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	<title>Cultura Tech | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Jun 2026 13:51:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dieci lavori che nasceranno grazie all’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dieci-lavori-che-nasceranno-grazie-allintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio. Per anni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio.</strong></p>



<p>Per anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato soprattutto sui posti di lavoro destinati a sparire. Impiegati amministrativi, addetti all’inserimento dati, operatori di back office e molte attività ripetitive sono ormai considerate tra le più esposte all’automazione.</p>



<p>Ma la rivoluzione dell’AI non riguarda soltanto ciò che verrà sostituito. Riguarda soprattutto ciò che nascerà.</p>



<p>Secondo il <em>Future of Jobs Report 2025</em> del World Economic Forum, entro il 2030 la trasformazione tecnologica potrebbe generare circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale, a fronte di 92 milioni di ruoli destinati a scomparire, con un saldo positivo di 78 milioni di occupazioni. Tra i profili in maggiore crescita figurano specialisti dell’intelligenza artificiale, esperti di dati e professionisti della sicurezza informatica. </p>



<p>La vera novità è che molti dei lavori emergenti non esistevano fino a pochi anni fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Allenatore di intelligenze artificiali</h2>



<p>I modelli generativi devono essere addestrati, corretti e migliorati continuamente. Per questo stanno nascendo figure incaricate di insegnare alle AI come rispondere correttamente, verificare errori e affinare comportamenti.</p>



<p>Non si tratta necessariamente di programmatori: in molti casi servono linguisti, psicologi, esperti di comunicazione e professionisti capaci di valutare la qualità delle risposte prodotte dagli algoritmi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auditor degli algoritmi</h2>



<p>Più l’AI entra nei processi decisionali, più cresce la necessità di controllarla.</p>



<p>Gli auditor avranno il compito di verificare trasparenza, imparzialità, sicurezza e conformità normativa dei sistemi intelligenti utilizzati da aziende, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni.</p>



<p>Con l’entrata in vigore di nuove regolamentazioni sull’intelligenza artificiale, questa professione potrebbe diventare centrale nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Investigatore di deepfake</h2>



<p>Video falsi, voci sintetiche e immagini manipolate stanno diventando sempre più sofisticati.</p>



<p>Per questo cresce la domanda di professionisti capaci di identificare contenuti artificiali, analizzare tracce digitali e verificare l’autenticità di materiale audiovisivo utilizzato da aziende, media e autorità giudiziarie.</p>



<p>Una figura a metà tra esperto forense, analista informatico e giornalista investigativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Psicologo della relazione uomo-macchina</h2>



<p>Sempre più persone utilizzano chatbot e assistenti virtuali come interlocutori quotidiani.</p>



<p>La diffusione di questi strumenti potrebbe creare nuove esigenze legate al benessere psicologico, alla dipendenza tecnologica e alla gestione delle interazioni con agenti digitali.</p>



<p>Università e centri di ricerca stanno già studiando gli effetti delle relazioni tra esseri umani e sistemi conversazionali avanzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Architetto di agenti AI</h2>



<p>La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale non sono più soltanto i chatbot ma gli agenti autonomi.</p>



<p>Questi sistemi possono organizzare attività, prenotare servizi, gestire documenti e coordinare processi aziendali. Serviranno quindi professionisti capaci di progettare ecosistemi di agenti digitali, definendone regole, limiti e obiettivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Curatore dei dati sintetici</h2>



<p>Uno dei problemi più grandi dell’AI è la disponibilità di dati.</p>



<p>Per addestrare i modelli vengono sempre più utilizzati dati sintetici, cioè informazioni generate artificialmente ma realistiche.</p>



<p>Nasce così la figura del curatore dei dati sintetici, incaricato di creare dataset affidabili senza compromettere privacy e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consulente di produttività aumentata</h2>



<p>Molte aziende stanno introducendo strumenti generativi senza sapere come integrarli nei processi quotidiani.</p>



<p>Emergono quindi professionisti specializzati nell’organizzazione del lavoro uomo-macchina: figure che analizzano attività, individuano automazioni possibili e progettano nuovi flussi operativi.</p>



<p>Secondo il World Economic Forum, l’integrazione tra competenze umane e intelligenza artificiale sarà uno dei principali motori della trasformazione occupazionale dei prossimi anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Specialista di sicurezza per AI</h2>



<p>Gli algoritmi possono essere attaccati, manipolati o ingannati.</p>



<p>Per questo la cybersecurity sta sviluppando nuove specializzazioni dedicate alla protezione dei modelli linguistici, dei sistemi generativi e delle infrastrutture basate sull’intelligenza artificiale.</p>



<p>La richiesta di competenze in AI e sicurezza informatica è indicata tra le più forti nel mercato del lavoro globale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Traduttore etico tra tecnologia e società</h2>



<p>Le aziende che sviluppano AI devono confrontarsi con problemi di privacy, discriminazione, diritti e impatti sociali.</p>



<p>Serviranno figure capaci di dialogare contemporaneamente con ingegneri, giuristi, manager e cittadini, traducendo concetti complessi in decisioni comprensibili e responsabili.</p>



<p>Un ruolo destinato a crescere soprattutto nei settori più regolamentati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Designer di personalità artificiali</h2>



<p>I futuri assistenti digitali non saranno semplici software.</p>



<p>Avranno tono di voce, stile comunicativo, memoria contestuale e caratteristiche relazionali sempre più sofisticate.</p>



<p>Per costruirli serviranno professionisti capaci di progettare identità digitali credibili, definendo linguaggio, comportamento ed esperienza utente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Design the Future”: l’Università di Salerno si prepara agli Innovation Days</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/design-the-future-luniversita-di-salerno-si-prepara-agli-innovation-days/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 13:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Innovazione, ricerca e impresa si incontrano per gli&#160;Innovation Days Unisa 2026. L’evento, promosso dall’Università di Salerno&#160;nell’ambito delle attività di&#160;Terza Missione, è in programma il prossimo 30 giugno 2026 presso il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Innovazione, ricerca e impresa si incontrano per gli&nbsp;<strong>Innovation Days Unisa 2026</strong>. L’evento, promosso dall’<strong>Università di Salerno&nbsp;</strong>nell’ambito delle attività di&nbsp;<strong>Terza Missione</strong>, è in programma il prossimo 30 giugno 2026 presso il Palazzo Rettorato.</p>



<p><strong><em>“Design the Future!”</em></strong>&nbsp;è il claim della prima edizione, che si svilupperà&nbsp;<strong>su tre aree tematiche</strong>: il&nbsp;<strong>Quantum Advantage, Open Innovation e Networking, Finanza per l’innovazione</strong>, a supporto della crescita delle imprese innovative.</p>



<p>«<em>Un’intera giornata dedicata all’innovazione e al trasferimento tecnologico, che rappresentano un asset strategico fondamentale per la competitività industriale –</em><strong>&nbsp;sottolinea il Rettore Virgilio D’Antonio –&nbsp;</strong><em>Start-up, aziende, multinazionali e mondo della ricerca a confronto in Ateneo. Gli Innovation Days intendono creare una&nbsp;<strong>connessione</strong>&nbsp;tra il mondo delle&nbsp;<strong>PMI, la ricerca scientifica e i grandi player della trasformazione digitale</strong>. L’università di Salerno si propone come un hub di formazione e di networking. Saranno presenti esperti e professionisti che potranno ispirare con la loro esperienza nei vari panel tematici che si alterneranno nel corso della giornata, con focus sulle ricerche di frontiera, in particolare su tecnologie quantistiche e AI per accelerare la competitività. La nostra Università si proietta al Mediterraneo: attraverso gli Innovation Days desideriamo diventare un centro nevralgico per l’innovazione, punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno</em>».</p>



<p>«<em>Gli Innovation Days rappresentano un’occasione imperdibile per le aziende per sviluppare partnership strategiche per affrontare le sfide del futuro e competere con successo in ambito nazionale e internazionale&nbsp;</em>–&nbsp;<strong>prosegue il Professore Orlando Troisi, Delegato alla Terza Missione Unisa</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Tutte le performance di successo di un’azienda si fondano su investimenti in innovazione. Saranno tante le sessioni specialistiche con la presenza di aziende leader in Italia e nel mondo. In queste settimane, inoltre, abbiamo avviato un’interlocuzione con le aziende campane, con le associazioni e con il tessuto imprenditoriale per creare una&nbsp;<strong>sinergia virtuosa e dar vita ad un</strong></em><strong><em>&nbsp;ecosistema che sappia intercettare le tendenze dei mercati mondiali, per generare progresso e impatto positivo per la crescita dei territori.</em></strong><em>&nbsp;Non soltanto divulgazione della ricerca prodotta nei nostri laboratori, ma creazione di un network professionale ed esplorazione di applicazioni concrete delle tecnologie quantistiche per l’impresa e l’industria. Il&nbsp;<strong>Quantum Computing</strong>&nbsp;è un cambio radicale di paradigma, una rivoluzione che avrà effetti enormi non solo su computer super performanti, ma anche su crittografia, farmaceutica, sicurezza informatica. Saranno presenti illustri relatori che condivideranno le loro esperienze. L’obiettivo è creare connessioni reali tra chi sviluppa innovazione e chi può accelerarne l’impatto sul mercato</em>».</p>



<p>Primo ospite annunciato degli Innovation Days sarà&nbsp;<strong>Federico Mattei, IBM&nbsp;</strong><strong>Quantum</strong><strong>&nbsp;Ambassador</strong>, con una lectio dal titolo<strong>&nbsp;“</strong><strong><em>Quantum Advantage: dalla ricerca alle applicazioni reali nel mondo del business”.</em></strong></p>



<p><br><strong>Federico Mattei</strong>&nbsp;lavora nella divisione IBM Research dedicata al calcolo quantistico e alla crittografia quantum-safe.&nbsp;Laurea in Fisica Teorica con tesi sugli effetti della Relatività Generale applicati alla cosmologia, Dottorato in Gravità Quantistica sulla teoria della Loop Quantum Gravity, il dottor Mattei è entrato in IBM come specialista in progetti di mobile computing e, nei primi anni di lavoro, ha conseguito un Master in Business Management. Per oltre quindici anni, si è occupato di progettazione e sviluppo di progetti innovativi, acquisendo una solida esperienza in soluzioni mobili, cognitive, social, di collaborazione e analitiche. Dal 2017 è IBM Quantum Ambassador per l’Italia: in questo ruolo ha tenuto oltre 50 conferenze in congressi e seminari universitari sul calcolo quantistico e sulla crittografia quantum-safe.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Leone XIV, “Magnifica Humanitas”: la prima enciclica sull’IA e la difesa della dignità umana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/leone-xiv-magnifica-humanitas-la-prima-enciclica-sullia-e-la-difesa-della-dignita-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 08:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, un documento dedicato alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, con un forte richiamo alla difesa della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, <strong>Magnifica Humanitas</strong>, un documento dedicato alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, con un forte richiamo alla difesa della dignità umana, della giustizia sociale e del bene comune nell’era digitale.&nbsp;</p>



<p class="p1">Il testo, firmato il 15 maggio nel 135° anniversario della Rerum novarum di Leone XIII e pubblicato il 25 maggio, si inserisce nella tradizione della Dottrina sociale della Chiesa reinterpretandola alla luce delle trasformazioni tecnologiche contemporanee.&nbsp;</p>



<p class="p1">Secondo il Pontefice, la tecnologia non è “di per sé un male”, ma non può essere considerata neutrale, poiché assume le caratteristiche di chi la progetta e la utilizza. Da qui l’invito a “costruire nel bene” e a “rimanere umani” di fronte alle sfide dell’automazione e dei sistemi algoritmici.&nbsp;</p>



<p class="p1">Uno dei passaggi centrali del documento riguarda il rischio che l’intelligenza artificiale diventi strumento di dominio o esclusione. Il Papa richiama la necessità di “disarmare” l’IA, liberandola da logiche di potere che potrebbero concentrare informazioni e decisioni nelle mani di pochi attori globali.&nbsp;</p>



<p class="p1">Nel testo emerge anche una forte preoccupazione per le disuguaglianze generate dallo sviluppo tecnologico: algoritmi, dati e piattaforme digitali dovrebbero essere orientati al bene comune e non rimanere concentrati in poche mani.&nbsp;</p>



<p class="p1">L’enciclica si colloca dunque come un intervento organico sul rapporto tra uomo e tecnologia, invitando istituzioni, comunità scientifica e politica internazionale a costruire un ordine sociale più giusto nell’era dell’intelligenza artificiale.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le principali novità sull’intelligenza artificiale nel 2026: tra agenti autonomi, nuove regole e applicazioni industriali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-principali-novita-sullintelligenza-artificiale-nel-2026-tra-agenti-autonomi-nuove-regole-e-applicazioni-industriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 14:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 l’intelligenza artificiale si conferma una delle tecnologie più trasformative a livello globale, con un’evoluzione che sta accelerando non solo sul piano tecnico, ma anche economico, normativo e sociale. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2026 l’intelligenza artificiale si conferma una delle tecnologie più trasformative a livello globale, con un’evoluzione che sta accelerando non solo sul piano tecnico, ma anche economico, normativo e sociale. Le analisi dei principali istituti di ricerca e le notizie di settore convergono su un punto: l’IA non è più una tecnologia emergente, ma un’infrastruttura sempre più integrata nei processi produttivi e nei servizi digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ascesa dell’IA “agentica”: sistemi autonomi che eseguono compiti complessi</h2>



<p>La tendenza più rilevante del 2026 è il passaggio dai modelli conversazionali tradizionali ai cosiddetti sistemi di <strong>IA agentica</strong>, capaci non solo di rispondere a domande ma di pianificare ed eseguire interi flussi di lavoro.</p>



<p>Secondo diverse analisi di settore, questi sistemi sono progettati per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scomporre obiettivi complessi in attività operative</li>



<li>interagire con software e database esterni</li>



<li>portare a termine processi senza intervento umano continuo</li>
</ul>



<p>In ambito aziendale, si prevede una diffusione crescente di agenti AI integrati nei sistemi gestionali e operativi, con applicazioni che vanno dalla gestione delle email alla negoziazione di processi standardizzati. </p>



<p>Questo cambiamento sta ridefinendo il concetto stesso di software, che non è più solo uno strumento, ma un “attore” attivo nei processi decisionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Modelli più specializzati e sistemi multimodali</h2>



