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	<title>Mondo Green | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Giornata mondiale senza tabacco: non solo fumo, i mozziconi minacciano ambiente e salute</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-mondiale-senza-tabacco-non-solo-fumo-i-mozziconi-minacciano-ambiente-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[giornata senza tabacco]]></category>
		<category><![CDATA[sigarette]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è solo il fumo a fare male. Anche ciò che resta dopo una&#160;sigaretta, se&#160;abbandonato nell’ambiente, continua a produrre danni: rilascia&#160;sostanze chimiche, metalli pesanti e microplastiche, contamina suolo e acqua [...]]]></description>
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<p>Non è solo il fumo a fare male. Anche ciò che resta dopo una&nbsp;<strong>sigaretta</strong>, se&nbsp;<strong>abbandonato nell’ambiente</strong>, continua a produrre danni: rilascia&nbsp;<strong>sostanze chimiche, metalli pesanti e microplastiche, contamina suolo e acqua e può entrare nella catena alimentare</strong>. In occasione della&nbsp;<strong>Giornata mondiale senza tabacco</strong>, celebrata domani domenica 31 maggio per sensibilizzare sui danni del fumo alla salute umana, torna al centro anche&nbsp;<strong>l’impatto ambientale dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati</strong>&nbsp;nelle città, sulle spiagge, nei parchi e nei corsi d’acqua.</p>



<p>Proprio per accendere i riflettori su questo problema,&nbsp;<strong>il 6 e 7 giugno Plastic Free Onlus promuoverà in tutta Italia una grande mobilitazione nazionale</strong>&nbsp;dedicata alla raccolta dei mozziconi, con migliaia di volontari attesi in piazze, spiagge, parchi e aree verdi. Il claim scelto è “<strong>Il pianeta non è un portacenere</strong>”.&nbsp;</p>



<p>L’iniziativa, promossa dall’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, coinvolgerà cittadini, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali in&nbsp;<strong>centinaia di pulizie ambientali dedicate esclusivamente alla rimozione delle cicche disperse sul territorio.</strong></p>



<p><em>“La Giornata mondiale senza tabacco ci ricorda i danni enormi del fumo sulla salute delle persone, ma deve essere anche l’occasione per guardare a ciò che resta nell’ambiente dopo ogni sigaretta –&nbsp;</em><strong>dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus</strong><em>&nbsp;– Il mozzicone è un rifiuto piccolo solo nelle dimensioni, ma devastante per suolo, acqua, mare e biodiversità. Non scompare: rilascia chimica, si frammenta in microplastiche e può entrare nella catena alimentare. Per questo diciamo con forza che il pianeta non è un portacenere”.</em></p>



<p>Molti cittadini ignorano, infatti, che i filtri delle sigarette non siano fatti di cotone, ma di&nbsp;<strong>acetato di cellulosa, una plastica sintetica</strong>&nbsp;che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in&nbsp;<strong>micro e nanoplastiche invisibili</strong>. Ogni anno nel mondo&nbsp;<strong>vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi, mentre in Italia si consumano oltre 70 miliardi di sigarette l’anno</strong>. Una parte consistente dei filtri finisce su strade, marciapiedi, tombini, spiagge e corsi d’acqua.&nbsp;<strong>Un singolo mozzicone può contaminare fino a 500 litri d’acqua</strong>, rilasciando metalli pesanti e sostanze tossiche altamente dannose per gli ecosistemi acquatici.</p>



<p>Nel&nbsp;<strong>solo 2025, Plastic Free ha organizzato in tutta Italia 147 appuntamenti dedicati esclusivamente alla raccolta dei mozziconi di sigaretta</strong>, coinvolgendo oltre 2.800 volontari e rimuovendo dall’ambiente più di 3.188 chilogrammi di cicche, equivalenti a circa 13 milioni di filtri dispersi sul territorio.</p>



<p>Il problema non riguardi soltanto il decoro urbano, ma la&nbsp;<strong>salute complessiva degli ecosistemi</strong>. Attraverso tombini e reti fognarie, milioni di mozziconi finiscono nei fiumi e successivamente in mare, mettendo a rischio pesci, tartarughe, uccelli e l’intero equilibrio degli ambienti acquatici.&nbsp;</p>



<p><em>“Il 6 e 7 giugno saremo in piazze, spiagge, parchi e aree verdi con una mobilitazione nazionale aperta a tutti –&nbsp;</em><strong>aggiunge De Gaetano</strong><em>&nbsp;–. Vogliamo coinvolgere cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali in un gesto semplice ma concreto: raccogliere ciò che inquina e, soprattutto, cambiare abitudini. Gettare una cicca a terra non è una distrazione: è un atto di inquinamento”.</em>&nbsp;</p>



<p>In questi anni,&nbsp;<strong>Plastic Free ha promosso anche l’adozione di misure concrete da parte delle amministrazioni locali</strong>, suggerendo&nbsp;<strong>l’installazione di smoking area attrezzate, posacenere urbani e bin dedicati alla raccolta dei mozziconi.</strong>&nbsp;Diversi Comuni hanno già raccolto l’invito, introducendo aree dedicate ai fumatori e strumenti per favorire il corretto conferimento delle cicche. Accanto a queste iniziative, si stanno diffondendo anche&nbsp;<strong>ordinanze comunali per il divieto di fumo sulle spiagge</strong>, provvedimenti che contribuiscono a tutelare il litorale, ridurre l’inquinamento e promuovere una fruizione più sostenibile degli arenili.&nbsp;</p>



<p><em>“La politica dei divieti da sola non basta, ma può essere utile se accompagnata da informazione, prevenzione e alternative concrete –&nbsp;</em><strong>conclude De Gaetano</strong><em>&nbsp;–. Smoking area, posacenere dedicati o tascabili e ordinanze sulle spiagge dimostrano che cambiare abitudini è possibile. Ora serve un salto culturale: dobbiamo smettere di considerare normale vedere mozziconi ovunque”.</em></p>



