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	<title>Cultura Tech | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jul 2026 17:45:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Machina Sacra, la prima processione digitale in Italia: la &#8220;fede&#8221; guidata dall’IA</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/machina-sacra-la-prima-processione-digitale-in-italia-la-fede-guidata-dallia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
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					<description><![CDATA[Un grande schermo digitale portato a spalla come un simulacro contemporaneo, decine di smartphone accesi a diffondere una litania elettronica e un intero borgo coinvolto in un rito collettivo che [...]]]></description>
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<p class="p1">Un grande schermo digitale portato a spalla come un simulacro contemporaneo, decine di smartphone accesi a diffondere una litania elettronica e un intero borgo coinvolto in un rito collettivo che mette in dialogo spiritualità e tecnologia. È “MACHINA SACRA”, il progetto artistico di Max Magaldi e Matteo Mandelli, presentato in anteprima l’8 luglio a Bosco, frazione di San Giovanni a Piro, nell’ambito del festival MicroCosmi.</p>



<p class="p1">L’opera si è sviluppata come un’inedita processione digitale attraverso le strade del paese. Ad aprire il rito, un gesto simbolico di incisione dello schermo, attraversato dall’immagine alla ricerca della luce e trasformato in un luogo di rivelazione e passaggio. Durante il percorso il pubblico ha partecipato attivamente attraverso i propri smartphone, collegati all’opera mediante un QR code: ogni dispositivo ha trasmesso una litania digitale che si è propagata tra le vie del borgo, accompagnando la processione con suoni e luci.</p>



<p class="p1">La performance si è conclusa nella Cappella del Carmine di Bosco, dove l’opera resterà esposta fino al termine di MicroCosmi, il format ideato da Vittorio Cosma e diretto e curato insieme ad Annarita Masullo di The Goodness Factory, in programma fino al 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario.</p>



<p class="p1">“MACHINA SACRA” propone una riflessione sul confine tra ciò che connette e ciò che separa le persone nell’epoca digitale. Il progetto nasce nell’anno di “Magnifica Humanitas”, l’enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, inserendosi nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra tecnologia, collettività e spiritualità.</p>



<p class="p1">“Non volevamo mettere in discussione la fede, ma osservare come cambiano i simboli che attraversano il nostro tempo. Le processioni non parlano solo di religione: parlano di comunità, di appartenenza e di ciò che decidiamo di seguire”, spiega Matteo Mandelli.</p>



<p class="p1">“A testa bassa, quando con il telefono tra le mani scrolliamo, scriviamo, commentiamo, cerchiamo o compriamo, crediamo che quel momento sia nostro. Invece siamo parte di una nuova liturgia, collettiva e inconsapevole”, aggiunge Max Magaldi. “Machina Sacra prende questa liturgia e la rende visibile”.</p>



<p class="p1">Il progetto si è articolato in tre fasi: una residenza aperta negli spazi di Casa Ortega, storica dimora del pittore spagnolo antifranchista José Ortega, divenuta luogo di confronto con la comunità locale; la processione performativa nello spazio pubblico; infine l’ostensione dell’opera nella Cappella del Carmine, dove la performance continua a vivere come presenza da attraversare e abitare collettivamente.Posso anche adattarlo al formato ANSA più rigoroso, con titolo, occhiello e lancio in stile agenzia.</p>
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		<title>IA e risorse umane, all’Unifortunato un MOOC per la svolta digitale delle MPMI</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ia-e-risorse-umane-allunifortunato-un-mooc-per-la-svolta-digitale-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 18:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 9 luglio, la Camera di Commercio Irpinia Sannio, in collaborazione con l’Università Giustino Fortunato di Benevento, presenta il primo MOOC (Massive Open Online Courses), dedicato alla trasformazione digitale delle [...]]]></description>
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<p>Giovedì 9 luglio, la Camera di Commercio Irpinia Sannio, in collaborazione con l’Università Giustino Fortunato di Benevento, presenta il primo MOOC (Massive Open Online Courses), dedicato alla trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese: un percorso formativo online e gratuito pensato per supportare le imprese del territorio nei processi di innovazione e sviluppo delle competenze digitali.</p>



<p>Il lancio del corso di formazione online e gratuito, sarà al centro dell’iniziativa &#8220;Risorse umane e Trasformazione Digitale per le MPMI”, in programma il 9 luglio alle ore 11.00, presso l’Aula 18 dell’Università Giustino Fortunato, durante la quale è prevista anche la consegna degli attestati del Corso di Alta Specializzazione per la Gestione delle Risorse Umane.</p>



<p>L’iniziativa sarà aperta dai saluti del Rettore dell’Università Giustino Fortunato di Benevento, Giuseppe Acocella. Seguiranno gli interventi di Adele Pezone e Filiberto Antignani che presenteranno la conclusione del “Corso di Alta Specializzazione per la Gestione delle Risorse Umane” promosso da Talenti e Università Giustino Fortunato. A seguire la presentazione ufficiale del MOOC &#8220;AI e Trasformazione Digitale per le MPMI” a cura di Alex Giordano, direttore scientifico del MOOC, con la proiezione del videodoc &#8220;Dall&#8217;Intelligenza Artificiale alle Imprese Reali”. Dopo l’intervento di Antonio Luciani, dirigente della Camera di Commercio Irpinia Sannio, ci sarà la consegna degli attestati di partecipazione al Corso di Alta Specializzazione per la Gestione delle Risorse Umane e dei riconoscimenti alle imprese. Durante l’evento saranno inoltre presentati i risultati del report “Digitalizzazione, trasformazione digitale e intelligenza artificiale nelle aree interne. Focus sulla Campania e sulle province di Avellino e di Benevento”.</p>



<p>Il MOOC &#8220;Intelligenza Artificiale e Trasformazione Digitale per le MPMI&#8221; si configura come un percorso formativo strategico per il rafforzamento delle competenze digitali nel tessuto delle micro, piccole e medie imprese. Il corso è interamente online e consente di seguire le lezioni senza vincoli di orario o di presenza. Il MOOC è strutturato in 6 moduli tematici dedicati a intelligenza artificiale e gestione d&#8217;impresa, machine learning, AI generativa e prompt engineering, applicazioni dell&#8217;intelligenza artificiale, Internet of Things e Industry 4.0, blockchain e tecnologie di filiera.</p>



<p>Giuseppe Acocella – Rettore Università Giustino Fortunato di Benevento: “L&#8217;intelligenza artificiale potrà produrre benefici soltanto se accompagnata da una formazione qualificata e da una guida accademica autorevole &#8211; dichiara il rettore Giuseppe Acocella &#8211; servono competenze, cultura dell&#8217;innovazione e persone in grado di interpretare il<br>cambiamento. Con il lancio di questo MOOC &#8211; – conclude Acocella &#8211; l&#8217;Università Giustino Fortunato conferma la propria vocazione a costruire percorsi formativi capaci di accompagnare la trasformazione del sistema produttivo italiano”.</p>



<p>Alex Giordano &#8211; direttore scientifico del MOOC: “Questo percorso nasce da due aree interne, le province di Avellino e Benevento, dove l&#8217;accesso alle tecnologie è spesso ostacolato da difficoltà strutturali – dichiara Alex Giordano &#8211; è proprio in questi contesti limite che possono nascere modelli alternativi. Questo MOOC – conclude Giordano &#8211; offre una cassetta degli attrezzi digitale, accessibile h24, che consente a ogni impresa di scegliere strumenti, strategie e soluzioni utili per affrontare problemi concreti,<br>dall&#8217;analisi dei dati alle opportunità dell&#8217;AI generativa”.</p>
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		<item>
		<title>Turismo digitale: nasce StayAdvisor, la web app che semplifica ciò che accade durante il soggiorno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/turismo-digitale-nasce-stayadvisor-la-web-app-che-semplifica-cio-che-accade-durante-il-soggiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel turismo, la scelta e la prenotazione sono ormai processi ampiamente digitali. Molto meno lo è ciò che accade durante il soggiorno o la visita, quando informazioni, servizi ed esperienze [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel turismo, la scelta e la prenotazione sono ormai processi ampiamente digitali. Molto meno lo è ciò che accade durante il soggiorno o la visita, quando informazioni, servizi ed esperienze restano spesso dispersi, poco visibili e gestiti in modo manuale. È in questo spazio che nasce StayAdvisor, la web app modulare sviluppata da TravelTech by BC Soft per aiutare strutture ricettive, territori e operatori turistici a organizzare meglio tutto ciò che il cliente cerca quando è già sul posto.</p>



<p><strong>L’anello mancante del turismo digitale</strong></p>



<p>Negli ultimi anni gran parte dell’innovazione nel turismo si è concentrata sulla prenotazione e sulla gestione operativa delle strutture. Il soggiorno e la visita restano però ancora oggi momenti spesso caratterizzati da informazioni frammentate, comunicazioni non centralizzate e opportunità di valorizzazione non pienamente sfruttate. È proprio in questa fase che emergono richieste, esigenze e occasioni di scoperta del territorio che meritano di essere accompagnate da strumenti digitali semplici, accessibili ed efficaci.</p>



<p>StayAdvisor interviene esattamente in questo spazio: non si sovrappone ai portali di booking, non sostituisce i sistemi gestionali e non richiede lo sviluppo di un’app custom complessa da scaricare. Lavora invece nel momento in cui il cliente è già sul posto e ha bisogno di accedere in modo semplice a informazioni, servizi ed esperienze. In questo modo aiuta chi gestisce l’offerta a informare meglio l’utente, orientarsi durante la permanenza, valorizzare ciò che è disponibile e attivare nuove opportunità di relazione e vendita.</p>



<p><strong>Una web app semplice, modulare e subito accessibile</strong></p>



<p>Accessibile senza download, StayAdvisor può essere utilizzata via QR code, landing page Wi-Fi o sito web, mettendo a disposizione in un unico punto di accesso contenuti informativi, servizi, attività ed esperienze. La piattaforma è progettata per essere semplice da attivare, pronta all’uso in tempi rapidi e sostenibile anche per realtà che non dispongono di competenze tecniche strutturate o di progetti di sviluppo dedicati.</p>



<p>Tra le funzionalità disponibili rientrano la consultazione di informazioni utili, la promozione e prenotazione di servizi ed esperienze, la comunicazione in tempo reale con gli utenti, la gestione delle disponibilità e, in alcuni contesti, la raccolta di dati aggregati utili a comprendere comportamenti e preferenze dei visitatori.&nbsp;</p>



<p><strong>Una piattaforma pensata per strutture ricettive, territori e operatori turistici</strong></p>



<p>StayAdvisor è stata progettata per rispondere alle esigenze di attori diversi, accomunati dalla necessità di rendere più accessibile, organizzata e fruibile la propria offerta. Per hotel, resort, agriturismi, B&amp;B e case vacanza può diventare un concierge digitale sempre disponibile, capace di centralizzare informazioni, promuovere servizi e migliorare la comunicazione con gli ospiti.</p>



<p>Per consorzi, enti territoriali e amministrazioni locali rappresenta uno strumento per valorizzare il territorio attraverso un ecosistema digitale condiviso, mettendo in rete attrazioni, attività, eventi e operatori locali e offrendo ai visitatori un punto di accesso unico e sempre aggiornato. Per operatori di escursioni, tour, esperienze turistiche e porti turistici, semplifica la presentazione dei servizi, facilita le prenotazioni e migliora la gestione delle richieste nei momenti di maggiore affluenza.</p>



<p><em>“La digitalizzazione del turismo non si ferma alla prenotazione”, commenta Paola Recchi, Digital Transformation Advisor di StayAdvisor. “Vogliamo rendere accessibili a strutture, territori e operatori turistici strumenti che fino a oggi erano spesso riservati a realtà più grandi, attraverso una soluzione semplice da utilizzare, sostenibile dal punto di vista economico e capace di generare valore fin da subito.”</em></p>



<p><strong>Un caso concreto:&nbsp;</strong><strong>Amalfi Coast Cruise Terminal – Port of Salerno</strong></p>



<p>Tra le realtà che hanno già scelto StayAdvisor figura Amalfi Coast Cruise Terminal – Port of Salerno, punto di riferimento per l’accoglienza dei passeggeri che approdano a Salerno e gateway privilegiato verso la Costiera Amalfitana e le principali destinazioni turistiche del territorio. In questo scenario, caratterizzato da flussi internazionali, tempi di permanenza contenuti e forte domanda di informazioni e servizi immediatamente fruibili, StayAdvisor consente di organizzare in modo più efficace l’accesso a escursioni, servizi turistici, contenuti informativi ed esperienze locali, contribuendo a migliorare l’esperienza del visitatore e a ridurre dispersioni operative e commerciali nei momenti di maggiore affluenza.</p>



<p><strong>Tecnologia, esperienza e visione</strong></p>



<p>StayAdvisor nasce all&#8217;interno di TravelTech by BC Soft, il brand attraverso cui BC Soft sviluppa soluzioni digitali dedicate al turismo e all&#8217;ospitalità. Forte di oltre 35 anni di esperienza nel settore ICT e di un team di oltre 250 professionisti, BC Soft combina competenze tecnologiche avanzate e conoscenza diretta delle esigenze del comparto turistico per supportare la trasformazione digitale di strutture, territori e operatori.</p>



<p><em>“Abbiamo sviluppato StayAdvisor per presidiare un momento del customer journey che il mercato ha finora trascurato: quello in cui il cliente è già sul posto”</em>&nbsp;dichiara Francesco Gallo, Partner di BC Soft.&nbsp;<em>“Attraverso TravelTech by BC Soft mettiamo la nostra esperienza tecnologica al servizio del turismo, sviluppando soluzioni semplici, accessibili e capaci di generare valore concreto per strutture, territori e operatori.”</em></p>



<p>La soluzione non sostituisce i sistemi già utilizzati dalle organizzazioni, ma si integra con l’ecosistema esistente per presidiare un momento del customer journey che oggi rappresenta ancora una significativa opportunità di innovazione. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un turismo più connesso, più accessibile e più efficace, in cui informazioni, servizi ed esperienze siano valorizzati nel momento in cui servono davvero.</p>



<p><strong>Informazioni su TravelTech by BC Soft e StayAdvisor<br><br></strong>TravelTech by BC Soft è il brand dedicato al turismo e all&#8217;ospitalità attraverso cui BC Soft sviluppa soluzioni digitali pensate per supportare strutture ricettive, territori e operatori turistici nell&#8217;evoluzione dei propri modelli di servizio e nella valorizzazione dell&#8217;esperienza dei visitatori.</p>



<p>Tra le soluzioni sviluppate da TravelTech by BC Soft rientra StayAdvisor, la web app modulare progettata per organizzare e valorizzare informazioni, servizi ed esperienze durante il soggiorno e la visita. Accessibile senza download, la piattaforma consente a strutture ricettive, operatori turistici, enti e comuni di offrire un punto di accesso unico ai propri servizi, migliorare l&#8217;esperienza degli utenti e raccogliere dati utili a supportare le decisioni e la promozione del territorio.<br><br>Per ulteriori informazioni: <strong> <a href="http://www.stayadvisor.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>www.stayadvisor.it</u></a> </strong></p>



<p><strong>Informazioni su BC Soft</strong></p>



<p>Fondata nel 1995,&nbsp;<strong>BC Soft</strong>&nbsp;è specializzata nella consulenza e nello sviluppo di soluzioni IT a supporto della crescita delle imprese. Grazie a un team di professionisti qualificati e a un approccio orientato alle esigenze dei clienti, supporta organizzazioni di diversi settori nell&#8217;individuazione delle tecnologie più efficaci per ottimizzare processi, innovazione e competitività. Nel corso degli anni ha ampliato la propria offerta integrando servizi di sviluppo software, formazione e consulenza specialistica su tutto il territorio nazionale. Oggi l&#8217;azienda conta oltre 250 professionisti e affianca imprese e organizzazioni nei percorsi di trasformazione digitale attraverso competenze che spaziano dal Cloud al Data &amp; AI, fino allo sviluppo di soluzioni applicative innovative.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AI agentica e AI fisica: la nuova rivoluzione tecnologica secondo Qualcomm</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-agentica-e-ai-fisica-la-nuova-rivoluzione-tecnologica-secondo-qualcomm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 20:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;esplosione dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, il settore tecnologico guarda già alla prossima evoluzione: l&#8217;AI agentica. A delinearne il futuro è stata Qualcomm durante il Computex 2026, dove il CEO Cristiano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo l&#8217;esplosione dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, il settore tecnologico guarda già alla prossima evoluzione: l&#8217;AI agentica. A delinearne il futuro è stata Qualcomm durante il Computex 2026, dove il CEO Cristiano Amon ha definito il 2026 come &#8220;l&#8217;anno degli agenti&#8221;, una nuova generazione di sistemi intelligenti capaci non solo di rispondere alle richieste degli utenti, ma di agire autonomamente per raggiungere obiettivi specifici.</p>