<p>Un’altra evoluzione chiave riguarda lo sviluppo di <strong>modelli linguistici sempre più specializzati e multimodali</strong>, cioè in grado di lavorare simultaneamente su testo, immagini, audio e dati strutturati.</p>



<p>Nel 2026 si rafforza la tendenza verso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>modelli più piccoli ma altamente ottimizzati per compiti specifici</li>



<li>maggiore efficienza computazionale e riduzione dei costi energetici</li>



<li>integrazione tra diversi tipi di dati per analisi più complete</li>
</ul>



<p>Questa direzione segna un superamento della fase iniziale dei grandi modelli generalisti, verso architetture più modulari e applicative. </p>



<h2 class="wp-block-heading">IA nel lavoro: dalla produttività individuale ai “team di agenti”</h2>



<p>Nel mondo del lavoro, l’intelligenza artificiale sta evolvendo da strumento di supporto individuale a sistema di <strong>coordinamento di flussi di lavoro complessi</strong>.</p>



<p>Le principali trasformazioni includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>automazione di processi aziendali end-to-end</li>



<li>creazione di “team digitali” composti da agenti AI</li>



<li>maggiore autonomia nei sistemi di project management</li>
</ul>



<p>Secondo diverse analisi, questa transizione porterà a una ridefinizione dei ruoli professionali, con l’IA che agirà come collaboratore operativo piuttosto che semplice assistente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Regolamentazione: verso una semplificazione del quadro europeo</h2>



<p>Sul piano normativo, il 2026 è segnato dall’evoluzione dell’<strong>AI Act europeo</strong>, con un processo di semplificazione delle regole per l’adozione dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>Le modifiche più rilevanti riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rinvio di alcuni obblighi per i sistemi ad alto rischio</li>



<li>chiarimenti sull’applicazione in settori come sanità e finanza</li>



<li>nuove restrizioni su alcune applicazioni considerate invasive</li>
</ul>



<p>L’obiettivo dichiarato è rendere il quadro regolatorio più applicabile, senza rallentare l’innovazione tecnologica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">IA e industria: dalla sperimentazione alla produzione</h2>



<p>Un altro elemento centrale del 2026 è la progressiva integrazione dell’IA nei sistemi industriali e produttivi.</p>



<p>Le strategie pubbliche e private puntano a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>portare l’IA nei processi manifatturieri</li>



<li>sviluppare infrastrutture nazionali per l’innovazione</li>



<li>rafforzare la competitività tecnologica nei settori strategici</li>
</ul>



<p>In questa fase, l’intelligenza artificiale non è più sperimentale, ma diventa una leva strutturale per la produzione e l’organizzazione industriale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide aperte: sostenibilità, sicurezza e qualità dei contenuti</h2>



<p>Accanto alla crescita, emergono anche criticità significative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aumento dei contenuti di bassa qualità generati automaticamente</li>



<li>dibattito sulla sostenibilità energetica dei sistemi AI</li>



<li>necessità di maggiore trasparenza e spiegabilità dei modelli</li>



<li>rischio di una percezione pubblica sempre più critica verso l’IA generativa</li>
</ul>



<p>Questi aspetti stanno alimentando un confronto globale su come bilanciare innovazione, affidabilità e impatto sociale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comunicazione e intelligenza artificiale: le nuove competenze nel lavoro dei media</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/comunicazione-e-intelligenza-artificiale-le-nuove-competenze-nel-lavoro-dei-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 21:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale sta cambiando in profondità il settore della comunicazione, modificando strumenti, tempi di produzione e competenze richieste a giornalisti, uffici stampa e professionisti dei media. Un’evoluzione ormai strutturale, confermata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale sta cambiando in profondità il settore della comunicazione, modificando strumenti, tempi di produzione e competenze richieste a giornalisti, uffici stampa e professionisti dei media. Un’evoluzione ormai strutturale, confermata da report internazionali e linee guida di organizzazioni come UNESCO e World Economic Forum, che indicano l’AI come uno dei principali fattori di trasformazione del lavoro nei prossimi anni.</p>



<p>Nel campo dell’informazione, l’uso di sistemi di AI generativa e di automazione sta già incidendo su attività tradizionalmente ripetitive: dalla trascrizione di interviste alla sintesi di documenti, fino alla produzione di testi standardizzati come risultati sportivi o aggiornamenti finanziari. Questo ha portato molte redazioni a riorganizzare i flussi di lavoro, riservando sempre più spazio alla supervisione umana, alla verifica delle fonti e all’analisi dei contenuti.</p>



<p>Le principali testate internazionali e le associazioni di categoria sottolineano che la figura del giornalista non viene sostituita dall’intelligenza artificiale, ma si evolve verso nuove competenze. Tra queste, la capacità di utilizzare strumenti di AI in modo critico, di verificare le informazioni generate automaticamente e di riconoscere eventuali errori o distorsioni nei contenuti prodotti dai modelli linguistici.</p>



<p>Un elemento centrale riguarda infatti il tema dell’affidabilità. Le istituzioni che si occupano di media e digitale, tra cui l’European Broadcasting Union e varie authority nazionali, hanno evidenziato come i sistemi di AI possano generare contenuti plausibili ma non sempre accurati. Per questo cresce l’importanza del fact-checking e della cosiddetta “AI literacy”, cioè la competenza nel comprendere come funzionano gli algoritmi e quali limiti presentano.</p>



<p>Anche la comunicazione istituzionale e aziendale sta cambiando rapidamente. Gli uffici stampa utilizzano sempre più spesso strumenti di intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati, monitorare la reputazione online e personalizzare i messaggi. Tuttavia, gli esperti del settore sottolineano che la strategia comunicativa resta una funzione umana, legata alla capacità di interpretare contesti sociali, culturali e politici.</p>



<p>Secondo diversi studi sul mercato del lavoro digitale, tra cui quelli pubblicati da centri di ricerca europei e organizzazioni economiche internazionali, le professioni della comunicazione richiederanno sempre più competenze ibride: capacità tecnologiche, competenze narrative, conoscenze etiche e giuridiche. In particolare, stanno emergendo nuove figure come AI content editor, data journalist e specialisti della verifica dei contenuti digitali.</p>



<p>Accanto alle opportunità, non mancano le criticità. Tra i rischi principali segnalati dagli analisti vi sono la diffusione di disinformazione generata automaticamente, la standardizzazione dei contenuti e la riduzione della creatività se l’uso dell’AI non viene accompagnato da un adeguato controllo umano.</p>



<p>In questo scenario, la direzione è tracciata: l’intelligenza artificiale non sostituisce la comunicazione, ma la ridisegna. E al centro di questa trasformazione restano le competenze umane, chiamate a integrarsi con le nuove tecnologie per garantire qualità, attendibilità e senso critico dell’informazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paestum Smart, tecnologia e tutela per il futuro dell’archeologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-smart-tecnologia-e-tutela-per-il-futuro-dellarcheologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[paestum smart]]></category>
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					<description><![CDATA[La tecnologia incontra la storia senza alterarne l’identità, ma anzi contribuendo a proteggerla e valorizzarla. È stato inaugurato “Paestum Smart”, il nuovo sistema integrato di videosorveglianza, digitalizzazione e servizi intelligenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La tecnologia incontra la storia senza alterarne l’identità, ma anzi contribuendo a proteggerla e valorizzarla. È stato inaugurato “Paestum Smart”, il nuovo sistema integrato di videosorveglianza, digitalizzazione e servizi intelligenti realizzato all’interno dei Parchi archeologici di Paestum e Velia.</p>



<p>Il progetto rappresenta un modello innovativo di gestione del patrimonio culturale, dove sicurezza, sostenibilità e qualità dell’esperienza di visita si fondono con il rispetto del paesaggio e dell’eredità archeologica. Un’infrastruttura tecnologica avanzata che si inserisce in modo discreto e armonioso in uno dei contesti storici più significativi del Mediterraneo.</p>



<p>Cuore dell’iniziativa sono le nuove telecamere intelligenti e i sistemi evoluti di monitoraggio, pensati per rafforzare la tutela dell’area archeologica e garantire maggiore sicurezza ai visitatori. Accanto alla rete digitale diffusa, il progetto introduce anche innovative “isole smart”, punti multifunzione destinati a offrire servizi, informazioni e supporto lungo il percorso di visita.</p>



<p>“Paestum Smart” punta così a trasformare il rapporto tra tecnologia e beni culturali, dimostrando come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto di conservazione e valorizzazione del patrimonio. Un approccio che guarda al futuro senza perdere il legame con la memoria dei luoghi.</p>



<p>Perché innovare, in contesti di straordinario valore storico e paesaggistico, significa anche prendersi cura del passato con strumenti nuovi, capaci di proteggerlo e accompagnarlo nel tempo.</p>
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		<title>Foreste sotto controllo con droni e satelliti: nasce nel Cilento il primo laboratorio forestale naturale d’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ottati]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio forestale naturale]]></category>
		<category><![CDATA[silva lab]]></category>
		<category><![CDATA[starlink]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore del Cilento nasce il primo Laboratorio Forestale Naturale d’Italia: un progetto innovativo che punta a monitorare e valorizzare il patrimonio boschivo attraverso tecnologie digitali, droni e sistemi satellitari. [...]]]></description>
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<p>Nel cuore del Cilento nasce il primo Laboratorio Forestale Naturale d’Italia: un progetto innovativo che punta a monitorare e valorizzare il patrimonio boschivo attraverso tecnologie digitali, droni e sistemi satellitari. Il sito pilota è stato inaugurato a Ottati, nel Salernitano, con l’obiettivo di creare un modello avanzato di gestione sostenibile delle foreste e di tutela ambientale.</p>



<p>Il progetto, denominato “Silva Lab”, è frutto della collaborazione tra la Società Aerospaziale Mediterranea (SAM), la startup Earth Sensing, enti comunali e Regione Campania. Attraverso l’integrazione di dati provenienti da sensori digitali, piattaforme satellitari, droni e collegamenti Starlink, sarà possibile mappare il patrimonio forestale e verificarne costantemente lo stato di salute.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="573" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-1024x573.png" alt="" class="wp-image-246413" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-1024x573.png 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-300x168.png 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-768x430.png 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia-1536x860.png 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/nasce-nel-Cilento-il-primo-laboratorio-forestale-naturale-dItalia.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tra gli obiettivi principali figurano la prevenzione degli incendi boschivi, la mitigazione del dissesto idrogeologico, il monitoraggio della biodiversità e la valutazione della capacità di assorbimento della CO2 da parte delle foreste.</p>



<p>«<em>La tecnologia, l’innovazione e la collaborazione tra imprese, istituzioni e territori diventano strumenti concreti di rilancio per le aree interne</em>», ha dichiarato Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania. «<em>Progetti come Silva Lab dimostrano come dai piccoli comuni possano nascere modelli avanzati di sviluppo sostenibile, capaci di creare opportunità, occupazione e nuova attrattività per i giovani e le comunità locali</em>».</p>



<p>A spiegare nel dettaglio il funzionamento del laboratorio è stato Luigi Iavarone, presidente della Società Aerospaziale Mediterranea: «<em>È il primo Laboratorio Forestale Naturale d’Italia dedicato alla gestione forestale sostenibile nel Cilento. Attraverso l’acquisizione e l’integrazione di dati da sensori digitali, satelliti e droni, sarà possibile ottenere una valutazione rigorosa della qualità e quantità della risorsa legno, oltre che dello stoccaggio di carbonio, della biodiversità e della difesa dai dissesti idrogeologici</em>».</p>



<p>La Campania, ha ricordato Iavarone, possiede una superficie forestale che copre oltre il 36% del territorio regionale, un patrimonio strategico sia dal punto di vista ambientale che economico. Non a caso il progetto non si fermerà al Cilento: sono già in programma altri sei laboratori nel Mezzogiorno, tra Campania, Basilicata e Calabria.</p>



<p>Nel progetto è coinvolta anche Earth Sensing, startup innovativa specializzata nell’uso dei dati satellitari applicati al patrimonio agroforestale. «<em>Il dato satellitare consente di ottenere informazioni preziose sulle specie arboree, sugli incendi boschivi e soprattutto sulla capacità di assorbimento del carbonio», ha spiegato Renato Aurigemma, consigliere della società. «L’obiettivo è sviluppare sistemi sempre più avanzati per la valutazione dei crediti di carbonio e per la gestione sostenibile delle foreste</em>».</p>



<p>Grande soddisfazione anche da parte della comunità locale. «<em>Ci aspettiamo da Silva Lab un impatto importantissimo sul nostro territorio e sull’intera area degli Alburni e del Parco Nazionale del Cilento</em>», ha sottolineato il sindaco di Ottati, Elio Guadagno. «<em>Dobbiamo investire nelle potenzialità della nostra montagna e creare nuove opportunità di lavoro per contrastare lo spopolamento e offrire prospettive concrete ai giovani</em>».</p>



<p>All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il presidente della Comunità Montana Alburni Vincenzo Rosolia, il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Giuseppe Coccurullo, il presidente Uncem Campania Vincenzo Luciano, la vicepresidente di Confindustria Salerno Lina Piccolo e il generale dei Carabinieri Forestali in congedo Angelo Marciano.</p>
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		<title>Padula, la Certosa di San Lorenzo diventa palcoscenico di danza e innovazione con “L’Oltre” tra arte, memoria e digitale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padula-la-certosa-di-san-lorenzo-diventa-palcoscenico-di-danza-e-innovazione-con-loltre-tra-arte-memoria-e-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
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					<description><![CDATA[La Certosa di San Lorenzo di Padula torna a essere uno straordinario palcoscenico di arte e cultura con la rassegna “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Certosa di San Lorenzo di Padula torna a essere uno straordinario palcoscenico di arte e cultura con la rassegna “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un articolato progetto dedicato alla valorizzazione dei luoghi della cultura attraverso il linguaggio della danza contemporanea e le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali.<br />Nei giorni 25 e 26 luglio 2026, il complesso monumentale certosino ospiterà spettacoli di danza contemporanea e momenti di riflessione che mettono al centro il corpo come linguaggio universale e la memoria come esperienza condivisa.<br />Il progetto rappresenta un’occasione unica per ripensare il rapporto tra arti performative e patrimonio culturale, promuovendo una visione inclusiva, innovativa e partecipata dei luoghi della memoria.<br />L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Circuito Campano della Danza, si avvale del supporto del Comune di Padula.<br />Il progetto è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo, nell’ambito del programma del Ministero della Cultura per il sostegno alle attività di spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura.</p>