<p>Le iniziative del 6 e 7 giugno saranno aperte a cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali.&nbsp;<strong>L’elenco completo degli appuntamenti è disponibile sulla pagina&nbsp;<a href="https://customer86160g.musvc2.net/e/tr?q=6%3d2eST6f%269%3dU%26o%3dXNW9%26L%3dPY8f%26H%3dAuQCL_sxps_4h_EtTw_Oi_sxps_3mJPx.M94tQ66gO28pK9Nt.FG_KRzm_UGBI8oQ6%267%3dnRFOdY.A8u%26FF%3dU4gU%264b8xMt%3dYWU7gRVAXWc3gU%26A%3db93Xfa3b8c3Y2BUW39Qa8aOU4BxX0ZUT88T468QZ8czYAfU40Z3Ug01TcZRY5bxU&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Eventi</a>&nbsp;del sito ufficiale di Plastic Free</strong>, dove sarà possibile scegliere l’evento più vicino e iscriversi gratuitamente per partecipare alla mobilitazione nazionale.</p>
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		<item>
		<title>Le app che aiutano a vivere in modo sostenibile: dalla spesa anti-spreco ai calcolatori di CO₂</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-app-che-aiutano-a-vivere-in-modo-sostenibile-dalla-spesa-anti-spreco-ai-calcolatori-di-co%e2%82%82/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone può diventare un alleato della transizione ecologica. Ecco come le applicazioni digitali stanno cambiando le abitudini quotidiane di milioni di persone Ridurre gli sprechi alimentari, monitorare i consumi [...]]]></description>
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<p><em>Lo smartphone può diventare un alleato della transizione ecologica. Ecco come le applicazioni digitali stanno cambiando le abitudini quotidiane di milioni di persone</em></p>



<p>Ridurre gli sprechi alimentari, monitorare i consumi energetici, scegliere mezzi di trasporto meno inquinanti, acquistare prodotti più sostenibili. La transizione ecologica passa anche dallo smartphone.</p>



<p>Negli ultimi anni è cresciuto il numero di applicazioni progettate per aiutare i cittadini a compiere scelte più consapevoli dal punto di vista ambientale. Un fenomeno che riflette una tendenza più ampia: la tecnologia non è soltanto una delle cause dell&#8217;aumento dei consumi energetici globali, ma può diventare anche uno strumento per promuovere comportamenti più sostenibili.</p>



<p>Secondo numerosi studi sul cambiamento delle abitudini di consumo, l&#8217;accesso immediato alle informazioni e il monitoraggio in tempo reale delle proprie azioni rappresentano due dei fattori più efficaci nel favorire comportamenti virtuosi. È proprio su questo principio che si basa la nuova generazione di app green.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere lo spreco alimentare</h2>



<p>Uno degli ambiti più sviluppati riguarda la lotta allo spreco alimentare.</p>



<p>Ogni anno nell&#8217;Unione Europea milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, spesso pur essendo ancora perfettamente commestibili. Per contrastare il fenomeno sono nate piattaforme che mettono in contatto negozi, supermercati, ristoranti e consumatori interessati ad acquistare prodotti invenduti a prezzi ridotti.</p>



<p>Tra le applicazioni più conosciute c&#8217;è Too Good To Go, utilizzata in numerosi Paesi europei. Attraverso il sistema delle &#8220;magic box&#8221;, gli utenti possono acquistare alimenti che rischierebbero di essere buttati a fine giornata.</p>



<p>Accanto a queste piattaforme stanno crescendo applicazioni che aiutano a gestire meglio la dispensa domestica, monitorando scadenze e suggerendo ricette per utilizzare ingredienti già presenti in casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità sostenibile a portata di clic</h2>



<p>Un altro settore in forte espansione è quello della mobilità.</p>



<p>Le app dedicate ai trasporti consentono di confrontare percorsi, tempi di percorrenza e impatto ambientale delle diverse modalità di spostamento. In molti casi gli utenti possono visualizzare una stima delle emissioni di anidride carbonica associate a ciascun tragitto.</p>



<p>Le piattaforme di bike sharing, car sharing e micromobilità elettrica hanno inoltre contribuito a rendere più accessibili alternative all&#8217;automobile privata, soprattutto nelle grandi città.</p>



<p>Secondo gli esperti di pianificazione urbana, la disponibilità di informazioni integrate sui trasporti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire scelte di mobilità a basse emissioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Misurare la propria impronta ecologica</h2>



<p>Sempre più applicazioni consentono di calcolare la cosiddetta carbon footprint, cioè l&#8217;impatto climatico delle attività quotidiane.</p>



<p>Attraverso questionari e analisi dei consumi, questi strumenti stimano le emissioni associate a trasporti, alimentazione, energia domestica e acquisti.</p>



<p>L&#8217;obiettivo non è soltanto informare, ma anche suggerire azioni concrete per ridurre il proprio impatto ambientale.</p>



<p>Gli studiosi di sostenibilità sottolineano tuttavia che tali strumenti forniscono stime indicative e non misurazioni precise, poiché le emissioni dipendono da molte variabili difficili da quantificare individualmente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spesa diventa più trasparente</h2>



<p>Un numero crescente di consumatori vuole conoscere l&#8217;impatto ambientale dei prodotti che acquista.</p>



<p>Per rispondere a questa esigenza sono nate applicazioni che permettono di analizzare etichette, ingredienti e caratteristiche di migliaia di prodotti alimentari e di largo consumo.</p>



<p>Tra le più diffuse figura Yuka, che utilizza la scansione del codice a barre per fornire informazioni nutrizionali e qualitative. Sebbene non sia stata progettata esclusivamente per la sostenibilità ambientale, contribuisce a una maggiore consapevolezza nelle scelte di acquisto.</p>



<p>Altre piattaforme si concentrano invece su tracciabilità delle filiere, certificazioni ambientali e impatto climatico dei prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Energia domestica sotto controllo</h2>



<p>Anche il risparmio energetico entra sempre più spesso nelle tasche dei consumatori.</p>



<p>Molti sistemi di domotica consentono oggi di monitorare in tempo reale consumi elettrici, riscaldamento e utilizzo degli elettrodomestici.</p>



