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	<title>AI &amp; Hi-Tech | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jul 2026 17:45:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Machina Sacra, la prima processione digitale in Italia: la &#8220;fede&#8221; guidata dall’IA</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/machina-sacra-la-prima-processione-digitale-in-italia-la-fede-guidata-dallia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
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					<description><![CDATA[Un grande schermo digitale portato a spalla come un simulacro contemporaneo, decine di smartphone accesi a diffondere una litania elettronica e un intero borgo coinvolto in un rito collettivo che [...]]]></description>
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<p class="p1">Un grande schermo digitale portato a spalla come un simulacro contemporaneo, decine di smartphone accesi a diffondere una litania elettronica e un intero borgo coinvolto in un rito collettivo che mette in dialogo spiritualità e tecnologia. È “MACHINA SACRA”, il progetto artistico di Max Magaldi e Matteo Mandelli, presentato in anteprima l’8 luglio a Bosco, frazione di San Giovanni a Piro, nell’ambito del festival MicroCosmi.</p>



<p class="p1">L’opera si è sviluppata come un’inedita processione digitale attraverso le strade del paese. Ad aprire il rito, un gesto simbolico di incisione dello schermo, attraversato dall’immagine alla ricerca della luce e trasformato in un luogo di rivelazione e passaggio. Durante il percorso il pubblico ha partecipato attivamente attraverso i propri smartphone, collegati all’opera mediante un QR code: ogni dispositivo ha trasmesso una litania digitale che si è propagata tra le vie del borgo, accompagnando la processione con suoni e luci.</p>



<p class="p1">La performance si è conclusa nella Cappella del Carmine di Bosco, dove l’opera resterà esposta fino al termine di MicroCosmi, il format ideato da Vittorio Cosma e diretto e curato insieme ad Annarita Masullo di The Goodness Factory, in programma fino al 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario.</p>



<p class="p1">“MACHINA SACRA” propone una riflessione sul confine tra ciò che connette e ciò che separa le persone nell’epoca digitale. Il progetto nasce nell’anno di “Magnifica Humanitas”, l’enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, inserendosi nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra tecnologia, collettività e spiritualità.</p>



<p class="p1">“Non volevamo mettere in discussione la fede, ma osservare come cambiano i simboli che attraversano il nostro tempo. Le processioni non parlano solo di religione: parlano di comunità, di appartenenza e di ciò che decidiamo di seguire”, spiega Matteo Mandelli.</p>



<p class="p1">“A testa bassa, quando con il telefono tra le mani scrolliamo, scriviamo, commentiamo, cerchiamo o compriamo, crediamo che quel momento sia nostro. Invece siamo parte di una nuova liturgia, collettiva e inconsapevole”, aggiunge Max Magaldi. “Machina Sacra prende questa liturgia e la rende visibile”.</p>



<p class="p1">Il progetto si è articolato in tre fasi: una residenza aperta negli spazi di Casa Ortega, storica dimora del pittore spagnolo antifranchista José Ortega, divenuta luogo di confronto con la comunità locale; la processione performativa nello spazio pubblico; infine l’ostensione dell’opera nella Cappella del Carmine, dove la performance continua a vivere come presenza da attraversare e abitare collettivamente.Posso anche adattarlo al formato ANSA più rigoroso, con titolo, occhiello e lancio in stile agenzia.</p>
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		<title>Le migliori app per chi vive il mare: dallo smartphone un aiuto per navigare in sicurezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-migliori-app-per-chi-vive-il-mare-dallo-smartphone-un-aiuto-per-navigare-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e mare]]></category>
		<category><![CDATA[navigare in sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone è ormai diventato uno strumento indispensabile anche a bordo di un&#8217;imbarcazione. Carte nautiche digitali, previsioni meteo sempre aggiornate, monitoraggio del traffico marittimo, prenotazione di un posto barca e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo smartphone è ormai diventato uno strumento indispensabile anche a bordo di un&#8217;imbarcazione. Carte nautiche digitali, previsioni meteo sempre aggiornate, monitoraggio del traffico marittimo, prenotazione di un posto barca e persino sistemi pensati per aumentare la sicurezza in navigazione: negli ultimi anni le applicazioni dedicate al mondo della nautica si sono moltiplicate, diventando un valido supporto per diportisti, velisti, pescatori e appassionati del mare.</p>



<p>Naturalmente nessuna app può sostituire la preparazione del comandante, la strumentazione di bordo o il rispetto delle norme di sicurezza. Possono però rappresentare un prezioso alleato nella pianificazione della navigazione e nella gestione di molte attività quotidiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navionics Boating: la carta nautica sempre in tasca</h2>



<p>Tra le applicazioni più utilizzate c&#8217;è Navionics Boating, considerata da molti uno standard nel settore. Consente di consultare carte nautiche dettagliate, pianificare rotte, visualizzare fondali, individuare porti turistici, distributori di carburante e numerosi punti di interesse. Grazie al GPS dello smartphone o del tablet è possibile seguire la propria posizione anche durante la navigazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Windy: il meteo spiegato in modo semplice</h2>



<p>Chi va per mare sa bene quanto sia importante consultare il meteo prima di salpare. Windy è una delle applicazioni più apprezzate perché offre mappe intuitive e aggiornate su vento, onde, pioggia, pressione atmosferica e temperatura. È particolarmente utile per chi naviga a vela, ma anche per chi utilizza imbarcazioni a motore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">PredictWind: previsioni per i naviganti più esperti</h2>



<p>Per chi desidera informazioni ancora più approfondite esiste PredictWind, che mette a disposizione diversi modelli meteorologici e strumenti specifici per la navigazione. L&#8217;app è molto diffusa tra i velisti impegnati in traversate e crociere di lunga durata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">MarineTraffic: seguire il traffico marittimo in tempo reale</h2>



<p>Grazie ai dati del sistema AIS, MarineTraffic permette di visualizzare la posizione di migliaia di navi, traghetti, cargo e yacht in navigazione in tutto il mondo. Un servizio utile sia per curiosità sia per avere un quadro del traffico marittimo nelle aree più frequentate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navily: trovare l&#8217;ormeggio giusto</h2>



<p>Quando arriva il momento di scegliere dove fermarsi, Navily è una delle applicazioni più apprezzate dai diportisti. Consente di consultare migliaia di recensioni su porti turistici, baie e ancoraggi, con informazioni sui servizi disponibili, sulle condizioni del fondale e sulla protezione dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Savvy Navvy: il &#8220;Google Maps&#8221; della nautica</h2>



<p>Sempre più popolare anche in Italia, Savvy Navvy integra cartografia, meteo e pianificazione della rotta in un&#8217;unica piattaforma. L&#8217;interfaccia semplice e intuitiva la rende particolarmente interessante anche per chi si avvicina per la prima volta alla navigazione da diporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fishing Points: un alleato per gli appassionati di pesca</h2>



<p>Chi pratica pesca sportiva può contare su Fishing Points, un&#8217;app che permette di memorizzare gli spot migliori, consultare le maree, le condizioni meteo e registrare le proprie catture, creando un vero e proprio diario di pesca digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">DiveMate: il diario delle immersioni</h2>



<p>Per il mondo della subacquea una delle applicazioni più conosciute è DiveMate. Consente di registrare le immersioni effettuate, archiviare dati tecnici, fotografie e sincronizzare numerosi computer subacquei, mantenendo sempre aggiornato il proprio logbook.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SafeTRX: più sicurezza in mare</h2>



<p>Tra le applicazioni dedicate alla sicurezza merita una menzione SafeTRX. L&#8217;app permette di registrare il proprio piano di navigazione, condividere l&#8217;itinerario con familiari o amici e facilitare un eventuale intervento dei soccorsi qualora si verificassero situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tecnologia aiuta, ma non sostituisce il buon senso</h2>



<p>Le applicazioni per la nautica rappresentano oggi un importante supporto per vivere il mare in maniera più consapevole. Restano però strumenti di assistenza: prima di ogni uscita è fondamentale verificare le condizioni meteo, controllare l&#8217;efficienza dell&#8217;imbarcazione, avere a bordo le dotazioni di sicurezza previste dalla normativa e pianificare con attenzione la navigazione.</p>



<p>Perché la migliore tecnologia resta sempre quella accompagnata dall&#8217;esperienza, dalla prudenza e dal rispetto del mare.</p>



<p></p>
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		<title>IA e risorse umane, all’Unifortunato un MOOC per la svolta digitale delle MPMI</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ia-e-risorse-umane-allunifortunato-un-mooc-per-la-svolta-digitale-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 18:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 9 luglio, la Camera di Commercio Irpinia Sannio, in collaborazione con l’Università Giustino Fortunato di Benevento, presenta il primo MOOC (Massive Open Online Courses), dedicato alla trasformazione digitale delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giovedì 9 luglio, la Camera di Commercio Irpinia Sannio, in collaborazione con l’Università Giustino Fortunato di Benevento, presenta il primo MOOC (Massive Open Online Courses), dedicato alla trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese: un percorso formativo online e gratuito pensato per supportare le imprese del territorio nei processi di innovazione e sviluppo delle competenze digitali.</p>



<p>Il lancio del corso di formazione online e gratuito, sarà al centro dell’iniziativa &#8220;Risorse umane e Trasformazione Digitale per le MPMI”, in programma il 9 luglio alle ore 11.00, presso l’Aula 18 dell’Università Giustino Fortunato, durante la quale è prevista anche la consegna degli attestati del Corso di Alta Specializzazione per la Gestione delle Risorse Umane.</p>



<p>L’iniziativa sarà aperta dai saluti del Rettore dell’Università Giustino Fortunato di Benevento, Giuseppe Acocella. Seguiranno gli interventi di Adele Pezone e Filiberto Antignani che presenteranno la conclusione del “Corso di Alta Specializzazione per la Gestione delle Risorse Umane” promosso da Talenti e Università Giustino Fortunato. A seguire la presentazione ufficiale del MOOC &#8220;AI e Trasformazione Digitale per le MPMI” a cura di Alex Giordano, direttore scientifico del MOOC, con la proiezione del videodoc &#8220;Dall&#8217;Intelligenza Artificiale alle Imprese Reali”. Dopo l’intervento di Antonio Luciani, dirigente della Camera di Commercio Irpinia Sannio, ci sarà la consegna degli attestati di partecipazione al Corso di Alta Specializzazione per la Gestione delle Risorse Umane e dei riconoscimenti alle imprese. Durante l’evento saranno inoltre presentati i risultati del report “Digitalizzazione, trasformazione digitale e intelligenza artificiale nelle aree interne. Focus sulla Campania e sulle province di Avellino e di Benevento”.</p>



<p>Il MOOC &#8220;Intelligenza Artificiale e Trasformazione Digitale per le MPMI&#8221; si configura come un percorso formativo strategico per il rafforzamento delle competenze digitali nel tessuto delle micro, piccole e medie imprese. Il corso è interamente online e consente di seguire le lezioni senza vincoli di orario o di presenza. Il MOOC è strutturato in 6 moduli tematici dedicati a intelligenza artificiale e gestione d&#8217;impresa, machine learning, AI generativa e prompt engineering, applicazioni dell&#8217;intelligenza artificiale, Internet of Things e Industry 4.0, blockchain e tecnologie di filiera.</p>



<p>Giuseppe Acocella – Rettore Università Giustino Fortunato di Benevento: “L&#8217;intelligenza artificiale potrà produrre benefici soltanto se accompagnata da una formazione qualificata e da una guida accademica autorevole &#8211; dichiara il rettore Giuseppe Acocella &#8211; servono competenze, cultura dell&#8217;innovazione e persone in grado di interpretare il<br>cambiamento. Con il lancio di questo MOOC &#8211; – conclude Acocella &#8211; l&#8217;Università Giustino Fortunato conferma la propria vocazione a costruire percorsi formativi capaci di accompagnare la trasformazione del sistema produttivo italiano”.</p>



<p>Alex Giordano &#8211; direttore scientifico del MOOC: “Questo percorso nasce da due aree interne, le province di Avellino e Benevento, dove l&#8217;accesso alle tecnologie è spesso ostacolato da difficoltà strutturali – dichiara Alex Giordano &#8211; è proprio in questi contesti limite che possono nascere modelli alternativi. Questo MOOC – conclude Giordano &#8211; offre una cassetta degli attrezzi digitale, accessibile h24, che consente a ogni impresa di scegliere strumenti, strategie e soluzioni utili per affrontare problemi concreti,<br>dall&#8217;analisi dei dati alle opportunità dell&#8217;AI generativa”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Minori sul web: diritti e protezioni, dalle regole sulla privacy alla sicurezza online</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/minori-sul-web-diritti-e-protezioni-dalle-regole-sulla-privacy-alla-sicurezza-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Internet è diventato uno spazio quotidiano per bambini e adolescenti: studio, comunicazione, intrattenimento e socialità passano sempre più spesso attraverso smartphone, tablet e piattaforme digitali. Accanto alle opportunità offerte dalla [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Internet è diventato uno spazio quotidiano per bambini e adolescenti: studio, comunicazione, intrattenimento e socialità passano sempre più spesso attraverso smartphone, tablet e piattaforme digitali. Accanto alle opportunità offerte dalla rete crescono però anche le esigenze di tutela, soprattutto quando sono coinvolti i minori.</p>



<p>La protezione dei più giovani online riguarda diversi aspetti: dalla privacy alla diffusione delle immagini, dal cyberbullismo ai rischi legati ai contatti con sconosciuti, fino alla necessità di educare a un uso consapevole degli strumenti digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Privacy e dati personali</h2>



<p>Uno dei temi centrali è la gestione dei dati personali. Le informazioni condivise online – fotografie, video, posizione, interessi, dati di registrazione – possono lasciare una traccia digitale difficile da cancellare.</p>



<p>La normativa europea sulla protezione dei dati, il <strong>Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR)</strong>, prevede una tutela specifica per i minori e stabilisce regole sul trattamento dei dati personali dei ragazzi. In particolare, per alcuni servizi della società dell&#8217;informazione il consenso dei minori è soggetto a condizioni particolari e gli Stati membri possono stabilire un&#8217;età minima, entro i limiti previsti dal regolamento.</p>



<p>In Italia il quadro è collegato anche alle norme nazionali sulla privacy e al ruolo dell&#8217;autorità garante per la protezione dei dati personali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Foto e video dei minori: il diritto alla riservatezza</h2>



<p>La pubblicazione di immagini che ritraggono bambini e ragazzi è uno degli argomenti più discussi. Una fotografia condivisa online può essere copiata, modificata o diffusa oltre il controllo iniziale.</p>



<p>Il principio generale è la tutela dell&#8217;interesse del minore: prima di pubblicare immagini che lo riguardano è necessario valutare il rispetto della sua riservatezza e, quando richiesto, ottenere i consensi previsti dalla legge.</p>



<p>Anche nelle famiglie cresce l&#8217;attenzione sul fenomeno dello &#8220;sharenting&#8221;, cioè la condivisione frequente da parte dei genitori di contenuti sui propri figli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cyberbullismo e comportamenti online</h2>



<p>Il cyberbullismo rappresenta una delle principali aree di attenzione. Offese, minacce, diffusione di contenuti senza consenso e isolamento digitale possono avere conseguenze importanti sulla vita dei ragazzi.</p>



<p>In Italia la legge n. 71 del 2017 ha introdotto disposizioni specifiche per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, prevedendo strumenti di tutela per i minori e interventi nelle scuole.</p>



<p>Tra le possibilità previste c&#8217;è anche la richiesta di rimozione dei contenuti ritenuti lesivi della dignità del minore attraverso le procedure stabilite dalla normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Social network e limiti di età</h2>



<p>Le piattaforme digitali prevedono generalmente limiti di età per l&#8217;iscrizione ai servizi. Queste regole hanno l&#8217;obiettivo di proteggere i minori dalla raccolta di dati, dall&#8217;esposizione a contenuti non adatti e da interazioni potenzialmente rischiose.</p>



<p>La sola presenza di un limite anagrafico, però, non elimina il problema: per questo la sicurezza digitale passa anche dall&#8217;educazione, dal dialogo familiare e dalla capacità dei ragazzi di riconoscere situazioni problematiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della famiglia e della scuola</h2>



<p>La tutela dei minori online non riguarda soltanto il controllo degli strumenti, ma soprattutto la formazione. Imparare a scegliere cosa condividere, proteggere le proprie password, riconoscere tentativi di manipolazione e chiedere aiuto sono competenze fondamentali.</p>



<p>Anche la scuola ha un ruolo importante nell&#8217;educazione alla cittadinanza digitale, promuovendo consapevolezza, rispetto degli altri e conoscenza dei propri diritti.</p>



<p>La rete è ormai parte integrante della vita dei più giovani. La sfida non è soltanto limitare i rischi, ma costruire una cultura digitale in cui libertà, responsabilità e protezione possano convivere.</p>



<p>Per bambini e adolescenti il web può essere uno spazio di crescita e apprendimento, a condizione che siano garantiti strumenti adeguati, regole chiare e attenzione costante ai diritti fondamentali della persona.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Contursi Terme trenta changemaker per immaginare il futuro delle aree interne</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-contursi-terme-trenta-changemaker-per-immaginare-il-futuro-delle-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 12:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Per cinque giorni Contursi Terme è diventata un laboratorio a cielo aperto di innovazione, idee e partecipazione. Trenta changemaker provenienti da tutta Italia e dall&#8217;estero hanno scelto di vivere il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per cinque giorni Contursi Terme è diventata un laboratorio a cielo aperto di innovazione, idee e partecipazione. Trenta changemaker provenienti da tutta Italia e dall&#8217;estero hanno scelto di vivere il borgo, ascoltarne la comunità e confrontarsi con le sue sfide, mettendo competenze e creatività al servizio di nuove visioni per lo sviluppo delle aree interne.</p>



