
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ambiente | Giornale del Cilento</title>
	<atom:link href="https://www.giornaledelcilento.it/category/ambiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giornaledelcilento.it</link>
	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Aug 2026 12:00:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.6</generator>
	<item>
		<title>Auto, dal rottame al grafene: la nuova frontiera del riciclo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-dal-rottame-al-grafene-la-nuova-frontiera-del-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 11:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[grafene]]></category>
		<category><![CDATA[upcycling]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=256025</guid>

					<description><![CDATA[Paraurti, tappetini, rivestimenti e plastiche a fine vita potrebbero avere una seconda vita ad alto valore aggiunto. La ricerca punta a trasformare gli scarti delle auto in grafene da utilizzare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Paraurti, tappetini, rivestimenti e plastiche a fine vita potrebbero avere una seconda vita ad alto valore aggiunto. La ricerca punta a trasformare gli scarti delle auto in grafene da utilizzare per realizzare nuovi componenti. Un possibile ciclo chiuso che unisce riciclo, alleggerimento e nuove tecnologie. </p>



<p>E se la prossima automobile contenesse una parte della precedente?</p>



<p>Non è più soltanto uno scenario da laboratorio. La ricerca sull&#8217;<strong>upcycling dei materiali provenienti dalle auto a fine vita</strong> sta aprendo una strada particolarmente interessante per l&#8217;industria automobilistica: trasformare plastiche che oggi rischiano di finire in discarica o di essere destinate a processi di recupero a minor valore in <strong>grafene</strong>, per poi utilizzare il materiale ottenuto nella produzione di nuovi componenti.</p>



<p>Uno degli esperimenti più significativi è stato realizzato da un gruppo di ricercatori della Rice University, che ha dimostrato la possibilità di trasformare plastiche provenienti da veicoli fuori uso in <strong>flash graphene</strong>, attraverso una tecnica denominata <em>flash Joule heating</em>. Il processo utilizza un rapido impulso elettrico per portare il materiale ad altissima temperatura e convertirne il carbonio in grafene.</p>



<p>La caratteristica più interessante è che non si tratta semplicemente di riciclare una plastica per ottenere un&#8217;altra plastica.</p>



<p>Il materiale di partenza viene infatti <strong>upcycled</strong>, cioè trasformato in un prodotto con caratteristiche e potenzialmente con un valore superiore rispetto al rifiuto originario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla plastica dell&#8217;auto al materiale del futuro</h2>



<p>La sperimentazione ha preso in considerazione una miscela di materiali provenienti da automobili a fine vita: tra questi paraurti, guarnizioni, moquette, tappetini e rivestimenti di sedili e portiere. Secondo lo studio, non è stato necessario separare preventivamente tutte le diverse plastiche e il processo non richiede l&#8217;impiego di solventi o acqua.</p>



<p>Il grafene così prodotto è stato successivamente utilizzato come <strong>rinforzo per schiume poliuretaniche destinate all&#8217;automotive</strong>.</p>



<p>È qui che il progetto assume una dimensione particolarmente interessante per il settore auto: il rifiuto non viene semplicemente sottratto al ciclo di smaltimento, ma può rientrare nella catena produttiva sotto forma di materiale funzionale.</p>



<p>I test hanno evidenziato miglioramenti nelle proprietà meccaniche e nell&#8217;assorbimento del rumore a bassa frequenza della schiuma composita. Ancora più significativo, i ricercatori hanno dimostrato la possibilità di trasformare nuovamente la schiuma a fine vita in grafene, creando un possibile <strong>ciclo circolare del materiale</strong>.</p>



<p>In altre parole: <strong>auto, rifiuto, grafene, nuovo componente, nuova auto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche gli pneumatici entrano nella partita</h2>



<p>Il grafene ricavato dai rifiuti automobilistici non riguarda soltanto le plastiche.</p>



<p>Un altro filone di ricerca riguarda infatti gli <strong>pneumatici a fine vita</strong>. Studi condotti negli ultimi anni hanno analizzato la possibilità di ottenere materiali grafenici dai pneumatici esausti e utilizzarli come rinforzo all&#8217;interno di materiali termoplastici destinati alla produzione di componenti automobilistici.</p>



<p>Una ricerca pubblicata nel 2024 ha studiato proprio l&#8217;impiego combinato di materiali grafenici ottenuti da rifiuti termoplastici e da pneumatici per rinforzare compositi in polipropilene destinati all&#8217;ingegneria automobilistica. L&#8217;obiettivo è mantenere le prestazioni meccaniche dei componenti industriali riducendo al tempo stesso il ricorso a materiali vergini.</p>



<p>È una direzione che si inserisce perfettamente nella trasformazione che sta interessando l&#8217;automotive: <strong>meno peso, più materiali riciclati, maggiore efficienza e maggiore attenzione al fine vita del veicolo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il grafene interessa alle automobili</h2>



<p>Il grafene è un materiale costituito da uno strato di atomi di carbonio e possiede proprietà meccaniche, termiche ed elettriche particolarmente interessanti. Nel settore automotive può essere utilizzato, a seconda della formulazione e dell&#8217;applicazione, come additivo o rinforzo all&#8217;interno di materiali compositi e polimerici.</p>



<p>Il suo interesse non deriva quindi soltanto dalla possibilità di produrlo a partire da uno scarto, ma dalla possibilità di <strong>utilizzare quello scarto per ottenere un materiale capace di migliorare un prodotto industriale</strong>.</p>



<p>È questa la differenza fondamentale tra riciclo e upcycling.</p>



<p>Nel primo caso si cerca di recuperare materia. Nel secondo si prova a <strong>farle acquisire nuovo valore</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera sfida? Portare il laboratorio sulla linea produttiva</h2>



<p>Naturalmente, tra una sperimentazione scientifica e l&#8217;impiego su larga scala in un&#8217;automobile di serie c&#8217;è ancora una distanza significativa.</p>



<p>Per diventare una tecnologia industriale, il processo dovrà dimostrare di essere competitivo sotto il profilo dei costi, della disponibilità delle materie prime, della qualità e della continuità del materiale ottenuto. Sarà inoltre necessario verificare la compatibilità con gli standard e i processi produttivi dell&#8217;industria automobilistica.</p>



<p>Ma la direzione è ormai chiara: la sostenibilità dell&#8217;auto non passa soltanto dalla motorizzazione elettrica.</p>



<p>Passa anche da <strong>come viene costruita e da cosa succede quando arriva alla fine della sua vita</strong>.</p>



<p>Ed è proprio qui che il concetto di economia circolare può cambiare prospettiva. Il rottame di domani potrebbe non essere più soltanto qualcosa da smaltire o recuperare, ma una vera e propria <strong>miniera urbana di materie prime</strong>.</p>



<p>La sfida per l&#8217;automotive sarà riuscire a trasformare quella miniera in una filiera industriale.</p>



<p>E, in questo scenario, una vecchia plastica potrebbe finire per avere una seconda vita molto diversa da quella che immaginiamo oggi: <strong>diventare grafene e tornare dentro un&#8217;automobile nuova</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montecorice, un progetto scolastico salva gli antichi pomodori cilentani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montecorice-un-progetto-scolastico-salva-gli-antichi-pomodori-cilentani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Montecorice]]></category>
		<category><![CDATA[antichi pomodori cilentani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=255583</guid>

					<description><![CDATA[Custodire la biodiversità partendo dai banchi di scuola. È quanto sta accadendo a Montecorice, dove un progetto educativo ha permesso agli alunni di riscoprire il valore degli antichi pomodori cilentani, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Custodire la biodiversità partendo dai banchi di scuola. È quanto sta accadendo a Montecorice, dove un progetto educativo ha permesso agli alunni di riscoprire il valore degli antichi pomodori cilentani, trasformando una semplice attività didattica in una preziosa esperienza di tutela del patrimonio agricolo locale. </p>



<p>L&#8217;iniziativa è nata grazie al ritrovamento di antichi semi di pomodoro cilentano, che sono stati portati a scuola e affidati agli studenti. I docenti Giancarla Pisani ed Enzo Santoriello hanno realizzato i semenzai, dando così il via a un percorso che ha coinvolto direttamente i bambini nella cura delle giovani piantine.</p>



<p>Ogni alunno ha contribuito alla crescita delle coltivazioni, occupandosi di innaffiarle quotidianamente e proteggerle dal sole nelle giornate più calde. Un&#8217;esperienza concreta che ha insegnato il valore dell&#8217;attesa, della responsabilità e del rispetto per la natura. Con l&#8217;arrivo del mese di giugno e la chiusura dell&#8217;anno scolastico, il progetto non si è fermato. I semenzai sono stati affidati alle cure del collaboratore scolastico Zaccaria, che ha continuato a seguire con attenzione la crescita delle piante durante le vacanze estive. </p>



<p>Oggi quelle piantine sono ormai quasi pronte a regalare i loro frutti. Una volta maturi, i pomodori permetteranno di recuperare nuovi semi, assicurando così la continuità di una varietà antica e contribuendo a tramandare alle nuove generazioni una parte importante della storia agricola del Cilento.</p>



<p>Si tratta di una bella iniziativa che educa alla sostenibilità, valorizza la biodiversità locale e rafforza il legame tra scuola, territorio e tradizioni, nel cuore della terra riconosciuta nel mondo come culla della Dieta Mediterranea.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Progetto utile alla comunità, in campo a Salerno per la rimozione dei mozziconi in centro città</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/progetto-utile-alla-comunita-in-campo-a-salerno-per-la-rimozione-dei-mozziconi-in-centro-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 11:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[decoro urbano]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[rimozione mozziconi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=255305</guid>

					<description><![CDATA[Sono operativi da questa mattina i lavoratori impegnati nel progetto utile alla Collettività, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, dedicato alla rimozione dei mozziconi di sigaretta nelle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono operativi da questa mattina i lavoratori impegnati nel progetto utile alla Collettività, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, dedicato alla rimozione dei mozziconi di sigaretta nelle principali aree centrali della città, a partire da Corso Vittorio Emanuele. </p>



<p>Le squadre, già protagoniste di altri interventi di cura del territorio – come Villa Carrara, Villa Bracciante, parco di Fratte e Rione Zevi – stanno effettuando un’azione capillare di raccolta manuale dei mozziconi. Da oggi, grazie alla collaborazione con Salerno Pulita, i lavoratori distribuiscono anche posacenere tascabili ai fumatori incontrati lungo il percorso, invitandoli a un comportamento più responsabile e contribuendo a ridurre l’abbandono delle cicche a terra. </p>



<p>L’iniziativa coinvolge 20 persone, beneficiare del reddito di inclusione che hanno sottoscritto un patto per il lavoro e l’inclusione sociale, per tre volte a settimana e 4 ore al giorno ed è realizzata in collaborazione con l’associazione quartiere Ogliara. </p>



<p>«<em>Questo progetto unisce inclusione e decoro urbano</em>&#8211; ha commentato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno, Paola de Roberto- <em>I lavoratori coinvolti svolgono un servizio prezioso per la città e rappresentano un esempio concreto di partecipazione attiva”. Anche per Vincenzo Bennet l’operazione che si somma alle iniziative già in corso sulle spiagge consente di intervenire nei luoghi più frequentati per contrastare una cattiva abitudine che danneggia l’ambiente e l’immagine della nostra comunità. “La distribuzione dei posacenere tascabili è un gesto semplice ma efficace: se ogni fumatore li utilizzasse, avremmo un miglioramento immediato del decoro nelle aree pedonali</em>.» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Regione Campania, presentato a Salerno il bando sui piani di gestione forestale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/regione-campania-presentato-a-salerno-il-bando-sui-piani-di-gestione-forestale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 12:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[pioni di gestione forestale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=255186</guid>

					<description><![CDATA[Si è tenuto questa mattina a Salerno, presso la Sala Riunioni degli Uffici Agricoltura della Regione Campania in Via Clark a Salerno, l’incontro di presentazione del Bando regionale destinato alla [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è tenuto questa mattina a Salerno, presso la Sala Riunioni degli Uffici Agricoltura della Regione Campania in Via Clark a Salerno, l’incontro di presentazione del Bando regionale destinato alla redazione dei “Piani di Gestione Forestale”, un bando più che mai fondamentale per l&#8217;attuazione della Strategia Forestale Nazionale (SFN) sul territorio regionale. </p>



<p>L’incontro di stamattina ha rappresentato la seconda tappa del ciclo itinerante di cinque appuntamenti organizzati presso gli uffici provinciali della Regione Campania per illustrare capillarmente le opportunità offerte dalla misura e promuovere una gestione sostenibile, coordinata e multifunzionale del patrimonio boschivo e montano della Campania.</p>



<p>Nel corso dell&#8217;incontro sono stati analizzati i dettagli tecnici, i requisiti d&#8217;accesso e gli obiettivi operativi del bando, rivolto in modo specifico a Comuni, Enti e soggetti pubblici o a finalità pubblica, oltre ai soggetti gestori di beni collettivi. I lavori si sono aperti con l&#8217;introduzione del Dirigente della Sede Provinciale, Dott. Claudio Ansanelli, seguita dall&#8217;intervento del Dott. Agr. Alberto Mattia, Funzionario Responsabile Regionale per la Pianificazione Forestale, che ha illustrato gli aspetti metodologici e procedurali per la stesura dei piani. Ampio spazio è stato dedicato al confronto con le Associazioni di categoria, gli Ordini professionali e i rappresentanti dei Comuni del territorio. A trarre le conclusioni dei lavori è stata la Prof.ssa Maria Serluca, Assessora all’Agricoltura della Regione Campania, che ha evidenziato il valore strategico della pianificazione forestale per la tutela e la valorizzazione socio-economica del territorio.</p>



<p>Il ciclo di incontri sul Bando per la Gestione Forestale proseguirà nei prossimi giorni interessando le altre province della regione: domani, 5 agosto, alle ore 10.30 l&#8217;appuntamento sarà presso la sede provinciale di Caserta, mentre nella giornata di giovedì 6 agosto si svolgeranno le ultime due tappe, rispettivamente a Benevento alle ore 10.00 e a Napoli alle ore 15.00.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Plastica, la raccolta si ferma in più territori: è crisi nazionale della filiera</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/plastica-la-raccolta-si-ferma-in-piu-territori-e-crisi-nazionale-della-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[plastic free]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=255172</guid>

					<description><![CDATA[Dalla Sardegna alla Puglia, fino alle criticità segnalate in Sicilia, nelle Marche, in Veneto e in Emilia-Romagna, la crisi della filiera del riciclo della plastica sta già provocando sospensioni, limitazioni e rischi concreti per la continuità della raccolta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dalla <strong>Sardegna</strong> alla <strong>Puglia</strong>, fino alle <strong>criticità segnalate in Sicilia, nelle Marche, in Veneto</strong> e in <strong>Emilia-Romagna</strong>, la crisi della filiera del riciclo della plastica sta già provocando sospensioni, limitazioni e <strong>rischi concreti per la</strong> <strong>continuità della raccolta differenziata</strong>. In diversi territori, i centri di conferimento e selezione stanno raggiungendo i <strong>limiti autorizzati di stoccaggio</strong> perché il materiale raccolto non viene trasferito con sufficiente regolarità agli impianti di riciclo. Quelli che potrebbero apparire come episodi locali sono, in realtà, le <strong>conseguenze di una difficoltà nazionale: si restringono gli sbocchi per le plastiche riciclate</strong>, diminuisce la capacità di trattamento e aumentano le quantità accumulate negli impianti intermedi.</p>



<p>Una situazione che, secondo&nbsp;<strong>Plastic Free Onlus</strong>, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica,&nbsp;<strong>rende evidenti i limiti di un modello di produzione e consumo ancora fondato sull’uso eccessivo, e spesso inutile, della plastica nei prodotti e negli imballaggi.</strong>&nbsp;Quantità sempre maggiori vengono immesse sul mercato, ben oltre la capacità del sistema di raccoglierle, trattarle e trasformarle effettivamente in nuova materia.</p>



<p><em>«La raccolta degli imballaggi in plastica si sta fermando in territori diversi e distanti tra loro perché il sistema a valle non riesce più ad assorbire regolarmente tutto il materiale conferito –&nbsp;</em><strong>dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus</strong><em>&nbsp;–. Quanto sta accadendo non può essere considerato una successione di incidenti occasionali: è il segnale evidente di una filiera sottoposta a una pressione ormai difficilmente sostenibile. Per anni l’Italia è stata raccontata come un Paese particolarmente virtuoso, ma troppo spesso nel dibattito pubblico si sovrappongono raccolta differenziata, recupero ed effettivo riciclo –&nbsp;</em><strong>prosegue De Gaetano</strong><em>&nbsp;–. Una parte consistente della plastica immessa sul mercato non viene intercettata dalla raccolta differenziata, perché finisce nell’indifferenziato o viene dispersa nell’ambiente. Sul totale degli imballaggi in plastica immessi al consumo, a malapena la metà viene effettivamente riciclata. Conferire correttamente un imballaggio è fondamentale, ma non garantisce che quel materiale torni sul mercato come nuova materia</em>.» </p>



<p>La crisi non riguarda soltanto la logistica e gli spazi di stoccaggio, ma la stessa&nbsp;<strong>capacità industriale della filiera</strong>. Negli ultimi anni in Europa sono stati&nbsp;<strong>chiusi 45 impianti di riciclo</strong>; in Italia due risultano già fermi e altri due sono destinati a interventi di ammodernamento. Le maggiori difficoltà interessano soprattutto le&nbsp;<strong>frazioni plastiche di minore valore e gli imballaggi più complessi da riciclare</strong>, che faticano a trovare destinazioni economicamente sostenibili. A pesare sono anche gli&nbsp;<strong>elevati costi energetici e produttivi</strong>, la&nbsp;<strong>concorrenza della plastica vergine e l’ingresso di materiali a basso prezzo provenienti dai Paesi extraeuropei</strong>.</p>



<p><em>«Il riciclo è indispensabile, ma non può assorbire quantità sempre crescenti di plastica –&nbsp;</em><strong>sottolinea il presidente di Plastic Free</strong><em>&nbsp;–. Continuare a produrre e immettere sul mercato sempre più imballaggi, affidando al riciclo il compito di risolvere tutto a valle, è un modello che sta mostrando tutti i suoi limiti. Quando diminuiscono gli impianti, si restringe il mercato della materia riciclata e si riempiono gli stoccaggi, la crisi risale inevitabilmente la filiera fino a mettere a rischio la raccolta nei Comuni</em>.» </p>



<p><strong>Per Plastic Free, la risposta strutturale deve partire dalla prevenzione</strong>: ridurre a monte gli imballaggi inutili e superflui, favorire sistemi di riuso e ripensare la progettazione dei prodotti affinché siano realmente riciclabili e capaci di incorporare materia riciclata.</p>



<p><em>«Non possiamo continuare ad aumentare la quantità di plastica immessa sul mercato e pensare che basti differenziarla per risolvere il problema –&nbsp;</em><strong>aggiunge De Gaetano</strong><em>&nbsp;–. La riduzione deve avvenire prima che l’imballaggio diventi un rifiuto. Ai cittadini chiediamo di continuare a effettuare correttamente la raccolta differenziata e di seguire le indicazioni dei propri Comuni, ma serve contemporaneamente un cambiamento profondo nei modelli di produzione e consumo</em>.» </p>