<p>Le applicazioni associate a contatori intelligenti e dispositivi smart permettono di individuare sprechi, programmare accensioni e ottimizzare l&#8217;uso dell&#8217;energia.</p>



<p>Secondo diverse ricerche internazionali, la semplice visualizzazione dei consumi può contribuire a ridurre gli sprechi energetici perché rende gli utenti più consapevoli delle proprie abitudini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia e sostenibilità: un rapporto complesso</h2>



<p>Non mancano però le contraddizioni.</p>



<p>Le stesse tecnologie digitali che aiutano a ridurre sprechi e consumi richiedono infrastrutture energivore: data center, reti di telecomunicazione e dispositivi elettronici contribuiscono infatti all&#8217;impronta ambientale globale del settore digitale.</p>



<p>Per questo motivo gli esperti invitano a considerare le app green come strumenti di supporto e non come soluzioni miracolose.</p>



<p>La sostenibilità dipende soprattutto dai comportamenti individuali e dalle scelte collettive, mentre la tecnologia può facilitare il cambiamento rendendolo più semplice e immediato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dallo smartphone alla transizione ecologica</h2>



<p>Le applicazioni dedicate alla sostenibilità stanno trasformando lo smartphone in una sorta di consulente ambientale personale.</p>



<p>Dalla lotta allo spreco alimentare alla mobilità sostenibile, dal monitoraggio dei consumi energetici alle scelte di acquisto più consapevoli, questi strumenti offrono informazioni che fino a pochi anni fa erano difficili da reperire.</p>



<p>Da sole non salveranno il pianeta. Ma possono aiutare milioni di persone a compiere piccoli gesti quotidiani che, sommati su larga scala, contribuiscono a rendere la transizione ecologica un obiettivo più concreto e accessibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stelle marine: perché proteggerle e non portarle mai via dal mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stelle-marine-perche-proteggerle-e-non-portarle-mai-via-dal-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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<p class="p1"><em>Le stelle marine sono tra gli animali più affascinanti dei nostri mari: sembrano immobili, delicate, quasi decorative. Proprio per questo, molte persone sono tentate di raccoglierle durante una passeggiata sulla spiaggia o mentre fanno snorkeling. Ma portarle fuori dall’acqua, anche solo per pochi minuti o per una fotografia, può essere letale.</em></p>



<p class="p3">Colorate, silenziose e misteriose, le stelle marine popolano fondali e coste di tutto il mondo. Sono simbolo dell’estate e del mare incontaminato, ma dietro la loro apparente semplicità si nasconde un ecosistema fragile che oggi necessita di tutela e rispetto.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni biologi marini e associazioni ambientaliste hanno lanciato numerosi appelli contro una pratica ancora molto diffusa: raccogliere stelle marine dalla spiaggia o dal fondale per conservarle come souvenir o scattare fotografie fuori dall’acqua. Un gesto che molti considerano innocuo, ma che può avere conseguenze gravissime per questi animali.</p>



<p class="p3"><strong>Un organismo delicatissimo</strong></p>



<p class="p1">Le stelle marine respirano attraverso strutture microscopiche presenti sulla superficie del corpo e dipendono completamente dall’ambiente acquatico per sopravvivere. Quando vengono sollevate dall’acqua, il loro organismo entra rapidamente in sofferenza. Anche pochi minuti di esposizione all’aria possono provocare danni irreversibili.</p>



<p class="p1">A differenza di quanto si pensa, una stella marina apparentemente immobile non è un oggetto privo di sensibilità: è un animale vivente, essenziale per l’equilibrio dell’ecosistema marino. Molte specie si nutrono di molluschi e organismi che, senza controllo, potrebbero alterare la biodiversità dei fondali.</p>



<p class="p3"><strong>Il danno del turismo irresponsabile</strong></p>



<p class="p1">Durante la stagione estiva aumentano gli episodi di raccolta indiscriminata lungo le coste. In alcune località turistiche le stelle marine vengono prelevate come decorazioni domestiche o vendute essiccate nei mercatini. Questa pratica contribuisce alla riduzione delle popolazioni marine e impoverisce l’ambiente naturale.</p>



<p class="p1">Gli esperti ricordano inoltre che toccare continuamente questi animali può danneggiare il loro rivestimento esterno, rendendoli più vulnerabili a infezioni e malattie. In diversi Paesi sono già in vigore restrizioni e divieti specifici contro il prelievo di fauna marina.</p>



<p class="p3"><strong>Educare al rispetto del mare</strong></p>



<p class="p1">La tutela delle stelle marine passa soprattutto dall’educazione ambientale. Fotografarle nel loro habitat naturale, osservarle senza disturbarle e spiegare ai più giovani l’importanza della biodiversità sono azioni semplici ma fondamentali.</p>



<p class="p1">Il mare non è un negozio di souvenir, ma un ecosistema vivo e delicato. Lasciare una stella marina dove si trova significa contribuire alla salute dei fondali e rispettare il ciclo naturale della vita marina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il liceo Pisacane di Padula trionfa al concorso di idee &#8220;Green 5.0: la città che cambia&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-liceo-pisacane-di-padula-trionfa-al-concorso-di-idee-green-5-0-la-citta-che-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[concorso green 5.0]]></category>
		<category><![CDATA[Green Med Expo & Symposium]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Liceo Scientifico “Carlo Pisacane” di Padula è tra le scuole vincitrici del Concorso di Idee &#8220;Green 5.0: La città che cambia&#8221;, promosso dalla Regione Campania, nell&#8217;ambito di Green Med [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Liceo Scientifico “Carlo Pisacane” di Padula è tra le scuole vincitrici del Concorso di Idee &#8220;Green 5.0: La città che cambia&#8221;, promosso dalla Regione Campania, nell&#8217;ambito di Green Med Expo &amp; Symposium, grazie all&#8217;originalità e al significativo contributo offerto alla sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile.</p>