<p>Come riportato da Qualcomm nel corso del keynote al Computex 2026, gli agenti AI saranno in grado di operare contemporaneamente su smartphone, PC, dispositivi indossabili, automobili e servizi cloud, collaborando tra loro per gestire attività sempre più complesse. L&#8217;obiettivo è trasformare l&#8217;intelligenza artificiale da semplice assistente conversazionale a vero collaboratore digitale capace di comprendere il contesto, pianificare azioni ed eseguirle senza interventi continui da parte dell&#8217;utente.</p>



<p>Accanto all&#8217;AI agentica emerge anche il concetto di AI fisica, una tecnologia che porta l&#8217;intelligenza artificiale fuori dagli schermi e dentro il mondo reale. Secondo quanto illustrato da Qualcomm e ripreso da Tech Princess nel resoconto dedicato al Computex 2026, robot, veicoli autonomi e macchine intelligenti saranno dotati di capacità avanzate di percezione, ragionamento e movimento, consentendo loro di interagire con l&#8217;ambiente circostante in modo sempre più autonomo.</p>



<p>Un elemento centrale della strategia Qualcomm è l&#8217;integrazione tra elaborazione locale ed elaborazione cloud. Come evidenziato dall&#8217;azienda nel proprio press kit ufficiale, gran parte delle operazioni verrà eseguita direttamente sui dispositivi grazie a processori dotati di Neural Processing Unit (NPU), riducendo la dipendenza dai data center e garantendo maggiore velocità, privacy e affidabilità. Solo le attività più complesse verranno delegate al cloud, creando quello che Qualcomm definisce un &#8220;continuum computazionale&#8221; tra edge e infrastrutture remote.</p>



<p>Secondo un&#8217;analisi pubblicata da Computex Daily, questo modello potrebbe ridefinire il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia. In futuro non sarà più necessario aprire diverse applicazioni per svolgere un&#8217;attività: basterà indicare un obiettivo all&#8217;agente AI, che si occuperà di coordinare servizi, software e dispositivi per portarlo a termine. Si tratta di un cambiamento che molti osservatori paragonano all&#8217;avvento degli smartphone rispetto ai telefoni tradizionali.</p>



<p>Le applicazioni previste spaziano dalla mobilità intelligente alla robotica industriale. Come sottolineato da Cristiano Amon in diverse interviste rilasciate alla stampa specializzata, tra cui TechRadar, le automobili del futuro potranno comprendere le abitudini del conducente, anticiparne le esigenze e collaborare con sistemi avanzati di guida assistita. Allo stesso modo, robot autonomi potranno trovare impiego nella logistica, nella manifattura e persino nell&#8217;assistenza sanitaria.</p>



<p>Non mancano tuttavia le sfide. Sicurezza, tutela della privacy, affidabilità delle decisioni automatiche e sostenibilità energetica rappresentano temi centrali per l&#8217;adozione su larga scala di queste tecnologie. Tuttavia, secondo Qualcomm, la convergenza tra AI agentica e AI fisica rappresenta il prossimo grande passo dell&#8217;innovazione digitale e potrebbe inaugurare un&#8217;era in cui dispositivi, macchine e servizi intelligenti collaboreranno in modo sempre più autonomo con gli esseri umani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Algoretica e comunicazione della solidarietà: a Salerno confronto su etica, intelligenza artificiale e informazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/algoretica-e-comunicazione-della-solidarieta-a-salerno-confronto-su-etica-intelligenza-artificiale-e-informazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[In un’epoca in cui gli algoritmi influenzano sempre più le scelte quotidiane, il modo in cui ci informiamo e persino la percezione delle fragilità sociali, diventa fondamentale interrogarsi sul rapporto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un’epoca in cui gli algoritmi influenzano sempre più le scelte quotidiane, il modo in cui ci informiamo e persino la percezione delle fragilità sociali, diventa fondamentale interrogarsi sul rapporto tra tecnologia, etica e responsabilità della comunicazione. Con questo obiettivo nasce l’incontro&nbsp;<strong>“Algoretica e comunicazione della solidarietà: regole e principi deontologici per costruire una società più giusta”</strong>, promosso nell’ambito de&nbsp;<strong>“Il Vortice – V-Cult”</strong>, iniziativa riconosciuta ai fini della formazione professionale dei giornalisti<strong><em>&nbsp;e dà diritto a 6 crediti formativi</em></strong>.</p>



<p>L’appuntamento è in programma il&nbsp;<strong>12 giugno 2026 alle (ore 9.30)</strong>&nbsp;nel&nbsp;<strong>salone Omnic di Salerno</strong>&nbsp;(via Adriano Aurofino, 25). Un’occasione di approfondimento dedicata a professionisti dell’informazione, studiosi, operatori del sociale e cittadini interessati a comprendere le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie comunicative.</p>



<p>Ad aprire i lavori sarà&nbsp;<strong>Ottavio Lucarelli</strong>, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che introdurrà il tema sottolineando il ruolo centrale dell’informazione nella costruzione di una società consapevole e democratica. Tra i relatori figurano personalità provenienti dal mondo accademico, istituzionale e sociale. Interverranno&nbsp;<strong>Giuseppe Acocella</strong>, professore emerito di Filosofia del Diritto e rettore dell’Università Telematica “Giustino Fortunato”,&nbsp;<strong>Dino Angelucci</strong>, coadiutore del Gruppo Accessibilità dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e&nbsp;<strong>Roberta Lakelin</strong>, dirigente dell’UDEPE di Salerno presso il Ministero della Giustizia.</p>



<p>Il confronto sarà arricchito dai contributi di&nbsp;<strong>Don Nello Senatore</strong>, direttore dell’Ente Universitario dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, e di&nbsp;<strong>Tea Luigia Siano</strong>, dottore di ricerca in Social Theory, Digital Innovation and Public Policies dell’Università degli Studi di Salerno, che offriranno una lettura interdisciplinare delle implicazioni etiche, sociali e culturali dell’innovazione digitale.</p>



<p>A moderare l’incontro sarà&nbsp;<strong>Gianni Russo</strong>, docente di Comunicazione istituzionale e nuovi media presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.</p>



<p>La riflessione prenderà le mosse da un interrogativo sempre più attuale: come garantire che gli algoritmi, ormai presenti in numerosi processi decisionali e comunicativi, siano strumenti al servizio della persona e non fattori di esclusione o discriminazione? Da qui il concetto di&nbsp;<strong>“algoretica”</strong>, disciplina che unisce innovazione tecnologica e principi etici, promuovendo modelli di sviluppo capaci di rispettare dignità, diritti e inclusione sociale.</p>



<p>L’immagine scelta per la locandina – una mano che entra in contatto con una figura digitale composta da reti e connessioni – sintetizza efficacemente il cuore del dibattito: il rapporto tra umanità e tecnologia. Un dialogo che non può limitarsi agli aspetti tecnici dell’innovazione, ma deve coinvolgere valori, responsabilità e principi deontologici. L’evento si propone dunque come un momento di riflessione collettiva sul futuro della comunicazione e sul ruolo che giornalisti, istituzioni e mondo della ricerca sono chiamati a svolgere affinché l’intelligenza artificiale e gli strumenti algoritmici diventino fattori di solidarietà, partecipazione e giustizia sociale, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e attenta alle persone.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IA bocciata in cultura: arriva il Decalogo per un corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ia-bocciata-in-cultura-arriva-il-decalogo-per-un-corretto-utilizzo-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ai cultura]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo ai]]></category>
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					<description><![CDATA[Promossa in grammatica, incerta nella conoscenza culturale: ben il 44% delle risposte dell’IA rientra nella categoria dei contenuti plausibili e il 19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false. Il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Promossa in grammatica, incerta nella conoscenza culturale: ben il 44% delle risposte dell’IA rientra nella categoria dei contenuti plausibili e il 19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false. Il rischio è la nascita di un “umanesimo plausibile” in cui il pensiero e degli scritti di autori, filosofi e artisti viene reinterpretato e semplificato fino a diventare credibile e condiviso e riconosciuto come tale. Ma non è l’IA il problema, bensì il modo in cui viene utilizzata: <strong>Libreriamo</strong> propone un galateo digitale cone le 10 regole per il corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale<br></em></p>



<p>Dalla filosofia alla poesia, fino alle citazioni d’autore e alle opere d’arte, l’intelligenza artificiale è sempre più utilizzata per accedere, sintetizzare e produrre contenuti culturali. Una trasformazione che riguarda in modo diretto soprattutto&nbsp;<strong>studenti e giovani adulti</strong>, oggi tra i principali utilizzatori di questi strumenti per lo studio, ma che coinvolge sempre più anche&nbsp;<strong>docenti e divulgatori</strong>.</p>



<p>È proprio in questi ambiti che emergono i rischi più rilevanti:&nbsp;<strong>frasi attribuite ad autori che non le hanno mai scritte, citazioni plausibili ma non verificabili e reinterpretazioni che semplificano il pensiero originale</strong>.</p>



<p>Il punto critico non è tanto l’errore evidente, quanto la diffusione di contenuti che appaiono corretti, credibili e ben scritti, ma che non trovano riscontro nelle fonti.</p>



<p><strong>La metodologia dello studio</strong></p>



<p>Lo studio realizzato da Libreriamo si basa sull’analisi di quasi&nbsp;<strong>1.500 interazioni con sistemi di intelligenza artificiale generativa</strong>, ovvero le più diffuse e utilizzate dal grande pubblico, condotte nell’arco di circa un anno.</p>



<p>Le richieste sono state costruite per simulare un utilizzo reale &#8211; quello di studenti, lettori e divulgatori &#8211; e hanno riguardato sette ambiti: letteratura, poesia, libri, citazioni d’autore, massime filosofiche, opere d’arte, grammatica italiana (categoria di controllo).</p>



<p>Ogni categoria è stata analizzata su&nbsp;<strong>200 interazioni</strong>, con verifica sistematica delle risposte rispetto alle fonti originali.</p>



<p>Le risposte sono state classificate in tre categorie: corrette e verificabili; plausibili ma non verificabili; errate o con attribuzioni scorrette.</p>



<p>Dall’analisi delle interazioni emerge un quadro chiaro e, per certi versi, controintuitivo.</p>



<p>Solo una parte delle risposte generate dall’intelligenza artificiale risulta pienamente corretta e verificabile nelle fonti. Una quota significativa, invece, si colloca in una zona intermedia: contenuti che appaiono coerenti e credibili, ma che non trovano riscontro nei testi originali.</p>



<p><strong>Perché è nata questa ricerca</strong></p>



<p>“Abbiamo realizzato questo studio – afferma&nbsp;<strong>Saro Trovato</strong>, sociologo dei linguaggi, dei media, delle culture e fondatore di Libreriamo – perché siamo convinti delle profonde potenzialità dell’intelligenza artificiale sono oggi sempre più evidenti e riconosciute anche a livello internazionale. Studi come il rapporto&nbsp;<em>“OECD Digital Education Outlook 2026”</em>&nbsp;mostrano come l’IA stia trasformando radicalmente l’accesso alla conoscenza, rendendola più diffusa, personalizzata e immediata.</p>



<p>In questo scenario, l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento tecnologico, ma un vero e proprio acceleratore culturale: amplia le capacità cognitive, semplifica la complessità, rende plausibili risposte rapide e coerenti su una vasta gamma di temi.</p>



<p>Ed è proprio qui che emerge il punto più delicato. Se tutto può apparire plausibile, diventa sempre più difficile distinguere tra ciò che è semplicemente verosimile e ciò che è autentico, tra velocità e profondità, tra sintesi e comprensione.</p>



<p>È in questo spazio che si inserisce la necessità di un nuovo paradigma: quello di un&nbsp;<strong>umanesimo plausibile</strong>. Un umanesimo che non rifiuta la tecnologia, ma la attraversa con consapevolezza critica, riaffermando il valore del contesto, delle fonti e del confronto umano.</p>



<p>Ma è anche qui che si apre un rischio concreto. Se la plausibilità diventa il criterio dominante, il pericolo non è solo informativo, ma culturale: riguarda il modo in cui pensiamo, interpretiamo e produciamo contenuti.</p>



<p>Il rischio non è che l’intelligenza artificiale scriva al posto nostro, ma che la plausibilità finisca per riscrivere ciò che chiamiamo letteratura.”</p>



<p><strong>Promossa a pieni voti in grammatica, rimandata in tutte le altre materie umanistiche</strong></p>



<p>Dallo studio di Libreriamo emerge chiaramente che l’IA rischia di riscrivere il pensiero ultra millennario di pensatori, scrittori, filosofi, artisti. Colpisce che uno strumento che potrebbe aiutare moltissimo all’acculturamento e all’apprendimento, finisca invece per generare l’effetto opposto contribuendo inconsapevolmente alla cultura falsa attribuita di cui tanto è piena la rete.</p>



<p>Si rischia se non si agisce a correggere il tiro, che autori come Leopardi, Manzoni, Pascoli, Tolstoj, Dostoevskij, solo per citarne alcuni siano confusi con anonimi autori da tastiera e che le loro opere siano trasformate in un qualcosa di nuovo e non controllato.</p>



<p>Lo confermano i dati dello studio dal quale emerge che in media circa il&nbsp;<strong>38% delle risposte è corretto e verificabile</strong>, ben il 44<strong>% rientra nella categoria dei contenuti plausibili</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>18% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false.</strong></p>



<p>Il dato più rilevante riguarda proprio la fascia intermedia: contenuti che funzionano dal punto di vista comunicativo, ma che non sono autentici.</p>



<p><strong>Si salva solo la grammatica italiana, per il resto è tutto plausibile o falso</strong></p>



<p>L’analisi per categorie non restituisce semplicemente una distribuzione di errori, ma evidenzia una trasformazione strutturale del modo in cui la conoscenza viene prodotta.</p>



<p>In&nbsp;<strong>letteratura</strong>, solo il 35% delle risposte risulta pienamente corretto, mentre il 45% è costituito da contenuti plausibili e il 20% da errori. Un equilibrio che si sposta ulteriormente nella&nbsp;<strong>poesia</strong>, dove la correttezza scende al 30% e la plausibilità raggiunge il 50%. In altre parole, in metà dei casi il contenuto non è verificabile, pur risultando credibile.</p>



<p>Nel caso dei&nbsp;<strong>libri</strong>, si osserva un dato ancora più preoccupante, con il 25% di risposte corrette e un ulteriore 59% plausibile. Gli errori si attestano al 16%. Tuttavia, questa apparente affidabilità nasconde un processo di semplificazione da non sottovalutare. la correttezza riguarda spesso la struttura generale, mentre la profondità e la complessità dell’opera vengono ridotte.</p>



<p>È nelle&nbsp;<strong>citazioni d’autore</strong>&nbsp;e nelle&nbsp;<strong>massime filosofiche</strong>&nbsp;che il fenomeno diventa più evidente. Qui la plausibilità supera sistematicamente il 60% &#8211; raggiungendo il 62% nelle citazioni e il 65% nella filosofia &#8211; mentre la correttezza si ferma rispettivamente al 15% e al 13%. Le attribuzioni false sono rispettivamente 23% e 22%.</p>



<p>Questo significa che, nella maggior parte dei casi, l’intelligenza artificiale non restituisce ciò che è stato scritto, ma ciò che potrebbe essere stato scritto. Il pensiero viene ricostruito, adattato, reso coerente con un’immagine dell’autore, ma perde il legame con il testo.</p>



<p>Le&nbsp;<strong>opere d’arte</strong>&nbsp;si collocano in una posizione intermedia, con il 38% di correttezza e il 42% di plausibilità. Il “falso d’autore” è il 20%. Anche qui il contenuto appare affidabile, ma tende a trasformarsi in una narrazione semplificata, più accessibile che rigorosa.</p>



<p>Il dato più netto emerge dalla&nbsp;<strong>grammatica</strong>, dove l’IA raggiunge livelli di correttezza tra l’85% e il 90%, con una presenza minima di errore. È qui che si manifesta il paradosso: la macchina è estremamente affidabile nella forma, ma molto meno nella sostanza.</p>



<p>Nel complesso, i dati mostrano una distribuzione quasi simmetrica tra contenuti corretti e plausibili. La media è sostenuta dalla grammatica, mentre nelle categorie culturali prevale una conoscenza instabile, spesso credibile ma non verificata.</p>



<p>Il punto, quindi, non è che l’intelligenza artificiale sbagli. Il punto è che, nella maggior parte dei casi,&nbsp;<strong>non restituisce la conoscenza, ma una sua versione plausibile</strong>.</p>