<p><strong>Plastic Free promuove percorsi di sensibilizzazione rivolti a cittadini e studenti</strong>&nbsp;e coinvolge istituzioni e imprese in progetti orientati alla riduzione della plastica monouso e degli imballaggi superflui.</p>



<p><em>«Le scelte dei consumatori possono orientare il mercato –&nbsp;</em><strong>conclude De Gaetano</strong><em>&nbsp;–. Privilegiare prodotti sfusi, riutilizzabili o privi di imballaggi in plastica significa inviare un segnale preciso alle aziende e spingerle a ripensare il modo in cui confezionano e presentano i propri prodotti. Parallelamente coinvolgiamo le imprese in percorsi concreti di cambiamento. Solo diminuendo la plastica immessa sul mercato possiamo affrontare davvero il problema alla radice</em>.»</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siccità, dalla Regione Campania più gasolio agricolo agevolato per aziende e allevamenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/siccita-dalla-regione-campania-piu-gasolio-agricolo-agevolato-per-aziende-e-allevamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gasolio agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
		<category><![CDATA[siccilta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=255074</guid>

					<description><![CDATA[La Regione Campania interviene a sostegno delle aziende agricole alle prese con l&#8217;emergenza siccità. Con il decreto dirigenziale n. 25, approvato il 3 agosto, è stata autorizzata una maggiorazione del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Regione Campania interviene a sostegno delle aziende agricole alle prese con l&#8217;emergenza siccità. Con il decreto dirigenziale n. 25, approvato il 3 agosto, è stata autorizzata una maggiorazione del <strong>gasolio agricolo agevolato (UMA)</strong> destinata alle imprese che svolgono attività irrigue e agli allevamenti, con l&#8217;obiettivo di garantire la continuità produttiva fino alla fine dell&#8217;anno. </p>



<p>Il provvedimento arriva in risposta all&#8217;eccezionale andamento climatico del 2026, caratterizzato da ondate di calore, precipitazioni inferiori alla media e una progressiva riduzione delle riserve idriche disponibili, condizioni che hanno aumentato il fabbisogno energetico necessario per l&#8217;irrigazione delle colture e l&#8217;abbeveraggio degli animali.</p>



<p>&#8220;Sulla base dei dati disponibili, che evidenziano un peggioramento della carenza idrica nei prossimi mesi, e d&#8217;intesa con le organizzazioni professionali agricole, abbiamo accolto la richiesta delle imprese di incrementare i quantitativi di gasolio agricolo prelevabili in regime di agevolazione fiscale&#8221;, spiega l&#8217;assessora regionale all&#8217;Agricoltura, Maria Carmela Serluca. &#8220;L&#8217;obiettivo è consentire alle aziende di affrontare l&#8217;aumento dei consumi energetici dovuto alla siccità e garantire la prosecuzione delle attività agricole e zootecniche&#8221;.</p>



<p>Le domande per ottenere l&#8217;assegnazione straordinaria del gasolio agricolo agevolato potranno essere presentate dal <strong>24 agosto al 30 settembre 2026</strong>.</p>



<p>La misura prevede un incremento del <strong>30%</strong> dei quantitativi annualmente assegnati per l&#8217;irrigazione delle colture a ciclo primaverile-estivo e del <strong>30%</strong> delle assegnazioni destinate alle attività di allevamento. Potranno accedere al beneficio le aziende che avranno già esaurito la disponibilità ordinaria di carburante agevolato.</p>



<p>Il decreto consente inoltre di considerare ammissibile il consumo delle quote di gasolio già assegnate per le lavorazioni del terreno qualora siano state utilizzate per esigenze straordinarie legate all&#8217;irrigazione di soccorso. Restano escluse dalla misura le assegnazioni di benzina e il gasolio destinato alle serre.</p>



<p>L&#8217;intervento rientra tra le iniziative adottate dalla Regione Campania per sostenere il comparto agricolo, chiamato a fronteggiare gli effetti della crisi climatica e della crescente carenza d&#8217;acqua che sta interessando il territorio regionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coleotteri predatori contro la cocciniglia: avviata in Campania la prima sperimentazione al mondo per salvare i pini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/coleotteri-predatori-contro-la-cocciniglia-avviata-in-campania-la-prima-sperimentazione-al-mondo-per-salvare-i-pini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 12:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cocciniglia]]></category>
		<category><![CDATA[coleotteri]]></category>
		<category><![CDATA[pini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=254833</guid>

					<description><![CDATA[È partita nei giorni scorsi alla Mostra d&#8217;Oltremare di Napoli la prima sperimentazione al mondo di rilascio del Thalassa montezumae, coleottero predatore naturale della cocciniglia tartaruga del pino, l’insetto invasivo che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È partita nei giorni scorsi alla Mostra d&#8217;Oltremare di Napoli la prima sperimentazione al mondo di rilascio del <em>Thalassa montezumae</em>, coleottero predatore naturale della cocciniglia tartaruga del pino, l’insetto invasivo che negli ultimi anni ha provocato la morte di migliaia di pini in Campania, in Italia e in diverse aree del Mediterraneo. </p>



<p>Nel corso dell&#8217;intervento <strong>sono stati rilasciati circa 100 esemplari del coleottero su 15 pini e 15 essenze ornamentali presenti nell&#8217;area della sperimentazione</strong>. Nei prossimi mesi saranno effettuati monitoraggi periodici per verificarne l&#8217;insediamento e l&#8217;efficacia nel contenimento della cocciniglia.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rientra nel progetto promosso e finanziato dal Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (<strong>MASAF</strong>), coordinato in Campania dal Servizio Fitosanitario Regionale, con il supporto scientifico&nbsp;<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong>&nbsp;– Dipartimento di Agraria, Sezione di Entomologia, e la realizzazione del<strong>&nbsp;CREA Difesa e Certificazione di Firenze</strong>.</p>



<p>«<em>Siamo orgogliosi di aver avviato in Campania questa sperimentazione, che potrebbe rivoluzionare il modello di lotta alla cocciniglia tartaruga del pino, a beneficio di tutte le regioni italiane e dei Paesi che si trovano a fronteggiare questa emergenza</em>», ha affermato l&#8217;<strong>Assessora all&#8217;Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca</strong>. «<em>Fino ad oggi il contrasto alla cocciniglia si è basato quasi esclusivamente sull&#8217;impiego di prodotti fitosanitari, con costi elevati sia sul piano economico che su quello ambientale. L&#8217;obiettivo è ora verificare l&#8217;efficacia di questa alternativa naturale e sostenibile che, se confermato dai risultati del monitoraggio, potrà limitare il ricorso ai trattamenti chimici e contribuire ad una forte riduzione della minaccia in corso. È un passo davvero importante per la tutela e salvaguardia del nostro patrimonio arboreo, che vanta pinete storiche e di pregio, da quelle dell’area napoletana e flegrea fino ai territori domizi e cilentani</em>».</p>



<p>Soddisfazione anche da parte della Mostra d&#8217;Oltremare, che ha ospitato l&#8217;avvio del progetto. Il <strong>Presidente Remo Minopoli</strong> ha dichiarato: «<em>La Mostra d&#8217;Oltremare si conferma un luogo in cui innovazione, sostenibilità e interesse pubblico si incontrano. Essere la sede della prima sperimentazione al mondo di questo progetto ci rende orgogliosi e rafforza il ruolo della Mostra come laboratorio aperto alle grandi sfide del nostro tempo. La tutela del verde non riguarda soltanto il nostro parco: riguarda la qualità della vita nelle città, la salute dell&#8217;ambiente e il futuro delle prossime generazioni. Se questa sperimentazione produrrà i risultati attesi, Napoli e la Mostra d&#8217;Oltremare avranno contribuito ad aprire una strada nuova per la difesa biologica del patrimonio arboreo. La nostra ambizione è che la Mostra sia sempre più un luogo capace di mettere in relazione istituzioni, ricerca e innovazione, generando valore pubblico e contribuendo concretamente alla costruzione di città più sostenibili</em>».</p>



<p>A inizio settembre è previsto il primo controllo sul campo: gli esperti del Servizio Fitosanitario della Regione Campania, del CREA Difesa e Certificazione e dell’Università degli Studi di Napoli Federico II verificheranno l’insediamento del coleottero e i primi risultati della nuova strategia di difesa biologica. Il monitoraggio proseguirà nei mesi successivi per valutare l’applicazione del metodo su scala più estesa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Opere strategiche, al via la gara per il fiume Sarno: un piano da 407 milioni di euro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/opere-strategiche-al-via-la-gara-per-il-fiume-sarno-un-piano-da-407-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[fiume sarno]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[rischio idraulico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=254810</guid>

					<description><![CDATA[È stata&#160;pubblicata la gara&#160;a procedura aperta telematica per la conclusione dell’Accordo Quadro quadriennale dedicato al &#8220;Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno&#8220;. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stata&nbsp;<strong>pubblicata la gara</strong>&nbsp;a procedura aperta telematica per la conclusione dell’Accordo Quadro quadriennale dedicato al &#8220;<strong>Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno</strong>&#8220;.</p>



<p>Il piano di interventi mobilita un&nbsp;<strong>investimento complessivo pari a 406.990.761,29 euro</strong>, cofinanziato dall&#8217;Unione Europea nell&#8217;ambito del programma Coesione Italia 21-27 Campania. La procedura di gara, suddivisa in 7 Lotti prestazionali e territoriali, sarà aggiudicata con il criterio dell&#8217;Offerta economicamente più vantaggiosa.</p>



<p><strong>Un&#8217;opera strategica per il territorio: gli obiettivi al 2032</strong></p>



<p>Entro il 2032, il programma garantirà l’incremento di oltre 5 milioni di metri cubi della capacità di invaso e laminazione delle piene grazie al potenziamento delle vasche. Contestualmente, le opere assicureranno una portata idraulica di 120 m³/s alla foce, mettendo in sicurezza i centri abitati.</p>



<p><strong>L&#8217;articolazione degli interventi nei tre Ambiti territoriali</strong></p>



<p>Le opere pianificate interesseranno capillarmente l&#8217;intero bacino idrografico, suddiviso in tre macroaree di intervento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il Sarno e i suoi affluenti (Ambito 1)</strong>: L&#8217;area che comprende i comuni di San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Sant&#8217;Antonio Abate, Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Pagani vedrà il ripristino della funzionalità idraulica del Rio Sguazzatorio e del Canale Marna. Sono previsti interventi di pulizia dell&#8217;alveo, ricostruzione delle fasce demaniali e la sistemazione idraulica del Fiume Sarno (I e II stralcio), unitamente all&#8217;adeguamento del tratto dalla foce alla traversa di Scafati e fino alla confluenza dell&#8217;Alveo Comune Nocerino. Il lotto include, inoltre, l&#8217;ampliamento della Vasca Cicalesi (I Fase), l&#8217;adeguamento del Canale Bottaro e le operazioni di dragaggio e gestione dei sedimenti.</li>



<li><strong>Solofrana e Calvagnola (Ambito 2)</strong>: Nei territori di Solofra, Montoro, Fisciano, Mercato San Severino, Sarno, Nocera Superiore, Nocera Inferiore e Cava de&#8217; Tirreni si procederà all&#8217;adeguamento strutturale del Torrente Cavaiola e alla realizzazione o rifunzionalizzazione delle vasche di laminazione (Vasca Pozzello e San Bartolomeo a Montoro, Vasca ASI e Settefichi a Fisciano, Vasche Lavinaio 1 e 2 ed eccidio Vasca Pandola a Mercato San Severino), integrando la valorizzazione delle terre da scavo.</li>



<li><strong>Area Vesuviana (Ambito 3)</strong>: Coinvolgendo i comuni di Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino, Boscoreale, Boscotrecase, Striano, Pompei, Scafati e Torre Annunziata, la misura porterà alla realizzazione delle vasche di laminazione vesuviane (I stralcio) e alla manutenzione straordinaria delle vasche pedemontane Pianillo e Fornillo, oltre alla rifunzionalizzazione del Canale Conte Sarno e dei collettori fognari.</li>
</ul>



<p><strong>Il programma pone al centro la tutela ambientale</strong>: l&#8217;esecuzione di tutte le prestazioni dovrà rispettare il principio DNSH (Do No Significant Harm: interventi che non arrechino nessun danno significativo all&#8217;ambiente) e soddisfare le verifiche di resilienza climatica (Climate Proofing). In un&#8217;ottica di economia circolare, le terre da scavo e i materiali provenienti dai dragaggi saranno conferiti a impianti dedicati per la disidratazione e il trattamento.</p>



<p>Il cronoprogramma fissa la scadenza per la presentazione delle offerte al 25 settembre 2026, con l&#8217;aggiudicazione prevista entro novembre 2026. La sottoscrizione dell’Accordo Quadro, con un unico operatore economico per ciascun lotto, è prevista entro dicembre 2026 e i contratti attuativi a partire dalla stessa data.</p>



<p>«<em>Con la pubblicazione di questa gara diamo il via a un&#8217;importante operazione di rigenerazione ambientale e infrastrutturale che, attraverso un intervento di dragaggio del letto del fiume, allevierà le criticità del territorio. Si tratta di un intervento che mette in sicurezza l&#8217;area: accanto al lavoro fatto in questi anni per il disinquinamento, dove siamo alle battute finali, aggiungiamo oltre 400 milioni di euro, risorse importanti per restituire dignità al bacino del Sarno, tutelare l&#8217;ambiente e assicurare vivibilità ai cittadini dell&#8217;intera area</em>» dichiara il <strong>Vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo</strong>.</p>



<p>«<em>Gli interventi di recupero del Fiume Sarno rappresentano un investimento strategico per la tutela dell&#8217;ambiente, della salute delle cittadine e dei cittadini e della sicurezza del territorio. La Regione Campania è impegnata a garantire un monitoraggio costante della sostenibilità ambientale delle opere programmate, affinché ogni intervento sia realizzato nel rispetto degli obiettivi di resilienza climatica e della massima trasparenza. Restituire qualità al bacino del Sarno significa investire nel futuro del territorio e delle comunità che lo vivono</em>» aggiunge l&#8217;<strong>Assessora all&#8217;Ambiente Claudia Pecoraro</strong>. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Earth Overshoot Day: da oggi l’umanità consuma le risorse “a debito”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/earth-overshoot-day-da-oggi-lumanita-consuma-le-risorse-a-debito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 15:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[overshootday]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=254623</guid>

					<description><![CDATA[Il 30 luglio 2026 segna l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità ha esaurito tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco dell’anno. Da [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 30 luglio 2026 segna l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità ha esaurito tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco dell’anno. Da oggi e fino al 31 dicembre, il pianeta vivrà simbolicamente “a credito”, consumando capitale naturale anziché interessi.</p>



<p>La data viene calcolata ogni anno dal Global Footprint Network, confrontando l’impronta ecologica dell’umanità con la biocapacità della Terra, cioè la capacità degli ecosistemi di rigenerare risorse e assorbire emissioni di anidride carbonica. Secondo le stime, l’attuale livello di consumo equivale a quello che richiederebbe circa 1,7 pianeti Terra per essere sostenibile.</p>



<p>Rispetto al 2025, quando l’Overshoot Day cadde il 24 luglio, la data del 2026 è slittata di sei giorni. Tuttavia, gli esperti precisano che questo rinvio è dovuto principalmente a un aggiornamento delle metodologie di calcolo e dei dati scientifici, non a un reale miglioramento dei livelli di consumo globale. Anzi, il sovrasfruttamento delle risorse resta ai massimi storici.</p>



<p>L’Earth Overshoot Day rappresenta un indicatore simbolico ma significativo dello squilibrio tra i consumi umani e la capacità rigenerativa del pianeta, richiamando l’attenzione sulla necessità di ridurre sprechi, emissioni e utilizzo delle risorse naturali per garantire un futuro più sostenibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Atrani firma protocolli Legambiente: &#8220;Comuni amici delle tartarughe marine&#8221; e &#8220;Città verdi resilienti&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/atrani-firma-protocolli-legambiente-comuni-amici-delle-tartarughe-marine-e-citta-verdi-resilienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atrani]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[atrani]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[tartarughe marine]]></category>
		<category><![CDATA[verde urbano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=254176</guid>

					<description><![CDATA[Atrani rafforza il proprio impegno sul fronte della sostenibilità ambientale aderendo a due importanti iniziative promosse da Legambiente nell&#8217;ambito di programmi europei dedicati alla tutela della biodiversità e all&#8217;adattamento ai [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Atrani rafforza il proprio impegno sul fronte della sostenibilità ambientale aderendo a due importanti iniziative promosse da Legambiente nell&#8217;ambito di programmi europei dedicati alla tutela della biodiversità e all&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici.</p>



<p>L&#8217;amministrazione comunale ha sottoscritto il protocollo d&#8217;intesa <strong>&#8220;Comuni Amici delle Tartarughe Marine&#8221;</strong>, nell&#8217;ambito del progetto <strong>LIFE Turtlenest</strong>, cofinanziato dal programma LIFE dell&#8217;Unione Europea e finalizzato alla conservazione della <strong>Caretta caretta</strong>. Con la firma del documento, il Comune si impegna ad adottare le indicazioni elaborate da Legambiente per una gestione sostenibile delle spiagge, considerate potenziali aree di nidificazione della specie.</p>



<p>Contestualmente, Atrani ha aderito anche al <strong>&#8220;Protocollo per le Città Verdi Resilienti&#8221;</strong>, previsto dal progetto <strong>LIFE+ A_GreeNet</strong>, che punta a favorire strategie di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso il potenziamento e una gestione più efficace del verde urbano.</p>



<p>«<em>Atrani, il Comune più piccolo d&#8217;Italia, sceglie di essere grande nella tutela dell&#8217;ambiente</em>», ha dichiarato il sindaco <strong>Michele Siravo</strong>, sottolineando come gli accordi sottoscritti rappresentino «<em>impegni precisi e verificabili</em>» su due fronti strettamente collegati: la salvaguardia degli habitat costieri e della tartaruga Caretta caretta, da un lato, e il rafforzamento della resilienza urbana attraverso la qualità e la quantità del verde pubblico, dall&#8217;altro.</p>



<p>Per il primo cittadino, in un territorio costiero caratterizzato da un&#8217;elevata densità edilizia, da una forte pressione turistica e sempre più esposto agli effetti delle ondate di calore e degli eventi meteorologici estremi, si tratta di strumenti operativi che prevedono interventi concreti, dalla pulizia manuale delle spiagge alla riduzione dell&#8217;inquinamento luminoso notturno, fino all&#8217;adozione di soluzioni basate sulla natura e a una gestione partecipata del verde.</p>



<p>Siravo ha inoltre ringraziato <strong>Luigi Sommariva</strong>, referente dei due progetti per Legambiente Costa d&#8217;Amalfi, per il lavoro di coordinamento svolto sul territorio, evidenziando il ruolo svolto nel favorire l&#8217;attuazione delle iniziative europee nei piccoli comuni della Costiera.</p>



<p>Soddisfazione è stata espressa anche dal <strong>Circolo Legambiente Costa d&#8217;Amalfi APS</strong>, che definisce la sottoscrizione dei protocolli «un importante passo avanti per Atrani e per l&#8217;intero territorio della Costiera Amalfitana». L&#8217;associazione ha rivolto un ringraziamento anche a <strong>Nicola Corona</strong> e <strong>Federica Barbera</strong> di Legambiente Nazionale per il coordinamento dei progetti LIFE Turtlenest e LIFE+ A_GreeNet.</p>