<p>𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗔𝗠𝗠𝗔</p>



<p>𝟮𝟱 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲<br />Certosa di San Lorenzo<br />ore 20.00 “La vie d’Artiste”, mostra fotografica a cura di Miki Matsuse van Hoecke</p>



<p>Refettorio<br />ore 20.30 Borderlinedanza e Monaci Digitali – “Codice Infinito: La danza dei Monaci”, coreografia Claudio Malangone<br />ore 21.00 Artgarage – “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi</p>



<p>Atrio Loggia dei Priori<br />ore 21.30 Borderlinedanza – “Pèlerinage”, coreografia Micha van Hoecke<br />Ingresso gratuito</p>



<p>𝟮𝟲 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲<br />Certosa di San Lorenzo</p>



<p>Refettorio<br />ore 20.30 Artgarage – “Napoli / corpo / vita”, coreografia Emma Cianchi</p>



<p>Atrio<br>ore 21.30 ARB Dance Company – “In to Reveal”, coreografia Francesco Annarumma<br>Ingresso gratuito</p>
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		<title>Morigerati, la realtà aumentata entra nel museo etnografico: successo per la sperimentazione di XR TourGuide</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-la-realta-aumentata-entra-nel-museo-etnografico-successo-per-la-sperimentazione-di-xr-tourguide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[comunità montana bussento]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo etnografico]]></category>
		<category><![CDATA[xr guide tour]]></category>
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					<description><![CDATA[Tecnologia, cultura e territorio si incontrano al Museo Etnografico di Morigerati, dove si è svolta la sperimentazione di XR TourGuide, il nuovo sistema digitale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tecnologia, cultura e territorio si incontrano al Museo Etnografico di Morigerati, dove si è svolta la sperimentazione di <strong>XR TourGuide</strong>, il nuovo sistema digitale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa (XR). Un’esperienza immersiva e coinvolgente che ha conquistato visitatori e partecipanti, aprendo nuove prospettive per il turismo culturale del territorio.</p>



<p>L’evento, ospitato sabato 9 maggio nella sede del museo in Via Granatelli, ha permesso ai partecipanti di vivere un percorso innovativo attraverso dispositivi mobili e un’applicazione dedicata, capace di integrare contenuti digitali e realtà aumentata per raccontare luoghi, tradizioni e identità locali in modo interattivo.</p>



<p>L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo, il Museo Etnografico di Morigerati, l’Università degli Studi di Salerno (UNISA), la società Picaresque srl e il progetto europeo FUTURAL. XR TourGuide punta infatti a trasformare la visita culturale in un’esperienza dinamica, accessibile e immersiva, grazie all’incontro tra ricerca accademica e tecnologie innovative.</p>



<p>“Vivere il territorio attraverso la realtà aumentata significa offrire una nuova modalità di conoscenza e partecipazione”, è emerso nel corso dell’incontro che ha visto la presenza del sindaco di Morigerati Guido Florenzano, del professore dell’Università di Salerno e responsabile scientifico del progetto Vittorio Scarano, dell’archeologo e direttore del museo Gianluca Santangelo e del direttore di Picaresque srl e responsabile tecnologico del progetto Daniele Monaco. Presente anche la consigliera del Comune di Morigerati, Franca Bifano. </p>



<p>Particolarmente rilevante anche l’aspetto educativo dell’iniziativa. Le scuole potranno infatti contribuire alla creazione di percorsi e tour digitali dedicati a monumenti, luoghi storici e bellezze naturali del territorio, contenuti che saranno poi fruibili da turisti e visitatori attraverso l’applicazione.</p>



<p>Fondato nel 1976, il museo è dedicato alle fondatrici Modestina e Clorinda Florenzano, che con passione e impegno hanno contribuito a custodire e tramandare la cultura e le tradizioni della civiltà contadina locale. Allestito su due piani, ospita oltre 2000 oggetti della cultura rurale, suddivisi in diverse sezioni tematiche che raccontano la vita quotidiana di un tempo: dagli antichi mestieri agli strumenti agricoli, dagli ambienti domestici agli utensili artigianali.</p>



<p>Un patrimonio prezioso che continua a vivere attraverso iniziative culturali e progetti innovativi capaci di unire memoria, territorio e nuove tecnologie.</p>
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		<item>
		<title>Lingue straniere e intelligenza artificiale: come le nuove app stanno cambiando il modo di imparare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lingue-straniere-e-intelligenza-artificiale-come-le-nuove-app-stanno-cambiando-il-modo-di-imparare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[babbel]]></category>
		<category><![CDATA[busuu]]></category>
		<category><![CDATA[duolingo]]></category>
		<category><![CDATA[lingue straniere]]></category>
		<category><![CDATA[rosetta stone]]></category>
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					<description><![CDATA[L’apprendimento delle lingue straniere sta vivendo una trasformazione profonda grazie all’intelligenza artificiale. Le tradizionali lezioni frontali e lo studio esclusivamente mnemonico stanno lasciando spazio a piattaforme digitali capaci di personalizzare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’apprendimento delle lingue straniere sta vivendo una trasformazione profonda grazie all’intelligenza artificiale. Le tradizionali lezioni frontali e lo studio esclusivamente mnemonico stanno lasciando spazio a piattaforme digitali capaci di personalizzare i percorsi di studio, adattarsi ai progressi dell’utente e simulare conversazioni reali.</p>



<p>Negli ultimi anni, applicazioni come <a href="https://www.duolingo.com?utm_source=chatgpt.com">Duolingo</a>, <a href="https://www.babbel.com?utm_source=chatgpt.com">Babbel</a>, <a href="https://www.rosettastone.com?utm_source=chatgpt.com">Rosetta Stone</a> e <a href="https://www.busuu.com?utm_source=chatgpt.com">Busuu</a> hanno integrato sistemi basati su intelligenza artificiale per rendere l’apprendimento più dinamico e interattivo. L’obiettivo è comune: ridurre le barriere linguistiche attraverso strumenti accessibili e sempre disponibili su smartphone e computer.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intelligenza artificiale come tutor personalizzato</h3>



<p>Uno degli aspetti più rilevanti di queste piattaforme è la capacità di adattarsi all’utente. Gli algoritmi analizzano errori, tempi di risposta e progressi, modulando esercizi e difficoltà in modo progressivo. Questo approccio, noto come “apprendimento adattivo”, consente di lavorare sulle lacune specifiche di ciascun studente.</p>



<p>Alcune piattaforme hanno introdotto chatbot conversazionali e simulazioni di dialogo, che permettono di esercitarsi in situazioni quotidiane come ordinare al ristorante, chiedere indicazioni o sostenere un colloquio di lavoro. L’uso dell’IA generativa ha ulteriormente ampliato queste possibilità, rendendo le conversazioni più fluide e realistiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo delle nuove tecnologie linguistiche</h3>



<p>La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale sviluppati anche da aziende come <a href="https://openai.com?utm_source=chatgpt.com">OpenAI</a> ha accelerato l’evoluzione del settore. I modelli linguistici avanzati sono oggi in grado di comprendere contesti complessi, correggere testi, suggerire alternative e spiegare regole grammaticali in modo immediato.</p>



<p>Questo ha portato molte applicazioni educative a integrare funzioni di assistenza in tempo reale, trasformando lo studio delle lingue in un’esperienza più interattiva rispetto ai metodi tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vantaggi: flessibilità e accessibilità</h3>



<p>Tra i principali vantaggi delle app linguistiche basate su IA vi è la flessibilità. Gli utenti possono studiare in qualsiasi momento della giornata, anche per pochi minuti, adattando l’apprendimento ai propri ritmi. Inoltre, la gamification — ovvero l’uso di meccaniche di gioco come punti, livelli e sfide — aumenta la motivazione e la costanza nello studio.</p>



<p>Un altro elemento chiave è l’accessibilità economica. Molte piattaforme offrono versioni gratuite o abbonamenti a basso costo, rendendo lo studio delle lingue più inclusivo rispetto ai corsi tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Limiti e ruolo dell’insegnante</h3>



<p>Nonostante i progressi tecnologici, gli esperti del settore educativo sottolineano che l’intelligenza artificiale non sostituisce completamente l’insegnamento umano. Le app possono supportare l’apprendimento, ma non sempre riescono a replicare la complessità dell’interazione reale, soprattutto nella produzione orale spontanea e nella comprensione delle sfumature culturali.</p>



<p>Inoltre, l’efficacia dello studio dipende ancora fortemente dalla motivazione personale e dalla costanza dell’utente.</p>
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		<item>
		<title>Università Federico II, nasce “#benesseredigitale UniNA”: app e open badge per promuovere disconnessione consapevole e studio senza distrazioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/universita-federico-ii-nasce-benesseredigitale-unina-app-e-open-badge-per-promuovere-disconnessione-consapevole-e-studio-senza-distrazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 13:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[app unina]]></category>
		<category><![CDATA[benessere unina]]></category>
		<category><![CDATA[unina]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Università degli Studi di Napoli Federico II lancia&#160;#benesseredigitale UniNA, un progetto innovativo che promuove un uso più sano, consapevole ed equilibrato degli strumenti digitali tra gli studenti dell’Ateneo e non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Università degli Studi di Napoli Federico II lancia&nbsp;<strong>#benesseredigitale UniNA</strong>, un progetto innovativo che promuove un uso più sano, consapevole ed equilibrato degli strumenti digitali tra gli studenti dell’Ateneo e non solo.</p>



<p>L’iniziativa, presentata oggi presso l’<strong>Aula Magna Storica dell’Università Federico II,&nbsp;</strong>integra tecnologia, incentivazione concreta e certificazione delle competenze, con l’obiettivo di trasformare la disconnessione da semplice scelta individuale a pratica misurabile, motivante e riconosciuta.</p>



<p>Al centro del progetto c’è&nbsp;<strong>LockBox</strong>, l’app che consente di bloccare&nbsp;<strong>volontariamente&nbsp;</strong>le applicazioni che creano più distrazioni durante le sessioni di studio, aiutando gli studenti a ridurre le interruzioni e a migliorare concentrazione, rendimento e benessere psicologico. Ogni minuto trascorso offline genera una valuta virtuale interna,&nbsp;<strong>una moneta,&nbsp;</strong>&nbsp;che può essere convertita in premi reali messi a disposizione da partner convenzionati: libri, abbonamenti in palestra, biglietti per cinema ed eventi culturali, esperienze e viaggi.</p>



<p><strong>Un sistema semplice, misurabile e motivante</strong></p>



<p>Il funzionamento di LockBox si basa su tre passaggi essenziali: lo studente seleziona le applicazioni da bloccare, avvia una sessione di disconnessione e accumula monete in proporzione al tempo trascorso senza distrazioni.</p>



<p>Sono previste tre modalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hard Mode</strong>: zero distrazioni, solo chiamate e SMS — <strong>60 monete all’ora</strong></li>



<li><strong>Music Mode</strong>: possibilità di ascoltare musica durante lo studio — <strong>50 monete all’ora</strong></li>



<li><strong>Easy Mode</strong>: personalizzazione totale delle app da bloccare — <strong>5 monete all’ora</strong></li>
</ul>



<p><strong>Un riconoscimento formale per una competenza trasversale</strong></p>



<p>Raggiunta la soglia di&nbsp;<strong>1.500 monete</strong>, pari a circa&nbsp;<strong>25 ore complessive di disconnessione</strong>, lo studente potrà richiedere l’<strong>Open Badge “Benessere Digitale”</strong>, rilasciato dalla piattaforma&nbsp;<strong>Bestr</strong>. Si tratta di una certificazione digitale verificabile e condivisibile, pensata per attestare un set di competenze trasversali sempre più rilevanti anche nel mondo del lavoro: autodisciplina, concentrazione, gestione del tempo, uso consapevole della tecnologia e costruzione di abitudini sostenibili.</p>



<p>Il badge potrà essere inserito nel curriculum vitae e nei profili professionali online (ad esempio su LinkedIn), rappresentando un riconoscimento concreto dell’impegno dedicato al proprio equilibrio digitale e alla qualità del proprio percorso formativo.</p>



<p><strong>Un linguaggio diretto, vicino agli studenti</strong></p>



<p>Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è il tono scelto per la comunicazione: giovane, diretto, concreto, lontano dal registro istituzionale tradizionale.</p>



<p>Il destinatario primario del progetto è la popolazione studentesca dell’Università Federico II.</p>



<p><em>«La Federico II ha sempre creduto nella tecnologia come leva di crescita intellettuale e umana-&nbsp;</em>spiega Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II &#8211;&nbsp;<em>Con il progetto #BenessereDigitale facciamo un passo ulteriore: non ci limitiamo a fornire strumenti digitali ai nostri studenti, ma li accompagniamo a usarli con consapevolezza. Un&#8217;app e un badge non sono un limite alla connessione — sono un atto di fiducia nella capacità dei nostri ragazzi di scegliere quando connettersi e quando, invece, dedicarsi allo studio profondo, alla riflessione, alla vita reale del campus. La vera competenza digitale del futuro non è saper stare sempre online, ma saper decidere quando è il momento di staccare. Questo è ciò che un grande ateneo deve insegnare.»</em></p>



<p><em>&#8220;Questo progetto –&nbsp;</em>commenta<strong>Angela Zampella, Prorettrice dell’Università degli studi di Napoli Federico II</strong>&#8211;&nbsp;<em>&nbsp;presenta un elemento distintivo che va oltre la semplice applicazione: al termine di un percorso certificato e riconosciuto, che prevede complessivamente 25 ore di disconnessione dagli smartphone, viene rilasciato un certificato digitale di competenze, l’“open badge”. Si tratta di un riconoscimento che entra a far parte del curriculum dello studente e che può essere valorizzato anche nel mondo del lavoro, attestando l’acquisizione consapevole di competenze legate alla conoscenza, dall’interno, dei benefici e dei rischi delle tecnologie digitali. Non è dunque un semplice attestato di partecipazione, ma una vera e propria certificazione di microcredenziali, in linea con le direttive europee, riconosciuta nel sistema italiano proprio nella forma dell’open badge”.</em></p>
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		<item>
		<title>A Morigerati la sperimentazione di &#8220;XR TourGuide&#8221;, il museo etnografico diventa immersivo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-morigerati-la-sperimentazione-di-xr-tourguide-il-museo-etnografico-diventa-immersivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[comunità montana bussento]]></category>
		<category><![CDATA[guido florenzano]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo etnografico morigerati]]></category>
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					<description><![CDATA[ Il Museo Etnografico di Morigerati si prepara ad accogliere la sperimentazione di XR TourGuide, una nuova applicazione mobile dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> Il Museo Etnografico di Morigerati si prepara ad accogliere la sperimentazione di XR TourGuide, una nuova applicazione mobile dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa (XR).</p>