<p>La sessione finale del concorso si è svolta Venerdì 29 Maggio, presso la Stazione Marittima di Napoli, nell&#8217;ambito degli Stati Generali dell&#8217;Ambiente in Campania, con la conduzione del professor Giovanni De Feo che ha coordinato i lavori insieme all&#8217;Assessora all&#8217;Ambiente della Regione Campania Avvocata Claudia Pecoraro e alla Dirigente di Settore Maria Rosaria Della Rocca.</p>



<p>Il Progetto Vincitore &#8220;Padula Hub-itat&#8221; è stato realizzato dalla classe 3^B, con la prof.ssa Nunzia Casale, docente di Disegno e Storia dell’Arte, referente del progetto.</p>



<p>Il progetto vincitore si inserisce perfettamente nei temi sottolineati dall’assessora Pecoraro nel suo intervento, dimostrando come le idee dei giovani possano trasformare, il territorio del Vallo di Diano e della Certosa di Padula, da paesaggio &#8220;cristallizzato&#8221; a modello di sviluppo.</p>



<p>La visione si articola in 3 Punti Chiave:<br>PUNTO 1: Connettere (Mobilità Dolce)<br>● Rompe l&#8217;isolamento del territorio grazie all&#8217;innesto dell&#8217;Alta Velocità in progetto.<br>● Propone una &#8220;sutura&#8221; turistica attraverso il ripristino in chiave di mobilità dolce della vecchia<br>ferrovia storica Sicignano-Lagonegro.<br>● Trasforma la stazione in un Hub di scambio (bike-sharing, car-sharing elettrico) che diventa la<br>nuova &#8220;Porta della Certosa&#8221;.</p>



<p>PUNTO 2: Rigenerare (Archeologia Agricola e Paesaggio)<br>● Riqualificazione dei ruderi nelle aree rurali adiacenti alla Certosa di Padula: Gli ex tabacchifici e i<br>vecchi poderi diventano officine artigianali (legno, pietra, ceramica), aziende agricole innovative e<br>alberghi diffusi.<br>● Agricoltura del futuro e tradizione: Si recupera l&#8217;antica sapienza erboristica dei monaci certosini<br>piantando campi di piante officinali, integrati da serre semipogee con tetti verdi calpestabili che<br>creano un parco rurale sospeso.</p>



<p>PUNTO 3: Innovare e Condividere (Agricoltura 5.0 e C.E.R.)<br>● Tecnologia invisibile: Sotto i prati nascono laboratori di idroponica, acquaponica e centri di<br>ricerca a zero impatto visivo.<br>● Comunità Energetica Rinnovabile (C.E.R.): Un ecosistema circolare basato su 3 fonti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Sole (Agrivoltaico): Pannelli solari sulle serre per proteggere le colture dal calore e moduli<br>integrati sui tetti degli ex edifici.</li>



<li>Acqua (Micro-Idroelettrico): Turbine a basso impatto nei canali per garantire energia costante<br>anche di notte.</li>



<li>Terra e Allevamenti (Biomasse e Biogas): Trasformazione dei reflui zootecnici delle aziende<br>locali in biogas e raffinazione in biometano per alimentare i mezzi agricoli e le auto elettriche del<br>car-sharing, portando il progetto a un bilancio di &#8220;emissioni negative&#8221;</li>
</ol>



<p>Al termine della sessione, il professor Giovanni De Feo ha voluto sottolineare lo spirito profondo della mattinata: &#8220;<em>Una dopo l&#8217;altra, le scuole hanno presentato i propri progetti, offrendo idee e visioni per città più verdi, inclusive, resilienti e attente alla qualità della vita. È stato bello ascoltare ragazze e ragazzi parlare di rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, economia circolare, cambiamento climatico ed educazione ambientale con competenza, passione e creatività. Più che una competizione, è stata una grande occasione di partecipazione e di speranza. Perché quando ai giovani viene data la possibilità di esprimersi, emergono idee capaci di farci guardare al futuro con fiducia</em>&#8220;</p>



<p>Soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica del Liceo “Pisacane” di Padula, prof.ssa Paola Migaldi: “<em>Aggiungiamo un altro tassello importante e un altro grande risultato per la nostra comunità educante e nel percorso di crescita delle nostre alunne e dei nostri alunni. Constatare che i nostri giovani siano così interessati ai temi della sostenibilità e dell’ambiente, è una vittoria per tutti noi ed è motivo di grande orgoglio! Mi congratulo con loro e con la docente che li ha seguiti con grande abnegazione</em>”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vallo di Diano, nasce la Rete del Turismo Scolastico e prende forma l’aula a cielo aperto del territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo-di-diano-nasce-la-rete-del-turismo-scolastico-e-prende-forma-laula-a-cielo-aperto-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Vallo di Diano si prepara a diventare una vera e propria “aula a cielo aperto”, con un’iniziativa che unisce formazione, turismo e valorizzazione del patrimonio locale. Il GAL Vallo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il Vallo di Diano si prepara a diventare una vera e propria “aula a cielo aperto”, con un’iniziativa che unisce formazione, turismo e valorizzazione del patrimonio locale. Il GAL Vallo di Diano e la BCC Magna Grecia presentano la Rete del Turismo Scolastico e celebrano le scuole impegnate sui temi della biodiversità.</p>



<p class="p1">L’appuntamento è fissato per il 28 maggio 2026 alle ore 9.30, nella Sala Sanseverino della Certosa di San Lorenzo a Padula, in provincia di Salerno, cornice storica scelta per ospitare un evento che punta a segnare un passaggio strategico per l’offerta educativa e turistica del territorio.</p>



<p class="p1">Promosso dal GAL Vallo di Diano, l’incontro rappresenta il momento conclusivo di un percorso strutturato che porta alla presentazione ufficiale del Catalogo Esperienze della Rete Territoriale del Turismo Educativo e Scolastico del Vallo di Diano. Uno strumento pensato per mettere a sistema le risorse locali e trasformare l’intero comprensorio in un laboratorio didattico diffuso, capace di accogliere studenti da tutta Italia attraverso esperienze immersive tra storia, natura e cultura.</p>