<p>Secondo Legambiente, l&#8217;adesione del Comune dimostra come la sostenibilità possa tradursi in scelte amministrative concrete, capaci di migliorare la qualità dell&#8217;ambiente e della vita delle comunità locali. L&#8217;associazione conferma infine la volontà di proseguire la collaborazione con amministrazioni, istituzioni e cittadini per promuovere la tutela degli ecosistemi costieri, la valorizzazione del verde urbano e modelli di sviluppo sostenibile in grado di rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foreste: dalla Regione un piano integrato tra pianificazione, prevenzione e nuovi investimenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/foreste-dalla-regione-un-piano-integrato-tra-pianificazione-prevenzione-e-nuovi-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio forestale]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=254042</guid>

					<description><![CDATA[Grande attenzione alle foreste da parte della Regione Campania, Assessorato all&#8217;Agricoltura, che rafforza l&#8217;azione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale attraverso un insieme di misure che interessano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Grande attenzione alle foreste da parte della Regione Campania, Assessorato all&#8217;Agricoltura, che rafforza l&#8217;azione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale attraverso un insieme di misure che interessano la pianificazione, la prevenzione del rischio idrogeologico e degli incendi, e gli investimenti per l&#8217;incremento delle superfici forestali.</p>



<p>Tra le principali iniziative, prende il via un ciclo di incontri territoriali per accompagnare Comuni ed Enti pubblici campani nella partecipazione al bando da 5,4 milioni di euro per la redazione dei Piani di Gestione Forestale. Prosegue inoltre l’attuazione degli interventi del PR Campania FESR 2021-2027 per la riduzione del rischio idrogeologico e degli interventi del CSR Campania 2023-2027 a sostegno degli impegni silvoambientali e dell&#8217;imboschimento.</p>



<p>&#8220;<em>Le foreste rappresentano un patrimonio strategico della Campania e la loro tutela richiede una visione complessiva che unisca pianificazione, prevenzione e investimenti. Per questo stiamo accompagnando i Comuni nella predisposizione dei Piani di Gestione Forestale, uno strumento fondamentale per programmare la gestione sostenibile dei boschi e cogliere le opportunità di finanziamento disponibili. Allo stesso tempo continuiamo a investire risorse importanti per rafforzare la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici e valorizzare il ruolo ambientale ed economico delle nostre foreste, attraverso l’azione congiunta con le Comunità Montane</em>&#8220;, dichiara <strong>l&#8217;assessora all&#8217;Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca.</strong></p>



<p>Per quanto riguarda i Piani di Gestione Forestale, gli incontri rivolti a Comuni, associazioni di categoria e tecnici, si terranno nelle sedi provinciali dell’Assessorato il 28 luglio ad Avellino alle 10.00, il 4 agosto a Salerno alle 10.30, il 5 agosto a Caserta alle 10.30, il 6 agosto a Benevento alle 10.00 e nella stessa giornata a Napoli alle 15.00.</p>



<p>Sul fronte della prevenzione, la Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali prosegue l&#8217;attuazione degli interventi finanziati dal PR Campania FESR 2021-2027: negli ultimi tre mesi sono stati liquidati 35 milioni di euro per gli stati di avanzamento dei lavori, mentre nell&#8217;ultimo anno le erogazioni hanno raggiunto complessivamente 86 milioni di euro. Ad oggi sono stati ammessi a finanziamento 44 interventi, per un valore complessivo di 177 milioni di euro, che saranno realizzati attraverso le Comunità montane, le Province e la Città Metropolitana di Napoli.</p>



<p>Inoltre, attraverso il CSR Campania 2023-2027, proseguono i pagamenti dell&#8217;intervento SRA27 – Impegni silvoambientali, per un totale di 20 milioni nel quinquennio 2024-2028, per il mantenimento delle radure all&#8217;interno dei boschi, con importanti benefici per la biodiversità e gli ecosistemi forestali. È invece in via di pubblicazione la graduatoria definitiva dell&#8217;intervento SRD05 – Impianti di forestazione e imboschimento, con una dotazione di 3 milioni di euro. Saranno finanziati 85 progetti, dedicati alla realizzazione di nuovi impianti, per oltre 260 ettari, di arboricoltura da legno, anche con specie micorrizate per la produzione di tartufo, e di imboschimenti, sempre su terreni agricoli.</p>



<p>&#8220;<em>Con questo insieme di interventi stiamo costruendo una politica forestale moderna, che considera i boschi una risorsa strategica per la sicurezza del territorio, la lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo delle aree interne. Dalla pianificazione agli investimenti, fino alla prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, la Regione Campania mette in campo strumenti concreti per garantire la buona salute delle nostre foreste e consegnare alle future generazioni un patrimonio ancora più ricco e resiliente</em>&#8220;, conclude l&#8217;assessora Maria Carmela Serluca.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abusivismo edilizio, a Pollica 74 accertamenti in poco più di un anno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/abusivismo-edilizio-a-pollica-74-accertamenti-in-poco-piu-di-un-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=254016</guid>

					<description><![CDATA[Il Comune di Pollica accoglie con favore il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Campania e da Legambiente Campania per il monitoraggio dell’abusivismo edilizio e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Comune di Pollica accoglie con favore il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Campania e da Legambiente Campania per il monitoraggio dell’abusivismo edilizio e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, enti locali e associazioni impegnate nella tutela del territorio.</p>



<p>Un’iniziativa che conferma la necessità di affrontare il fenomeno attraverso un’attività costante di conoscenza, controllo e intervento, fondata sulla condivisione delle informazioni e sulla concreta attuazione dei provvedimenti adottati.</p>



<p>È in questo quadro che si inserisce il lavoro portato avanti dal Comune di Pollica. A partire dal 2025, in poco più di un anno, sono stati effettuati 74 accertamenti edilizi. 11 le ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi adottate, mentre in 8 casi gli interventi di ripristino sono già stati eseguiti. Parallelamente, sono state avviate diverse procedure di acquisizione al patrimonio comunale di immobili abusivi. Una di queste sarà portata a conclusione nel corso del prossimo Consiglio comunale.</p>



<p>A questo lavoro si aggiungono due recenti operazioni realizzate in collaborazione con il Comando Stazione Carabinieri di Pollica, che hanno portato al sequestro di due immobili risultati completamente abusivi.<br />Un’attività che evidenzia come il contrasto all’abusivismo edilizio non si esaurisca nell’accertamento delle violazioni o nell’adozione delle ordinanze, ma richieda un percorso lungo e complesso, capace di arrivare fino alla concreta esecuzione dei provvedimenti e, nei casi previsti dalla legge, all’acquisizione degli immobili al patrimonio pubblico.<br />I risultati raggiunti assumono un rilievo particolare in un contesto regionale nel quale l’esecuzione delle ordinanze di demolizione e le procedure di acquisizione degli immobili abusivi continuano a rappresentare una delle principali criticità per le amministrazioni comunali.</p>



<p>Per Pollica, la tutela del territorio rappresenta una precisa scelta di governo. L’abusivismo edilizio non compromette soltanto il paesaggio, ma altera gli equilibri urbanistici, può aggravare i rischi legati alla fragilità idrogeologica e produce una disparità nei confronti dei cittadini che rispettano le regole.</p>



<p>«I risultati raggiunti in poco più di un anno testimoniano un lavoro costante e concreto di monitoraggio e controllo del territorio. Contrastare l’abusivismo significa difendere il paesaggio, la sicurezza delle persone e il futuro delle nostre comunità. Ringrazio gli uffici comunali per il lavoro svolto e il Comando Stazione Carabinieri di Pollica per la costante collaborazione: i due recenti sequestri dimostrano quanto sia importante una collaborazione istituzionale efficace e tempestiva», dichiara il sindaco di Pollica, Stefano Pisani. «Pollica è un territorio di straordinario valore ambientale e paesaggistico e la sua tutela è una responsabilità che riguarda tutti. La legalità urbanistica non è un principio astratto, ma una condizione essenziale per garantire uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’identità dei luoghi», aggiunge il sindaco.</p>



<p>Il Comune di Pollica proseguirà il lavoro di monitoraggio, vigilanza e controllo del territorio, rafforzando la collaborazione con la Regione Campania, Legambiente, l’Arma dei Carabinieri e tutte le istituzioni competenti.<br />L’obiettivo è consolidare un modello di governo del territorio fondato sulla prevenzione, sul controllo, sul ripristino della legalità e sulla tutela del paesaggio, trasformando il contrasto all’abusivismo in un impegno concreto per la sicurezza, la qualità urbana e il futuro della comunità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torna balneabile il tratto di mare di Ponte di Ferro a Capaccio Paestum</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torna-balneabile-il-tratto-di-mare-di-ponte-di-ferro-a-capaccio-paestum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 16:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253952</guid>

					<description><![CDATA[Torna subito balneabile il tratto di mare di Ponte di Ferro, nel comune di Capaccio Paestum. L’Arpac, Dipartimento provinciale di Salerno, ha infatti comunicato la revoca del divieto di balneazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Torna subito balneabile il tratto di mare di Ponte di Ferro, nel comune di Capaccio Paestum. L’Arpac, Dipartimento provinciale di Salerno, ha infatti comunicato la revoca del divieto di balneazione dopo l’esito favorevole delle nuove analisi effettuate il 23 luglio, che hanno certificato il rientro dei parametri previsti dalla normativa.</p>



<p class="p1">Sulla base del provvedimento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, il sindaco Gaetano Paolino ha firmato l’ordinanza di revoca del precedente divieto, disponendo contestualmente la rimozione della segnaletica installata nei giorni scorsi lungo il tratto interessato.</p>



<p class="p1">“Il tratto di mare di Ponte di Ferro è subito tornato balneabile. In circa 48 ore le nuove analisi effettuate hanno dato esito conforme alle norme”, dichiara il sindaco Paolino. “La nostra amministrazione comunale, così come fatto fin dal suo insediamento, continuerà a vigilare e controllare il territorio al fine di prevenire ed evitare episodi che possano compromettere la qualità delle acque di balneazione della nostra costa”, conclude.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monitoraggio costa campana, Goletta Verde: 15 punti oltre i limiti di legge, Salerno la provincia più critica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/monitoraggio-costa-campana-goletta-verde-15-punti-oltre-i-limiti-di-legge-salerno-la-provincia-piu-critica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[acque di balneazione]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio costa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253927</guid>

					<description><![CDATA[In Campania su 31 punti campionati da Goletta Verde lungo la costa delle province di Napoli, Caserta e Salerno, 16 sono risultati entro i limiti di legge, mentre il restante 15 è risultato oltre i limiti, con delle concentrazioni elevate delle due specie microbiologiche target: Escherichia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>In Campania su 31 punti campionati da Goletta Verde lungo la costa delle province di Napoli, Caserta e Salerno, 16 sono risultati entro i limiti di legge, mentre il restante 15 è risultato oltre i limiti</strong>, con delle concentrazioni elevate delle due specie microbiologiche target: <em>Escherichia coli </em>ed Enterococchi intestinali. Rispetto ai punti esaminati, il 13% sono risultati inquinati, mentre il 35% sono risultati fortemente inquinati. Quasi tutti sono foci dei fiumi, segnale che persistono i problemi alla rete di depurazione. Altro campanello d’allarme riguarda il fatto che il <strong>91% dei punti monitorati non sono esposti i cartelli della qualità delle acque di balneazione. </strong></p>



<p>È quanto emerge, in sintesi, dal bilancio campano che Goletta Verde ha presentato ieri in conferenza stampa a Napoli concludendo, così, la tre giorni di tappa in Campania che l’ha vista impegnata anche in una visita al cantiere dell’ex SIN di Bagnoli – Coroglio, mentre a Napoli ha firmato un protocollo con la Regione Campania per il monitoraggio dell’abusivismo edilizio. Alla conferenza stampa hanno partecipato <strong>Francesca Ferro</strong>, Direttrice Legambiente Campania, <strong>Federica Barbera,</strong> Portavoce Goletta Verde, <strong>Giancarlo Chiavazzo</strong>, Ufficio Scientifico Legambiente Campania, <strong>Riccardo Piunti,</strong> Presidente CONOU, <strong>Stefano Sorvino</strong>, Direttore generale Arpa Campania, <strong>Luca Mascolo</strong>, Presidente Ente Idrico Campano, <strong>Mario Casillo</strong>, Vicepresidente della Regione Campania e Assessore ai trasporti, alla mobilità e al mare e <strong>Stefano Ciafani</strong>, Presidente nazionale Legambiente.</p>



<p>Tornando ai dati di Goletta Verde, i monitoraggi lungo la costa si sono svolti&nbsp;tra la fine del mese di giugno e la prima settimana del mese di luglio,&nbsp;e hanno riguardato&nbsp;<strong>17&nbsp;punti a mare&nbsp;e 14&nbsp;punti prelevati in situazioni critiche di scarico, foci di fiumi.</strong></p>



<p><strong>Focus punti campionati:&nbsp;5 i&nbsp;punti tutti campionati a mare&nbsp;nella provincia di Caserta</strong>&nbsp;di cui solo uno è risultato&nbsp;<strong>fortemente inquinato,</strong>&nbsp;il punto a<strong>&nbsp;Castel Volturno presso la foce del fiume Regi Lagni</strong>. Gli altri&nbsp;quattro&nbsp;punti sono risultati&nbsp;<strong>entro i limiti</strong>&nbsp;e sono&nbsp;<strong>il mare presso la foce del canale in località Baia Domizia a Sessa Aurunca, il punto presso la foce del canale Fiumarella a Mondragone, il punto presso l&#8217;emissario del lago Patria in località lago Patria a Castelvolturno&nbsp;e&nbsp;il mare presso la foce&nbsp;del fiume&nbsp;Savone a&nbsp;Mondragone.</strong></p>



<p><strong>Nella provincia di Napoli sono stati monitorati&nbsp;14 punti,&nbsp;4</strong>&nbsp;sono&nbsp;risultati&nbsp;<strong>oltre i limiti</strong>:&nbsp;la foce del canale Licola al lido di Licola a Pozzuoli risultato fortemente inquinato, il mare presso la foce dell&#8217;alveo Volla a&nbsp;S.Giovanni&nbsp;a Teduccio risultato fortemente inquinato, la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia&nbsp;che è&nbsp;risultato<strong>&nbsp;fortemente inquinato&nbsp;</strong>mentre ha avuto il giudizio di&nbsp;<strong>inquinato</strong>&nbsp;il mare presso il rivo San Marco a Castellammare di Stabia. Gli altri&nbsp;<strong>10&nbsp;punti sono risultati entro i limiti</strong>: la spiaggia di Mappatella Beach sul lungomare Caracciolo, il mare presso la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano, il mare in corrispondenza di via ponte della Gatta a Torre del Greco, il mare fronte foce del rivolo&nbsp;Neffola&nbsp;in località Marina Grande a Sorrento, il mare fronte lo scarico sul lungomare Marconi a Torre Annunziata ed il mare presso la foce del Rivo d&#8217;Arco a Vico Equense in località Seiano. Inoltre, risultano per la provincia di Napoli tutti entro i limiti i punti campionati a Ischia: la spiaggia del muro rotto a Ischia Ponte, la spiaggia del Perrone a Casamicciola Terme, la spiaggia di Chiaia davanti al canale a Forio in località Chiaia&nbsp;Spinesante&nbsp;e il mare presso il Rio&nbsp;Corbore&nbsp;a Ischia sul Lungomare Cristoforo Colombo.</p>



<p><strong>12&nbsp;i punti monitorati nella provincia di Salerno</strong>: la situazione in questa provincia risulta più critica,&nbsp;poiché&nbsp;l&#8217;83% dei punti&nbsp;monitorati&nbsp;in questa provincia&nbsp;superano i limiti di legge.&nbsp;<strong>Risultano&nbsp;fortemente inquinati 7 punti</strong>: la foce del Regina Minor a Minori, la foce del fiume Irno a Salerno sul lungomare Clemente Tafuri, la foce del fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano in località Torre Picentina, la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano,&nbsp;la foce del Tusciano a Pontecagnano/Battipaglia,&nbsp;la foce del canale di scarico a Marina di Eboli nel comune di Eboli e la foce del rio presso via Poseidonia 441 a Capaccio in località Laura.&nbsp;<strong>3&nbsp;punti sono&nbsp;risultati inquinati&nbsp;</strong>e nello specifico sono&nbsp;la foce di Capo di Fiume a Capaccio in località Torre di Paestum-Licinella, la foce del fiume&nbsp;Solofrone&nbsp;tra il comune di Capaccio e Agropoli e la foce di un canale presso la spiaggia in località tra Caprioli e Palinuro nel comune di Centola.&nbsp;<strong>I&nbsp;due&nbsp;punti risultati entro i limiti&nbsp;</strong>alle analisi di Goletta Verde sono la foce del fiume&nbsp;Testene&nbsp;ad Agropoli, la spiaggia fronte il rio Arena in località Ogliastro&nbsp;e Baia Arena tra i comuni di Castellabate e Montecorice.</p>



<p><strong>Rispetto ai cartelli di divieto di balneazione,</strong>&nbsp;i tecnici di Goletta Verde non li hanno&nbsp;<strong>trovati&nbsp;in&nbsp;26&nbsp;dei punti campionati per il monitoraggio della campagna 2026</strong>, ancora un numero troppo alto per un&#8217;informazione utile e semplice per avvisare i bagnanti di eventuali criticità, solo in 5 punti&nbsp;di&nbsp;prelievo sono stati trovati i cartelli di interdizione alla balneazione.</p>



<p>Le&nbsp;amministrazioni costiere&nbsp;hanno il dovere di esporre questi cartelli informativi e&nbsp;devono provvedere ad una corretta informazione nel caso in cui ce ne sia bisogno. Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili, ma crediamo sia utile che questa informazione sia sempre restituita ai cittadini, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda la&nbsp;<strong>qualità delle acque di balneazione in tre punti di monitoraggio</strong>&nbsp;sono stati trovati dai tecnici di Goletta Verde, cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell&#8217;acqua di balneazione, mentre per il restante&nbsp;90% del monitoraggio, tale informazione risulta non disponibile.</p>



<p><strong>Focus Depurazione</strong>:&nbsp;Per garantire un mare pulito, non basta raccogliere gli scarichi: è necessario che gli impianti siano presenti, adeguati e gestiti in modo&nbsp;efficiente. Dai&nbsp;controlli svolti dall&#8217;ARPAC nel 2025 è emerso un quadro preoccupante: circa il&nbsp;<strong>41%</strong>&nbsp;degli impianti controllati è risultato non conforme ai requisiti. Le percentuali più alte di irregolarità sono state registrate ad&nbsp;<strong>Avellino (66%)</strong>,&nbsp;<strong>Benevento (62%)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Salerno (53%)</strong>, mentre sono risultate più basse a&nbsp;<strong>Napoli (28%)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Caserta (15%)</strong>.&nbsp;Secondo gli ultimi dati del MASE, in Campania ci sono&nbsp;<strong>116 agglomerati urbani</strong>&nbsp;coinvolti in&nbsp;procedure di infrazione comunitarie&nbsp;per il mancato rispetto delle disposizioni della direttiva comunitaria sulla depurazione,&nbsp;per un&nbsp;carico&nbsp;totale di&nbsp;<strong>4.544.887 abitanti equivalenti (AE)</strong>. La situazione è così distribuita:&nbsp;<strong>Avellino</strong>&nbsp;conta 26 agglomerati (119.368 AE),&nbsp;<strong>Benevento</strong>&nbsp;25 (216.079 AE),&nbsp;<strong>Caserta</strong>&nbsp;18 (177.469 AE),&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;10 (2.792.439 AE) e&nbsp;<strong>Salerno</strong>&nbsp;37 (1.239.532 AE).</p>