<p>L’evento si terrà sabato 9 maggio 2026 dalle ore 11:00 alle 13:00 presso la sede del museo in Via Granatelli e rappresenta un’iniziativa congiunta della Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo, del Museo Etnografico di Morigerati, dell’Università degli Studi di Salerno (UNISA), della società Picaresque srl e del progetto europeo FUTURAL.</p>



<p>XR TourGuide è un sistema digitale innovativo che integra ricerca accademica e tecnologie immersive, tra cui la realtà aumentata, con l’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza interattiva e coinvolgente nei luoghi della cultura.</p>



<p>Il programma prevede alle 11:00 l’inizio della visita guidata sperimentale, mentre alle 13:00 è prevista la conclusione dell’iniziativa. Interverranno il sindaco di Morigerati Guido Florenzano, il segretario della Comunità Montana Pietro D’Angelo, il professore dell’Università di Salerno e responsabile scientifico del progetto Vittorio Scarano, l’archeologo e direttore del museo Gianluca Santangelo, e il direttore di Picaresque srl e responsabile tecnologico del progetto Daniele Monaco.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di innovazione digitale applicata ai beni culturali, con l’obiettivo di rendere la fruizione museale sempre più accessibile e immersiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-244968" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-724x1024.jpeg 724w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-212x300.jpeg 212w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-768x1086.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Intelligenza artificiale e giornalismo: a Teggiano il confronto su verità e responsabilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intelligenza-artificiale-e-giornalismo-a-teggiano-il-confronto-su-verita-e-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:12:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.00, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro dal titolo “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Si terrà martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.00, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro dal titolo “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale”, un appuntamento dedicato al mondo della comunicazione e del giornalismo, oggi chiamato a confrontarsi con le profonde trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie.</p>



<p class="p1">L’iniziativa, patrocinata dalla Conferenza Episcopale Campana, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dall’UCSI Campania e dall’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, si propone come un momento di riflessione e confronto rivolto in particolare a giornalisti, operatori della comunicazione ed educatori.</p>



<p class="p1">In un contesto segnato dall’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione e diffusione delle notizie, emergono interrogativi cruciali sul ruolo dell’informazione: dalla verifica delle fonti alla responsabilità deontologica, fino alla tutela della verità e alla necessità di preservare la dimensione umana della comunicazione. Temi che rendono urgente una riflessione condivisa su criteri e valori capaci di orientare il lavoro giornalistico nel tempo presente.</p>



<p class="p1">All’incontro prenderanno parte Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, e Raffaele Buscemi, giornalista e professore di comunicazione istituzionale presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.</p>



<p class="p1">L’iniziativa si configura come uno spazio di dialogo aperto tra Chiesa e mondo dell’informazione, con l’obiettivo di individuare percorsi comuni per una comunicazione più consapevole, trasparente e responsabile, capace di mettere al centro la persona e il bene collettivo.</p>



<p class="p1">Un’occasione, dunque, per interrogarsi non solo sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, ma anche sui rischi e sulle responsabilità che essa comporta, nella consapevolezza che custodire “voci e volti umani” significa, oggi più che mai, difendere la qualità e l’autenticità dell’informazione.</p>
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		<item>
		<title>Musica e Intelligenza Artificiale: al Senato il 30 aprile confronto su diritti e creatività</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-e-intelligenza-artificiale-al-senato-il-30-aprile-confronto-su-diritti-e-creativita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si terrà il prossimo&nbsp;<strong>30 aprile, dalle ore 09:00 alle ore 13:00</strong>, presso la&nbsp;<strong>Sala ISMA del Senato della Repubblica</strong>, il convegno&nbsp;<em>“Musica e Intelligenza Artificiale: Diritti, Creatività e Futuro dell’Industria”</em>, promosso su iniziativa del Senatore&nbsp;<strong>Antonio Trevisi</strong>.</p>



<p>L’incontro, ideato e moderato da&nbsp;<strong>Claudio David</strong>, nasce con l’obiettivo di riunire alcuni dei principali attori dell’industria musicale per analizzare le trasformazioni in atto e delineare un quadro chiaro delle sfide e delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.</p>



<p>In un momento storico in cui le tecnologie generative stanno ridefinendo i confini della creatività e della produzione musicale, il convegno rappresenta un’occasione di confronto tra esperti, giuristi, artisti e operatori del settore.</p>



<p>Tra i relatori già confermati:</p>



<p>Lorenzo Brusci CEO di Musi-Co (IA e innovazione tecnologica)</p>



<p>Avv. Leopoldo Lombardi (già Presidente AFI – esperto di diritto d’autore)</p>



<p>Alessandro De Vito (autore musicale)</p>



<p>Prof. Pietro Diolordi (producer e docente)</p>



<p>Paolo Vita (Presidente Lazio Sound)</p>



<p>Alberto Giocondo (Sony Music)</p>



<p>Davide D’Atri (A.D. Soundreef)</p>



<p>Marco Zanoni (musicista, docente di conservatorio, influencer e Logic Pro expert)</p>



<p>Ferdinando Manenti (esperto di diritto delle nuove tecnologie – ALT Srl)</p>



<p>Maria Totaro (discografica e manager – MMline Production Records)</p>



<p>Marcello Cirillo (cantante, musicista, autore, direttore artistico)</p>



<p>Gabriella Costanza (docente di musica, direttore piccolo coro Kol Rinà, coordinamento Galassia dell’Antoniano)</p>



<p>Federico Podavini (imprenditore tech, esperto in IP e blockchain)</p>



<p>Tiziana Pompili (attrice)</p>



<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>



<p>Il programma della mattinata si articolerà in tre panel tematici:</p>



<p><strong>PANEL 1 | L’intelligenza artificiale e la creazione musicale</strong><br>L’AI può essere considerata un autore? Analisi su cataloghi, deepfake vocali e nuovi strumenti creativi.</p>



<p><strong>PANEL 2 | Diritti, collecting e compensi nell’era dell’AI</strong><br>Chi remunera gli artisti? Gestione delle royalties nei dataset di addestramento e ruolo delle collecting.</p>



<p><strong>PANEL 3 | Il futuro del lavoro musicale: il musicista nel 2030</strong><br>Evoluzione del ruolo delle etichette, streaming, nuovi modelli di business e opportunità per i talenti emergenti.</p>



<p>L’evento si propone come un momento di riflessione strategica su uno dei temi più urgenti per il futuro dell’industria culturale e creativa.</p>
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		<item>
		<title>Pompei, quando l’intelligenza artificiale restituisce voce al passato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pompei-quando-lintelligenza-artificiale-restituisce-voce-al-passato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[Pompei continua a parlare. E lo fa oggi con un linguaggio nuovo, che unisce rigore scientifico e tecnologie d’avanguardia. A quasi duemila anni dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Pompei continua a parlare. E lo fa oggi con un linguaggio nuovo, che unisce rigore scientifico e tecnologie d’avanguardia. A quasi duemila anni dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., le testimonianze di Plinio il Giovane tornano al centro della narrazione grazie a una ricostruzione digitale realizzata con strumenti di intelligenza artificiale. Lo riporta l’Ansa. </p>



<p class="p1">Il progetto, sviluppato dal Parco archeologico di Pompei in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, rappresenta un punto di svolta nella ricerca storica: per la prima volta, le fonti letterarie antiche vengono integrate con dati archeologici e algoritmi avanzati per restituire un’immagine più concreta e umana degli ultimi momenti della città.</p>



<p class="p1">Al centro della ricostruzione c’è la figura di un uomo morto durante l’eruzione, i cui resti sono stati rinvenuti nella necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell’antica città. Accanto al corpo, gli archeologi hanno trovato un mortaio di terracotta, probabilmente utilizzato come rudimentale protezione contro la pioggia di lapilli e frammenti vulcanici.</p>



<p class="p1">Un gesto disperato, che trova riscontro diretto nelle lettere di Plinio il Giovane, testimone oculare della catastrofe. Nei suoi racconti, infatti, descrive uomini e donne in fuga che si legavano cuscini o oggetti alla testa nel tentativo di difendersi dalla furia del vulcano. Un dettaglio che, oggi, grazie all’intelligenza artificiale, prende forma visiva e narrativa, colmando il divario tra parola scritta e realtà vissuta.</p>



<p class="p1">Il ritrovamento riguarda anche un secondo individuo, anch’egli in fuga verso la costa, a conferma di un esodo caotico e drammatico. La ricostruzione digitale consente di ipotizzare non solo la posizione dei corpi e le dinamiche della morte, ma anche le condizioni ambientali di quei momenti: il buio improvviso, l’aria irrespirabile, il rumore incessante delle esplosioni.</p>



<p class="p1">“Pompei è forse il luogo più prestigioso al mondo per la ricerca archeologica”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando come ogni nuova scoperta contribuisca a illuminare la vita quotidiana dell’antichità. “Le metodologie innovative, utilizzate con rigore, possono regalarci nuove prospettive storiche”.</p>



<p class="p1">È proprio questo il valore dell’operazione: non una semplice spettacolarizzazione del passato, ma un approfondimento scientifico che amplia le possibilità interpretative. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento di conoscenza, capace di intrecciare dati materiali e testimonianze storiche in un racconto coerente e coinvolgente.</p>



<p class="p1">Pompei, da sempre simbolo di memoria cristallizzata nel tempo, si conferma dunque anche laboratorio del futuro. Un luogo dove archeologia e tecnologia si incontrano per restituire dignità e voce a chi, in quel lontano 79 d.C., cercò fino all’ultimo di salvarsi. Anche con un semplice mortaio stretto tra le mani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Biennale Arte 2026: una medusa olografica tra gli affreschi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/biennale-arte-2026-una-medusa-olografica-tra-gli-affreschi-dellex-chiesa-dei-santi-cosma-e-damiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[biennale arte]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa santi cosma e damiano]]></category>
		<category><![CDATA[medusa olografica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la sua prima grande mostra istituzionale alla Fabbrica del Vapore di Milano,&#160;Artificial Beauty&#160;(a cura di Alisia Viola e Sandie Zanini),&#160;Andrea Crespi&#160;&#8211; ambassador di One Ocean Foundation &#8211;&#160;arriva a Venezia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la sua prima grande mostra istituzionale alla Fabbrica del Vapore di Milano,&nbsp;<em>Artificial Beauty&nbsp;</em>(a cura di Alisia Viola e Sandie Zanini),&nbsp;<strong>Andrea Crespi&nbsp;</strong>&#8211; ambassador di One Ocean Foundation &#8211;<strong>&nbsp;arriva a Venezia in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale, con&nbsp;<em>Thetis</em>, opera olografica site specific e inedita</strong>, all’interno del progetto espositivo&nbsp;<em>As Above, So Below</em>&nbsp;presso l’ex&nbsp;<strong>Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca</strong>, oggi sede di Fabbrica H3.</p>



<p><strong>Unico artista italiano selezionato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19</strong>, con&nbsp;<em>Thetis</em>&nbsp;Crespi prosegue la sua&nbsp;<strong>indagine sulle forme del classico, della mitologia e dell’universalità</strong>&nbsp;archetipica, sperimentando l’arte digitale mediante&nbsp;<strong>un’opera olografica in omaggio alla ninfa Teti</strong>, figura simbolica e primordiale, incarnazione delle profondità marine e della dimensione invisibile del vivente. L’essere marino diventa un organismo portatore di memoria ancestrale e di una dimensione mitica sospesa tra natura e immaterialità: un&nbsp;<strong>ecosistema di memoria che custodisce le origini della vita e il futuro del pianeta.</strong>&nbsp;Tra scienza e mito, la figura di Teti emerge come una coscienza liquida: non rappresenta il mare, ma ne incarna la dimensione invisibile, profonda e primordiale.&nbsp;</p>



<p><strong><em>Thetis</em>&nbsp;si inserisce all’interno di&nbsp;<em>As Above, So Below</em>, progetto promosso da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19 e riconosciuto come Evento Collaterale della 61. Biennale di Venezia</strong>, in programma dal 9 maggio all’8 giugno 2026 proprio negli spazi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.&nbsp;<strong>Curata da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene</strong>, la mostra riunisce sette artisti e collettivi internazionali oltre ad Andrea Crespi — Marshmallow Laser Feast, Yoko Shimizu, Antoine Bertin, Almagul Menlibayeva con Suad Gara, Elnara Nasirli e Orkhan Mammadov — chiamati a confrontarsi con l’oceano come sistema vivente, archivio di memoria profonda e spazio di interdipendenza tra umano e più-che-umano. Muovendosi tra installazione, suono, intelligenza artificiale e ambienti immersivi, la mostra costruisce una piattaforma transdisciplinare che intreccia arte, scienza e tecnologia, trasformando lo spazio architettonico in un luogo di risonanza e ascolto.</p>



<p><em>La collaborazione tra Andrea Crespi e One Ocean Foundation si inserisce in un percorso già avviato, che include il progetto Blockchain for the Ocean, prima iniziativa crypto della fondazione dedicata alla tutela degli ecosistemi marini, in cui arte e tecnologia diventano strumenti di impatto ambientale. “Thetis, l&#8217;opera di Andrea Crespi selezionata per la nostra mostra As Above So Below” spiega Jan Pachner, Segretario Generale One Ocean Foundation, “incarna perfettamente lo spirito di One Ocean Foundation: attivare nuove forme di consapevolezza attraverso l&#8217;unione di arte, scienza e tecnologia. ll nostro rapporto con Crespi è nato grazie al progetto Blockchain for the Ocean, ed è parte di un percorso condiviso che unisce arte contemporanea e impegno ambientale al fine di sensibilizzare sulla complessità e la fragilità degli ecosistemi marini”.</em></p>