<p>Ed è proprio in questo scarto, tra ciò che è scritto e ciò che appare credibile, che si inserisce il rischio più profondo: la trasformazione della cultura in un sistema di contenuti coerenti, ma progressivamente sganciati dalle fonti.</p>



<p><strong>La sedimentazione delle caratteristiche artificiali degli autori</strong></p>



<p>Accanto ai rischi legati alla plausibilità e alla reinterpretazione, lo studio evidenzia una dinamica più profonda e meno immediata: la progressiva&nbsp;<strong>sedimentazione di versioni artificiali degli autori</strong>.</p>



<p>Nel tempo, attraverso l’utilizzo ripetuto dell’intelligenza artificiale e la circolazione di contenuti generati, si consolida una rappresentazione semplificata e standardizzata del pensiero di filosofi, scrittori e artisti.</p>



<p>Non si tratta più solo di singole citazioni errate o reinterpretate, ma della costruzione di un&nbsp;<strong>profilo culturale artificiale</strong>.</p>



<p>Questo processo si sviluppa attraverso tre passaggi:</p>



<p><strong>Sintesi</strong><br>Il pensiero complesso viene ridotto a concetti chiave facilmente riconoscibili</p>



<p><strong>Ripetizione</strong><br>Le stesse associazioni vengono riproposte in modo ricorrente</p>



<p><strong>Consolidamento</strong><br>L’immagine semplificata dell’autore diventa dominante</p>



<p><strong>I 10 autori più ricorrenti suggeriti dall’IA</strong></p>



<p>Dall’analisi delle interazioni emerge una tendenza chiara: l’intelligenza artificiale tende a proporre in modo ricorrente un numero limitato di autori, associandoli a specifici temi e riducendone la complessità.</p>



<p>Di seguito i dieci autori più frequentemente suggeriti, trasversalmente alle categorie analizzate:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Friedrich Nietzsche</strong>: associato a motivazione, forza individuale, senso della vita</li>



<li><strong>Seneca</strong>: gestione del tempo, disciplina, stoicismo pratico</li>



<li><strong>Socrate: </strong>conoscenza di sé, saggezza, introspezione</li>



<li><strong>Platone</strong>: amore ideale, verità, mondo delle idee</li>



<li><strong>Søren Kierkegaard</strong>: solitudine, angoscia, interiorità</li>
</ol>



<ol start="6" class="wp-block-list">
<li><strong>William Shakespeare</strong>: amore, passioni, condizione umana</li>



<li><strong>Dante Alighieri</strong>: viaggio, senso della vita, dimensione morale</li>
</ol>



<ol start="8" class="wp-block-list">
<li><strong>Charles Bukowski</strong>: realismo, disincanto, autenticità</li>



<li><strong>Emily Dickinson</strong>: interiorità, natura, riflessione esistenziale</li>



<li><strong>Albert Camus</strong>: assurdo, resilienza, senso dell’esistenza</li>
</ol>



<p>Il rischio non è immediato, ma progressivo. Ogni contenuto plausibile rafforza una determinata immagine dell’autore, riduce lo spazio per interpretazioni alternative, sostituisce la complessità con la riconoscibilità.</p>



<p>In questo scenario, la conoscenza cambia natura. Non si basa più sulla lettura delle opere, ma sul riconoscimento di schemi. L’autore viene progressivamente sostituito da una sua versione sintetica e artificiale e non viene più studiato viene&nbsp;<strong>riconosciuto attraverso una funzione.</strong>&nbsp;Si afferma così una forma di sapere che non deriva dai testi, ma dalla loro reinterpretazione continua.</p>



<p>Non è solo la citazione a cambiare. È l’autore stesso che viene lentamente riscritto.</p>



<p><strong>Il corretto utilizzo dell’IA</strong></p>



<p>Alla luce dei risultati emersi, il punto centrale è chiaro:&nbsp;<strong>non è l’intelligenza artificiale il problema, ma il modo in cui viene utilizzata</strong>.</p>



<p>L’IA rappresenta uno strumento straordinario per ampliare l’accesso alla conoscenza. Tuttavia, proprio la sua capacità di produrre contenuti credibili e ben costruiti rende necessario un utilizzo consapevole.</p>



<p>Per questo motivo, Libreriamo propone un decalogo per un uso corretto dell’intelligenza artificiale in ambito culturale, educativo e divulgativo.</p>



<p><strong>Il decalogo di Libreriamo per il corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale</strong></p>



<p><strong>1. Non sostituire il pensiero</strong></p>



<p>L’intelligenza artificiale non deve sostituire il ragionamento, ma supportarlo. Le risposte che fornisce sono punti di partenza, non conclusioni.</p>



<p><strong>2. Verificare sempre le fonti</strong></p>



<p>Un contenuto è attendibile solo se riconducibile a un testo, a un autore e a un contesto preciso. Senza verifica, non c’è conoscenza.</p>



<p><strong>3. Distinguere tra plausibile e autentico</strong></p>



<p>Non tutto ciò che appare coerente è vero. La plausibilità è una forma di credibilità, non una garanzia di autenticità.</p>



<p><strong>4. Riconoscere le reinterpretazioni</strong></p>



<p>Molti contenuti sono rielaborazioni di concetti reali. Possono aiutare a comprendere, ma non vanno confusi con testi originali.</p>



<p><strong>5. Non delegare l’apprendimento</strong></p>



<p>La conoscenza richiede tempo, confronto e costruzione. L’IA può facilitare l’accesso, ma non può sostituire il processo cognitivo.</p>



<p><strong>6. Usare l’IA per approfondire, non per semplificare</strong></p>



<p>La sintesi è utile, ma non può sostituire la complessità del pensiero e delle opere.</p>



<p><strong>7. Ricostruire sempre il contesto</strong></p>



<p>Ogni contenuto va inserito nel suo contesto storico, culturale e teorico. Senza contesto, la conoscenza perde significato.</p>



<p><strong>8. Evitare la standardizzazione culturale</strong></p>



<p>Se vengono proposti sempre gli stessi autori e le stesse interpretazioni, è necessario ampliare lo sguardo e cercare alternative.</p>



<p><strong>9. Integrare il confronto umano</strong></p>



<p>Libri, docenti e fonti dirette restano fondamentali. L’IA non sostituisce il dialogo e il confronto.</p>



<p><strong>10. Sviluppare una competenza critica</strong></p>



<p>Comprendere come funziona l’intelligenza artificiale e quali sono i suoi limiti è oggi parte integrante dell’alfabetizzazione culturale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Campania regione che ha più paura dell&#8217;AI ed è più &#8220;litigiosa&#8221; quando lavora in smart</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-regione-che-ha-piu-paura-dellai-ed-e-piu-litigiosa-quando-lavora-in-smart/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ai campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Sondaggio: il 53,9% dei lavoratori campani rende meglio da remoto, ma i più non sarebbero preoccupati di tornare in ufficio In Campania lo smart working viene vissuto come un modello [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sondaggio: il 53,9% dei lavoratori campani rende meglio da remoto, ma i più non sarebbero preoccupati di tornare in ufficio</strong></h4>



<p>In Campania lo smart working viene vissuto come un modello utile e produttivo, ma non privo di tensioni. La regione non mostra il rifiuto del remoto, né un entusiasmo assoluto: il quadro è quello di un compromesso, in cui il lavoro da casa funziona ma convive con timori forti sul futuro.&nbsp;Secondo la nuova ricerca di iGaming.com, basata su un sondaggio Censuswide tra lavoratori da remoto o prevalentemente da remoto,&nbsp;<strong>il 53,9% dei lavoratori campani dichiara di lavorare meglio da remoto rispetto all&#8217;ufficio</strong>.Il 38,2% non nota differenze sostanziali e solo&nbsp;<strong>il 4,5%</strong>&nbsp;dice di lavorare peggio. Tra le regioni analizzate, la Campania è quindi meno polarizzata di Puglia, Piemonte, Veneto o Lazio, ma resta nettamente favorevole al remoto.</p>



<p>La giornata media è intensa:&nbsp;<strong>9,15 ore online</strong>,&nbsp;<strong>5,90 ore produttive</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>3,51 ore in meeting o videochiamate</strong>. La flessibilità è concreta: il 49,4% lavora con orari flessibili entro certi limiti, terzo valore più alto dopo Piemonte (57,6%) ed Emilia-Romagna (55,0%).</p>



<p><strong>L&#8217;AI fa risparmiare in media&nbsp;</strong><strong>74,2 minuti al giorno</strong>, un valore molto vicino alla Lombardia (74,3) e superiore a Piemonte (73,1), Veneto (70,9) ed Emilia-Romagna (67,2).&nbsp;<strong>La Campania si distingue però per l&#8217;uso del tempo recuperato: il 38,9% lo dedica a formazione o sviluppo professionale, primo dato tra le regioni&nbsp;</strong>analizzate; il 36,1% lo usa per attività personali o commissioni, anche questo primo posto regionale. Il 31,9% lo reinveste invece in altro lavoro.</p>



<p>Il tema della malattia resta centrale.&nbsp;<strong>Il 51,7% dei lavoratori campani dichiara di lavorare di più quando sta male</strong>&nbsp;da quando lavora da remoto, mentre il 43,8% prende meno giorni ufficiali di malattia rispetto al lavoro in ufficio. Quando non si sta bene, il comportamento più comune è lavorare alla scrivania a ritmo ridotto, indicato dal 23,6%, il valore più alto tra le regioni analizzate.&nbsp;<strong>La Campania è anche tra le regioni dove il lavoro da remoto crea più frizioni.</strong>&nbsp;Il 22,5% segnala difficoltà di collaborazione con il team &#8220;sempre&#8221; o &#8220;spesso&#8221;: è il primo posto tra le regioni analizzate. Anche la mancanza delle conversazioni informali con i colleghi è al livello più alto, con il 30,3% che la vive sempre o spesso.</p>



<p>Il monitoraggio aziendale è diffuso:<strong>&nbsp;il 47,2% dei lavoratori campani dice che il datore di lavoro monitora il lavoro da remoto,</strong>&nbsp;secondo dato più alto dopo la Sicilia (50,8%). Tra chi viene monitorato, il 45,2% cita check-in o status meeting, il 42,9% software di time tracking e il 35,7% strumenti di project o task tracking. Gli effetti sono ambivalenti: il 31,5% si sente sotto pressione, ma la stessa quota, il 31,5%, si sente motivata. Quest&#8217;ultimo è il dato più alto tra le regioni analizzate.</p>



<p><strong>La Campania è prima per preoccupazione verso AI e automazione: il 51,7% teme che possano sostituire parti del proprio ruolo</strong>, leggermente sopra la Puglia (51,4%) e davanti a Sicilia (46,2%) e Lazio (44,2%). Anche la concorrenza dei lavoratori da remoto in Paesi a costo più basso preoccupa il 43,8%, secondo valore più alto dopo la Puglia.&nbsp;<strong>Il ritorno in ufficio non viene però vissuto come rottura totale.</strong>&nbsp;Se venisse imposto il rientro full-time, il 41,6% dei lavoratori campani accetterebbe, secondo valore più alto dopo la Puglia (42,9%), mentre il 33,7% proverebbe a negoziare flessibilità. Guardando al futuro, il 40,4% immagina uffici come hub opzionali e il 28,1% uffici usati raramente, solo per ruoli o settori specifici.</p>



<p>L&#8217;analisi completa è disponibile su:&nbsp;<a href="https://www.igaming.com/the-sick-day-is-dead-research/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.igaming.com/the-sick-day-is-dead-research/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenza artificiale e scuola: alleata o minaccia?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intelligenza-artificiale-e-scuola-alleata-o-minaccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 14:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intelligenza artificiale è entrata nelle aule scolastiche molto più velocemente di quanto istituzioni e insegnanti avessero previsto. Dai chatbot in grado di risolvere esercizi e scrivere testi fino ai software [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;intelligenza artificiale è entrata nelle aule scolastiche molto più velocemente di quanto istituzioni e insegnanti avessero previsto. Dai chatbot in grado di risolvere esercizi e scrivere testi fino ai software che personalizzano l&#8217;apprendimento, la rivoluzione dell&#8217;AI sta cambiando il modo di studiare, insegnare e valutare. La domanda che oggi divide il mondo dell&#8217;istruzione è una sola: l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta un&#8217;opportunità o una minaccia per la scuola?</p>



<p>Secondo l&#8217;UNESCO, l&#8217;AI possiede un enorme potenziale per migliorare l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, personalizzare i percorsi di apprendimento e supportare docenti e studenti nelle attività quotidiane. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il suo utilizzo deve essere guidato da principi di equità, inclusione e centralità della persona, per evitare che la tecnologia amplifichi le disuguaglianze già esistenti. </p>



<p>Tra i principali vantaggi individuati dagli studiosi vi sono la possibilità di ricevere feedback immediati, il supporto nello studio individuale e la personalizzazione dei contenuti in base alle esigenze dello studente. L&#8217;AI può inoltre aiutare gli insegnanti nella preparazione delle lezioni e nella gestione di attività ripetitive, consentendo loro di dedicare più tempo alla didattica e al rapporto con gli alunni. </p>



<p>Accanto alle opportunità emergono però numerose criticità. L&#8217;UNESCO ha evidenziato i rischi legati alla privacy dei dati, alla diffusione di informazioni inesatte, alla dipendenza dagli strumenti digitali e alle problematiche etiche connesse all&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale nei contesti educativi. Per questo motivo l&#8217;organizzazione ha invitato i governi a definire regole chiare e percorsi di alfabetizzazione digitale rivolti sia agli studenti sia ai docenti. </p>



<p>Una delle preoccupazioni più diffuse riguarda il possibile indebolimento delle capacità critiche degli studenti. Diverse ricerche internazionali mostrano come un utilizzo eccessivo dei chatbot possa spingere alcuni ragazzi a cercare risposte immediate senza sviluppare autonomamente processi di analisi, sintesi e ragionamento. Alcuni studi segnalano inoltre il rischio che gli studenti diventino eccessivamente dipendenti dagli strumenti di AI, riducendo la propria autonomia nello studio. </p>



<p>Anche il tema della valutazione scolastica è al centro del dibattito. Compiti, relazioni e tesine possono essere prodotti in pochi secondi da software sempre più sofisticati, rendendo più difficile distinguere il lavoro originale da quello generato artificialmente. Una sfida che sta spingendo molte scuole e università a ripensare le modalità di verifica, privilegiando prove orali, attività pratiche e percorsi che valorizzino il processo di apprendimento più del risultato finale. </p>



<p>Per gli esperti, tuttavia, il vero nodo non è stabilire se l&#8217;intelligenza artificiale debba entrare o meno nella scuola. La tecnologia è già una realtà quotidiana per milioni di studenti. La questione centrale riguarda piuttosto come utilizzarla in modo responsabile. L&#8217;obiettivo, secondo le principali organizzazioni internazionali, non è sostituire insegnanti e studenti, ma trasformare l&#8217;AI in uno strumento di supporto capace di affiancare il percorso educativo senza rimpiazzare il pensiero critico, la creatività e la relazione umana che restano al centro dell&#8217;apprendimento. </p>



<p>Fonte foto: <a href="https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/ai-nella-scuola-ce-chi-la-usa-con-entusiasmo/">https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/ai-nella-scuola-ce-chi-la-usa-con-entusiasmo/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L&#8217;AI rivoluziona i videogiochi: personaggi sempre più realistici e mondi che imparano dai giocatori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lai-rivoluziona-i-videogiochi-personaggi-sempre-piu-realistici-e-mondi-che-imparano-dai-giocatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Per decenni i personaggi dei videogiochi hanno seguito schemi prestabiliti. Frasi ripetitive, comportamenti prevedibili e interazioni limitate hanno rappresentato la norma anche nei titoli più avanzati. Oggi, però, l&#8217;intelligenza artificiale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per decenni i personaggi dei videogiochi hanno seguito schemi prestabiliti. Frasi ripetitive, comportamenti prevedibili e interazioni limitate hanno rappresentato la norma anche nei titoli più avanzati. Oggi, però, l&#8217;intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo in cui i mondi virtuali vengono progettati e vissuti, aprendo scenari che fino a pochi anni fa sembravano appartenere alla fantascienza.</p>



<p>L&#8217;AI è diventata una delle principali protagoniste dell&#8217;evoluzione dell&#8217;industria videoludica. Non si limita più a controllare i nemici o a regolare il livello di difficoltà, ma entra nel cuore dell&#8217;esperienza di gioco, rendendo personaggi, ambienti e narrazioni più dinamici e realistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">NPC che parlano e ricordano</h2>



<p>Una delle innovazioni più sorprendenti riguarda gli NPC, i cosiddetti personaggi non giocanti. Grazie ai recenti progressi nell&#8217;intelligenza artificiale generativa, questi personaggi possono sostenere conversazioni più naturali, rispondere in modo coerente alle domande del giocatore e persino ricordare eventi avvenuti durante la partita.</p>