<p>“La&nbsp;fotografia che il nostro monitoraggio ci restituisce&nbsp;è&nbsp;complessa&nbsp;–&nbsp;<strong>dichiara&nbsp;Francesca Ferro,&nbsp;direttrice&nbsp;Legambiente Campania</strong>. Non solo le&nbsp;nostre analisi rivelano che&nbsp;ci sono ancora troppe criticità&nbsp;nei punti campionati, ma i dati del MASE ci dicono&nbsp;che ancora troppi cittadini e cittadine non&nbsp;possono usufruire di&nbsp;sistemi depurativi&nbsp;adeguati, e questo non è più ammissibile.&nbsp;Infatti,&nbsp;la&nbsp;Campania&nbsp;rientra in&nbsp;tre delle quattro procedure di infrazione avviate dall&#8217;Unione Europea contro l&#8217;Italia per il mancato rispetto della normativa sulla raccolta e depurazione delle acque reflue, che si trasformano in tasse che paghiamo in bolletta.&nbsp;Bisogna iniziare un percorso di efficientamento della rete di depurazione, che deve diventare una priorità per chi ci governa, per fare in modo che tutti i fiumi campani diventino balneabili come lo è diventata la Senna&nbsp;a Parigi&nbsp;grazie agli investimenti per le Olimpiadi dell’estate 2024”.</p>



<p>“Goletta Verde in questi 40 anni ha navigato alla ricerca di illeciti e mala depurazione, che mettono le nostre coste e il nostro mare in una situazione di grande sofferenza –&nbsp;<strong>dichiara Federica Barbera,&nbsp;portavoce di Goletta Verde</strong>.&nbsp;Non diamo patenti di balneazione e non ci&nbsp;sostituiamo&nbsp;alle autorità preposte, ma vogliamo lavorare in sinergia con le amministrazioni per risolvere i problemi che insorgono.&nbsp;Vedere che in tanti anni le situazioni critiche che riguardano la depurazione non siano ancora state risolte&nbsp;è un segnale che il lavoro di Goletta Verde è di fondamentale importanza: non dobbiamo abbassare la guardia, e dobbiamo continuare a lottare per avere delle coste e un mare che siano sane e tutelate”.</p>



<p><strong>40 anni di Goletta Verde:</strong>&nbsp;Quest’anno Goletta Verde festeggia la sua&nbsp;40esima&nbsp;edizione solcando il Mediterraneo con due imbarcazioni storiche: la Goletta Verde –&nbsp;Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta&nbsp;L.a.b, che ha navigato da Grado, in provincia di Gorizia fino in Puglia, a Brindisi; e con l’Oloferne che dalla Calabria ha dato il cambio alla&nbsp;Catholica, e navigherà fino ad inizio agosto fino alla Liguria, da dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, da anni sostenitore della campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza europea dell’economia circolare. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita, l’olio di provenienza industriale, ma anche&nbsp;dall’automotive, così come dalle barche e dai mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“Quando mi sento porre la questione della alternativa fra <em>evitare di inquinare</em> e<em> decontaminare</em> dopo <em>aver inquinato</em> so già la risposta (per averla valutata altre volte): la prima soluzione è più economica e costa meno anche in termini di salute umana – dichiara<strong> Riccardo Piunti, presidente CONOU</strong>. Nel caso di queste meravigliose coste della Campania, peraltro, fra i vantaggi della prima soluzione ci sono anche i benefici del turismo che si avvale di coste e acque pulite. La Goletta percorre tutte le nostre coste e le siamo grati perché ci dice dove e cosa non va e va a cercare i posti giusti, perché il controllo deve essere serio e <em>trovare</em> non <em>fare finta di cercare</em>.  Noi del Conou abbiamo lottato e comunque continuiamo a farlo da 42 anni perché mai dell’olio usato sia sparso nel mare, anzi perché possa tutto tornare a fare il suo mestiere dopo essere stato rigenerato in impianti come quello di Ramoil qui a Napoli”.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Steelosa® fa tappa nel Cilento: inaugurata ad Acciaroli la panchina dell&#8217;economia circolare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/steelosa-fa-tappa-nel-cilento-inaugurata-ad-acciaroli-la-panchina-delleconomia-circolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 13:12:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253830</guid>

					<description><![CDATA[Il progetto Steelosa®, volto a diffondere il messaggio sul corretto conferimento degli imballaggi in acciaio, fa tappa nel cuore del Cilento. È infatti la suggestiva cornice di Pollica a ospitare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il progetto <strong>Steelosa®</strong>, volto a diffondere il messaggio sul corretto conferimento degli imballaggi in acciaio, fa tappa nel cuore del Cilento. È infatti la suggestiva cornice di <strong>Pollica</strong> a ospitare la tredicesima tappa del tour della panchina emblema delle buone pratiche ambientali. Realizzata in acciaio 100% riciclato e modellata a forma di simbolo dell’infinito, l&#8217;opera rappresenta le infinite possibilità di rinascita di questo prezioso materiale. Ideata e promossa da <strong>RICREA</strong> – Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio – in collaborazione con <strong>ANCI</strong> (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e <strong>Pubblicità Progresso</strong>, la panchina è stata collocata all’interno del <strong>Porto di Acciaroli</strong>, frazione di Pollica e vero fulcro della vita quotidiana del borgo.</p>



<p>Situato in uno dei tratti costieri più incantevoli della Campania, celebre per le sue acque trasparenti e le caratteristiche casette in pietra chiara, il porto di Acciaroli offre un contesto ideale per l’installazione di Steelosa®. Proprio qui, dove il tempo sembra essersi fermato cristallizzando quel fascino autentico che a metà Novecento stregò lo scrittore Ernest Hemingway, l’installazione si inserisce armonicamente tra le barche dei pescatori e il molo dominato dall&#8217;antica Chiesa dell&#8217;Annunziata e dai resti della Torre Normanna. L’iniziativa itinerante di RICREA coniuga così, ancora una volta, <strong>design e sostenibilità</strong>, promuovendo la cultura del riciclo e del rispetto per l&#8217;ambiente attraverso in modo concreto, visibile e fruibile da cittadini e turisti.</p>



<p>Realizzata interamente in acciaio riciclato proveniente da imballaggi post-consumo come barattoli, scatolette, fusti, latte, bombolette e tappi corona, Steelosa® diventa un’occasione per riflettere sul valore della rigenerazione e della cura del territorio, richiamando il concetto di perfetto equilibrio tra uomo e natura. Secondo i dati RICREA, nel 2025 in Campania la raccolta degli imballaggi in acciaio da convenzioni ha raggiunto le <strong>15.000 tonnellate</strong>, portando la resa pro capite a <strong>2,8 kg</strong> per abitante: un risultato eccellente, superiore alla media nazionale di <strong>2,5 kg</strong>, che conferma la qualità del lavoro svolto dagli attori coinvolti nel sistema di raccolta e il senso civico dei cittadini campani.</p>



<p><em>“Steelosa® è la dimostrazione concreta di come ogni imballaggio in acciaio, se correttamente conferito e differenziato, rappresenti sempre una risorsa capace di rinascere senza limiti </em>– afferma <strong>Domenico Rinaldini</strong>, Presidente del Consorzio RICREA – <em>.Siamo entusiasti di portare questa installazione nel porto di Acciaroli, un luogo straordinario che evoca bellezza, cura del territorio e rispetto per la natura. Installare la nostra panchina in questo borgo significa&nbsp;</em><em>celebrare l&#8217;incontro tra la tutela del paesaggio e l&#8217;impegno quotidiano dei cittadini, i veri protagonisti dell’economia circolare”.</em></p>



<p>“<em>Acciaroli è il luogo in cui ogni sera il sole sembra immergersi nel mare per poi rinascere il giorno successivo. Steelosa®&#xfe0f; racconta la stessa idea di futuro: ciò che viene correttamente raccolto e riciclato non conclude il proprio ciclo, ma torna a vivere in una nuova forma. La sua figura dell’infinito, affacciata sul porto e sui nostri tramonti, diventa così un simbolo concreto dell’equilibrio che vogliamo costruire tra bellezza, responsabilità e innovazione. Ospitare questa installazione a Pollica significa ricordare a cittadini e visitatori che la tutela dell’ambiente nasce dai gesti quotidiani e che anche un semplice imballaggio, se conferito correttamente, può diventare parte del paesaggio e della comunità</em>”.</p>



<p><em>“Sostenere l’amministrazione di Pollica in questa virtuosa parabola di crescita legata alla raccolta differenziata è per Sarim motivo di profondo orgoglio e, al contempo, un dovere&nbsp;</em></p>



<p><em>istituzionale. Agire all’interno di un’area dall’inestimabile pregio naturalistico implica un impegno costante nel salvaguardare un bene comune che richiede cura, avanguardia tecnologica e coinvolgimento corale. L’opera Steelosa® simboleggia perfettamente come una piccola azione quotidiana, quale il giusto smaltimento dei contenitori metallici, possa generare valore tangibile per l’intera cittadinanza. La nostra missione prosegue attraverso lo sviluppo di soluzioni avanzate per i servizi ambientali cittadini, puntando con forza sull’educazione e sulla narrazione dei comportamenti virtuosi: soltanto grazie a una società pienamente edotta sarà possibile edificare un domani autenticamente green” </em>– <strong>Angelo Bruno</strong>, Responsabile Gestione Cantieri di Sarim.</p>



<p><em>“Come Legambiente siamo da anni accanto a RICREA per sviluppare sempre di più la cultura del corretto riciclo degli imballaggi in acciaio, facendo connessione con enti locali, stakeholders e imprese del territorio che possano accompagnare e supportare questo lungo processo di sensibilizzazione. L’abbiamo fatto negli anni scorsi anche nel nostro Museo del mare e della dieta mediterranea per avvicinare questi concetti ai più giovani, ai bambini e alle scuole e ai tanti turisti che vivono d’estate questi territori. Un&#8217;alleanza che si rinnova anche qui ad Acciaroli con questa installazione che farà pensare e riflettere i cittadini” </em>afferma <strong>Valerio Calabrese</strong> di Legambiente Campania<em>.&nbsp;</em></p>



<p>La cerimonia di inaugurazione si è svolta oggi alla presenza di <strong>Domenico Rinaldini</strong>, Presidente Ricrea; <strong>Roccandrea Iascone</strong>, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di Ricrea; <strong>Stefano Pisani</strong>, Sindaco di Pollica; <strong>Angelo Bruno, </strong>Responsabile Gestione Cantieri di Sarin e <strong>Valerio Calabrese </strong>di Legambiente Campania.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Legambiente e Regione firmano intesa per il monitoraggio dell&#8217;abusivismo edilizio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/legambiente-e-regione-firmano-intesa-per-il-monitoraggio-dellabusivismo-edilizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[abusivismo edilizio]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253785</guid>

					<description><![CDATA[È stato firmato ieri, a bordo di Goletta Verde, il protocollo d’intesa tra Legambiente Campania e la Regione Campania dedicato al monitoraggio dell’abusivismo con particolare attenzione agli impatti sul territorio, sulle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato firmato ieri, a bordo di Goletta Verde, il protocollo d’intesa tra Legambiente Campania e la Regione Campania dedicato al monitoraggio dell’abusivismo con particolare attenzione agli impatti sul territorio, sulle coste e sugli ecosistemi marini. Il protocollo è stato siglato da <strong>Mariateresa Imparato</strong>, Presidente Legambiente Campania, <strong>Claudia Pecoraro</strong>, Assessora alle Politiche Abitative e alle Pari Opportunità e <strong>Vincenzo Cuomo,</strong> Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio, alla presenza di <strong>Stefano Ciafani</strong>, Presidente nazionale Legambiente. </p>



<p><strong>Sono trascorsi 28 anni dall’abbattimento del primo ecomostro campano che comparve nella black list della Goletta Verde di Legambiente.</strong>&nbsp;Parliamo delle&nbsp;<strong>73 villette abusive sulla litoranea di Eboli</strong>&nbsp;nel salernitano. Da quel lontano 1998, come un effetto domino, anche gli altri ecomostri campani della lista sono andati giù.&nbsp;<strong>Nel 1999 Hotel Fuenti di Vietri sul Mare, nel 2001 le torri del Villaggio Coppola a Castel Volturno, a seguire gli scheletri delle villette di Montecorice nel Cilento e per ultimo&nbsp;l’abbattimento dell’ecomostro&nbsp;Alimuri&nbsp;a Vico Equense.</strong>&nbsp;Oltre un milione e mezzo di metri cubi di cemento illegale abbattuto, cancellato.&nbsp;Da 40 anni Goletta Verde naviga&nbsp;anche&nbsp;per questo:&nbsp;difendere la costa e il mare dagli illeciti, e fare in modo che i cittadini e le cittadine possano riappropriarsi di spazi occupati dal cemento.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il protocollo introduce un sistema condiviso per raccogliere e analizzare i dati sull&#8217;abusivismo edilizio, utilizzando una scheda predisposta da Legambiente nell&#8217;ambito della campagna&nbsp;<strong>&#8220;Abbatti l&#8217;abuso&#8221;</strong>&nbsp;e adattata alla realtà della Campania. La Regione si impegna a coinvolgere i Comuni nelle attività di monitoraggio, a diffondere gli strumenti di rilevazione e a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione. Legambiente Campania raccoglierà ed elaborerà i dati, realizzerà report periodici e li metterà a disposizione della Regione per supportare le azioni di contrasto all&#8217;abusivismo.</p>



<p>L&#8217;obiettivo del protocollo è rafforzare la collaborazione tra Regione, Comuni e Legambiente per affrontare con maggiore efficacia un fenomeno che da troppo tempo danneggia il territorio. L&#8217;abusivismo edilizio, alimentato anche dai diversi&nbsp;condoni e dai ritardi nell&#8217;esame delle pratiche, non rappresenta solo un problema di legalità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza delle persone e del territorio, resi ancora più gravi dagli effetti dei cambiamenti climatici.</p>



<p><strong>I dati dell’ultimo&nbsp;report &#8220;Abbatti l&#8217;abuso&#8221;</strong>&nbsp;confermano&nbsp;che&nbsp;<strong>la Campania resta una delle regioni più colpite dall&#8217;abusivismo edilizio e tra le più in difficoltà nel dare esecuzione alle ordinanze di demolizione.</strong>&nbsp;Dal&nbsp;<strong>2004 al dicembre 2022</strong>, nei&nbsp;<strong>110 Comuni</strong>&nbsp;che hanno risposto al monitoraggio, sono state emesse&nbsp;<strong>23.635 ordinanze di abbattimento</strong>, ma sono stati demoliti appena&nbsp;<strong>3.107 immobili abusivi</strong>, pari al&nbsp;<strong>13,1%</strong>&nbsp;del totale.</p>



<p>La regione detiene,&nbsp;inoltre,&nbsp;il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con&nbsp;<strong>un&#8217;ordinanza ogni 236,6 abitanti</strong>. Secondo le stime del rapporto BES dell&#8217;Istat, in Campania vengono realizzate&nbsp;<strong>50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente</strong>, mentre nelle isole minori il fenomeno raggiunge livelli particolarmente allarmanti, con&nbsp;<strong>un&#8217;ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>I dati provinciali.&nbsp;</strong>In Campania l’abusivismo edilizio mostra una netta polarizzazione:&nbsp;<strong>Napoli e Salerno concentrano la maggior parte degli illeciti</strong>, mentre&nbsp;<strong>Caserta, Avellino e Benevento</strong>&nbsp;presentano fenomeni diversi e in parte più&nbsp;controllabili. La&nbsp;<strong>Città Metropolitana di Napoli</strong>&nbsp;raccoglie&nbsp;<strong>circa la metà delle ordinanze di demolizione regionali</strong>, con tassi di esecuzione molto bassi (<strong>10-12%</strong>). Le aree più colpite sono la fascia&nbsp;flegrea‑vesuviana&nbsp;e le isole, con&nbsp;<strong>Ischia</strong>&nbsp;come caso nazionale per densità di abusi e migliaia di condoni inevasi. Napoli è anche la provincia con più&nbsp;<strong>acquisizioni al patrimonio comunale</strong>&nbsp;(quasi&nbsp;<strong>200 immobili</strong>). La&nbsp;<strong>provincia di Salerno</strong>&nbsp;registra una forte pressione edilizia lungo la Costiera Amalfitana e il Cilento, spesso in aree vincolate. Il tasso di demolizione è intorno al&nbsp;<strong>13-14%</strong>, con abusi legati soprattutto al turismo e alle seconde case. La&nbsp;<strong>provincia di Caserta</strong>&nbsp;è la seconda per numero di ordinanze, con criticità storiche nel litorale&nbsp;domitio&nbsp;(Castel Volturno, Mondragone). Il tasso di demolizione è vicino all’<strong>11%</strong>, frenato anche dai dissesti finanziari dei&nbsp;Comuni. Le&nbsp;province interne,&nbsp;<strong>Avellino e Benevento</strong>, risultano più virtuose: Avellino raggiunge il&nbsp;<strong>24%</strong>&nbsp;di ordinanze eseguite, mentre Benevento presenta un abusivismo&nbsp;micro‑residenziale&nbsp;con procedure più rapide. Il nodo strutturale comune resta la&nbsp;<strong>mancata trascrizione degli immobili abusivi</strong>: solo lo&nbsp;<strong>0,5%</strong>&nbsp;dei Comuni campani adempie all’obbligo, il dato più basso d’Italia, rendendo inefficace il passaggio automatico dei beni al patrimonio pubblico.&nbsp;</p>



<p><strong>Il ritmo delle demolizioni.&nbsp;</strong>Restano&nbsp;molto limitate anche le acquisizioni degli immobili abusivi al patrimonio comunale: sono appena&nbsp;<strong>625</strong>, pari al&nbsp;<strong>2,6%</strong>&nbsp;delle ordinanze emesse. Ancora più ridotto il ricorso alla procedura prevista dall&#8217;articolo 10-bis della legge 120/2020: solo&nbsp;<strong>107 ordinanze</strong>, pari allo&nbsp;<strong>0,5%</strong>&nbsp;del totale, sono state trasmesse ai prefetti.&nbsp;Prima dell&#8217;insediamento del<strong>&nbsp;Procuratore Capo Nicola Gratteri, la media a Napoli era di&nbsp;71 demolizioni all&#8217;anno</strong>. Il ritmo è aumentato di oltre il doppio, raggiungendo&nbsp;181 demolizioni all&#8217;anno.</p>