<p>Si è concluso così l&#8217;Innovation Camp, l&#8217;esperienza immersiva curata dal laboratorio di innovazione GRUV, momento finale della quarta edizione di New Oikos, il percorso dedicato alle economie dei territori e ai nuovi modelli di sviluppo locale promosso nell&#8217;ambito del progetto PNRR &#8220;Le Terre del Benessere&#8221;, finanziato attraverso il Bando Borghi del Comune di Contursi Terme.</p>



<p>Laboratori, momenti formativi, progettazione collaborativa e confronto diretto con cittadini e realtà locali hanno trasformato il paese in uno spazio diffuso di apprendimento e sperimentazione, dove il dialogo tra chi arriva e chi vive il territorio ha generato idee, connessioni e nuove prospettive.</p>



<p>È proprio questa la visione che accompagna l&#8217;intero progetto: interpretare la rigenerazione del centro storico non solo come recupero degli spazi, ma come un investimento duraturo sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di una comunità di costruire il proprio futuro. Un percorso che, negli anni, ha dato vita a un ecosistema di iniziative rivolte a cittadini, imprese e professionisti, facendo della collaborazione uno strumento concreto di sviluppo.</p>



<p>Tra i risultati più significativi c&#8217;è FABER – La Casa delle Connessioni, nata negli spazi dell&#8217;ex carcere di Contursi Terme e oggi luogo vivo di cultura, innovazione e partecipazione. Con la scuola civica di musica, la web radio, gli spazi di coworking e la sala proiezioni, FABER rappresenta un presidio permanente di rigenerazione sociale e culturale, un luogo in cui le relazioni diventano occasione di crescita per l&#8217;intera comunità.</p>



<p>Accanto a questo, il progetto ha accompagnato la nascita e il consolidamento di nuove imprese attraverso Con.Te., il laboratorio di imprenditorialità a impatto che ha sostenuto cittadini e aspiranti imprenditori nel trasformare idee e intuizioni in iniziative concrete grazie a percorsi gratuiti di formazione, progettazione e mentoring.</p>



<p>Un ruolo centrale ha avuto anche la valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale, sviluppata insieme alla Scuola di Alta Formazione In Cibum, dove agrichef, agriturismi e microimprese della Linea C del Bando Borghi hanno costruito un&#8217;offerta identitaria capace di raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti, le sue tradizioni e la sua cultura.</p>



<p>E ancora, il Convivio, format dedicato alla partecipazione, ha riportato nelle piazze e negli spazi del borgo il valore dell&#8217;incontro e del dialogo, rinsaldando il rapporto tra cittadini, istituzioni e tessuto produttivo in un processo di costruzione condivisa del futuro.</p>



<p>Ad accompagnare l&#8217;intero percorso è stata l&#8217;agenzia Postilla, che ha curato la regia strategica e comunicativa del programma. La conclusione della quarta edizione di New Oikos e dell&#8217;Innovation Camp non segna la fine di un progetto, ma rafforza un cammino già avviato. Un modello di sviluppo che mette insieme innovazione, cultura, impresa e partecipazione e che continua a dimostrare come il futuro delle aree interne possa nascere dall&#8217;incontro tra comunità, competenze e desiderio condiviso di costruire nuove opportunità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pagamenti elettronici obbligatori, Satispay: «Pronti a supportare gli esercenti, da settembre zero commissioni sotto i 10 euro»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pagamenti-elettronici-obbligatori-satispay-pronti-a-supportare-gli-esercenti-da-settembre-zero-commissioni-sotto-i-10-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 13:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti obbligatori]]></category>
		<category><![CDATA[satispay]]></category>
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					<description><![CDATA[Satispay accoglie con favore l’evoluzione della normativa sui pagamenti elettronici che, da oggi con&#160;la conversione in legge del DL 63/2026 “Carburanti-ter”,&#160;rafforza l’obbligo di accettazione di strumenti di moneta elettronica &#8211; [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Satispay accoglie con favore l’evoluzione della normativa sui pagamenti elettronici che, da oggi con&nbsp;la conversione in legge del DL 63/2026 “Carburanti-ter”,&nbsp;rafforza l’obbligo di accettazione di strumenti di moneta elettronica &#8211; quindi anche tramite wallet digitali e app di pagamento &#8211; e si fa trovare pronta per dare tutto il suo supporto agli esercenti. Satispay ha anticipato questo cambiamento. Fin dal suo arrivo sul mercato nel 2015, ha lavorato per rendere i pagamenti digitali accessibili a tutti. Accettare pagamenti con Satispay non ha mai richiesto sforzi da parte dell&#8217;esercente, funzionando con qualsiasi banca e con qualunque dispositivo già in uso – smartphone, tablet, computer o registratore di cassa – senza POS dedicati, senza nuovo hardware, senza costi di attivazione né canoni mensili, con gli incassi accreditati il giorno successivo.</p>



<p>Anche quando l&#8217;obbligo di accettazione ha riguardato le sole carte e non la moneta elettronica, Satispay ha continuato a investire nel proprio circuito, arricchendolo con una gamma sempre più ampia di servizi a valore aggiunto tra cui il programma fedeltà Punti Satispay, il welfare aziendale, il Paga in 3 e molti altri. Un percorso che le ha permesso di raggiungere il traguardo di 6,5 milioni di utenti e oltre 450.000 attività commerciali convenzionate che ogni giorno scelgono Satispay.</p>



<p>Qualunque attività può attivare Satispay immediatamente ed essere subito in regola con la normativa.</p>



<p>In questo nuovo scenario, Satispay conferma la sua vicinanza al piccolo commercio di prossimità tornando da settembre a zero commissioni sotto i 10 euro.</p>



<p><strong>Alberto Dalmasso, Co-Founder e CEO di Satispay</strong>, commenta:&nbsp;<em>&#8220;Quando siamo entrati sul mercato, anche grazie alla Payment Services Directive, ci era chiaro l’obiettivo delle istituzioni di creare maggior competizione favorendo la nascita di campioni europei. In questi anni abbiamo contribuito a costruire una nuova cultura del pagamento elettronico in Italia, e dato vita a uno dei network alternativi più diffusi d’Europa. Oggi, con la moneta elettronica che diventa obbligatoria, viene compiuto un passo decisivo, in linea con lo spirito originale della direttiva europea, che porterà maggiore concorrenza e migliori servizi per esercenti e consumatori.</em></p>



<p><em>Per molti esercenti un nuovo obbligo può sembrare un onere: il nostro impegno è trasformarlo in un&#8217;opportunità. Per questo da settembre torniamo a zero commissioni sotto i 10 euro, perché crediamo nel commercio di prossimità e vogliamo sostenere chi gestisce piccoli pagamenti frequenti: il bar, l&#8217;edicola, il negozio di quartiere, realtà che abbiamo sempre visto come il cuore che anima le nostre città e che continueremo a sostenere parallelamente alla nostra crescita”.</em></p>



<p>Il nuovo modello di Satispay prevede&nbsp;<strong>zero commissioni</strong>&nbsp;per una transazione&nbsp;<strong>sotto i 10 euro</strong>&nbsp;e, un miglioramento anche per le transazioni a partire da 10 Euro con una commissione che&nbsp;<strong>scende allo 0,95%</strong>. Continueranno a essere applicate condizioni particolari riservate a tabaccai, benzinai ed edicolanti che operano in settori caratterizzati da margini più ridotti e la cui attività principale è il commercio di generi di monopolio.</p>



<p>Satispay proseguirà il dialogo con le principali associazioni di categoria per definire condizioni ancora più vantaggiose per gli esercenti associati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Napoli parte la sfida globale agli hacker: nasce Nexplore, la tecnologia che può salvare miliardi di dati dagli attacchi informatici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-napoli-parte-la-sfida-globale-agli-hacker-nasce-nexplore-la-tecnologia-che-puo-salvare-miliardi-di-dati-dagli-attacchi-informatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
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					<description><![CDATA[Parte da Napoli una nuova offensiva tecnologica contro gli hacker e il cybercrime internazionale. Una sfida che punta a contrastare uno dei fenomeni più costosi e pericolosi dell’economia digitale contemporanea: [...]]]></description>
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<p>Parte da Napoli una nuova offensiva tecnologica contro gli hacker e il cybercrime internazionale. Una sfida che punta a contrastare uno dei fenomeni più costosi e pericolosi dell’economia digitale contemporanea: la perdita, il blocco o la compromissione di enormi quantità di dati causati ogni anno da ransomware e attacchi informatici. Un’emergenza globale che coinvolge aziende, banche, ospedali, infrastrutture strategiche e pubbliche amministrazioni in tutto il mondo e che genera danni economici per miliardi di euro.</p>



<p>In questo scenario nasce Nexplore, il nuovo servizio sviluppato dalla partnership tra NetCom Group, società di ingegneria con quartier generale a Napoli e sedi in tutta Italia e in diversi Paesi del mondo, ed Esplores, realtà tecnologica italiana fondata nel 2018 da Angelo Khatib dopo oltre dieci anni di esperienza maturata nel settore dei Big Data.</p>



<p>L’obiettivo è ambizioso: consentire ad aziende e istituzioni di recuperare, ricostruire e valorizzare il proprio patrimonio informativo anche quando questo risulta frammentato, disperso tra sistemi differenti o compromesso da un attacco informatico. In altre parole, fornire uno strumento capace di intervenire proprio dove i cyber criminali cercano di colpire più duramente: il patrimonio dei dati.</p>



<p>Quando un attacco informatico colpisce un’organizzazione, infatti, il danno più grave non è soltanto il blocco temporaneo dei sistemi. Sempre più spesso ransomware e gruppi criminali riescono a cifrare, cancellare o rendere inutilizzabili informazioni essenziali, paralizzando attività produttive, servizi pubblici e processi decisionali.</p>



<p>Oggi i dati aziendali non risiedono più in un unico archivio. Sono distribuiti tra database, piattaforme cloud, software gestionali, sistemi ERP e CRM, e-mail, documenti e applicazioni sviluppate nel corso degli anni. Una complessità che spesso rappresenta un limite operativo, ma che può trasformarsi in una risorsa strategica quando è necessario recuperare rapidamente informazioni critiche.</p>



<p>Nexplore nasce proprio per affrontare questa sfida. A differenza dei tradizionali sistemi basati sulla centralizzazione dei dati all’interno di Data Lake o Data Warehouse, la piattaforma utilizza un approccio definito “Connect, don’t Collect”, collegando le diverse sorgenti informative senza duplicarle o spostarle.</p>



<p>«Le grandi organizzazioni si trovano spesso con enormi quantità di informazioni distribuite tra sistemi diversi e sviluppati in epoche differenti», spiega Angelo Khatib, founder e CEO di Esplores. «Il nostro obiettivo è consentire alle aziende di esplorare immediatamente il proprio patrimonio informativo senza dover spostare o replicare i dati».</p>



<p>La tecnologia alla base di Nexplore utilizza avanzate funzionalità di Data Exploration, Discovery e Federation, consentendo di individuare rapidamente informazioni distribuite tra sistemi differenti, ricostruire relazioni tra dati apparentemente scollegati e recuperare una parte significativa del patrimonio informativo compromesso.</p>



<p>Il cuore della piattaforma è rappresentato dal sistema di Cross Exploration &amp; Discovery, capace di analizzare contemporaneamente dati strutturati e non strutturati, individuando connessioni, duplicazioni, contenuti sensibili e correlazioni spesso invisibili ai sistemi tradizionali.</p>



<p>La collaborazione tra NetCom ed Esplores nasce dall’incontro tra competenze complementari. Da una parte l’esperienza maturata da Esplores nell’enterprise data management e nella gestione federata dei dati; dall’altra la solidità industriale e ingegneristica di NetCom Group, attiva da anni nei settori ad alta innovazione e fortemente impegnata nello sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.</p>



<p>«Con Nexplore mettiamo a disposizione del mercato una piattaforma che unisce capacità di analisi avanzata, governance del dato e intelligenza artificiale», sottolinea Domenico Lanzo, presidente di NetCom Group. «L’obiettivo è aiutare imprese e istituzioni a trasformare i dati in un vero patrimonio strategico, migliorando resilienza, competitività e capacità decisionale. La collaborazione con Esplores ci consente di offrire una soluzione innovativa, unica nel suo genere, che guarda al futuro della gestione intelligente delle informazioni».</p>



<p>Sul fronte dell’AI la sinergia tra le due realtà è destinata a rafforzarsi ulteriormente. La piattaforma è infatti in continua evoluzione per sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nella generazione di insight, nell’individuazione di pattern nascosti, nell’analisi predittiva e nell’identificazione automatica di correlazioni tra dati eterogenei.</p>



<p>Il risultato è la costruzione di una vera Single Source of Truth, una visione unificata del patrimonio informativo aziendale capace di trasformare dati frammentati in conoscenza utilizzabile.</p>



<p>In un’epoca in cui gli attacchi cyber rappresentano una minaccia quotidiana per imprese e istituzioni, la capacità di sapere dove si trovano i dati, come sono collegati tra loro e come recuperarli rapidamente può fare la differenza tra una semplice emergenza informatica e una crisi capace di compromettere il futuro di un’organizzazione. Da Napoli arriva una risposta tecnologica che punta a trasformare questa sfida in una nuova opportunità di resilienza e sicurezza digitale.</p>
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		<title>Turismo digitale: nasce StayAdvisor, la web app che semplifica ciò che accade durante il soggiorno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/turismo-digitale-nasce-stayadvisor-la-web-app-che-semplifica-cio-che-accade-durante-il-soggiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel turismo, la scelta e la prenotazione sono ormai processi ampiamente digitali. Molto meno lo è ciò che accade durante il soggiorno o la visita, quando informazioni, servizi ed esperienze [...]]]></description>
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<p>Nel turismo, la scelta e la prenotazione sono ormai processi ampiamente digitali. Molto meno lo è ciò che accade durante il soggiorno o la visita, quando informazioni, servizi ed esperienze restano spesso dispersi, poco visibili e gestiti in modo manuale. È in questo spazio che nasce StayAdvisor, la web app modulare sviluppata da TravelTech by BC Soft per aiutare strutture ricettive, territori e operatori turistici a organizzare meglio tutto ciò che il cliente cerca quando è già sul posto.</p>



<p><strong>L’anello mancante del turismo digitale</strong></p>



<p>Negli ultimi anni gran parte dell’innovazione nel turismo si è concentrata sulla prenotazione e sulla gestione operativa delle strutture. Il soggiorno e la visita restano però ancora oggi momenti spesso caratterizzati da informazioni frammentate, comunicazioni non centralizzate e opportunità di valorizzazione non pienamente sfruttate. È proprio in questa fase che emergono richieste, esigenze e occasioni di scoperta del territorio che meritano di essere accompagnate da strumenti digitali semplici, accessibili ed efficaci.</p>



<p>StayAdvisor interviene esattamente in questo spazio: non si sovrappone ai portali di booking, non sostituisce i sistemi gestionali e non richiede lo sviluppo di un’app custom complessa da scaricare. Lavora invece nel momento in cui il cliente è già sul posto e ha bisogno di accedere in modo semplice a informazioni, servizi ed esperienze. In questo modo aiuta chi gestisce l’offerta a informare meglio l’utente, orientarsi durante la permanenza, valorizzare ciò che è disponibile e attivare nuove opportunità di relazione e vendita.</p>



<p><strong>Una web app semplice, modulare e subito accessibile</strong></p>



<p>Accessibile senza download, StayAdvisor può essere utilizzata via QR code, landing page Wi-Fi o sito web, mettendo a disposizione in un unico punto di accesso contenuti informativi, servizi, attività ed esperienze. La piattaforma è progettata per essere semplice da attivare, pronta all’uso in tempi rapidi e sostenibile anche per realtà che non dispongono di competenze tecniche strutturate o di progetti di sviluppo dedicati.</p>



<p>Tra le funzionalità disponibili rientrano la consultazione di informazioni utili, la promozione e prenotazione di servizi ed esperienze, la comunicazione in tempo reale con gli utenti, la gestione delle disponibilità e, in alcuni contesti, la raccolta di dati aggregati utili a comprendere comportamenti e preferenze dei visitatori.&nbsp;</p>



<p><strong>Una piattaforma pensata per strutture ricettive, territori e operatori turistici</strong></p>



<p>StayAdvisor è stata progettata per rispondere alle esigenze di attori diversi, accomunati dalla necessità di rendere più accessibile, organizzata e fruibile la propria offerta. Per hotel, resort, agriturismi, B&amp;B e case vacanza può diventare un concierge digitale sempre disponibile, capace di centralizzare informazioni, promuovere servizi e migliorare la comunicazione con gli ospiti.</p>



<p>Per consorzi, enti territoriali e amministrazioni locali rappresenta uno strumento per valorizzare il territorio attraverso un ecosistema digitale condiviso, mettendo in rete attrazioni, attività, eventi e operatori locali e offrendo ai visitatori un punto di accesso unico e sempre aggiornato. Per operatori di escursioni, tour, esperienze turistiche e porti turistici, semplifica la presentazione dei servizi, facilita le prenotazioni e migliora la gestione delle richieste nei momenti di maggiore affluenza.</p>



<p><em>“La digitalizzazione del turismo non si ferma alla prenotazione”, commenta Paola Recchi, Digital Transformation Advisor di StayAdvisor. “Vogliamo rendere accessibili a strutture, territori e operatori turistici strumenti che fino a oggi erano spesso riservati a realtà più grandi, attraverso una soluzione semplice da utilizzare, sostenibile dal punto di vista economico e capace di generare valore fin da subito.”</em></p>



<p><strong>Un caso concreto:&nbsp;</strong><strong>Amalfi Coast Cruise Terminal – Port of Salerno</strong></p>



<p>Tra le realtà che hanno già scelto StayAdvisor figura Amalfi Coast Cruise Terminal – Port of Salerno, punto di riferimento per l’accoglienza dei passeggeri che approdano a Salerno e gateway privilegiato verso la Costiera Amalfitana e le principali destinazioni turistiche del territorio. In questo scenario, caratterizzato da flussi internazionali, tempi di permanenza contenuti e forte domanda di informazioni e servizi immediatamente fruibili, StayAdvisor consente di organizzare in modo più efficace l’accesso a escursioni, servizi turistici, contenuti informativi ed esperienze locali, contribuendo a migliorare l’esperienza del visitatore e a ridurre dispersioni operative e commerciali nei momenti di maggiore affluenza.</p>