<p class="p1">La giornata non si limiterà alla presentazione del catalogo. In programma anche la premiazione degli istituti scolastici vincitori della II Edizione del concorso “Le grandi storie della Biodiversità”, iniziativa realizzata con il patrocinio della BCC Magna Grecia. I premi consisteranno in pacchetti di turismo esperienziale selezionabili direttamente all’interno del catalogo, rafforzando il legame tra didattica e fruizione del territorio.</p>



<p class="p1">Il progetto ha coinvolto studenti delle scuole primarie e secondarie, chiamati a interpretare e raccontare le ricchezze ambientali del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto anche come Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Attraverso elaborati creativi, i giovani partecipanti hanno approfondito il rapporto tra uomo e natura e il tema della biodiversità.</p>



<p class="p1">L’evento sarà moderato da Raffaella Giffoni e vedrà la partecipazione di un ampio parterre istituzionale. Interverranno: Michela Cimino, Sindaco di Padula; Italo Bianculli, Coordinatore GAL Vallo di Diano; Angela D’Alto, Presidente GAL Vallo di Diano; Antonio Pagliarulo, Assessore al Turismo della Comunità Montana Vallo di Diano; Laura Feo, ESG Ambassador BCC Magna Grecia; Enzo Maraio, Assessore Regionale al Turismo; Marcello Russo, Ten. Col. del Reparto Carabinieri del PNCVDA; Corrado Matera, Presidente Commissione Bilancio e Finanza.</p>



<p class="p1">Particolarmente rilevante il ruolo della BCC Magna Grecia, da tempo partner stabile del GAL Vallo di Diano, in un’alleanza che mira a rafforzare il legame tra sviluppo economico, educazione e sostenibilità. L’obiettivo condiviso è quello di consolidare il Vallo di Diano come destinazione di riferimento per il turismo scolastico nazionale, attraverso un modello di crescita basato sulla collaborazione tra istituzioni, scuola e territorio.</p>



<p class="p1">A confermarlo è il Presidente della BCC Magna Grecia, Giuseppe Tuozzo, che dichiara:</p>



<p class="p1">“Sostenere iniziative come questa significa investire concretamente nel futuro delle nostre comunità e delle nuove generazioni. Il tema della biodiversità rappresenta oggi una sfida fondamentale, che richiede sensibilità, conoscenza e partecipazione attiva, soprattutto da parte dei più giovani. Attraverso questo progetto si offre agli studenti l’opportunità non solo di approfondire il valore ambientale e naturalistico del nostro territorio, ma anche di conoscere e promuovere, in chiave educativa e turistica, le straordinarie bellezze del Vallo di Diano e la sua preziosa biodiversità. Come BCC Magna Grecia siamo orgogliosi di essere al fianco del GAL Vallo di Diano in un percorso che unisce educazione, sostenibilità e valorizzazione territoriale”.</p>



<p class="p1">Sulla stessa linea anche la Presidente del GAL Vallo di Diano, Angela D’Alto, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa:</p>



<p class="p1">“L’appuntamento del 28 maggio rappresenta la perfetta sintesi dellavisione del GAL Vallo di Diano. Da un lato, con la presentazione ufficiale del Catalogo Esperienze della Rete Territoriale del Turismo Educativo e Scolastico, diamo finalmente concretezza a un progetto ambizioso: mettere a sistema la nostra offerta e rendere il territorio una meta d’eccellenza, un vero e proprio laboratorio didattico diffuso per le scuole italiane di ogni ordine e grado. Dall’altro, attraverso la premiazione degli istituti vincitori del concorso “Le grandi storie della Biodiversità”, diamo voce e riconoscimento alle nuove generazioni. Questi due momenti sono profondamente interconnessi e s’incanalano nella nostra Strategia di Sviluppo: unire la strutturazione di un turismo scolastico innovativo con l’educazione ambientale, affinché i nostri giovani diventino i primi veri ambasciatori e custodi del prezioso ecosistema in cui vivono.”</p>
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		<title>Inizio estate e ambiente sotto pressione: fiumi più fragili e Mediterraneo sempre più esposto alla siccità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/inizio-estate-e-ambiente-sotto-pressione-fiumi-piu-fragili-e-mediterraneo-sempre-piu-esposto-alla-siccita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 12:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente fragile]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’avvio della stagione estiva, l’Italia entra in una fase dell’anno in cui gli equilibri ambientali diventano più delicati e immediatamente visibili, soprattutto per quanto riguarda risorse idriche, ecosistemi fluviali [...]]]></description>
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<p>Con l’avvio della stagione estiva, l’Italia entra in una fase dell’anno in cui gli equilibri ambientali diventano più delicati e immediatamente visibili, soprattutto per quanto riguarda risorse idriche, ecosistemi fluviali e condizioni del suolo. I dati più recenti sullo stato delle acque mostrano un quadro a più velocità: secondo il Rapporto ISPRA, il 43,6% dei corpi idrici superficiali italiani si trova in stato ecologico buono o elevato, mentre oltre la metà presenta ancora criticità legate a qualità biologica e alterazioni degli ecosistemi fluviali e lacustri . Un indicatore che, alla vigilia dell’estate, assume particolare rilevanza perché si intreccia con la riduzione stagionale delle portate e con l’aumento dell’evaporazione dovuta alle temperature più alte.</p>



<p>Parallelamente, il contributo della neve accumulata durante l’inverno — fondamentale per alimentare fiumi e bacini nei mesi caldi — mostra segnali di riduzione e fusione anticipata rispetto alla media climatica, con effetti diretti soprattutto sui grandi sistemi idrici alpini e appenninici. Le analisi più recenti evidenziano un’accelerazione dello scioglimento del manto nevoso nella primavera 2026, legata a periodi più caldi e a una minore continuità delle precipitazioni, con conseguenze sulla disponibilità d’acqua nella fase estiva più critica . Questo fenomeno si traduce in un minor “serbatoio naturale” per fiumi e invasi, che arrivano all’estate già in condizioni di stress idrico anticipato.</p>