<p>Grazie alla raccolta e alla condivisione dei dati tra Legambiente Campania e Regione Campania, prevista dal protocollo, sarà possibile ottenere un quadro più completo e aggiornato del fenomeno dell&#8217;abusivismo edilizio. Questo permetterà non solo di rafforzare le attività di contrasto, ma anche di programmare interventi più efficaci attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica.&nbsp;Il protocollo prevede inoltre l&#8217;istituzione di un&nbsp;<strong>Tavolo tecnico interistituzionale</strong>&nbsp;che avrà il compito di individuare strategie e soluzioni condivise per affrontare il fenomeno, promuovendo politiche di rigenerazione urbana capaci di coniugare il diritto alla casa, la sicurezza dei cittadini e la riduzione dei rischi, con il coinvolgimento delle comunità locali.</p>



<p>“<em>Dopo la Regione Calabria, anche la Campania avvia un importante percorso di monitoraggio per contrastare la piaga dell’abusivismo</em><strong> &#8211; dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. </strong>&#8211; <em>La collaborazione tra istituzioni, enti locali e associazioni è la strada giusta per costruire un governo del territorio più responsabile, capace di coniugare il diritto all&#8217;abitare con la riduzione dei rischi e la salvaguardia dell&#8217;ambiente. Ci auguriamo che questo protocollo rappresenti l&#8217;inizio di un percorso condiviso che produca risultati concreti e duraturi, e che anche le altre regioni italiane maggiormente colpite dal fenomeno dell&#8217;abusivismo seguano la strada della Calabria e della Campania e avviino un percorso di monitoraggio e prevenzione</em>”.</p>



<p>“<em>Siamo molto soddisfatti della firma di questo protocollo, che rappresenta un passo importante verso una collaborazione stabile con la Regione Campania su un tema cruciale come l&#8217;abusivismo edilizio</em> – <strong>dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania.</strong> &#8211; <em>Disporre di dati omogenei e aggiornati significa conoscere meglio il fenomeno e costruire politiche più efficaci per contrastarlo. È un lavoro che guarda al futuro e che punta a prevenire, oltre che a intervenire, perché l&#8217;abusivismo edilizio non è soltanto una questione di legalità, ma anche di sicurezza delle persone, tutela del paesaggio e difesa del territorio. In una regione fragile come la Campania, sempre più esposta agli effetti della crisi climatica, non possiamo più permetterci di sottovalutare questo fenomeno</em>”.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Firmato protocollo tra Legambiente e la Regione per il monitoraggio dell’abusivismo edilizio in Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/firmato-protocollo-tra-legambiente-e-la-regione-per-il-monitoraggio-dellabusivismo-edilizio-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 14:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253722</guid>

					<description><![CDATA[È stato firmato questa mattina, a bordo di Goletta Verde, il protocollo d’intesa tra Legambiente Campania e la Regione Campania&#160;dedicato al monitoraggio dell’abusivismo con particolare attenzione agli impatti sul territorio, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato firmato questa mattina, a bordo di Goletta Verde, il protocollo d’intesa tra Legambiente Campania e la Regione Campania&nbsp;dedicato al monitoraggio dell’abusivismo con particolare attenzione agli impatti sul territorio, sulle coste e sugli ecosistemi marini.&nbsp;Il protocollo&nbsp;è stato siglato da&nbsp;<strong>Mariateresa Imparato</strong>, Presidente Legambiente Campania,&nbsp;<strong>Claudia&nbsp;Pecoraro</strong>, Assessora alle Politiche Abitative e alle Pari Opportunità e&nbsp;<strong>Vincenzo Cuomo,</strong>&nbsp;Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio, alla presenza di&nbsp;<strong>Stefano Ciafani</strong>, Presidente nazionale Legambiente.&nbsp;</p>



<p><strong>Sono trascorsi 28 anni dall’abbattimento del primo ecomostro campano che comparve nella black list della Goletta Verde di Legambiente.</strong>&nbsp;Parliamo delle&nbsp;<strong>73 villette abusive sulla litoranea di Eboli</strong>&nbsp;nel salernitano. Da quel lontano 1998, come un effetto domino, anche gli altri ecomostri campani della lista sono andati giù.&nbsp;<strong>Nel 1999 Hotel Fuenti di Vietri sul Mare, nel 2001 le torri del Villaggio Coppola a Castel Volturno, a seguire gli scheletri delle villette di Montecorice nel Cilento e per ultimo&nbsp;l’abbattimento dell’ecomostro&nbsp;Alimuri&nbsp;a Vico Equense.</strong>&nbsp;Oltre un milione e mezzo di metri cubi di cemento illegale abbattuto, cancellato.&nbsp;Da 40 anni Goletta Verde naviga&nbsp;anche&nbsp;per questo:&nbsp;difendere la costa e il mare dagli illeciti, e fare in modo che i cittadini e le cittadine possano riappropriarsi di spazi occupati dal cemento.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il protocollo introduce un sistema condiviso per raccogliere e analizzare i dati sull&#8217;abusivismo edilizio, utilizzando una scheda predisposta da Legambiente nell&#8217;ambito della campagna&nbsp;<strong>&#8220;Abbatti l&#8217;abuso&#8221;</strong>&nbsp;e adattata alla realtà della Campania. La Regione si impegna a coinvolgere i Comuni nelle attività di monitoraggio, a diffondere gli strumenti di rilevazione e a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione. Legambiente Campania raccoglierà ed elaborerà i dati, realizzerà report periodici e li metterà a disposizione della Regione per supportare le azioni di contrasto all&#8217;abusivismo.</p>



<p>L&#8217;obiettivo del protocollo è rafforzare la collaborazione tra Regione, Comuni e Legambiente per affrontare con maggiore efficacia un fenomeno che da troppo tempo danneggia il territorio. L&#8217;abusivismo edilizio, alimentato anche dai diversi&nbsp;condoni e dai ritardi nell&#8217;esame delle pratiche, non rappresenta solo un problema di legalità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza delle persone e del territorio, resi ancora più gravi dagli effetti dei cambiamenti climatici.</p>



<p><strong>I dati dell’ultimo&nbsp;report &#8220;Abbatti l&#8217;abuso&#8221;</strong>&nbsp;confermano&nbsp;che&nbsp;<strong>la Campania resta una delle regioni più colpite dall&#8217;abusivismo edilizio e tra le più in difficoltà nel dare esecuzione alle ordinanze di demolizione.</strong>&nbsp;Dal&nbsp;<strong>2004 al dicembre 2022</strong>, nei&nbsp;<strong>110 Comuni</strong>&nbsp;che hanno risposto al monitoraggio, sono state emesse&nbsp;<strong>23.635 ordinanze di abbattimento</strong>, ma sono stati demoliti appena&nbsp;<strong>3.107 immobili abusivi</strong>, pari al&nbsp;<strong>13,1%</strong>&nbsp;del totale.</p>



<p>La regione detiene,&nbsp;inoltre,&nbsp;il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con&nbsp;<strong>un&#8217;ordinanza ogni 236,6 abitanti</strong>. Secondo le stime del rapporto BES dell&#8217;Istat, in Campania vengono realizzate&nbsp;<strong>50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente</strong>, mentre nelle isole minori il fenomeno raggiunge livelli particolarmente allarmanti, con&nbsp;<strong>un&#8217;ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>I dati provinciali.&nbsp;</strong>In Campania l’abusivismo edilizio mostra una netta polarizzazione:&nbsp;<strong>Napoli e Salerno concentrano la maggior parte degli illeciti</strong>, mentre&nbsp;<strong>Caserta, Avellino e Benevento</strong>&nbsp;presentano fenomeni diversi e in parte più&nbsp;controllabili. La&nbsp;<strong>Città Metropolitana di Napoli</strong>&nbsp;raccoglie&nbsp;<strong>circa la metà delle ordinanze di demolizione regionali</strong>, con tassi di esecuzione molto bassi (<strong>10-12%</strong>). Le aree più colpite sono la fascia&nbsp;flegrea‑vesuviana&nbsp;e le isole, con&nbsp;<strong>Ischia</strong>&nbsp;come caso nazionale per densità di abusi e migliaia di condoni inevasi. Napoli è anche la provincia con più&nbsp;<strong>acquisizioni al patrimonio comunale</strong>&nbsp;(quasi&nbsp;<strong>200 immobili</strong>). La&nbsp;<strong>provincia di Salerno</strong>&nbsp;registra una forte pressione edilizia lungo la Costiera Amalfitana e il Cilento, spesso in aree vincolate. Il tasso di demolizione è intorno al&nbsp;<strong>13-14%</strong>, con abusi legati soprattutto al turismo e alle seconde case. La&nbsp;<strong>provincia di Caserta</strong>&nbsp;è la seconda per numero di ordinanze, con criticità storiche nel litorale&nbsp;domitio&nbsp;(Castel Volturno, Mondragone). Il tasso di demolizione è vicino all’<strong>11%</strong>, frenato anche dai dissesti finanziari dei&nbsp;Comuni. Le&nbsp;province interne,&nbsp;<strong>Avellino e Benevento</strong>, risultano più virtuose: Avellino raggiunge il&nbsp;<strong>24%</strong>&nbsp;di ordinanze eseguite, mentre Benevento presenta un abusivismo&nbsp;micro‑residenziale&nbsp;con procedure più rapide. Il nodo strutturale comune resta la&nbsp;<strong>mancata trascrizione degli immobili abusivi</strong>: solo lo&nbsp;<strong>0,5%</strong>&nbsp;dei Comuni campani adempie all’obbligo, il dato più basso d’Italia, rendendo inefficace il passaggio automatico dei beni al patrimonio pubblico.&nbsp;</p>



<p><strong>Il ritmo delle demolizioni.&nbsp;</strong>Restano&nbsp;molto limitate anche le acquisizioni degli immobili abusivi al patrimonio comunale: sono appena&nbsp;<strong>625</strong>, pari al&nbsp;<strong>2,6%</strong>&nbsp;delle ordinanze emesse. Ancora più ridotto il ricorso alla procedura prevista dall&#8217;articolo 10-bis della legge 120/2020: solo&nbsp;<strong>107 ordinanze</strong>, pari allo&nbsp;<strong>0,5%</strong>&nbsp;del totale, sono state trasmesse ai prefetti.&nbsp;Prima dell&#8217;insediamento del<strong>&nbsp;Procuratore Capo Nicola Gratteri, la media a Napoli era di&nbsp;71 demolizioni all&#8217;anno</strong>. Il ritmo è aumentato di oltre il doppio, raggiungendo&nbsp;181 demolizioni all&#8217;anno.</p>



<p>Grazie alla raccolta e alla condivisione dei dati tra Legambiente Campania e Regione Campania, prevista dal protocollo, sarà possibile ottenere un quadro più completo e aggiornato del fenomeno dell&#8217;abusivismo edilizio. Questo permetterà non solo di rafforzare le attività di contrasto, ma anche di programmare interventi più efficaci attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica.&nbsp;Il protocollo prevede inoltre l&#8217;istituzione di un&nbsp;<strong>Tavolo tecnico interistituzionale</strong>&nbsp;che avrà il compito di individuare strategie e soluzioni condivise per affrontare il fenomeno, promuovendo politiche di rigenerazione urbana capaci di coniugare il diritto alla casa, la sicurezza dei cittadini e la riduzione dei rischi, con il coinvolgimento delle comunità locali.</p>



<p>“Dopo la Regione Calabria, anche la Campania avvia un importante percorso di monitoraggio per contrastare la piaga dell’abusivismo<strong>&nbsp;&#8211; dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale&nbsp;Legambiente.&nbsp;</strong>La collaborazione tra istituzioni, enti locali e associazioni è la strada giusta per costruire un governo del territorio più responsabile, capace di coniugare il diritto all&#8217;abitare con la riduzione dei rischi e la salvaguardia dell&#8217;ambiente. Ci auguriamo che questo protocollo rappresenti l&#8217;inizio di un percorso condiviso che produca risultati concreti e duraturi, e che anche le altre regioni italiane maggiormente colpite dal fenomeno dell&#8217;abusivismo seguano la strada della Calabria e della Campania e avviino&nbsp;un percorso di monitoraggio e prevenzione”.</p>



<p>“Siamo molto soddisfatti della firma di questo protocollo, che rappresenta un passo importante verso una collaborazione stabile con la Regione Campania su un tema cruciale come l&#8217;abusivismo edilizio&nbsp;–&nbsp;<strong>dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania.</strong>&nbsp;Disporre di dati omogenei e aggiornati significa conoscere meglio il fenomeno e costruire politiche più efficaci per contrastarlo. È un lavoro che guarda al futuro e che punta a prevenire, oltre che a intervenire, perché l&#8217;abusivismo edilizio non è soltanto una questione di legalità, ma anche di sicurezza delle persone, tutela del paesaggio e difesa del territorio. In una regione fragile come la Campania, sempre più esposta agli effetti della crisi climatica, non possiamo più permetterci di sottovalutare questo fenomeno”.</p>



<p><strong>40 anni di Goletta Verde:</strong>&nbsp;Giunta alla&nbsp;40esima&nbsp;edizione, Goletta Verde ha come partners principali&nbsp;Anev, CONOU, Novamont,&nbsp;Renexia. In questa edizione a solcare il Mediterraneo sono due imbarcazioni storiche della Goletta Verde: la&nbsp;<strong><em>Catholica,&nbsp;</em></strong>in collaborazione con la Fondazione Goletta&nbsp;L.a.b, che ha navigato dal 15 giugno all’8 luglio da Grado, in Friuli-Venezia Giulia, fino a Brindisi, in Puglia; la&nbsp;<strong><em>Oloferne</em></strong>&nbsp;che dalla Calabria ha dato il cambio alla&nbsp;Catholica, e che navigherà fino ad inizio agosto per arrivare in Liguria, dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In 40 anni,&nbsp;<strong>dal 1986 ha percorso</strong><strong>160.000 km, Goletta Verde ha percorso quattro volte il periplo della Terra, ed effettuato decine di migliaia di analisi, centinaia di blitz e denunce in tutta Italia e qualche volta all’estero</strong>.&nbsp;<strong>Storici i blitz contro gli ecomostri</strong>, da Punta Perotti, a Bari, all’hotel Fuenti, sulla costiera amalfitana. Dopo anni di mobilitazioni, entrambi gli ecomostri sono stati abbattuti dalle ruspe. Punta Perotti nel 2006 e l’Hotel Fuenti nel 1999. Un’eco-vittoria storica per Goletta Verde che nel&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/stefano.ciafani/videos/1772900746354560/?rdid=bicg6aUlCyETA6XA" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>2017 è anche approdata all’ONU, alla Conferenza mondiale sugli oceani, a New York,</u></a>&nbsp;dove Legambiente è intervenuta in Assemblea generale per raccontare l’impegno della sua campagna.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Raro cavalluccio marino torna a popolare la Grotta Azzurra di Capo Palinuro: aumentano gli avvistamenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/raro-cavalluccio-marino-torna-a-popolare-la-grotta-azzurra-di-capo-palinuro-aumentano-gli-avvistamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[capo palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[cavalluccio marino]]></category>
		<category><![CDATA[grotta azzurra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253701</guid>

					<description><![CDATA[Un piccolo ma significativo segnale dello straordinario stato di salute del mare di Capo Palinuro arriva dalle profondità della Grotta Azzurra, dove nelle ultime settimane è stato registrato un sensibile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un piccolo ma significativo segnale dello straordinario stato di salute del mare di Capo Palinuro arriva dalle profondità della Grotta Azzurra, dove nelle ultime settimane è stato registrato un sensibile aumento degli avvistamenti dell’Hippocampus guttulatus, il cavalluccio marino dal muso lungo, specie considerata tra le più affascinanti e delicate del Mediterraneo.</p>



<p>A documentarne la presenza sono le fotografie realizzate dal fotografo subacqueo Rosario Gloriante, che ha immortalato alcuni esemplari tra le pareti ricche di vita e gli anfratti della celebre cavità sommersa, uno degli ambienti marini più suggestivi dell’intero Cilento.</p>



<p>La Grotta Azzurra rappresenta la più importante tra le 36 grotte sommerse della costa di Palinuro. Al suo interno si sviluppa un ecosistema unico, caratterizzato dalla presenza di colonne stalatto-stalagmitiche, sorgenti idrotermali e numerose specie marine che trovano in questo habitat condizioni ideali per vivere e riprodursi.</p>



<p>Secondo quanto osservato dagli operatori del Palinuro Sub Diving Center, il numero di cavallucci marini avvistati durante le immersioni è cresciuto sensibilmente rispetto al passato. Un dato che testimonia l’elevata biodiversità di queste acque e conferma l’importanza di preservare un ambiente tanto prezioso quanto fragile.</p>



<p>Dal 1983 il centro immersioni collabora con università e istituti di ricerca per il monitoraggio delle grotte sommerse e delle specie che le popolano, contribuendo alla raccolta di dati scientifici e alla tutela di un patrimonio naturalistico di eccezionale valore.</p>



<p>La ricomparsa sempre più frequente del cavalluccio marino rappresenta così una notizia incoraggiante per gli studiosi e per gli appassionati del mare, ma anche un richiamo alla necessità di adottare comportamenti responsabili durante le immersioni, affinché questi delicati organismi possano continuare a vivere indisturbati nel loro habitat naturale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Camerota, tolleranza zero contro i furbetti della raccolta differenziata: già partiti i controlli straordinari</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camerota-tolleranza-zero-contro-i-furbetti-della-raccolta-differenziata-gia-partiti-i-controlli-straordinari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 16:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[camerota furbetti rifiuti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253497</guid>

					<description><![CDATA[Sono già partiti questa mattina i controlli straordinari disposti dal Comune di Camerota, in collaborazione con la Polizia Locale e Sarim, per contrastare ogni forma di irregolarità legata al conferimento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono già partiti questa mattina i controlli straordinari disposti dal Comune di Camerota, in collaborazione con la Polizia Locale e Sarim, per contrastare ogni forma di irregolarità legata al conferimento dei rifiuti.</p>



<p>L’intensificazione delle verifiche arriva nel pieno della stagione estiva, quando il territorio registra un notevole incremento delle presenze turistiche e diventa ancora più importante preservare il decoro urbano, la pulizia delle strade e la bellezza del patrimonio ambientale che rende Camerota una delle mete più apprezzate della Campania.</p>



<p>Gli agenti della Polizia Locale stanno affiancando gli operatori ecologici durante il servizio di raccolta per effettuare controlli sulle buste conferite e verificare il rispetto delle regole previste dal calendario della raccolta differenziata. Parallelamente sono state installate fototrappole nei punti maggiormente interessati dal fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, al fine di individuare e sanzionare i responsabili.</p>



<p>I controlli riguarderanno in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il conferimento dei rifiuti oltre gli orari consentiti;</li>



<li>il mancato rispetto del calendario della raccolta differenziata;</li>



<li>il conferimento errato delle diverse tipologie di rifiuto;</li>



<li>l’abbandono di sacchi e materiali sul territorio comunale.</li>
</ul>



<p>Si ricorda che il conferimento dei rifiuti è consentito esclusivamente dalle ore 24:00 alle ore 06:00, nel rispetto del calendario della raccolta differenziata.</p>



<p>È inoltre fondamentale ricordare che la domenica è l’unico giorno in cui non si conferisce alcun rifiuto, poiché il servizio di raccolta viene effettuato il sabato mattina e riprende regolarmente il lunedì mattina. Lasciare sacchi in strada la domenica significa creare disagi, compromettere il decoro urbano e favorire il proliferare di cattivi odori e animali.</p>