<p>Invece di scegliere una risposta tra poche opzioni predefinite, il giocatore può interagire in maniera più libera, ottenendo dialoghi che si adattano al contesto e alle azioni compiute nel gioco. Questo contribuisce a creare una sensazione di immersione molto più profonda rispetto al passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mondi virtuali che si evolvono</h2>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta inoltre rendendo gli ambienti di gioco più credibili. Le città virtuali possono popolarsi di abitanti che seguono routine autonome, reagiscono agli eventi e modificano il proprio comportamento in base alle scelte del giocatore.</p>



<p>Anche le missioni potrebbero diventare sempre meno prevedibili. In futuro, anziché seguire sceneggiature rigide, molti giochi potrebbero generare incarichi, dialoghi e situazioni in tempo reale, costruendo esperienze praticamente uniche per ogni utente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e animazioni sempre più umane</h2>



<p>L&#8217;AI contribuisce anche al miglioramento visivo dei videogiochi. Tecniche avanzate di animazione permettono di riprodurre espressioni facciali più realistiche, movimenti naturali e reazioni emotive credibili.</p>



<p>L&#8217;obiettivo degli sviluppatori è ridurre quella sensazione di artificiosità che spesso caratterizza i personaggi digitali. Grazie all&#8217;apprendimento automatico, i volti virtuali riescono a mostrare emozioni sempre più sfumate, rendendo le interazioni più coinvolgenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opportunità e interrogativi</h2>



<p>L&#8217;espansione dell&#8217;intelligenza artificiale nel gaming apre tuttavia anche alcuni interrogativi. Molti professionisti del settore si chiedono quale sarà l&#8217;impatto sulle professioni creative, dagli sceneggiatori ai doppiatori, mentre altri evidenziano il rischio di contenuti generati automaticamente privi della sensibilità e della profondità proprie dell&#8217;intervento umano.</p>



<p>Esistono poi questioni legate alla privacy e alla gestione dei dati, soprattutto nei sistemi capaci di apprendere dalle abitudini dei giocatori per personalizzare l&#8217;esperienza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AI Summer School: il primo campus estivo in Italia sull’intelligenza artificiale dedicato ai ragazzi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-summer-school-il-primo-campus-estivo-in-italia-sullintelligenza-artificiale-dedicato-ai-ragazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[È in programma dal&#160;6 al 10 luglio 2026&#160;l’AI Summer School, il&#160;primo campus estivo in Italia sull’intelligenza artificiale&#160;dedicato alle&#160;ragazze e ai ragazzi&#160;nella fascia di età compresa&#160;tra gli 11 e i 14 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È in programma dal&nbsp;<strong>6 al 10 luglio 2026</strong>&nbsp;l’<strong>AI Summer School</strong>, il&nbsp;<strong>primo campus estivo in Italia sull’intelligenza artificiale</strong>&nbsp;dedicato alle&nbsp;<strong>ragazze e ai ragazzi</strong>&nbsp;nella fascia di età compresa&nbsp;<strong>tra gli 11 e i 14 anni.</strong>&nbsp;Il percorso educativo &#8211; promosso da&nbsp;<strong>Skills</strong>, società leader di mercato nell’ambito della formazione e del lavoro, in collaborazione con&nbsp;<strong>Mario Mele</strong>, Consulente AI, Regista, Direttore della Scuola di Cinema per bambini&nbsp;&#8211; si propone di accompagnare gli adolescenti verso un uso consapevole dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>L&#8217;AI Summer School è un&nbsp;<strong>campus pratico</strong>, un primo modello operativo per&nbsp;<strong>sperimentare nuovi linguaggi educativi</strong>, capaci di parlare al presente dei ragazzi e alle competenze che serviranno nel loro futuro. L’AI è già presente nella vita dei ragazzi, spesso utilizzata in maniera inconsapevole. L’assunto di base di AI Summer School è che l&#8217;intelligenza artificiale non sia un rischio da cui proteggersi, ma uno strumento di apprendimento, da imparare a guidare con accanto un adulto.</p>



<p>Il summer camp è strutturato in <strong>cinque mattine intensive</strong>, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13:30, durante le quali poter sviluppare <strong>metodo, pensiero critico e creatività,</strong> con lezioni che si svolgeranno presso lo<strong> Skills Lab di Baronissi</strong>, (<em>in via Cappella 25</em>).</p>



<p>Per conoscere il progetto e fare domande, è possibile partecipare all’<strong>Open Day&nbsp;</strong>aperto ai ragazzi e ai genitori&nbsp;<strong>lunedì 8 giugno 2026 alle ore 18&nbsp;</strong>presso lo Skills Lab.</p>



<p>«<em>Da anni discutiamo di intelligenza artificiale in relazione al lavoro, alla produttività, alle competenze digitali e alla trasformazione delle imprese. È un confronto necessario, ma oggi dobbiamo porci una domanda ancora più importante: chi sta insegnando l&#8217;intelligenza artificiale ai ragazzi? –&nbsp;</em><strong>sottolinea Vincenzo Vietri, CEO di Skills</strong><em>&nbsp;&#8211; Gli adolescenti utilizzano già strumenti basati sull&#8217;AI nella vita quotidiana, spesso senza avere gli strumenti culturali per comprenderne potenzialità, limiti e responsabilità. Per questo abbiamo voluto creare un Summer Camp dedicato ai giovani: non per trasformarli in programmatori, ma per aiutarli a diventare cittadini digitali consapevoli</em>».</p>



<p>«<em>Skills ha una visione precisa su cosa significa formare le persone, non solo trasferire competenze: quando ci siamo incontrati, la convergenza è stata immediata. La AI Summer School è un tentativo concreto di costruire qualcosa che né la scuola ordinaria, né la formazione aziendale riescono ancora ad offrire. Si tratta di un laboratorio intensivo in cui i ragazzi imparano a usare l’AI con metodo, producono cose reali e sviluppano un modo di pensare che portano con sé ben oltre la settimana. Non è un corso di informatica, non è un camp estivo tradizionale. È uno spazio, in cui la tecnologia diventa un pretesto per imparare a ragionare, a fare domande migliori, a costruire qualcosa di proprio, senza interrogazioni e senza ansia da prestazione.</em><em>&nbsp;L</em><em>a tecnologia diventa uno strumento per pensare meglio, non un sostituto del pensiero</em>»,&nbsp;<strong>sottolinea Mario Mele</strong>&nbsp;che sarà anche docente.</p>



<p>Il camp è dedicato a una fascia di età delicata, in cui non si è più bambini ma non ancora adulti. Una finestra evolutiva, quindi, in cui si è abbastanza grandi per comprendere e abbastanza giovani per costruire abitudini nuove e un metodo. «<em>AI Summer School insegna come imparare in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è già un linguaggio in cui i ragazzi sono immersi: la domanda non è SE la usano, ma COME la usano. È lì che interviene l’AI Summer School, per aiutarli ad abitare consapevolmente questo spazio linguistico, sviluppando metodo, pensiero critico e una relazione consapevole con lo strumento –&nbsp;</em><strong>insiste Mario Mele –</strong><em>&nbsp;I ragazzi toccheranno con mano, non ci saranno tutorial sull’AI, ma progetti concreti con una fase laboratoriale. Portiamo al centro di Baronissi una formazione di altissima qualità</em>».</p>



<p>Per&nbsp;<strong>partecipare all’open day</strong>&nbsp;è necessario prenotarsi, compilando il form al link&nbsp;<a href="https://www.skills.it/ai-summer-school-2026-open-day/#partecipazione-open-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.skills.it/ai-summer-school-2026-open-day/#partecipazione-open-day</a></p>
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		<title>Silicon Valley: cos’è, dove si trova e perché è il cuore dell’innovazione tecnologica mondiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/silicon-valley-cose-dove-si-trova-e-perche-e-il-cuore-dellinnovazione-tecnologica-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[silicon valley]]></category>
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					<description><![CDATA[La Silicon Valley è una delle aree più conosciute al mondo nel settore della tecnologia e dell’innovazione. Con questo nome si indica una regione della California, negli Stati Uniti, considerata [...]]]></description>
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<p>La <strong>Silicon Valley</strong> è una delle aree più conosciute al mondo nel settore della tecnologia e dell’innovazione. Con questo nome si indica una regione della California, negli Stati Uniti, considerata da decenni il principale centro globale per lo sviluppo di imprese digitali, software, semiconduttori e nuove tecnologie.</p>



<p>La Silicon Valley si trova nella parte settentrionale della California, nell’area della <strong>San Francisco Bay Area</strong>. Non è una città unica, ma una regione che comprende diverse località, tra cui <strong>San Jose, Palo Alto, Mountain View, Cupertino e Santa Clara</strong>.</p>



<p>Il termine “valley” (valle) deriva dalla <strong>Santa Clara Valley</strong>, area originariamente agricola che nel corso del XX secolo si è trasformata progressivamente in un polo tecnologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché si chiama Silicon Valley</h2>



<p>Il nome “Silicon Valley” nasce negli anni ’70 e si riferisce al <strong>silicio (silicon)</strong>, materiale fondamentale per la produzione dei microchip e dei semiconduttori, componenti essenziali dell’informatica moderna.</p>



<p>La regione è diventata famosa proprio perché ha ospitato alcune delle prime aziende specializzate nella produzione di chip elettronici, dando inizio a una trasformazione industriale senza precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cuore dell’industria tecnologica</h2>



<p>Oggi la Silicon Valley è considerata la “casa” di molte delle più importanti aziende tecnologiche del mondo. Tra queste figurano grandi gruppi attivi nel settore dei computer, del software, dei social network e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>La concentrazione di imprese innovative, università di alto livello e capitali di investimento ha creato un ecosistema unico, dove nascono startup e nuove tecnologie che spesso si diffondono a livello globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle università e delle startup</h2>



<p>Uno degli elementi chiave della Silicon Valley è la presenza di università di eccellenza, in particolare <strong>Stanford University</strong>, che ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo del settore tecnologico.</p>



<p>Attorno a questo sistema si è sviluppata una forte cultura imprenditoriale, basata sulle startup e sul finanziamento da parte di investitori specializzati, i cosiddetti venture capitalist.</p>



<p>La Silicon Valley non è solo un luogo geografico, ma anche un modello economico e culturale. Indica un modo di fare innovazione basato su sperimentazione, rischio e crescita rapida delle imprese tecnologiche. Per questo motivo il suo nome viene spesso usato per descrivere altri poli tecnologici nel mondo che cercano di replicarne il successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un simbolo dell’era digitale</h2>



<p>Oggi la Silicon Valley continua a rappresentare uno dei principali centri decisionali dell’economia digitale globale. È qui che si sviluppano molte delle tecnologie che influenzano la vita quotidiana, dai social network all’intelligenza artificiale, fino ai sistemi cloud e ai dispositivi mobili.</p>
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		<title>Dieci lavori che nasceranno grazie all’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dieci-lavori-che-nasceranno-grazie-allintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio. Per anni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio.</strong></p>



<p>Per anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato soprattutto sui posti di lavoro destinati a sparire. Impiegati amministrativi, addetti all’inserimento dati, operatori di back office e molte attività ripetitive sono ormai considerate tra le più esposte all’automazione.</p>



<p>Ma la rivoluzione dell’AI non riguarda soltanto ciò che verrà sostituito. Riguarda soprattutto ciò che nascerà.</p>



<p>Secondo il <em>Future of Jobs Report 2025</em> del World Economic Forum, entro il 2030 la trasformazione tecnologica potrebbe generare circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale, a fronte di 92 milioni di ruoli destinati a scomparire, con un saldo positivo di 78 milioni di occupazioni. Tra i profili in maggiore crescita figurano specialisti dell’intelligenza artificiale, esperti di dati e professionisti della sicurezza informatica. </p>



<p>La vera novità è che molti dei lavori emergenti non esistevano fino a pochi anni fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Allenatore di intelligenze artificiali</h2>



<p>I modelli generativi devono essere addestrati, corretti e migliorati continuamente. Per questo stanno nascendo figure incaricate di insegnare alle AI come rispondere correttamente, verificare errori e affinare comportamenti.</p>



<p>Non si tratta necessariamente di programmatori: in molti casi servono linguisti, psicologi, esperti di comunicazione e professionisti capaci di valutare la qualità delle risposte prodotte dagli algoritmi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auditor degli algoritmi</h2>



<p>Più l’AI entra nei processi decisionali, più cresce la necessità di controllarla.</p>



<p>Gli auditor avranno il compito di verificare trasparenza, imparzialità, sicurezza e conformità normativa dei sistemi intelligenti utilizzati da aziende, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni.</p>



<p>Con l’entrata in vigore di nuove regolamentazioni sull’intelligenza artificiale, questa professione potrebbe diventare centrale nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Investigatore di deepfake</h2>



<p>Video falsi, voci sintetiche e immagini manipolate stanno diventando sempre più sofisticati.</p>



<p>Per questo cresce la domanda di professionisti capaci di identificare contenuti artificiali, analizzare tracce digitali e verificare l’autenticità di materiale audiovisivo utilizzato da aziende, media e autorità giudiziarie.</p>



<p>Una figura a metà tra esperto forense, analista informatico e giornalista investigativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Psicologo della relazione uomo-macchina</h2>



<p>Sempre più persone utilizzano chatbot e assistenti virtuali come interlocutori quotidiani.</p>



<p>La diffusione di questi strumenti potrebbe creare nuove esigenze legate al benessere psicologico, alla dipendenza tecnologica e alla gestione delle interazioni con agenti digitali.</p>



<p>Università e centri di ricerca stanno già studiando gli effetti delle relazioni tra esseri umani e sistemi conversazionali avanzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Architetto di agenti AI</h2>



<p>La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale non sono più soltanto i chatbot ma gli agenti autonomi.</p>



<p>Questi sistemi possono organizzare attività, prenotare servizi, gestire documenti e coordinare processi aziendali. Serviranno quindi professionisti capaci di progettare ecosistemi di agenti digitali, definendone regole, limiti e obiettivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Curatore dei dati sintetici</h2>



<p>Uno dei problemi più grandi dell’AI è la disponibilità di dati.</p>



<p>Per addestrare i modelli vengono sempre più utilizzati dati sintetici, cioè informazioni generate artificialmente ma realistiche.</p>



<p>Nasce così la figura del curatore dei dati sintetici, incaricato di creare dataset affidabili senza compromettere privacy e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consulente di produttività aumentata</h2>



<p>Molte aziende stanno introducendo strumenti generativi senza sapere come integrarli nei processi quotidiani.</p>



<p>Emergono quindi professionisti specializzati nell’organizzazione del lavoro uomo-macchina: figure che analizzano attività, individuano automazioni possibili e progettano nuovi flussi operativi.</p>



<p>Secondo il World Economic Forum, l’integrazione tra competenze umane e intelligenza artificiale sarà uno dei principali motori della trasformazione occupazionale dei prossimi anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Specialista di sicurezza per AI</h2>



<p>Gli algoritmi possono essere attaccati, manipolati o ingannati.</p>



<p>Per questo la cybersecurity sta sviluppando nuove specializzazioni dedicate alla protezione dei modelli linguistici, dei sistemi generativi e delle infrastrutture basate sull’intelligenza artificiale.</p>



<p>La richiesta di competenze in AI e sicurezza informatica è indicata tra le più forti nel mercato del lavoro globale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Traduttore etico tra tecnologia e società</h2>



<p>Le aziende che sviluppano AI devono confrontarsi con problemi di privacy, discriminazione, diritti e impatti sociali.</p>



<p>Serviranno figure capaci di dialogare contemporaneamente con ingegneri, giuristi, manager e cittadini, traducendo concetti complessi in decisioni comprensibili e responsabili.</p>



<p>Un ruolo destinato a crescere soprattutto nei settori più regolamentati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Designer di personalità artificiali</h2>



<p>I futuri assistenti digitali non saranno semplici software.</p>



<p>Avranno tono di voce, stile comunicativo, memoria contestuale e caratteristiche relazionali sempre più sofisticate.</p>



<p>Per costruirli serviranno professionisti capaci di progettare identità digitali credibili, definendo linguaggio, comportamento ed esperienza utente.</p>
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		<title>“Design the Future”: l’Università di Salerno si prepara agli Innovation Days</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/design-the-future-luniversita-di-salerno-si-prepara-agli-innovation-days/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 13:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Innovazione, ricerca e impresa si incontrano per gli&#160;Innovation Days Unisa 2026. L’evento, promosso dall’Università di Salerno&#160;nell’ambito delle attività di&#160;Terza Missione, è in programma il prossimo 30 giugno 2026 presso il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Innovazione, ricerca e impresa si incontrano per gli&nbsp;<strong>Innovation Days Unisa 2026</strong>. L’evento, promosso dall’<strong>Università di Salerno&nbsp;</strong>nell’ambito delle attività di&nbsp;<strong>Terza Missione</strong>, è in programma il prossimo 30 giugno 2026 presso il Palazzo Rettorato.</p>



