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	<title>Ambiente | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Jun 2026 09:30:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cambiamento climatico, dal Cilento parte la prima azione europea in mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cambiamento-climatico-dal-cilento-parte-la-prima-azione-europea-in-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[La lotta ai cambiamenti climatici passa anche dal mare e, per la prima volta in Europa, prende forma attraverso un’iniziativa che unisce istituzioni europee, associazionismo e tutela degli ecosistemi marini. [...]]]></description>
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<p>La lotta ai cambiamenti climatici passa anche dal mare e, per la prima volta in Europa, prende forma attraverso un’iniziativa che unisce istituzioni europee, associazionismo e tutela degli ecosistemi marini. È nel Cilento che nasce una nuova esperienza promossa nell’ambito del Patto Europeo per il Clima, il programma della Commissione Europea volto a coinvolgere cittadini, enti e comunità locali nella transizione ecologica.</p>



<p>Protagonisti del progetto sono l’Ambasciatore Europeo per il Patto per il Clima, <strong>Carlo Spista</strong>, e il Circolo velico federale <strong>Cilento a Vela</strong>, che hanno dato vita a un’azione climatica innovativa destinata a svolgersi interamente in mare. Un’iniziativa che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della biodiversità marina, della sostenibilità ambientale e della giustizia climatica, portando l’attenzione direttamente negli ambienti naturali che si intendono proteggere.</p>



<p>L’evento rappresenta una novità assoluta nel panorama europeo. Se finora gran parte delle attività legate al Patto per il Clima si sono sviluppate in contesti urbani, scolastici o istituzionali, questa volta il centro dell’azione diventa il mare, considerato uno degli ecosistemi più esposti agli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento.</p>



<p>Secondo gli organizzatori, il progetto vuole trasformare il Mediterraneo in un laboratorio di buone pratiche ambientali, coinvolgendo cittadini, sportivi, operatori del settore nautico e associazioni impegnate nella tutela del territorio. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della conservazione degli habitat marini e sul ruolo fondamentale che gli oceani svolgono nella regolazione del clima terrestre.</p>



<p>«Il mare non è soltanto un paesaggio da contemplare, ma rappresenta il polmone blu del nostro pianeta, un elemento essenziale per l’equilibrio climatico e per la salvaguardia della biodiversità», ha dichiarato l’Ambasciatore Europeo per il Clima Carlo Spista. «Attraverso questa iniziativa vogliamo dimostrare che la transizione ecologica richiede azioni concrete, capaci di coinvolgere direttamente le persone e i territori. Dal Cilento parte un messaggio che guarda all’Europa e al futuro delle prossime generazioni».</p>



<p>L’iniziativa assume anche un importante valore territoriale. Per il Circolo Cilento a Vela, infatti, la collaborazione con la rete europea del Patto per il Clima rappresenta un significativo riconoscimento del lavoro svolto negli anni nel campo della promozione ambientale e della cultura del mare.</p>



<p>L’evento contribuirà inoltre a valorizzare il Cilento come territorio sensibile alle tematiche della sostenibilità e della tutela ambientale, rafforzandone l’immagine a livello nazionale ed europeo. Sport, educazione ambientale e partecipazione civica diventano così strumenti concreti per affrontare una delle sfide più importanti del nostro tempo: contrastare gli effetti del cambiamento climatico e preservare il patrimonio naturale per le generazioni future.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="545" height="764" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-15-07-32-13.jpg" alt="" class="wp-image-249771" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-15-07-32-13.jpg 545w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-15-07-32-13-214x300.jpg 214w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" /></figure>
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		<title>Capaccio Paestum, successo per la ciclopasseggiata tra sport e valorizzazione del territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/capaccio-paestum-successo-per-la-ciclopasseggiata-tra-sport-e-valorizzazione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 14:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
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					<description><![CDATA[Una mattinata all’insegna dello sport, del tempo libero e della valorizzazione del territorio quella che si è svolta oggi a Capaccio Paestum, dove numerosi cittadini hanno partecipato a una ciclopasseggiata [...]]]></description>
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<p>Una mattinata all’insegna dello sport, del tempo libero e della valorizzazione del territorio quella che si è svolta oggi a Capaccio Paestum, dove numerosi cittadini hanno partecipato a una ciclopasseggiata che ha coinvolto bambini e adulti.</p>



<p>L’iniziativa è partita dalla Villa Comunale Sant’Anna di Torre e ha condotto i partecipanti lungo un suggestivo percorso attraverso l’area archeologica e il perimetro della cinta muraria dell’antica Paestum, offrendo l’occasione di coniugare attività fisica, socializzazione e conoscenza del patrimonio storico e culturale locale.</p>



<p>L’evento ha registrato una significativa partecipazione, confermando l’interesse della comunità per le iniziative dedicate alla mobilità sostenibile e alla fruizione del territorio.</p>



<p>Apprezzata l’organizzazione curata dall’Associazione Comitato Torre di Mare, che ha potuto contare sulla collaborazione del consigliere comunale Domenico De Riso, della Polizia Locale e della Croce Rossa Italiana – sezione di Capaccio Paestum, che hanno garantito supporto logistico e assistenza lungo il percorso.</p>



<p>La manifestazione si è svolta regolarmente e in un clima di festa, rappresentando un momento di aggregazione e promozione delle bellezze storiche e paesaggistiche della città.</p>
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		<title>Pineta tra Capaccio ed Eboli, l’appello di Anpana: «Subito riforestazione e maggiori controlli»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pineta-tra-capaccio-ed-eboli-lappello-di-anpana-subito-riforestazione-e-maggiori-controlli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 12:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[anpana]]></category>
		<category><![CDATA[pineta capaccio eboli]]></category>
		<category><![CDATA[riforestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;incendio che nei giorni scorsi ha colpito la pineta tra Capaccio Paestum ed Eboli, l&#8217;associazione ambientalista Anpana Official ODV di Salerno lancia un appello alle istituzioni chiedendo interventi concreti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo l&#8217;incendio che nei giorni scorsi ha colpito la pineta tra Capaccio Paestum ed Eboli, l&#8217;associazione ambientalista Anpana Official ODV di Salerno lancia un appello alle istituzioni chiedendo interventi concreti per salvaguardare e rilanciare uno dei più importanti patrimoni ambientali della costa salernitana.</p>



<p>Attraverso una lettera aperta indirizzata alle autorità competenti, l&#8217;associazione sottolinea il valore ambientale, paesaggistico e sociale della pineta, definita «<em>il polmone verde della costa sud di Salerno</em>». Un ecosistema fondamentale che protegge il territorio dall&#8217;azione del vento e della salsedine, ospita numerose specie animali e vegetali e rappresenta un luogo legato ai ricordi e alla storia di intere generazioni.</p>



<p>L&#8217;incendio che ha interessato l&#8217;area viene indicato come un vero e proprio campanello d&#8217;allarme che impone una risposta immediata e coordinata da parte delle istituzioni.</p>



<p>Anpana chiede in particolare l&#8217;attivazione di un piano straordinario di riqualificazione, bonifica e riforestazione dell&#8217;area colpita dalle fiamme, oltre al rafforzamento dei controlli e della vigilanza per prevenire eventuali atti dolosi e contrastare possibili interessi speculativi.</p>



<p>«<em>Serviranno anni perché i pini tornino a fare ombra e a proteggere la costa</em> – evidenzia l&#8217;associazione – <em>ma agendo subito sarà possibile restituire un futuro a questo patrimonio ambientale</em>».</p>



<p>L&#8217;appello si conclude con un richiamo alla responsabilità collettiva: «<em>La pineta è di tutti. Difenderla è un dovere di tutti</em>».</p>
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		<item>
		<title>Imballaggi: UE pubblica le linee guida sul nuovo regolamento PPWR, mercato unico verso la svolta green</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/imballaggi-ue-pubblica-le-linee-guida-sul-nuovo-regolamento-ppwr-mercato-unico-verso-la-svolta-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commissione europea ha pubblicato orientamenti e linee guida ufficiali per l’attuazione del nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), il quadro normativo destinato a rivoluzionare il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Commissione europea ha pubblicato orientamenti e linee guida ufficiali per l’attuazione del nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), il quadro normativo destinato a rivoluzionare il settore in chiave sostenibile e a rafforzare l’armonizzazione del mercato unico.</p>



<p>Il regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), entrato in vigore nel febbraio 2025, si applicherà pienamente dal 12 agosto 2026 e rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per l’economia circolare.</p>



<p>Le linee guida pubblicate da Bruxelles hanno l’obiettivo di chiarire alcuni aspetti interpretativi della normativa e facilitare l’applicazione uniforme delle nuove regole tra Stati membri e operatori economici, riducendo le incertezze nella fase di transizione.</p>



<p>Secondo la Commissione, il documento interviene in particolare su definizioni chiave del regolamento, come la qualificazione degli operatori (produttori e fabbricanti) e la classificazione degli imballaggi, fornendo indicazioni utili anche per le imprese chiamate a conformarsi ai nuovi obblighi.</p>



<p>Il PPWR introduce un impianto normativo unico a livello europeo che copre l’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla produzione alla gestione del fine vita, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti, aumentare il riciclo e migliorare la sostenibilità dei materiali immessi sul mercato.</p>



<p>Tra le principali novità figurano requisiti più stringenti sulla riciclabilità, limiti a sostanze considerate problematiche e una progressiva armonizzazione delle regole di etichettatura, destinata a sostituire i diversi sistemi nazionali oggi esistenti.</p>



<p>Le misure si inseriscono nel più ampio quadro delle politiche europee per la transizione ecologica e la neutralità climatica al 2050, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e rendere più efficiente l’uso delle risorse.</p>



<p>Le linee guida pubblicate dalla Commissione rappresentano un passaggio tecnico fondamentale in vista dell’entrata a pieno regime del regolamento nel 2026, quando scatteranno gran parte degli obblighi operativi per imprese e Stati membri.</p>
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		<item>
		<title>Montesano, oltre 1.200 litri di olio esausto raccolti dagli studenti: successo per “Campioni del Riciclo”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montesano-oltre-1-200-litri-di-olio-esausto-raccolti-dagli-studenti-successo-per-campioni-del-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 10:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[campioni del riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[olio esausto]]></category>
		<category><![CDATA[scuole di montesano]]></category>
		<category><![CDATA[tardiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Educare le nuove generazioni al rispetto dell&#8217;ambiente attraverso gesti concreti e quotidiani. È l&#8217;obiettivo raggiunto da “Campioni del Riciclo – Missione: Olio Pulito!”, il progetto promosso da New Begin Recycling [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Educare le nuove generazioni al rispetto dell&#8217;ambiente attraverso gesti concreti e quotidiani. È l&#8217;obiettivo raggiunto da <strong>“Campioni del Riciclo – Missione: Olio Pulito!”</strong>, il progetto promosso da New Begin Recycling in collaborazione con l&#8217;Istituto Omnicomprensivo di Montesano sulla Marcellana e con il sostegno dell&#8217;Amministrazione comunale.</p>



<p>L&#8217;iniziativa ha coinvolto gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e gli studenti della scuola secondaria di primo grado in un percorso di sensibilizzazione dedicato alla corretta raccolta dell&#8217;olio alimentare esausto. Durante gli incontri formativi, ragazzi e famiglie hanno potuto approfondire i rischi ambientali derivanti dallo smaltimento scorretto dell&#8217;olio vegetale e l&#8217;importanza del suo recupero e riciclo.</p>



<p>Il progetto è stato accompagnato da una sfida tra classi e plessi scolastici: raccogliere la maggiore quantità possibile di olio esausto domestico. Una competizione virtuosa che ha prodotto risultati significativi. Complessivamente sono stati raccolti <strong>1.266 litri di olio alimentare esausto</strong>, un quantitativo che, secondo i dati forniti dagli organizzatori, ha consentito di evitare l&#8217;emissione di circa <strong>3.300 chilogrammi di anidride carbonica</strong>.</p>



<p>Non solo. Considerando che un solo litro di olio disperso nell&#8217;ambiente può contaminare fino a mille litri d&#8217;acqua, la raccolta effettuata dagli studenti ha contribuito a proteggere oltre <strong>1 milione e 266 mila litri d&#8217;acqua</strong>, dimostrando concretamente quanto anche piccoli gesti possano produrre effetti importanti per la tutela dell&#8217;ecosistema.</p>



<p>Al termine del percorso si è svolta la cerimonia di premiazione. A conquistare il titolo di plesso più virtuoso è stato il <strong>Plesso di Tardiano</strong>, che ha raccolto ben <strong>813 litri di olio esausto</strong>. Il riconoscimento per la classe più attiva è andato invece alla <strong>II D di Montesano Scalo</strong>, protagonista con <strong>112 litri raccolti</strong>.</p>



<p>Nel corso dell&#8217;evento finale, New Begin Recycling ha voluto ringraziare la dirigente scolastica <strong>Antonietta Cantillo</strong>, l&#8217;assessore all&#8217;Istruzione <strong>Marzia Manilia</strong>, il sindaco <strong>Giuseppe Rinaldi</strong>, l&#8217;intera amministrazione comunale, gli insegnanti e le famiglie che hanno sostenuto il progetto.</p>



<p>«<em>È stata una giornata speciale, una giornata di festa, ma soprattutto una giornata che dimostra come piccoli gesti quotidiani possano trasformarsi in grandi risultati per l&#8217;ambiente</em>», hanno sottolineato i promotori dell&#8217;iniziativa, evidenziando il ruolo fondamentale svolto dagli studenti, definiti i veri protagonisti del progetto.</p>



<p>Al di là delle classifiche, il messaggio che emerge dall&#8217;esperienza è quello della responsabilità condivisa. Perché il vero premio, come ricordato durante la manifestazione, è la consapevolezza di aver contribuito concretamente alla salvaguardia del territorio, dei fiumi, del mare e delle future generazioni.</p>



<p>Un risultato che conferma il valore dell&#8217;educazione ambientale nelle scuole e che lascia agli studenti una lezione destinata a durare nel tempo: ogni gesto conta e ogni litro di olio raccolto può trasformarsi in una nuova opportunità per l&#8217;ambiente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Salvate dalla plastica, dalle reti e dagli ami: nove tartarughe tornano in mare il 14 giugno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salvate-dalla-plastica-dalle-reti-e-dagli-ami-nove-tartarughe-tornano-in-mare-il-14-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 14 giugno l’Italia si unirà idealmente da nord a sud per&#160;restituire il mare a nove tartarughe marine salvate, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Domenica 14 giugno l’Italia si unirà idealmente da nord a sud per&nbsp;<strong>restituire il mare a nove tartarughe marine salvate</strong>, curate e finalmente pronte a tornare nel loro habitat naturale. In vista del World Sea Turtle Day, che si celebra il 16 giugno,&nbsp;<strong>Plastic Free Onlus</strong>, organizzazione di volontariato impegnata nel contrasto all’inquinamento da plastica,&nbsp;<strong>promuove l’Italian Turtle Day</strong>, un’iniziativa diffusa che vedrà liberazioni&nbsp;<strong>in contemporanea in sei località</strong>:&nbsp;<strong>Genova, Viareggio, Pescara, Castro, Stintino e Lampedusa</strong>.</p>