<p>Nel Mediterraneo, inoltre, le proiezioni stagionali indicano un inizio estate caratterizzato da temperature sopra la media e una maggiore persistenza di condizioni anticicloniche, con fasi di stabilità atmosferica alternate a eventi intensi e improvvisi. In questo contesto, il rischio non è soltanto il caldo prolungato, ma la combinazione tra evaporazione elevata, suoli più secchi e ridotta capacità di ricarica delle falde, elementi che aumentano la vulnerabilità degli ecosistemi e dell’agricoltura. Alcune analisi meteo stagionali segnalano infatti anomalie termiche positive già nel mese di giugno e un possibile proseguimento della tendenza nei mesi successivi .</p>



<p>A livello ambientale, queste dinamiche si riflettono anche sulla biodiversità: fiumi con portate ridotte modificano l’habitat di pesci e macroinvertebrati, mentre zone umide e laghi subiscono variazioni di temperatura e ossigenazione dell’acqua. Nei territori urbani, l’effetto isola di calore amplifica ulteriormente le temperature, rendendo più evidente il divario tra aree cementificate e zone verdi. In parallelo, gli ecosistemi forestali affrontano un periodo più lungo di esposizione alla siccità estiva, con conseguente aumento della vulnerabilità agli incendi e agli stress vegetativi.</p>
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		<title>A Bacoli i Comuni campani fanno rete contro l’inquinamento: «Serve una strategia condivisa»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-bacoli-i-comuni-campani-fanno-rete-contro-linquinamento-serve-una-strategia-condivisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 18:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Fare rete tra amministrazioni locali per contrastare l’inquinamento ambientale, condividere strumenti operativi e rafforzare le politiche di sostenibilità sui territori. È il messaggio emerso dall’incontro regionale “Comuni Plastic Free: la Campania fa rete”, promosso da Plastic Free Onlus nella Sala Ostrichina della Casina Vanvitelliana.</p>



<p>All’appuntamento hanno partecipato sindaci, assessori all’ambiente, tecnici e referenti territoriali provenienti da diverse province campane, insieme alle amministrazioni già insignite del riconoscimento “Comuni Plastic Free” e a quelle impegnate in percorsi di transizione ambientale. Al centro del confronto, la necessità di una collaborazione stabile tra enti locali per affrontare criticità comuni: dagli sversamenti abusivi alla riduzione della plastica monouso, fino alle politiche di educazione ambientale.</p>



<p>“Bacoli da oltre cinque anni porta avanti questo percorso insieme a Plastic Free Onlus e continua a credere che la tutela ambientale non sia un limite, ma una straordinaria opportunità di sviluppo, lavoro e valorizzazione del territorio”, ha dichiarato il sindaco Josi Gerardo Della Ragione. “Ambiente significa futuro, qualità della vita e crescita della comunità. Per questo creare sinergie tra istituzioni, volontariato e cittadini è fondamentale”.</p>



<p>Un concetto condiviso anche dai vertici dell’associazione. “L’inquinamento ambientale non ha confini e per questo fare rete tra Comuni diventa fondamentale”, ha affermato Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus. “Sempre più amministrazioni stanno trasformando la sensibilizzazione ambientale in azioni concrete”, hanno aggiunto la referente regionale Silvana Cantone e il vice Salvatore Palmieri, sottolineando il valore dello scambio di buone pratiche tra territori.</p>



<p>Nel corso dell’incontro si è discusso della costruzione di una rete stabile tra enti locali per rendere più efficaci le azioni di prevenzione e contrasto all’inquinamento, attraverso la condivisione di strumenti già sperimentati in diverse realtà campane.</p>



<p>Ampio spazio anche al contributo degli esperti. L’ingegnere Raffaele Zito ha illustrato il ruolo dei contratti di fiume come strumento di programmazione partecipata per la tutela dei corsi d’acqua, mentre il professor Salvatore Manfreda ha richiamato la necessità di una gestione integrata del territorio alla luce dei cambiamenti climatici e della pressione antropica sulle risorse naturali.</p>



<p>La dottoressa Simona Galoppo, esperta di micro e nanoplastiche e referente Plastic Free, ha infine evidenziato il problema dell’inquinamento “invisibile” generato dalla frammentazione della plastica, con possibili effetti sugli ecosistemi e sulla salute, ribadendo l’importanza della prevenzione e della riduzione dei rifiuti alla fonte.</p>



<p>Tra i temi affrontati anche le attività di educazione ambientale nelle scuole, l’impiego di fototrappole contro l’abbandono illecito dei rifiuti, la tutela delle aree costiere e il coinvolgimento delle comunità locali nelle iniziative di volontariato ambientale, considerate elementi centrali per rafforzare la consapevolezza collettiva.</p>
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		<title>Stellantis punta sulle E-Car: a Pomigliano dal 2028 le nuove elettriche compatte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stellantis-punta-sulle-e-car-a-pomigliano-dal-2028-le-nuove-elettriche-compatte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. [...]]]></description>
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<p>Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. L’annuncio è arrivato a poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale del gruppo a Detroit e rappresenta uno dei punti centrali della strategia di rilancio produttivo degli impianti italiani.</p>



<p>Il progetto punta alla realizzazione di auto di piccole dimensioni, completamente elettriche, innovative e accessibili dal punto di vista economico, con un posizionamento di mercato che dovrebbe restare sotto i 15mila euro. Le prime vetture usciranno dalle linee produttive di Pomigliano nel 2028, con volumi definiti dall’azienda “significativi”.</p>



<p>L’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha spiegato che il progetto E-Car nasce per rispondere alla crescente domanda europea di city car sostenibili e a basso costo. «I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche», ha dichiarato il manager, sottolineando la volontà del gruppo di rilanciare il concetto di “mobilità per tutti”.</p>



<p>Secondo quanto emerso durante il confronto con le organizzazioni sindacali, le nuove E-Car saranno sviluppate in più modelli e per diversi marchi del gruppo, utilizzando tecnologie Bev di nuova generazione e partnership industriali strategiche. Tra le ipotesi resta aperta anche una possibile collaborazione con costruttori extraeuropei, in particolare cinesi, in un segmento oggi dominato da marchi come BYD e Leapmotor.</p>