<p><strong><em>“Design the Future!”</em></strong>&nbsp;è il claim della prima edizione, che si svilupperà&nbsp;<strong>su tre aree tematiche</strong>: il&nbsp;<strong>Quantum Advantage, Open Innovation e Networking, Finanza per l’innovazione</strong>, a supporto della crescita delle imprese innovative.</p>



<p>«<em>Un’intera giornata dedicata all’innovazione e al trasferimento tecnologico, che rappresentano un asset strategico fondamentale per la competitività industriale –</em><strong>&nbsp;sottolinea il Rettore Virgilio D’Antonio –&nbsp;</strong><em>Start-up, aziende, multinazionali e mondo della ricerca a confronto in Ateneo. Gli Innovation Days intendono creare una&nbsp;<strong>connessione</strong>&nbsp;tra il mondo delle&nbsp;<strong>PMI, la ricerca scientifica e i grandi player della trasformazione digitale</strong>. L’università di Salerno si propone come un hub di formazione e di networking. Saranno presenti esperti e professionisti che potranno ispirare con la loro esperienza nei vari panel tematici che si alterneranno nel corso della giornata, con focus sulle ricerche di frontiera, in particolare su tecnologie quantistiche e AI per accelerare la competitività. La nostra Università si proietta al Mediterraneo: attraverso gli Innovation Days desideriamo diventare un centro nevralgico per l’innovazione, punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno</em>».</p>



<p>«<em>Gli Innovation Days rappresentano un’occasione imperdibile per le aziende per sviluppare partnership strategiche per affrontare le sfide del futuro e competere con successo in ambito nazionale e internazionale&nbsp;</em>–&nbsp;<strong>prosegue il Professore Orlando Troisi, Delegato alla Terza Missione Unisa</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Tutte le performance di successo di un’azienda si fondano su investimenti in innovazione. Saranno tante le sessioni specialistiche con la presenza di aziende leader in Italia e nel mondo. In queste settimane, inoltre, abbiamo avviato un’interlocuzione con le aziende campane, con le associazioni e con il tessuto imprenditoriale per creare una&nbsp;<strong>sinergia virtuosa e dar vita ad un</strong></em><strong><em>&nbsp;ecosistema che sappia intercettare le tendenze dei mercati mondiali, per generare progresso e impatto positivo per la crescita dei territori.</em></strong><em>&nbsp;Non soltanto divulgazione della ricerca prodotta nei nostri laboratori, ma creazione di un network professionale ed esplorazione di applicazioni concrete delle tecnologie quantistiche per l’impresa e l’industria. Il&nbsp;<strong>Quantum Computing</strong>&nbsp;è un cambio radicale di paradigma, una rivoluzione che avrà effetti enormi non solo su computer super performanti, ma anche su crittografia, farmaceutica, sicurezza informatica. Saranno presenti illustri relatori che condivideranno le loro esperienze. L’obiettivo è creare connessioni reali tra chi sviluppa innovazione e chi può accelerarne l’impatto sul mercato</em>».</p>



<p>Primo ospite annunciato degli Innovation Days sarà&nbsp;<strong>Federico Mattei, IBM&nbsp;</strong><strong>Quantum</strong><strong>&nbsp;Ambassador</strong>, con una lectio dal titolo<strong>&nbsp;“</strong><strong><em>Quantum Advantage: dalla ricerca alle applicazioni reali nel mondo del business”.</em></strong></p>



<p><br><strong>Federico Mattei</strong>&nbsp;lavora nella divisione IBM Research dedicata al calcolo quantistico e alla crittografia quantum-safe.&nbsp;Laurea in Fisica Teorica con tesi sugli effetti della Relatività Generale applicati alla cosmologia, Dottorato in Gravità Quantistica sulla teoria della Loop Quantum Gravity, il dottor Mattei è entrato in IBM come specialista in progetti di mobile computing e, nei primi anni di lavoro, ha conseguito un Master in Business Management. Per oltre quindici anni, si è occupato di progettazione e sviluppo di progetti innovativi, acquisendo una solida esperienza in soluzioni mobili, cognitive, social, di collaborazione e analitiche. Dal 2017 è IBM Quantum Ambassador per l’Italia: in questo ruolo ha tenuto oltre 50 conferenze in congressi e seminari universitari sul calcolo quantistico e sulla crittografia quantum-safe.</p>
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		<title>Leone XIV, “Magnifica Humanitas”: la prima enciclica sull’IA e la difesa della dignità umana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/leone-xiv-magnifica-humanitas-la-prima-enciclica-sullia-e-la-difesa-della-dignita-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 08:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, un documento dedicato alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, con un forte richiamo alla difesa della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, <strong>Magnifica Humanitas</strong>, un documento dedicato alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, con un forte richiamo alla difesa della dignità umana, della giustizia sociale e del bene comune nell’era digitale.&nbsp;</p>



<p class="p1">Il testo, firmato il 15 maggio nel 135° anniversario della Rerum novarum di Leone XIII e pubblicato il 25 maggio, si inserisce nella tradizione della Dottrina sociale della Chiesa reinterpretandola alla luce delle trasformazioni tecnologiche contemporanee.&nbsp;</p>



<p class="p1">Secondo il Pontefice, la tecnologia non è “di per sé un male”, ma non può essere considerata neutrale, poiché assume le caratteristiche di chi la progetta e la utilizza. Da qui l’invito a “costruire nel bene” e a “rimanere umani” di fronte alle sfide dell’automazione e dei sistemi algoritmici.&nbsp;</p>



<p class="p1">Uno dei passaggi centrali del documento riguarda il rischio che l’intelligenza artificiale diventi strumento di dominio o esclusione. Il Papa richiama la necessità di “disarmare” l’IA, liberandola da logiche di potere che potrebbero concentrare informazioni e decisioni nelle mani di pochi attori globali.&nbsp;</p>



<p class="p1">Nel testo emerge anche una forte preoccupazione per le disuguaglianze generate dallo sviluppo tecnologico: algoritmi, dati e piattaforme digitali dovrebbero essere orientati al bene comune e non rimanere concentrati in poche mani.&nbsp;</p>



<p class="p1">L’enciclica si colloca dunque come un intervento organico sul rapporto tra uomo e tecnologia, invitando istituzioni, comunità scientifica e politica internazionale a costruire un ordine sociale più giusto nell’era dell’intelligenza artificiale.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Le principali novità sull’intelligenza artificiale nel 2026: tra agenti autonomi, nuove regole e applicazioni industriali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-principali-novita-sullintelligenza-artificiale-nel-2026-tra-agenti-autonomi-nuove-regole-e-applicazioni-industriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 14:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 l’intelligenza artificiale si conferma una delle tecnologie più trasformative a livello globale, con un’evoluzione che sta accelerando non solo sul piano tecnico, ma anche economico, normativo e sociale. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2026 l’intelligenza artificiale si conferma una delle tecnologie più trasformative a livello globale, con un’evoluzione che sta accelerando non solo sul piano tecnico, ma anche economico, normativo e sociale. Le analisi dei principali istituti di ricerca e le notizie di settore convergono su un punto: l’IA non è più una tecnologia emergente, ma un’infrastruttura sempre più integrata nei processi produttivi e nei servizi digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ascesa dell’IA “agentica”: sistemi autonomi che eseguono compiti complessi</h2>



<p>La tendenza più rilevante del 2026 è il passaggio dai modelli conversazionali tradizionali ai cosiddetti sistemi di <strong>IA agentica</strong>, capaci non solo di rispondere a domande ma di pianificare ed eseguire interi flussi di lavoro.</p>



<p>Secondo diverse analisi di settore, questi sistemi sono progettati per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scomporre obiettivi complessi in attività operative</li>



<li>interagire con software e database esterni</li>



<li>portare a termine processi senza intervento umano continuo</li>
</ul>



<p>In ambito aziendale, si prevede una diffusione crescente di agenti AI integrati nei sistemi gestionali e operativi, con applicazioni che vanno dalla gestione delle email alla negoziazione di processi standardizzati. </p>



<p>Questo cambiamento sta ridefinendo il concetto stesso di software, che non è più solo uno strumento, ma un “attore” attivo nei processi decisionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Modelli più specializzati e sistemi multimodali</h2>



<p>Un’altra evoluzione chiave riguarda lo sviluppo di <strong>modelli linguistici sempre più specializzati e multimodali</strong>, cioè in grado di lavorare simultaneamente su testo, immagini, audio e dati strutturati.</p>



<p>Nel 2026 si rafforza la tendenza verso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>modelli più piccoli ma altamente ottimizzati per compiti specifici</li>



<li>maggiore efficienza computazionale e riduzione dei costi energetici</li>



<li>integrazione tra diversi tipi di dati per analisi più complete</li>
</ul>



<p>Questa direzione segna un superamento della fase iniziale dei grandi modelli generalisti, verso architetture più modulari e applicative. </p>



<h2 class="wp-block-heading">IA nel lavoro: dalla produttività individuale ai “team di agenti”</h2>



<p>Nel mondo del lavoro, l’intelligenza artificiale sta evolvendo da strumento di supporto individuale a sistema di <strong>coordinamento di flussi di lavoro complessi</strong>.</p>



<p>Le principali trasformazioni includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>automazione di processi aziendali end-to-end</li>



<li>creazione di “team digitali” composti da agenti AI</li>



<li>maggiore autonomia nei sistemi di project management</li>
</ul>



<p>Secondo diverse analisi, questa transizione porterà a una ridefinizione dei ruoli professionali, con l’IA che agirà come collaboratore operativo piuttosto che semplice assistente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Regolamentazione: verso una semplificazione del quadro europeo</h2>



<p>Sul piano normativo, il 2026 è segnato dall’evoluzione dell’<strong>AI Act europeo</strong>, con un processo di semplificazione delle regole per l’adozione dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>Le modifiche più rilevanti riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rinvio di alcuni obblighi per i sistemi ad alto rischio</li>



<li>chiarimenti sull’applicazione in settori come sanità e finanza</li>



<li>nuove restrizioni su alcune applicazioni considerate invasive</li>
</ul>



<p>L’obiettivo dichiarato è rendere il quadro regolatorio più applicabile, senza rallentare l’innovazione tecnologica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">IA e industria: dalla sperimentazione alla produzione</h2>



<p>Un altro elemento centrale del 2026 è la progressiva integrazione dell’IA nei sistemi industriali e produttivi.</p>



<p>Le strategie pubbliche e private puntano a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>portare l’IA nei processi manifatturieri</li>



<li>sviluppare infrastrutture nazionali per l’innovazione</li>



<li>rafforzare la competitività tecnologica nei settori strategici</li>
</ul>



<p>In questa fase, l’intelligenza artificiale non è più sperimentale, ma diventa una leva strutturale per la produzione e l’organizzazione industriale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide aperte: sostenibilità, sicurezza e qualità dei contenuti</h2>



<p>Accanto alla crescita, emergono anche criticità significative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aumento dei contenuti di bassa qualità generati automaticamente</li>



<li>dibattito sulla sostenibilità energetica dei sistemi AI</li>



<li>necessità di maggiore trasparenza e spiegabilità dei modelli</li>



<li>rischio di una percezione pubblica sempre più critica verso l’IA generativa</li>
</ul>



<p>Questi aspetti stanno alimentando un confronto globale su come bilanciare innovazione, affidabilità e impatto sociale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comunicazione e intelligenza artificiale: le nuove competenze nel lavoro dei media</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/comunicazione-e-intelligenza-artificiale-le-nuove-competenze-nel-lavoro-dei-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 21:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale sta cambiando in profondità il settore della comunicazione, modificando strumenti, tempi di produzione e competenze richieste a giornalisti, uffici stampa e professionisti dei media. Un’evoluzione ormai strutturale, confermata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale sta cambiando in profondità il settore della comunicazione, modificando strumenti, tempi di produzione e competenze richieste a giornalisti, uffici stampa e professionisti dei media. Un’evoluzione ormai strutturale, confermata da report internazionali e linee guida di organizzazioni come UNESCO e World Economic Forum, che indicano l’AI come uno dei principali fattori di trasformazione del lavoro nei prossimi anni.</p>



<p>Nel campo dell’informazione, l’uso di sistemi di AI generativa e di automazione sta già incidendo su attività tradizionalmente ripetitive: dalla trascrizione di interviste alla sintesi di documenti, fino alla produzione di testi standardizzati come risultati sportivi o aggiornamenti finanziari. Questo ha portato molte redazioni a riorganizzare i flussi di lavoro, riservando sempre più spazio alla supervisione umana, alla verifica delle fonti e all’analisi dei contenuti.</p>



<p>Le principali testate internazionali e le associazioni di categoria sottolineano che la figura del giornalista non viene sostituita dall’intelligenza artificiale, ma si evolve verso nuove competenze. Tra queste, la capacità di utilizzare strumenti di AI in modo critico, di verificare le informazioni generate automaticamente e di riconoscere eventuali errori o distorsioni nei contenuti prodotti dai modelli linguistici.</p>



<p>Un elemento centrale riguarda infatti il tema dell’affidabilità. Le istituzioni che si occupano di media e digitale, tra cui l’European Broadcasting Union e varie authority nazionali, hanno evidenziato come i sistemi di AI possano generare contenuti plausibili ma non sempre accurati. Per questo cresce l’importanza del fact-checking e della cosiddetta “AI literacy”, cioè la competenza nel comprendere come funzionano gli algoritmi e quali limiti presentano.</p>



<p>Anche la comunicazione istituzionale e aziendale sta cambiando rapidamente. Gli uffici stampa utilizzano sempre più spesso strumenti di intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati, monitorare la reputazione online e personalizzare i messaggi. Tuttavia, gli esperti del settore sottolineano che la strategia comunicativa resta una funzione umana, legata alla capacità di interpretare contesti sociali, culturali e politici.</p>



<p>Secondo diversi studi sul mercato del lavoro digitale, tra cui quelli pubblicati da centri di ricerca europei e organizzazioni economiche internazionali, le professioni della comunicazione richiederanno sempre più competenze ibride: capacità tecnologiche, competenze narrative, conoscenze etiche e giuridiche. In particolare, stanno emergendo nuove figure come AI content editor, data journalist e specialisti della verifica dei contenuti digitali.</p>



<p>Accanto alle opportunità, non mancano le criticità. Tra i rischi principali segnalati dagli analisti vi sono la diffusione di disinformazione generata automaticamente, la standardizzazione dei contenuti e la riduzione della creatività se l’uso dell’AI non viene accompagnato da un adeguato controllo umano.</p>



<p>In questo scenario, la direzione è tracciata: l’intelligenza artificiale non sostituisce la comunicazione, ma la ridisegna. E al centro di questa trasformazione restano le competenze umane, chiamate a integrarsi con le nuove tecnologie per garantire qualità, attendibilità e senso critico dell’informazione.</p>
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		<item>
		<title>Paestum Smart, tecnologia e tutela per il futuro dell’archeologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-smart-tecnologia-e-tutela-per-il-futuro-dellarcheologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[paestum smart]]></category>
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					<description><![CDATA[La tecnologia incontra la storia senza alterarne l’identità, ma anzi contribuendo a proteggerla e valorizzarla. È stato inaugurato “Paestum Smart”, il nuovo sistema integrato di videosorveglianza, digitalizzazione e servizi intelligenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La tecnologia incontra la storia senza alterarne l’identità, ma anzi contribuendo a proteggerla e valorizzarla. È stato inaugurato “Paestum Smart”, il nuovo sistema integrato di videosorveglianza, digitalizzazione e servizi intelligenti realizzato all’interno dei Parchi archeologici di Paestum e Velia.</p>



<p>Il progetto rappresenta un modello innovativo di gestione del patrimonio culturale, dove sicurezza, sostenibilità e qualità dell’esperienza di visita si fondono con il rispetto del paesaggio e dell’eredità archeologica. Un’infrastruttura tecnologica avanzata che si inserisce in modo discreto e armonioso in uno dei contesti storici più significativi del Mediterraneo.</p>



<p>Cuore dell’iniziativa sono le nuove telecamere intelligenti e i sistemi evoluti di monitoraggio, pensati per rafforzare la tutela dell’area archeologica e garantire maggiore sicurezza ai visitatori. Accanto alla rete digitale diffusa, il progetto introduce anche innovative “isole smart”, punti multifunzione destinati a offrire servizi, informazioni e supporto lungo il percorso di visita.</p>



<p>“Paestum Smart” punta così a trasformare il rapporto tra tecnologia e beni culturali, dimostrando come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto di conservazione e valorizzazione del patrimonio. Un approccio che guarda al futuro senza perdere il legame con la memoria dei luoghi.</p>