<p>Particolare attenzione sarà riservata anche alle spiagge libere. Il Comune invita residenti e turisti a tenere comportamenti rispettosi dell’ambiente: chi trascorre la giornata in spiaggia deve riportare con sé tutti i rifiuti prodotti e conferirli presso la propria abitazione o struttura ricettiva, differenziandoli correttamente secondo il calendario in vigore. Bottiglie, lattine, imballaggi, sacchetti e qualsiasi altro rifiuto non devono essere lasciati sull’arenile né accantonati accanto ai cestini, contribuendo al degrado di uno dei patrimoni più preziosi del territorio.</p>



<p>I trasgressori saranno identificati e sanzionati secondo quanto previsto dalla normativa vigente.</p>



<p>L’Amministrazione Comunale rivolge un appello al senso civico di cittadini, proprietari di seconde case, operatori turistici e visitatori: mantenere Camerota pulita è una responsabilità di tutti. Bastano pochi gesti di attenzione per contribuire a tutelare il territorio, l’ambiente e l’immagine di una località che ogni estate accoglie migliaia di persone provenienti da tutta Italia e dall’estero.</p>



<p>L’obiettivo dei controlli non è fare cassa, ma difendere il decoro del territorio e garantire una corretta convivenza civile.</p>



<p>Chi ama Camerota la rispetta. La raccolta differenziata non è un’opzione, ma un dovere di tutti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sarno dice basta agli incendi: cittadini e associazioni in piazza per chiedere interventi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sarno-dice-basta-agli-incendi-cittadini-e-associazioni-in-piazza-per-chiedere-interventi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253452</guid>

					<description><![CDATA[Si è svolta in località Foce, nel Comune di Sarno, la manifestazione civica promossa dai cittadini di Sarno insieme a Human rights support (HRS) per richiamare l&#8217;attenzione delle istituzioni sulla [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è svolta in località Foce, nel Comune di Sarno, la manifestazione civica promossa dai cittadini di Sarno insieme a Human rights support (HRS) per richiamare l&#8217;attenzione delle istituzioni sulla grave emergenza degli incendi che da troppo tempo colpisce il territorio, con pesanti ripercussioni sull&#8217;ambiente, sulla qualità dell&#8217;aria, sulla salute pubblica e sulla sicurezza della comunità.</p>



<p>L&#8217;iniziativa è stata annunciata attraverso un manifesto pubblico con il quale i promotori hanno invitato la cittadinanza a mobilitarsi per chiedere risposte concrete. Tra le associazioni presenti anche Terzigno Verde ODV, Sarrastes, Vesuvio libero e la Pro loco Montesaro città di Sarno, a testimonianza della volontà di costruire una rete tra le realtà civiche impegnate nella difesa dell&#8217;ambiente e del territorio. Alla manifestazione hanno preso parte anche il deputato Francesco Emilio Borrelli e il sindaco di Striano Giulio Gerli, che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza all&#8217;iniziativa.</p>



<p>Nel corso dell&#8217;iniziativa è intervenuto anche Francesco Servino, presidente di Terzigno Verde ODV, che ha rivolto un appello alla cittadinanza affinché la partecipazione non si esaurisca nell&#8217;indignazione espressa sui social network.</p>



<p><em>«L&#8217;indignazione non può nascere e morire sui social. Davanti a problemi così gravi serve una cittadinanza presente, consapevole e pronta a far sentire la propria voce. Solo attraverso la partecipazione possiamo pretendere risposte concrete e difendere il diritto a vivere in un ambiente sano e sicuro</em>», ha dichiarato Servino.</p>



<p>L&#8217;iniziativa si è conclusa con un appello unitario affinché le richieste avanzate dai cittadini di Sarno non restino inascoltate. I promotori chiedono che venga fatta piena luce sull&#8217;origine dei ripetuti incendi, che siano individuati gli eventuali responsabili, che vengano intensificati i controlli e le attività di prevenzione, garantito un monitoraggio costante della qualità dell&#8217;aria e assicurata la massima trasparenza nella diffusione dei dati ambientali. Al tempo stesso, sollecitano un piano straordinario di tutela ambientale e sanitaria, ritenuto indispensabile per proteggere il territorio e restituire ai cittadini il diritto di vivere in un ambiente sano, sicuro e libero dall&#8217;incubo dei roghi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rifiuti: inaugurata a San Rufo la nuova isola ecologica, &#8220;passo importante per la comunità&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rifiuti-inaugurata-a-san-rufo-la-nuova-isola-ecologica-passo-importante-per-la-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 11:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[San Rufo]]></category>
		<category><![CDATA[isola ecologica san rufo]]></category>
		<category><![CDATA[san rufo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253230</guid>

					<description><![CDATA[È stata inaugurata oggi la nuova isola ecologica di San Rufo, infrastruttura destinata a rafforzare il sistema di gestione dei rifiuti urbani e a migliorare i servizi ambientali a disposizione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stata inaugurata oggi la nuova isola ecologica di San Rufo, infrastruttura destinata a rafforzare il sistema di gestione dei rifiuti urbani e a migliorare i servizi ambientali a disposizione della cittadinanza.</p>



<p>Nel corso della cerimonia, il sindaco e l&#8217;Amministrazione comunale hanno definito l&#8217;opera &#8220;un passo importante per la comunità&#8221;, sottolineando come l&#8217;intervento consenta di dare una risposta a una situazione rimasta irrisolta per anni.</p>



<p>Durante l&#8217;inaugurazione sono stati rivolti ringraziamenti a don Nicola, al consigliere provinciale Elio Guadagno, alla direzione dei lavori guidata da Pietro Mangieri e all&#8217;impresa esecutrice Marco Polo Appalti per il contributo fornito alla realizzazione dell&#8217;opera.</p>



<p>Un pensiero particolare è stato dedicato ai residenti delle aree limitrofe, che negli anni hanno dovuto convivere con i disagi legati all&#8217;assenza della struttura. L&#8217;Amministrazione ha inoltre ringraziato i rappresentanti della stampa presenti all&#8217;evento e i ragazzi impegnati nel tirocinio del programma GOL per la partecipazione all&#8217;iniziativa.</p>



<p>L&#8217;apertura dell&#8217;isola ecologica rappresenta un nuovo tassello nelle politiche ambientali del Comune, con l&#8217;obiettivo di promuovere una gestione più efficiente dei rifiuti, incentivare la raccolta differenziata e rafforzare il senso di responsabilità condivisa nella tutela dell&#8217;ambiente.</p>



<p>&#8220;Ci auguriamo che questa inaugurazione non rappresenti un punto di arrivo, ma l&#8217;inizio di un impegno comune per custodire questi spazi e migliorare ogni giorno il rispetto del territorio&#8221;, hanno concluso il sindaco e l&#8217;Amministrazione comunale. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Educazione ambientale nelle scuole: in un anno Plastic free ha coinvolto 23mila studenti campani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/educazione-ambientale-nelle-scuole-in-un-anno-plastic-free-ha-coinvolto-23mila-studenti-campani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ambientale nelle scuole]]></category>
		<category><![CDATA[plastic free]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253174</guid>

					<description><![CDATA[Sono&#160;23.411 gli studenti coinvolti in Campania&#160;in attività di educazione ambientale durante&#160;l’anno scolastico 2025-2026 appena concluso. Dalle scuole dell’infanzia alle primarie, dalle secondarie di primo e secondo grado fino alle università,&#160;sono [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono&nbsp;<strong>23.411 gli studenti coinvolti in Campania</strong>&nbsp;in attività di educazione ambientale durante&nbsp;<strong>l’anno scolastico 2025-2026 appena concluso</strong>. Dalle scuole dell’infanzia alle primarie, dalle secondarie di primo e secondo grado fino alle università,&nbsp;<strong>sono stati realizzati 91 appuntamenti dedicati all’inquinamento da plastica</strong>, alla corretta gestione dei rifiuti e alle conseguenze dei comportamenti quotidiani sugli ecosistemi e sulla salute.</p>



<p><strong>Il dato campano è il più alto registrato a livello nazionale</strong>&nbsp;e si inserisce nel bilancio delle iniziative realizzate da&nbsp;<strong>Plastic Free Onlus</strong>, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che nell’anno scolastico appena concluso ha&nbsp;<strong>coinvolto 78.682 studenti in Italia attraverso 915 appuntamenti in 18 regioni</strong>. Un percorso reso possibile dalla rete dei referenti territoriali e dalla collaborazione di dirigenti scolastici, docenti ed educatori, che&nbsp;<strong>proseguirà nei prossimi mesi attraverso incontri e attività nei centri estivi.</strong></p>



<p>Gli incontri&nbsp;<strong>vengono modulati in base all’età degli studenti</strong>&nbsp;e alternano spiegazioni, immagini, video, giochi e quiz a momenti di confronto. Ai più piccoli i temi ambientali vengono presentati attraverso un linguaggio semplice e attività ludiche, mentre con gli studenti più grandi vengono approfonditi il&nbsp;<strong>ciclo di vita della plastica, la dispersione dei rifiuti, le microplastiche</strong>, il&nbsp;<strong>consumo consapevole</strong>&nbsp;e le possibili alternative ai prodotti usa e getta.</p>



<p>Durante numerosi appuntamenti&nbsp;<strong>vengono mostrati anche oggetti realmente recuperati nel corso delle raccolte ambientali</strong>. I rifiuti rinvenuti sulle spiagge, lungo i fiumi, nei parchi e nelle aree urbane diventano così strumenti educativi capaci di mostrare concretamente la persistenza della plastica nell’ambiente e i danni che può provocare agli animali, agli ecosistemi e alla salute umana.</p>



<p>Le attività non si limitano a fornire informazioni, ma invitano bambini e ragazzi a riconoscere&nbsp;<strong>l’impatto delle proprie abitudini</strong>: dalla scelta della borraccia al posto delle bottiglie monouso alla riduzione degli imballaggi, dalla raccolta differenziata al corretto conferimento dei piccoli rifiuti. In alcuni casi,&nbsp;<strong>agli incontri in aula seguono passeggiate ecologiche e raccolte sul territorio, a partire dalle aree adiacenti alle scuole</strong>. Un modo per trasformare quanto appreso in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva.</p>



<p><em>“Il risultato raggiunto in Campania dimostra quanto sia forte il bisogno di educazione ambientale e quanto le scuole siano luoghi fondamentali per costruire consapevolezza –&nbsp;</em><strong>dichiara Silvana Cantone, referente regionale Campania di Plastic Free Onlus</strong><em>&nbsp;–. Coinvolgere 23.411 studenti in un solo anno scolastico significa parlare non solo ai bambini e ai ragazzi, ma anche alle famiglie e alle comunità in cui vivono. Ogni incontro è un’occasione per far capire che la tutela dell’ambiente non è un concetto astratto, ma passa da scelte quotidiane, responsabilità individuale e amore per il proprio territorio”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fonderie Pisano, avanti il piano di riconversione green: presentato il progetto per due nuovi forni elettrici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fonderie-pisano-avanti-il-piano-di-riconversione-green-presentato-il-progetto-per-due-nuovi-forni-elettrici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[fonderie pisano]]></category>
		<category><![CDATA[fratte]]></category>
		<category><![CDATA[riconversione green]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253004</guid>

					<description><![CDATA[Prosegue il percorso di riconversione green dello stabilimento Fonderie Pisano di Fratte. La proprietà dell&#8217;azienda ha presentato allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Salerno la Scia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prosegue il percorso di riconversione green dello stabilimento Fonderie Pisano di Fratte. La proprietà dell&#8217;azienda ha presentato allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Salerno la Scia edilizia e la documentazione progettuale per la realizzazione di due nuovi forni elettrici destinati a sostituire gli attuali impianti alimentati a carbone.</p>



<p>L&#8217;intervento rappresenta il fulcro del progetto di trasformazione tecnologica dello stabilimento, già depositato lo scorso 22 giugno alla Regione Campania. Il piano prevede la completa decarbonizzazione del ciclo produttivo attraverso l&#8217;installazione di moderni forni elettrici TRIAL ad alta efficienza energetica.</p>



<p>Nel dettaglio, il progetto prevede lo smantellamento degli attuali forni a carbone con la definitiva dismissione dei cubilotti e l&#8217;installazione di un impianto elettrico a induzione a media frequenza composto da tre forni: uno già esistente e autorizzato e due nuovi. Tutti gli impianti saranno collocati all&#8217;interno di alcuni vani industriali dello stabilimento. Secondo l&#8217;azienda, il nuovo sistema consentirà una significativa riduzione dell&#8217;impatto ambientale, con livelli di emissione fino a dieci volte inferiori rispetto a quelli attuali.</p>



<p>La proprietà sollecita inoltre l&#8217;esame del progetto da parte della Conferenza dei Servizi. Il piano di decarbonizzazione, depositato il 22 giugno, è stato presentato in attuazione dell&#8217;ordinanza n. 1870/2026 del Consiglio di Stato per superare le criticità evidenziate dalla Regione Campania in relazione alle BAT (Best Available Techniques), le migliori tecniche disponibili per garantire un elevato livello di tutela ambientale, criticità che hanno determinato l&#8217;interruzione dell&#8217;attività produttiva.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di riprendere la produzione per salvaguardare i livelli occupazionali e preservare il patrimonio industriale dell&#8217;azienda, specializzata nella produzione di manufatti in ghisa destinati a commesse provenienti dall&#8217;Italia e dall&#8217;estero, compresi Dubai e gli Stati Uniti. La ripartenza, secondo la proprietà, rappresenta inoltre un passaggio fondamentale per poter realizzare il progetto di delocalizzazione dello stabilimento di Fratte, attraverso la creazione di un sito produttivo completamente green, conforme alla normativa europea e in grado di coniugare sviluppo, tutela dell&#8217;ambiente e salute.</p>



<p>«<em>Chiediamo alla Regione Campania di convocare al più presto la Conferenza dei Servizi. Siamo impegnati in un processo di riconversione della nostra azienda per dimostrare che diritto alla salute e diritto al lavoro possono viaggiare insieme. Con questo obiettivo abbiamo presentato un progetto che prevede la decarbonizzazione dello stabilimento di Fratte e la conversione all&#8217;elettrico. La priorità è la ripresa della produzione perché solo così, dimostrando di avere un&#8217;azienda pienamente operativa e con un ridotto impatto ambientale, possiamo realizzare il progetto finale della delocalizzazione dello stabilimento di Fratte</em>», afferma l&#8217;amministratore delegato delle Fonderie Pisano, Ciro Pisano.</p>



<p>L&#8217;azienda rende noto, infine, di aver analizzato i dati della centralina Arpac installata in prossimità dell&#8217;area industriale di Fratte, consultabili sul sito dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania. Secondo quanto riportato, nei mesi di aprile e maggio 2026, periodo in cui la fonderia era ferma, le concentrazioni medie di PM10 e PM2,5 sono risultate superiori rispetto a quelle registrate negli stessi mesi del 2025, quando lo stabilimento era regolarmente in attività.</p>



<p>Per l&#8217;azienda, la sospensione della produzione non è stata accompagnata da un cambiamento significativo e immediatamente percepibile nei dati rilevati dalla centralina. Pur non escludendo il contributo emissivo delle attività industriali presenti nell&#8217;area, la proprietà sostiene che i dati ufficiali non consentano di attribuire a una singola fonte la responsabilità prevalente dell&#8217;andamento degli inquinanti monitorati.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Edifici sempre più “verdi”: perché case, uffici e cantieri cercano il bollino della sostenibilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/edifici-sempre-piu-verdi-perche-case-uffici-e-cantieri-cercano-il-bollino-della-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[edifici green]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252920</guid>

					<description><![CDATA[Per anni parlare di “edificio green” ha significato soprattutto parlare di consumi energetici: bollette più basse, cappotti termici, pannelli solari, classi energetiche migliori. Oggi, però, l’asticella si sta alzando. Case, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni parlare di “edificio green” ha significato soprattutto parlare di consumi energetici: bollette più basse, cappotti termici, pannelli solari, classi energetiche migliori. Oggi, però, l’asticella si sta alzando.</p>



<p>Case, uffici, hotel, scuole, stabilimenti produttivi e cantieri vengono valutati sempre più spesso anche per la qualità dei materiali utilizzati, le emissioni generate lungo il ciclo di vita, la salubrità degli ambienti interni, la gestione dell’acqua, il comfort degli occupanti, la tracciabilità dei prodotti e la capacità di dimostrare con dati oggettivi le proprie prestazioni ambientali.</p>



<p>È in questo scenario che&nbsp;<strong>cresce l’interesse per le certificazioni di sostenibilità degli edifici, come&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzzGOgzAQheHT2CWaGYzBhYttfI3IMBMykoHIJily-hUrrVI_6dP7OeI0gYiViOPkgMghWtmyllt7CutHj10iuJ5mGPrAxsHWVk_dJqyZuUprnZ72Edm7gDSFBXmhHhHlzpy9B48YMmSrkYA8jOggOD9g58iHPABnuo8O5v6ymWt3lPLaLrTEx3k-m-l_DCVD6X8wlJrUt37UUJpfWlj3tRlKRYQNJVtjFc5_342DVY-65yIsZdEi-3lc-DfvphxpGkII9oz2Hek3AAD__0KnVqM" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LEED</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz82KwzAMBOCnsY9BVpQfH3zYS16jqCslFThJsd0e-vRLFpa9DQx8zEgK8wyqXlOYZgJECsHrzpZv9aliHzsPTUA93mHooziCvW4jdruKsUjRWjtr_pEiKq_KExJzBJ5pJaV-iizCNJB6Swg4whQIIo1D6AjHyAMI4zoR3PvLFindmfNrv9CcHq09q-u_HC4Ol7_C4VK1vO1jDpf7y7LYsdUrF1XeHS6-pKLCv-sdwWZnOTiraP62rEc7L_7_4M0k4TzEGH1L_p3wJwAA__-ZNVhI" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>BREEAM</strong></a><strong>&nbsp;e&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz8GKwyAQxvGn0WMYRxPjwcNefI1iOpN0wCRFbRf69EsWlj1_8OP7UzTzDMyao_GzA0RnjOY9S7m1J5N85Dw4grO4wGgDKQd72yYcdibJRJVbG6TrR0Racs4w3Zc7hHX1ZCyHYK3h4A161hIRcAJvHAQ3jWZwOIU8AmVcvYPFXjZRHc5SXvuFlvjo_dmU_VKYFKa_QWFqXN_yEYVpeUkhObamMH1zKQqTrrEy5d_vysEmZz1yYeJyl8JHPy_8P-8mFHEeQwi6R_2O-BMAAP__yKZXWw" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>WELL</strong></a>, e per strumenti tecnici come LCA, EPD e mappature dei materiali. Non si tratta più solo di ottenere un “bollino” da esibire, ma di costruire un sistema di informazioni verificabili, utile a committenti, progettisti, imprese, investitori e produttori di materiali.</p>



<p>“Il settore delle costruzioni sta vivendo un cambio di prospettiva”, spiega&nbsp;<strong>Davide Treghini, Co-Founder di Ollum</strong>, società di consulenza ESG. “La sostenibilità di un edificio non si misura più solo guardando ai consumi in fase d’uso. Conta sempre di più l’intero ciclo di vita: da come vengono scelti i materiali a come viene progettato il cantiere, fino alla gestione dell’edificio nel tempo”.</p>