<p><em>&#8220;Per As Above, So Below, evento collaterale di La Biennale di Venezia Arte 2026” dichiarano i promotori di ZEITGEIST19, “abbiamo invitato Andrea Crespi, tra gli artisti partecipanti, a sviluppare un&#8217;opera site-specific che esplora la materialità digitale e le soglie percettive. La sua pratica si colloca nello spazio tra organico e sintetico, dove i sistemi naturali vengono reimmaginati attraverso un linguaggio tecnologico. In Thetis, Crespi evoca un&#8217;intelligenza marina primordiale, utilizzando la medusa come metafora della memoria evolutiva e della persistenza della vita attraverso il tempo profondo, a sintesi del nostro concetto di interconnessione&#8221;.</em></p>



<p><em>As Above, So Below&nbsp;</em>è riconosciuto come&nbsp;<strong>UN Ocean Decade Action&nbsp;</strong>e fa parte dell’<strong>UNESCO Blue Thread</strong>, inserendosi in una rete internazionale di iniziative dedicate alla protezione degli ecosistemi marini. Attraverso un approccio congiunto, poetico e scientifico,&nbsp;<em>As Above, So Below&nbsp;</em>affronta l’instabilità ecologica non come un’emergenza astratta, ma come una condizione vissuta di interdipendenza. Invita il pubblico a riconsiderare i fondamenti della vita, ciò che viene dato per scontato e ciò che rischia di andare perduto. L’Evento Collaterale&nbsp;<em>As Above, So Below</em>&nbsp;inaugurerà&nbsp;<strong>sabato 9 maggio 2026</strong>&nbsp;e si evolverà in una piattaforma viva di conversazioni accanto alle opere in mostra. Concepite come uno spazio attivo di scambio, la mostra e le sue articolazioni si estendono oltre la presentazione in un processo continuo di riflessione e coinvolgimento. Saranno accompagnate da un programma pubblico di talk curati con artisti internazionali, scienziati marini, ricercatori e studiosi. Questi incontri offriranno ulteriori prospettive su biodiversità, sostenibilità e relazione tra cultura e sistemi naturali. La mostra si concluderà l<strong>’8 giugno 2026</strong>, in concomitanza con la&nbsp;<strong>Giornata Mondiale degli Oceani</strong>, rafforzando il legame tra visione curatoriale e impegno ambientale globale.</p>



<p><strong>Vernissage, 8 maggio dalle 10.00 alle 18.00 Orari apertura mostra:&nbsp;</strong>dal 9 maggio<strong>,&nbsp;</strong>10:00-18:00&nbsp;<strong>Location</strong>: Fabbrica H3, ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Isola della Giudecca, Venezia. Commissionato e organizzato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19. A cura di Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene. Web:&nbsp;<a href="http://1ocean.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">1ocean.org</a>&nbsp;|&nbsp;<a href="https://newsletter.hf4.it/l/V7xpGquQ24jV1wM3Wr3z4A/ifoXiGpV11K5oyGcqEW8Ew/Nf4Xmgz4EUxfoZpog1TjhQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">zeitgeist19.com</a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href="https://newsletter.hf4.it/l/V7xpGquQ24jV1wM3Wr3z4A/HzmAKWOAfyeUqbwn2WjVCg/Nf4Xmgz4EUxfoZpog1TjhQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asabovesobelow.space</a>&nbsp;&nbsp; As Above, So Below Podcast&nbsp;<a href="https://newsletter.hf4.it/l/V7xpGquQ24jV1wM3Wr3z4A/ZHDKFXlUPCsysjb74uYtWA/Nf4Xmgz4EUxfoZpog1TjhQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.zeitgeist19.com/podcast</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Unisa, visione in azione: il network degli innovatori progetta il domani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/unisa-visione-in-azione-il-network-degli-innovatori-progetta-il-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[network innovatori]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli innovatori dell’Università degli Studi di Salerno&#160;si incontrano in vista degli&#160;Innovation Days&#160;in programma nel mese di giugno 2026: il più importante evento dedicato al trasferimento tecnologico in settori strategici per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli innovatori dell’<strong>Università degli Studi di Salerno&nbsp;</strong>si incontrano in vista degli&nbsp;<strong>Innovation Days</strong>&nbsp;in programma nel mese di giugno 2026: il più importante evento dedicato al trasferimento tecnologico in settori strategici per l’Italia, promosso dall’Ateneo, che ospiterà prestigiosi player internazionali dell’industria, dell’audiovisivo, dell’hi-tech e dell’economia in Italia.&nbsp;</p>



<p>Si è svolto il primo incontro di avvicinamento agli Innovation Days, che ha riunito la&nbsp;<strong>comunità scientifica salernitana</strong>: insieme le&nbsp;<strong>start-up, gli spin-off e gli inventori Unisa</strong>, espressione dell’ecosistema della conoscenza fondata sulla ricerca scientifica.</p>



<p>«<em>L’innovazione è la leva strategica su cui si fonda la competizione internazionale</em>&nbsp;–&nbsp;<strong>sottolinea il Rettore Virgilio D’Antonio</strong>&nbsp;<em>– L’obiettivo dell’Università di Salerno è mettere a sistema tutti i gruppi di ricerca di ateneo e favorire il trasferimento tecnologico con un impatto positivo sulla società civile e sullo sviluppo territoriale. Negli ultimi mesi abbiamo avviato un’azione sinergica di scouting e monitoraggio interno per scoprire le grandi innovazioni, i brevetti e anche le esperienze di imprenditorialità accademica finora poco valorizzate. Abbiamo un patrimonio d’eccellenza, con gruppi di ricerca riconosciuti in ambito internazionale, presenti nei più prestigiosi ranking universitari mondiale: la nostra mission è valorizzarli e creare connessioni con il tessuto produttivo locale, con un impatto sull’evoluzione sociale. Le nostre infrastrutture, i nostri laboratori non devono essere più intesi come spazi chiusi, ma come beni pubblici accessibili</em>».</p>



<p>Alla&nbsp;<strong>community di innovator</strong>&nbsp;è stata sottoposta anche una&nbsp;<strong>scheda di presentazione</strong>&nbsp;della mission aziendale, identità, mercato di riferimento, soluzioni innovative, proprietà intellettuale e applicazioni sviluppate da spin-off, start-up e brevetti universitari da sottoporre alle aziende in occasione degli Innovation Days. Predisposti anche quesiti tesi a rilevare le necessità e le esigenze dei diversi gruppi di ricerca, intensificando il dialogo interdisciplinare.</p>



<p>L’Università si propone, così, come&nbsp;<strong>officina dei talenti</strong>, che intende valorizzare i&nbsp;<strong>progetti di imprenditorialità accademica</strong>, oltre a&nbsp;<strong>formare i giovani all’innovazione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>incubando start-up.</strong></p>



<p>«<em>Unisa possiede una ricchezza sorprendente di idee creative che la Terza Missione intende potenziare. Oltre alla divulgazione scientifica, attraverso il trasferimento tecnologico&nbsp;</em><em>valorizziamo la proprietà industriale e intellettuale e l&#8217;imprenditorialità accademica, con imprese spin-off accreditate e brevetti depositati dall’ateneo –</em><strong>&nbsp;afferma il Professore Orlando Triosi, delegato alla Terza Missione Unisa &#8211;</strong><em>&nbsp;Ci prepariamo agli Innovation Days con attività di formazione per promuovere la cultura dell’innovazione e consolidare il nostro network. L’Università di Salerno è coinvolta non solo&nbsp;</em><em>in attività di&nbsp;</em><em>scouting di imprese innovative, ma anche di mentorship e supporto nella pianificazione e sviluppo di progetti di impesa, dalla valutazione dell’impatto sui mercati all’elaborazione della strategia aziendale e di prospettive di crescita. Desideriamo offrire non solo alta formazione d’eccellenza, ma gli strumenti e le occasioni per sviluppare idee embrionali e tradurle in realtà imprenditoriali di successo. L’<strong>Innovation Community&nbsp;</strong>di Ateneo diventa un&nbsp;<strong>concreto laboratorio di impresa</strong>, con la creazione di gruppi di co-working e challange avanzate per dare spazio alle idee e valorizzare i nostri talenti, migliorando il rapporto con le imprese leader. La forza del nostro Ateneo è la multidisciplinarietà</em>».&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TikTok e cultura: come i social stanno cambiando la divulgazione storica e scientifica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tiktok-e-cultura-come-i-social-stanno-cambiando-la-divulgazione-storica-e-scientifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[tik tok]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni TikTok si è affermato non solo come piattaforma di intrattenimento, ma anche come spazio di divulgazione culturale e scientifica. Il numero di creator che si dedicano a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni TikTok si è affermato non solo come piattaforma di intrattenimento, ma anche come spazio di divulgazione culturale e scientifica. Il numero di creator che si dedicano a contenuti educativi è in costante crescita: storici, insegnanti, scienziati e divulgatori utilizzano il linguaggio dei video brevi per raccontare concetti complessi in pochi secondi o minuti, adattandosi alle dinamiche tipiche dei social.</p>



<p>Secondo le analisi della stessa piattaforma, TikTok viene sempre più utilizzato anche per attività di scoperta e apprendimento, con contenuti legati a cultura, musei e divulgazione che raggiungono un pubblico ampio e variegato. Hashtag tematici e format come spiegazioni rapide, curiosità e mini-lezioni hanno contribuito alla diffusione di una nuova forma di “micro-divulgazione”.</p>



<p>Il successo dei creator culturali si basa su un linguaggio semplice, visivo e immediato. Storia, arte e scienza vengono spesso ridotte a pillole informative, accompagnate da immagini, narrazione veloce e montaggio dinamico. Questo formato consente di raggiungere utenti che difficilmente si avvicinerebbero a contenuti più lunghi o accademici, ampliando così la platea della divulgazione.</p>



<p>Tuttavia, questa trasformazione porta con sé anche alcune criticità. La necessità di catturare l’attenzione in pochi secondi può favorire la semplificazione eccessiva dei contenuti, con il rischio di perdere parte della complessità dei temi trattati. Alcuni osservatori evidenziano come gli algoritmi delle piattaforme tendano a premiare contenuti brevi e altamente coinvolgenti, influenzando anche le modalità stesse della narrazione culturale.</p>



<p>Accanto ai rischi, emergono però anche importanti opportunità. La divulgazione sui social ha reso più accessibili temi storici e scientifici a pubblici molto giovani, contribuendo a diffondere curiosità e interesse. Studi recenti sulla comunicazione scientifica online mostrano infatti che piattaforme come TikTok possono favorire una maggiore inclusione nella fruizione dei contenuti, soprattutto tra gli utenti più giovani.</p>



<p>Un altro aspetto rilevante riguarda l’influenza sull’apprendimento. Molti studenti entrano in contatto con argomenti culturali e scientifici proprio attraverso i social, che diventano una prima porta di accesso alla conoscenza. Questo non sostituisce i canali educativi tradizionali, ma li affianca, creando un ecosistema ibrido tra scuola, informazione e intrattenimento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oltre 200 libri pubblicati al giorno in Italia ma meno di 4 italiani su 10 leggono</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oltre-200-libri-pubblicati-al-giorno-in-italia-ma-meno-di-4-italiani-su-10-leggono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
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<p>Il settore editoriale italiano e internazionale mostra da anni una caratteristica costante: si pubblicano moltissimi libri, ma non tutti vengono letti. In Italia, secondo i dati ISTAT, circa il <strong>39,3% della popolazione di 6 anni e più</strong> ha letto almeno un libro in un anno, una quota che negli ultimi anni oscilla attorno al 40% con leggere variazioni. Una parte di questi lettori è inoltre “forte”, cioè legge almeno 12 libri l’anno, ma rappresenta una minoranza del totale.</p>



<p>Sul piano globale, il numero di persone che leggono almeno un libro all’anno varia molto tra Paesi, con percentuali più alte in aree come Stati Uniti ed Europa settentrionale, e più basse in altre regioni. Tuttavia, il dato complessivo conferma una tendenza: la lettura resta un’abitudine diffusa ma non universale, con forti differenze legate a età, istruzione e contesto sociale.</p>



<p>Molto più imponente è invece il lato dell’offerta. In Italia, già prima della pandemia, si stimava una produzione media di circa <strong>237 libri al giorno</strong>, pari a decine di migliaia di titoli all’anno. A livello mondiale, il numero di pubblicazioni è ancora più elevato, considerando editoria tradizionale, digitale e autopubblicazione, che negli ultimi anni ha ampliato ulteriormente il volume complessivo.</p>



<p>Questo squilibrio tra produzione e consumo è uno degli elementi chiave del mercato editoriale contemporaneo: da un lato un’offerta in costante espansione, dall’altro una platea di lettori che cresce più lentamente e che tende a concentrare la propria attenzione su pochi titoli.</p>



<p>Anche le modalità di lettura stanno cambiando. Secondo le rilevazioni ISTAT più recenti, una parte crescente dei lettori utilizza formati digitali e audiolibri, mentre la maggioranza continua a preferire il libro cartaceo. Questo contribuisce a diversificare i comportamenti, senza però modificare in modo radicale la percentuale complessiva di lettori.</p>



<p>Il risultato è un ecosistema editoriale sempre più ampio e frammentato: si pubblica molto, si legge in modo selettivo e il consumo culturale si concentra su una quota relativamente stabile della popolazione. </p>
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		<title>Libri digitali e audiolibri: la lettura nel 2026 tra e-reader e app</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/libri-digitali-e-audiolibri-la-lettura-nel-2026-tra-e-reader-e-app/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[audiolibri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 il settore della lettura digitale si conferma in crescita, trainato soprattutto dall’espansione degli audiolibri e dalle piattaforme di e-book. Un cambiamento che non sostituisce il libro cartaceo, ma [...]]]></description>
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<p>Nel 2026 il settore della lettura digitale si conferma in crescita, trainato soprattutto dall’espansione degli audiolibri e dalle piattaforme di e-book. Un cambiamento che non sostituisce il libro cartaceo, ma lo affianca, creando un ecosistema sempre più ibrido tra carta, schermo e audio.</p>



<p>Le principali piattaforme internazionali, tra cui servizi di e-reader come Amazon Kindle e applicazioni audio come Audible, hanno contribuito a rendere la lettura più flessibile, adattandola ai ritmi quotidiani. La possibilità di ascoltare un libro durante gli spostamenti o le attività domestiche ha ampliato in modo significativo il pubblico dei lettori, includendo anche chi ha meno tempo per la lettura tradizionale.</p>