<p>L’iniziativa, coordinata da Plastic Free Onlus, che ha proprio la tartaruga marina nel proprio simbolo, metterà in rete centri di recupero, Capitanerie di Porto, aree marine protette, parchi nazionali, enti scientifici, associazioni e istituzioni locali,&nbsp;<strong>trasformando le liberazioni in un’unica grande azione nazionale di sensibilizzazione. Una giornata dal forte valore simbolico e ambientale</strong>&nbsp;che conferma l’impegno di Plastic Free nella tutela del mare e della biodiversità: dal 2019 l’associazione ha già contribuito al&nbsp;<strong>salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane</strong>.</p>



<p>Al centro dell’iniziativa ci saranno&nbsp;<strong>esemplari di&nbsp;<em>Caretta caretta</em></strong>, la specie più diffusa nel Mediterraneo, spesso&nbsp;<strong>vittima dell’impatto delle attività umane</strong>: ingestione di plastica, catture accidentali nelle reti da pesca, traumi da eliche, ami, lenze e rifiuti dispersi in mare. Ogni liberazione racconterà una storia diversa, ma tutte avranno lo stesso messaggio:&nbsp;<strong>proteggere il mare significa proteggere la vita</strong>.</p>



<p><em>“Domenica 14 giugno sarà una giornata di grande emozione, ma anche di forte responsabilità –&nbsp;</em><strong>dichiara Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus</strong><em>&nbsp;–. Vedere una tartaruga marina tornare in mare significa assistere a una piccola vittoria della cura sull’indifferenza. Ognuno di questi animali è stato salvato grazie a una rete preziosa fatta di competenze, passione e collaborazione tra centri di recupero, istituzioni, Capitanerie di Porto, volontari e cittadini. Ma ogni liberazione ci ricorda anche quanto sia fragile l’equilibrio del mare e quanto pesino i nostri comportamenti quotidiani. Le tartarughe marine vivono nel Mediterraneo da milioni di anni, ma oggi devono affrontare minacce sempre più gravi: plastica, reti, ami, traffico nautico, degrado degli habitat. Come Plastic Free –&nbsp;</em><strong>aggiunge</strong><em>&nbsp;– crediamo che la tutela dell’ambiente non possa fermarsi alla raccolta dei rifiuti. Proteggere il mare significa anche difendere la biodiversità, sostenere chi ogni giorno soccorre gli animali in difficoltà e sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni”.</em></p>



<p>A&nbsp;<strong>Genova</strong>, il rilascio avverrà al largo della città a bordo di un’imbarcazione messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto. Alle ore 10 è previsto un momento divulgativo nell’area del&nbsp;<strong>Porto Antico, presso Ponte Spinola, sotto l’Acquario di Genova</strong>, durante il quale biologi e veterinari racconteranno al pubblico la&nbsp;<strong>storia di Lorena</strong>, l’esemplare che sarà liberato, e l’attività del Centro di Recupero che da oltre trent’anni si occupa della cura delle tartarughe marine. Il rilascio è previsto intorno alle ore 11.</p>



<p>In Toscana, l’appuntamento sarà a&nbsp;<strong>Viareggio</strong>, in&nbsp;<strong>Piazza Palombari dell’Artiglio</strong>, dove alle ore 10 si terrà un incontro di sensibilizzazione a cura di Marevivo Toscana e dello staff dell’Acquario di Livorno – Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine. Successivamente, al largo del Porto di Viareggio,&nbsp;<strong>sarà liberata Dede</strong>, una&nbsp;<em>Caretta caretta</em>&nbsp;dotata di microchip e tag metallico, grazie alla collaborazione con il Comune di Viareggio, ANPANA, Capitaneria di Porto di Viareggio, Direzione Marittima di Livorno, Osservatorio Toscano per la Biodiversità, WWF Massa Carrara e Plastic Free.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Pescara</strong>, il Centro di Recupero e Riabilitazione Tartarughe Marine “Luigi Cagnolaro” gestito dal Centro Studi Cetacei organizzerà alle ore 10.30 un momento divulgativo&nbsp;<strong>presso la banchina di attracco delle motovedette del</strong>&nbsp;<strong>porto turistico “Marina di Pescara”.</strong>&nbsp;Volontari, veterinari e biologi racconteranno la&nbsp;<strong>storia di Lacey</strong>&nbsp;e l’attività di tutela della fauna marina protetta svolta da oltre quarant’anni. Il rilascio avverrà a circa tre miglia nautiche dalla costa, con il supporto della Capitaneria di Porto, del pescaturismo “Nonno Remo”, di Assonautica Pescara-Chieti e Plastic Free.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Castro Marina</strong>, in provincia di Lecce,&nbsp;<strong>saranno liberati quattro esemplari di&nbsp;<em>Caretta caretta</em></strong>:&nbsp;<strong>Leo, Ale, Filippo e Mia</strong>. L’appuntamento è alle ore 10 nella parte esterna del porto turistico, dove si terrà un momento di sensibilizzazione prima del rilascio, previsto tra le 11.30 e le 12. L’iniziativa è a cura del CRTM di Calimera, con la collaborazione di CIHEAM Bari – Sede di Tricase, Mondo Marevivo Castro e Plastic Free, con il patrocinio dell’Università del Salento, della Provincia di Lecce e del Comune di Castro. Proprio nella sede di Tricase del CIHEAM Bari è ospitata la settima edizione del corso avanzato internazionale di specializzazione “<em>Sviluppo sostenibile delle comunità costiere</em>”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per l’occasione saranno presenti anche funzionari ministeriali provenienti da 12 Paesi (<em>Congo, Costa Rica, Egitto, El Salvador, Ghana, Kenya, Libya, Mauritania, Senegal, Sudan, Tanzania, Uganda</em>), con momenti di sensibilizzazione anche in lingua inglese.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Stintino</strong>, sulla&nbsp;<strong>spiaggia della Pelosa</strong>, l’incontro con il pubblico inizierà alle ore 10:30, mentre alle ore 11&nbsp;<strong>sarà liberata Caterina</strong>, una tartaruga recuperata a metà marzo dai pescatori dopo una cattura accidentale in una rete da pesca. L’evento è a cura del CRAMA – Centro Recupero Animali Marini Asinara e del CReS – Centro di Recupero del Sinis, con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta “Isola dell’Asinara” e della Rete Regionale per la Conservazione della Fauna Marina Sardegna, con il patrocinio del Comune di Stintino e il coinvolgimento di Plastic Free.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Lampedusa sarà liberata Lina</strong>, tartaruga marina “miracolata”, recuperata lo scorso ottobre grazie a un intervento particolarmente rischioso della Capitaneria di Porto, effettuato di notte e in condizioni meteomarine proibitive, con un subacqueo che ha dovuto entrare in mare per liberare l’animale rimasto impigliato a una roccia sul fondale. L’esemplare, poi operato e amputato, è stato curato presso il Centro Provinciale Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine di Agrigento. Oggi, finalmente in buone condizioni, tornerà in mare grazie all’impegno di Lampedusa Turtle Rescue, dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, della Capitaneria di Porto e di Plastic Free, accompagnata dalla vedetta che contribuì al suo salvataggio. Il&nbsp;<strong>rilascio avverrà al tramonto</strong>, concludendo in maniera simbolica una giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, fortemente voluta da Plastic Free Onlus che ha coordinato la collaborazione fra diversi centri di recupero lungo le coste italiane.</p>



<p>Plastic Free invita&nbsp;<strong>cittadini e istituzioni a partecipare agli appuntamenti pubblici</strong>&nbsp;previsti nelle diverse località. Con&nbsp;<strong>l’Italian Turtle Day</strong>, le liberazioni diventano un unico messaggio nazionale: il mare si protegge con azioni concrete, collaborazione tra territori e scelte quotidiane più responsabili.&nbsp;<strong>Ogni tartaruga che torna libera chiude un percorso di cura e apre un nuovo impegno collettivo.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caretta caretta, il Mediterraneo che si scalda cambia il futuro della specie</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caretta-caretta-il-mediterraneo-che-si-scalda-cambia-il-futuro-della-specie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[caretta caretta]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[tartarughe]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cambiamento climatico sta avendo un impatto sempre più evidente sulle popolazioni di tartarughe marine del Mediterraneo, in particolare sulla tartaruga comune Caretta caretta, modificandone la biologia riproduttiva, la distribuzione [...]]]></description>
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<p><strong>Il cambiamento climatico sta avendo un impatto sempre più evidente sulle popolazioni di tartarughe marine del Mediterraneo</strong>, in particolare sulla tartaruga comune<em> <strong>Caretta caretta</strong></em>, modificandone la biologia riproduttiva, la distribuzione geografica e la sopravvivenza delle nuove generazioni. Negli ultimi anni l’<strong>aumento delle temperature nel bacino mediterraneo ha raggiunto livelli eccezionali,</strong> con temperature superficiali del mare che durante le ondate di calore hanno sfiorato <strong>i 29 °C</strong> e anomalie termiche, contribuendo al progressivo riscaldamento anche delle spiagge di nidificazione.</p>



<p>Secondo il rapporto <em>Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean</em>, pubblicato su <em>Nature Climate Change</em>, il Mediterraneo è tra i bacini che si stanno scaldando più velocemente sul pianeta: con un aumento di circa <strong>+ 0,4 °C ogni dieci anni</strong>, con proiezioni per il 2100 che variano tra <strong>+1,8 °C e +3,5 °C</strong> in media rispetto al periodo tra il 1961 e il 1990.</p>



<p>Questo fenomeno è particolarmente rilevante per una specie come la <em>Caretta caretta</em>, la cui <strong>determinazione del sesso dipende dalla temperatura di incubazione delle uova</strong>, con temperature più elevate che favorisconola nascita di femmine e valori più bassi associati allo sviluppo di maschi, determinando così uno <strong>squilibrio nella struttura demografica delle popolazioni</strong>.Le temperature dei nidi, che normalmente oscillano in un intervallo ottimale tra 24 e 34 °C, risultano sempre più spesso influenzate dal riscaldamento ambientale, con effetti sul calore metabolico degli embrioni nelle fasi finali dello sviluppo, con possibili effetti negativi sulla morfologia dei neonati, sulle loro prestazioni motorie e sul successo complessivo di schiusa.</p>



<p>Parallelamente, <strong>l’innalzamento del livello del mare rappresenta una delle minacce più rilevanti per la sopravvivenza delle popolazioni costiere</strong>. Il fenomeno, legato allo scioglimento dei ghiacci e all’espansione termica degli oceani, sta accelerando negli ultimi decenni e potrebbe<strong> portare alla sommersione parziale o totale di numerose spiagge di nidificazione</strong>. La <em>Caretta caretta</em>, che mostra un forte comportamento di filopatria tornando a nidificare negli stessi siti di nascita, rischia così di continuare a utilizzare aree ormai non più idonee perché colpite dall’<strong>erosione costiera</strong>, <strong>aumentando la vulnerabilità delle nuove generazioni</strong>.</p>



<p>Nonostante le criticità, emergono anche <strong>segnali di adattamento</strong>, con alcune femmine che stanno colonizzando nuove spiagge e contribuendo all’espansione dell’areale riproduttivo nel Mediterraneo occidentale e settentrionale. In questo contesto si inserisce <strong>un dato particolarmente significativo relativo all’Italia</strong>, dove si sta registrando una<strong> crescita senza precedenti delle nidificazioni</strong>. Nel 2023 sono stati censiti circa 443 nidi, saliti a 601 nel 2024, fino a <strong>superare quota 700 nel 2025</strong>, il valore più alto mai documentato nel Paese. Questo aumento è interpretato dagli esperti come il risultato combinato dell’espansione naturale dell’areale riproduttivo verso nord e ovest e del progressivo riscaldamento delle coste, che rende <strong>idonee alla deposizione aree precedentemente troppo fredde</strong>. Le regioni maggiormente interessate restano Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ma si osserva una crescente presenza anche lungo le coste tirreniche centrali e settentrionali, in particolare della Liguria, segno di una trasformazione strutturale della distribuzione della specie nel Mediterraneo.</p>



<p>Tuttavia, queste nuove aree di nidificazione sono molto spesso esposte a forte pressione antropica e turistica. Tra le principali minacce vi è l’uso delle <strong>ruspe per la pulizia e il livellamento delle spiagge,</strong> una pratica che può distruggere in pochi minuti habitat dunali formatisi in decenni. Le dune costiere, fondamentali per la biodiversità e la protezione dall’erosione, ospitano anche i nidi di <em>Caretta caretta</em>, deposti a pochi decimetri di profondità sotto la sabbia. Il passaggio di una ruspa può schiacciare le uova, alterarne le condizioni di incubazione o distruggere completamente il nido, spesso invisibile a occhio nudo.</p>



<p>Accanto alle ruspe, <strong>l’inquinamento luminoso </strong>rappresenta una minaccia silenziosa ma grave per le tartarughe marine. Questi animali si sono evoluti in ambienti costieri bui e dipendono dalla luce naturale della luna e delle stelle per orientarsi. Le luci artificiali possono scoraggiare le femmine dal nidificare o indurle ad abbandonare la deposizione, mentre i piccoli appena nati, invece di dirigersi verso il mare seguendo il riflesso della luce sull’acqua, vengono attratti verso l’entroterra. Qui rischiano di morire per disidratazione, investimenti o predazione, con pesanti conseguenze per il successo riproduttivo della specie. Per questo motivo Legambiente ha recentemente prodotto delle <strong>linee guida </strong>per la riduzione dell’inquinamento luminoso rivolte alle amministrazioni responsabili dell’illuminazione pubblica e ai titolari di concessioni balneari che esercitano attività commerciali sulla spiaggia.</p>



<p>In questo scenario, il monitoraggio costante, la protezione delle aree di nidificazione e le strategie di gestione attiva come la ricollocazione delle uova diventano strumenti fondamentali per la conservazione della specie e per garantirne la sopravvivenza a lungo termine. Tutte azioni portate avanti dal progetto <strong>Life Turtlenest</strong>, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Legambiente, finalizzato alla tutela dei nidi di <em>Caretta caretta</em> in Italia, Francia e Spagna. Grazie a questa iniziativa &nbsp;sono state lanciate diverse attività indirizzate alla conservazione della specie. Tra queste, oltre ai monitoraggi dei nidi svolti da centinaia di operatori, anche i <strong>protocolli d’intesa “Comuni amici delle tartarughe”</strong> e <strong>“Lidi amici delle tartarughe”</strong>. Importanti anche le azioni di<strong> ricerca scientifica curate dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli</strong>, partner di progetto, come la<strong> prima applicazione in Italia di trasmettitori satellitari su piccoli esemplari di <em>Caretta caretta</em></strong>, per seguire gli spostamenti dei piccoli esemplari nelle prime fasi della loro vita marina.</p>