<p>I sindacati metalmeccanici accolgono con favore l’investimento su Pomigliano, considerato un passaggio fondamentale per garantire continuità occupazionale e prospettive industriali di lungo periodo. Secondo Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri, il progetto potrebbe portare a regime alla piena occupazione dello stabilimento campano, anche se permangono dubbi sui tempi di attuazione e sulle ricadute per l’indotto.</p>



<p>Il nodo principale riguarda infatti la filiera della componentistica, che i sindacati chiedono venga radicata sul territorio campano per evitare che il progetto resti limitato alla sola fase produttiva finale. La Fim di Napoli ha definito Pomigliano “l’unico stabilimento italiano con due missioni produttive già assegnate”, facendo riferimento anche alla futura evoluzione della Fiat Panda, storicamente legata allo stabilimento campano.</p>



<p>Resta invece ancora aperta la questione dello stabilimento di Cassino, per il quale Stellantis non avrebbe ancora presentato un piano operativo definitivo. I sindacati chiedono garanzie sul mantenimento di tutti i siti produttivi italiani e un confronto continuo sul futuro industriale del gruppo nel Paese.</p>



<p>Il progetto E-Car si inserisce inoltre nella strategia europea per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica, contenere la concorrenza asiatica e rilanciare la produzione automobilistica continentale. Una sfida che potrebbe riportare l’Italia al centro della produzione di auto popolari, segmento che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri storici dell’industria automobilistica nazionale.</p>
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		<title>Dalla benzina all’elettrico: la nuova vita sostenibile della Vespa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-benzina-allelettrico-la-nuova-vita-sostenibile-della-vespa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 10:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[retrofit elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[vespa newtron]]></category>
		<category><![CDATA[zero emissioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Non sempre la transizione ecologica passa dalla rottamazione. A volte può partire dal recupero intelligente di ciò che esiste già. È questa la filosofia di Vespa Newtron, il progetto italiano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non sempre la transizione ecologica passa dalla rottamazione. A volte può partire dal recupero intelligente di ciò che esiste già. È questa la filosofia di Vespa Newtron, il progetto italiano che trasforma le storiche Vespa a benzina in scooter elettrici, mantenendone intatto design, identità e fascino vintage.</p>



<p>Un’idea che intercetta una delle tendenze più interessanti dell’ecomobilità contemporanea: il retrofit elettrico, cioè la conversione di veicoli tradizionali in mezzi a zero emissioni. Una soluzione che guarda alla sostenibilità non soltanto dal punto di vista energetico, ma anche industriale e culturale.</p>



<p>Presentato a Milano, il progetto porta la firma di Newtron, azienda con sede operativa a Villafranca Tirrena, nel Messinese, attiva dal 2011 nella riqualificazione elettrica dei veicoli e oggi riconosciuta come primo costruttore europeo certificato dal Ministero dei Trasporti per i sistemi di retrofit.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Vespa resta Vespa, ma diventa elettrica</h3>



<p>L’idea alla base è semplice: non sostituire uno scooter iconico, ma aggiornarlo tecnologicamente. Il kit sviluppato da Newtron sostituisce il motore termico con un sistema elettrico completo composto da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>motore elettrico;</li>



<li>batterie agli ioni di litio;</li>



<li>centralina di gestione;</li>



<li>sistema di ricarica omologato.</li>
</ul>



<p>Il tutto senza alterare le linee che hanno reso la Vespa uno dei simboli mondiali del design italiano.</p>



<p>“Con Vespa Newtron vogliamo dimostrare che la transizione elettrica può passare anche dal riuso intelligente. Non si tratta solo di tecnologia, ma di cultura industriale: preservare ciò che esiste, migliorandolo”, ha spiegato Nicola Venuto, founder e CEO dell’azienda.</p>



<p>Ed è proprio questo l’aspetto più interessante del progetto: la sostenibilità viene letta come estensione del ciclo di vita dei prodotti, evitando sprechi e riducendo l’impatto ambientale legato alla produzione di nuovi veicoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prestazioni urbane e accesso alle ZTL</h3>



<p>Dal punto di vista tecnico, il retrofit è disponibile in due configurazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>11 kW per i modelli equivalenti ai 125 cc;</li>



<li>14 kW per le versioni assimilabili ai 300 cc.</li>
</ul>



<p>L’autonomia dichiarata arriva fino a 120 chilometri, con velocità massima compresa tra 90 e 110 km/h, più che sufficienti per un utilizzo urbano ed extraurbano leggero. La ricarica completa richiede circa quattro ore.</p>



<p>Secondo Newtron, l’aumento di peso dovuto alle batterie incide solo marginalmente sulla maneggevolezza, uno degli elementi storicamente distintivi della Vespa.</p>



<p>Ma il vantaggio più concreto riguarda le città. Una volta completata la conversione e aggiornati i documenti di circolazione secondo quanto previsto dal D.M. 141/2022, il mezzo diventa ufficialmente elettrico, potendo così accedere alle ZTL e alle future aree urbane a basse emissioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’ecomobilità del riuso</h3>



<p>In un mercato che spinge continuamente verso l’acquisto del “nuovo”, il retrofit apre una strada alternativa. Non è solo una questione nostalgica o estetica: è anche un modello industriale differente.</p>



<p>Secondo l’azienda, la conversione elettrica consentirebbe una riduzione superiore all’85% dei rifiuti rispetto alla produzione di un veicolo nuovo. Un dato che si inserisce perfettamente nella logica dell’economia circolare, sempre più centrale nelle politiche europee sulla mobilità sostenibile.</p>



<p>Il progetto punta inoltre su una rete di installatori certificati, i “Newtron Point”, diffusi sul territorio nazionale. Un modello che crea competenze specializzate e trasforma officine tradizionali in centri dedicati alla mobilità elettrica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto costa trasformare una Vespa</h3>



<p>Il prezzo del kit parte da 3.590 euro per la versione da 11 kW con batteria da 3 kWh e arriva a 4.590 euro per la configurazione più potente da 14 kW e batteria da 4,5 kWh.</p>