<p><strong>Tecnologia, esperienza e visione</strong></p>



<p>StayAdvisor nasce all&#8217;interno di TravelTech by BC Soft, il brand attraverso cui BC Soft sviluppa soluzioni digitali dedicate al turismo e all&#8217;ospitalità. Forte di oltre 35 anni di esperienza nel settore ICT e di un team di oltre 250 professionisti, BC Soft combina competenze tecnologiche avanzate e conoscenza diretta delle esigenze del comparto turistico per supportare la trasformazione digitale di strutture, territori e operatori.</p>



<p><em>“Abbiamo sviluppato StayAdvisor per presidiare un momento del customer journey che il mercato ha finora trascurato: quello in cui il cliente è già sul posto”</em>&nbsp;dichiara Francesco Gallo, Partner di BC Soft.&nbsp;<em>“Attraverso TravelTech by BC Soft mettiamo la nostra esperienza tecnologica al servizio del turismo, sviluppando soluzioni semplici, accessibili e capaci di generare valore concreto per strutture, territori e operatori.”</em></p>



<p>La soluzione non sostituisce i sistemi già utilizzati dalle organizzazioni, ma si integra con l’ecosistema esistente per presidiare un momento del customer journey che oggi rappresenta ancora una significativa opportunità di innovazione. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un turismo più connesso, più accessibile e più efficace, in cui informazioni, servizi ed esperienze siano valorizzati nel momento in cui servono davvero.</p>



<p><strong>Informazioni su TravelTech by BC Soft e StayAdvisor<br><br></strong>TravelTech by BC Soft è il brand dedicato al turismo e all&#8217;ospitalità attraverso cui BC Soft sviluppa soluzioni digitali pensate per supportare strutture ricettive, territori e operatori turistici nell&#8217;evoluzione dei propri modelli di servizio e nella valorizzazione dell&#8217;esperienza dei visitatori.</p>



<p>Tra le soluzioni sviluppate da TravelTech by BC Soft rientra StayAdvisor, la web app modulare progettata per organizzare e valorizzare informazioni, servizi ed esperienze durante il soggiorno e la visita. Accessibile senza download, la piattaforma consente a strutture ricettive, operatori turistici, enti e comuni di offrire un punto di accesso unico ai propri servizi, migliorare l&#8217;esperienza degli utenti e raccogliere dati utili a supportare le decisioni e la promozione del territorio.<br><br>Per ulteriori informazioni: <strong> <a href="http://www.stayadvisor.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>www.stayadvisor.it</u></a> </strong></p>



<p><strong>Informazioni su BC Soft</strong></p>



<p>Fondata nel 1995,&nbsp;<strong>BC Soft</strong>&nbsp;è specializzata nella consulenza e nello sviluppo di soluzioni IT a supporto della crescita delle imprese. Grazie a un team di professionisti qualificati e a un approccio orientato alle esigenze dei clienti, supporta organizzazioni di diversi settori nell&#8217;individuazione delle tecnologie più efficaci per ottimizzare processi, innovazione e competitività. Nel corso degli anni ha ampliato la propria offerta integrando servizi di sviluppo software, formazione e consulenza specialistica su tutto il territorio nazionale. Oggi l&#8217;azienda conta oltre 250 professionisti e affianca imprese e organizzazioni nei percorsi di trasformazione digitale attraverso competenze che spaziano dal Cloud al Data &amp; AI, fino allo sviluppo di soluzioni applicative innovative.</p>
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		<title>Contursi Hub, innovazione e sviluppo territoriale: il 25 giugno incontro con imprese, cittadini e istituzioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/contursi-hub-innovazione-e-sviluppo-territoriale-il-25-giugno-incontro-con-imprese-cittadini-e-istituzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 11:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contursi Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[contursi hub]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 25 giugno 2026, alle ore 19:00, presso la sede di Contursi Hub in via Medaglia d’Oro F. La Sala Snc, si terrà un importante momento di confronto dedicato al [...]]]></description>
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<p>Giovedì 25 giugno 2026, alle ore 19:00, presso la sede di Contursi Hub in via Medaglia d’Oro F. La Sala Snc, si terrà un importante momento di confronto dedicato al futuro del territorio, all’innovazione e alle nuove opportunità di crescita per cittadini, imprese e istituzioni.</p>



<p>L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere in rete gli attori locali e costruire insieme un percorso di sviluppo sostenibile fondato su formazione, digitalizzazione, valorizzazione delle risorse territoriali e sostegno all’imprenditorialità.</p>



<p>Tra gli ospiti dell’evento sarà presente anche il Presidente di Network GTC, Ing. Secondo Martino, che ha sottolineato il valore strategico del progetto.</p>



<p>«<em>Innovazione, formazione e impresa rappresentano tre pilastri fondamentali per accelerare la crescita del territorio. Attraverso servizi digitali, percorsi formativi e iniziative di sviluppo locale possiamo creare nuove opportunità per cittadini e aziende. Con Contursi Hub nasce un sistema integrato capace di mettere in rete imprese, cittadini e istituzioni</em>», ha dichiarato l’Ing. Martino.</p>



<p>Contursi Hub si propone come il nuovo centro digitale dei servizi per cittadini e imprese, uno spazio innovativo dove formazione, innovazione e valorizzazione del territorio si incontrano per favorire occupazione, crescita economica e sviluppo sostenibile.</p>



<p>Il progetto nasce come portale territoriale dedicato alla rigenerazione culturale e digitale di Contursi Terme, con l’obiettivo di connettere persone, imprese, istituzioni e opportunità attraverso un unico punto di accesso a servizi, formazione e innovazione.</p>



<p>Particolare attenzione viene dedicata alla valorizzazione delle eccellenze locali, dal termalismo al patrimonio culturale e turistico, trasformando queste risorse in strumenti di sviluppo economico e occupazionale.</p>



<p>Tra gli obiettivi principali di Contursi Hub figurano il sostegno alla formazione orientata al lavoro, lo sviluppo delle competenze professionali, il supporto all’innovazione delle imprese, la valorizzazione del patrimonio territoriale e il rafforzamento dell’attrattività turistica e digitale della città.</p>



<p>Il progetto si sviluppa attraverso sei aree strategiche: formazione e lavoro, supporto alle imprese, finanza agevolata e bandi, innovazione digitale, turismo termale e benessere, valorizzazione culturale del territorio.</p>



<p>L’incontro del 25 giugno rappresenterà un’importante occasione di dialogo e partecipazione per costruire una visione condivisa del futuro di Contursi Terme e dell’intero territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-11.44.39-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-250691" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-11.44.39-819x1024.jpeg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-11.44.39-240x300.jpeg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-11.44.39-768x960.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-11.44.39.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>AI agentica e AI fisica: la nuova rivoluzione tecnologica secondo Qualcomm</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-agentica-e-ai-fisica-la-nuova-rivoluzione-tecnologica-secondo-qualcomm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 20:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;esplosione dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, il settore tecnologico guarda già alla prossima evoluzione: l&#8217;AI agentica. A delinearne il futuro è stata Qualcomm durante il Computex 2026, dove il CEO Cristiano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo l&#8217;esplosione dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, il settore tecnologico guarda già alla prossima evoluzione: l&#8217;AI agentica. A delinearne il futuro è stata Qualcomm durante il Computex 2026, dove il CEO Cristiano Amon ha definito il 2026 come &#8220;l&#8217;anno degli agenti&#8221;, una nuova generazione di sistemi intelligenti capaci non solo di rispondere alle richieste degli utenti, ma di agire autonomamente per raggiungere obiettivi specifici.</p>



<p>Come riportato da Qualcomm nel corso del keynote al Computex 2026, gli agenti AI saranno in grado di operare contemporaneamente su smartphone, PC, dispositivi indossabili, automobili e servizi cloud, collaborando tra loro per gestire attività sempre più complesse. L&#8217;obiettivo è trasformare l&#8217;intelligenza artificiale da semplice assistente conversazionale a vero collaboratore digitale capace di comprendere il contesto, pianificare azioni ed eseguirle senza interventi continui da parte dell&#8217;utente.</p>



<p>Accanto all&#8217;AI agentica emerge anche il concetto di AI fisica, una tecnologia che porta l&#8217;intelligenza artificiale fuori dagli schermi e dentro il mondo reale. Secondo quanto illustrato da Qualcomm e ripreso da Tech Princess nel resoconto dedicato al Computex 2026, robot, veicoli autonomi e macchine intelligenti saranno dotati di capacità avanzate di percezione, ragionamento e movimento, consentendo loro di interagire con l&#8217;ambiente circostante in modo sempre più autonomo.</p>



<p>Un elemento centrale della strategia Qualcomm è l&#8217;integrazione tra elaborazione locale ed elaborazione cloud. Come evidenziato dall&#8217;azienda nel proprio press kit ufficiale, gran parte delle operazioni verrà eseguita direttamente sui dispositivi grazie a processori dotati di Neural Processing Unit (NPU), riducendo la dipendenza dai data center e garantendo maggiore velocità, privacy e affidabilità. Solo le attività più complesse verranno delegate al cloud, creando quello che Qualcomm definisce un &#8220;continuum computazionale&#8221; tra edge e infrastrutture remote.</p>



<p>Secondo un&#8217;analisi pubblicata da Computex Daily, questo modello potrebbe ridefinire il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia. In futuro non sarà più necessario aprire diverse applicazioni per svolgere un&#8217;attività: basterà indicare un obiettivo all&#8217;agente AI, che si occuperà di coordinare servizi, software e dispositivi per portarlo a termine. Si tratta di un cambiamento che molti osservatori paragonano all&#8217;avvento degli smartphone rispetto ai telefoni tradizionali.</p>



<p>Le applicazioni previste spaziano dalla mobilità intelligente alla robotica industriale. Come sottolineato da Cristiano Amon in diverse interviste rilasciate alla stampa specializzata, tra cui TechRadar, le automobili del futuro potranno comprendere le abitudini del conducente, anticiparne le esigenze e collaborare con sistemi avanzati di guida assistita. Allo stesso modo, robot autonomi potranno trovare impiego nella logistica, nella manifattura e persino nell&#8217;assistenza sanitaria.</p>



<p>Non mancano tuttavia le sfide. Sicurezza, tutela della privacy, affidabilità delle decisioni automatiche e sostenibilità energetica rappresentano temi centrali per l&#8217;adozione su larga scala di queste tecnologie. Tuttavia, secondo Qualcomm, la convergenza tra AI agentica e AI fisica rappresenta il prossimo grande passo dell&#8217;innovazione digitale e potrebbe inaugurare un&#8217;era in cui dispositivi, macchine e servizi intelligenti collaboreranno in modo sempre più autonomo con gli esseri umani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Telemedicina arriva anche a Morigerati: nuovo servizio per avvicinare la sanità ai cittadini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-telemedicina-arriva-anche-a-morigerati-nuovo-servizio-per-avvicinare-la-sanita-ai-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Operativo a Morigerati il nuovo Punto di Telemedicina, attivato nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra i Comuni e l’ASL Salerno per la realizzazione degli Ambulatori Virtuali di Comunità. La nuova postazione, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Operativo a <strong>Morigerati</strong> il nuovo Punto di Telemedicina, attivato nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra i Comuni e <strong>l’ASL Salerno</strong> per la realizzazione degli Ambulatori Virtuali di Comunità.</p>



<p>La nuova postazione, disponibile presso la sede comunale, rappresenta un ulteriore passo verso una sanità più vicina ai cittadini, con particolare attenzione alle persone fragili e a chi vive nelle aree interne, spesso costrette a spostamenti per accedere alle visite specialistiche.</p>



<p>Attraverso il servizio di Telemedicina sarà possibile effettuare video-visite e video-consulti con gli specialisti, oltre al monitoraggio di alcuni parametri clinici, riducendo tempi di attesa e difficoltà logistiche senza rinunciare alla qualità delle cure.</p>



<p>La televisita, secondo le Linee di indirizzo sulla Telemedicina del Ministero della Salute e le indicazioni regionali, è un atto sanitario nel quale il medico interagisce a distanza con il paziente. L’attività può portare alla prescrizione di farmaci, terapie o ulteriori indicazioni cliniche.</p>



<p>Per accedere alla televisita è necessario essere in possesso di un’impegnativa specifica in modalità televisita rilasciata dal Medico di Medicina Generale. La prenotazione può essere effettuata attraverso la piattaforma CUP Soresa tramite l’app Sinfonia Salute, agli sportelli CUP e Ticket dell’ASL Salerno, nelle farmacie abilitate, tramite il Call Center CUP o attraverso l’Ufficio Telemedicina dell’azienda sanitaria.</p>



<p>Il servizio prevede inoltre un supporto dedicato: il paziente può essere affiancato da un caregiver durante il collegamento e, nei casi di assistenza domiciliare integrata, anche dal personale infermieristico, che può collaborare con lo specialista fornendo informazioni aggiornate sulle condizioni cliniche.</p>



<p>Per usufruire della televisita sono necessari sistemi di identità digitale come SPID, CIE o CNS.</p>



<p><strong>Il Punto di Telemedicina sarà operativo a Morigerati il lunedì e il mercoledì dalle ore 9 alle 12. Per informazioni è possibile contattare il numero 0974 982016.</strong></p>



<p>L’iniziativa amplia l’offerta sanitaria sul territorio, mettendo a disposizione dei cittadini numerose specialità mediche, tra cui cardiologia, dermatologia, diabetologia, endocrinologia, geriatria, ginecologia, neurologia, oncologia, pneumologia, pediatria, psichiatria, reumatologia e terapia del dolore.</p>



<p>Con l’attivazione del nuovo servizio, Morigerati entra nella rete degli Ambulatori Virtuali di Comunità, un modello che punta a superare le distanze fisiche e tecnologiche e a rendere l’assistenza sanitaria sempre più accessibile, soprattutto nei piccoli centri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto all&#8217;oblio non perdona la lentezza della rete: e il danno si presume</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-diritto-alloblio-non-perdona-la-lentezza-della-rete-e-il-danno-si-presume/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La permanenza online di notizie ormai superate, inesatte o comunque fortemente lesive della reputazione personale continua a rappresentare uno dei temi più delicati del diritto dell’informazione. La Corte di Cassazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La permanenza online di notizie ormai superate, inesatte o comunque fortemente lesive della reputazione personale continua a rappresentare uno dei temi più delicati del diritto dell’informazione.</p>



<p>La Corte di Cassazione è tornata ad affrontare il rapporto tra diritto di cronaca, diritto all’oblio e responsabilità per il ritardo nella rimozione dei contenuti dal web.</p>



<p>La pronuncia assume particolare rilievo perché chiarisce che il danno derivante dalla mancata tempestiva cancellazione o deindicizzazione di notizie invalidanti non è automatico, ma può essere riconosciuto anche attraverso presunzioni fondate su elementi concreti.</p>



<p>Il diritto all’oblio non comporta una cancellazione indiscriminata delle informazioni, soprattutto quando sussista un interesse pubblico alla conoscibilità della notizia. Tuttavia, quando l’informazione diventa non più attuale e produce un pregiudizio sproporzionato alla persona coinvolta, il gestore del sito o comunque il soggetto tenuto alla gestione del contenuto deve intervenire entro tempi ragionevoli.<br>Uno degli aspetti più interessanti della decisione riguarda il tema della prova del danno. I giudici hanno precisato che il risarcimento non può derivare automaticamente dalla semplice permanenza online della notizia. Non basta, quindi, dimostrare il ritardo nella rimozione per ottenere automaticamente un indennizzo economico.</p>



<p>Allo stesso tempo, però, la Corte ha riconosciuto che il danno alla reputazione, all’immagine o alla vita privata può essere provato anche in via presuntiva. In altre parole, il giudice può desumere l’esistenza del pregiudizio da circostanze oggettive, come la diffusione del contenuto, la facilità di reperimento tramite motori di ricerca, la gravità delle informazioni pubblicate o le conseguenze sociali e lavorative ragionevolmente prevedibili.</p>



<p>Si tratta di un passaggio molto importante, perché spesso il danno reputazionale digitale è difficile da dimostrare in modo diretto. Non sempre esistono prove documentali immediate di occasioni lavorative perse o relazioni compromesse. La lesione può manifestarsi in modo silenzioso ma costante, soprattutto in un contesto in cui una semplice ricerca online consente di associare immediatamente il nominativo della persona a fatti negativi o giudiziari.</p>



<p>La sentenza conferma dunque l’esigenza di un equilibrio tra libertà di informazione e tutela della dignità personale. Internet non può trasformarsi in un archivio eterno capace di condannare indefinitamente una persona al peso di vicende passate, soprattutto quando siano venuti meno attualità e interesse pubblico concreto.</p>



<p>Per operatori dell’informazione, gestori di siti e piattaforme digitali, la decisione rappresenta anche un richiamo alla tempestività nella gestione delle richieste di rimozione o aggiornamento dei contenuti. Ignorare o ritardare tali interventi può infatti esporre a responsabilità risarcitorie, purché il danno venga adeguatamente allegato e desumibile anche attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti.</p>
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		<title>IA: nel test di matematica più difficile vincono ancora gli umani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ia-nel-test-di-matematica-piu-difficile-vincono-ancora-gli-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[ai intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intelligenza artificiale compie nuovi progressi nella matematica avanzata, ma non riesce ancora a superare gli esseri umani. Lo dimostra il più rigoroso test matematico mai realizzato per valutare le capacità [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;intelligenza artificiale compie nuovi progressi nella matematica avanzata, ma non riesce ancora a superare gli esseri umani. Lo dimostra il più rigoroso test matematico mai realizzato per valutare le capacità dei modelli di IA, nel quale nessuno dei sistemi partecipanti è riuscito a risolvere correttamente tutti i problemi proposti. E<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/06/16/lia-battuta-dagli-umani-in-un-difficile-test-di-matematica_36ad0957-b242-4ee1-8709-d29e47a9bfb2.html" data-type="link" data-id="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/06/16/lia-battuta-dagli-umani-in-un-difficile-test-di-matematica_36ad0957-b242-4ee1-8709-d29e47a9bfb2.html">&#8216; quanto riporta l&#8217;Ansa in un articolo</a>. </p>