<p>Il progetto mira anche a <strong>sensibilizzare il grande pubblico</strong>, con iniziative che coinvolgono la cittadinanza. Quest’anno Legambiente organizza un <strong>evento previsto per il 16 giugno sulla </strong><a href="https://goo.gl/maps/i9cXGgiSYTqs6YKD9?g_st=aw"><strong>Spiaggia Grande di Acciaroli (link punto GPS)</strong></a><strong>, nel Comune di Pollica (SA</strong>) con l’inaugurazione di una <strong>grande scultura a tema degli artisti Arenas Posibles alle 16:30</strong>.</p>



<p>“I numeri degli ultimi anni ci raccontano una storia che ha due facce –<strong> dichiara Stefano Di Marco, Responsabile Progetto LIFE TURTLENEST e Coordinatore Ufficio Progetti di Legambiente </strong>&#8211; Da un lato, l’Italia è diventata un hub riproduttivo sempre più importante per la Caretta caretta nel Mediterraneo &#8211; e questo è un risultato straordinario, frutto del lavoro di centinaia di volontari e di anni di monitoraggio. Dall’altro, il cambiamento climatico sta alterando le condizioni di incubazione in modo che potrebbe risultare fatale per l’equilibrio demografico della specie. E mentre noi lavoriamo per proteggere ogni nido, qualcuno li distrugge con una ruspa o con una luce puntata sulla spiaggia. Non possiamo accettarlo. Con LIFE TURTLENEST stiamo costruendo un sistema di sorveglianza, di coinvolgimento istituzionale e di cultura diffusa che renda queste pratiche socialmente inaccettabili oltre che illegali. Perché ogni nido conta, ogni schiusa è una vittoria collettiva.”</p>



<p><strong>Al via il TartaBeach Tour di Legambiente</strong><br>Tra le attività promosse dal progetto rientrano anche eventi di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza, come <strong>l’edizione 2026 del TartaBeach Tour</strong>, l’iniziativa itinerante dedicata alla conoscenza e alla tutela delle tartarughe marine. Il tour, che percorrerà diverse regioni italiane, è promosso <strong>da Legambiente e da Mareblu</strong>, azienda che da oltre dieci anni sostiene l’associazione in progetti di salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi marini. La prima tappa si terrà ad <strong>Acciaroli</strong>, località del<strong> Comune di Pollica (SA</strong>) in Cilento, dove <strong>il 16 giugno</strong> sarà inaugurata alla presenza delle autorità locali una grande scultura di sabbia firmata da <strong>Arenas Posibles</strong>. L’evento proseguirà con <strong>laboratori creativi e attività didattiche</strong>, guidati dagli artisti e dai volontari di Legambiente, e rivolti a bambini, famiglie e cittadini, per promuovere in modo coinvolgente la conoscenza e la conservazione delle tartarughe marine. La seconda tappa del TartaBeach Tour si terrà sull’<strong>Isola d’Elba</strong>, altra terra di tartarughe dove operano già da diversi anni i Tartawatchers di Legambiente.</p>



<p><strong>Life Turtlenest,</strong> un progetto cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE e coordinato da Legambiente, finalizzato al miglioramento della conservazione della tartaruga marina comune (<em>Caretta caretta</em>) in Italia, Spagna e Francia, attraverso attività di monitoraggio, messa in sicurezza dei nidi, ricerca scientifica e campagne di informazione e sensibilizzazione. Oltre al coordinatore Legambiente, partecipano al progetto europeo la Stazione zoologica Anton Dhorn; Ispra; Università La Sapienza di Roma; Università di Barcellona; BETA&nbsp;Technological Centre (UVic-UCC); ENCI; Cest Med; Regione Basilicata, Regione Campania, Regione Puglia, Regione Lazio, Agenzie per la protezione ambientale della Toscana. Oltre alle regioni italiane bagnate dal mar Tirreno (Basilicata, Puglia, Campania, Sicilia, Lazio, Sardegna e Toscana) Life Turtlenest interverrà nella regione francese Camargue, in Costa Azzurra e in Corsica e nelle regioni spagnole di Catalogna, Murcia, Andalusia, Isole Baleari e Valencia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Il “Dottore dell’Ottone” contro la cultura dell’usa-e-getta: da Cava de’ Tirreni il restauro ecologico che conquista Italia ed estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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<p><strong>Recuperare invece di sostituire, restaurare invece di buttare. È questa la filosofia che dal 2005 guida l’attività di Giuseppe Salsano, conosciuto come il “Dottore dell’Ottone”, artigiano specializzato nel restauro e nella lavorazione su misura di ottone, rame, bronzo e acciaio inox. Un’eccellenza campana che, partendo da Cava de’ Tirreni, serve clienti in tutta Italia e anche all’estero.</strong></p>



<p>In un periodo storico purtroppo dominato dalla logica del “compra, usa e getta”, il laboratorio di <strong><a href="https://www.giuseppesalsano.com/" data-type="link" data-id="https://www.giuseppesalsano.com/">Giuseppe Salsano</a></strong> rappresenta invece una risposta concreta e sostenibile. Vecchie maniglie ossidate, lampadari spenti dal tempo, complementi d’arredo usurati o elementi metallici apparentemente irrecuperabili trovano nuova vita grazie a un approccio che unisce tradizione artigianale, innovazione e rispetto per l’ambiente.</p>



<p>Da qui nasce la definizione di <strong>“restauro ecologico”</strong>: recuperare ciò che già esiste, evitando sprechi e riducendo la necessità di sostituire oggetti che, attraverso interventi professionali, possono tornare a splendere come nuovi.</p>



<p>“Lucidare, riparare, cromare o modificare un oggetto significa preservarne il valore e prolungarne la vita”, spiega la filosofia che anima il brand “Giuseppe Salsano – Il Dottore dell’Ottone”. Attraverso lavorazioni specialistiche e trattamenti mirati, l’officina restituisce bellezza e funzionalità a manufatti in ottone, rame, bronzo e acciaio inox, materiali che richiedono competenze tecniche e una profonda conoscenza delle lavorazioni artigianali.</p>



<p>L’attività non si limita al restauro.</p>



<p>Uno dei punti di forza dell’azienda è infatti <strong>la realizzazione di arredi e complementi esclusivi su misura</strong>. Partendo da un semplice disegno, da una fotografia o anche da un’idea del cliente, il laboratorio crea pezzi unici destinati a contesti privati e professionali.</p>



<p>Tra le produzioni figurano cappe decorative, lampadari artistici, passamani, ringhiere, dettagli d’arredo di design, componenti per la nautica di lusso e opere di arredo sacro. Soluzioni personalizzate pensate per abitazioni, ville, hotel, bar, ristoranti, attività commerciali e imbarcazioni, con la possibilità di realizzare anche strutture smontabili e progettazioni completamente personalizzate.</p>



<p>L’eccellenza dell’officina si distingue inoltre per una serie di lavorazioni specialistiche particolarmente richieste sul mercato. Oltre ai restauri conservativi, vengono eseguiti interventi di <strong>cromatura, doratura,argentatura, nichelatura, brunitura e stagnatura a mano delle pentole in rame</strong>, una tecnica tradizionale sempre più rara e apprezzata da collezionisti, professionisti della ristorazione e amanti degli oggetti d’epoca.</p>



<p>Un altro settore di grande rilevanza riguarda<strong> il recupero di particolari appartenenti ad auto e moto storiche</strong>, un mercato che richiede precisione assoluta, rispetto dell’originalità e capacità di valorizzare ogni dettaglio.</p>



<p><strong>Sebbene il cuore operativo dell’attività sia a Cava de’ Tirreni, il servizio supera da tempo i confini regionali e nazionali. </strong>Grazie alla logistica tramite corriere, clienti provenienti da tutta Italia e dall’estero possono spedire direttamente i propri oggetti al laboratorio, ricevere la lavorazione artigianale e ottenere la riconsegna a domicilio una volta completato l’intervento.</p>



<p>Un modello che ha trasformato una bottega artigiana campana in un punto di riferimento per chi cerca qualità, personalizzazione e attenzione ai dettagli.</p>



<p>Per chi desidera restaurare un oggetto o sviluppare un progetto su misura, il primo contatto è semplice e immediato: basta fotografare il manufatto o il disegno e inviarlo tramite WhatsApp al numero 338 2004571 per ricevere una consulenza e un preventivo personalizzato. </p>



<p>In un mercato sempre più orientato alla standardizzazione, il “Dottore dell’Ottone” continua a dimostrare come il vero artigianato italiano possa rappresentare una scelta di valore, sostenibile e duratura, capace di trasformare ogni oggetto in un pezzo unico e ogni progetto in una realizzazione esclusiva.Per informazioni e consulenze è possibile visitare il sito ufficiale <a data-type="link" data-id="https://www.giuseppesalsano.com/" href="https://www.giuseppesalsano.com/"><strong>giuseppesalsano.com</strong> </a>o contattare direttamente l’officina artigiana di Cava de’ Tirreni.</p>



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<p><strong>CONTATTI</strong></p>



<p>Località Petraro Santo Stefano, 32<br>84013 CAVA DE&#8217; TIRRENI (SA)<br>+39 089 463679 <br>+39 338 2004571<br>info@giuseppesalsano.com</p>



<p><em>++++ Redazionale pubblicitario ++++ </em></p>



<p></p>
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		<title>Flotte aziendali, cresce l’elettrico ma resta indietro l’uso dei dati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/flotte-aziendali-cresce-lelettrico-ma-resta-indietro-luso-dei-dati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:29:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[flotte aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo green]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[Le flotte aziendali italiane stanno accelerando sulla strada dell’elettrificazione, ma la trasformazione digitale procede a rilento. È il quadro che emerge da una ricerca realizzata da Best Mobility e dall’Osservatorio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le flotte aziendali italiane stanno accelerando sulla strada dell’elettrificazione, ma la trasformazione digitale procede a rilento. È il quadro che emerge da una ricerca realizzata da Best Mobility e dall’Osservatorio Connected Vehicle &amp; Mobility del Politecnico di Milano, presentata durante l’evento “Drive the Change: Fleet &amp; Mobility Management”.</p>



<p>Lo studio, condotto su 101 fleet manager per un totale di oltre 68.000 veicoli, evidenzia un settore in evoluzione ma ancora segnato da forti squilibri tra innovazione energetica e capacità di gestione dei dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elettrico in crescita, ma il termico resta dominante</h2>



<p>Secondo la ricerca, l’89% delle aziende intervistate ha già introdotto almeno un veicolo elettrico o ibrido plug-in nel proprio parco auto e il 73% prevede di aumentarne la quota nei prossimi dodici mesi.</p>



<p>Nonostante la crescita dell’elettrificazione, i veicoli a motorizzazione tradizionale rappresentano ancora il 68% del totale, segno di una transizione in corso ma non ancora compiuta.</p>



<p>A spingere le imprese verso l’elettrico sono soprattutto le agevolazioni fiscali sui fringe benefit, la riduzione dell’impatto ambientale e il miglioramento della reputazione aziendale.</p>



<p>Restano però diverse criticità: autonomia delle batterie, infrastrutture di ricarica insufficienti e non uniformemente distribuite, tempi di rifornimento e costi ancora elevati di acquisto o noleggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritardo nella gestione dei dati</h2>



<p>Accanto alla transizione energetica emerge una seconda sfida: quella della digitalizzazione. Solo il 27% delle aziende utilizza in modo strutturato i dati generati dai veicoli connessi attraverso sistemi telematici avanzati, mentre appena il 30% riesce a trasformare queste informazioni in strumenti utili alle decisioni operative.</p>



<p>Le tecnologie più diffuse restano i sistemi di assistenza alla guida (ADAS), le piattaforme di infotainment e le soluzioni per manutenzione e diagnostica da remoto. Tuttavia, l’utilizzo avanzato della connettività di bordo è ancora limitato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e cybersecurity</h2>



<p>L’intelligenza artificiale inizia a fare il suo ingresso nella gestione delle flotte: il 20% delle aziende ha già adottato o sta valutando soluzioni basate sull’AI, mentre il 30% prevede investimenti nei prossimi due anni.</p>



<p>Le applicazioni riguardano soprattutto l’analisi dei dati operativi, il monitoraggio dei consumi energetici e la manutenzione predittiva.</p>



<p>Parallelamente emerge un tema di sicurezza informatica: solo il 5% delle aziende dispone di programmi di cybersecurity specifici per la gestione delle flotte, un dato che evidenzia una vulnerabilità ancora poco presidiata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Fleet Management come leva strategica</h2>



<p>Guardando ai prossimi anni, le imprese indicano tra le priorità l’acquisto di nuovi veicoli, lo sviluppo di servizi tecnologici e il rafforzamento delle soluzioni di connettività.</p>



<p>Il Fleet Management si conferma così un ambito sempre più strategico, chiamato a integrare sostenibilità, innovazione digitale e gestione efficiente delle risorse aziendali.</p>



<p>Come sottolineato dai ricercatori, la sfida non riguarda più soltanto la sostituzione dei motori tradizionali, ma la costruzione di un ecosistema di mobilità integrato, capace di generare valore attraverso dati, tecnologie e nuove competenze gestionali.</p>
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		<item>
		<title>Agrivoltaico, la Regione Campania aggiorna le linee tecnico-agronomiche per gli impianti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agrivoltaico-la-regione-campania-aggiorna-le-linee-tecnico-agronomiche-per-gli-impianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[agrivoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[maria carmela serluca]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, con Decreto Dirigenziale n. 193/2026, ha aggiornato le Linee tecnico-agronomiche regionali (LiTAR) per gli impianti agrivoltaici. L’aggiornamento si è reso necessario a seguito delle recenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, con Decreto Dirigenziale n. 193/2026, ha aggiornato le Linee tecnico-agronomiche regionali (LiTAR) per gli impianti agrivoltaici. L’aggiornamento si è reso necessario a seguito delle recenti modifiche della normativa nazionale, che favoriscono lo sviluppo dell’agrivoltaico purché sia garantita la continuità e la redditività dell’attività agricola.</p>



