici per scoprire abitudini alimentari e tradizioni gastronomiche.</p>



<p>Gli itinerari si terranno il <strong>6 e il 20 marzo 2026</strong>, con partecipazione gratuita inclusa nel biglietto di ingresso (o integrata con Parco + mostra), sempre con <strong>prenotazione obbligatoria</strong>.</p>
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		<title>Casa Sanremo: &#8216;Salerno Merita&#8217; mostra il territorio con strumenti digitali immersivi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/casa-sanremo-salerno-merita-mostra-il-territorio-con-strumenti-digitali-immersivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[casa sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[salerno merita]]></category>
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					<description><![CDATA[Il territorio della provincia di Salerno negli spazi di Casa Sanremo, puntando su strumenti digitali immersivi per raccontare il territorio in maniera innovativa. Il progetto Visioni d’Arte, promosso con il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il territorio della <strong>provincia di Salerno</strong> negli spazi di <strong>Casa Sanremo</strong>, puntando su strumenti digitali immersivi per raccontare il territorio in maniera innovativa. Il progetto <strong>Visioni d’Arte</strong>, promosso con il patrocinio della <strong>CCIAA di Salerno</strong>, ha offerto al pubblico e agli operatori del settore un’esperienza interattiva del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico della città e della provincia, unendo turismo esperienziale e innovazione tecnologica.</p>



<p>«Il Festival di Sanremo – dichiara <strong>Luca Iovine</strong> di Salerno Merita – dimostra come un grande evento possa diventare un moltiplicatore economico e culturale. Sanremo ha creato un ecosistema capace di generare valore diffuso: turismo, occupazione, indotto commerciale e visibilità internazionale. È un modello che anche Salerno può interpretare, valorizzando le proprie eccellenze culturali e imprenditoriali attraverso strumenti innovativi».</p>



<p>Secondo gli organizzatori, tradizione e innovazione non sono in contrapposizione, ma possono rafforzarsi reciprocamente. L’uso di tecnologie immersive e digitali permette di trasformare la cultura in una <strong>leva di sviluppo economico</strong>, coesione sociale e attrattività turistica, offrendo al pubblico esperienze che vanno oltre la semplice fruizione passiva.</p>
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		<title>Netflix in famiglia: le migliori serie da guardare tutti insieme</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/netflix-in-famiglia-le-migliori-serie-da-guardare-tutti-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 19:47:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, con l’aumento delle piattaforme di streaming, Netflix è diventata una delle principali destinazioni per l’intrattenimento familiare. Pur essendo nota per i suoi contenuti per adulti, la piattaforma [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni, con l’aumento delle piattaforme di streaming, Netflix è diventata una delle principali destinazioni per l’intrattenimento familiare. Pur essendo nota per i suoi contenuti per adulti, la piattaforma offre anche un catalogo ricco di serie <strong>pensate per tutte le età</strong>, dalle prime fasi dell’infanzia fino agli adolescenti e agli adulti che amano guardare programmi insieme ai propri figli. Scegliere cosa vedere in famiglia può però essere complicato, soprattutto per genitori che vogliono coniugare <strong>svago, valori positivi e messaggi educativi</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cartoni ed educazione per i più piccoli</strong></h3>



<p>Tra le opzioni più apprezzate per bambini in età prescolare e scolare leggera, Netflix propone contenuti che uniscono divertimento e apprendimento. <strong>Ask the StoryBots</strong>, ad esempio, è una serie animata educativa che risponde alle curiosità dei più piccoli con umorismo e spiegazioni semplici: è pensata per essere <strong>divertente e istruttiva per tutta la famiglia</strong>. </p>



<p>Un’altra scelta sicura è <strong>Mighty Little Bheem</strong>, una produzione animata proveniente dall’India che segue le avventure di un bambino molto energico e curioso, adatta ai più piccoli grazie al linguaggio visivo semplice e alle storie leggere. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Avventure per bambini e preadolescenti</strong></h3>



<p>Per famiglie con bambini un po’ più grandi, Netflix offre serie animate e live action pensate per stimolare l’immaginazione. <strong>Pokémon Master Journeys: The Series</strong> è un titolo che continua da anni a unire diverse generazioni in salotto, grazie alle sue avventure piene di creature, amicizia e sfide. </p>



<p>Nella stessa fascia, <strong>Scaredy Cats</strong> è una commedia fantasy rivolta ai giovani spettatori: la storia segue un gruppo di personaggi in situazioni magiche e ricche di umorismo, adatta per una visione condivisa tra genitori e figli. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Serie adatte anche agli adulti</strong></h3>



<p>Netflix include anche show che, pur non essendo pensati esclusivamente per bambini, possono essere apprezzati dal pubblico familiare grazie a temi positivi o avventure coinvolgenti. <strong>Floor Is Lava</strong>, ad esempio, è un programma di competizione che trasforma stanze di casa in percorsi a ostacoli ispirati al famoso gioco “il pavimento è lava”: intrattiene con suspense leggera e dinamiche di squadra adatte a spettatori di varie età. </p>



<p>Per chi ha adolescenti in casa, serie di fantasy e avventura come <strong>Avatar: The Last Airbender</strong> offrono una narrazione più profonda, con personaggi e trame adatte a essere seguite insieme dai genitori e dai figli più grandi. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un catalogo in continua evoluzione</strong></h3>