<p>La prova, denominata &#8220;First Proof&#8221;, ha sottoposto quattro diversi sistemi a dieci quesiti di livello ricerca, inediti e mai pubblicati in precedenza, per evitare che le risposte potessero essere ricavate dai dati utilizzati durante l&#8217;addestramento. Le soluzioni sono state valutate da matematici specialisti dei rispettivi settori.</p>



<p>Il miglior risultato è stato ottenuto dal modello sviluppato dal Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zurich), che ha risolto correttamente sei problemi su dieci. Al secondo posto si è classificato il sistema realizzato dall&#8217;Università della California di Los Angeles (UCLA), seguito da ChatGPT 5.5 Pro di OpenAI. Ultimo il modello sviluppato dall&#8217;Università di Princeton, basato principalmente su Gemini di Google.</p>



<p>Secondo gli organizzatori, il test rappresenta il primo benchmark a soddisfare contemporaneamente tre condizioni considerate essenziali: problemi di livello ricerca, quesiti completamente nuovi e valutazione formale da parte di matematici umani. L&#8217;obiettivo è misurare quanto l&#8217;intelligenza artificiale possa diventare utile nella ricerca matematica, dalla verifica delle dimostrazioni all&#8217;assistenza nello sviluppo di nuove idee.</p>



<p>I risultati arrivano in una fase di rapido avanzamento delle capacità matematiche dei sistemi di IA. Negli ultimi mesi diversi modelli hanno mostrato prestazioni sempre più elevate nella risoluzione di problemi complessi, ma il nuovo test evidenzia come esista ancora un divario rispetto ai migliori esperti umani quando si tratta di affrontare questioni matematiche originali e di frontiera.</p>
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		<title>Tecnologia: assistenti vocali, cosa ascoltano davvero e come viene gestita la privacy</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tecnologia-assistenti-vocali-cosa-ascoltano-davvero-e-come-viene-gestita-la-privacy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[cybersicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Domotica]]></category>
		<category><![CDATA[smart life]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli assistenti vocali sono ormai diffusi in milioni di case e dispositivi, dagli smartphone agli smart speaker, e hanno cambiato il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli assistenti vocali sono ormai diffusi in milioni di case e dispositivi, dagli smartphone agli smart speaker, e hanno cambiato il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia quotidiana. Ma resta centrale il tema della privacy e di ciò che questi sistemi “ascoltano” davvero.</p>



<p>Dispositivi come Amazon Alexa, Google Assistant e Apple Siri non registrano continuamente le conversazioni nel senso comune del termine, ma sono progettati per rilevare una parola di attivazione (wake word). Solo dopo questo comando vocale i sistemi iniziano a inviare l’audio ai server per l’elaborazione delle richieste.</p>



<p>Le aziende produttrici spiegano che brevi frammenti audio possono essere comunque registrati prima dell’attivazione per migliorare il riconoscimento della parola chiave, ma tali funzioni sono generalmente disattivabili o regolabili nelle impostazioni della privacy.</p>



<p>Il tema è stato più volte oggetto di attenzione da parte delle autorità per la protezione dei dati personali e degli organismi di cybersicurezza, che sottolineano la necessità di trasparenza sull’uso delle registrazioni e sulla loro eventuale conservazione. In Europa, il quadro normativo di riferimento è il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che stabilisce principi di minimizzazione e controllo da parte dell’utente.</p>



<p>Gli esperti ricordano che il punto centrale non è un ascolto continuo indiscriminato, ma la gestione dei dati dopo l’attivazione del dispositivo e le eventuali attività di miglioramento dei sistemi di riconoscimento vocale o personalizzazione dei servizi.</p>



<p>Per ridurre i rischi, le autorità di cybersicurezza come l’ENISA consigliano di controllare regolarmente le impostazioni di privacy, disattivare il microfono quando non necessario, eliminare periodicamente le registrazioni salvate e verificare i permessi concessi alle applicazioni collegate.</p>



<p>In un contesto di crescente diffusione della smart home, la fiducia degli utenti dipende sempre più dalla trasparenza dei sistemi e dalla consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie vocali, che restano strumenti utili ma da gestire con attenzione sul piano della sicurezza e della protezione dei dati personali. </p>



<p></p>
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		<title>Cybersecurity: come proteggersi dagli attacchi ransomware, le indicazioni degli esperti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cybersecurity-come-proteggersi-dagli-attacchi-ransomware-le-indicazioni-degli-esperti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:09:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli attacchi ransomware continuano a rappresentare una delle principali minacce informatiche per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Si tratta di un tipo di malware che cifra i dati presenti sui [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli attacchi ransomware continuano a rappresentare una delle principali minacce informatiche per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Si tratta di un tipo di malware che cifra i dati presenti sui dispositivi o sulle reti informatiche, rendendoli inaccessibili e chiedendo un riscatto per ripristinarne l’accesso.</p>



<p>Secondo le indicazioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dell’ENISA, la prevenzione resta lo strumento più efficace per ridurre il rischio di infezione e limitare i danni in caso di attacco.</p>



<p>Tra le principali misure raccomandate figura l’adozione di backup regolari e offline dei dati, conservati in sistemi non costantemente connessi alla rete, così da poter ripristinare rapidamente le informazioni compromesse senza cedere a richieste di riscatto. Fondamentale anche l’aggiornamento costante di sistemi operativi, software e dispositivi di sicurezza, per ridurre le vulnerabilità sfruttate dagli aggressori.</p>



<p>Un altro elemento centrale è la protezione degli accessi attraverso l’autenticazione a più fattori (MFA), che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza oltre alla semplice password. Gli esperti sottolineano inoltre l’importanza della formazione degli utenti, spesso primo bersaglio delle campagne di phishing utilizzate per veicolare i ransomware.</p>



<p>Particolare attenzione deve essere posta all’apertura di allegati e link sospetti, soprattutto se provenienti da mittenti sconosciuti o inattesi. Le campagne malevole, spiegano gli specialisti, sfruttano sempre più tecniche di ingegneria sociale per indurre l’utente ad azioni inconsapevoli.</p>



<p>In caso di attacco, le linee guida raccomandano di isolare immediatamente i sistemi compromessi dalla rete, evitare qualsiasi pagamento del riscatto e contattare tempestivamente le autorità competenti e i responsabili della sicurezza informatica per attivare le procedure di risposta agli incidenti.</p>



<p>La crescente diffusione di questi attacchi rende quindi fondamentale un approccio strutturato alla cybersecurity, basato su prevenzione, consapevolezza e tempestività di intervento. </p>
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		<title>Algoretica e comunicazione della solidarietà: a Salerno confronto su etica, intelligenza artificiale e informazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/algoretica-e-comunicazione-della-solidarieta-a-salerno-confronto-su-etica-intelligenza-artificiale-e-informazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[In un’epoca in cui gli algoritmi influenzano sempre più le scelte quotidiane, il modo in cui ci informiamo e persino la percezione delle fragilità sociali, diventa fondamentale interrogarsi sul rapporto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un’epoca in cui gli algoritmi influenzano sempre più le scelte quotidiane, il modo in cui ci informiamo e persino la percezione delle fragilità sociali, diventa fondamentale interrogarsi sul rapporto tra tecnologia, etica e responsabilità della comunicazione. Con questo obiettivo nasce l’incontro&nbsp;<strong>“Algoretica e comunicazione della solidarietà: regole e principi deontologici per costruire una società più giusta”</strong>, promosso nell’ambito de&nbsp;<strong>“Il Vortice – V-Cult”</strong>, iniziativa riconosciuta ai fini della formazione professionale dei giornalisti<strong><em>&nbsp;e dà diritto a 6 crediti formativi</em></strong>.</p>



<p>L’appuntamento è in programma il&nbsp;<strong>12 giugno 2026 alle (ore 9.30)</strong>&nbsp;nel&nbsp;<strong>salone Omnic di Salerno</strong>&nbsp;(via Adriano Aurofino, 25). Un’occasione di approfondimento dedicata a professionisti dell’informazione, studiosi, operatori del sociale e cittadini interessati a comprendere le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie comunicative.</p>



<p>Ad aprire i lavori sarà&nbsp;<strong>Ottavio Lucarelli</strong>, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che introdurrà il tema sottolineando il ruolo centrale dell’informazione nella costruzione di una società consapevole e democratica. Tra i relatori figurano personalità provenienti dal mondo accademico, istituzionale e sociale. Interverranno&nbsp;<strong>Giuseppe Acocella</strong>, professore emerito di Filosofia del Diritto e rettore dell’Università Telematica “Giustino Fortunato”,&nbsp;<strong>Dino Angelucci</strong>, coadiutore del Gruppo Accessibilità dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e&nbsp;<strong>Roberta Lakelin</strong>, dirigente dell’UDEPE di Salerno presso il Ministero della Giustizia.</p>



<p>Il confronto sarà arricchito dai contributi di&nbsp;<strong>Don Nello Senatore</strong>, direttore dell’Ente Universitario dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, e di&nbsp;<strong>Tea Luigia Siano</strong>, dottore di ricerca in Social Theory, Digital Innovation and Public Policies dell’Università degli Studi di Salerno, che offriranno una lettura interdisciplinare delle implicazioni etiche, sociali e culturali dell’innovazione digitale.</p>



<p>A moderare l’incontro sarà&nbsp;<strong>Gianni Russo</strong>, docente di Comunicazione istituzionale e nuovi media presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.</p>



<p>La riflessione prenderà le mosse da un interrogativo sempre più attuale: come garantire che gli algoritmi, ormai presenti in numerosi processi decisionali e comunicativi, siano strumenti al servizio della persona e non fattori di esclusione o discriminazione? Da qui il concetto di&nbsp;<strong>“algoretica”</strong>, disciplina che unisce innovazione tecnologica e principi etici, promuovendo modelli di sviluppo capaci di rispettare dignità, diritti e inclusione sociale.</p>



<p>L’immagine scelta per la locandina – una mano che entra in contatto con una figura digitale composta da reti e connessioni – sintetizza efficacemente il cuore del dibattito: il rapporto tra umanità e tecnologia. Un dialogo che non può limitarsi agli aspetti tecnici dell’innovazione, ma deve coinvolgere valori, responsabilità e principi deontologici. L’evento si propone dunque come un momento di riflessione collettiva sul futuro della comunicazione e sul ruolo che giornalisti, istituzioni e mondo della ricerca sono chiamati a svolgere affinché l’intelligenza artificiale e gli strumenti algoritmici diventino fattori di solidarietà, partecipazione e giustizia sociale, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e attenta alle persone.</p>
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		<title>IA bocciata in cultura: arriva il Decalogo per un corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ia-bocciata-in-cultura-arriva-il-decalogo-per-un-corretto-utilizzo-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ai cultura]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo ai]]></category>
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					<description><![CDATA[Promossa in grammatica, incerta nella conoscenza culturale: ben il 44% delle risposte dell’IA rientra nella categoria dei contenuti plausibili e il 19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false. Il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Promossa in grammatica, incerta nella conoscenza culturale: ben il 44% delle risposte dell’IA rientra nella categoria dei contenuti plausibili e il 19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false. Il rischio è la nascita di un “umanesimo plausibile” in cui il pensiero e degli scritti di autori, filosofi e artisti viene reinterpretato e semplificato fino a diventare credibile e condiviso e riconosciuto come tale. Ma non è l’IA il problema, bensì il modo in cui viene utilizzata: <strong>Libreriamo</strong> propone un galateo digitale cone le 10 regole per il corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale<br></em></p>



<p>Dalla filosofia alla poesia, fino alle citazioni d’autore e alle opere d’arte, l’intelligenza artificiale è sempre più utilizzata per accedere, sintetizzare e produrre contenuti culturali. Una trasformazione che riguarda in modo diretto soprattutto&nbsp;<strong>studenti e giovani adulti</strong>, oggi tra i principali utilizzatori di questi strumenti per lo studio, ma che coinvolge sempre più anche&nbsp;<strong>docenti e divulgatori</strong>.</p>



<p>È proprio in questi ambiti che emergono i rischi più rilevanti:&nbsp;<strong>frasi attribuite ad autori che non le hanno mai scritte, citazioni plausibili ma non verificabili e reinterpretazioni che semplificano il pensiero originale</strong>.</p>



<p>Il punto critico non è tanto l’errore evidente, quanto la diffusione di contenuti che appaiono corretti, credibili e ben scritti, ma che non trovano riscontro nelle fonti.</p>



<p><strong>La metodologia dello studio</strong></p>



<p>Lo studio realizzato da Libreriamo si basa sull’analisi di quasi&nbsp;<strong>1.500 interazioni con sistemi di intelligenza artificiale generativa</strong>, ovvero le più diffuse e utilizzate dal grande pubblico, condotte nell’arco di circa un anno.</p>



<p>Le richieste sono state costruite per simulare un utilizzo reale &#8211; quello di studenti, lettori e divulgatori &#8211; e hanno riguardato sette ambiti: letteratura, poesia, libri, citazioni d’autore, massime filosofiche, opere d’arte, grammatica italiana (categoria di controllo).</p>



<p>Ogni categoria è stata analizzata su&nbsp;<strong>200 interazioni</strong>, con verifica sistematica delle risposte rispetto alle fonti originali.</p>



<p>Le risposte sono state classificate in tre categorie: corrette e verificabili; plausibili ma non verificabili; errate o con attribuzioni scorrette.</p>



<p>Dall’analisi delle interazioni emerge un quadro chiaro e, per certi versi, controintuitivo.</p>



<p>Solo una parte delle risposte generate dall’intelligenza artificiale risulta pienamente corretta e verificabile nelle fonti. Una quota significativa, invece, si colloca in una zona intermedia: contenuti che appaiono coerenti e credibili, ma che non trovano riscontro nei testi originali.</p>



<p><strong>Perché è nata questa ricerca</strong></p>



<p>“Abbiamo realizzato questo studio – afferma&nbsp;<strong>Saro Trovato</strong>, sociologo dei linguaggi, dei media, delle culture e fondatore di Libreriamo – perché siamo convinti delle profonde potenzialità dell’intelligenza artificiale sono oggi sempre più evidenti e riconosciute anche a livello internazionale. Studi come il rapporto&nbsp;<em>“OECD Digital Education Outlook 2026”</em>&nbsp;mostrano come l’IA stia trasformando radicalmente l’accesso alla conoscenza, rendendola più diffusa, personalizzata e immediata.</p>



<p>In questo scenario, l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento tecnologico, ma un vero e proprio acceleratore culturale: amplia le capacità cognitive, semplifica la complessità, rende plausibili risposte rapide e coerenti su una vasta gamma di temi.</p>



<p>Ed è proprio qui che emerge il punto più delicato. Se tutto può apparire plausibile, diventa sempre più difficile distinguere tra ciò che è semplicemente verosimile e ciò che è autentico, tra velocità e profondità, tra sintesi e comprensione.</p>



<p>È in questo spazio che si inserisce la necessità di un nuovo paradigma: quello di un&nbsp;<strong>umanesimo plausibile</strong>. Un umanesimo che non rifiuta la tecnologia, ma la attraversa con consapevolezza critica, riaffermando il valore del contesto, delle fonti e del confronto umano.</p>



<p>Ma è anche qui che si apre un rischio concreto. Se la plausibilità diventa il criterio dominante, il pericolo non è solo informativo, ma culturale: riguarda il modo in cui pensiamo, interpretiamo e produciamo contenuti.</p>



<p>Il rischio non è che l’intelligenza artificiale scriva al posto nostro, ma che la plausibilità finisca per riscrivere ciò che chiamiamo letteratura.”</p>



<p><strong>Promossa a pieni voti in grammatica, rimandata in tutte le altre materie umanistiche</strong></p>



<p>Dallo studio di Libreriamo emerge chiaramente che l’IA rischia di riscrivere il pensiero ultra millennario di pensatori, scrittori, filosofi, artisti. Colpisce che uno strumento che potrebbe aiutare moltissimo all’acculturamento e all’apprendimento, finisca invece per generare l’effetto opposto contribuendo inconsapevolmente alla cultura falsa attribuita di cui tanto è piena la rete.</p>



<p>Si rischia se non si agisce a correggere il tiro, che autori come Leopardi, Manzoni, Pascoli, Tolstoj, Dostoevskij, solo per citarne alcuni siano confusi con anonimi autori da tastiera e che le loro opere siano trasformate in un qualcosa di nuovo e non controllato.</p>



<p>Lo confermano i dati dello studio dal quale emerge che in media circa il&nbsp;<strong>38% delle risposte è corretto e verificabile</strong>, ben il 44<strong>% rientra nella categoria dei contenuti plausibili</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>18% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false.</strong></p>



<p>Il dato più rilevante riguarda proprio la fascia intermedia: contenuti che funzionano dal punto di vista comunicativo, ma che non sono autentici.</p>



<p><strong>Si salva solo la grammatica italiana, per il resto è tutto plausibile o falso</strong></p>



<p>L’analisi per categorie non restituisce semplicemente una distribuzione di errori, ma evidenzia una trasformazione strutturale del modo in cui la conoscenza viene prodotta.</p>



<p>In&nbsp;<strong>letteratura</strong>, solo il 35% delle risposte risulta pienamente corretto, mentre il 45% è costituito da contenuti plausibili e il 20% da errori. Un equilibrio che si sposta ulteriormente nella&nbsp;<strong>poesia</strong>, dove la correttezza scende al 30% e la plausibilità raggiunge il 50%. In altre parole, in metà dei casi il contenuto non è verificabile, pur risultando credibile.</p>