<p>«<em>La Campania</em> – spiega l’<strong>assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca </strong>– <em>è stata la prima Regione in Italia ad adottare, già nel 2022, linee guida regionali di accompagnamento alla normativa nazionale. Oggi proseguiamo con un tempestivo aggiornamento del documento, offrendo agli agricoltori un quadro di riferimento chiaro per l’accesso alle opportunità dell’agrivoltaico. La Regione Campania si conferma così un punto di riferimento nel panorama nazionale. Proteggere il territorio e garantire il mantenimento delle colture e degli allevamenti, restando al passo con le nuove tecnologie, è l’obiettivo che intendiamo perseguire. Con lo strumento di indirizzo regionale aggiornato intendiamo fornire un percorso immediatamente applicabile per la realizzazione di impianti agrivoltaici, che consente nuove opportunità di diversificazione del reddito e al tempo stesso assicura la continuità dell’attività agricola, nel rispetto dalla normativa nazionale</em>».</p>



<p>Le LiTAR contengono ulteriori requisiti tecnico-agronomici finalizzati a coordinare la scelta dei sistemi colturali con la progettazione degli impianti, al fine di massimizzare la produttività agricola nel contesto energetico prescelto e minimizzare gli impatti ambientali. L’aggiornamento mira inoltre a semplificare i procedimenti autorizzativi regionali relativi agli impianti agrivoltaici.</p>



<p>«<em>È particolarmente importante</em> – conclude l’assessora Serluca – <em>dotarsi oggi di uno strumento tecnico e territoriale solido, poiché alla luce delle recenti modifiche normative nazionali, ci aspettiamo una significativa crescita degli impianti agrivoltaici. La Campania è già pronta ad affrontare questa nuova sfida, con la certezza che l’integrazione tra produzione agricola ed energia rinnovabile non comprometterà colture, allevamenti e spazi rurali. Quando parliamo di sviluppo sostenibile, intendiamo esattamente questo: coniugare l’innovazione con la salvaguardia imprescindibile del nostro patrimonio agricolo e rurale</em>». </p>
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		<item>
		<title>Castellabate, interventi su posidonia spiaggiata sulla spiaggia del Pozzillo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-interventi-su-posidonia-spiaggiata-sulla-spiaggia-del-pozzillo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune di Castellabate sta seguendo e coordinando le operazioni di gestione e pulizia dell’arenile della spiaggia del Pozzillo, interessata in questi giorni dall’accumulo di consistenti quantitativi di posidonia spiaggiata. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il Comune di Castellabate sta seguendo e coordinando le operazioni di gestione e pulizia dell’arenile della spiaggia del Pozzillo, interessata in questi giorni dall’accumulo di consistenti quantitativi di posidonia spiaggiata.</p>



<p class="p1">L’amministrazione comunale ha fatto sapere che gli interventi sono costantemente monitorati per garantire operazioni efficaci, ordinate e nel rispetto delle normative ambientali vigenti.</p>



<p class="p1">Per regolamentare le attività è stata emanata l’Ordinanza n. 18 dell’8 giugno 2026, che disciplina le modalità operative per la movimentazione e la gestione della posidonia depositata dalle mareggiate.</p>



<p class="p1">L’obiettivo, spiega il Comune, è quello di assicurare una corretta gestione del fenomeno naturale, tutelando al tempo stesso la fruibilità della spiaggia e l’equilibrio dell’ecosistema costiero.</p>



<p class="p1">Le operazioni sono tuttora in corso e proseguiranno anche nei prossimi giorni.</p>
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		<item>
		<title>Campania, dal 15 giugno scatta lo stato di grave pericolosità per incendi boschivi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-dal-15-giugno-scatta-lo-stato-di-grave-pericolosita-per-incendi-boschivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[incendio boschivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà in vigore dal 15 giugno al 30 settembre in Campania lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Lo  dispone un decreto della Direzione generale della Protezione civile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sarà in vigore dal 15 giugno al 30 settembre in Campania lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Lo  dispone un decreto della Direzione generale della Protezione civile regionale che dà ufficialmente avvio anche alla Campagna estiva Antincendio Boschivo.</p>



<p>In concomitanza con il periodo di massima pericolosità, per gli incendi boschivi scattano su tutto il territorio regionale divieti specifici finalizzati alla corretta prevenzione e mitigazione del rischio.</p>



<p>“La quasi totalità degli incendi &#8211; dichiara l’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta &#8211; &nbsp;è riconducibile a comportamenti umani, spesso imprudenti o negligenti. Anche un gesto apparentemente banale può provocare danni gravissimi all’ambiente, mettere a rischio vite umane e compromettere un patrimonio naturalistico che appartiene a tutti. Per questo è fondamentale rispettare scrupolosamente i divieti previsti dalla normativa e segnalare tempestivamente ogni principio di incendio”.</p>



<p>“Con l’avvio della campagna estiva antincendio boschivo chiediamo a cittadini, turisti, agricoltori, escursionisti e operatori economici la massima attenzione e collaborazione”, prosegue l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta.</p>



<p>“La Regione Campania&nbsp; è pronta ad affrontare la stagione estiva con l’intero sistema regionale di Protezione Civile, ma la prima e più efficace forma di difesa resta la responsabilità individuale. Proteggere i boschi &#8211; dice Fiorella Zabatta &#8211; significa proteggere il territorio, la biodiversità, il paesaggio e la sicurezza delle nostre comunità”.</p>



<p>Questi i&nbsp;principali divieti da rispettare:</p>



<p>• divieto di accendere fuochi all’aperto nei boschi e fino a una distanza di 100 metri da essi, nonché nei pascoli;</p>



<p>• divieto di combustione dei residui vegetali agricoli e forestali;</p>



<p>• divieto di abbruciamento delle stoppie e delle erbe infestanti, anche nei terreni incolti;</p>



<p>• divieto di accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta, meglio note come “lanterne volanti”, dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici a una distanza inferiore a un chilometro dalle superfici boscate e dai pascoli, salvo specifiche deroghe autorizzate;</p>



<p>• divieto di compiere nei boschi e nei pascoli attività che possano costituire causa di innesco di incendi, tra cui utilizzare motori o fornelli che producano brace o faville, usare apparecchi a fiamma o elettrici per il taglio dei metalli, far brillare mine, fumare o gettare mozziconi e fiammiferi accesi, nonché sostare con autoveicoli su viabilità non asfaltata all’interno delle aree boscate.</p>



<p>Il provvedimento della Regione richiama inoltre l’attenzione dei sindaci sulla necessità di rafforzare le attività di sorveglianza, avvistamento e sensibilizzazione sul territorio e ricorda che ai trasgressori saranno applicate le sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa vigente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Napoli punta sulla mobilità sostenibile con 60 bus full electric</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-punta-sulla-mobilita-sostenibile-con-60-bus-full-electric/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[bus full electic]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli accelera sulla mobilità sostenibile con un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro destinato al rinnovo e al potenziamento del trasporto pubblico urbano. La Regione Campania ha infatti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Napoli accelera sulla mobilità sostenibile con un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro destinato al rinnovo e al potenziamento del trasporto pubblico urbano. La Regione Campania ha infatti approvato un finanziamento che consentirà al Comune di rafforzare la flotta di superficie con mezzi di nuova generazione, più efficienti e a ridotto impatto ambientale.</p>



<p>Lo stanziamento prevede 57,6 milioni di euro per l&#8217;acquisto di 17 nuovi tram destinati alla linea tranviaria del mare e altri 22 milioni di euro per l&#8217;introduzione di 60 autobus full electric. Le risorse provengono dal Programma Operativo Regionale Fesr e consentiranno di completare il potenziamento della flotta entro la fine dell&#8217;anno.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;intervento è duplice: da un lato migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini, dall&#8217;altro ridurre le emissioni legate al trasporto urbano attraverso l&#8217;impiego di mezzi a basso impatto ambientale. Il rinnovo del parco veicoli rappresenta inoltre un importante supporto per l&#8217;azienda di trasporto pubblico Anm, che potrà contare su mezzi più moderni e performanti.</p>



<p>«<em>Il lavoro che stiamo portando avanti per la mobilità urbana e per creare un raccordo più stretto con l&#8217;intera area metropolitana ora si rafforza</em>», ha dichiarato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. «<em>Siamo impegnati a potenziare il trasporto di superficie laddove non è possibile arrivare con la metropolitana, con particolare attenzione alla riduzione dell&#8217;impatto ambientale</em>».</p>



<p>Secondo il primo cittadino, l&#8217;investimento consentirà di offrire un servizio più efficiente non solo ai residenti, ma anche ai pendolari e ai turisti che ogni giorno si muovono in città. Manfredi ha inoltre sottolineato la collaborazione istituzionale con la Regione Campania guidata da Roberto Fico, definendola determinante per sostenere progetti strategici nei settori dei trasporti e delle infrastrutture.</p>



<p>Con l&#8217;arrivo dei nuovi tram e degli autobus elettrici, Napoli compie dunque un ulteriore passo verso un sistema di mobilità urbana più moderno, sostenibile e integrato, puntando sulla riduzione delle emissioni e sul miglioramento della qualità del trasporto pubblico locale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata mondiale degli oceani: Plastic Free rimuove 12 tonnellate di rifiuti dall’ambiente in tutta Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-mondiale-degli-oceani-plastic-free-rimuove-12-tonnellate-di-rifiuti-dallambiente-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cleanup]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale degli Oceani]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[mozziconi di sigaretta]]></category>
		<category><![CDATA[Plastic Free Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della&#160;Giornata Mondiale degli Oceani, che si celebra oggi 8 giugno, Plastic Free Onlus traccia il bilancio della&#160;grande mobilitazione nazionale promossa nel weekend del 6 e 7 giugno contro [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione della&nbsp;<strong>Giornata Mondiale degli Oceani</strong>, che si celebra oggi 8 giugno, Plastic Free Onlus traccia il bilancio della&nbsp;<strong>grande mobilitazione nazionale promossa nel weekend del 6 e 7 giugno contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta</strong>&nbsp;e dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Sono stati quasi&nbsp;<strong>120 gli appuntamenti organizzati in tutta Italia, con la partecipazione effettiva di quasi 2.000 volontari,</strong>&nbsp;impegnati in città, spiagge, parchi, piazze, aree verdi e lungo corsi d’acqua.&nbsp;<strong>Il risultato complessivo è di circa 12.000 chilogrammi di rifiuti rimossi</strong>&nbsp;dall’ambiente, impedendo che plastica, mozziconi e altri materiali potessero raggiungere tombini, fiumi e mari.</p>



<p>La mobilitazione, lanciata in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno e conclusa simbolicamente a ridosso della Giornata Mondiale degli Oceani, ha avuto come claim “<strong>Il pianeta non è un portacenere</strong>”, con l’obiettivo di&nbsp;<strong>sensibilizzare cittadini e fumatori su uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati: il mozzicone di sigaretta</strong>.</p>



<p>Nel corso delle attività sono state&nbsp;<strong>raccolte diverse centinaia di chili di mozziconi</strong>.&nbsp;<strong>Considerando un peso medio di circa 0,3 grammi per singolo filtro, 150 chilogrammi equivalgono già a circa 500.000 mozziconi sottratti all’ambiente</strong>. Numeri che danno la misura dell’impatto di un gesto spesso percepito come insignificante, ma capace di provocare danni enormi agli ecosistemi.</p>



<p>I filtri delle sigarette, infatti, non sono realizzati in cotone ma in&nbsp;<strong>acetato di cellulosa</strong>, una&nbsp;<strong>plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche</strong>. Attraverso tombini, vento e pioggia, i mozziconi abbandonati a terra possono raggiungere corsi d’acqua e mari, rilasciando sostanze tossiche e mettendo a rischio pesci, tartarughe, uccelli marini e biodiversità.</p>



<p><em>“Abbiamo scelto di collegare questa mobilitazione alla Giornata Mondiale degli Oceani perché il mare comincia molto prima della spiaggia: comincia dai nostri marciapiedi, dalle piazze, dai tombini, dai parchi e dai fiumi –&nbsp;</em><strong>dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus&nbsp;</strong><em>– Ogni rifiuto tolto dall’ambiente è un rifiuto in meno che può finire in mare. E ogni mozzicone raccolto è un messaggio chiaro a chi continua a considerare il suolo pubblico un portacenere a cielo aperto. Quasi 2.000 volontari, circa 120 appuntamenti e 12 tonnellate di rifiuti raccolti dimostrano che l’Italia che si rimbocca le maniche esiste ed è più forte dell’indifferenza –&nbsp;</em><strong>prosegue De Gaetano</strong><em>&nbsp;– Ma non possiamo fermarci alla raccolta. Serve un cambio culturale profondo: più educazione ambientale, più controlli, più posacenere urbani, più smoking area attrezzate e una maggiore responsabilità individuale. L’assuefazione visiva ai mozziconi è uno dei problemi più gravi: ci siamo abituati a vederli ovunque e per questo abbiamo smesso di considerarli un’emergenza”.</em></p>



<p><strong>La Giornata Mondiale degli Oceani ricorda ogni anno il ruolo fondamentale dei mari per la vita sulla Terra</strong>: producono una parte essenziale dell’ossigeno che respiriamo, assorbono grandi quantità di anidride carbonica, regolano il clima e custodiscono una biodiversità preziosa. Tuttavia,&nbsp;<strong>inquinamento da plastica, microplastiche</strong>, surriscaldamento, acidificazione e perdita di biodiversità stanno mettendo sotto pressione ecosistemi sempre più fragili.</p>



<p>Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, continuerà anche nelle prossime settimane con iniziative di sensibilizzazione, cleanup ambientali e attività nelle scuole, con l’obiettivo di trasformare la tutela dell’ambiente in un impegno quotidiano e condiviso.</p>



<p><em>“Proteggere gli oceani non significa guardare soltanto al mare aperto –&nbsp;</em><strong>conclude De Gaetano</strong><em>&nbsp;– ma cambiare i comportamenti a terra. Perché ciò che abbandoniamo oggi su un marciapiede, domani può diventare microplastica nel mare e, prima o poi, tornare anche sulle nostre tavole”.</em></p>
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		<title>Vent’anni di Codice dell’Ambiente: per la Campania tre proposte concrete per acqua, rifiuti e bonifiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ventanni-di-codice-dellambiente-per-la-campania-tre-proposte-concrete-per-acqua-rifiuti-e-bonifiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[A vent&#8217;anni dall&#8217;approvazione del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), la gestione dei servizi pubblici essenziali in Campania ha bisogno di una riforma strutturale. È quanto emerso durante il convegno promosso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A vent&#8217;anni dall&#8217;approvazione del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), la gestione dei servizi pubblici essenziali in Campania ha bisogno di una riforma strutturale. È quanto emerso durante il convegno promosso dal&nbsp;Dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, ospitato nella sala &#8220;Caduti di Nassirya&#8221; del&nbsp;Consiglio Regionale della Campania. Il dibattito, moderato dal giornalista di&nbsp;<em>Ricicla TV</em>&nbsp;Luigi Palumbo, si è concentrato sulle modifiche normative necessarie per favorire l&#8217;aggregazione industriale e sbloccare la rigenerazione del territorio.</p>