<p><strong>Cosa rende davvero sostenibile un edificio</strong></p>



<p>La sostenibilità degli edifici è diventata un tema più ampio e misurabile. La classe energetica resta importante, ma non basta più da sola a raccontare la qualità ambientale di un immobile.</p>



<p>Oggi un edificio viene valutato anche per le emissioni incorporate nei materiali, la provenienza dei prodotti da costruzione, la presenza di dichiarazioni ambientali verificate, la qualità dell’aria interna, l’efficienza idrica, la resilienza climatica e la capacità di ridurre gli impatti lungo tutto il ciclo di vita.</p>



<p>Per questo cresce l’attenzione verso strumenti che permettono di misurare la&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz71u7CAQxfGnge5aw_CxpqC4jV9jBcx4dyRsVoakyNNHGylKfaSfzp-SWVdg1pzMbXWA6IzRfGRp9_Fiki_pJydwFgt4G0k5OMYj4HIwSSa6eIxFpn4m7_cdSq1cvAu2RqglehvYWMyluFVLQsAAN-MguuDN4jDE7IEy7jcHxb5tomvprX0cb7Sl55yvoex_hZvC7XdQuJXWHwq30cfkU4o0mfkfk-xSReGmr3Qx5Z_3ysFD-nXmxsStSuNz9jf_F3gXSrj6GKOeSX8m_A4AAP__gaZYUQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sostenibilità degli edifici</strong></a>&nbsp;in modo più completo. L’obiettivo non è solo progettare edifici meno energivori, ma dimostrare in modo trasparente le prestazioni ambientali dell’intero progetto.</p>



<p>In questa direzione si muovono anche le principali certificazioni internazionali.&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj0FurDAQRE9j7wa1G9vgRS_-hmuMDN0wLRkYGf8scvqIRFG29aRXVUxuHEHECrlh9IDonbOyZy3P6y2sn3oeQuB7nCH0iY2H_doidruwZuYq19Vpsy8aXcYFlxVTDGHlxCmKhCH67CIGTlYJASMMzkPyMbjOY0w5AGdcBw9zf7uZa3eW8n-_pYVerb0v0_8zOBmcfoHBaS7nZnBapDZddcnfOx9FhB_Cd6IGJ1upCv8w42HTsx65CEtZtMjRzrvk7-ZTmXAMKSXbyH4QfgUAAP__P_5Z-Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La certificazione LEED</strong></a><strong>, ad esempio</strong>,&nbsp;<strong>valuta diversi aspetti della sostenibilità edilizia</strong>: energia, materiali, qualità ambientale interna, acqua, sito, innovazione e gestione del progetto. Come spiega&nbsp;<strong>USGBC</strong>, il&nbsp;<em>U.S. Green Building Council</em>, l’organizzazione che ha sviluppato il sistema di certificazione LEED, con LEED v5 già disponibile e la progressiva transizione dalle versioni precedenti, il mercato conferma una direzione chiara: più attenzione a decarbonizzazione, salute, resilienza e performance misurabili.</p>



<p><strong>Edifici certificati, in Italia quasi il 30% in più in un anno</strong></p>



<p>Il fenomeno è confermato anche dai numeri. Secondo i dati diffusi da USGBC/GBCI, nel 2024 l’Italia ha certificato&nbsp;<strong>174 progetti LEED</strong>, per oltre&nbsp;<strong>2,1 milioni di metri quadrati</strong>, entrando all’ottavo posto nella classifica mondiale dei Paesi e delle regioni più attivi su LEED al di fuori degli Stati Uniti. Nel 2023 i progetti certificati erano 135: in un solo anno, quindi, il numero di certificazioni è cresciuto di circa&nbsp;<strong>il 29%</strong>. Un segnale che mostra come la sostenibilità degli edifici stia diventando sempre più un criterio competitivo, non solo ambientale.</p>



<p><strong>La spinta europea: EPBD e CPR cambiano il contesto</strong></p>



<p>La crescita dell’interesse per gli edifici sostenibili non nasce solo da una maggiore sensibilità ambientale. Arriva anche da un&nbsp;<strong>quadro normativo europeo sempre più orientato</strong>&nbsp;a misurare e ridurre gli impatti del settore costruzioni.</p>



<p><strong>La nuova&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz8GOrCAQheGngZ0GylJgweJufI0OWNV2Jagd4PZinn7iJJNZn-Q_-Sha7w2z5midRwOA1mo-kpRHezPJl1wnR4MTZDNPgRSao-0LjAeTJKLKrY3S9SuS90B-Q5fzBIzebcvMaNnR7JbJPbVEMLAYZ9EEXGY7IiwhzYYSPB2aPN1tojpepfw_7miJr97fTU3_FKwK1t9BwZrLtStYSSr3Lp80bKnxsFfmc-B3pkE-g_RUJClYdY2VKf1YFJpdrnqmwsRlk8Jnv-6zP-5DKIKfQwi6R_2J8B0AAP__FzVctQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici</strong></a>, conosciuta come EPBD o “Direttiva Case Green”,&nbsp;<strong>punta a migliorare le prestazioni del patrimonio edilizio</strong>&nbsp;e ad accompagnare il settore verso edifici a emissioni zero. Ma il cambiamento non riguarda solo l’energia consumata durante l’uso dell’edificio: cresce anche l’attenzione verso le emissioni generate prima, durante e dopo la vita utile dell’immobile.</p>



<p>In parallelo,&nbsp;<strong>il&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzzFurjAQBODT2N1D6_WCcbHFa7jGL8Mu_JYMRoakyOkjIkWpZ_RpRtiNI6haZRdGAkRyzuqecnldp0r-yvVQBvI4Q--jGIL92gbsdpWcRJpeV5dv-2Zxya89yjIE8i4gJYiyOpUVg1v8bDMj4ADBEUQaetcRDjH1IAnXQDD7xxZpXS3lY3_Qwu_7Pi_j_xucDE6_gcFpLnUzODXdakm7Hnf9t5zN4GQbN5X0s9sQbLm2IxUVLUsuT--B_669sjCOfYzR3mw_Gb8DAAD__zI1VbY" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione</strong></a><strong>&nbsp;introduce un’evoluzione importante</strong>&nbsp;anche per i produttori di materiali e componenti edilizi. Il CPR rafforza il ruolo delle informazioni tecniche e ambientali sui prodotti, con un percorso che porterà a dichiarazioni più complete, maggiore tracciabilità e sviluppo del passaporto digitale per i prodotti da costruzione.</p>



<p>Questo significa che progettisti e imprese avranno sempre più bisogno di dati affidabili sui materiali che utilizzano. Allo stesso tempo, i produttori dovranno essere in grado di fornire documentazione chiara, verificabile e coerente con i requisiti richiesti dal mercato, dalle normative e dai protocolli di certificazione.</p>



<p><strong>Materiali, dati e certificazioni: la nuova competitività dell’edilizia</strong></p>



<p>La sostenibilità degli edifici si gioca sempre di più anche nella scelta dei materiali. Calcestruzzo, acciaio, laterizi, isolanti, serramenti, pavimenti, rivestimenti, arredi e componenti tecnici non vengono valutati solo per prezzo e prestazioni funzionali, ma anche per impatto ambientale, contenuto riciclato, durabilità, provenienza e documentazione disponibile.</p>



<p>In questo contesto, strum<strong>enti come le&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj7GOwyAQRL8GSmtZg80WFNf4NyLsXScr4TgCLkW-_uSTTte-kd7McHIxgoiV5OboAdE7Z-XIWm7tJawfPZ-SwI-4QhiJjYej3SccDmHNzFVaG7TbR9q3TCCr5EAUt30m73hixpUpOr8GqwkBJ5idB_JTcIPHiXIAzrjPHtbxcjPX4Szl-7ikJT16fzUzfhlcDC5_gcGlSX3rRw0um9Suu275mnoBebHBxdZUhX-hGA93PeszF2EpmxZ59vMq-L94U04YAxHZnuw74U8AAAD__2t7WTc" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Dichiarazioni Ambientali di Prodotto</strong></a><strong>&nbsp;diventano sempre più strategici</strong>. Una EPD consente infatti di comunicare in modo verificato gli impatti ambientali di un prodotto lungo il ciclo di vita e può supportare l’accesso a gare, CAM, protocolli di certificazione e richieste di filiera.</p>



<p>Anche per i committenti e gli studi di progettazione cresce il bisogno di un approccio strutturato. Percorsi di&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz0GOgzAMheHTJEvkGBPIwovZcI0qjF1qKUCV0C56-hEjjWb9pE_vFw7TBKpeOYwTASKF4HXLVm7tqWIfO3ZloB4XGPokjmBra8RuU7EsUrW1zk7_4CVSCjGp9DnDnUjyoioS04gqIpM3RsAIYyBIFIfQEcaUB5CM95Fg6S9bpHZHKa_tQgs_zvPZXP_lcHY4_w0O56b1bR9zOC8vK2L72hzOvnJVyb-nHcFqR91zUdHybUX387jU_66bCeM0pJT8yf7N-BMAAP__0pNVpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>certificazione green per edifici</strong></a><strong>&nbsp;</strong>permettono di impostare fin dalle prime fasi del progetto una strategia coerente: scelta del protocollo, analisi dei requisiti, raccolta documentale, coordinamento dei fornitori, verifica dei materiali e gestione delle evidenze tecniche.</p>



<p>“Molte aziende si avvicinano alle certificazioni perché ricevono una richiesta da un cliente, da un investitore o da una gara”, aggiunge Treghini. “Ma il valore vero nasce quando la certificazione diventa uno strumento di progettazione e non solo un adempimento finale. Se i dati vengono raccolti troppo tardi, il rischio è scoprire criticità quando il progetto è già avanzato”.</p>



<p>In un settore chiamato a ridurre consumi, emissioni e impatti ambientali,&nbsp;<strong>il bollino della sostenibilità non è più solo un simbolo</strong>. È sempre più spesso la parte visibile di un lavoro fatto di misurazioni, documenti, scelte progettuali e dati verificabili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Imprese: a Nocera Inferiore il laboratorio Metamorfosi dedicato alla sostenibilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/imprese-a-nocera-inferiore-il-laboratorio-metamorfosi-dedicato-alla-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252842</guid>

					<description><![CDATA[Un laboratorio dedicato all&#8217;ambiente, ma soprattutto un&#8217;occasione per mettere in relazione esperienze, imprese e buone pratiche che negli ultimi mesi hanno dato vita a una nuova comunità imprenditoriale orientata all&#8217;impatto. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un laboratorio dedicato all&#8217;ambiente, ma soprattutto un&#8217;occasione per mettere in relazione esperienze, imprese e buone pratiche che negli ultimi mesi hanno dato vita a una nuova comunità imprenditoriale orientata all&#8217;impatto.</p>



<p>Giovedì 16 luglio, dalle ore 9.30 alle 12.30, presso Villa Italia, in via Atzori a Nocera Inferiore, nell&#8217;ambito del Viaggio Danza Festival, il Laboratorio Campano Metamorfosi Lab 2030 incontrerà il Tour Nazionale Metamorfosi, dando vita a un appuntamento speciale che unisce il percorso laboratoriale dedicato alle imprese con il format itinerante nato per raccontare le migliori esperienze di sostenibilità agita in Italia.<br>L&#8217;iniziativa, promossa da Ci Vuole Marketing Società Benefit, rappresenta una tappa significativa del percorso avviato nei mesi scorsi con la Classe Fondativa 2026. Per la prima volta, infatti, le aziende che stanno costruendo insieme i Laboratori Metamorfosi si confronteranno con imprese che hanno preso parte alle precedenti tappe del Tour nazionale, in un dialogo aperto su ciò che, a distanza di un anno, è realmente cambiato nel modo di interpretare la sostenibilità, il beneficio comune e la responsabilità verso il territorio.</p>



<p>Accanto alle aziende della Classe Fondativa – Ci Vuole Marketing, Gruppo La California, Costruzioni Edil Metal, Logcenter e Ferrajoli Rent – saranno presenti imprenditori e organizzazioni provenienti dalle diverse tappe del Tour Metamorfosi, chiamati a condividere esperienze, risultati, criticità e nuove prospettive di crescita. Un confronto che punta a dimostrare come la sostenibilità diventi realmente efficace quando si trasforma in collaborazione tra imprese, contaminazione di competenze e costruzione di reti territoriali.</p>



<p>La sessione laboratoriale sarà dedicata al pilastro Environment (E) dei criteri ESG e accompagnerà le aziende nella definizione dei propri piani di impatto ambientale attraverso un percorso di progettazione collaborativa, supportato dal contributo di esperti e partner tecnici.</p>



<p>Ad accompagnare i lavori saranno Carmela Villani, CEO di Ci Vuole Marketing Società Benefit e ideatrice del progetto Metamorfosi Lab 2030, e Carmine Visone, Senior Sales Consultant di CRIBIS, partner del Laboratorio, che offrirà un contributo dedicato agli strumenti di analisi e alla misurazione delle performance ESG delle imprese.</p>



<p>Ad arricchire la mattinata saranno inoltre i camei tecnici di Federico Lo Presti, Massimiliano Mungiello, Antonella Capuano, e la docenza di Primo Barzoni, professionisti che porteranno esperienze, strumenti e casi concreti per supportare le imprese nella definizione dei propri percorsi di crescita sostenibile.<br>Nel corso della mattinata verranno conferite le nuove menzioni Brand for Benefit, il riconoscimento dedicato alle imprese che si distinguono per la capacità di coniugare crescita economica, responsabilità sociale e attenzione all&#8217;ambiente, diventando esempi virtuosi di sviluppo sostenibile per il territorio campano.</p>



<p>«Questo appuntamento rappresenta qualcosa di più della conclusione di un ciclo di laboratori. È la dimostrazione che quando le imprese decidono di confrontarsi, condividere competenze e costruire relazioni autentiche, la sostenibilità diventa un processo concreto e genera valore per tutti. In questi mesi abbiamo visto nascere connessioni, collaborazioni e nuove progettualità. È questo il risultato più importante di Metamorfosi: aver dato vita a una comunità di imprese che cresce insieme e che considera il beneficio comune una leva di sviluppo e non un semplice obiettivo da raccontare», dichiara Carmela Villani, dichiara Carmela Villani, ideatrice del progetto Metamorfosi 2030 – Scenari di Sostenibilità Agita e CEO di Ci Vuole Marketing Società Benefit.</p>



<p>L&#8217;incontro del 16 luglio conferma la vocazione del progetto Metamorfosi 2030 a diventare uno spazio permanente di confronto tra imprese, professionisti, università e stakeholder del territorio, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e contribuendo alla diffusione di una cultura d&#8217;impresa sempre più orientata alla sostenibilità, all&#8217;innovazione e al beneficio comune.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Differenziata di carta e cartone: nel 2025 in Campania raccolte oltre 243 mila tonnellate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/differenziata-di-carta-e-cartone-nel-2025-in-campania-raccolte-oltre-243-mila-tonnellate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 09:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[comieco]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata carta e cartone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252643</guid>

					<description><![CDATA[La raccolta differenziata di carta e cartone in Campania prosegue il suo percorso di crescita e nel 2025 ha raggiunto le 243.559 tonnellate, segnando un aumento del 2,8% rispetto al [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La raccolta differenziata di carta e cartone in Campania prosegue il suo percorso di crescita e nel 2025 ha raggiunto le <strong>243.559 tonnellate</strong>, segnando un aumento del <strong>2,8%</strong> rispetto al 2024. Una quantità che, se pressata, sarebbe sufficiente a riempire oltre <strong>23 volte</strong> la sala del Teatro San Carlo di Napoli. Il dato emerge dal <strong>31° Rapporto Annuale sulla raccolta e riciclo di carta e cartone in Italia</strong>, pubblicato da Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi Cellulosici, e presentato a Napoli presso la Sala Giunta del Comune.</p>



<p>«<em>La Campania conferma anche nel 2025 una crescita della raccolta differenziata di carta e cartone, contribuendo per quasi il 20% all’incremento registrato nel Sud e Isole e per oltre il 10% alla crescita nazionale. Il dato pro capite regionale, pari a <strong>43,7 kg per abitante</strong>, resta tuttavia inferiore alla media nazionale (<strong>67,5 kg/ab</strong>) e a quella dell’area Sud e Isole (<strong>52,5 kg/ab</strong>)</em>», dichiara <strong>Roberto Di Molfetta</strong>, Direttore Generale di Comieco. «<em>Si tratta di un territorio che presenta ancora ampi margini di sviluppo. Stimiamo infatti un potenziale di circa <strong>100.000 tonnellate annue</strong> di carta e cartone ancora intercettabili attraverso la raccolta differenziata. Un&#8217;opportunità che passa sia dall&#8217;incremento delle quantità raccolte sia dal miglioramento della qualità dei conferimenti</em>».</p>



<p>La riduzione delle frazioni estranee all’origine, che nel circuito famiglie si attesta intorno al <strong>12%</strong>, resta infatti un elemento centrale per aumentare l’efficienza del sistema, limitare le attività di selezione successive e migliorare i benefici economici e ambientali per i Comuni.</p>



<p>Comieco ha gestito nel 2025 l’avvio a riciclo di circa <strong>190.000 tonnellate</strong> di materiali cellulosici in Campania, pari a circa il <strong>78%</strong> della raccolta differenziata complessiva regionale. Ai <strong>467 Comuni convenzionati</strong> sono stati riconosciuti corrispettivi economici per un valore complessivo superiore a <strong>18,7 milioni di euro</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati per provincia</h3>



<p>Analizzando la resa delle province, il quadro territoriale mostra andamenti differenziati. La provincia di Napoli si conferma il principale bacino per quantità raccolte (<strong>55% del totale regionale</strong>), mentre Salerno registra il dato più dinamico, con una crescita di circa <strong>4.600 tonnellate (+10,6%)</strong> rispetto all’anno precedente.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Avellino:</strong> raccolte quasi <strong>13.000 tonnellate</strong> di carta e cartone, con un pro capite di <strong>32,3 kg/ab</strong>.</li>



<li><strong>Benevento:</strong> oltre <strong>8.500 tonnellate</strong> raccolte, con un pro capite di <strong>32,9 kg/ab</strong>.</li>



<li><strong>Caserta:</strong> oltre <strong>40.700 tonnellate</strong> totali di carta e cartone e un pro capite medio di <strong>44,9 kg/ab</strong>.</li>



<li><strong>Napoli:</strong> differenziate quasi <strong>134.000 tonnellate</strong>, con una media di <strong>45,3 kg/ab</strong>.</li>



<li><strong>Salerno:</strong> oltre <strong>47.600 tonnellate</strong> di carta e cartone raccolte, con un pro capite di <strong>45,1 kg/ab</strong>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rifiuti, Ascea punta all’80% di raccolta differenziata: rafforzati controlli e sanzioni contro gli abbandoni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rifiuti-ascea-punta-all80-di-raccolta-differenziata-rafforzati-controlli-e-sanzioni-contro-gli-abbandoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252475</guid>