<p>Il catalogo di Netflix cambia con il tempo, con nuovi arrivi e anche alcune uscite. Un esempio recente riguarda la popolare serie per bambini <em>CoComelon</em>, che lascerà la piattaforma a favore di un’altra nel 2027; tuttavia Netflix conserva altri contenuti per la prima infanzia e sta ampliando la sua offerta educativa con show come <strong>Ms. Rachel</strong>, pensato specificamente per lo sviluppo delle competenze linguistiche nei più piccoli. </p>
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		<item>
		<title>Human Drone Team al centro del Forum Territoriale sull’Innovazione per rilanciare il Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/human-drone-team-al-centro-del-forum-territoriale-sullinnovazione-per-rilanciare-il-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 15:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Magliano Vetere]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[impianto depurazione varolato]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 28 febbraio 2026, presso il Campo Sportivo di Magliano Nuovo, si terrà il&#160;Forum Territoriale sull’Innovazione #2030, un’opportunità di confronto dedicato&#160;alle nuove tecnologie applicate allo&#160;sviluppo sostenibile dei territori. Partecipano&#160;Giovanni&#160;Guzzo, presidente [...]]]></description>
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<p class="s4">Il 28 febbraio 2026, presso il Campo Sportivo di Magliano Nuovo, si terrà il&nbsp;Forum Territoriale sull’Innovazione #2030, un’opportunità di confronto dedicato&nbsp;alle nuove tecnologie applicate allo&nbsp;sviluppo sostenibile dei territori.</p>



<p class="s7">Partecipano&nbsp;Giovanni&nbsp;Guzzo, presidente della Provincia di Salerno,&nbsp;Adriano Piano,&nbsp;sindaco di Magliano Vetere,&nbsp;Roberta Cataldo&nbsp;Amministratore Cilento&nbsp;Landscape, la professoressa&nbsp;Roberta&nbsp;Troisi, dipartimento&nbsp;di&nbsp;Scienze Politiche,&nbsp;Ettore Ardisson&nbsp;Human Drone Team,<a></a>&nbsp;moderati da&nbsp;Luciano Pasca.&nbsp;</p>



<p class="s7">Il Forum rappresenta un passo importante verso una visione condivisa di innovazione territoriale, in cui ricerca, istituzioni e imprese collaborano per costruire un&nbsp;Cilento più sicuro, sostenibile e competitivo.</p>



<p class="s7">Tra i protagonisti dell’iniziativa&nbsp;troviamo&nbsp;Human Drone Team S.r.l., realtà italiana impegnata nello sviluppo di soluzioni avanzate basate su droni, intelligenza artificiale e sistemi di emergenza per il supporto alla sicurezza, alla gestione ambientale e al rilancio delle aree interne.</p>



<p class="s7">Durante l’evento verranno presentate applicazioni concrete legate al&nbsp;monitoraggio del territorio,&nbsp;all’Agricoltura 4.0 e ai sistemi di intervento rapido per emergenze in ambienti montani e costieri, evidenziando il ruolo strategico della tecnologia nella formazione dei giovani e nella crescita delle comunità locali.</p>



<p class="s7">Human Drone Team conferma così il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni tecnologiche capaci di generare impatto reale, contribuendo alla trasformazione dei territori e alla creazione di nuove opportunità.</p>
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		<title>Benedetta De Luca nella Discover list 2026 di TikTok: tra i 50 creator globali da seguire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 17:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[benedetta de luca]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avvocatessa, content creator e disability advocate salernitana Benedetta De Luca è stata inserita nella Discover List 2026 di TikTok, la selezione globale che individua i 50 creator più influenti da [...]]]></description>
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<p>L’<strong>avvocatessa, content creator e disability advocate</strong> salernitana <strong>Benedetta De Luca</strong> è stata inserita nella <strong>Discover List 2026</strong> di <strong>TikTok</strong>, la selezione globale che individua i 50 creator più influenti da tenere d’occhio nel nuovo anno, scelta per l’impatto dei contenuti, la crescita registrata, le conversazioni generate e la capacità di lasciare un segno reale dentro e fuori dalla piattaforma.</p>



<p>Tra i 50 nomi della lista ci sono soltanto tre italiani, e insieme a lei figurano <strong>Mattia Varini</strong> e <strong>Carmen Fiorito</strong>. L’avvocatessa salernitana è stata inserita nella categoria <strong>Innovators</strong>, dedicata a chi costruisce una narrazione nuova, personale e non convenzionale.</p>



<p>Affetta da una malattia rara, l’agenesia sacrale, Benedetta De Luca ha trasformato le sue sfide in impegno per l’inclusione. Sui social conta oltre 591 mila follower e 7 milioni di like, diventando un punto di riferimento nella disability advocacy.</p>



<p>«Per me significa una cosa sola – ha dichiarato De Luca – che raccontare la disabilità in prima persona, con autenticità, ironia e verità… non è stato inutile. È arrivato. È stato visto. È stato riconosciuto. Grazie al team di TikTok per aver creduto nel mio modo di comunicare. E grazie a voi, perché ogni like, ogni commento, ogni condivisione… mi ha portata fin qui. Questo traguardo è anche vostro. E io prometto di continuare a raccontare. Sempre».</p>
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