<p>L&#8217;introduzione scientifica è stata curata dall&#8217;Avv. Vincenzo Pugliese&nbsp;(Dipartimento di Giurisprudenza), che ha avanzato tre proposte concrete per superare la frammentazione gestionale e la paralisi burocratica: 1.&nbsp;Unico ente d&#8217;ambito:&nbsp;un solo ente di governo regionale che integri la gestione del settore idrico e quella dei rifiuti, eliminando la sovrapposizione di competenze. 2.&nbsp;&#8220;Normalizzazione&#8221; del Servizio Idrico Integrato:&nbsp;inserimento della grande adduzione primaria nel ciclo idrico integrato per una gestione strategica della risorsa. 3.&nbsp;Macro accordo quadro per le bonifiche:&nbsp;una sinergia operativa tra Regione Campania, Comuni, ARPAC, Province ed Enti d&#8217;Ambito per consentire interventi rapidi sui siti contaminati tramite le società partecipate pubbliche, utilizzando procedure standardizzate e veloci.</p>



<p>Il focus tecnico ha visto un ampio confronto diviso in tre macro-aree tematiche. Sul tema&nbsp;<em>Governance, legalità e governo del territorio</em>&nbsp;sono intervenuti&nbsp;Antonello Barretta&nbsp;(Direttore Generale Ciclo Integrato dei Rifiuti della Regione Campania),&nbsp;Dino Falconio&nbsp;(Subcommissario di Governo per la bonifica di Bagnoli-Coroglio) e&nbsp;Luca Mascolo&nbsp;(Presidente dell&#8217;Ente Idrico Campano e dell&#8217;AneA).</p>



<p>La sessione dedicata a&nbsp;<em>Competitività e Best Practice</em>&nbsp;ha raccolto i contributi di&nbsp;Andrea Torino&nbsp;(Commissario ABC Napoli),&nbsp;Valentina Sanfelice di Bagnoli&nbsp;(D.G. Progetto Ambiente spa) e&nbsp;Silvio Sarno&nbsp;(Presidente ANCE AV). Infine, il dibattito si è arricchito con la visione accademica e antropologica di&nbsp;padre Vincenzo Anselmo sj&nbsp;(Decano della Pontificia Facoltà Teologica dell&#8217;Italia Meridionale) e di&nbsp;Stefano Pozzoli&nbsp;(Professore Ordinario di Economia delle Aziende Pubbliche presso l&#8217;Università Parthenope), prima delle conclusioni affidate alla&nbsp;Prof.ssa Giuliana Di Fiore&nbsp;(Ordinario di Diritto Amministrativo della Federico II).</p>
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		<title>Castellabate, lavori all’isola ecologica: struttura temporaneamente chiusa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-lavori-allisola-ecologica-struttura-temporaneamente-chiusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[isola ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
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					<description><![CDATA[L’isola ecologica comunale di Castellabate, situata in località Maroccia, sarà interessata da un importante intervento di riqualificazione e ammodernamento finanziato attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’isola ecologica comunale di Castellabate, situata in località Maroccia, sarà interessata da un importante intervento di riqualificazione e ammodernamento finanziato attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>



<p>Per consentire l’esecuzione dei lavori, la struttura resterà temporaneamente chiusa al pubblico a partire da martedì 9 giugno. Durante il periodo di chiusura non sarà quindi possibile effettuare il conferimento diretto dei rifiuti presso il centro di raccolta.</p>



<p>L’amministrazione comunale precisa tuttavia che il servizio di raccolta differenziata porta a porta continuerà a svolgersi regolarmente su tutto il territorio comunale, senza alcuna variazione per cittadini e utenze.</p>



<p>Gli interventi programmati rappresentano un investimento significativo per il potenziamento dei servizi ambientali locali. L’obiettivo è quello di rendere l’isola ecologica più moderna, efficiente e funzionale, migliorando la gestione dei rifiuti e la qualità complessiva del servizio offerto alla comunità.</p>



<p>Il Comune invita i cittadini a tenere conto della temporanea chiusura della struttura e a utilizzare i consueti servizi di raccolta domiciliare durante l’intera durata dei lavori.</p>
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		<title>Inquinamento urbano in Italia: lo smog resta una criticità soprattutto nel bacino padano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/inquinamento-urbano-in-italia-lo-smog-resta-una-criticita-soprattutto-nel-bacino-padano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 21:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
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					<description><![CDATA[Inquinamento urbano: le città italiane più colpite La qualità dell’aria nelle città italiane continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali del Paese. I dati più recenti del rapporto “Mal’Aria [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Inquinamento urbano: le città italiane più colpite</em></p>



<p>La qualità dell’aria nelle città italiane continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali del Paese. I dati più recenti del rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, elaborati su rilevazioni delle agenzie regionali per la protezione ambientale, confermano che lo smog è ancora diffuso in numerosi centri urbani, soprattutto nel Nord Italia.</p>



<p>Nel 2025, secondo il report, sono stati 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero previsto per il PM10, fissato a 50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni l’anno. Un dato in miglioramento rispetto agli anni precedenti, quando le città “fuorilegge” erano 25 nel 2024 e 29 nel 2022, ma che evidenzia comunque una situazione lontana dagli obiettivi europei fissati per il 2030.</p>



<p>Tra le aree più esposte all’inquinamento atmosferico resta il bacino padano, dove la conformazione geografica e la forte concentrazione di attività produttive e traffico contribuiscono all’accumulo degli inquinanti. In queste zone si registrano frequentemente superamenti dei limiti sia per il PM10 sia per il PM2.5, oltre che per il biossido di azoto (NO₂), sostanza legata soprattutto alle emissioni dei veicoli.</p>



<p>Le città con maggiori criticità, secondo le rilevazioni degli ultimi anni, includono diversi capoluoghi del Nord come Milano, Torino, Verona, Vicenza, Venezia e Cremona, spesso presenti nelle prime posizioni delle classifiche negative per numero di giorni di sforamento dei limiti di polveri sottili. Nel Sud e nelle isole, alcune aree urbane mostrano invece livelli più variabili, con criticità localizzate legate soprattutto al traffico e alle condizioni meteorologiche.</p>



<p>Gli esperti sottolineano come il miglioramento registrato negli ultimi anni non sia ancora sufficiente a garantire un rientro stabile nei parametri raccomandati dall’Unione europea, che diventeranno più severi entro il 2030. In base alle nuove soglie previste, una quota significativa delle città italiane risulterebbe ancora oltre i limiti, in particolare per PM2.5 e biossido di azoto.</p>
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		<title>Zero waste: è davvero possibile vivere senza rifiuti?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/zero-waste-e-davvero-possibile-vivere-senza-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 15:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il concetto di “Zero Waste”, sempre più diffuso anche in Italia, indica un modello di vita e di gestione dei consumi che punta a ridurre al minimo la produzione di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il concetto di “Zero Waste”, sempre più diffuso anche in Italia, indica un modello di vita e di gestione dei consumi che punta a ridurre al minimo la produzione di rifiuti, fino all’ipotesi estrema di eliminarli del tutto. Un obiettivo ambizioso che si inserisce nel più ampio quadro dell’economia circolare, basata su riuso, riciclo e riduzione degli sprechi.</p>



<p>Secondo le definizioni della Zero Waste International Alliance, lo “zero rifiuti” non significa solo migliorare la raccolta differenziata, ma ripensare l’intero ciclo di produzione e consumo dei beni, evitando che i materiali diventino scarto e rientrino invece continuamente nel sistema produttivo attraverso riutilizzo e recupero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un modello basato sulle “5R”</h3>



<p>Alla base della filosofia Zero Waste c’è la cosiddetta strategia delle 5R: rifiutare, ridurre, riutilizzare, riciclare e compostare. L’idea è intervenire prima ancora che il rifiuto venga generato, modificando abitudini quotidiane come gli acquisti, il packaging e il consumo di prodotti usa e getta.</p>



<p>In questa prospettiva, pratiche come l’acquisto di prodotti sfusi, il riuso degli oggetti e la riparazione diventano strumenti centrali per abbattere la quantità di materiali destinati allo smaltimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un obiettivo difficile da raggiungere nella pratica</h3>



<p>Nonostante la crescente diffusione del movimento, il “rifiuto zero” totale resta, allo stato attuale, un obiettivo teorico più che realistico. I sistemi di produzione moderni generano infatti grandi quantità di rifiuti lungo tutta la filiera, dall’estrazione delle materie prime fino al consumo finale.</p>



<p>A livello globale, secondo diversi studi internazionali, una parte significativa dei materiali riciclabili non viene effettivamente recuperata, a causa di limiti tecnici, economici e infrastrutturali nei sistemi di raccolta e trattamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Italia tra buone pratiche e criticità</h3>



<p>Nel contesto italiano, il modello Zero Waste si traduce soprattutto in iniziative locali e nella diffusione della raccolta differenziata avanzata, oltre che in progetti di economia circolare promossi da amministrazioni e imprese.</p>



<p>L’Italia è considerata uno dei Paesi europei più attivi nel riciclo dei materiali, ma le differenze territoriali restano significative e la produzione complessiva di rifiuti urbani continua a rappresentare una sfida per le politiche ambientali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno stile di vita possibile, ma non assoluto</h3>



<p>Più che di “vita senza rifiuti”, gli esperti parlano quindi di una riduzione progressiva e realistica degli scarti. Il Zero Waste si configura oggi come un approccio culturale oltre che ambientale: un insieme di scelte individuali e collettive che mirano a ridurre l’impatto dei consumi.</p>



<p>Tra le azioni più diffuse ci sono l’eliminazione della plastica monouso, la preferenza per prodotti riutilizzabili e la riduzione degli imballaggi superflui. Tuttavia, anche nei comportamenti più virtuosi, una quota di rifiuti risulta oggi inevitabile.</p>



<p>Fonte foto: <a href="https://www.gruppoiren.it/it/everyday/abcircular/2023/zero-wast-come-funziona-la-strategia-rifiuti-zero.html">https://www.gruppoiren.it/it/everyday/abcircular/2023/zero-wast-come-funziona-la-strategia-rifiuti-zero.html</a></p>
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		<title>Campania: nel weekend cinque appuntamenti contro i mozziconi di sigarette: anche a Eboli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-nel-weekend-cinque-appuntamenti-contro-i-mozziconi-di-sigarette-anche-a-eboli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mozziconi sigarette]]></category>
		<category><![CDATA[plastic free]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque appuntamenti in Campania per dire basta all’abbandono dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente. Domani, sabato 6 giugno, e dopodomani, domenica 7 giugno, anche la regione sarà protagonista della grande mobilitazione nazionale promossa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>Cinque appuntamenti in Campania per dire basta all’abbandono dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente.</strong> Domani, sabato 6 giugno, e dopodomani, domenica 7 giugno, anche la regione sarà protagonista della <strong>grande mobilitazione nazionale promossa da Plastic Free Onlus</strong> in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra oggi 5 giugno, e nel percorso di avvicinamento alla Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno.</p>



<p>L’iniziativa, promossa dall’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, coinvolgerà volontari, cittadini, amministrazioni comunali, associazioni e realtà del territorio in<strong>&nbsp;una serie di attività dedicate alla raccolta dei mozziconi di sigaretta e alla sensibilizzazione</strong>&nbsp;sui danni provocati da uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati. Per l’edizione 2026 il claim scelto è: “<strong>Il pianeta non è un portacenere</strong>”.</p>



<p><strong>In Campania gli appuntamenti saranno cinque.&nbsp;</strong>Si partirà&nbsp;<strong>sabato 6 giugno</strong>&nbsp;alle ore 9 a&nbsp;<strong>Castel</strong>&nbsp;<strong>Volturno</strong>&nbsp;(CE), con una raccolta mozziconi dal ritrovo presso il Bar Attila, Destra Volturno, referente Vissia Wanvestraut. Sempre sabato, alle ore 9:30, appuntamento a&nbsp;<strong>Castellammare</strong>&nbsp;<strong>di Stabia</strong>&nbsp;(NA) per un cleanup con ritrovo presso l’ingresso della Reggia di Quisisana, referente Salvatore Palmieri. Nel pomeriggio, alle ore 17, iniziativa a&nbsp;<strong>Lusciano</strong>&nbsp;(CE) con un cleanup dal ritrovo presso Parco Numeroso, Parco Emini 1, referente Antonio Conte.</p>



<p>La mobilitazione proseguirà&nbsp;<strong>domenica 7 giugno</strong>&nbsp;alle ore 09:00 a&nbsp;<strong>Napoli</strong>, con un cleanup dal ritrovo presso Rotonda Diaz, referente Silvana Cantone con Stefano Pugliese e Irene Pontecorvo. Ultimo evento campano domenica alle ore 09:30 a&nbsp;<strong>Eboli</strong>&nbsp;(SA), con una raccolta mozziconi dal ritrovo presso la Libreria Nara, in Via Matteo Ripa 39, referente Elena Merola.</p>



<p><strong>I mozziconi rappresentano una delle principali fonti di microplastiche disperse nell’ambiente.</strong>&nbsp;Molti cittadini ignorano che i filtri delle sigarette non sono fatti di cotone, ma di&nbsp;<strong>acetato di cellulosa</strong>, una plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche invisibili.</p>



<p>Secondo le stime internazionali,&nbsp;<strong>ogni anno nel mondo vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi. In Italia si consumano oltre 70 miliardi di sigarette</strong>&nbsp;l’anno e una parte consistente dei filtri finisce su strade, marciapiedi, tombini, spiagge e corsi d’acqua.&nbsp;<strong>Un singolo mozzicone può contaminare fino a 500 litri d’acqua&nbsp;</strong>rilasciando metalli pesanti e sostanze tossiche dannose per gli ecosistemi acquatici.</p>



<p><em>«La Campania partecipa a questa mobilitazione con cinque iniziative che attraversano città, aree verdi e luoghi simbolici del nostro territorio – </em><strong>dichiara Silvana Cantone, referente regionale Plastic Free Campania </strong><em>–. I mozziconi sono tra i rifiuti più visibili e, allo stesso tempo, più ignorati. Li troviamo sui marciapiedi, vicino ai tombini, nei parchi, sulle spiagge, spesso come se fossero parte del paesaggio urbano. Con questi appuntamenti vogliamo ricordare che ogni cicca abbandonata può trasformarsi in inquinamento per il suolo, per l’acqua e per il mare. Partecipare significa scegliere di non restare indifferenti e contribuire concretamente alla cura della Campania</em>.»</p>