<p>Parallelamente, i libri digitali su e-reader e app dedicate hanno consolidato la loro presenza, grazie a funzioni come la regolazione del carattere, la sincronizzazione tra dispositivi e l’accesso immediato a cataloghi molto ampi. Questo ha reso la lettura più accessibile anche a persone con difficoltà visive o con esigenze specifiche di fruizione.</p>



<p>Il libro cartaceo, tuttavia, mantiene un ruolo centrale. Molti lettori continuano a preferirlo per ragioni legate all’esperienza sensoriale, alla concentrazione e al valore simbolico dell’oggetto fisico. Il confronto tra formato digitale e formato tradizionale non è quindi una sostituzione, ma una coesistenza che riflette stili di vita differenti.</p>



<p>Un elemento chiave di questa trasformazione è l’accessibilità. Gli audiolibri, in particolare, hanno aperto nuove possibilità per chi ha difficoltà di lettura o disabilità visive, ma anche per un pubblico più ampio che utilizza contenuti audio in contesti quotidiani. Le app e le piattaforme hanno inoltre introdotto sistemi di raccomandazione personalizzata che influenzano la scoperta dei titoli.</p>



<p>Secondo gli operatori del settore editoriale, la tendenza principale è quella di un’integrazione sempre più forte tra formati diversi: lo stesso titolo può essere letto, ascoltato o consultato in digitale, a seconda delle esigenze dell’utente.</p>



<p>In questo scenario, la lettura nel 2026 si presenta sempre più come un’esperienza multipiattaforma, in cui tecnologia e cultura si intrecciano senza eliminare le forme tradizionali, ma ampliandone le possibilità di fruizione.</p>
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		<title>Crisi energetica, le raccomandazioni Ue: smart working almeno un giorno a settimana e città senz’auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/crisi-energetica-le-raccomandazioni-ue-smart-working-almeno-un-giorno-a-settimana-e-citta-senzauto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
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		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruxelles torna a puntare sul lavoro da remoto come leva per ridurre i consumi energetici. Nella bozza del piano “Accelerate Eu”, atteso per il 22 aprile, la Unione Europea indica [...]]]></description>
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<p>Bruxelles torna a puntare sul lavoro da remoto come leva per ridurre i consumi energetici. Nella bozza del piano “Accelerate Eu”, atteso per il 22 aprile, la Unione Europea indica tra le misure chiave l’introduzione dello smart working almeno una volta a settimana e l’organizzazione di giornate senz’auto nelle città.</p>



<p>L’obiettivo è contenere la domanda di energia in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti della crisi legata alla guerra in Medio Oriente, che continua a influenzare prezzi e approvvigionamenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ridurre consumi e dipendenza energetica</h3>



<p>Il piano si inserisce nella strategia europea di riduzione volontaria dei consumi, con un focus particolare su riscaldamento e trasporti, due delle principali voci di spesa energetica.</p>



<p>Secondo la bozza, il ricorso strutturale allo smart working può contribuire in modo significativo a ridurre il traffico pendolare, con effetti immediati su consumo di carburanti ed emissioni. Allo stesso tempo, le giornate senz’auto nelle aree urbane mirano a tagliare l’uso dei mezzi privati e incentivare mobilità sostenibile e trasporto pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Smart working come leva strutturale</h3>



<p>Non si tratta di una misura emergenziale, ma di un ritorno a strumenti già sperimentati durante la pandemia, ora riproposti in chiave energetica. L’indicazione di Bruxelles non introduce un obbligo vincolante per gli Stati membri, ma rappresenta una raccomandazione forte, destinata a orientare le politiche nazionali.</p>



<p>In questo quadro, il lavoro agile viene riconosciuto non solo come strumento organizzativo, ma anche come politica energetica indiretta: meno spostamenti, minore domanda di carburanti, riduzione delle emissioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le città al centro della transizione</h3>



<p>Accanto allo smart working, il piano punta sulle città. Le “car-free days” dovrebbero diventare uno strumento ricorrente per abbattere traffico e inquinamento nei centri urbani, con benefici immediati sulla qualità dell’aria.</p>



<p>Le amministrazioni locali saranno chiamate a svolgere un ruolo centrale, favorendo alternative sostenibili come trasporto pubblico, mobilità elettrica e ciclabilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatti per imprese e cittadini</h3>



<p>Per le imprese, l’indicazione europea potrebbe tradursi in una nuova spinta verso modelli di lavoro ibridi. Tuttavia, restano aperte questioni organizzative e contrattuali, soprattutto nei settori meno digitalizzati.</p>



<p>Per i cittadini, le misure comportano un cambiamento nelle abitudini quotidiane: meno uso dell’auto privata, maggiore flessibilità lavorativa, attenzione ai consumi domestici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una strategia di breve e medio periodo</h3>



<p>Il piano “Accelerate Eu” si inserisce in una strategia più ampia di risposta alle crisi energetiche, che combina interventi immediati e obiettivi di lungo periodo. Se da un lato punta a riduzioni rapide dei consumi, dall’altro rafforza la transizione verso modelli più sostenibili.</p>



<p>La partita resta aperta: molto dipenderà dalla capacità degli Stati membri di tradurre le raccomandazioni in misure concrete. Ma il segnale è chiaro: lo smart working torna al centro delle politiche europee, non più solo come strumento di flessibilità, ma come leva per affrontare una nuova fase di instabilità energetica.</p>
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		<title>Amalfi, nell’Antico Arsenale rivivranno marinai, Duchi e galee in realtà virtuale </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/amalfi-nellantico-arsenale-rivivranno-marinai-duchi-e-galee-in-realta-virtuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Realtà virtuale e tecnologie tridimensionali faranno rivivere marinai, duchi e galee. Così Amalfi si appresta a raccontare il proprio passato trasformando uno dei suoi luoghi simbolo in un’esperienza culturale di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Realtà virtuale e tecnologie tridimensionali faranno rivivere <strong>marinai</strong>, <strong>duchi</strong> e <strong>galee</strong>. Così <strong>Amalfi</strong> si appresta a raccontare il proprio passato trasformando uno dei suoi luoghi simbolo in un’esperienza culturale di forte richiamo turistico come l’Antico <strong>Arsenale</strong>. Qui, <strong>memoria storica</strong> e <strong>innovazione tecnologica</strong> offriranno presto un’esperienza culturale di forte richiamo turistico grazie al progetto “<strong>Arsenale di Amalfi: Memoria e Innovazione</strong>” che verrà realizzato nell’intento di rafforzare l’attrattività turistica dell’<strong>Antica Repubblica Marinara </strong>che si propone così di diventare una <strong>smart destination</strong> di eccellenza, capace di unire il valore storico e culturale del territorio con un modello di fruizione moderna e sostenibile.</p>



<p>Cofinanziato dal <strong>Ministero del Turismo</strong> per un importo di poco inferiore a <strong>70mila euro</strong>, il progetto innovativo di valorizzazione dell’<strong>Arsenale</strong>, antico cantiere navale della Repubblica Marinara, prevede l’impiego di <strong>tecnologie immersive </strong>e strumenti di <strong>storytelling digitale</strong> per raccontare i protagonisti della storia amalfitana e far scoprire ai visitatori non solo il legame tra tradizione marinara e modernità ma consentire di rivivere la costruzione delle navi medievali utilizzate per traffici e commerci lungo le rotte del Mediterraneo.&nbsp;</p>



<p>La realtà virtuale, che sarà disponibile a partire dal prossimo anno, ricostruisce in scala reale l’antico cantiere: con <strong>visori di ultima generazione</strong> il visitatore esplorerà navi in costruzione, maestranze al lavoro, ambienti portuali, seguendo scene animate pensate per un forte impatto emotivo e una comprensione intuitiva dei processi storici. La realtà aumentata, infine, contribuirà ad estendere l’esperienza nello spazio urbano: <strong>QR code</strong> e <strong>marker</strong> nei punti più frequentati mostreranno frammenti animati: una nave amalfitana ormeggiata, un maestro d’ascia all’opera e, attraverso una mappa interattiva, innescheranno una “caccia al tesoro” che guiderà passo dopo passo all’Arsenale con istruzioni chiare su come raggiungerlo.&nbsp;</p>



<p>Il finanziamento appena ottenuto &#8211; frutto del bando a valere sul <strong>Fondo Unico Nazionale per il Turismo</strong> a cui il Comune di Amalfi ha partecipato a settembre 2025 &#8211; sarà integrato con circa 20mila euro di fondi del bilancio comunale che porteranno a <strong>90mila euro</strong> la spesa complessiva prevista per il progetto che non solo intende valorizzare l’Arsenale di Amalfi come <strong>polo culturale e turistico di rilievo</strong> ma raccontare la storia della Repubblica Marinara attraverso strumenti innovativi e coinvolgenti che <strong>si estenderanno anche all’intero centro urbano </strong>grazie a itinerari di realtà aumentata capaci di coinvolgere i principali luoghi di interesse.&nbsp;</p>



<p>L’iniziativa, pensata per intercettare diversi segmenti di pubblico, nazionali e internazionali, prevede inoltre l’adozione di <strong>soluzioni inclusive e tecnologie anche per persone con disabilità motorie e sensoriali</strong>, ampliando così il pubblico e rafforzando la dimensione di turismo universale.</p>



<p>“<em>In sinergia con il Comune di Amalfi e la DMO Visit Amalfi abbiamo ideato un progetto che unisce creatività, tecnologia e cultura. Tra le vie del centro storico un percorso animato da contenuti digitali condurrà il visitatore verso la sede dell’Arsenale Navale. &#8211; </em>dichiara Paolo Talamo, CEO di Immerso &#8211;&nbsp; <em>Una volta dentro, la magia della realtà virtuale darà vita ai cantieri navali con fedeltà storica. Amalfi compie un altro passo in avanti nell’offerta di un turismo moderno e internazionale</em>”.</p>
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		<item>
		<title>Internet invisibile: come l’IA sta riscrivendo il web senza che ce ne accorgiamo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/internet-invisibile-come-lia-sta-riscrivendo-il-web-senza-che-ce-ne-accorgiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 12:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[hitech]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Internet non è più lo stesso spazio aperto e neutrale delle origini. Sempre più spesso, ciò che vediamo online — notizie, video, prodotti e contenuti social — è il risultato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Internet non è più lo stesso spazio aperto e neutrale delle origini. Sempre più spesso, ciò che vediamo online — notizie, video, prodotti e contenuti social — è il risultato di sistemi di intelligenza artificiale che selezionano, ordinano e personalizzano l’esperienza digitale di ogni utente. Un processo quasi invisibile, ma ormai centrale nell’architettura del web contemporaneo.</p>



<p>Dietro ogni feed, risultato di ricerca o suggerimento di acquisto operano algoritmi basati su <strong>machine learning e sistemi di raccomandazione</strong>, progettati per prevedere ciò che potrebbe interessarci. Questi modelli analizzano enormi quantità di dati comportamentali: clic, tempi di visualizzazione, ricerche e interazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un web diverso per ogni utente</strong></h3>



<p>Il risultato è una rete “personalizzata”: due persone che cercano lo stesso argomento possono ricevere risultati completamente diversi. Questo fenomeno, noto come <strong>filter bubble</strong>, è stato descritto già da anni nella letteratura scientifica e indica la tendenza degli algoritmi a mostrare contenuti coerenti con le preferenze dell’utente, riducendo l’esposizione a punti di vista alternativi.</p>



<p>Oggi, con l’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa e predittiva, questo processo è diventato ancora più sofisticato. Le piattaforme non si limitano più a ordinare contenuti esistenti, ma possono anche <strong>crearne di nuovi o sintetizzarli</strong>, come accade nei riassunti automatici dei motori di ricerca o nei feed social generati dinamicamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi decide cosa vediamo</strong></h3>



<p>Le principali piattaforme digitali utilizzano sistemi di IA per massimizzare il tempo di permanenza degli utenti. Questo significa che gli algoritmi privilegiano contenuti che hanno maggiore probabilità di generare interazione, come clic, commenti o condivisioni.</p>



<p>Secondo studi accademici sull’economia delle piattaforme, questo modello può influenzare non solo il consumo di contenuti, ma anche la percezione della realtà, perché determina quali informazioni emergono e quali restano invisibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’IA nei motori di ricerca e nello shopping</strong></h3>



<p>Anche i motori di ricerca stanno evolvendo verso un modello sempre più guidato dall’intelligenza artificiale. I risultati non sono più semplici elenchi di link, ma risposte elaborate direttamente dai sistemi, che sintetizzano informazioni da più fonti.</p>



<p>Nel commercio online, gli algoritmi di raccomandazione influenzano in modo diretto le scelte d’acquisto, suggerendo prodotti in base a profili comportamentali sempre più dettagliati. Questo ha trasformato il web in un ambiente in cui la scoperta non è più casuale, ma guidata da sistemi predittivi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trasparenza e controllo: il nuovo dibattito</strong></h3>



<p>Il crescente ruolo dell’IA nel filtrare l’informazione ha sollevato interrogativi su trasparenza, controllo e responsabilità. Molti ricercatori e istituzioni sottolineano la difficoltà di comprendere come questi algoritmi prendano decisioni, a causa della loro complessità e della natura proprietaria dei modelli utilizzati dalle grandi piattaforme.</p>



<p>Al centro del dibattito c’è la necessità di rendere più chiari i criteri con cui i contenuti vengono selezionati e di garantire agli utenti maggiore consapevolezza sul funzionamento dei sistemi che regolano la loro esperienza online.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un Internet che non vediamo più interamente</strong></h3>



<p>L’idea di un Internet unico e condiviso lascia sempre più spazio a una rete frammentata, modellata su misura per ogni individuo. Un “Internet invisibile”, costruito da algoritmi che decidono cosa appare e cosa resta fuori dal campo visivo.</p>



<p>In questo nuovo ecosistema digitale, la vera sfida non è solo tecnologica, ma anche culturale: comprendere quanto ciò che vediamo online sia il risultato delle nostre scelte e quanto invece delle scelte delle macchine.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’IA può davvero pensare? Cosa dicono i nuovi modelli e i neuroscienziati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lia-puo-davvero-pensare-cosa-dicono-i-nuovi-modelli-e-i-neuroscienziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 12:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[modelli linguistici di grandi dimensioni]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienziati]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale moderna è sempre più capace di generare testi, immagini, codice e persino ragionamenti complessi. Ma questo solleva una domanda fondamentale, al centro del dibattito tra informatica e neuroscienze: [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale moderna è sempre più capace di generare testi, immagini, codice e persino ragionamenti complessi. Ma questo solleva una domanda fondamentale, al centro del dibattito tra informatica e neuroscienze: le macchine “pensano” davvero o simulano soltanto il pensiero umano?</p>