<p>Nel caso dei&nbsp;<strong>libri</strong>, si osserva un dato ancora più preoccupante, con il 25% di risposte corrette e un ulteriore 59% plausibile. Gli errori si attestano al 16%. Tuttavia, questa apparente affidabilità nasconde un processo di semplificazione da non sottovalutare. la correttezza riguarda spesso la struttura generale, mentre la profondità e la complessità dell’opera vengono ridotte.</p>



<p>È nelle&nbsp;<strong>citazioni d’autore</strong>&nbsp;e nelle&nbsp;<strong>massime filosofiche</strong>&nbsp;che il fenomeno diventa più evidente. Qui la plausibilità supera sistematicamente il 60% &#8211; raggiungendo il 62% nelle citazioni e il 65% nella filosofia &#8211; mentre la correttezza si ferma rispettivamente al 15% e al 13%. Le attribuzioni false sono rispettivamente 23% e 22%.</p>



<p>Questo significa che, nella maggior parte dei casi, l’intelligenza artificiale non restituisce ciò che è stato scritto, ma ciò che potrebbe essere stato scritto. Il pensiero viene ricostruito, adattato, reso coerente con un’immagine dell’autore, ma perde il legame con il testo.</p>



<p>Le&nbsp;<strong>opere d’arte</strong>&nbsp;si collocano in una posizione intermedia, con il 38% di correttezza e il 42% di plausibilità. Il “falso d’autore” è il 20%. Anche qui il contenuto appare affidabile, ma tende a trasformarsi in una narrazione semplificata, più accessibile che rigorosa.</p>



<p>Il dato più netto emerge dalla&nbsp;<strong>grammatica</strong>, dove l’IA raggiunge livelli di correttezza tra l’85% e il 90%, con una presenza minima di errore. È qui che si manifesta il paradosso: la macchina è estremamente affidabile nella forma, ma molto meno nella sostanza.</p>



<p>Nel complesso, i dati mostrano una distribuzione quasi simmetrica tra contenuti corretti e plausibili. La media è sostenuta dalla grammatica, mentre nelle categorie culturali prevale una conoscenza instabile, spesso credibile ma non verificata.</p>



<p>Il punto, quindi, non è che l’intelligenza artificiale sbagli. Il punto è che, nella maggior parte dei casi,&nbsp;<strong>non restituisce la conoscenza, ma una sua versione plausibile</strong>.</p>



<p>Ed è proprio in questo scarto, tra ciò che è scritto e ciò che appare credibile, che si inserisce il rischio più profondo: la trasformazione della cultura in un sistema di contenuti coerenti, ma progressivamente sganciati dalle fonti.</p>



<p><strong>La sedimentazione delle caratteristiche artificiali degli autori</strong></p>



<p>Accanto ai rischi legati alla plausibilità e alla reinterpretazione, lo studio evidenzia una dinamica più profonda e meno immediata: la progressiva&nbsp;<strong>sedimentazione di versioni artificiali degli autori</strong>.</p>



<p>Nel tempo, attraverso l’utilizzo ripetuto dell’intelligenza artificiale e la circolazione di contenuti generati, si consolida una rappresentazione semplificata e standardizzata del pensiero di filosofi, scrittori e artisti.</p>



<p>Non si tratta più solo di singole citazioni errate o reinterpretate, ma della costruzione di un&nbsp;<strong>profilo culturale artificiale</strong>.</p>



<p>Questo processo si sviluppa attraverso tre passaggi:</p>



<p><strong>Sintesi</strong><br>Il pensiero complesso viene ridotto a concetti chiave facilmente riconoscibili</p>



<p><strong>Ripetizione</strong><br>Le stesse associazioni vengono riproposte in modo ricorrente</p>



<p><strong>Consolidamento</strong><br>L’immagine semplificata dell’autore diventa dominante</p>



<p><strong>I 10 autori più ricorrenti suggeriti dall’IA</strong></p>



<p>Dall’analisi delle interazioni emerge una tendenza chiara: l’intelligenza artificiale tende a proporre in modo ricorrente un numero limitato di autori, associandoli a specifici temi e riducendone la complessità.</p>



<p>Di seguito i dieci autori più frequentemente suggeriti, trasversalmente alle categorie analizzate:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Friedrich Nietzsche</strong>: associato a motivazione, forza individuale, senso della vita</li>



<li><strong>Seneca</strong>: gestione del tempo, disciplina, stoicismo pratico</li>



<li><strong>Socrate: </strong>conoscenza di sé, saggezza, introspezione</li>



<li><strong>Platone</strong>: amore ideale, verità, mondo delle idee</li>



<li><strong>Søren Kierkegaard</strong>: solitudine, angoscia, interiorità</li>
</ol>



<ol start="6" class="wp-block-list">
<li><strong>William Shakespeare</strong>: amore, passioni, condizione umana</li>



<li><strong>Dante Alighieri</strong>: viaggio, senso della vita, dimensione morale</li>
</ol>



<ol start="8" class="wp-block-list">
<li><strong>Charles Bukowski</strong>: realismo, disincanto, autenticità</li>



<li><strong>Emily Dickinson</strong>: interiorità, natura, riflessione esistenziale</li>



<li><strong>Albert Camus</strong>: assurdo, resilienza, senso dell’esistenza</li>
</ol>



<p>Il rischio non è immediato, ma progressivo. Ogni contenuto plausibile rafforza una determinata immagine dell’autore, riduce lo spazio per interpretazioni alternative, sostituisce la complessità con la riconoscibilità.</p>



<p>In questo scenario, la conoscenza cambia natura. Non si basa più sulla lettura delle opere, ma sul riconoscimento di schemi. L’autore viene progressivamente sostituito da una sua versione sintetica e artificiale e non viene più studiato viene&nbsp;<strong>riconosciuto attraverso una funzione.</strong>&nbsp;Si afferma così una forma di sapere che non deriva dai testi, ma dalla loro reinterpretazione continua.</p>



<p>Non è solo la citazione a cambiare. È l’autore stesso che viene lentamente riscritto.</p>



<p><strong>Il corretto utilizzo dell’IA</strong></p>



<p>Alla luce dei risultati emersi, il punto centrale è chiaro:&nbsp;<strong>non è l’intelligenza artificiale il problema, ma il modo in cui viene utilizzata</strong>.</p>



<p>L’IA rappresenta uno strumento straordinario per ampliare l’accesso alla conoscenza. Tuttavia, proprio la sua capacità di produrre contenuti credibili e ben costruiti rende necessario un utilizzo consapevole.</p>



<p>Per questo motivo, Libreriamo propone un decalogo per un uso corretto dell’intelligenza artificiale in ambito culturale, educativo e divulgativo.</p>



<p><strong>Il decalogo di Libreriamo per il corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale</strong></p>



<p><strong>1. Non sostituire il pensiero</strong></p>



<p>L’intelligenza artificiale non deve sostituire il ragionamento, ma supportarlo. Le risposte che fornisce sono punti di partenza, non conclusioni.</p>



<p><strong>2. Verificare sempre le fonti</strong></p>



<p>Un contenuto è attendibile solo se riconducibile a un testo, a un autore e a un contesto preciso. Senza verifica, non c’è conoscenza.</p>



<p><strong>3. Distinguere tra plausibile e autentico</strong></p>



<p>Non tutto ciò che appare coerente è vero. La plausibilità è una forma di credibilità, non una garanzia di autenticità.</p>



<p><strong>4. Riconoscere le reinterpretazioni</strong></p>



<p>Molti contenuti sono rielaborazioni di concetti reali. Possono aiutare a comprendere, ma non vanno confusi con testi originali.</p>



<p><strong>5. Non delegare l’apprendimento</strong></p>



<p>La conoscenza richiede tempo, confronto e costruzione. L’IA può facilitare l’accesso, ma non può sostituire il processo cognitivo.</p>



<p><strong>6. Usare l’IA per approfondire, non per semplificare</strong></p>



<p>La sintesi è utile, ma non può sostituire la complessità del pensiero e delle opere.</p>



<p><strong>7. Ricostruire sempre il contesto</strong></p>



<p>Ogni contenuto va inserito nel suo contesto storico, culturale e teorico. Senza contesto, la conoscenza perde significato.</p>



<p><strong>8. Evitare la standardizzazione culturale</strong></p>



<p>Se vengono proposti sempre gli stessi autori e le stesse interpretazioni, è necessario ampliare lo sguardo e cercare alternative.</p>



<p><strong>9. Integrare il confronto umano</strong></p>



<p>Libri, docenti e fonti dirette restano fondamentali. L’IA non sostituisce il dialogo e il confronto.</p>



<p><strong>10. Sviluppare una competenza critica</strong></p>



<p>Comprendere come funziona l’intelligenza artificiale e quali sono i suoi limiti è oggi parte integrante dell’alfabetizzazione culturale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Campania regione che ha più paura dell&#8217;AI ed è più &#8220;litigiosa&#8221; quando lavora in smart</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-regione-che-ha-piu-paura-dellai-ed-e-piu-litigiosa-quando-lavora-in-smart/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ai campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Sondaggio: il 53,9% dei lavoratori campani rende meglio da remoto, ma i più non sarebbero preoccupati di tornare in ufficio In Campania lo smart working viene vissuto come un modello [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sondaggio: il 53,9% dei lavoratori campani rende meglio da remoto, ma i più non sarebbero preoccupati di tornare in ufficio</strong></h4>



<p>In Campania lo smart working viene vissuto come un modello utile e produttivo, ma non privo di tensioni. La regione non mostra il rifiuto del remoto, né un entusiasmo assoluto: il quadro è quello di un compromesso, in cui il lavoro da casa funziona ma convive con timori forti sul futuro.&nbsp;Secondo la nuova ricerca di iGaming.com, basata su un sondaggio Censuswide tra lavoratori da remoto o prevalentemente da remoto,&nbsp;<strong>il 53,9% dei lavoratori campani dichiara di lavorare meglio da remoto rispetto all&#8217;ufficio</strong>.Il 38,2% non nota differenze sostanziali e solo&nbsp;<strong>il 4,5%</strong>&nbsp;dice di lavorare peggio. Tra le regioni analizzate, la Campania è quindi meno polarizzata di Puglia, Piemonte, Veneto o Lazio, ma resta nettamente favorevole al remoto.</p>



<p>La giornata media è intensa:&nbsp;<strong>9,15 ore online</strong>,&nbsp;<strong>5,90 ore produttive</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>3,51 ore in meeting o videochiamate</strong>. La flessibilità è concreta: il 49,4% lavora con orari flessibili entro certi limiti, terzo valore più alto dopo Piemonte (57,6%) ed Emilia-Romagna (55,0%).</p>



<p><strong>L&#8217;AI fa risparmiare in media&nbsp;</strong><strong>74,2 minuti al giorno</strong>, un valore molto vicino alla Lombardia (74,3) e superiore a Piemonte (73,1), Veneto (70,9) ed Emilia-Romagna (67,2).&nbsp;<strong>La Campania si distingue però per l&#8217;uso del tempo recuperato: il 38,9% lo dedica a formazione o sviluppo professionale, primo dato tra le regioni&nbsp;</strong>analizzate; il 36,1% lo usa per attività personali o commissioni, anche questo primo posto regionale. Il 31,9% lo reinveste invece in altro lavoro.</p>



<p>Il tema della malattia resta centrale.&nbsp;<strong>Il 51,7% dei lavoratori campani dichiara di lavorare di più quando sta male</strong>&nbsp;da quando lavora da remoto, mentre il 43,8% prende meno giorni ufficiali di malattia rispetto al lavoro in ufficio. Quando non si sta bene, il comportamento più comune è lavorare alla scrivania a ritmo ridotto, indicato dal 23,6%, il valore più alto tra le regioni analizzate.&nbsp;<strong>La Campania è anche tra le regioni dove il lavoro da remoto crea più frizioni.</strong>&nbsp;Il 22,5% segnala difficoltà di collaborazione con il team &#8220;sempre&#8221; o &#8220;spesso&#8221;: è il primo posto tra le regioni analizzate. Anche la mancanza delle conversazioni informali con i colleghi è al livello più alto, con il 30,3% che la vive sempre o spesso.</p>



<p>Il monitoraggio aziendale è diffuso:<strong>&nbsp;il 47,2% dei lavoratori campani dice che il datore di lavoro monitora il lavoro da remoto,</strong>&nbsp;secondo dato più alto dopo la Sicilia (50,8%). Tra chi viene monitorato, il 45,2% cita check-in o status meeting, il 42,9% software di time tracking e il 35,7% strumenti di project o task tracking. Gli effetti sono ambivalenti: il 31,5% si sente sotto pressione, ma la stessa quota, il 31,5%, si sente motivata. Quest&#8217;ultimo è il dato più alto tra le regioni analizzate.</p>



<p><strong>La Campania è prima per preoccupazione verso AI e automazione: il 51,7% teme che possano sostituire parti del proprio ruolo</strong>, leggermente sopra la Puglia (51,4%) e davanti a Sicilia (46,2%) e Lazio (44,2%). Anche la concorrenza dei lavoratori da remoto in Paesi a costo più basso preoccupa il 43,8%, secondo valore più alto dopo la Puglia.&nbsp;<strong>Il ritorno in ufficio non viene però vissuto come rottura totale.</strong>&nbsp;Se venisse imposto il rientro full-time, il 41,6% dei lavoratori campani accetterebbe, secondo valore più alto dopo la Puglia (42,9%), mentre il 33,7% proverebbe a negoziare flessibilità. Guardando al futuro, il 40,4% immagina uffici come hub opzionali e il 28,1% uffici usati raramente, solo per ruoli o settori specifici.</p>



<p>L&#8217;analisi completa è disponibile su:&nbsp;<a href="https://www.igaming.com/the-sick-day-is-dead-research/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.igaming.com/the-sick-day-is-dead-research/</a></p>
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		<title>Le tendenze delle piscine nel 2026: sostenibilità, design e tecnologia ridisegnano il benessere domestico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-tendenze-delle-piscine-nel-2026-sostenibilita-design-e-tecnologia-ridisegnano-il-benessere-domestico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[acqua della piscina]]></category>
		<category><![CDATA[acqua torbida in piscina]]></category>
		<category><![CDATA[alghe in piscina]]></category>
		<category><![CDATA[benessere outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[casa e giardino]]></category>
		<category><![CDATA[cloro piscina]]></category>
		<category><![CDATA[come mantenere una piscina]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per la piscina]]></category>
		<category><![CDATA[costi manutenzione piscina]]></category>
		<category><![CDATA[cura della piscina]]></category>
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		<category><![CDATA[filtrazione piscina]]></category>
		<category><![CDATA[filtro piscina]]></category>
		<category><![CDATA[gestione piscina]]></category>
		<category><![CDATA[giardino]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione estiva]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione invernale]]></category>
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					<description><![CDATA[La piscina del 2026 non è più soltanto un luogo dedicato al relax estivo. Sempre più spesso rappresenta un elemento architettonico integrato nell&#8217;abitazione, uno spazio multifunzionale che combina estetica, sostenibilità [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La piscina del 2026 non è più soltanto un luogo dedicato al relax estivo. Sempre più spesso rappresenta un elemento architettonico integrato nell&#8217;abitazione, uno spazio multifunzionale che combina estetica, sostenibilità e innovazione tecnologica. Le nuove tendenze del settore mostrano una chiara evoluzione verso impianti intelligenti, materiali ecocompatibili e soluzioni personalizzate capaci di valorizzare gli spazi esterni durante tutto l&#8217;anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sostenibilità al centro del progetto</h2>



<p>La parola chiave del 2026 è sostenibilità. I progettisti puntano sempre più su sistemi che riducono il consumo di acqua, energia e prodotti chimici. Pompe a velocità variabile, impianti di filtrazione avanzati e software di gestione automatizzata consentono di ottimizzare le risorse e contenere i costi di manutenzione. L&#8217;obiettivo non è soltanto diminuire l&#8217;impatto ambientale, ma anche migliorare l&#8217;efficienza complessiva dell&#8217;impianto nel lungo periodo.</p>



<p>Parallelamente cresce l&#8217;interesse per materiali naturali e rivestimenti a basso impatto ambientale, in grado di integrarsi armoniosamente nel paesaggio circostante e di garantire una maggiore durabilità nel tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Design minimalista e personalizzazione</h2>



<p>Sul piano estetico, il minimalismo continua a dominare. Le piscine del futuro si caratterizzano per linee pulite, forme geometriche essenziali e superfici continue che dialogano con l&#8217;architettura della casa. Le piscine a sfioro, in particolare le infinity pool, restano tra le soluzioni più richieste grazie alla loro capacità di creare spettacolari effetti visivi e ampliare la percezione dello spazio.</p>



<p>Accanto alle forme rigorose, emerge anche una nuova tendenza che privilegia curve morbide e geometrie più fluide, pensate per favorire un&#8217;integrazione naturale con giardini e aree verdi. La personalizzazione diventa un elemento fondamentale: ogni progetto viene modellato sulle esigenze del proprietario e sul contesto architettonico in cui si inserisce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione delle piscine smart</h2>



<p>La tecnologia rappresenta uno dei principali motori di trasformazione del settore. Grazie alla diffusione della domotica, le piscine possono essere controllate direttamente da smartphone o tablet. Temperatura dell&#8217;acqua, illuminazione, cicli di filtrazione e qualità dell&#8217;acqua sono gestibili da remoto attraverso applicazioni dedicate.</p>



<p>Sensori intelligenti monitorano costantemente i parametri della piscina e regolano automaticamente il funzionamento degli impianti, riducendo sprechi e interventi manuali. Anche i robot per la pulizia e le coperture automatiche stanno diventando dotazioni sempre più diffuse nelle installazioni di nuova generazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Benessere oltre la stagione estiva</h2>



<p>Un&#8217;altra tendenza significativa riguarda la trasformazione della piscina in uno spazio utilizzabile tutto l&#8217;anno. Sistemi di riscaldamento ad alta efficienza, integrazione con spa domestiche e aree wellness consentono di ampliare i periodi di utilizzo e di trasformare la piscina in un vero centro benessere privato. Idromassaggi, getti cervicali e zone relax stanno diventando componenti sempre più richieste nei nuovi progetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piscine più piccole, ma più funzionali</h2>