<p><em>«Pochi minuti per fumare una sigaretta, più di dieci anni affinché ciò che ne resta scompaia dall’ambiente – </em><strong>dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus </strong><em>–. Dietro un gesto apparentemente banale si nasconde un danno silenzioso che resta nel tempo: contamina il suolo, raggiunge i tombini, arriva nei fiumi, finisce in mare ed entra nella catena alimentare, tornando poi sulle nostre tavole e nel nostro corpo sotto forma di micro e nanoplastiche. Nel weekend del 6 e 7 giugno porteremo in tutta Italia migliaia di volontari per dire che il pianeta non può essere trattato come un portacenere</em>.»</p>



<p>Plastic Free sottolinea come&nbsp;<strong>il problema non riguardi soltanto il decoro urbano, ma anche la salute degli ecosistemi e degli oceani.&nbsp;</strong>Attraverso tombini e reti fognarie, milioni di mozziconi raggiungono fiumi e mari, mettendo a rischio pesci, tartarughe, uccelli e biodiversità.</p>



<p>Le iniziative sono aperte a cittadini, famiglie, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali.&nbsp;<strong>L’elenco completo degli appuntamenti è disponibile sulla pagina Eventi del sito ufficiale di Plastic Free</strong>, dove è possibile scegliere l’evento più vicino e iscriversi gratuitamente per partecipare alla mobilitazione nazionale.</p>
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		<item>
		<title>Campania, 5,4 milioni ai Comuni per i Piani di Gestione Forestale: bando per oltre 100 enti pubblici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-54-milioni-ai-comuni-per-i-piani-di-gestione-forestale-bando-per-oltre-100-enti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 16:56:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Con decreto dirigenziale n. 191 del 5/6/2026 l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania ha pubblicato il bando rivolto ai Comuni ed Enti pubblici campani per la redazione dei Piani di Gestione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con decreto dirigenziale n. 191 del 5/6/2026 l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania ha pubblicato il bando rivolto ai Comuni ed Enti pubblici campani per la redazione dei Piani di Gestione Forestale, nell’ambito dell’attuazione della Strategia Forestale Nazionale. La dotazione complessiva è di circa 5,4 milioni di euro, l’intervento punta a rafforzare la pianificazione sostenibile del patrimonio boschivo e pascolivo regionale, favorendo la tutela ambientale, la prevenzione del rischio idrogeologico e la valorizzazione delle aree forestali in oltre 100 Comuni ed Enti pubblici della Campania.</p>



<p>Il finanziamento, realizzato con i fondi della Strategia Forestale Nazionale, coprirà il 100% delle spese ammissibili, consentendo agli Enti locali di realizzare studi, rilievi e analisi necessari alla redazione degli strumenti pluriennali di gestione territoriale e programmazione quali i Piani di Gestione Forestale, in linea con gli obiettivi della normativa nazionale ed europea in materia di gestione sostenibile delle foreste.</p>



<p>«Ad oggi – spiega l’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca – in Campania sono presenti circa 100 Comuni sprovvisti di un Piano di Gestione Forestale oppure dotati di strumenti ormai scaduti o prossimi alla scadenza. Questo intervento, particolarmente atteso, consentirà a molti enti di dotarsi di un fondamentale strumento di governo del territorio, che rappresenta un requisito indispensabile per accedere alle opportunità offerte dal PNRR e dal Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR), aprendo così nuove prospettive di sviluppo. Per i Comuni dotati di un Piano di Gestione Forestale sarà inoltre possibile valorizzare le risorse forestali attraverso la commercializzazione di legname certificato e la realizzazione di servizi ecosistemici, come ad esempio la certificazione dei sentieri per l’inserimento nei circuiti turistici. Più in generale, questi strumenti consentiranno una gestione più efficace di tutte le tematiche legate al patrimonio forestale, dagli usi civici ai pascoli, dalla raccolta dei prodotti secondari del bosco fino agli interventi di manutenzione territoriale e di contrasto al dissesto idrogeologico realizzati dalle Comunità Montane».</p>



<p>Importanti anche i benefici dal punto di vista ambientale. I Piani di Gestione Forestale rappresentano infatti uno strumento essenziale per la tutela della biodiversità e del paesaggio, contribuendo alla protezione idrogeologica del territorio, all’assorbimento dell’anidride carbonica, alla conservazione delle risorse idriche e alla salvaguardia degli ecosistemi forestali.&nbsp;</p>



<p>Tra le principali novità dell’avviso appena pubblicato vi è l’introduzione di un sistema di premialità per l’utilizzo di tecnologie innovative, tra cui il LiDAR (Light Detection and Ranging), sistema di telerilevamento laser che consente rilievi estremamente accurati della morfologia del territorio, della struttura della vegetazione e delle caratteristiche forestali, garantendo maggiore precisione e una significativa riduzione dei tempi e dei costi rispetto ai metodi tradizionali.</p>



<p>«Nel giro di pochi anni – conclude l’assessora Serluca – grazie al finanziamento di questi ulteriori 100 Piani di Gestione Forestale, la Campania potrà contare su una pianificazione dei beni silvo-pastorali pubblici pressoché completa, collocandosi tra le regioni italiane con il più alto livello di pianificazione forestale e, quindi, di capacità di gestione del proprio patrimonio boschivo. Il Piano di Gestione Forestale svolge infatti una funzione analoga a quella di un piano regolatore: rappresenta lo strumento guida e il presupposto fondamentale per tutte le politiche di tutela, valorizzazione e sviluppo del territorio rurale e montano».</p>



<p><strong>Il bando è consultabile al link&nbsp;<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/foreste/pdf/DRD_191-05-06-26.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://agricoltura.regione.campania.it/foreste/pdf/DRD_191-05-06-26.pdf</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Postiglione apre le porte del &#8220;Sentiero delle Relazioni&#8221;: un parco costruito insieme</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/postiglione-apre-le-porte-del-sentiero-delle-relazioni-un-parco-costruito-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Postiglione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione movesi]]></category>
		<category><![CDATA[postiglione]]></category>
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					<description><![CDATA[Una giornata dedicata alla comunità, alla partecipazione e alla valorizzazione dei beni comuni. Domani a Postiglione si terrà la prima apertura pubblica del &#8220;Sentiero delle Relazioni&#8221;, il percorso che sta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una giornata dedicata alla comunità, alla partecipazione e alla valorizzazione dei beni comuni. Domani a Postiglione si terrà la prima apertura pubblica del &#8220;Sentiero delle Relazioni&#8221;, il percorso che sta prendendo forma all&#8217;interno del futuro Parco Amato – Luogo di Comunità, nato grazie al lavoro condiviso di cittadini, associazioni, scuola, famiglie e istituzioni del territorio.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rientra nelle attività del Patto Educativo di Comunità Sele e Alburni ed è coordinata da Mòvesi APS e Permacultura Elementare. L&#8217;appuntamento è fissato a partire dalle ore 11 nell&#8217;area antistante la scuola di Viale dei Martiri Postiglionesi, dove bambini, giovani e famiglie potranno visitare e sperimentare i primi elementi realizzati durante il cantiere di autocostruzione che nei mesi scorsi ha coinvolto decine di volontari.</p>



<p>Più che una tradizionale inaugurazione, spiegano i promotori, sarà un&#8217;occasione per vivere lo spazio, conoscere il percorso svolto e contribuire alla progettazione condivisa delle future attività. Il progetto Parco Amato si fonda infatti sull&#8217;idea di realizzare uno spazio pubblico insieme alla comunità che lo abiterà, attraverso l&#8217;utilizzo di materiali locali, come il legno di castagno degli Alburni, e pratiche di recupero e riuso capaci di trasformare risorse del territorio in opportunità educative e sociali.</p>



<p>La giornata sarà accompagnata da un picnic di comunità aperto a tutti: i partecipanti sono invitati a portare cibo e bevande da condividere in un momento conviviale e informale. Ad animare il pomeriggio sarà anche la musica popolare proposta da Jessica e Catello.</p>



<p>Il &#8220;Sentiero delle Relazioni&#8221; rappresenta il primo tassello della futura Piazza Educativa di Postiglione, uno spazio pensato come luogo permanente di incontro tra scuola, famiglie, associazioni e comunità locale, dove apprendimento, cura dei luoghi e relazioni possano svilupparsi in modo integrato.</p>
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		<title>Pollica, il mare più bello d’Italia: primo posto nella Guida Blu 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pollica-il-mare-piu-bello-ditalia-primo-posto-nella-guida-blu-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[Pollica è il Mare più Bello d’Italia. La Guida Blu 2026 di Legambiente e Touring Club Italiano ha incoronato il Comune cilentano come miglior destinazione costiera del Paese, assegnandogli il [...]]]></description>
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<p>Pollica è il Mare più Bello d’Italia. La Guida Blu 2026 di Legambiente e Touring Club Italiano ha incoronato il Comune cilentano come miglior destinazione costiera del Paese, assegnandogli il primo posto assoluto nella classifica nazionale delle Cinque Vele. Il prestigioso riconoscimento è stato annunciato oggi a Venezia, nell’ambito della Venice Climate Week e in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.<br>Nella graduatoria delle eccellenze marine italiane, Pollica precede Baunei, in Sardegna, e Otranto, in Puglia, conquistando la vetta di una classifica che rappresenta il più autorevole riferimento nazionale per la valutazione della qualità ambientale e della sostenibilità delle località costiere.</p>



<p>Un risultato che non premia soltanto la straordinaria bellezza del territorio, ma certifica la qualità di un modello di sviluppo costruito negli anni attraverso scelte amministrative, politiche e culturali fondate sulla tutela dell’ambiente e sulla valorizzazione delle comunità locali. Le Cinque Vele vengono infatti assegnate sulla base di molteplici indicatori che comprendono la qualità delle acque e dei sistemi di depurazione, la tutela della biodiversità e del paesaggio, la gestione sostenibile di rifiuti ed energia, la mobilità dolce e la capacità di promuovere un turismo rispettoso dei luoghi e delle persone. A determinare il primato nazionale di Pollica sono stati gli investimenti e le politiche che hanno consentito di preservare l’integrità degli ecosistemi costieri, garantire un mare tra i più puliti d’Italia e sviluppare un’offerta turistica capace di coniugare qualità, autenticità e sostenibilità. Un percorso che ha trasformato il territorio in un punto di riferimento nazionale e internazionale per le buone pratiche ambientali.</p>



<p>«Essere riconosciuti come il Mare più Bello d’Italia rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio, ma soprattutto la conferma che la strada intrapresa dalla nostra comunità è quella giusta. Questo risultato non nasce per caso e non è soltanto un premio alla bellezza straordinaria di Acciaroli, Pioppi e dell’intero territorio comunale. È il riconoscimento di una visione che mette al centro la qualità ambientale, la salute del mare, la tutela della biodiversità, il benessere delle persone e la capacità di costruire sviluppo senza compromettere il patrimonio naturale che abbiamo il dovere di custodire», dichiara il sindaco Stefano Pisani.</p>



<p>Un riconoscimento che assume un significato ancora più profondo per una comunità che da anni rappresenta un laboratorio di innovazione sociale e ambientale. Pollica è infatti la patria della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, ed è il luogo in cui l’eredità di Angelo Vassallo continua a tradursi in politiche concrete di tutela del paesaggio, difesa del mare, educazione ambientale e sviluppo sostenibile.</p>



<p>A conferma dell’impegno del territorio sul fronte della conservazione ambientale, Pollica figura anche nell’elenco nazionale dei “Comuni Amici delle Tartarughe”, il progetto promosso da Legambiente per la tutela della Caretta Caretta e dei suoi habitat di nidificazione. Un riconoscimento che testimonia l’attenzione costante riservata alla biodiversità e alla protezione degli ecosistemi marini.</p>



<p>«Le Cinque Vele appartengono a tutta la nostra comunità. Ai cittadini, agli operatori turistici, alle associazioni, ai pescatori, alle imprese e a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a rendere Pollica un esempio di sostenibilità. Essere primi in Italia significa assumersi una responsabilità ancora maggiore: continuare a innovare, investire nella tutela dell’ambiente, valorizzare la Dieta Mediterranea e dimostrare che un modello di sviluppo fondato sull’equilibrio tra uomo e natura non solo è possibile, ma rappresenta la strada più giusta per il futuro», aggiunge Pisani.</p>



<p>Il risultato ottenuto da Pollica rafforza il ruolo del Cilento tra le principali eccellenze ambientali italiane. Nella classifica delle Cinque Vele 2026 figurano infatti anche San Giovanni a Piro e Castellabate, confermando la costa cilentana come uno dei territori più virtuosi del Paese. Il primo posto nella Guida Blu 2026 consolida la reputazione di Pollica come modello internazionale di sostenibilità territoriale e il ruolo del Comune come punto di riferimento per un turismo di qualità capace di coniugare tutela del paesaggio, identità culturale, innovazione e benessere delle comunità.</p>
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		<title>Cilento, la transumanza diventa esperienza green: tra Ceraso e Novi Velia un cammino tra natura, tradizioni e sapori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-la-transumanza-diventa-esperienza-green-tra-ceraso-e-novi-velia-un-cammino-tra-natura-tradizioni-e-sapori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ceraso]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Novi Velia]]></category>
		<category><![CDATA[ceraso]]></category>
		<category><![CDATA[novi velia]]></category>
		<category><![CDATA[transumanza ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un cammino tra natura, tradizioni pastorali e sostenibilità ambientale nel cuore del Cilento. Sabato 6 giugno si svolgerà la &#8220;Transumanza Ecologica&#8221;, iniziativa promossa dall&#8217;associazione Baratto in collaborazione con l&#8217;azienda agricola [...]]]></description>
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<p>Un cammino tra natura, tradizioni pastorali e sostenibilità ambientale nel cuore del Cilento. Sabato 6 giugno si svolgerà la &#8220;Transumanza Ecologica&#8221;, iniziativa promossa dall&#8217;associazione Baratto in collaborazione con l&#8217;azienda agricola F.lli Lamanna, che accompagnerà i partecipanti lungo l&#8217;antico percorso delle mandrie di vacche podoliche tra Ceraso e Novi Velia.</p>



<p>L&#8217;evento punta a valorizzare una pratica millenaria riconosciuta dall&#8217;UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;Umanità e considerata uno dei modelli di allevamento più sostenibili dal punto di vista ambientale.</p>



<p>La transumanza, infatti, contribuisce alla tutela della biodiversità, al contrasto del sovrapascolamento, alla prevenzione degli incendi boschivi e del dissesto idrogeologico, favorendo al tempo stesso la fertilizzazione naturale dei terreni e riducendo l&#8217;impatto ambientale degli allevamenti grazie all&#8217;utilizzo esclusivo delle risorse offerte dai pascoli naturali.</p>



<p>Il percorso si snoderà alle pendici del Monte Gelbison, simbolo del Cilento interno, e offrirà ai partecipanti un&#8217;esperienza immersiva a contatto con il mondo pastorale. Il programma prevede il ritrovo nel pomeriggio presso l&#8217;Alin Village di Vallo della Lucania e il successivo trasferimento a Ceraso, dove sarà possibile assistere a una dimostrazione delle antiche tecniche casearie e degustare prodotti tipici realizzati con latte di mucca podolica.</p>