<p>La questione non è nuova, ma l’arrivo dei <strong>modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM)</strong> ha riacceso il confronto, perché i sistemi attuali non si limitano più a eseguire compiti rigidi, ma producono risposte flessibili, contestuali e spesso sorprendentemente coerenti. Secondo parte della comunità scientifica, questo avvicinamento al linguaggio umano ha reso più difficile distinguere tra <strong>simulazione dell’intelligenza e comprensione reale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è “pensare” per una macchina</strong></h3>



<p>In informatica, l’intelligenza artificiale viene generalmente definita come la capacità di un sistema di interpretare dati, adattarsi e raggiungere obiettivi specifici. In questo senso, i modelli moderni “ragionano” nel senso funzionale del termine: riconoscono schemi nei dati e producono risposte coerenti con quegli schemi.</p>



<p>Tuttavia, secondo molti neuroscienziati e filosofi della mente, questo tipo di elaborazione non coincide con il pensiero umano, che implica coscienza, esperienza soggettiva e consapevolezza del sé. È proprio questa differenza a segnare la linea di confine tra <strong>IA debole</strong> (che simula processi cognitivi) e ipotesi di <strong>IA forte</strong>, che dovrebbe invece possedere una mente vera e propria. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa dicono le neuroscienze</strong></h3>



<p>Le neuroscienze cognitive tendono a considerare il cervello umano come un sistema biologico estremamente integrato, in cui coscienza e pensiero emergono da attività elettrochimiche distribuite. Le principali teorie scientifiche sulla coscienza, come la <em>Global Workspace Theory</em> e la <em>Integrated Information Theory</em>, suggeriscono che la coscienza potrebbe emergere solo in sistemi con specifiche forme di integrazione e dinamica interna.</p>



<p>Su questa base, alcuni studi recenti hanno valutato i modelli di IA alla luce di questi criteri, concludendo che <strong>non esistono prove che i sistemi attuali siano coscienti</strong>, anche se non vi sono barriere teoriche assolute allo sviluppo futuro di sistemi più complessi. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Simulazione o comprensione? Il nodo centrale</strong></h3>



<p>Uno dei punti più controversi riguarda il linguaggio: i modelli linguistici possono produrre risposte che sembrano frutto di ragionamento, ma questo non implica necessariamente comprensione nel senso umano.</p>



<p>Secondo alcuni filosofi della mente, come John Searle, un sistema può manipolare simboli senza “capire” realmente ciò che sta facendo: è il celebre problema della “stanza cinese”. Questa distinzione è oggi centrale nel dibattito scientifico sull’IA.</p>



<p>Dall’altro lato, alcuni ricercatori sostengono che la distinzione tra simulazione e comprensione potrebbe diventare meno netta man mano che i sistemi diventano più complessi e integrati, al punto da rendere difficile escludere forme emergenti di “cognizione artificiale”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una domanda ancora aperta</strong></h3>



<p>Il consenso scientifico attuale è prudente: le IA non sono considerate coscienti e non “pensano” come gli esseri umani. Tuttavia, la loro capacità di imitare il linguaggio e alcuni processi cognitivi sta spostando il dibattito da una domanda binaria (“possono pensare o no?”) a una più sfumata: <strong>che cosa significa davvero pensare?</strong></p>



<p>In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia, ma anche uno specchio che costringe neuroscienziati e filosofi a rivedere le definizioni stesse di mente, intelligenza e coscienza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Generative AI e creatività digitale: opportunità e rischi per i diritti d’autore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/generative-ai-e-creativita-digitale-opportunita-e-rischi-per-i-diritti-dautore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[creatività digitale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa sta trasformando profondamente il modo in cui si crea, distribuisce e valorizza la cultura digitale, aprendo scenari innovativi ma anche complessi questioni giuridiche legate ai diritti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa sta trasformando profondamente il modo in cui si crea, distribuisce e valorizza la cultura digitale, aprendo scenari innovativi ma anche complessi questioni giuridiche legate ai diritti d’autore. </p>



<p>La tecnologia di generative AI – che utilizza modelli di apprendimento profondo per produrre contenuti originali come testi, immagini, musica o video – ha conquistato spazi crescenti nei settori creativi, dall’editoria alla pubblicità, dall’arte digitale alla moda. Queste tecnologie offrono potenziali vantaggi, come l’accelerazione dei processi creativi e l’ampliamento delle possibilità espressive per artisti e professionisti della cultura. Secondo studi nel settore, molti creativi vedono nell’IA uno strumento per “risparmiare tempo e stimolare idee nuove”, pur auspicando maggiore trasparenza e controllo sull’uso dei propri contenuti da parte dei modelli AI. </p>



<p>Tuttavia, proprio l’uso di grandi dataset per addestrare questi modelli solleva interrogativi pressanti: spesso i dati includono opere protette da copyright, utilizzate senza il consenso esplicito dei creatori. Il tema non è solo teorico: lo sfruttamento non autorizzato di contenuti artistici è al centro di controversie legali a livello internazionale, con richieste di compensi e misure di responsabilità per gli sviluppatori di AI. </p>



<p>A livello europeo, uno studio pubblicato dall’<strong>EUIPO</strong> (European Union Intellectual Property Office) evidenzia come manchi ancora un meccanismo uniforme che consenta ai titolari di diritti d’autore di vietare l’uso dei propri contenuti nei sistemi generativi di IA. La standardizzazione di tali strumenti di licenza sarà fondamentale per garantire un mercato digitale equilibrato. </p>



<p>Un altro tema aperto riguarda la stessa natura del copyright sulle opere generate da AI. In molte giurisdizioni, compresi gli Stati Uniti, le opere create <strong>senza un contributo umano minimo</strong> non sono considerate protette da copyright perché manca una “creazione umana” riconosciuta dalla legge. Questo comporta che le opere prodotte interamente dalla macchina cadano nel pubblico dominio, complicando ulteriormente la tutela degli interessi degli autori umani.</p>



<p>Le implicazioni economiche sono evidenti: la produzione di contenuti generativi senza compenso per gli autori originali rischia di impoverire modelli di business tradizionali nell’editoria, nell’arte, nella musica e nel design, mettendo sotto pressione gli incentivi alla creazione. Alcune iniziative editoriali e culturali denunciano l’uso indiscriminato di opere protette per addestrare le AI, spingendo per regolamentazioni più rigorose e per strumenti che permettano di tracciare e attribuire correttamente i diritti.</p>



<p>I difensori della tecnologia sottolineano però che l’IA può diventare uno strumento collaborativo potente, capace di potenziare la creatività umana e di abbattere barriere di accesso ai processi produttivi tradizionali, se accompagnata da normative chiare e da modelli di compenso equi.</p>



<p>Il dibattito su come bilanciare innovazione e tutela dei diritti d’autore è in pieno sviluppo e coinvolge istituzioni, aziende tech, creativi e legislatori. In questo contesto, una regolamentazione trasparente e inclusiva potrebbe non solo proteggere i creatori, ma anche stabilire le basi per un ecosistema culturale digitale sostenibile, dove tecnologia e creatività umana coesistano senza che l’una sfrutti impropriamente l’altra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Food e social: come Instagram e TikTok cambiano ciò che mangiamo. Tra trend virali e impatto reale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/food-e-social-come-instagram-e-tiktok-cambiano-cio-che-mangiamo-tra-trend-virali-e-impatto-reale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e social]]></category>
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<p>Dai cucumber salad virali su TikTok ai dolci scenografici pensati per Instagram, i social network stanno trasformando non solo il modo in cui il cibo viene raccontato, ma anche ciò che finisce nei piatti degli utenti. Una tendenza che intreccia comunicazione, marketing e abitudini alimentari, con effetti sempre più concreti sui consumi.</p>



<p>Secondo analisi di settore e osservatori del food marketing, piattaforme come Instagram e TikTok sono oggi tra i principali motori di diffusione delle nuove tendenze gastronomiche, capaci di rendere virali ingredienti, ricette e format in pochi giorni.</p>



<p>Dal “piatto bello” al fenomeno globale</p>



<p>L’estetica è diventata un elemento centrale. Il cosiddetto food porn — immagini e video di cibo curato nei minimi dettagli — ha contribuito a rendere alcuni piatti iconici a livello globale, indipendentemente dalla loro tradizione culturale o origine geografica.</p>



<p>Su Instagram, il cibo è da anni uno dei contenuti più condivisi. Su TikTok, invece, la logica è diversa: contano rapidità, semplicità e replicabilità. Una ricetta che funziona è quella che può essere rifatta facilmente dagli utenti, generando un effetto catena.</p>



<p>Trend virali: quando un video cambia i consumi</p>



<p>Negli ultimi anni, alcuni esempi hanno mostrato l’impatto diretto dei social sulla domanda alimentare. Ingredienti prima di nicchia sono diventati improvvisamente introvabili dopo essere diventati virali. È il caso di ricette semplici ma altamente condivisibili, che possono generare picchi di interesse in tempi brevissimi.</p>



<p>Questo fenomeno ha effetti anche sulla distribuzione: supermercati e produttori si trovano a dover rispondere a picchi improvvisi di domanda, spesso difficili da prevedere.</p>



<p>Il ruolo degli influencer food</p>



<p>Accanto agli chef tradizionali, sono emerse nuove figure: i content creator del food. Non sempre professionisti della cucina, questi influencer hanno un forte impatto sulle scelte dei consumatori, soprattutto tra i più giovani.</p>



<p>Le recensioni di ristoranti, le “ricette da 1 minuto” e i test di prodotti alimentari contribuiscono a orientare le decisioni d’acquisto, in alcuni casi più delle campagne pubblicitarie tradizionali.</p>



<p>Impatto reale: tra opportunità e distorsioni</p>



<p>Il legame tra social e alimentazione non è privo di criticità. Da un lato, i social media hanno reso più accessibili ricette, tecniche di cucina e informazioni sul cibo, favorendo anche la diffusione di contenuti legati alla cucina salutare o sostenibile.</p>



<p>Dall’altro, emergono alcune distorsioni: la tendenza a privilegiare l’estetica rispetto al valore nutrizionale, la diffusione di mode alimentari passeggere e, in alcuni casi, la semplificazione eccessiva di temi complessi come la nutrizione.</p>



<p>Gli esperti sottolineano inoltre che la viralità non sempre coincide con la qualità: ciò che diventa popolare non è necessariamente equilibrato dal punto di vista dietetico o sostenibile.</p>



<p>Ristorazione e marketing si adattano</p>



<p>Anche il settore della ristorazione ha modificato le proprie strategie. Molti locali progettano piatti “social-friendly”, pensati per essere fotografati e condivisi online. L’impatto visivo diventa così parte integrante dell’esperienza gastronomica.</p>



<p>Allo stesso tempo, i brand alimentari investono sempre più in campagne digitali e collaborazioni con creator per intercettare le nuove abitudini dei consumatori.</p>



<p>Una nuova educazione alimentare digitale</p>



<p>Secondo gli osservatori, il fenomeno non è destinato a ridursi. Al contrario, la componente digitale è ormai parte integrante della cultura alimentare contemporanea.</p>



<p>Il punto centrale diventa quindi la consapevolezza: distinguere tra contenuti virali e informazioni affidabili, tra tendenza e qualità reale, in un ecosistema in cui il cibo è sempre più anche comunicazione.</p>



<p>Tra like e piatti reali</p>



<p>Instagram e TikTok non si limitano a raccontare il cibo: contribuiscono a modellarlo. Il risultato è un sistema in cui ciò che si mangia è sempre più influenzato da ciò che si guarda, in un intreccio continuo tra estetica, desiderio e consumo.</p>



<p>Una trasformazione che, secondo gli esperti, è destinata a consolidarsi, ridefinendo il rapporto tra alimentazione e cultura digitale.</p>
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		<title>Esoscheletri e robot indossabili: nuove tecnologie tra riabilitazione e industria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/esoscheletri-e-robot-indossabili-nuove-tecnologie-tra-riabilitazione-e-industria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
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<p>Dalla medicina alla produzione industriale, gli esoscheletri stanno emergendo come una delle innovazioni più promettenti nel campo della robotica applicata. Si tratta di dispositivi meccanici indossabili, progettati per supportare o potenziare i movimenti del corpo umano, con applicazioni che spaziano dall’assistenza alle persone con disabilità fino al miglioramento delle condizioni di lavoro in ambito industriale.</p>



<p>Gli Esoscheletro robotico funzionano attraverso una struttura esterna che si adatta al corpo e utilizza sensori, motori e sistemi di controllo per assistere i movimenti. In ambito sanitario, sono sempre più utilizzati nei percorsi di riabilitazione, in particolare per pazienti colpiti da ictus o lesioni spinali, aiutandoli a recuperare la capacità di camminare o a migliorare la mobilità.</p>



<p>Numerosi studi clinici evidenziano come questi dispositivi possano favorire il recupero funzionale, migliorare la circolazione e ridurre complicanze legate all’immobilità prolungata. Inoltre, offrono un importante supporto psicologico, consentendo ai pazienti di riacquisire autonomia e fiducia nelle proprie capacità.</p>



<p>Parallelamente, gli esoscheletri stanno trovando applicazione anche nel settore industriale. In contesti produttivi e logistici, vengono utilizzati per ridurre lo sforzo fisico dei lavoratori durante operazioni ripetitive o sollevamento di carichi pesanti. Questo contribuisce a diminuire il rischio di infortuni e patologie muscolo-scheletriche, migliorando al contempo l’efficienza e la sicurezza sul lavoro.</p>



<p>I robot indossabili non si limitano agli esoscheletri completi: esistono anche dispositivi più leggeri e specifici, progettati per supportare singole parti del corpo, come schiena, spalle o arti superiori. Queste soluzioni risultano particolarmente utili in settori come l’edilizia, la manifattura e la logistica.</p>



<p>Nonostante i progressi, la diffusione su larga scala è ancora limitata da alcuni fattori, tra cui i costi elevati, la necessità di formazione specifica e la personalizzazione dei dispositivi in base alle esigenze dell’utilizzatore. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica e l’aumento degli investimenti stanno rendendo queste soluzioni sempre più accessibili.</p>



<p>Il futuro degli esoscheletri appare strettamente legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di sensori avanzati, che permetteranno dispositivi sempre più adattivi e integrati con il corpo umano.</p>