<p>Perché innovare, in contesti di straordinario valore storico e paesaggistico, significa anche prendersi cura del passato con strumenti nuovi, capaci di proteggerlo e accompagnarlo nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foreste sotto controllo con droni e satelliti: nasce nel Cilento il primo laboratorio forestale naturale d’Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/foreste-sotto-controllo-con-droni-e-satelliti-nasce-nel-cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ottati]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio forestale naturale]]></category>
		<category><![CDATA[silva lab]]></category>
		<category><![CDATA[starlink]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore del Cilento nasce il primo Laboratorio Forestale Naturale d’Italia: un progetto innovativo che punta a monitorare e valorizzare il patrimonio boschivo attraverso tecnologie digitali, droni e sistemi satellitari. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel cuore del Cilento nasce il primo Laboratorio Forestale Naturale d’Italia: un progetto innovativo che punta a monitorare e valorizzare il patrimonio boschivo attraverso tecnologie digitali, droni e sistemi satellitari. Il sito pilota è stato inaugurato a Ottati, nel Salernitano, con l’obiettivo di creare un modello avanzato di gestione sostenibile delle foreste e di tutela ambientale.</p>



<p>Il progetto, denominato “Silva Lab”, è frutto della collaborazione tra la Società Aerospaziale Mediterranea (SAM), la startup Earth Sensing, enti comunali e Regione Campania. Attraverso l’integrazione di dati provenienti da sensori digitali, piattaforme satellitari, droni e collegamenti Starlink, sarà possibile mappare il patrimonio forestale e verificarne costantemente lo stato di salute.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="573" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-1024x573.png" alt="" class="wp-image-246413" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-1024x573.png 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-300x168.png 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-768x430.png 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-1536x860.png 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tra gli obiettivi principali figurano la prevenzione degli incendi boschivi, la mitigazione del dissesto idrogeologico, il monitoraggio della biodiversità e la valutazione della capacità di assorbimento della CO2 da parte delle foreste.</p>



<p>«<em>La tecnologia, l’innovazione e la collaborazione tra imprese, istituzioni e territori diventano strumenti concreti di rilancio per le aree interne</em>», ha dichiarato Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania. «<em>Progetti come Silva Lab dimostrano come dai piccoli comuni possano nascere modelli avanzati di sviluppo sostenibile, capaci di creare opportunità, occupazione e nuova attrattività per i giovani e le comunità locali</em>».</p>



<p>A spiegare nel dettaglio il funzionamento del laboratorio è stato Luigi Iavarone, presidente della Società Aerospaziale Mediterranea: «<em>È il primo Laboratorio Forestale Naturale d’Italia dedicato alla gestione forestale sostenibile nel Cilento. Attraverso l’acquisizione e l’integrazione di dati da sensori digitali, satelliti e droni, sarà possibile ottenere una valutazione rigorosa della qualità e quantità della risorsa legno, oltre che dello stoccaggio di carbonio, della biodiversità e della difesa dai dissesti idrogeologici</em>».</p>



<p>La Campania, ha ricordato Iavarone, possiede una superficie forestale che copre oltre il 36% del territorio regionale, un patrimonio strategico sia dal punto di vista ambientale che economico. Non a caso il progetto non si fermerà al Cilento: sono già in programma altri sei laboratori nel Mezzogiorno, tra Campania, Basilicata e Calabria.</p>



<p>Nel progetto è coinvolta anche Earth Sensing, startup innovativa specializzata nell’uso dei dati satellitari applicati al patrimonio agroforestale. «<em>Il dato satellitare consente di ottenere informazioni preziose sulle specie arboree, sugli incendi boschivi e soprattutto sulla capacità di assorbimento del carbonio», ha spiegato Renato Aurigemma, consigliere della società. «L’obiettivo è sviluppare sistemi sempre più avanzati per la valutazione dei crediti di carbonio e per la gestione sostenibile delle foreste</em>».</p>



<p>Grande soddisfazione anche da parte della comunità locale. «<em>Ci aspettiamo da Silva Lab un impatto importantissimo sul nostro territorio e sull’intera area degli Alburni e del Parco Nazionale del Cilento</em>», ha sottolineato il sindaco di Ottati, Elio Guadagno. «<em>Dobbiamo investire nelle potenzialità della nostra montagna e creare nuove opportunità di lavoro per contrastare lo spopolamento e offrire prospettive concrete ai giovani</em>».</p>



<p>All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il presidente della Comunità Montana Alburni Vincenzo Rosolia, il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Giuseppe Coccurullo, il presidente Uncem Campania Vincenzo Luciano, la vicepresidente di Confindustria Salerno Lina Piccolo e il generale dei Carabinieri Forestali in congedo Angelo Marciano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Padula, la Certosa di San Lorenzo diventa palcoscenico di danza e innovazione con “L’Oltre” tra arte, memoria e digitale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padula-la-certosa-di-san-lorenzo-diventa-palcoscenico-di-danza-e-innovazione-con-loltre-tra-arte-memoria-e-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
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					<description><![CDATA[La Certosa di San Lorenzo di Padula torna a essere uno straordinario palcoscenico di arte e cultura con la rassegna “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Certosa di San Lorenzo di Padula torna a essere uno straordinario palcoscenico di arte e cultura con la rassegna “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un articolato progetto dedicato alla valorizzazione dei luoghi della cultura attraverso il linguaggio della danza contemporanea e le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali.<br />Nei giorni 25 e 26 luglio 2026, il complesso monumentale certosino ospiterà spettacoli di danza contemporanea e momenti di riflessione che mettono al centro il corpo come linguaggio universale e la memoria come esperienza condivisa.<br />Il progetto rappresenta un’occasione unica per ripensare il rapporto tra arti performative e patrimonio culturale, promuovendo una visione inclusiva, innovativa e partecipata dei luoghi della memoria.<br />L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Circuito Campano della Danza, si avvale del supporto del Comune di Padula.<br />Il progetto è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo, nell’ambito del programma del Ministero della Cultura per il sostegno alle attività di spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura.</p>



<p>𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗔𝗠𝗠𝗔</p>



<p>𝟮𝟱 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲<br />Certosa di San Lorenzo<br />ore 20.00 “La vie d’Artiste”, mostra fotografica a cura di Miki Matsuse van Hoecke</p>



<p>Refettorio<br />ore 20.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali – “Codice Infinito: La danza dei Monaci”, coreografia Claudio Malangone<br />ore 21.00 Artgarage – “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi</p>



<p>Atrio Loggia dei Priori<br />ore 21.30 Borderlinedanza – “Pèlerinage”, coreografia Micha van Hoecke<br />Ingresso gratuito</p>



<p>𝟮𝟲 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲<br />Certosa di San Lorenzo</p>



<p>Refettorio<br />ore 20.30 Artgarage – “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi</p>



<p>Atrio<br>ore 21.30 ARB Dance Company – “In to Reveal”, coreografia Francesco Annarumma<br>Ingresso gratuito</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Morigerati, la realtà aumentata entra nel museo etnografico: successo per la sperimentazione di XR TourGuide</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-la-realta-aumentata-entra-nel-museo-etnografico-successo-per-la-sperimentazione-di-xr-tourguide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[comunità montana bussento]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo etnografico]]></category>
		<category><![CDATA[xr guide tour]]></category>
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					<description><![CDATA[Tecnologia, cultura e territorio si incontrano al Museo Etnografico di Morigerati, dove si è svolta la sperimentazione di XR TourGuide, il nuovo sistema digitale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tecnologia, cultura e territorio si incontrano al Museo Etnografico di Morigerati, dove si è svolta la sperimentazione di <strong>XR TourGuide</strong>, il nuovo sistema digitale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa (XR). Un’esperienza immersiva e coinvolgente che ha conquistato visitatori e partecipanti, aprendo nuove prospettive per il turismo culturale del territorio.</p>



<p>L’evento, ospitato sabato 9 maggio nella sede del museo in Via Granatelli, ha permesso ai partecipanti di vivere un percorso innovativo attraverso dispositivi mobili e un’applicazione dedicata, capace di integrare contenuti digitali e realtà aumentata per raccontare luoghi, tradizioni e identità locali in modo interattivo.</p>



<p>L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo, il Museo Etnografico di Morigerati, l’Università degli Studi di Salerno (UNISA), la società Picaresque srl e il progetto europeo FUTURAL. XR TourGuide punta infatti a trasformare la visita culturale in un’esperienza dinamica, accessibile e immersiva, grazie all’incontro tra ricerca accademica e tecnologie innovative.</p>



<p>“Vivere il territorio attraverso la realtà aumentata significa offrire una nuova modalità di conoscenza e partecipazione”, è emerso nel corso dell’incontro che ha visto la presenza del sindaco di Morigerati Guido Florenzano, del professore dell’Università di Salerno e responsabile scientifico del progetto Vittorio Scarano, dell’archeologo e direttore del museo Gianluca Santangelo e del direttore di Picaresque srl e responsabile tecnologico del progetto Daniele Monaco. Presente anche la consigliera del Comune di Morigerati, Franca Bifano. </p>



<p>Particolarmente rilevante anche l’aspetto educativo dell’iniziativa. Le scuole potranno infatti contribuire alla creazione di percorsi e tour digitali dedicati a monumenti, luoghi storici e bellezze naturali del territorio, contenuti che saranno poi fruibili da turisti e visitatori attraverso l’applicazione.</p>



<p>Fondato nel 1976, il museo è dedicato alle fondatrici Modestina e Clorinda Florenzano, che con passione e impegno hanno contribuito a custodire e tramandare la cultura e le tradizioni della civiltà contadina locale. Allestito su due piani, ospita oltre 2000 oggetti della cultura rurale, suddivisi in diverse sezioni tematiche che raccontano la vita quotidiana di un tempo: dagli antichi mestieri agli strumenti agricoli, dagli ambienti domestici agli utensili artigianali.</p>



<p>Un patrimonio prezioso che continua a vivere attraverso iniziative culturali e progetti innovativi capaci di unire memoria, territorio e nuove tecnologie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lingue straniere e intelligenza artificiale: come le nuove app stanno cambiando il modo di imparare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lingue-straniere-e-intelligenza-artificiale-come-le-nuove-app-stanno-cambiando-il-modo-di-imparare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[babbel]]></category>
		<category><![CDATA[busuu]]></category>
		<category><![CDATA[duolingo]]></category>
		<category><![CDATA[lingue straniere]]></category>
		<category><![CDATA[rosetta stone]]></category>
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					<description><![CDATA[L’apprendimento delle lingue straniere sta vivendo una trasformazione profonda grazie all’intelligenza artificiale. Le tradizionali lezioni frontali e lo studio esclusivamente mnemonico stanno lasciando spazio a piattaforme digitali capaci di personalizzare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’apprendimento delle lingue straniere sta vivendo una trasformazione profonda grazie all’intelligenza artificiale. Le tradizionali lezioni frontali e lo studio esclusivamente mnemonico stanno lasciando spazio a piattaforme digitali capaci di personalizzare i percorsi di studio, adattarsi ai progressi dell’utente e simulare conversazioni reali.</p>



<p>Negli ultimi anni, applicazioni come <a href="https://www.duolingo.com?utm_source=chatgpt.com">Duolingo</a>, <a href="https://www.babbel.com?utm_source=chatgpt.com">Babbel</a>, <a href="https://www.rosettastone.com?utm_source=chatgpt.com">Rosetta Stone</a> e <a href="https://www.busuu.com?utm_source=chatgpt.com">Busuu</a> hanno integrato sistemi basati su intelligenza artificiale per rendere l’apprendimento più dinamico e interattivo. L’obiettivo è comune: ridurre le barriere linguistiche attraverso strumenti accessibili e sempre disponibili su smartphone e computer.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intelligenza artificiale come tutor personalizzato</h3>



<p>Uno degli aspetti più rilevanti di queste piattaforme è la capacità di adattarsi all’utente. Gli algoritmi analizzano errori, tempi di risposta e progressi, modulando esercizi e difficoltà in modo progressivo. Questo approccio, noto come “apprendimento adattivo”, consente di lavorare sulle lacune specifiche di ciascun studente.</p>



<p>Alcune piattaforme hanno introdotto chatbot conversazionali e simulazioni di dialogo, che permettono di esercitarsi in situazioni quotidiane come ordinare al ristorante, chiedere indicazioni o sostenere un colloquio di lavoro. L’uso dell’IA generativa ha ulteriormente ampliato queste possibilità, rendendo le conversazioni più fluide e realistiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo delle nuove tecnologie linguistiche</h3>



<p>La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale sviluppati anche da aziende come <a href="https://openai.com?utm_source=chatgpt.com">OpenAI</a> ha accelerato l’evoluzione del settore. I modelli linguistici avanzati sono oggi in grado di comprendere contesti complessi, correggere testi, suggerire alternative e spiegare regole grammaticali in modo immediato.</p>



<p>Questo ha portato molte applicazioni educative a integrare funzioni di assistenza in tempo reale, trasformando lo studio delle lingue in un’esperienza più interattiva rispetto ai metodi tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vantaggi: flessibilità e accessibilità</h3>



<p>Tra i principali vantaggi delle app linguistiche basate su IA vi è la flessibilità. Gli utenti possono studiare in qualsiasi momento della giornata, anche per pochi minuti, adattando l’apprendimento ai propri ritmi. Inoltre, la gamification — ovvero l’uso di meccaniche di gioco come punti, livelli e sfide — aumenta la motivazione e la costanza nello studio.</p>



<p>Un altro elemento chiave è l’accessibilità economica. Molte piattaforme offrono versioni gratuite o abbonamenti a basso costo, rendendo lo studio delle lingue più inclusivo rispetto ai corsi tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Limiti e ruolo dell’insegnante</h3>



<p>Nonostante i progressi tecnologici, gli esperti del settore educativo sottolineano che l’intelligenza artificiale non sostituisce completamente l’insegnamento umano. Le app possono supportare l’apprendimento, ma non sempre riescono a replicare la complessità dell’interazione reale, soprattutto nella produzione orale spontanea e nella comprensione delle sfumature culturali.</p>



<p>Inoltre, l’efficacia dello studio dipende ancora fortemente dalla motivazione personale e dalla costanza dell’utente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Università Federico II, nasce “#benesseredigitale UniNA”: app e open badge per promuovere disconnessione consapevole e studio senza distrazioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/universita-federico-ii-nasce-benesseredigitale-unina-app-e-open-badge-per-promuovere-disconnessione-consapevole-e-studio-senza-distrazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 13:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[app unina]]></category>
		<category><![CDATA[benessere unina]]></category>
		<category><![CDATA[unina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=245288</guid>

					<description><![CDATA[L’Università degli Studi di Napoli Federico II lancia&#160;#benesseredigitale UniNA, un progetto innovativo che promuove un uso più sano, consapevole ed equilibrato degli strumenti digitali tra gli studenti dell’Ateneo e non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Università degli Studi di Napoli Federico II lancia&nbsp;<strong>#benesseredigitale UniNA</strong>, un progetto innovativo che promuove un uso più sano, consapevole ed equilibrato degli strumenti digitali tra gli studenti dell’Ateneo e non solo.</p>



<p>L’iniziativa, presentata oggi presso l’<strong>Aula Magna Storica dell’Università Federico II,&nbsp;</strong>integra tecnologia, incentivazione concreta e certificazione delle competenze, con l’obiettivo di trasformare la disconnessione da semplice scelta individuale a pratica misurabile, motivante e riconosciuta.</p>



<p>Al centro del progetto c’è&nbsp;<strong>LockBox</strong>, l’app che consente di bloccare&nbsp;<strong>volontariamente&nbsp;</strong>le applicazioni che creano più distrazioni durante le sessioni di studio, aiutando gli studenti a ridurre le interruzioni e a migliorare concentrazione, rendimento e benessere psicologico. Ogni minuto trascorso offline genera una valuta virtuale interna,&nbsp;<strong>una moneta,&nbsp;</strong>&nbsp;che può essere convertita in premi reali messi a disposizione da partner convenzionati: libri, abbonamenti in palestra, biglietti per cinema ed eventi culturali, esperienze e viaggi.</p>



<p><strong>Un sistema semplice, misurabile e motivante</strong></p>



<p>Il funzionamento di LockBox si basa su tre passaggi essenziali: lo studente seleziona le applicazioni da bloccare, avvia una sessione di disconnessione e accumula monete in proporzione al tempo trascorso senza distrazioni.</p>



<p>Sono previste tre modalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hard Mode</strong>: zero distrazioni, solo chiamate e SMS — <strong>60 monete all’ora</strong></li>



<li><strong>Music Mode</strong>: possibilità di ascoltare musica durante lo studio — <strong>50 monete all’ora</strong></li>