<p>Dopo la preparazione degli animali con i tradizionali campanacci e il racconto delle leggende legate alla vita dei pastori, la mandria partirà lungo il tragitto verso Novi Velia, accompagnata dai partecipanti. L&#8217;arrivo è previsto in serata presso il Parco Noè, seguito dal rientro a Vallo della Lucania e da una degustazione di prodotti locali accompagnata da canti e musiche della tradizione popolare cilentana.</p>



<p>L&#8217;iniziativa si svolge interamente all&#8217;interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e si inserisce nelle attività di promozione di un modello di sviluppo sostenibile che coniuga tutela ambientale, conservazione delle tradizioni e valorizzazione delle produzioni locali.</p>



<p>L&#8217;obiettivo degli organizzatori è quello di far conoscere il valore culturale ed ecologico della transumanza, trasformando un&#8217;antica pratica pastorale in un&#8217;occasione di educazione ambientale e di scoperta del patrimonio naturalistico e identitario del territorio cilentano.</p>
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		<title>Il Mare più bello di Legambiente e Touring Club: Pollica regina dell&#8217;estate 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-mare-piu-bello-di-legambiente-e-touring-club-pollica-regina-dellestate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mare più bello]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[touring club]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Andare in vacanza al tempo della crisi climatica tra caldo torrido e voglia di relax e refrigerio. Podio&nbsp;<strong>targato Cilento</strong>&nbsp;dove&nbsp;<strong>sventolano le Cinque Vele di Legambiente e Touring Club Italiano</strong>&nbsp;raccolte nella guida&nbsp;<strong>“Il Mare più bello”</strong>. Il prestigioso riconoscimento assegnato a quelle realtà che puntano su un turismo e una gestione sostenibile, ma che si stanno adattando anche alla crisi climatica in atto fornendo soluzioni e proposte per vacanze più fresche e alla scoperta dei territori.&nbsp;<strong>Regina dell’estate 2026, legata al mare è Pollica (SA) che guida la classifica nazionale delle località marine,&nbsp;</strong>con lei sul podio regionale<strong>&nbsp;San Giovanni&nbsp;a Piro</strong>, quinta a livello nazionale&nbsp;<strong>e Castellabate</strong>, quindicesima a livello nazionale.</p>



<p>Tornando alla guida di Legambiente con q<strong>uattro vele troviamo otto località della nostra costa</strong>: Montecorice, San Mauro, Centola-Palinuro, Pisciotta, Ascea, Capri, Sapri e Procida. Sono invece&nbsp;<strong>13 le località con tre vele:</strong>&nbsp;Atrani, Anacapri, Camerota, Cetara, Bacoli, Capaccio-Paestum, Agropoli, Massa Lubrense, Positano, Maiori, Amalfi, Ravello, Sorrento.</p>



<p>«<em>Le esperienze delle località balneari campane</em>&#8211; <strong>dichiara Francesca Ferro, direttrice Legambiente</strong> <strong>Campania</strong>&#8211; <em>inserite nella Guida sono la dimostrazione che puntando su un turismo sostenibile capace di valorizzare il territorio e il capitale naturale è possibile affrontare al tempo stesso le tante problematiche ambientali come crisi climatica, inquinamento e overtourism. Con la presentazione della nostra guida, prosegue il nostro viaggio con tante iniziative, mobilitazioni, attività educative per i più piccoli per continuare ad accompagnare sindaci, piccoli e grandi imprenditori, associazioni e cittadini lungo percorsi virtuosi per ridurre la quantità di rifiuti, combattere abusivismo sulle coste, gestire al meglio le aree protette, promuovere l’enogastronomia di qualità e le buone pratiche di fruizione del litorale. Perché per contrastare la crisi climatica, servono politiche efficaci e un lavoro di squadra che veda uniti politica nazionale e territoriale, cittadini, mondo delle imprese e amministratori.</em>»</p>



<p><strong>Resta alta l’attenzione sulla biodiversità a partire dalla tutela della tartaruga&nbsp;<em>Caretta Caretta</em>,&nbsp;</strong>che con l&#8217;aumento delle temperature, sceglie sempre di più le coste italiane per nidificare.&nbsp;<strong>Nel 2026 salgono a 124 (contro le 102 del 2025) i “Comuni amici delle tartarughe marine”,</strong>&nbsp;ad aver firmato il protocollo d’intesa promosso da Legambiente nell’ambito del progetto europeo Life TURTLENEST,&nbsp;<strong>e segnalati nella guida “Il Mare più bello” con un apposito simbolo quello della tartaruga.&nbsp;</strong>Una crescita rapida e importante che vede sempre più amministrazioni adottare misure concrete per rendere le spiagge più sicure e compatibili con la presenza della specie: si va dalla pulizia manuale delle spiagge alla riduzione dell’inquinamento luminoso, dalla formazione degli operatori alla collaborazione con esperti per la tutela dei nidi.<strong>&nbsp;A livello regionale la Campania è quella con più comuni amici delle tartarughe, ne conta 25,&nbsp;</strong>seguita dalla Calabria (19) e dalla Puglia (16).<strong>&nbsp;&nbsp;Record&nbsp;</strong>per i comuni della<strong>&nbsp;provincia di Salerno ben 15&nbsp;</strong>seguita da<strong>&nbsp;9 comuni della provincia di Napoli e uno del casertano.</strong></p>



<p><strong>Novità, Menzioni “Il Mare più bello 2026”:</strong> Quattro le menzioni assegnate per la prima volta da Legambiente con “Il mare più bello 2026” per festeggiare anche la giornata mondiale dell’ambiente. Tra queste quattro una menzione a<strong> Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli (NA) </strong>per le azioni di lotta alle occupazioni abusive sul demanio marittimo, per le iniziative di recupero, risanamento e rigenerazione della fascia costiera del comune.</p>



<p>(Foto da pagina facebook Comune di Pollica)</p>
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		<title>Alghe sulle spiagge di Pozzillo e Ogliastro, Coccorullo: «Iter complesso, nessun accentramento di competenze»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alghe-sulle-spiagge-di-pozzillo-e-ogliastro-coccorullo-iter-complesso-nessun-accentramento-di-competenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[coccorullo]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge alcghe]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni interviene con una nota di chiarimento sulla gestione della presenza di alghe lungo i litorali di Pozzillo e Ogliastro Marina, [...]]]></description>
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<p>Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni interviene con una nota di chiarimento sulla gestione della presenza di alghe lungo i litorali di Pozzillo e Ogliastro Marina, nel territorio del Comune di Castellabate, per definire con precisione ruoli istituzionali e iter amministrativi in corso e smentire ricostruzioni ritenute non corrette.</p>



<p>Il presidente dell’Ente, Giuseppe Coccorullo, ha spiegato che l’obiettivo dell’intervento è quello di “garantire ai cittadini, ai balneari e ai fruitori delle spiagge un’informazione trasparente e corretta, evitando che narrazioni distorte alterino la percezione della realtà”.</p>



<p>Al centro della vicenda vi è la procedura relativa alla gestione del materiale algale sulle spiagge, oggetto di interlocuzioni istituzionali e di un percorso amministrativo che coinvolge più livelli di governo. Secondo quanto precisato dal Parco, infatti, l’iter non attribuisce all’Ente alcuna funzione di approvazione definitiva, come invece sarebbe stato ipotizzato in alcune comunicazioni circolate tra operatori economici.</p>



<p>Nella ricostruzione fornita dall’Ente, il procedimento segue una scansione precisa. Il primo livello è quello comunale: spetta al Comune la redazione e la presentazione del progetto definitivo, necessario per avviare formalmente l’istruttoria. In questo caso, la documentazione è stata trasmessa agli uffici del Parco il 29 maggio 2026 alle ore 17, quando le sedi risultavano già chiuse.</p>



<p>Segue la fase di competenza dell’Ente Parco, che non dispone di potere autorizzativo finale, ma è chiamato a esprimere un “parere preventivo” sul progetto presentato dall’amministrazione comunale. Tale parere, secondo quanto comunicato, sarà rilasciato nella giornata di domani e trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.</p>



<p>Il livello conclusivo dell’iter è infatti ministeriale: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica resta l’unico soggetto competente al rilascio dell’autorizzazione finale e del via libera agli interventi.</p>



<p>Il presidente Coccorullo ha inoltre rivendicato l’attività svolta dall’Ente nelle fasi precedenti alla presentazione del progetto, respingendo l’idea di un ruolo passivo nella gestione della vicenda.</p>



<p>“Subito dopo aver ricevuto la prima nota interlocutoria del Comune – ha dichiarato Coccorullo – ci siamo fatti promotori di un tavolo tecnico direttamente a Roma, presso il Ministero. Abbiamo sollevato la problematica per consentire una gestione emergenziale e tempestiva della situazione sul litorale di Castellabate”.</p>



<p>Un’azione che, secondo il Parco, avrebbe avuto l’obiettivo di accelerare il confronto istituzionale e individuare soluzioni operative in un contesto definito complesso, anche per le ricadute sul comparto turistico.</p>



<p>Nella parte conclusiva della nota, il presidente del Parco richiama il tema della collaborazione tra enti e della necessità di evitare contrapposizioni pubbliche nella gestione di questioni ambientali e territoriali.</p>



<p>“Le istituzioni hanno il dovere di lavorare in sinergia, specialmente su temi delicati come la tutela ambientale e lo sviluppo turistico del territorio”, ha affermato Coccorullo. “Alimentare lo scaricabarile o tentare di discolparsi addossando ad altri ritardi o responsabilità non fa bene a nessuno, men che meno ai cittadini e agli operatori turistici che giustamente pretendono risposte”.</p>



<p>Il presidente ha ribadito che la collaborazione tra enti “ha funzionato finché si è mossa sui binari del rispetto reciproco e dell’efficacia concreta”, sottolineando come la gestione della problematica debba restare ancorata a procedure condivise e non a letture semplificate del processo decisionale.</p>



<p>“La palla non è mai passata a un singolo ente: la partita si vince solo lavorando insieme, nel rispetto delle leggi”, ha concluso Coccorullo.</p>



<p>Il prossimo passaggio sarà il rilascio del parere preventivo da parte dell’Ente Parco, atteso nelle prossime ore. Il documento sarà poi trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, cui spetta la decisione finale sugli eventuali interventi.</p>
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		<item>
		<title>Giornata Mondiale dell’Ambiente: Plastic Free lancia mobilitazione nazionale contro i mozziconi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-mondiale-dellambiente-plastic-free-lancia-mobilitazione-nazionale-contro-i-mozziconi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mozziconi sigarette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=248535</guid>

					<description><![CDATA[Giornata Mondiale dell’Ambiente: Plastic Free lancia mobilitazione nazionale contro i mozziconi In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il 5 giugno, Plastic Free Onlus promuove nel weekend del 6 e 7 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Giornata Mondiale dell’Ambiente: Plastic Free lancia mobilitazione nazionale contro i mozziconi</strong></p>



<p>In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il 5 giugno, Plastic Free Onlus promuove nel weekend del 6 e 7 giugno una vasta mobilitazione in tutta Italia contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta, tra i rifiuti più diffusi e inquinanti.</p>



<p>Sono centinaia gli eventi previsti con il coinvolgimento di migliaia di volontari, amministrazioni e associazioni per la raccolta delle cicche in città, spiagge, parchi e corsi d’acqua. L’iniziativa rientra nelle attività dell’organizzazione impegnata dal 2019 nella lotta all’inquinamento da plastica.</p>



<p>Secondo Plastic Free, i filtri delle sigarette, composti da acetato di cellulosa, possono impiegare oltre dieci anni per degradarsi e rilasciano microplastiche e sostanze tossiche nell’ambiente. Ogni anno nel mondo vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi, con gravi impatti su suolo e ecosistemi acquatici.</p>



<p>“Il pianeta non può essere trattato come un portacenere”, ha dichiarato il presidente e fondatore Luca De Gaetano, sottolineando come il gesto di abbandonare una cicca possa generare un inquinamento duraturo e diffuso fino alla catena alimentare.</p>



<p>La campagna si inserisce anche nel percorso verso la Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e fumatori e promuovere comportamenti più responsabili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="825" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-13-825x1024.jpg" alt="" class="wp-image-248536" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-13-825x1024.jpg 825w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-13-242x300.jpg 242w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-13-768x953.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-13.jpg 1179w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Dai frantoi non nasce solo olio, sottoprodotti diventano energia e nuove risorse</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dai-frantoi-non-nasce-solo-olio-sottoprodotti-diventano-energia-e-nuove-risorse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[frantoio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=248512</guid>

					<description><![CDATA[Dai frantoi non nasce più soltanto olio extravergine di oliva:&#160;sottoprodotti come sanse, nocciolino, foglie e acque di vegetazione possono diventare energia, fertilizzanti organici e nuove materie prime&#160;per applicazioni alimentari, cosmetiche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dai frantoi non nasce più soltanto olio extravergine di oliva:&nbsp;<strong>sottoprodotti come sanse, nocciolino, foglie e acque di vegetazione possono diventare energia, fertilizzanti organici e nuove materie prime</strong>&nbsp;per applicazioni alimentari, cosmetiche e industriali.</p>



<p>È questo il messaggio lanciato da&nbsp;<strong>AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari</strong>&nbsp;– in occasione della&nbsp;<strong>Giornata Mondiale dell’Ambiente</strong>, nell’ambito del&nbsp;<strong>percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115</strong>.</p>



<p>Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha profondamente cambiato il modo di guardare ai sottoprodotti della lavorazione delle olive.&nbsp;<strong>Ciò che in passato veniva considerato uno scarto rappresenta oggi una risorsa preziosa</strong>. Le&nbsp;<strong>acque di vegetazione</strong>&nbsp;possono diventare una fonte di composti antiossidanti naturali, come i polifenoli, destinati all’industria alimentare, nutraceutica e cosmetica.&nbsp;<strong>Sansa e nocciolino</strong>&nbsp;possono invece essere valorizzati per produrre energia rinnovabile, biogas, biometano o fertilizzanti organici destinati a tornare nei campi, chiudendo il ciclo dell’economia circolare.</p>



<p><strong>Ogni campagna olearia produce non soltanto olio extravergine di oliva, ma anche una quantità rilevante di sottoprodotti</strong>. Da un quintale di olive si ottiene mediamente una quota limitata di olio, mentre la parte restante è composta da frazioni solide e liquide che richiedono una gestione corretta. La sfida dei frantoi moderni è trasformare questa complessità in valore, attraverso innovazione tecnologica, competenze professionali e nuovi modelli gestionali.</p>