<p>In questo scenario, gli esoscheletri e i robot indossabili rappresentano non solo un supporto tecnologico, ma anche un’opportunità concreta per migliorare la qualità della vita delle persone e rendere più sostenibili e sicuri i contesti lavorativi.</p>
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		<title>Smartphone 2026: le novità più interessanti tra AI, pieghevoli e fotocamere “da professionisti”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/smartphone-2026-le-novita-piu-interessanti-tra-ai-pieghevoli-e-fotocamere-da-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[reflex telefono]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone 2026]]></category>
		<category><![CDATA[telefoni intelligenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2026 si sta confermando un anno di svolta per il mercato degli smartphone. Tra intelligenza artificiale sempre più integrata, nuovi modelli pieghevoli e fotocamere sempre più avanzate, i principali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2026 si sta confermando un anno di svolta per il mercato degli smartphone. Tra intelligenza artificiale sempre più integrata, nuovi modelli pieghevoli e fotocamere sempre più avanzate, i principali produttori stanno ridisegnando il concetto stesso di telefono.</p>



<p>Secondo le analisi del settore, la direzione è chiara: meno dispositivi “tutti uguali” e più modelli innovativi, capaci di distinguersi per design e funzionalità avanzate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intelligenza artificiale diventa centrale</h3>



<p>La vera rivoluzione del 2026 è l’AI integrata negli smartphone. I nuovi dispositivi non si limitano più a eseguire comandi, ma iniziano a prevedere le esigenze degli utenti, migliorando fotografia, produttività e gestione quotidiana.</p>



<p>Le funzioni di intelligenza artificiale sono ormai parte essenziale dei top di gamma, con sistemi capaci di ottimizzare automaticamente immagini, batteria e prestazioni in base all’uso reale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Pieghevoli sempre più maturi</h3>



<p>Il segmento dei telefoni pieghevoli è ormai entrato nella fase della maturità. Dispositivi come i nuovi modelli di Samsung, Motorola e OPPO dimostrano come questa tecnologia non sia più sperimentale, ma una vera alternativa agli smartphone tradizionali.</p>



<p>Tra le novità più rilevanti spiccano dispositivi ultra-sottili, con cerniere rinforzate e schermi interni sempre più resistenti, pensati per eliminare quasi del tutto la piega visibile. In alcuni casi si parla anche di dispositivi “tri-fold”, capaci di trasformarsi in piccoli tablet. </p>



<p>Un esempio recente è il nuovo OPPO Find N6, presentato con un design più sottile, batteria potenziata e un sistema fotografico da 200 megapixel, pensato per competere con i top di gamma tradizionali. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Apple, Samsung e la corsa ai nuovi formati</h3>



<p>Tra i protagonisti del 2026 ci sono come sempre Apple e Samsung.</p>



<p>Apple è al centro delle indiscrezioni sul primo iPhone pieghevole, un dispositivo che segnerebbe un cambio di rotta storico per la gamma iPhone, con display flessibile e più fotocamere integrate. </p>



<p>Samsung, invece, continua a guidare il settore dei foldable con dispositivi sempre più sottili e leggeri, arricchiti da funzioni AI e schermi di grande formato, pensati per produttività e intrattenimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fotocamere sempre più vicine alle reflex</h3>



<p>La fotografia mobile continua a essere uno dei principali campi di competizione. I migliori smartphone del 2026 offrono sensori sempre più grandi, zoom avanzati e una forte integrazione con l’AI per migliorare scatti e video.</p>



<p>Secondo i test più recenti, dispositivi come iPhone di ultima generazione, Google Pixel e Samsung Galaxy Ultra dominano il settore fotografico grazie a sistemi di elaborazione sempre più sofisticati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Batteria, ricarica e prestazioni</h3>



<p>Accanto a design e fotocamere, migliorano anche autonomia e prestazioni. I nuovi chip a 2 nanometri e le batterie ad alta capacità permettono maggiore efficienza energetica e tempi di ricarica sempre più rapidi, segnando un ulteriore passo avanti rispetto alle generazioni precedenti.</p>
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		<item>
		<title>Social e minori: tra divieti, limiti e controlli, il quadro in Europa, nel mondo e in Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/social-e-minori-tra-divieti-limiti-e-controlli-il-quadro-in-europa-nel-mondo-e-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
		<category><![CDATA[social media ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[social network minori]]></category>
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					<description><![CDATA[L’utilizzo dei social network da parte dei minori è sempre più al centro del dibattito normativo internazionale. Tra misure di restrizione, obblighi di verifica dell’età e interventi educativi, l’approccio varia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">L’utilizzo dei social network da parte dei minori è sempre più al centro del dibattito normativo internazionale. Tra misure di restrizione, obblighi di verifica dell’età e interventi educativi, l’approccio varia sensibilmente tra Europa, Stati Uniti e altri Paesi, mentre l’Italia si muove all’interno del quadro europeo con alcune specificità legate alla privacy e alla tutela dei minori.</p>



<p class="p1">Europa: tra GDPR e regole di accesso differenziate</p>



<p class="p1">Nell’Unione europea la disciplina si basa principalmente sul GDPR, che stabilisce il consenso digitale per i minori tra i 13 e i 16 anni, lasciando agli Stati membri la possibilità di fissare soglie diverse. In Italia, ad esempio, l’età minima per il consenso al trattamento dei dati personali sui social è fissata a 14 anni.</p>



<p class="p1">Accanto al GDPR, il nuovo Digital Services Act impone alle piattaforme obblighi più stringenti in materia di trasparenza, tutela dei minori e riduzione dei rischi sistemici, ma non introduce un divieto generalizzato di accesso ai social per fascia d’età.</p>



<p class="p1">Italia: responsabilità dei genitori e ruolo delle piattaforme</p>



<p class="p1">Nel sistema italiano non esiste un divieto assoluto di iscrizione ai social network per i minori, ma le piattaforme devono garantire meccanismi di verifica dell’età e ottenere il consenso dei genitori per i più giovani. La responsabilità è quindi condivisa tra famiglie e provider digitali.</p>



<p class="p1">Il dibattito politico recente ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare l’educazione digitale nelle scuole e di introdurre strumenti più efficaci di controllo dell’età, in linea con le indicazioni europee.</p>



<p class="p1">Stati Uniti e altre aree: approcci più restrittivi in alcuni casi</p>



<p class="p1">Negli Stati Uniti, la normativa federale prevede il COPPA, che limita la raccolta di dati personali per i minori di 13 anni e impone il consenso dei genitori. Tuttavia, negli ultimi anni diversi Stati hanno introdotto o proposto leggi più severe, incluse restrizioni sull’uso dei social per i minori e obblighi di verifica dell’età più stringenti.</p>



<p class="p1">In altre aree del mondo, come l’Asia e l’Oceania, si registrano approcci eterogenei: alcuni Paesi hanno introdotto limiti orari o blocchi per i minori, mentre altri puntano principalmente su sistemi di parental control e auto-regolamentazione delle piattaforme.</p>



<p class="p1">Il nodo della verifica dell’età</p>



<p class="p1">Uno dei problemi principali resta l’effettiva verifica dell’età degli utenti, considerata ancora oggi difficile da garantire in modo affidabile senza compromettere la privacy. Le autorità europee e internazionali stanno lavorando a soluzioni tecnologiche, come sistemi di identità digitale e verifica anonima dell’età.</p>



<p class="p1">Tra tutela e libertà digitale</p>



<p class="p1">Gli esperti sottolineano come la sfida principale sia trovare un equilibrio tra protezione dei minori e libertà di accesso al digitale. Le norme attuali, pur differenti tra Paesi, convergono sull’obiettivo di ridurre i rischi legati a contenuti inappropriati, dipendenza da social e uso improprio dei dati personali.</p>



<p class="p1">Il quadro globale resta quindi frammentato, ma in evoluzione verso regole sempre più strutturate, in risposta alla crescita costante dell’uso dei social tra adolescenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AI e lavoro: rivoluzione o rischio sociale? Nuove competenze nel mercato del futuro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-e-lavoro-rivoluzione-o-rischio-sociale-nuove-competenze-nel-mercato-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[automazione lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e ai]]></category>
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					<description><![CDATA[L’avanzata dell’intelligenza artificiale (AI) sta ridefinendo il mondo del lavoro in modi profondi, generando non solo innovazione nei processi produttivi, ma anche incertezze occupazionali e pressioni sociali sul futuro delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’avanzata dell’<strong>intelligenza artificiale (AI)</strong> sta ridefinendo il mondo del lavoro in modi profondi, generando non solo innovazione nei processi produttivi, ma anche incertezze occupazionali e pressioni sociali sul futuro delle professioni. Secondo numerosi studi e osservatori internazionali, l’AI sta trasformando ruoli, competenze richieste e dinamiche occupazionali, ponendo sfide stringenti per i sistemi educativi e le politiche del lavoro.</p>



<p>L’adozione di strumenti basati sull’AI – dalle tecnologie di automazione alla generazione automatica di contenuti – sta modificando il tessuto delle attività quotidiane. Alcuni compiti ripetitivi, come l’<strong>inserimento dati o il servizio clienti automatizzato</strong>, risultano particolarmente vulnerabili all’integrazione di sistemi intelligenti, con studi che indicano percentuali elevate di attività potenzialmente automatizzabili in questi settori.</p>



<p>Tuttavia, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro non è unidimensionale. Secondo ricerche accademiche, mentre alcuni compiti possono essere automatizzati, l’AI ha anche il potenziale di <strong>migliorare sicurezza e qualità del lavoro</strong>, ad esempio mediante tecnologie predittive che individuano rischi sul posto di lavoro, o strumenti che supportano i lavoratori nell’affrontare compiti complessi.</p>



<p>Un’altra dimensione chiave riguarda le competenze richieste: la presenza dell’AI richiede sempre più abilità digitali avanzate, pensiero critico e capacità di interazione uomo‑macchina. Questo spinge verso una <strong>riqualificazione continua della forza lavoro</strong>, con una maggiore enfasi su formazione tecnica, creatività e capacità di gestione di tecnologie complesse.</p>



<p>Le istituzioni europee, imprese e organizzazioni internazionali sottolineano la necessità di creare un ecosistema di istruzione e formazione che non solo prepari i giovani, ma accompagni anche i lavoratori attivi nel corso della loro carriera. Questo implica politiche di lifelong learning e incentivi per programmi di aggiornamento professionale.</p>



<p>Il dibattito sul rapporto tra AI e lavoro è quindi sfaccettato: se da un lato esprime preoccupazioni circa la possibile sostituzione di lavoratori in compiti routinari, dall’altro mette in luce opportunità per aumentare produttività, creare nuovi ruoli professionali e migliorare condizioni di lavoro attraverso l’uso responsabile e integrato delle tecnologie intelligenti.</p>



<p>In questo contesto, trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela delle persone rappresenta una delle principali sfide dei prossimi anni nel mondo del lavoro globale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mario Klingemann, l’artista che fa dialogare l’AI con la percezione umana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mario-klingemann-lartista-che-fa-dialogare-lai-con-la-percezione-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 14:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Klingemann]]></category>
		<category><![CDATA[reti neurali]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama dell’arte contemporanea digitale, uno dei nomi più riconosciuti a livello internazionale è quello di Mario Klingemann, pionieristico interprete dell’intelligenza artificiale applicata alla creazione artistica. Nato nel 1970 a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel panorama dell’arte contemporanea digitale, uno dei nomi più riconosciuti a livello internazionale è quello di <strong>Mario Klingemann</strong>, pionieristico interprete dell’intelligenza artificiale applicata alla creazione artistica. Nato nel 1970 a Laatzen, in Germania, Klingemann ha iniziato da autodidatta a esplorare il rapporto tra codice, reti neurali e linguaggi visivi, diventando figura centrale nell’evoluzione della cosiddetta <em>AI art</em>. </p>



<p>La sua opera si sviluppa attorno a strumenti che non sono i tradizionali pennelli o scalpelli, ma <strong>algoritmi, reti neurali e sistemi di apprendimento automatico</strong>. Klingemann utilizza questi strumenti per interrogare i confini tra creatività umana e capacità computazionale, esplorando temi quali la percezione visiva, la memoria culturale e l’identità nell’era digitale. </p>



<p>Una delle sue opere più conosciute è <em>Memories of Passersby I</em>, un’installazione in cui un sistema basato su reti neurali genera <strong>in tempo reale ritratti di persone che non esistono</strong>, producendo un flusso continuo di immagini uniche. Il sistema, progettato per interpretare e rielaborare migliaia di ritratti storici, non si limita a riprodurre elementi preesistenti ma genera nuove combinazioni visive, offrendo allo spettatore un’esperienza di creazione “infinita”. Quest’opera è diventata uno dei primi esempi di arte generata da AI battuta all’asta in una casa d’aste tradizionale. </p>



<p>Oltre alla manipolazione di immagini, Klingemann ha lavorato anche con forme più concettuali di intelligenza artificiale, come nel caso di <em>A.I.C.C.A.</em>, una scultura robotica presentata nel 2023 in grado di elaborare critiche artistiche tramite programmazione AI, sottolineando il suo interesse per l’intreccio tra tecnologia e riflessione estetica.</p>



<p>Il lavoro di Klingemann è stato esposto in contesti di rilievo globale: dalle istituzioni come il <strong>Museum of Modern Art di New York</strong> e il <strong>Centre Pompidou a Parigi</strong> a festival internazionali dedicati alle arti digitali e alla tecnologia. </p>



<p>In interviste, l’artista ha spesso spiegato di essere motivato dalla volontà di capire come le macchine apprendono e percepiscono, non solo per generare immagini, ma per <strong>stimolare domande sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella creazione culturale</strong>. Klingemann definisce la sorpresa generata dagli algoritmi come essenziale per stimolare l’interesse artistico, spingendo sia lui che il pubblico verso territori ancora poco esplorati della visione e della comprensione umana. </p>



<p>Mentre il dibattito sull’autorialità dell’arte generata da AI continua ad evolversi, l’opera di Mario Klingemann resta un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere come le reti neurali e gli algoritmi stiano ridefinendo il concetto stesso di creatività nel XXI secolo.</p>



<p>Fonte foto: <a href="https://quasimondo.com/2020/08/29/neural-decay/">https://quasimondo.com/2020/08/29/neural-decay/</a></p>



<p></p>
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