<p>Nei contesti urbani cresce inoltre il successo delle mini-piscine e delle vasche compatte. La riduzione degli spazi disponibili e la necessità di contenere consumi e costi stanno favorendo soluzioni più contenute nelle dimensioni ma ricche di funzionalità. Le nuove mini-piscine offrono infatti sistemi di nuoto controcorrente, aree lounge sommerse e tecnologie avanzate che massimizzano l&#8217;esperienza d&#8217;uso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno spazio che aumenta il valore della casa</h2>



<p>Le tendenze del 2026 confermano che la piscina sta assumendo un ruolo sempre più strategico nella progettazione residenziale. Non più semplice accessorio, ma elemento distintivo capace di incrementare il valore immobiliare, migliorare la qualità della vita e contribuire alla sostenibilità dell&#8217;abitazione. Tra innovazione tecnologica, design raffinato e attenzione all&#8217;ambiente, la piscina del futuro si presenta come uno dei simboli più evidenti dell&#8217;abitare contemporaneo.</p>
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		<item>
		<title>Intelligenza artificiale e scuola: alleata o minaccia?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intelligenza-artificiale-e-scuola-alleata-o-minaccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 14:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intelligenza artificiale è entrata nelle aule scolastiche molto più velocemente di quanto istituzioni e insegnanti avessero previsto. Dai chatbot in grado di risolvere esercizi e scrivere testi fino ai software [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;intelligenza artificiale è entrata nelle aule scolastiche molto più velocemente di quanto istituzioni e insegnanti avessero previsto. Dai chatbot in grado di risolvere esercizi e scrivere testi fino ai software che personalizzano l&#8217;apprendimento, la rivoluzione dell&#8217;AI sta cambiando il modo di studiare, insegnare e valutare. La domanda che oggi divide il mondo dell&#8217;istruzione è una sola: l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta un&#8217;opportunità o una minaccia per la scuola?</p>



<p>Secondo l&#8217;UNESCO, l&#8217;AI possiede un enorme potenziale per migliorare l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, personalizzare i percorsi di apprendimento e supportare docenti e studenti nelle attività quotidiane. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il suo utilizzo deve essere guidato da principi di equità, inclusione e centralità della persona, per evitare che la tecnologia amplifichi le disuguaglianze già esistenti. </p>



<p>Tra i principali vantaggi individuati dagli studiosi vi sono la possibilità di ricevere feedback immediati, il supporto nello studio individuale e la personalizzazione dei contenuti in base alle esigenze dello studente. L&#8217;AI può inoltre aiutare gli insegnanti nella preparazione delle lezioni e nella gestione di attività ripetitive, consentendo loro di dedicare più tempo alla didattica e al rapporto con gli alunni. </p>



<p>Accanto alle opportunità emergono però numerose criticità. L&#8217;UNESCO ha evidenziato i rischi legati alla privacy dei dati, alla diffusione di informazioni inesatte, alla dipendenza dagli strumenti digitali e alle problematiche etiche connesse all&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale nei contesti educativi. Per questo motivo l&#8217;organizzazione ha invitato i governi a definire regole chiare e percorsi di alfabetizzazione digitale rivolti sia agli studenti sia ai docenti. </p>



<p>Una delle preoccupazioni più diffuse riguarda il possibile indebolimento delle capacità critiche degli studenti. Diverse ricerche internazionali mostrano come un utilizzo eccessivo dei chatbot possa spingere alcuni ragazzi a cercare risposte immediate senza sviluppare autonomamente processi di analisi, sintesi e ragionamento. Alcuni studi segnalano inoltre il rischio che gli studenti diventino eccessivamente dipendenti dagli strumenti di AI, riducendo la propria autonomia nello studio. </p>



<p>Anche il tema della valutazione scolastica è al centro del dibattito. Compiti, relazioni e tesine possono essere prodotti in pochi secondi da software sempre più sofisticati, rendendo più difficile distinguere il lavoro originale da quello generato artificialmente. Una sfida che sta spingendo molte scuole e università a ripensare le modalità di verifica, privilegiando prove orali, attività pratiche e percorsi che valorizzino il processo di apprendimento più del risultato finale. </p>



<p>Per gli esperti, tuttavia, il vero nodo non è stabilire se l&#8217;intelligenza artificiale debba entrare o meno nella scuola. La tecnologia è già una realtà quotidiana per milioni di studenti. La questione centrale riguarda piuttosto come utilizzarla in modo responsabile. L&#8217;obiettivo, secondo le principali organizzazioni internazionali, non è sostituire insegnanti e studenti, ma trasformare l&#8217;AI in uno strumento di supporto capace di affiancare il percorso educativo senza rimpiazzare il pensiero critico, la creatività e la relazione umana che restano al centro dell&#8217;apprendimento. </p>



<p>Fonte foto: <a href="https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/ai-nella-scuola-ce-chi-la-usa-con-entusiasmo/">https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/ai-nella-scuola-ce-chi-la-usa-con-entusiasmo/</a></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;AI rivoluziona i videogiochi: personaggi sempre più realistici e mondi che imparano dai giocatori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lai-rivoluziona-i-videogiochi-personaggi-sempre-piu-realistici-e-mondi-che-imparano-dai-giocatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Per decenni i personaggi dei videogiochi hanno seguito schemi prestabiliti. Frasi ripetitive, comportamenti prevedibili e interazioni limitate hanno rappresentato la norma anche nei titoli più avanzati. Oggi, però, l&#8217;intelligenza artificiale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per decenni i personaggi dei videogiochi hanno seguito schemi prestabiliti. Frasi ripetitive, comportamenti prevedibili e interazioni limitate hanno rappresentato la norma anche nei titoli più avanzati. Oggi, però, l&#8217;intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo in cui i mondi virtuali vengono progettati e vissuti, aprendo scenari che fino a pochi anni fa sembravano appartenere alla fantascienza.</p>



<p>L&#8217;AI è diventata una delle principali protagoniste dell&#8217;evoluzione dell&#8217;industria videoludica. Non si limita più a controllare i nemici o a regolare il livello di difficoltà, ma entra nel cuore dell&#8217;esperienza di gioco, rendendo personaggi, ambienti e narrazioni più dinamici e realistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">NPC che parlano e ricordano</h2>



<p>Una delle innovazioni più sorprendenti riguarda gli NPC, i cosiddetti personaggi non giocanti. Grazie ai recenti progressi nell&#8217;intelligenza artificiale generativa, questi personaggi possono sostenere conversazioni più naturali, rispondere in modo coerente alle domande del giocatore e persino ricordare eventi avvenuti durante la partita.</p>



<p>Invece di scegliere una risposta tra poche opzioni predefinite, il giocatore può interagire in maniera più libera, ottenendo dialoghi che si adattano al contesto e alle azioni compiute nel gioco. Questo contribuisce a creare una sensazione di immersione molto più profonda rispetto al passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mondi virtuali che si evolvono</h2>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta inoltre rendendo gli ambienti di gioco più credibili. Le città virtuali possono popolarsi di abitanti che seguono routine autonome, reagiscono agli eventi e modificano il proprio comportamento in base alle scelte del giocatore.</p>



<p>Anche le missioni potrebbero diventare sempre meno prevedibili. In futuro, anziché seguire sceneggiature rigide, molti giochi potrebbero generare incarichi, dialoghi e situazioni in tempo reale, costruendo esperienze praticamente uniche per ogni utente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e animazioni sempre più umane</h2>



<p>L&#8217;AI contribuisce anche al miglioramento visivo dei videogiochi. Tecniche avanzate di animazione permettono di riprodurre espressioni facciali più realistiche, movimenti naturali e reazioni emotive credibili.</p>



<p>L&#8217;obiettivo degli sviluppatori è ridurre quella sensazione di artificiosità che spesso caratterizza i personaggi digitali. Grazie all&#8217;apprendimento automatico, i volti virtuali riescono a mostrare emozioni sempre più sfumate, rendendo le interazioni più coinvolgenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opportunità e interrogativi</h2>



<p>L&#8217;espansione dell&#8217;intelligenza artificiale nel gaming apre tuttavia anche alcuni interrogativi. Molti professionisti del settore si chiedono quale sarà l&#8217;impatto sulle professioni creative, dagli sceneggiatori ai doppiatori, mentre altri evidenziano il rischio di contenuti generati automaticamente privi della sensibilità e della profondità proprie dell&#8217;intervento umano.</p>



<p>Esistono poi questioni legate alla privacy e alla gestione dei dati, soprattutto nei sistemi capaci di apprendere dalle abitudini dei giocatori per personalizzare l&#8217;esperienza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AI Summer School: il primo campus estivo in Italia sull’intelligenza artificiale dedicato ai ragazzi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ai-summer-school-il-primo-campus-estivo-in-italia-sullintelligenza-artificiale-dedicato-ai-ragazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=248770</guid>

					<description><![CDATA[È in programma dal&#160;6 al 10 luglio 2026&#160;l’AI Summer School, il&#160;primo campus estivo in Italia sull’intelligenza artificiale&#160;dedicato alle&#160;ragazze e ai ragazzi&#160;nella fascia di età compresa&#160;tra gli 11 e i 14 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È in programma dal&nbsp;<strong>6 al 10 luglio 2026</strong>&nbsp;l’<strong>AI Summer School</strong>, il&nbsp;<strong>primo campus estivo in Italia sull’intelligenza artificiale</strong>&nbsp;dedicato alle&nbsp;<strong>ragazze e ai ragazzi</strong>&nbsp;nella fascia di età compresa&nbsp;<strong>tra gli 11 e i 14 anni.</strong>&nbsp;Il percorso educativo &#8211; promosso da&nbsp;<strong>Skills</strong>, società leader di mercato nell’ambito della formazione e del lavoro, in collaborazione con&nbsp;<strong>Mario Mele</strong>, Consulente AI, Regista, Direttore della Scuola di Cinema per bambini&nbsp;&#8211; si propone di accompagnare gli adolescenti verso un uso consapevole dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>L&#8217;AI Summer School è un&nbsp;<strong>campus pratico</strong>, un primo modello operativo per&nbsp;<strong>sperimentare nuovi linguaggi educativi</strong>, capaci di parlare al presente dei ragazzi e alle competenze che serviranno nel loro futuro. L’AI è già presente nella vita dei ragazzi, spesso utilizzata in maniera inconsapevole. L’assunto di base di AI Summer School è che l&#8217;intelligenza artificiale non sia un rischio da cui proteggersi, ma uno strumento di apprendimento, da imparare a guidare con accanto un adulto.</p>



<p>Il summer camp è strutturato in <strong>cinque mattine intensive</strong>, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13:30, durante le quali poter sviluppare <strong>metodo, pensiero critico e creatività,</strong> con lezioni che si svolgeranno presso lo<strong> Skills Lab di Baronissi</strong>, (<em>in via Cappella 25</em>).</p>



<p>Per conoscere il progetto e fare domande, è possibile partecipare all’<strong>Open Day&nbsp;</strong>aperto ai ragazzi e ai genitori&nbsp;<strong>lunedì 8 giugno 2026 alle ore 18&nbsp;</strong>presso lo Skills Lab.</p>



<p>«<em>Da anni discutiamo di intelligenza artificiale in relazione al lavoro, alla produttività, alle competenze digitali e alla trasformazione delle imprese. È un confronto necessario, ma oggi dobbiamo porci una domanda ancora più importante: chi sta insegnando l&#8217;intelligenza artificiale ai ragazzi? –&nbsp;</em><strong>sottolinea Vincenzo Vietri, CEO di Skills</strong><em>&nbsp;&#8211; Gli adolescenti utilizzano già strumenti basati sull&#8217;AI nella vita quotidiana, spesso senza avere gli strumenti culturali per comprenderne potenzialità, limiti e responsabilità. Per questo abbiamo voluto creare un Summer Camp dedicato ai giovani: non per trasformarli in programmatori, ma per aiutarli a diventare cittadini digitali consapevoli</em>».</p>



<p>«<em>Skills ha una visione precisa su cosa significa formare le persone, non solo trasferire competenze: quando ci siamo incontrati, la convergenza è stata immediata. La AI Summer School è un tentativo concreto di costruire qualcosa che né la scuola ordinaria, né la formazione aziendale riescono ancora ad offrire. Si tratta di un laboratorio intensivo in cui i ragazzi imparano a usare l’AI con metodo, producono cose reali e sviluppano un modo di pensare che portano con sé ben oltre la settimana. Non è un corso di informatica, non è un camp estivo tradizionale. È uno spazio, in cui la tecnologia diventa un pretesto per imparare a ragionare, a fare domande migliori, a costruire qualcosa di proprio, senza interrogazioni e senza ansia da prestazione.</em><em>&nbsp;L</em><em>a tecnologia diventa uno strumento per pensare meglio, non un sostituto del pensiero</em>»,&nbsp;<strong>sottolinea Mario Mele</strong>&nbsp;che sarà anche docente.</p>



<p>Il camp è dedicato a una fascia di età delicata, in cui non si è più bambini ma non ancora adulti. Una finestra evolutiva, quindi, in cui si è abbastanza grandi per comprendere e abbastanza giovani per costruire abitudini nuove e un metodo. «<em>AI Summer School insegna come imparare in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è già un linguaggio in cui i ragazzi sono immersi: la domanda non è SE la usano, ma COME la usano. È lì che interviene l’AI Summer School, per aiutarli ad abitare consapevolmente questo spazio linguistico, sviluppando metodo, pensiero critico e una relazione consapevole con lo strumento –&nbsp;</em><strong>insiste Mario Mele –</strong><em>&nbsp;I ragazzi toccheranno con mano, non ci saranno tutorial sull’AI, ma progetti concreti con una fase laboratoriale. Portiamo al centro di Baronissi una formazione di altissima qualità</em>».</p>



<p>Per&nbsp;<strong>partecipare all’open day</strong>&nbsp;è necessario prenotarsi, compilando il form al link&nbsp;<a href="https://www.skills.it/ai-summer-school-2026-open-day/#partecipazione-open-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.skills.it/ai-summer-school-2026-open-day/#partecipazione-open-day</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Silicon Valley: cos’è, dove si trova e perché è il cuore dell’innovazione tecnologica mondiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/silicon-valley-cose-dove-si-trova-e-perche-e-il-cuore-dellinnovazione-tecnologica-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[silicon valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=248653</guid>

					<description><![CDATA[La Silicon Valley è una delle aree più conosciute al mondo nel settore della tecnologia e dell’innovazione. Con questo nome si indica una regione della California, negli Stati Uniti, considerata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Silicon Valley</strong> è una delle aree più conosciute al mondo nel settore della tecnologia e dell’innovazione. Con questo nome si indica una regione della California, negli Stati Uniti, considerata da decenni il principale centro globale per lo sviluppo di imprese digitali, software, semiconduttori e nuove tecnologie.</p>



<p>La Silicon Valley si trova nella parte settentrionale della California, nell’area della <strong>San Francisco Bay Area</strong>. Non è una città unica, ma una regione che comprende diverse località, tra cui <strong>San Jose, Palo Alto, Mountain View, Cupertino e Santa Clara</strong>.</p>



<p>Il termine “valley” (valle) deriva dalla <strong>Santa Clara Valley</strong>, area originariamente agricola che nel corso del XX secolo si è trasformata progressivamente in un polo tecnologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché si chiama Silicon Valley</h2>



<p>Il nome “Silicon Valley” nasce negli anni ’70 e si riferisce al <strong>silicio (silicon)</strong>, materiale fondamentale per la produzione dei microchip e dei semiconduttori, componenti essenziali dell’informatica moderna.</p>



<p>La regione è diventata famosa proprio perché ha ospitato alcune delle prime aziende specializzate nella produzione di chip elettronici, dando inizio a una trasformazione industriale senza precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cuore dell’industria tecnologica</h2>



<p>Oggi la Silicon Valley è considerata la “casa” di molte delle più importanti aziende tecnologiche del mondo. Tra queste figurano grandi gruppi attivi nel settore dei computer, del software, dei social network e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>La concentrazione di imprese innovative, università di alto livello e capitali di investimento ha creato un ecosistema unico, dove nascono startup e nuove tecnologie che spesso si diffondono a livello globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle università e delle startup</h2>



<p>Uno degli elementi chiave della Silicon Valley è la presenza di università di eccellenza, in particolare <strong>Stanford University</strong>, che ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo del settore tecnologico.</p>



<p>Attorno a questo sistema si è sviluppata una forte cultura imprenditoriale, basata sulle startup e sul finanziamento da parte di investitori specializzati, i cosiddetti venture capitalist.</p>



<p>La Silicon Valley non è solo un luogo geografico, ma anche un modello economico e culturale. Indica un modo di fare innovazione basato su sperimentazione, rischio e crescita rapida delle imprese tecnologiche. Per questo motivo il suo nome viene spesso usato per descrivere altri poli tecnologici nel mondo che cercano di replicarne il successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un simbolo dell’era digitale</h2>



<p>Oggi la Silicon Valley continua a rappresentare uno dei principali centri decisionali dell’economia digitale globale. È qui che si sviluppano molte delle tecnologie che influenzano la vita quotidiana, dai social network all’intelligenza artificiale, fino ai sistemi cloud e ai dispositivi mobili.</p>
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		<title>Dentro la cultura hacker: tra innovazione, open source e sicurezza informatica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dentro-la-cultura-hacker-tra-innovazione-open-source-e-sicurezza-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
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<p>Quando si parla di “hacker”, nell’immaginario comune si pensa spesso a intrusioni informatiche e criminalità digitale. In realtà il termine ha un’origine molto più ampia e, in parte, positiva: la <strong>cultura hacker</strong> nasce come filosofia legata alla curiosità tecnologica, alla condivisione della conoscenza e alla sperimentazione nei sistemi informatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle origini al MIT: il significato autentico di “hacker”</h2>