<li><strong>Easy Mode</strong>: personalizzazione totale delle app da bloccare — <strong>5 monete all’ora</strong></li>
</ul>



<p><strong>Un riconoscimento formale per una competenza trasversale</strong></p>



<p>Raggiunta la soglia di&nbsp;<strong>1.500 monete</strong>, pari a circa&nbsp;<strong>25 ore complessive di disconnessione</strong>, lo studente potrà richiedere l’<strong>Open Badge “Benessere Digitale”</strong>, rilasciato dalla piattaforma&nbsp;<strong>Bestr</strong>. Si tratta di una certificazione digitale verificabile e condivisibile, pensata per attestare un set di competenze trasversali sempre più rilevanti anche nel mondo del lavoro: autodisciplina, concentrazione, gestione del tempo, uso consapevole della tecnologia e costruzione di abitudini sostenibili.</p>



<p>Il badge potrà essere inserito nel curriculum vitae e nei profili professionali online (ad esempio su LinkedIn), rappresentando un riconoscimento concreto dell’impegno dedicato al proprio equilibrio digitale e alla qualità del proprio percorso formativo.</p>



<p><strong>Un linguaggio diretto, vicino agli studenti</strong></p>



<p>Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è il tono scelto per la comunicazione: giovane, diretto, concreto, lontano dal registro istituzionale tradizionale.</p>



<p>Il destinatario primario del progetto è la popolazione studentesca dell’Università Federico II.</p>



<p><em>«La Federico II ha sempre creduto nella tecnologia come leva di crescita intellettuale e umana-&nbsp;</em>spiega Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II &#8211;&nbsp;<em>Con il progetto #BenessereDigitale facciamo un passo ulteriore: non ci limitiamo a fornire strumenti digitali ai nostri studenti, ma li accompagniamo a usarli con consapevolezza. Un&#8217;app e un badge non sono un limite alla connessione — sono un atto di fiducia nella capacità dei nostri ragazzi di scegliere quando connettersi e quando, invece, dedicarsi allo studio profondo, alla riflessione, alla vita reale del campus. La vera competenza digitale del futuro non è saper stare sempre online, ma saper decidere quando è il momento di staccare. Questo è ciò che un grande ateneo deve insegnare.»</em></p>



<p><em>&#8220;Questo progetto –&nbsp;</em>commenta<strong>Angela Zampella, Prorettrice dell’Università degli studi di Napoli Federico II</strong>&#8211;&nbsp;<em>&nbsp;presenta un elemento distintivo che va oltre la semplice applicazione: al termine di un percorso certificato e riconosciuto, che prevede complessivamente 25 ore di disconnessione dagli smartphone, viene rilasciato un certificato digitale di competenze, l’“open badge”. Si tratta di un riconoscimento che entra a far parte del curriculum dello studente e che può essere valorizzato anche nel mondo del lavoro, attestando l’acquisizione consapevole di competenze legate alla conoscenza, dall’interno, dei benefici e dei rischi delle tecnologie digitali. Non è dunque un semplice attestato di partecipazione, ma una vera e propria certificazione di microcredenziali, in linea con le direttive europee, riconosciuta nel sistema italiano proprio nella forma dell’open badge”.</em></p>
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		<title>A Morigerati la sperimentazione di &#8220;XR TourGuide&#8221;, il museo etnografico diventa immersivo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-morigerati-la-sperimentazione-di-xr-tourguide-il-museo-etnografico-diventa-immersivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[comunità montana bussento]]></category>
		<category><![CDATA[guido florenzano]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo etnografico morigerati]]></category>
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					<description><![CDATA[ Il Museo Etnografico di Morigerati si prepara ad accogliere la sperimentazione di XR TourGuide, una nuova applicazione mobile dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa [...]]]></description>
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<p> Il Museo Etnografico di Morigerati si prepara ad accogliere la sperimentazione di XR TourGuide, una nuova applicazione mobile dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa (XR).</p>



<p>L’evento si terrà sabato 9 maggio 2026 dalle ore 11:00 alle 13:00 presso la sede del museo in Via Granatelli e rappresenta un’iniziativa congiunta della Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo, del Museo Etnografico di Morigerati, dell’Università degli Studi di Salerno (UNISA), della società Picaresque srl e del progetto europeo FUTURAL.</p>



<p>XR TourGuide è un sistema digitale innovativo che integra ricerca accademica e tecnologie immersive, tra cui la realtà aumentata, con l’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza interattiva e coinvolgente nei luoghi della cultura.</p>



<p>Il programma prevede alle 11:00 l’inizio della visita guidata sperimentale, mentre alle 13:00 è prevista la conclusione dell’iniziativa. Interverranno il sindaco di Morigerati Guido Florenzano, il segretario della Comunità Montana Pietro D’Angelo, il professore dell’Università di Salerno e responsabile scientifico del progetto Vittorio Scarano, l’archeologo e direttore del museo Gianluca Santangelo, e il direttore di Picaresque srl e responsabile tecnologico del progetto Daniele Monaco.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di innovazione digitale applicata ai beni culturali, con l’obiettivo di rendere la fruizione museale sempre più accessibile e immersiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-244968" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-724x1024.jpeg 724w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-212x300.jpeg 212w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-768x1086.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Intelligenza artificiale e giornalismo: a Teggiano il confronto su verità e responsabilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intelligenza-artificiale-e-giornalismo-a-teggiano-il-confronto-su-verita-e-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:12:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.00, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro dal titolo “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e [...]]]></description>
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<p class="p1">Si terrà martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.00, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro dal titolo “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale”, un appuntamento dedicato al mondo della comunicazione e del giornalismo, oggi chiamato a confrontarsi con le profonde trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie.</p>



<p class="p1">L’iniziativa, patrocinata dalla Conferenza Episcopale Campana, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dall’UCSI Campania e dall’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, si propone come un momento di riflessione e confronto rivolto in particolare a giornalisti, operatori della comunicazione ed educatori.</p>



<p class="p1">In un contesto segnato dall’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione e diffusione delle notizie, emergono interrogativi cruciali sul ruolo dell’informazione: dalla verifica delle fonti alla responsabilità deontologica, fino alla tutela della verità e alla necessità di preservare la dimensione umana della comunicazione. Temi che rendono urgente una riflessione condivisa su criteri e valori capaci di orientare il lavoro giornalistico nel tempo presente.</p>



<p class="p1">All’incontro prenderanno parte Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, e Raffaele Buscemi, giornalista e professore di comunicazione istituzionale presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.</p>



<p class="p1">L’iniziativa si configura come uno spazio di dialogo aperto tra Chiesa e mondo dell’informazione, con l’obiettivo di individuare percorsi comuni per una comunicazione più consapevole, trasparente e responsabile, capace di mettere al centro la persona e il bene collettivo.</p>



<p class="p1">Un’occasione, dunque, per interrogarsi non solo sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, ma anche sui rischi e sulle responsabilità che essa comporta, nella consapevolezza che custodire “voci e volti umani” significa, oggi più che mai, difendere la qualità e l’autenticità dell’informazione.</p>
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		<title>Musica e Intelligenza Artificiale: al Senato il 30 aprile confronto su diritti e creatività</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-e-intelligenza-artificiale-al-senato-il-30-aprile-confronto-su-diritti-e-creativita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si terrà il prossimo&nbsp;<strong>30 aprile, dalle ore 09:00 alle ore 13:00</strong>, presso la&nbsp;<strong>Sala ISMA del Senato della Repubblica</strong>, il convegno&nbsp;<em>“Musica e Intelligenza Artificiale: Diritti, Creatività e Futuro dell’Industria”</em>, promosso su iniziativa del Senatore&nbsp;<strong>Antonio Trevisi</strong>.</p>



<p>L’incontro, ideato e moderato da&nbsp;<strong>Claudio David</strong>, nasce con l’obiettivo di riunire alcuni dei principali attori dell’industria musicale per analizzare le trasformazioni in atto e delineare un quadro chiaro delle sfide e delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.</p>



<p>In un momento storico in cui le tecnologie generative stanno ridefinendo i confini della creatività e della produzione musicale, il convegno rappresenta un’occasione di confronto tra esperti, giuristi, artisti e operatori del settore.</p>



<p>Tra i relatori già confermati:</p>



<p>Lorenzo Brusci CEO di Musi-Co (IA e innovazione tecnologica)</p>



<p>Avv. Leopoldo Lombardi (già Presidente AFI – esperto di diritto d’autore)</p>



<p>Alessandro De Vito (autore musicale)</p>



<p>Prof. Pietro Diolordi (producer e docente)</p>



<p>Paolo Vita (Presidente Lazio Sound)</p>



<p>Alberto Giocondo (Sony Music)</p>



<p>Davide D’Atri (A.D. Soundreef)</p>



<p>Marco Zanoni (musicista, docente di conservatorio, influencer e Logic Pro expert)</p>



<p>Ferdinando Manenti (esperto di diritto delle nuove tecnologie – ALT Srl)</p>



<p>Maria Totaro (discografica e manager – MMline Production Records)</p>



<p>Marcello Cirillo (cantante, musicista, autore, direttore artistico)</p>



<p>Gabriella Costanza (docente di musica, direttore piccolo coro Kol Rinà, coordinamento Galassia dell’Antoniano)</p>



<p>Federico Podavini (imprenditore tech, esperto in IP e blockchain)</p>



<p>Tiziana Pompili (attrice)</p>



<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>



<p>Il programma della mattinata si articolerà in tre panel tematici:</p>



<p><strong>PANEL 1 | L’intelligenza artificiale e la creazione musicale</strong><br>L’AI può essere considerata un autore? Analisi su cataloghi, deepfake vocali e nuovi strumenti creativi.</p>



<p><strong>PANEL 2 | Diritti, collecting e compensi nell’era dell’AI</strong><br>Chi remunera gli artisti? Gestione delle royalties nei dataset di addestramento e ruolo delle collecting.</p>



<p><strong>PANEL 3 | Il futuro del lavoro musicale: il musicista nel 2030</strong><br>Evoluzione del ruolo delle etichette, streaming, nuovi modelli di business e opportunità per i talenti emergenti.</p>



<p>L’evento si propone come un momento di riflessione strategica su uno dei temi più urgenti per il futuro dell’industria culturale e creativa.</p>
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		<item>
		<title>Pompei, quando l’intelligenza artificiale restituisce voce al passato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pompei-quando-lintelligenza-artificiale-restituisce-voce-al-passato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
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<p class="p1">Pompei continua a parlare. E lo fa oggi con un linguaggio nuovo, che unisce rigore scientifico e tecnologie d’avanguardia. A quasi duemila anni dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., le testimonianze di Plinio il Giovane tornano al centro della narrazione grazie a una ricostruzione digitale realizzata con strumenti di intelligenza artificiale. Lo riporta l’Ansa. </p>



<p class="p1">Il progetto, sviluppato dal Parco archeologico di Pompei in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, rappresenta un punto di svolta nella ricerca storica: per la prima volta, le fonti letterarie antiche vengono integrate con dati archeologici e algoritmi avanzati per restituire un’immagine più concreta e umana degli ultimi momenti della città.</p>



<p class="p1">Al centro della ricostruzione c’è la figura di un uomo morto durante l’eruzione, i cui resti sono stati rinvenuti nella necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell’antica città. Accanto al corpo, gli archeologi hanno trovato un mortaio di terracotta, probabilmente utilizzato come rudimentale protezione contro la pioggia di lapilli e frammenti vulcanici.</p>



<p class="p1">Un gesto disperato, che trova riscontro diretto nelle lettere di Plinio il Giovane, testimone oculare della catastrofe. Nei suoi racconti, infatti, descrive uomini e donne in fuga che si legavano cuscini o oggetti alla testa nel tentativo di difendersi dalla furia del vulcano. Un dettaglio che, oggi, grazie all’intelligenza artificiale, prende forma visiva e narrativa, colmando il divario tra parola scritta e realtà vissuta.</p>



<p class="p1">Il ritrovamento riguarda anche un secondo individuo, anch’egli in fuga verso la costa, a conferma di un esodo caotico e drammatico. La ricostruzione digitale consente di ipotizzare non solo la posizione dei corpi e le dinamiche della morte, ma anche le condizioni ambientali di quei momenti: il buio improvviso, l’aria irrespirabile, il rumore incessante delle esplosioni.</p>



<p class="p1">“Pompei è forse il luogo più prestigioso al mondo per la ricerca archeologica”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando come ogni nuova scoperta contribuisca a illuminare la vita quotidiana dell’antichità. “Le metodologie innovative, utilizzate con rigore, possono regalarci nuove prospettive storiche”.</p>



<p class="p1">È proprio questo il valore dell’operazione: non una semplice spettacolarizzazione del passato, ma un approfondimento scientifico che amplia le possibilità interpretative. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento di conoscenza, capace di intrecciare dati materiali e testimonianze storiche in un racconto coerente e coinvolgente.</p>



<p class="p1">Pompei, da sempre simbolo di memoria cristallizzata nel tempo, si conferma dunque anche laboratorio del futuro. Un luogo dove archeologia e tecnologia si incontrano per restituire dignità e voce a chi, in quel lontano 79 d.C., cercò fino all’ultimo di salvarsi. Anche con un semplice mortaio stretto tra le mani.</p>
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		<item>
		<title>Biennale Arte 2026: una medusa olografica tra gli affreschi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/biennale-arte-2026-una-medusa-olografica-tra-gli-affreschi-dellex-chiesa-dei-santi-cosma-e-damiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[biennale arte]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa santi cosma e damiano]]></category>
		<category><![CDATA[medusa olografica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la sua prima grande mostra istituzionale alla Fabbrica del Vapore di Milano,&#160;Artificial Beauty&#160;(a cura di Alisia Viola e Sandie Zanini),&#160;Andrea Crespi&#160;&#8211; ambassador di One Ocean Foundation &#8211;&#160;arriva a Venezia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la sua prima grande mostra istituzionale alla Fabbrica del Vapore di Milano,&nbsp;<em>Artificial Beauty&nbsp;</em>(a cura di Alisia Viola e Sandie Zanini),&nbsp;<strong>Andrea Crespi&nbsp;</strong>&#8211; ambassador di One Ocean Foundation &#8211;<strong>&nbsp;arriva a Venezia in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale, con&nbsp;<em>Thetis</em>, opera olografica site specific e inedita</strong>, all’interno del progetto espositivo&nbsp;<em>As Above, So Below</em>&nbsp;presso l’ex&nbsp;<strong>Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca</strong>, oggi sede di Fabbrica H3.</p>



<p><strong>Unico artista italiano selezionato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19</strong>, con&nbsp;<em>Thetis</em>&nbsp;Crespi prosegue la sua&nbsp;<strong>indagine sulle forme del classico, della mitologia e dell’universalità</strong>&nbsp;archetipica, sperimentando l’arte digitale mediante&nbsp;<strong>un’opera olografica in omaggio alla ninfa Teti</strong>, figura simbolica e primordiale, incarnazione delle profondità marine e della dimensione invisibile del vivente. L’essere marino diventa un organismo portatore di memoria ancestrale e di una dimensione mitica sospesa tra natura e immaterialità: un&nbsp;<strong>ecosistema di memoria che custodisce le origini della vita e il futuro del pianeta.</strong>&nbsp;Tra scienza e mito, la figura di Teti emerge come una coscienza liquida: non rappresenta il mare, ma ne incarna la dimensione invisibile, profonda e primordiale.&nbsp;</p>



<p><strong><em>Thetis</em>&nbsp;si inserisce all’interno di&nbsp;<em>As Above, So Below</em>, progetto promosso da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19 e riconosciuto come Evento Collaterale della 61. Biennale di Venezia</strong>, in programma dal 9 maggio all’8 giugno 2026 proprio negli spazi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.&nbsp;<strong>Curata da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene</strong>, la mostra riunisce sette artisti e collettivi internazionali oltre ad Andrea Crespi — Marshmallow Laser Feast, Yoko Shimizu, Antoine Bertin, Almagul Menlibayeva con Suad Gara, Elnara Nasirli e Orkhan Mammadov — chiamati a confrontarsi con l’oceano come sistema vivente, archivio di memoria profonda e spazio di interdipendenza tra umano e più-che-umano. Muovendosi tra installazione, suono, intelligenza artificiale e ambienti immersivi, la mostra costruisce una piattaforma transdisciplinare che intreccia arte, scienza e tecnologia, trasformando lo spazio architettonico in un luogo di risonanza e ascolto.</p>