					<description><![CDATA[Puntare a superare l’80% di raccolta differenziata e consolidare il ruolo di Ascea come comune virtuoso sul fronte della sostenibilità ambientale. È l’obiettivo dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Sansone, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Puntare a superare l’80% di raccolta differenziata e consolidare il ruolo di Ascea come comune virtuoso sul fronte della sostenibilità ambientale. È l’obiettivo dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Sansone, che annuncia un rafforzamento delle attività di gestione del ciclo dei rifiuti e dei controlli contro gli abbandoni indiscriminati.</p>



<p class="p1">Il percorso, sottolinea il Comune, parte da risultati già raggiunti: Ascea è salita sul podio di RiciclaEstate, il riconoscimento dedicato ai comuni costieri più virtuosi nella gestione dei rifiuti durante la stagione estiva. Un traguardo che, secondo l’Amministrazione, conferma l’efficacia delle azioni messe in campo e rappresenta un punto di partenza per migliorare ulteriormente le performance ambientali.</p>



<p class="p1">Negli ultimi mesi è stato potenziato il servizio di raccolta attraverso un incremento dei passaggi dei mezzi dedicati allo svuotamento delle postazioni e un miglioramento del decoro delle aree di conferimento. Parallelamente sono stati intensificati i controlli della Polizia Locale sul corretto conferimento dei rifiuti e sul contrasto all’abbandono.</p>



<p class="p1">Un ruolo centrale è svolto dal sistema comunale di videosorveglianza, che ha già consentito di individuare alcuni responsabili di illeciti ambientali. Gli accertamenti hanno portato all’emissione di sanzioni amministrative da 1.000 euro, oltre al fermo amministrativo dei veicoli utilizzati per l’abbandono dei rifiuti.</p>



<p class="p1">I mezzi ripresi dalle telecamere vengono identificati attraverso il portale della videosorveglianza comunale. Nei prossimi mesi le sanzioni saranno notificate ai proprietari presso le rispettive residenze e la Polizia Locale procederà al ritiro della carta di circolazione per l’esecuzione del provvedimento di fermo amministrativo.</p>



<p class="p1">L’attività di vigilanza sarà ulteriormente ampliata con un servizio di monitoraggio svolto da personale in abiti civili, operativo su tutto il territorio comunale e con particolare attenzione alle aree di raccolta. L’obiettivo è contrastare anche gli abbandoni effettuati senza l’utilizzo di veicoli.</p>



<p class="p1">«L’impegno dell’Amministrazione comunale e di tutti gli operatori del settore ambiente sarà serrato e costante per tutta l’estate 2026. Puntiamo a migliorare ulteriormente i risultati raggiunti e a coinvolgere cittadini, residenti e visitatori in un percorso di responsabilità condivisa. Ascea si candida a diventare un modello di gestione dei rifiuti e di green economy, nel rispetto del territorio e della straordinaria bellezza del nostro patrimonio ambientale», dichiara il Sindaco Stefano Sansone.</p>



<p class="p1">L’Amministrazione comunale rinnova infine l’appello ai cittadini affinché rispettino le regole della raccolta differenziata e conferiscano correttamente i rifiuti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via Be the change: il Cilento si mobilita dal basso contro i cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/al-via-be-the-change-il-cilento-si-mobilita-dal-basso-contro-i-cambiamenti-climatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 08:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[be the change]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252405</guid>

					<description><![CDATA[Creare dal basso un vero e proprio movimento di persone pronte a farsi carico della tutela del territorio e a promuovere modelli di produzione e consumo sostenibili: è la sfida [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Creare dal basso un vero e proprio movimento di persone pronte a farsi carico della tutela del territorio e a promuovere modelli di produzione e consumo sostenibili: è la sfida lanciata da Be The Change, un progetto che elegge il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni come ambito prediletto di azione ambientale condivisa. L&#8217;obiettivo è contrastare i cambiamenti climatici che stanno colpendo le eccellenze agricole cilentane e il delicato ecosistema terrestre e marino dell’intera area protetta.</p>



<p>L’iniziativa, guidata dal Circolo Legambiente “Ancel Keys” Torchiara-Alto Cilento in partnership con il Circolo Legambiente Cilento Mediterraneo, Associazione Pro Loco Pioppi APS ed Idee in Comune APS, è finanziata dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali.</p>



<p>“BE THE CHANGE” punta a creare e promuovere una community attiva, che operi in maniera stabile sul territorio cilentano come spazio di iniziativa e sensibilizzazione, al fine di conseguire risultati tangibili di sostenibilità e tutela ambientale.</p>



<p>Il percorso alternerà seminari scientifici a esperienze pratiche sul campo: dalla pulizia di spiagge e sentieri alla piantumazione di alberi, fino a visite guidate in aziende locali per riscoprire il valore della filiera corta e l&#8217;impronta ecologica delle nostre scelte alimentari. Nella fase finale, i partecipanti verranno coinvolti nell’organizzazione di mercatini del baratto e dell’usato, laboratori di riciclo creativo e la festa conclusiva del progetto.</p>



<p>I partecipanti saranno mobilitati attraverso una chiamata civica che li vedrà, al contempo, costruttori e promotori di cambiamento.&nbsp; La prospettiva non è coinvolgere chi è già un ecologista convinto, bensì intercettare proprio i cittadini, i giovani e gli anziani che si sentono più distanti o scettici rispetto alle tematiche ambientali, offrendo loro l&#8217;opportunità di vivere weekend e giornate a impatto zero. In particolare, sarà promossa un&#8217;indagine, attraverso i social media, nelle scuole e alla cittadinanza, in collaborazione con i Comuni, al fine di favorire un&#8217;ampia partecipazione. I partecipanti diventeranno a tutti gli effetti delle &#8220;Sentinelle dell&#8217;Ambiente&#8221;, contribuendo al monitoraggio dell&#8217;ecosistema e stimolando le amministrazioni locali ad adottare azioni concrete per la tutela del territorio.</p>



<p>“<em>Troppo spesso i cittadini si sentono impotenti di fronte ai cambiamenti climatici, pensando che le proprie abitudini quotidiane non abbiano alcun peso</em> – dichiarano i promotori del progetto – <em>Noi vogliamo dimostrare l’esatto contrario. Questo progetto introduce un modello di innovazione sociale che parte dal basso: vogliamo trasformare la preoccupazione in azione, offrendo esperienze reali e coinvolgenti. Riunire giovani, adulti e anziani attorno alla terra, al mare e alla nostra Dieta Mediterranea – intesa come vero e proprio stile di vita amico del pianeta – è l&#8217;unica via per innescare un cambiamento culturale permanente e proteggere il futuro del nostro straordinario territorio</em>”.</p>



<p>Gli appuntamenti saranno articolati in tre momenti formativi seminari residenziali che partiranno il 21,22 e 23 luglio con il primo focus dal titolo &#8220;La ricchezza della Risorsa Idrica&#8221; che si terrà tra Pioppi (Pollica) e San Mauro Cilento, per poi proseguire il 2,3 e 4 settembre con ulteriori attività formative dal titolo “La ricchezza della Terra” che si terrà presso l’azienda agricola “La Petrosa” di Ceraso. A Rofrano, dall’11 al 13 settembre, si terrà il terzo appuntamento dal titolo “La Dieta Mediterranea come modello sostenibile per l’ambiente”. </p>



<p>Il questionario si può compilare al seguente link: <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf4Tlyv4oEF6GR8f2_CIw79qx7EZ3VENCHcRnf1wmrfKh2-vw/viewform?usp=publish-editor">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf4Tlyv4oEF6GR8f2_CIw79qx7EZ3VENCHcRnf1wmrfKh2-vw/viewform?usp=publish-editor</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Transizione sostenibile, il manager campano Antonio Schioppi: «Premialità nel credito e incentivi fiscali per imprese più competitive»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/transizione-sostenibile-il-manager-campano-antonio-schioppi-premialita-nel-credito-e-incentivi-fiscali-per-imprese-piu-competitive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 14:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Schioppi]]></category>
		<category><![CDATA[transizione sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252345</guid>

					<description><![CDATA[Meccanismi premiali più trasparenti nell’accesso al credito e strumenti fiscali mirati possono orientare i capitali verso la transizione sostenibile, contribuendo a superare una visione della sostenibilità come mero adempimento di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Meccanismi premiali più trasparenti nell’accesso al credito e strumenti fiscali mirati possono orientare i capitali verso la transizione sostenibile, contribuendo a superare una visione della sostenibilità come mero adempimento di compliance. E valorizzandola come leva strategica di competitività per le imprese</p>



<p>La sostenibilità è ormai entrata nel linguaggio ordinario di imprese, banche e istituzioni. Ma il passaggio decisivo, oggi, non è più soltanto misurare e rendicontare gli impatti ambientali, sociali e di governance. La vera sfida è rendere misurabile e riconoscibile, anche sul piano economico-finanziario, il contributo delle imprese e degli investitori alla transizione del Paese.</p>



<p>È su questo terreno che si colloca la proposta di Antonio Schioppi, professionista napoletano esperto di sostenibilità e finanza: rendere più chiari i meccanismi premiali collegati al credito bancario e introdurre strumenti fiscali capaci di orientare capitale privato verso investimenti misurabili, verificabili e coerenti con gli obiettivi di transizione sostenibile.</p>



<p>«La transizione non si accelera chiedendo alle imprese di produrre più dati, ma dando valore alle informazioni giuste. Servono premialità comprensibili, strumenti fiscali mirati e capitali orientati verso imprese e investimenti che contribuiscono in modo misurabile e comparabile alla crescita sostenibile e alla competitività del Paese», spiega Schioppi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Premialità più chiare nel rapporto tra imprese e banche</h2>



<p>Secondo Schioppi, molte banche tengono già conto, in forme diverse, dei fattori ESG. Alcuni istituti hanno sviluppato prodotti dedicati, linee di finanziamento collegate a obiettivi ambientali o strumenti che valorizzano specifici percorsi di sostenibilità.</p>



<p>Il problema, però, resta la chiarezza. Dal punto di vista dell’impresa, spesso non è evidente quali indicatori vengano considerati, quale peso abbiano nella valutazione, quanto incidano sul profilo di rischio, sul pricing del credito, sulle condizioni economiche del finanziamento e se la premialità riconosciuta sia stabile, comparabile e verificabile.</p>



<p>«Per questo, la sostenibilità non dovrebbe essere percepita come un ulteriore onere di compliance, ma come un percorso capace di generare valore, rafforzare la resilienza dell’impresa e migliorarne la competitività. Se un’impresa investe in efficienza energetica, sicurezza sul lavoro, qualità della governance, riduzione dei rischi ambientali e miglioramento dei propri processi, questo impegno dovrebbe poter essere valorizzato anche nel rapporto con il sistema finanziario», continua Schioppi.</p>



<p>In questa prospettiva, un ruolo importante può essere svolto dal Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche, che può contribuire a standardizzare il dialogo informativo tra PMI e sistema bancario, riducendo la frammentazione delle richieste ESG e favorendo un set di indicatori essenziali, proporzionati, comparabili e verificabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Regime fiscale incentivante per gli strumenti obbligazionari destinati alla transizione sostenibile</h2>



<p>La seconda direttrice della proposta prevede l’introduzione di misure fiscali premiali sui rendimenti e sulle plusvalenze derivanti da strumenti obbligazionari emessi dalle aziende per sostenere investimenti legati alla transizione sostenibile, tra cui green bond e blue bond..</p>



<p>I BTP Green rappresentano già un riferimento importante, perché consentono di finanziare spese pubbliche con impatto ambientale positivo. Ma il perimetro, secondo Schioppi, potrebbe essere più ampio.</p>



<p>«Qui l’obiettivo non è riconoscere benefici fiscali a qualunque prodotto presentato come sostenibile, ma premiare strumenti capaci di dimostrare in modo chiaro la destinazione dei proventi, l’allineamento a standard riconosciuti, la tracciabilità delle risorse impiegate, l’allocation reporting, l’impact reporting e la coerenza con gli obiettivi di transizione del Paese e dell’Unione europea».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una politica industriale più moderna</h2>



<p>Meccanismi premiali nel credito e un regime fiscale incentivante possono diventare due leve complementari: la prima per rendere più conveniente per le imprese investire in sostenibilità, la seconda per orientare capitali privati verso progetti coerenti con gli obiettivi di transizione.</p>



<p>La sostenibilità deve entrare nella grammatica ordinaria della politica economica. Non può restare confinata nei questionari, nei report o nelle istruttorie bancarie, ma deve diventare un criterio operativo per migliorare l’allocazione del capitale, orientare il credito, indirizzare la fiscalità e premiare gli investimenti che riducono i rischi di transizione e rafforzano la competitività del sistema produttivo.</p>



<p>«La vera sfida non è costruire un sistema più complesso, ma un sistema più intelligente: poche informazioni rilevanti, indicatori chiari, premialità comprensibili e capitale orientato verso imprese e progetti che contribuiscono davvero alla transizione», conclude.</p>



<p><strong>Chi è Antonio Schioppi:</strong> nato a Napoli, è Manager del team Climate Change and Sustainability Services di EY, dove si occupa di tematiche ESG, sostenibilità, rendicontazione e strategie per la transizione ecosostenibile. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nell’ambito della sostenibilità e della finanza responsabile, ricoprendo il ruolo di ESG Strategy &amp; Reporting Specialist presso il Gruppo BCC Iccrea. È inoltre membro dell’Environmental, Social and Corporate Governance (ESG) Working Group dell’ICFOA, organismo internazionale dedicato alla promozione del dibattito e dello sviluppo di strategie in materia di responsabilità ambientale, sociale e governance aziendale. Autore di numerose pubblicazioni sul tema della sostenibilità, ha pubblicato nel 2022 un primo volume dedicato alla finanza sostenibile, seguito nel 2023 da una seconda opera in lingua inglese. Nel 2024 ha dato alle stampe il suo lavoro più recente, “Rendicontazione delle informative e strategie per la transizione ecosostenibile: il ruolo della Tassonomia ESG”, dedicato all’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità e al ruolo della Tassonomia europea nei processi di transizione delle imprese.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rifiuti: Europa Verde denuncia discarica abusiva lungo la strada Sapri-Lagonegro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rifiuti-europa-verde-denuncia-discarica-abusiva-lungo-la-strada-sapri-lagonegro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti sapri lagonegro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252213</guid>

					<description><![CDATA[Cumuli di rifiuti abbandonati da diversi giorni lungo la strada che collega Sapri a Lagonegro, a pochi metri dalla località Timpone. A denunciare la situazione è Europa Verde Sapri, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cumuli di rifiuti abbandonati da diversi giorni lungo la strada che collega Sapri a Lagonegro, a pochi metri dalla località Timpone. A denunciare la situazione è Europa Verde Sapri, che chiede un intervento immediato per la rimozione dei sacchi di spazzatura e un rafforzamento dei controlli sul territorio.</p>



<p>«È inaccettabile assistere all&#8217;ennesima dimostrazione di inciviltà, arroganza e totale mancanza di rispetto nei confronti dell&#8217;ambiente e della collettività», afferma Carlo Vita, referente di Europa Verde Sapri e componente dell&#8217;esecutivo provinciale del movimento. «Questi comportamenti deturpano il paesaggio, impoveriscono il patrimonio naturale e rappresentano una concreta minaccia per l&#8217;ecosistema. È necessario intervenire con decisione affinché simili episodi cessino definitivamente».</p>



<p>Europa Verde sollecita il Comune di Sapri e gli enti competenti a provvedere quanto prima alla rimozione dei rifiuti, evidenziando il rischio che possano disperdersi nell&#8217;ambiente aggravando il danno.</p>



<p>Vita, insieme ad Anna Cione, coportavoce provinciale di Europa Verde Salerno, chiede inoltre di intensificare le attività di vigilanza per contrastare il fenomeno dell&#8217;abbandono illecito dei rifiuti, con l&#8217;applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente nei confronti dei responsabili, comprese, nei casi previsti dalla legge, le eventuali misure accessorie.</p>



<p>«La tutela dell&#8217;ambiente è una responsabilità di tutti – concludono Vita e Cione –. Difendere il nostro territorio significa garantire qualità della vita ai cittadini e consegnare alle future generazioni un patrimonio naturale integro e rispettato. Su questi episodi non può esserci alcuna tolleranza».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castellabate, torna il Festival del mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-torna-il-festival-del-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[festival del mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252203</guid>

					<description><![CDATA[Castellabate si prepara a vivere uno degli appuntamenti più significativi della sua estate con la terza edizione del Festival del Mare, la manifestazione che celebra il conseguimento della 28ª Bandiera [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Castellabate si prepara a vivere uno degli appuntamenti più significativi della sua estate con la terza edizione del Festival del Mare, la manifestazione che celebra il conseguimento della 28ª Bandiera Blu, simbolo di un impegno costante nella tutela dell&#8217;ambiente, nella qualità delle acque, nei servizi e nella valorizzazione del territorio. </p>



<p>L&#8217;11 e il 12 luglio la frazione di Santa Maria si vestirà di blu con un ricco calendario di iniziative dedicate a cittadini e visitatori, tra gastronomia, musica, spettacoli itineranti e momenti istituzionali che metteranno al centro il mare. Il programma prenderà il via sabato 11 luglio sul Piazzale Punta dell&#8217;Inferno con una serata dedicata ai sapori della tradizione marinara, grazie alla degustazione di pesce azzurro curata dall&#8217;Associazione Punta dell&#8217;Inferno, accompagnata dai mercatini dell&#8217;Officina Creativa e dal concerto dei Dutty Beagle, che porteranno sul palco un coinvolgente mix di gipsy punk, rumba e ska. Sabato 12 luglio sarà invece la volta della Notte Blu, che animerà Corso Matarazzo e il Lungomare Perrotti con artisti di strada, musica dal vivo, spettacoli e animazione per grandi e piccoli, grazie alla collaborazione dell&#8217;Associazione Commercianti Castellabate. Il momento più atteso della serata sarà alle ore 22 in Piazza Lucia con la cerimonia ufficiale di consegna della 28ª Bandiera Blu, riconoscimento che da quasi tre decenni premia Castellabate per l&#8217;eccellenza ambientale e la qualità dell&#8217;accoglienza. Nel corso della manifestazione sarà inoltre protagonista un evento di particolare prestigio, ovvero l&#8217;annullo filatelico speciale dedicato all&#8217;Isola di Licosa, realizzato in collaborazione con Poste Italiane. A chiudere la serata sarà il concerto della tribute band dei Negramaro.</p>



<p>“La Bandiera Blu rappresenta molto più di un semplice riconoscimento. È il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge l&#8217;Amministrazione comunale, gli operatori turistici, le associazioni e tutti i cittadini. Il Festival del Mare nasce proprio con questo spirito, trasformare un importante traguardo in una festa della comunità, capace di coinvolgere e di promuovere la cultura del rispetto per il mare”, commenta il Sindaco di Castellabate, Marco Rizzo.</p>



<p>In questa terza edizione vogliamo confermarci dopo il successo di pubblico degli anni precedenti. È una manifestazione alla quale crediamo fortemente perché riesce a mettere insieme identità, intrattenimento e promozione del territorio. Anche quest&#8217;anno abbiamo costruito un programma pensato per tutte le età, con spettacoli, musica, gastronomia e iniziative culturali che renderanno il borgo marinaro ancora più vivo e accogliente”, conclude il Consigliere con delega allo Spettacolo, Clemente Migliorino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