<p>Il concetto di hacker si sviluppa tra gli anni ’60 e ’70 negli ambienti universitari statunitensi, in particolare al Massachusetts Institute of Technology (MIT), dove gruppi di studenti e ricercatori iniziano a esplorare i sistemi informatici mainframe con l’obiettivo di comprenderne il funzionamento e migliorarli.</p>



<p>Secondo la definizione storica riportata da numerose fonti accademiche e divulgative, un hacker non è necessariamente un criminale informatico, ma una persona che utilizza creatività e competenze tecniche per “spingere oltre i limiti” di un sistema, spesso in modo non convenzionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I principi della cultura hacker</h2>



<p>La cultura hacker si fonda su alcuni principi chiave, spesso riassunti in documenti e manifesti tecnici diffusi fin dagli anni ’80 e ’90 nella comunità informatica: <strong>Accesso libero all’informazione</strong>, <strong>condivisione della conoscenza</strong>, <strong>decentralizzazione</strong>, <strong>meritocrazia tecnica</strong>, <strong>sfidare i sistemi chiusi e proprietari</strong>.</p>



<p>Questi valori hanno influenzato profondamente lo sviluppo di Internet e del software moderno, contribuendo alla nascita del movimento open source.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hacker “white hat”, “black hat” e “grey hat”</h2>



<p>Con l’evoluzione della tecnologia, il termine hacker ha assunto anche una connotazione legata alla sicurezza informatica.</p>



<p>Oggi si distinguono generalmente tre categorie: <strong>White hat (hacker etici):</strong> professionisti della sicurezza che individuano vulnerabilità per correggerle , <strong>Black hat:</strong> attori malevoli che sfruttano falle informatiche per fini illeciti e <strong>Grey hat:</strong> figure intermedie che operano in modo non autorizzato ma senza intenti necessariamente criminali</p>



<p>Questa distinzione è ormai centrale nel mondo della cybersecurity e nelle strategie di difesa digitale di aziende e istituzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impatto sulla tecnologia moderna</h2>



<p>La cultura hacker ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo di tecnologie oggi fondamentali. Il sistema operativo Linux, ad esempio, nasce proprio all’interno della filosofia open source e della collaborazione tra sviluppatori indipendenti.</p>



<p>Anche la nascita del web stesso è legata a una visione aperta della conoscenza digitale, promossa da comunità tecniche che vedevano nella rete uno strumento di accesso universale alle informazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hacker e cybersecurity: una relazione complessa</h2>



<p>Nel contesto contemporaneo, la figura dell’hacker è centrale anche nella sicurezza informatica globale. Le aziende tecnologiche e le istituzioni pubbliche collaborano sempre più spesso con hacker etici per testare sistemi e prevenire attacchi.</p>



<p>Secondo il rapporto annuale di diverse agenzie di cybersecurity internazionali, gli attacchi informatici sono in costante aumento, rendendo la figura dell’hacker etico una componente strategica nella protezione delle infrastrutture digitali.</p>
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		<title>Le app che aiutano a vivere in modo sostenibile: dalla spesa anti-spreco ai calcolatori di CO₂</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-app-che-aiutano-a-vivere-in-modo-sostenibile-dalla-spesa-anti-spreco-ai-calcolatori-di-co%e2%82%82/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone può diventare un alleato della transizione ecologica. Ecco come le applicazioni digitali stanno cambiando le abitudini quotidiane di milioni di persone Ridurre gli sprechi alimentari, monitorare i consumi [...]]]></description>
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<p><em>Lo smartphone può diventare un alleato della transizione ecologica. Ecco come le applicazioni digitali stanno cambiando le abitudini quotidiane di milioni di persone</em></p>



<p>Ridurre gli sprechi alimentari, monitorare i consumi energetici, scegliere mezzi di trasporto meno inquinanti, acquistare prodotti più sostenibili. La transizione ecologica passa anche dallo smartphone.</p>



<p>Negli ultimi anni è cresciuto il numero di applicazioni progettate per aiutare i cittadini a compiere scelte più consapevoli dal punto di vista ambientale. Un fenomeno che riflette una tendenza più ampia: la tecnologia non è soltanto una delle cause dell&#8217;aumento dei consumi energetici globali, ma può diventare anche uno strumento per promuovere comportamenti più sostenibili.</p>



<p>Secondo numerosi studi sul cambiamento delle abitudini di consumo, l&#8217;accesso immediato alle informazioni e il monitoraggio in tempo reale delle proprie azioni rappresentano due dei fattori più efficaci nel favorire comportamenti virtuosi. È proprio su questo principio che si basa la nuova generazione di app green.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere lo spreco alimentare</h2>



<p>Uno degli ambiti più sviluppati riguarda la lotta allo spreco alimentare.</p>



<p>Ogni anno nell&#8217;Unione Europea milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, spesso pur essendo ancora perfettamente commestibili. Per contrastare il fenomeno sono nate piattaforme che mettono in contatto negozi, supermercati, ristoranti e consumatori interessati ad acquistare prodotti invenduti a prezzi ridotti.</p>



<p>Tra le applicazioni più conosciute c&#8217;è Too Good To Go, utilizzata in numerosi Paesi europei. Attraverso il sistema delle &#8220;magic box&#8221;, gli utenti possono acquistare alimenti che rischierebbero di essere buttati a fine giornata.</p>



<p>Accanto a queste piattaforme stanno crescendo applicazioni che aiutano a gestire meglio la dispensa domestica, monitorando scadenze e suggerendo ricette per utilizzare ingredienti già presenti in casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità sostenibile a portata di clic</h2>



<p>Un altro settore in forte espansione è quello della mobilità.</p>



<p>Le app dedicate ai trasporti consentono di confrontare percorsi, tempi di percorrenza e impatto ambientale delle diverse modalità di spostamento. In molti casi gli utenti possono visualizzare una stima delle emissioni di anidride carbonica associate a ciascun tragitto.</p>



<p>Le piattaforme di bike sharing, car sharing e micromobilità elettrica hanno inoltre contribuito a rendere più accessibili alternative all&#8217;automobile privata, soprattutto nelle grandi città.</p>



<p>Secondo gli esperti di pianificazione urbana, la disponibilità di informazioni integrate sui trasporti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire scelte di mobilità a basse emissioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Misurare la propria impronta ecologica</h2>



<p>Sempre più applicazioni consentono di calcolare la cosiddetta carbon footprint, cioè l&#8217;impatto climatico delle attività quotidiane.</p>



<p>Attraverso questionari e analisi dei consumi, questi strumenti stimano le emissioni associate a trasporti, alimentazione, energia domestica e acquisti.</p>



<p>L&#8217;obiettivo non è soltanto informare, ma anche suggerire azioni concrete per ridurre il proprio impatto ambientale.</p>



<p>Gli studiosi di sostenibilità sottolineano tuttavia che tali strumenti forniscono stime indicative e non misurazioni precise, poiché le emissioni dipendono da molte variabili difficili da quantificare individualmente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spesa diventa più trasparente</h2>



<p>Un numero crescente di consumatori vuole conoscere l&#8217;impatto ambientale dei prodotti che acquista.</p>



<p>Per rispondere a questa esigenza sono nate applicazioni che permettono di analizzare etichette, ingredienti e caratteristiche di migliaia di prodotti alimentari e di largo consumo.</p>



<p>Tra le più diffuse figura Yuka, che utilizza la scansione del codice a barre per fornire informazioni nutrizionali e qualitative. Sebbene non sia stata progettata esclusivamente per la sostenibilità ambientale, contribuisce a una maggiore consapevolezza nelle scelte di acquisto.</p>



<p>Altre piattaforme si concentrano invece su tracciabilità delle filiere, certificazioni ambientali e impatto climatico dei prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Energia domestica sotto controllo</h2>



<p>Anche il risparmio energetico entra sempre più spesso nelle tasche dei consumatori.</p>



<p>Molti sistemi di domotica consentono oggi di monitorare in tempo reale consumi elettrici, riscaldamento e utilizzo degli elettrodomestici.</p>



<p>Le applicazioni associate a contatori intelligenti e dispositivi smart permettono di individuare sprechi, programmare accensioni e ottimizzare l&#8217;uso dell&#8217;energia.</p>



<p>Secondo diverse ricerche internazionali, la semplice visualizzazione dei consumi può contribuire a ridurre gli sprechi energetici perché rende gli utenti più consapevoli delle proprie abitudini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia e sostenibilità: un rapporto complesso</h2>



<p>Non mancano però le contraddizioni.</p>



<p>Le stesse tecnologie digitali che aiutano a ridurre sprechi e consumi richiedono infrastrutture energivore: data center, reti di telecomunicazione e dispositivi elettronici contribuiscono infatti all&#8217;impronta ambientale globale del settore digitale.</p>



<p>Per questo motivo gli esperti invitano a considerare le app green come strumenti di supporto e non come soluzioni miracolose.</p>



<p>La sostenibilità dipende soprattutto dai comportamenti individuali e dalle scelte collettive, mentre la tecnologia può facilitare il cambiamento rendendolo più semplice e immediato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dallo smartphone alla transizione ecologica</h2>



<p>Le applicazioni dedicate alla sostenibilità stanno trasformando lo smartphone in una sorta di consulente ambientale personale.</p>



<p>Dalla lotta allo spreco alimentare alla mobilità sostenibile, dal monitoraggio dei consumi energetici alle scelte di acquisto più consapevoli, questi strumenti offrono informazioni che fino a pochi anni fa erano difficili da reperire.</p>



<p>Da sole non salveranno il pianeta. Ma possono aiutare milioni di persone a compiere piccoli gesti quotidiani che, sommati su larga scala, contribuiscono a rendere la transizione ecologica un obiettivo più concreto e accessibile.</p>
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		<title>Dieci lavori che nasceranno grazie all’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dieci-lavori-che-nasceranno-grazie-allintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[AI generativa]]></category>
		<category><![CDATA[automazione]]></category>
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		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
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		<category><![CDATA[digital economy]]></category>
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		<category><![CDATA[Trasformazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio. Per anni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dall’allenatore di algoritmi al detective dei deepfake: mentre alcune professioni rischiano di scomparire, altre stanno già emergendo. Ecco quali potrebbero essere i mestieri più richiesti del prossimo decennio.</strong></p>



<p>Per anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato soprattutto sui posti di lavoro destinati a sparire. Impiegati amministrativi, addetti all’inserimento dati, operatori di back office e molte attività ripetitive sono ormai considerate tra le più esposte all’automazione.</p>



<p>Ma la rivoluzione dell’AI non riguarda soltanto ciò che verrà sostituito. Riguarda soprattutto ciò che nascerà.</p>



<p>Secondo il <em>Future of Jobs Report 2025</em> del World Economic Forum, entro il 2030 la trasformazione tecnologica potrebbe generare circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale, a fronte di 92 milioni di ruoli destinati a scomparire, con un saldo positivo di 78 milioni di occupazioni. Tra i profili in maggiore crescita figurano specialisti dell’intelligenza artificiale, esperti di dati e professionisti della sicurezza informatica. </p>



<p>La vera novità è che molti dei lavori emergenti non esistevano fino a pochi anni fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Allenatore di intelligenze artificiali</h2>



<p>I modelli generativi devono essere addestrati, corretti e migliorati continuamente. Per questo stanno nascendo figure incaricate di insegnare alle AI come rispondere correttamente, verificare errori e affinare comportamenti.</p>



<p>Non si tratta necessariamente di programmatori: in molti casi servono linguisti, psicologi, esperti di comunicazione e professionisti capaci di valutare la qualità delle risposte prodotte dagli algoritmi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auditor degli algoritmi</h2>



<p>Più l’AI entra nei processi decisionali, più cresce la necessità di controllarla.</p>



<p>Gli auditor avranno il compito di verificare trasparenza, imparzialità, sicurezza e conformità normativa dei sistemi intelligenti utilizzati da aziende, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni.</p>



<p>Con l’entrata in vigore di nuove regolamentazioni sull’intelligenza artificiale, questa professione potrebbe diventare centrale nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Investigatore di deepfake</h2>



<p>Video falsi, voci sintetiche e immagini manipolate stanno diventando sempre più sofisticati.</p>



<p>Per questo cresce la domanda di professionisti capaci di identificare contenuti artificiali, analizzare tracce digitali e verificare l’autenticità di materiale audiovisivo utilizzato da aziende, media e autorità giudiziarie.</p>



<p>Una figura a metà tra esperto forense, analista informatico e giornalista investigativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Psicologo della relazione uomo-macchina</h2>



<p>Sempre più persone utilizzano chatbot e assistenti virtuali come interlocutori quotidiani.</p>



<p>La diffusione di questi strumenti potrebbe creare nuove esigenze legate al benessere psicologico, alla dipendenza tecnologica e alla gestione delle interazioni con agenti digitali.</p>



<p>Università e centri di ricerca stanno già studiando gli effetti delle relazioni tra esseri umani e sistemi conversazionali avanzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Architetto di agenti AI</h2>



<p>La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale non sono più soltanto i chatbot ma gli agenti autonomi.</p>



<p>Questi sistemi possono organizzare attività, prenotare servizi, gestire documenti e coordinare processi aziendali. Serviranno quindi professionisti capaci di progettare ecosistemi di agenti digitali, definendone regole, limiti e obiettivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Curatore dei dati sintetici</h2>



<p>Uno dei problemi più grandi dell’AI è la disponibilità di dati.</p>



<p>Per addestrare i modelli vengono sempre più utilizzati dati sintetici, cioè informazioni generate artificialmente ma realistiche.</p>



<p>Nasce così la figura del curatore dei dati sintetici, incaricato di creare dataset affidabili senza compromettere privacy e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consulente di produttività aumentata</h2>



<p>Molte aziende stanno introducendo strumenti generativi senza sapere come integrarli nei processi quotidiani.</p>



<p>Emergono quindi professionisti specializzati nell’organizzazione del lavoro uomo-macchina: figure che analizzano attività, individuano automazioni possibili e progettano nuovi flussi operativi.</p>



<p>Secondo il World Economic Forum, l’integrazione tra competenze umane e intelligenza artificiale sarà uno dei principali motori della trasformazione occupazionale dei prossimi anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Specialista di sicurezza per AI</h2>



<p>Gli algoritmi possono essere attaccati, manipolati o ingannati.</p>



<p>Per questo la cybersecurity sta sviluppando nuove specializzazioni dedicate alla protezione dei modelli linguistici, dei sistemi generativi e delle infrastrutture basate sull’intelligenza artificiale.</p>



<p>La richiesta di competenze in AI e sicurezza informatica è indicata tra le più forti nel mercato del lavoro globale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Traduttore etico tra tecnologia e società</h2>



<p>Le aziende che sviluppano AI devono confrontarsi con problemi di privacy, discriminazione, diritti e impatti sociali.</p>



<p>Serviranno figure capaci di dialogare contemporaneamente con ingegneri, giuristi, manager e cittadini, traducendo concetti complessi in decisioni comprensibili e responsabili.</p>



<p>Un ruolo destinato a crescere soprattutto nei settori più regolamentati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Designer di personalità artificiali</h2>



<p>I futuri assistenti digitali non saranno semplici software.</p>



<p>Avranno tono di voce, stile comunicativo, memoria contestuale e caratteristiche relazionali sempre più sofisticate.</p>



<p>Per costruirli serviranno professionisti capaci di progettare identità digitali credibili, definendo linguaggio, comportamento ed esperienza utente.</p>
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		<item>
		<title>Il frigorifero del futuro che decide la tua dieta: benefici e rischi della nutrizione automatizzata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-frigorifero-del-futuro-che-decide-la-tua-dieta-benefici-e-rischi-della-nutrizione-automatizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[frigorifero del futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Telecamere interne, intelligenza artificiale e consigli alimentari personalizzati: la nuova frontiera della smart home promette meno sprechi e una dieta più sana. Ma apre anche interrogativi su privacy, autonomia e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Telecamere interne, intelligenza artificiale e consigli alimentari personalizzati: la nuova frontiera della smart home promette meno sprechi e una dieta più sana. Ma apre anche interrogativi su privacy, autonomia e controllo delle nostre abitudini.</strong></p>



<p><strong>Il frigorifero del futuro non si limiterà a conservare il cibo.</strong> Sarà in grado di osservare cosa mangiamo, suggerire ricette, controllare le scadenze, ordinare automaticamente la spesa e persino proporre una dieta personalizzata in base alle nostre esigenze nutrizionali.</p>



<p>Quella che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza è oggi una delle aree più promettenti dell&#8217;integrazione tra intelligenza artificiale, Internet of Things e salute digitale. Alcuni modelli già presenti sul mercato utilizzano telecamere interne e sistemi di riconoscimento visivo per identificare gli alimenti conservati sugli scaffali, monitorarne il consumo e generare suggerimenti alimentari in tempo reale.</p>



<p>Secondo una recente revisione scientifica pubblicata sulla rivista <em>Food Research International</em>, i frigoriferi intelligenti rappresentano uno degli strumenti più avanzati delle cosiddette &#8220;smart kitchen&#8221;: ecosistemi domestici connessi che utilizzano sensori e algoritmi per migliorare la gestione del cibo, ridurre gli sprechi e favorire una maggiore consapevolezza nutrizionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il frigorifero intelligente</h2>



<p>I sistemi più evoluti combinano telecamere, sensori di peso, applicazioni mobili e algoritmi di machine learning. L&#8217;obiettivo è costruire una sorta di inventario digitale della dispensa domestica.</p>



<p>Quando un alimento viene inserito o rimosso, il sistema aggiorna automaticamente il database interno. L&#8217;intelligenza artificiale può quindi suggerire ricette basate sugli ingredienti disponibili, avvisare quando un prodotto sta per scadere oppure proporre una lista della spesa ottimizzata. Alcune piattaforme sperimentali integrano persino dati nutrizionali, preferenze alimentari e obiettivi di salute per generare indicazioni personalizzate.</p>



<p>La direzione è quella della cosiddetta &#8220;precision nutrition&#8221;, una nutrizione costruita sulle caratteristiche individuali di ciascuna persona grazie all&#8217;analisi dei dati. Un filone che sta attirando sempre più investimenti da parte dell&#8217;industria tecnologica e alimentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meno sprechi e alimentazione più equilibrata</h2>