<p><em>La collaborazione tra Andrea Crespi e One Ocean Foundation si inserisce in un percorso già avviato, che include il progetto Blockchain for the Ocean, prima iniziativa crypto della fondazione dedicata alla tutela degli ecosistemi marini, in cui arte e tecnologia diventano strumenti di impatto ambientale. “Thetis, l&#8217;opera di Andrea Crespi selezionata per la nostra mostra As Above So Below” spiega Jan Pachner, Segretario Generale One Ocean Foundation, “incarna perfettamente lo spirito di One Ocean Foundation: attivare nuove forme di consapevolezza attraverso l&#8217;unione di arte, scienza e tecnologia. ll nostro rapporto con Crespi è nato grazie al progetto Blockchain for the Ocean, ed è parte di un percorso condiviso che unisce arte contemporanea e impegno ambientale al fine di sensibilizzare sulla complessità e la fragilità degli ecosistemi marini”.</em></p>



<p><em>&#8220;Per As Above, So Below, evento collaterale di La Biennale di Venezia Arte 2026” dichiarano i promotori di ZEITGEIST19, “abbiamo invitato Andrea Crespi, tra gli artisti partecipanti, a sviluppare un&#8217;opera site-specific che esplora la materialità digitale e le soglie percettive. La sua pratica si colloca nello spazio tra organico e sintetico, dove i sistemi naturali vengono reimmaginati attraverso un linguaggio tecnologico. In Thetis, Crespi evoca un&#8217;intelligenza marina primordiale, utilizzando la medusa come metafora della memoria evolutiva e della persistenza della vita attraverso il tempo profondo, a sintesi del nostro concetto di interconnessione&#8221;.</em></p>



<p><em>As Above, So Below&nbsp;</em>è riconosciuto come&nbsp;<strong>UN Ocean Decade Action&nbsp;</strong>e fa parte dell’<strong>UNESCO Blue Thread</strong>, inserendosi in una rete internazionale di iniziative dedicate alla protezione degli ecosistemi marini. Attraverso un approccio congiunto, poetico e scientifico,&nbsp;<em>As Above, So Below&nbsp;</em>affronta l’instabilità ecologica non come un’emergenza astratta, ma come una condizione vissuta di interdipendenza. Invita il pubblico a riconsiderare i fondamenti della vita, ciò che viene dato per scontato e ciò che rischia di andare perduto. L’Evento Collaterale&nbsp;<em>As Above, So Below</em>&nbsp;inaugurerà&nbsp;<strong>sabato 9 maggio 2026</strong>&nbsp;e si evolverà in una piattaforma viva di conversazioni accanto alle opere in mostra. Concepite come uno spazio attivo di scambio, la mostra e le sue articolazioni si estendono oltre la presentazione in un processo continuo di riflessione e coinvolgimento. Saranno accompagnate da un programma pubblico di talk curati con artisti internazionali, scienziati marini, ricercatori e studiosi. Questi incontri offriranno ulteriori prospettive su biodiversità, sostenibilità e relazione tra cultura e sistemi naturali. La mostra si concluderà l<strong>’8 giugno 2026</strong>, in concomitanza con la&nbsp;<strong>Giornata Mondiale degli Oceani</strong>, rafforzando il legame tra visione curatoriale e impegno ambientale globale.</p>



<p><strong>Vernissage, 8 maggio dalle 10.00 alle 18.00 Orari apertura mostra:&nbsp;</strong>dal 9 maggio<strong>,&nbsp;</strong>10:00-18:00&nbsp;<strong>Location</strong>: Fabbrica H3, ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Isola della Giudecca, Venezia. Commissionato e organizzato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19. A cura di Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene. Web:&nbsp;<a href="http://1ocean.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">1ocean.org</a>&nbsp;|&nbsp;<a href="https://newsletter.hf4.it/l/V7xpGquQ24jV1wM3Wr3z4A/ifoXiGpV11K5oyGcqEW8Ew/Nf4Xmgz4EUxfoZpog1TjhQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">zeitgeist19.com</a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href="https://newsletter.hf4.it/l/V7xpGquQ24jV1wM3Wr3z4A/HzmAKWOAfyeUqbwn2WjVCg/Nf4Xmgz4EUxfoZpog1TjhQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asabovesobelow.space</a>&nbsp;&nbsp; As Above, So Below Podcast&nbsp;<a href="https://newsletter.hf4.it/l/V7xpGquQ24jV1wM3Wr3z4A/ZHDKFXlUPCsysjb74uYtWA/Nf4Xmgz4EUxfoZpog1TjhQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.zeitgeist19.com/podcast</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Unisa, visione in azione: il network degli innovatori progetta il domani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/unisa-visione-in-azione-il-network-degli-innovatori-progetta-il-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[network innovatori]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli innovatori dell’Università degli Studi di Salerno&#160;si incontrano in vista degli&#160;Innovation Days&#160;in programma nel mese di giugno 2026: il più importante evento dedicato al trasferimento tecnologico in settori strategici per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli innovatori dell’<strong>Università degli Studi di Salerno&nbsp;</strong>si incontrano in vista degli&nbsp;<strong>Innovation Days</strong>&nbsp;in programma nel mese di giugno 2026: il più importante evento dedicato al trasferimento tecnologico in settori strategici per l’Italia, promosso dall’Ateneo, che ospiterà prestigiosi player internazionali dell’industria, dell’audiovisivo, dell’hi-tech e dell’economia in Italia.&nbsp;</p>



<p>Si è svolto il primo incontro di avvicinamento agli Innovation Days, che ha riunito la&nbsp;<strong>comunità scientifica salernitana</strong>: insieme le&nbsp;<strong>start-up, gli spin-off e gli inventori Unisa</strong>, espressione dell’ecosistema della conoscenza fondata sulla ricerca scientifica.</p>



<p>«<em>L’innovazione è la leva strategica su cui si fonda la competizione internazionale</em>&nbsp;–&nbsp;<strong>sottolinea il Rettore Virgilio D’Antonio</strong>&nbsp;<em>– L’obiettivo dell’Università di Salerno è mettere a sistema tutti i gruppi di ricerca di ateneo e favorire il trasferimento tecnologico con un impatto positivo sulla società civile e sullo sviluppo territoriale. Negli ultimi mesi abbiamo avviato un’azione sinergica di scouting e monitoraggio interno per scoprire le grandi innovazioni, i brevetti e anche le esperienze di imprenditorialità accademica finora poco valorizzate. Abbiamo un patrimonio d’eccellenza, con gruppi di ricerca riconosciuti in ambito internazionale, presenti nei più prestigiosi ranking universitari mondiale: la nostra mission è valorizzarli e creare connessioni con il tessuto produttivo locale, con un impatto sull’evoluzione sociale. Le nostre infrastrutture, i nostri laboratori non devono essere più intesi come spazi chiusi, ma come beni pubblici accessibili</em>».</p>



<p>Alla&nbsp;<strong>community di innovator</strong>&nbsp;è stata sottoposta anche una&nbsp;<strong>scheda di presentazione</strong>&nbsp;della mission aziendale, identità, mercato di riferimento, soluzioni innovative, proprietà intellettuale e applicazioni sviluppate da spin-off, start-up e brevetti universitari da sottoporre alle aziende in occasione degli Innovation Days. Predisposti anche quesiti tesi a rilevare le necessità e le esigenze dei diversi gruppi di ricerca, intensificando il dialogo interdisciplinare.</p>



<p>L’Università si propone, così, come&nbsp;<strong>officina dei talenti</strong>, che intende valorizzare i&nbsp;<strong>progetti di imprenditorialità accademica</strong>, oltre a&nbsp;<strong>formare i giovani all’innovazione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>incubando start-up.</strong></p>



<p>«<em>Unisa possiede una ricchezza sorprendente di idee creative che la Terza Missione intende potenziare. Oltre alla divulgazione scientifica, attraverso il trasferimento tecnologico&nbsp;</em><em>valorizziamo la proprietà industriale e intellettuale e l&#8217;imprenditorialità accademica, con imprese spin-off accreditate e brevetti depositati dall’ateneo –</em><strong>&nbsp;afferma il Professore Orlando Triosi, delegato alla Terza Missione Unisa &#8211;</strong><em>&nbsp;Ci prepariamo agli Innovation Days con attività di formazione per promuovere la cultura dell’innovazione e consolidare il nostro network. L’Università di Salerno è coinvolta non solo&nbsp;</em><em>in attività di&nbsp;</em><em>scouting di imprese innovative, ma anche di mentorship e supporto nella pianificazione e sviluppo di progetti di impesa, dalla valutazione dell’impatto sui mercati all’elaborazione della strategia aziendale e di prospettive di crescita. Desideriamo offrire non solo alta formazione d’eccellenza, ma gli strumenti e le occasioni per sviluppare idee embrionali e tradurle in realtà imprenditoriali di successo. L’<strong>Innovation Community&nbsp;</strong>di Ateneo diventa un&nbsp;<strong>concreto laboratorio di impresa</strong>, con la creazione di gruppi di co-working e challange avanzate per dare spazio alle idee e valorizzare i nostri talenti, migliorando il rapporto con le imprese leader. La forza del nostro Ateneo è la multidisciplinarietà</em>».&nbsp;</p>
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		<title>TikTok e cultura: come i social stanno cambiando la divulgazione storica e scientifica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tiktok-e-cultura-come-i-social-stanno-cambiando-la-divulgazione-storica-e-scientifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[tik tok]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni TikTok si è affermato non solo come piattaforma di intrattenimento, ma anche come spazio di divulgazione culturale e scientifica. Il numero di creator che si dedicano a [...]]]></description>
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<p>Negli ultimi anni TikTok si è affermato non solo come piattaforma di intrattenimento, ma anche come spazio di divulgazione culturale e scientifica. Il numero di creator che si dedicano a contenuti educativi è in costante crescita: storici, insegnanti, scienziati e divulgatori utilizzano il linguaggio dei video brevi per raccontare concetti complessi in pochi secondi o minuti, adattandosi alle dinamiche tipiche dei social.</p>



<p>Secondo le analisi della stessa piattaforma, TikTok viene sempre più utilizzato anche per attività di scoperta e apprendimento, con contenuti legati a cultura, musei e divulgazione che raggiungono un pubblico ampio e variegato. Hashtag tematici e format come spiegazioni rapide, curiosità e mini-lezioni hanno contribuito alla diffusione di una nuova forma di “micro-divulgazione”.</p>



<p>Il successo dei creator culturali si basa su un linguaggio semplice, visivo e immediato. Storia, arte e scienza vengono spesso ridotte a pillole informative, accompagnate da immagini, narrazione veloce e montaggio dinamico. Questo formato consente di raggiungere utenti che difficilmente si avvicinerebbero a contenuti più lunghi o accademici, ampliando così la platea della divulgazione.</p>



<p>Tuttavia, questa trasformazione porta con sé anche alcune criticità. La necessità di catturare l’attenzione in pochi secondi può favorire la semplificazione eccessiva dei contenuti, con il rischio di perdere parte della complessità dei temi trattati. Alcuni osservatori evidenziano come gli algoritmi delle piattaforme tendano a premiare contenuti brevi e altamente coinvolgenti, influenzando anche le modalità stesse della narrazione culturale.</p>



<p>Accanto ai rischi, emergono però anche importanti opportunità. La divulgazione sui social ha reso più accessibili temi storici e scientifici a pubblici molto giovani, contribuendo a diffondere curiosità e interesse. Studi recenti sulla comunicazione scientifica online mostrano infatti che piattaforme come TikTok possono favorire una maggiore inclusione nella fruizione dei contenuti, soprattutto tra gli utenti più giovani.</p>



<p>Un altro aspetto rilevante riguarda l’influenza sull’apprendimento. Molti studenti entrano in contatto con argomenti culturali e scientifici proprio attraverso i social, che diventano una prima porta di accesso alla conoscenza. Questo non sostituisce i canali educativi tradizionali, ma li affianca, creando un ecosistema ibrido tra scuola, informazione e intrattenimento.</p>
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		<title>Oltre 200 libri pubblicati al giorno in Italia ma meno di 4 italiani su 10 leggono</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oltre-200-libri-pubblicati-al-giorno-in-italia-ma-meno-di-4-italiani-su-10-leggono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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<p>Il settore editoriale italiano e internazionale mostra da anni una caratteristica costante: si pubblicano moltissimi libri, ma non tutti vengono letti. In Italia, secondo i dati ISTAT, circa il <strong>39,3% della popolazione di 6 anni e più</strong> ha letto almeno un libro in un anno, una quota che negli ultimi anni oscilla attorno al 40% con leggere variazioni. Una parte di questi lettori è inoltre “forte”, cioè legge almeno 12 libri l’anno, ma rappresenta una minoranza del totale.</p>



<p>Sul piano globale, il numero di persone che leggono almeno un libro all’anno varia molto tra Paesi, con percentuali più alte in aree come Stati Uniti ed Europa settentrionale, e più basse in altre regioni. Tuttavia, il dato complessivo conferma una tendenza: la lettura resta un’abitudine diffusa ma non universale, con forti differenze legate a età, istruzione e contesto sociale.</p>



<p>Molto più imponente è invece il lato dell’offerta. In Italia, già prima della pandemia, si stimava una produzione media di circa <strong>237 libri al giorno</strong>, pari a decine di migliaia di titoli all’anno. A livello mondiale, il numero di pubblicazioni è ancora più elevato, considerando editoria tradizionale, digitale e autopubblicazione, che negli ultimi anni ha ampliato ulteriormente il volume complessivo.</p>



<p>Questo squilibrio tra produzione e consumo è uno degli elementi chiave del mercato editoriale contemporaneo: da un lato un’offerta in costante espansione, dall’altro una platea di lettori che cresce più lentamente e che tende a concentrare la propria attenzione su pochi titoli.</p>



<p>Anche le modalità di lettura stanno cambiando. Secondo le rilevazioni ISTAT più recenti, una parte crescente dei lettori utilizza formati digitali e audiolibri, mentre la maggioranza continua a preferire il libro cartaceo. Questo contribuisce a diversificare i comportamenti, senza però modificare in modo radicale la percentuale complessiva di lettori.</p>



<p>Il risultato è un ecosistema editoriale sempre più ampio e frammentato: si pubblica molto, si legge in modo selettivo e il consumo culturale si concentra su una quota relativamente stabile della popolazione. </p>
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		<title>Libri digitali e audiolibri: la lettura nel 2026 tra e-reader e app</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/libri-digitali-e-audiolibri-la-lettura-nel-2026-tra-e-reader-e-app/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[audiolibri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 il settore della lettura digitale si conferma in crescita, trainato soprattutto dall’espansione degli audiolibri e dalle piattaforme di e-book. Un cambiamento che non sostituisce il libro cartaceo, ma [...]]]></description>
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<p>Nel 2026 il settore della lettura digitale si conferma in crescita, trainato soprattutto dall’espansione degli audiolibri e dalle piattaforme di e-book. Un cambiamento che non sostituisce il libro cartaceo, ma lo affianca, creando un ecosistema sempre più ibrido tra carta, schermo e audio.</p>



<p>Le principali piattaforme internazionali, tra cui servizi di e-reader come Amazon Kindle e applicazioni audio come Audible, hanno contribuito a rendere la lettura più flessibile, adattandola ai ritmi quotidiani. La possibilità di ascoltare un libro durante gli spostamenti o le attività domestiche ha ampliato in modo significativo il pubblico dei lettori, includendo anche chi ha meno tempo per la lettura tradizionale.</p>



<p>Parallelamente, i libri digitali su e-reader e app dedicate hanno consolidato la loro presenza, grazie a funzioni come la regolazione del carattere, la sincronizzazione tra dispositivi e l’accesso immediato a cataloghi molto ampi. Questo ha reso la lettura più accessibile anche a persone con difficoltà visive o con esigenze specifiche di fruizione.</p>



<p>Il libro cartaceo, tuttavia, mantiene un ruolo centrale. Molti lettori continuano a preferirlo per ragioni legate all’esperienza sensoriale, alla concentrazione e al valore simbolico dell’oggetto fisico. Il confronto tra formato digitale e formato tradizionale non è quindi una sostituzione, ma una coesistenza che riflette stili di vita differenti.</p>



<p>Un elemento chiave di questa trasformazione è l’accessibilità. Gli audiolibri, in particolare, hanno aperto nuove possibilità per chi ha difficoltà di lettura o disabilità visive, ma anche per un pubblico più ampio che utilizza contenuti audio in contesti quotidiani. Le app e le piattaforme hanno inoltre introdotto sistemi di raccomandazione personalizzata che influenzano la scoperta dei titoli.</p>



<p>Secondo gli operatori del settore editoriale, la tendenza principale è quella di un’integrazione sempre più forte tra formati diversi: lo stesso titolo può essere letto, ascoltato o consultato in digitale, a seconda delle esigenze dell’utente.</p>



<p>In questo scenario, la lettura nel 2026 si presenta sempre più come un’esperienza multipiattaforma, in cui tecnologia e cultura si intrecciano senza eliminare le forme tradizionali, ma ampliandone le possibilità di fruizione.</p>
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