<p>Il nocciolino, ad esempio, può essere utilizzato come&nbsp;<strong>biomassa rinnovabile per la produzione di calore, anche all’interno degli stessi frantoi</strong>. La sansa può essere destinata a&nbsp;<strong>processi di digestione anaerobica per la produzione di biogas e biometano</strong>, mentre il&nbsp;<strong>digestato può tornare al terreno come fertilizzante stabilizzato</strong>. Attraverso il compostaggio o la produzione di biochar,&nbsp;<strong>i residui della lavorazione possono contribuire al miglioramento della fertilità del suolo e al sequestro del carbonio.</strong></p>



<p>Questa&nbsp;<strong>evoluzione è strettamente legata anche all’innovazione degli impianti</strong>. Tecnologie più efficienti consentono di migliorare la resa estrattiva, preservare la qualità nutrizionale dell’olio, ridurre i consumi energetici e limitare l’impatto ambientale. Il frantoio moderno si sta così trasformando progressivamente in una vera bioraffineria agricola, capace di valorizzare ogni componente dell’oliva.</p>



<p>La sostenibilità, dunque, non riguarda solo la gestione dei sottoprodotti.&nbsp;<strong>Un frantoio moderno è chiamato a migliorare l’efficienza energetica, ridurre sprechi e consumi, garantire tracciabilità e preservare la qualità del prodotto lungo tutta la filiera</strong>.</p>



<p>Per il consumatore,&nbsp;<strong>scegliere un olio extravergine di qualità significa sempre più spesso scegliere anche un modello produttivo attento all’ambiente</strong>, alla valorizzazione delle risorse e alla tutela del territorio.</p>



<p><em>“Per anni si è parlato di sostenibilità come di un costo. Oggi i frantoi italiani dimostrano che può diventare un’opportunità –&nbsp;</em><strong>sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso</strong><em>&nbsp;– Il frantoio moderno non è più soltanto il luogo dove si estrae l’olio dalle olive. Sta diventando una vera e propria bioraffineria agricola, capace di generare valore da ogni componente del frutto. Recuperare i sottoprodotti, ridurre gli sprechi e investire in innovazione significa tutelare l’ambiente, rafforzare la competitività delle imprese e creare nuovo valore per la filiera. È questa la direzione del lavoro che AIFO sta portando avanti insieme a Italia Olivicola</em>&nbsp;–&nbsp;<strong>conclude Amoroso</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>aumentare la consapevolezza dei consumatori, valorizzare il ruolo dei frantoi e raccontare una qualità dell’olio extravergine che nasce anche da processi produttivi più responsabili, efficienti e sostenibili</em>”.</p>



<p>Con questo approfondimento si apre il focus di giugno dedicato alla sostenibilità, che proseguirà con comunicazioni su economia circolare, rapporto tra sostenibilità e qualità e responsabilità climatica della filiera olivicola.</p>



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		<title>Educazione ambientale nelle scuole: cresce l’attenzione, ma restano differenze tra territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:42:38 +0000</pubDate>
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<p>L’educazione ambientale è diventata una componente sempre più centrale dei percorsi scolastici, anche grazie alle linee guida introdotte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e agli obiettivi europei legati al Green Deal. Tuttavia, gli esperti sottolineano come non si tratti ancora di una disciplina autonoma strutturata in modo uniforme, ma di un insegnamento trasversale affidato all’integrazione tra diverse materie.</p>



<p>In Italia, l’educazione ambientale è stata rafforzata all’interno dell’insegnamento dell’educazione civica, introdotto come disciplina obbligatoria nel 2020. Secondo le indicazioni ministeriali, tra i nuclei tematici rientrano la sostenibilità ambientale, la tutela del patrimonio naturale e la comprensione dei cambiamenti climatici.</p>



<p>L’approccio interdisciplinare coinvolge materie come scienze, geografia, tecnologia e diritto, con l’obiettivo di fornire agli studenti una consapevolezza globale delle sfide ambientali contemporanee.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell’Unione europea</h2>



<p>A livello europeo, l’educazione alla sostenibilità è considerata una leva strategica per la transizione ecologica. La Commissione europea ha più volte sottolineato l’importanza di formare cittadini consapevoli dei temi ambientali, anche attraverso programmi come Erasmus+ e iniziative dedicate alle scuole “green”.</p>



<p>Secondo le linee guida dell’UNESCO, l’educazione allo sviluppo sostenibile è uno degli strumenti chiave per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare quelli legati al clima, all’energia pulita e alla tutela della biodiversità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Progetti e buone pratiche nelle scuole</h2>



<p>In molte scuole italiane sono attivi progetti di educazione ambientale che spaziano dalla raccolta differenziata alla creazione di orti didattici, fino a laboratori sul riciclo e attività di monitoraggio della qualità dell’aria.</p>



<p>Alcuni istituti hanno avviato collaborazioni con enti locali, parchi naturali e associazioni ambientaliste per promuovere esperienze sul campo, come visite in aree protette o progetti di citizen science, in cui gli studenti partecipano alla raccolta di dati ambientali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le criticità: formazione e disuguaglianze territoriali</h2>



<p>Nonostante i progressi, permangono differenze significative tra scuole e territori. Secondo osservatori del settore educativo, la qualità e la continuità dei progetti dipendono spesso dalla disponibilità di risorse, dalla sensibilità dei singoli istituti e dalla formazione dei docenti.</p>



<p>Un altro nodo riguarda proprio la preparazione degli insegnanti: l’educazione ambientale richiede competenze aggiornate e multidisciplinari, non sempre supportate da percorsi formativi specifici e continuativi.</p>
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		<title>Alluvioni lampo: il nuovo volto del clima estremo che colpisce sempre più spesso l’Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni lampo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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<p>Negli ultimi anni l’Europa ha registrato un aumento significativo di episodi di precipitazioni estreme concentrate in brevi intervalli di tempo. Questi fenomeni, noti come “flash flood” o alluvioni lampo, si verificano quando una quantità eccezionale di pioggia cade in poche ore, superando la capacità del suolo e dei sistemi di drenaggio di assorbirla.</p>



<p>Eventi di questo tipo sono stati osservati con crescente frequenza in diverse aree del continente, dall’Europa centrale al Mediterraneo, con conseguenze spesso devastanti per centri urbani, infrastrutture e territori collinari e montani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le alluvioni lampo</h2>



<p>Le alluvioni lampo si caratterizzano per la loro rapidità di sviluppo. A differenza delle piene fluviali tradizionali, che possono richiedere giorni per formarsi, queste inondazioni si generano nel giro di minuti o poche ore, spesso a seguito di temporali intensi e localizzati.</p>



<p>Secondo il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio (ECMWF), l’intensificazione delle precipitazioni estreme è coerente con un’atmosfera più calda e ricca di umidità, in grado di trattenere e rilasciare quantità maggiori di acqua in tempi ridotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il legame con il cambiamento climatico</h2>



<p>Gli scienziati del clima concordano sul fatto che il riscaldamento globale stia aumentando la probabilità di eventi estremi di precipitazione. L’IPCC, il panel scientifico delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, ha evidenziato come ogni grado di aumento della temperatura media globale incrementi la capacità dell’atmosfera di trattenere vapore acqueo, intensificando così i fenomeni piovosi.</p>



<p>In particolare, il Mediterraneo è considerato un “hotspot climatico”, cioè una delle aree più sensibili agli effetti del cambiamento climatico, con una crescente alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni estreme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Suolo impermeabilizzato e rischio urbano</h2>



<p>Oltre ai fattori climatici, un ruolo decisivo è giocato dall’urbanizzazione. L’espansione delle città ha ridotto la capacità del suolo di assorbire l’acqua piovana a causa della crescente impermeabilizzazione: asfalto, cemento e infrastrutture impediscono il drenaggio naturale.</p>



<p>Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), questo fenomeno amplifica gli effetti delle piogge intense, aumentando il rischio di allagamenti improvvisi anche in aree non tradizionalmente considerate a rischio idrogeologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli effetti sul territorio</h2>



<p>Le alluvioni lampo possono causare danni ingenti in tempi estremamente brevi. Strade trasformate in fiumi, sottopassi allagati, frane improvvise e interruzioni della viabilità sono tra le conseguenze più frequenti.</p>



<p>Particolarmente vulnerabili risultano i piccoli bacini idrografici e le aree collinari, dove la risposta del territorio alle precipitazioni intense è più rapida e meno prevedibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prevenzione e adattamento</h2>



<p>Gli esperti sottolineano che, accanto alle politiche di mitigazione delle emissioni di gas serra, è fondamentale rafforzare le strategie di adattamento. Tra queste figurano il miglioramento dei sistemi di allerta precoce, la manutenzione dei corsi d’acqua, la rinaturalizzazione dei suoli e la riduzione del consumo di suolo.</p>



<p>Anche la pianificazione urbana è considerata centrale: nuove infrastrutture di drenaggio, aree verdi e sistemi di raccolta delle acque meteoriche possono ridurre in modo significativo l’impatto degli eventi estremi.</p>
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		<title>Dai fondali agli abissi, viaggio tra le specie marine più rare del pianeta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dai-fondali-agli-abissi-viaggio-tra-le-specie-marine-piu-rare-del-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[animali marini rari]]></category>
		<category><![CDATA[pesce sega]]></category>
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<p><em>Alcune contano poche decine di esemplari, altre vivono in habitat così remoti da essere osservate raramente. Dalla vaquita ai pesci sega, ecco quali sono gli animali marini più rari del mondo e perché rischiano di scomparire.</em></p>



<p>Gli oceani coprono oltre il 70% della superficie terrestre e ospitano una biodiversità straordinaria. Eppure molte specie marine stanno vivendo una crisi senza precedenti a causa della pesca intensiva, dell&#8217;inquinamento, dei cambiamenti climatici e della distruzione degli habitat. Alcuni animali sono diventati così rari da essere considerati sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione.</p>



<p>Tra mammiferi, pesci e squali, ecco alcune delle specie marine più rare e minacciate del pianeta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vaquita, il mammifero marino più raro del mondo</h2>



<p>Il triste primato appartiene alla vaquita, una piccola focena che vive esclusivamente nell&#8217;Alto Golfo di California, in Messico. Secondo gli organismi internazionali per la conservazione della natura, ne sopravvivono appena una decina di esemplari.</p>



<p>La principale minaccia è rappresentata dalle reti da pesca illegali utilizzate per catturare il totoaba, un pesce molto richiesto sul mercato nero asiatico. Le vaquite rimangono intrappolate nelle reti e muoiono per annegamento. Gli esperti la considerano oggi la specie marina più vicina all&#8217;estinzione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I pesci sega, fantasmi degli oceani tropicali</h2>



<p>Con il loro caratteristico rostro dentato simile a una sega, i pesci sega appartengono a uno dei gruppi più minacciati del pianeta. Un tempo diffusi nelle acque tropicali e subtropicali di tutto il mondo, hanno subito un crollo delle popolazioni a causa della pesca accidentale e della perdita degli habitat costieri.</p>



<p>Tra le specie più rare figura il pesce sega maggiore (<em>Pristis pristis</em>), oggi classificato come gravemente minacciato e scomparso da vaste aree del suo areale storico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo squalo angelo, il predatore che si nasconde nella sabbia</h2>



<p>Lo squalo angelo è uno degli squali più insoliti esistenti. Vive appiattito sui fondali sabbiosi, dove attende le prede mimetizzandosi perfettamente.</p>



<p>Nel Mediterraneo e nell&#8217;Atlantico orientale le sue popolazioni sono diminuite drasticamente a causa della pesca a strascico e della degradazione degli habitat marini. Gli avvistamenti sono diventati estremamente rari e la specie è classificata come in pericolo critico di estinzione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il celacanto, il &#8220;fossile vivente&#8221;</h2>



<p>Tra le creature più enigmatiche degli oceani figura il celacanto, un pesce che si riteneva estinto da circa 66 milioni di anni prima della sua sorprendente riscoperta nel 1938 al largo dell&#8217;Africa australe.</p>



<p>Oggi ne esistono due specie conosciute che vivono nelle profondità dell&#8217;Oceano Indiano e nelle acque dell&#8217;Indonesia. Gli esemplari osservati sono pochi e le popolazioni rimangono estremamente limitate, rendendo il celacanto una delle specie marine più rare mai studiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le balene più elusive</h2>



<p>Anche alcuni grandi cetacei rientrano tra gli animali marini più rari. La balena franca nordatlantica, ad esempio, conta poche centinaia di individui. Le collisioni con le navi e l&#8217;intrappolamento negli attrezzi da pesca continuano a rappresentare le principali minacce per la sopravvivenza della specie.</p>



<p>Gli studiosi monitorano costantemente questi giganti del mare, considerati indicatori fondamentali della salute degli ecosistemi oceanici.</p>
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		<title>A Castellabate il primo nido di tartaruga Caretta caretta della stagione in Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-castellabate-il-primo-nido-di-tartaruga-caretta-caretta-della-stagione-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[caretta caretta]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importante segnale per la biodiversità del litorale cilentano arriva da Castellabate, dove è stato individuato il primo nido di tartaruga Caretta caretta della stagione 2026 in Campania. La scoperta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un importante segnale per la biodiversità del litorale cilentano arriva da Castellabate, dove è stato individuato il primo nido di tartaruga Caretta caretta della stagione 2026 in Campania.</p>



<p>La scoperta è avvenuta sulla spiaggia di Lago, nei pressi di Punta Tresino, uno dei tratti costieri più suggestivi e naturalisticamente rilevanti del territorio. L&#8217;evento rappresenta un risultato significativo per la tutela della fauna marina e conferma la crescente importanza delle coste cilentane come habitat di nidificazione per questa specie protetta.</p>



<p>Dopo la segnalazione, sul posto sono intervenuti i volontari di Legambiente, gli esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn e la referente locale del progetto Turtlenest, Daniela Guariglia. L&#8217;area è stata messa in sicurezza e sarà monitorata costantemente nelle prossime settimane per seguire l&#8217;evoluzione del nido fino alla schiusa delle uova.</p>



<p>La presenza di un nuovo sito di nidificazione testimonia le buone condizioni ambientali della costa e l&#8217;efficacia delle attività di sensibilizzazione e tutela portate avanti negli ultimi anni da associazioni, istituzioni e volontari impegnati nella salvaguardia dell&#8217;ecosistema marino.</p>



<p>Grande soddisfazione è stata espressa anche dall&#8217;amministrazione comunale di Castellabate, che ha sottolineato come questo straordinario evento confermi ancora una volta l&#8217;elevato valore naturalistico del territorio e la necessità di continuare a proteggere un patrimonio ambientale unico.</p>



<p>La stagione di nidificazione delle Caretta caretta lungo le coste italiane è iniziata così con una buona notizia per la Campania, che vede nel Cilento uno dei luoghi sempre più frequentati da questa specie simbolo del Mediterraneo.</p>
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