<p>Tra i principali vantaggi indicati dagli studi emerge la riduzione dello spreco alimentare. Ogni anno nell&#8217;Unione Europea vengono gettate circa 88 milioni di tonnellate di cibo e oltre la metà degli sprechi proviene dalle famiglie. Molti prodotti finiscono nella spazzatura semplicemente perché dimenticati nel frigorifero o acquistati in quantità eccessive.</p>



<p>I sistemi intelligenti possono intervenire proprio su questo punto: monitorando scadenze, quantità disponibili e consumi abituali, aiutano a pianificare meglio gli acquisti e a utilizzare prima gli alimenti più deperibili. Alcune ricerche indicano che le tecnologie di gestione intelligente del cibo possono contribuire in modo significativo alla riduzione degli sprechi domestici.</p>



<p>Accanto alla sostenibilità c&#8217;è poi l&#8217;aspetto salutistico. Le nuove piattaforme di raccomandazione alimentare sono in grado di elaborare suggerimenti coerenti con obiettivi nutrizionali specifici, come la riduzione degli zuccheri, l&#8217;aumento dell&#8217;apporto proteico o il controllo calorico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio della dieta guidata dagli algoritmi</h2>



<p>Ma delegare parte delle scelte alimentari a una macchina solleva anche numerosi interrogativi.</p>



<p>Il primo riguarda l&#8217;affidabilità. Riconoscere correttamente gli alimenti non è sempre semplice: prodotti confezionati, ingredienti nascosti o cibi conservati in contenitori anonimi possono generare errori di classificazione. Gli stessi ricercatori che lavorano su questi sistemi evidenziano come il riconoscimento visivo resti una delle principali sfide tecnologiche.</p>



<p>C&#8217;è poi il tema della standardizzazione. Un algoritmo può suggerire alimenti sulla base di parametri nutrizionali, ma fatica a comprendere aspetti culturali, sociali ed emotivi del cibo. La dieta non è soltanto una somma di calorie e nutrienti: è tradizione, identità, convivialità e piacere.</p>



<p>Alcuni esperti mettono inoltre in guardia dal rischio di una crescente dipendenza dalle raccomandazioni automatizzate. Se oggi chiediamo agli algoritmi quale film guardare o quale strada percorrere, domani potremmo affidarci a loro anche per decidere cosa mangiare ogni giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Privacy e dati sensibili</h2>



<p>Un&#8217;altra questione centrale riguarda la raccolta dei dati.</p>



<p>Sapere cosa acquistiamo, quando mangiamo, quanto consumiamo e quali sono le nostre preferenze alimentari significa raccogliere informazioni estremamente dettagliate sul nostro stile di vita. Dati che potrebbero avere valore commerciale per aziende del settore alimentare, assicurativo o sanitario.</p>



<p>Le stesse analisi sulle smart kitchen indicano la protezione della privacy e la sicurezza informatica come una delle principali criticità per la diffusione di questi dispositivi.</p>



<p>La vera domanda, forse, non riguarda la tecnologia ma il rapporto tra esseri umani e algoritmi.</p>



<p>Il frigorifero intelligente promette di semplificare la vita, ridurre gli sprechi e migliorare la salute. Ma, più le raccomandazioni diventano precise, più aumenta il rischio che le scelte quotidiane vengano influenzate da sistemi invisibili progettati da aziende private.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come riconoscere una truffa online: segnali, tecniche e difese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-riconoscere-una-truffa-online-segnali-tecniche-e-difese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le truffe online sono oggi una delle forme di criminalità informatica più diffuse in Europa e in Italia. Secondo le principali agenzie di cybersecurity, gli attacchi basati su ingegneria sociale [...]]]></description>
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<p>Le truffe online sono oggi una delle forme di criminalità informatica più diffuse in Europa e in Italia. Secondo le principali agenzie di cybersecurity, gli attacchi basati su ingegneria sociale ( in particolare il phishing ) continuano a crescere grazie all’uso combinato di email, SMS, social network e, più recentemente, strumenti basati sull’intelligenza artificiale.</p>



<p>La facilità con cui i criminali riescono a imitare comunicazioni ufficiali rende sempre più difficile distinguere un messaggio autentico da uno fraudolento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è una truffa online</h2>



<p>Con “truffa online” si indicano tutte quelle attività fraudolente realizzate attraverso internet con l’obiettivo di sottrarre dati personali, credenziali bancarie o denaro.</p>



<p>Le forme più comuni includono: phishing (email o messaggi falsi che imitano banche o servizi), smishing (truffe via SMS), vishing (truffe telefoniche), siti web falsi che imitano piattaforme reali, offerte di investimento o guadagno rapido non affidabili. Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, la maggior parte degli attacchi riusciti non sfrutta falle tecniche, ma errori umani: distrazione, urgenza percepita e fiducia mal riposta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I segnali più comuni di una truffa</h2>



<p>Gli esperti di sicurezza informatica indicano alcuni elementi ricorrenti che possono aiutare a identificare un tentativo di frode.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Urgenza e pressione psicologica</h3>



<p>Messaggi che invitano ad agire immediatamente (“il tuo conto sarà bloccato”, “rispondi entro 24 ore”) sono spesso un segnale d’allarme. La pressione serve a ridurre la capacità di verifica dell’utente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Mittente sospetto o imitato</h3>



<p>Gli indirizzi email possono sembrare autentici a prima vista, ma spesso contengono variazioni minime (caratteri aggiunti, domini simili ma non ufficiali).</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Link non coerenti</h3>



<p>Passando il cursore sul link (senza cliccare) è possibile verificare se l’indirizzo web corrisponde davvero all’ente dichiarato. I siti fraudolenti spesso imitano graficamente quelli reali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Errori linguistici o traduzioni approssimative</h3>



<p>Molte truffe automatiche contengono ancora errori grammaticali o frasi poco naturali, anche se l’uso dell’intelligenza artificiale sta migliorando questo aspetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Richieste di dati sensibili</h3>



<p>Banche, istituzioni e servizi affidabili non chiedono mai password, codici OTP o dati completi della carta via email o SMS.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tecniche più utilizzate oggi</h2>



<p>Le truffe online sono diventate più sofisticate grazie alla combinazione di social engineering e automazione.</p>



<p>Tra le tecniche più diffuse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>clonazione di siti bancari o e-commerce</li>



<li>messaggi apparentemente inviati da corrieri o servizi di consegna</li>



<li>finte offerte di lavoro o investimenti</li>



<li>profili social falsi che instaurano fiducia nel tempo</li>



<li>utilizzo di intelligenza artificiale per imitare tono e stile di comunicazione</li>
</ul>



<p>Secondo il rapporto annuale dell’European Union Agency for Cybersecurity, l’aumento delle truffe digitali è strettamente legato alla crescente digitalizzazione dei servizi e all’uso massivo di dispositivi mobili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare se si sospetta una truffa</h2>



<p>Gli esperti raccomandano alcune azioni immediate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non cliccare su link sospetti</li>



<li>non fornire dati personali o bancari</li>



<li>verificare sempre tramite canali ufficiali (sito o numero della banca/ente)</li>



<li>aggiornare antivirus e sistemi di sicurezza</li>



<li>segnalare il tentativo di frode alle autorità competenti</li>
</ul>



<p>In Italia è possibile rivolgersi alla Polizia Postale, punto di riferimento per la segnalazione dei reati informatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impatto dell’intelligenza artificiale</h2>



<p>Un elemento nuovo è l’uso dell’IA generativa per creare messaggi sempre più credibili. Le truffe possono oggi imitare lo stile di scrittura di aziende reali o persino di persone conosciute, aumentando il rischio di inganno.</p>



<p>Questo rende ancora più importante sviluppare una “consapevolezza digitale” di base, soprattutto tra utenti meno esperti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prevenzione resta la migliore difesa</h2>



<p>Nonostante la crescente sofisticazione degli attacchi, la maggior parte delle truffe può essere evitata con attenzione e buone pratiche digitali. La regola principale rimane semplice: diffidare delle comunicazioni inattese che richiedono azioni urgenti o dati personali. In un contesto in cui la vita quotidiana è sempre più digitale, la sicurezza online diventa una competenza essenziale quanto quella informatica o finanziaria.</p>
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		<title>Sempre più persone usano l’intelligenza artificiale come “confidente”: il fenomeno delle chat usate al posto dello psicologo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sempre-piu-persone-usano-lintelligenza-artificiale-come-confidente-il-fenomeno-delle-chat-usate-al-posto-dello-psicologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=247921</guid>

					<description><![CDATA[Chiedere consigli, raccontare ansie, cercare conforto emotivo. Sempre più utenti si rivolgono alle chatbot di intelligenza artificiale non solo per informazioni pratiche, ma anche come una sorta di supporto psicologico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Chiedere consigli, raccontare ansie, cercare conforto emotivo. <strong>Sempre più utenti si rivolgono alle chatbot di intelligenza artificiale non solo per informazioni pratiche, ma anche come una sorta di supporto psicologico informale. </strong>Un fenomeno in crescita che apre nuove opportunità, ma anche interrogativi su limiti, rischi e responsabilità.</p>



<p class="p1">Le piattaforme di IA generativa sono oggi in grado di sostenere conversazioni complesse, rispondere in modo empatico e simulare dialoghi simili a quelli terapeutici. Questo ha portato una parte degli utenti a utilizzarle per parlare di stress, solitudine, difficoltà relazionali o momenti di crisi personale.</p>



<p class="p1">Secondo diversi studi internazionali sul rapporto tra tecnologia e salute mentale, l’IA viene spesso percepita come uno spazio “neutro” e sempre disponibile, in grado di ridurre il senso di giudizio e favorire l’autoespressione. <strong>Tuttavia gli esperti sottolineano che questi strumenti non sono psicologi e non possono sostituire un percorso terapeutico strutturato.</strong></p>



<p class="p1">Le principali organizzazioni sanitarie e professionali ricordano infatti che <strong>le chatbot non effettuano diagnosi</strong>, non hanno accesso alla storia clinica dell’utente e non possono intervenire in situazioni di rischio, come disturbi psichiatrici o crisi acute. Il loro ruolo non può essere di cura.</p>



<p class="p1">Il rischio, spiegano gli specialisti, è duplice: da un lato la possibile illusione di un sostegno professionale che in realtà non esiste; dall’altro la tendenza a delegare a sistemi automatizzati bisogni complessi che richiedono invece competenze cliniche e relazionali umane.</p>



<p class="p1">Allo stesso tempo, alcuni ricercatori evidenziano anche potenziali benefici. Le chatbot possono infatti aiutare a riflettere sulle emozioni, incoraggiare pratiche di auto-monitoraggio e facilitare l’accesso iniziale a informazioni sulla salute mentale, soprattutto in contesti in cui il supporto psicologico è difficile da ottenere o troppo costoso.</p>



<p class="p1">Il dibattito è quindi aperto. Da un lato l’IA come strumento accessibile e potenzialmente utile per il benessere quotidiano, dall’altro il rischio di una “terapia simulata” priva di supervisione clinica.</p>



<p class="p1">Gli esperti concordano su un punto: l’intelligenza artificiale può affiancare, ma non sostituire il lavoro dello psicologo. La relazione terapeutica, basata su empatia reale, formazione clinica e responsabilità professionale, resta un elemento centrale difficilmente replicabile da un sistema automatizzato.</p>
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		<title>“Design the Future”: l’Università di Salerno si prepara agli Innovation Days</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/design-the-future-luniversita-di-salerno-si-prepara-agli-innovation-days/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 13:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Innovazione, ricerca e impresa si incontrano per gli&#160;Innovation Days Unisa 2026. L’evento, promosso dall’Università di Salerno&#160;nell’ambito delle attività di&#160;Terza Missione, è in programma il prossimo 30 giugno 2026 presso il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Innovazione, ricerca e impresa si incontrano per gli&nbsp;<strong>Innovation Days Unisa 2026</strong>. L’evento, promosso dall’<strong>Università di Salerno&nbsp;</strong>nell’ambito delle attività di&nbsp;<strong>Terza Missione</strong>, è in programma il prossimo 30 giugno 2026 presso il Palazzo Rettorato.</p>



<p><strong><em>“Design the Future!”</em></strong>&nbsp;è il claim della prima edizione, che si svilupperà&nbsp;<strong>su tre aree tematiche</strong>: il&nbsp;<strong>Quantum Advantage, Open Innovation e Networking, Finanza per l’innovazione</strong>, a supporto della crescita delle imprese innovative.</p>



<p>«<em>Un’intera giornata dedicata all’innovazione e al trasferimento tecnologico, che rappresentano un asset strategico fondamentale per la competitività industriale –</em><strong>&nbsp;sottolinea il Rettore Virgilio D’Antonio –&nbsp;</strong><em>Start-up, aziende, multinazionali e mondo della ricerca a confronto in Ateneo. Gli Innovation Days intendono creare una&nbsp;<strong>connessione</strong>&nbsp;tra il mondo delle&nbsp;<strong>PMI, la ricerca scientifica e i grandi player della trasformazione digitale</strong>. L’università di Salerno si propone come un hub di formazione e di networking. Saranno presenti esperti e professionisti che potranno ispirare con la loro esperienza nei vari panel tematici che si alterneranno nel corso della giornata, con focus sulle ricerche di frontiera, in particolare su tecnologie quantistiche e AI per accelerare la competitività. La nostra Università si proietta al Mediterraneo: attraverso gli Innovation Days desideriamo diventare un centro nevralgico per l’innovazione, punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno</em>».</p>



<p>«<em>Gli Innovation Days rappresentano un’occasione imperdibile per le aziende per sviluppare partnership strategiche per affrontare le sfide del futuro e competere con successo in ambito nazionale e internazionale&nbsp;</em>–&nbsp;<strong>prosegue il Professore Orlando Troisi, Delegato alla Terza Missione Unisa</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Tutte le performance di successo di un’azienda si fondano su investimenti in innovazione. Saranno tante le sessioni specialistiche con la presenza di aziende leader in Italia e nel mondo. In queste settimane, inoltre, abbiamo avviato un’interlocuzione con le aziende campane, con le associazioni e con il tessuto imprenditoriale per creare una&nbsp;<strong>sinergia virtuosa e dar vita ad un</strong></em><strong><em>&nbsp;ecosistema che sappia intercettare le tendenze dei mercati mondiali, per generare progresso e impatto positivo per la crescita dei territori.</em></strong><em>&nbsp;Non soltanto divulgazione della ricerca prodotta nei nostri laboratori, ma creazione di un network professionale ed esplorazione di applicazioni concrete delle tecnologie quantistiche per l’impresa e l’industria. Il&nbsp;<strong>Quantum Computing</strong>&nbsp;è un cambio radicale di paradigma, una rivoluzione che avrà effetti enormi non solo su computer super performanti, ma anche su crittografia, farmaceutica, sicurezza informatica. Saranno presenti illustri relatori che condivideranno le loro esperienze. L’obiettivo è creare connessioni reali tra chi sviluppa innovazione e chi può accelerarne l’impatto sul mercato</em>».</p>



<p>Primo ospite annunciato degli Innovation Days sarà&nbsp;<strong>Federico Mattei, IBM&nbsp;</strong><strong>Quantum</strong><strong>&nbsp;Ambassador</strong>, con una lectio dal titolo<strong>&nbsp;“</strong><strong><em>Quantum Advantage: dalla ricerca alle applicazioni reali nel mondo del business”.</em></strong></p>



<p><br><strong>Federico Mattei</strong>&nbsp;lavora nella divisione IBM Research dedicata al calcolo quantistico e alla crittografia quantum-safe.&nbsp;Laurea in Fisica Teorica con tesi sugli effetti della Relatività Generale applicati alla cosmologia, Dottorato in Gravità Quantistica sulla teoria della Loop Quantum Gravity, il dottor Mattei è entrato in IBM come specialista in progetti di mobile computing e, nei primi anni di lavoro, ha conseguito un Master in Business Management. Per oltre quindici anni, si è occupato di progettazione e sviluppo di progetti innovativi, acquisendo una solida esperienza in soluzioni mobili, cognitive, social, di collaborazione e analitiche. Dal 2017 è IBM Quantum Ambassador per l’Italia: in questo ruolo ha tenuto oltre 50 conferenze in congressi e seminari universitari sul calcolo quantistico e sulla crittografia quantum-safe.</p>
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		<title>Sanità digitale, premio nazionale all’ASL Salerno: riconoscimento per i servizi innovativi ai cittadini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanita-digitale-premio-nazionale-allasl-salerno-riconoscimento-per-i-servizi-innovativi-ai-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=247696</guid>

					<description><![CDATA[L’Azienda Sanitaria Locale di Salerno ha ricevuto il Premio Innovazione Digitale in Sanità 2026, promosso dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano e dagli Osservatori Digital [...]]]></description>
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<p>L’Azienda Sanitaria Locale di Salerno ha ricevuto il Premio Innovazione Digitale in Sanità 2026, promosso dall’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano e dagli Osservatori Digital Innovation, nella categoria “Servizi digitali al cittadino”.</p>



<p>Il premio è rivolto alle realtà che si sono distinte per la capacità di utilizzare le tecnologie digitali come leva di innovazione, semplificazione e miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari.</p>



<p>L’assegnazione all’ASL Salerno nella categoria Servizi digitali al cittadino valorizza il lavoro svolto dall’Azienda nell’ambito dell’innovazione digitale, con particolare attenzione alla semplificazione dell’accesso alle informazioni, alle prestazioni e ai percorsi di cura. Il risultato conferma l’impegno nel promuovere strumenti e modelli organizzativi capaci di rendere il sistema sanitario più vicino, efficiente e rispondente ai bisogni della comunità.</p>



<p>L’Azienda Sanitaria Locale di Salerno proseguirà nel percorso di trasformazione digitale, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dell’assistenza, migliorare l’efficienza dei processi e rendere i servizi sempre più accessibili ai cittadini.</p>
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