<p>Per chi preferisce una soluzione pronta all’uso, sono disponibili anche Vespa già convertite su base Piaggio, con prezzi compresi tra 7.590 e 8.990 euro.</p>



<p>Non è un’operazione economica rispetto all’acquisto di alcuni scooter elettrici di serie. Ma qui entrano in gioco altri fattori: il valore affettivo del mezzo, la conservazione di un’icona italiana e la possibilità di continuare a utilizzare uno scooter storico senza rinunciare alle esigenze ambientali delle città contemporanee.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una nuova idea di mobilità italiana</h3>



<p>Dopo le sperimentazioni sulla Panda degli anni Ottanta, la Vespa elettrica di Newtron conferma che il retrofit non è più una nicchia per appassionati, ma un settore industriale in crescita.</p>



<p>E forse il vero messaggio del progetto è proprio questo: la transizione ecologica non deve necessariamente cancellare il passato. Può anche rigenerarlo.</p>



<p>(Foto Ansa)</p>
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		<item>
		<title>Biodiversità a rischio, il 30% degli ecosistemi italiani sotto pressione: habitat in calo e nuovi progetti di tutela</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/biodiversita-a-rischio-il-30-degli-ecosistemi-italiani-sotto-pressione-habitat-in-calo-e-nuovi-progetti-di-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:52:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi idrica]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento delle acque]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia circa il 30% degli ecosistemi naturali è oggi considerato sotto pressione a causa della perdita di habitat, dell’agricoltura intensiva e dell’inquinamento. È quanto emerge da analisi e rapporti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">In Italia circa il 30% degli ecosistemi naturali è oggi considerato sotto pressione a causa della perdita di habitat, dell’agricoltura intensiva e dell’inquinamento. È quanto emerge da analisi e rapporti ambientali recenti che fotografano una situazione complessa per la biodiversità del Paese, tra ricchezze naturalistiche uniche in Europa e criticità sempre più diffuse.</p>



<p class="p1">La frammentazione degli habitat naturali rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Urbanizzazione, infrastrutture e consumo di suolo continuano a ridurre e isolare gli spazi vitali per molte specie animali e vegetali, con effetti diretti sugli equilibri degli ecosistemi. A questo si aggiunge l’impatto dell’agricoltura intensiva, che attraverso l’uso di pesticidi, fertilizzanti chimici e monocolture contribuisce alla diminuzione della biodiversità, in particolare nelle aree rurali.</p>



<p class="p1">Un ulteriore elemento critico è rappresentato dall’inquinamento, sia atmosferico che delle acque e dei suoli. La presenza di microplastiche, sostanze chimiche e scarichi industriali incide sulla salute degli ecosistemi terrestri e marini, con conseguenze a cascata sulle catene alimentari e sulla sopravvivenza di numerose specie.</p>



<p class="p1">Nonostante il quadro di criticità, <strong>il sistema delle aree protette italiane continua a rappresentare un presidio fondamentale per la conservazione della biodiversità</strong>. Parchi nazionali, riserve naturali e aree marine protette svolgono un ruolo chiave nella tutela di habitat sensibili e specie a rischio, fungendo anche da laboratori di sperimentazione per pratiche di gestione sostenibile.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni <strong>sono inoltre aumentati i progetti di tutela della flora e della fauna, spesso realizzati in collaborazione tra enti pubblici</strong>, università e associazioni ambientaliste. Interventi di reintroduzione di specie autoctone, monitoraggi scientifici e programmi di educazione ambientale mirano a invertire la tendenza alla perdita di biodiversità e a rafforzare la resilienza degli ecosistemi.</p>



<p class="p1">Gli esperti sottolineano tuttavia che la tutela della biodiversità richiede un approccio integrato, capace di coniugare politiche ambientali, agricoltura sostenibile e pianificazione territoriale. La sfida, evidenziano, è trovare un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione, in un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici stanno ulteriormente amplificando le fragilità già esistenti.</p>



<p class="p1">In questo scenario, il ruolo della sensibilizzazione pubblica e delle politiche europee sarà determinante nei prossimi anni per garantire la protezione del patrimonio naturale italiano, tra i più ricchi ma anche tra i più vulnerabili del continente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Panda, una specie simbolo che resta fragile: i progressi e le sfide della conservazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pand-una-specie-simbolo-che-resta-fragile-i-progressi-e-le-sfide-della-conservazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 08:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[foreste di bambu]]></category>
		<category><![CDATA[panda gigante]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Il panda gigante, icona mondiale della tutela ambientale e simbolo del WWF, non è più considerato una specie “in pericolo”, ma la sua sopravvivenza continua a dipendere dagli interventi umani [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il panda gigante, icona mondiale della tutela ambientale e simbolo del WWF, non è più considerato una specie “in pericolo”, ma la sua sopravvivenza continua a dipendere dagli interventi umani di conservazione. Oggi il panda è classificato come “vulnerabile” nella Lista Rossa della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), un miglioramento importante ottenuto grazie a decenni di protezione delle foreste di bambù in Cina.&nbsp;</p>



<p class="p3">Secondo i dati più recenti diffusi dal WWF, in natura vivono circa 1.864 panda giganti. Negli anni Ottanta la popolazione era scesa a poco più di mille esemplari, facendo temere l’estinzione della specie. La crescita registrata negli ultimi decenni è stata resa possibile soprattutto dalla creazione di riserve naturali, dal contrasto al bracconaggio e dai programmi di riforestazione avviati dal governo cinese insieme alle organizzazioni ambientaliste.&nbsp;</p>



<p class="p3">Il panda vive esclusivamente nelle foreste montane della Cina centrale, soprattutto nelle province di Sichuan, Shaanxi e Gansu. Il suo habitat è strettamente legato al bambù, alimento di cui consuma fino a 38 chilogrammi al giorno. La distruzione delle foreste e la frammentazione dell’habitat restano però le principali minacce per la specie. Strade, ferrovie, dighe e nuove infrastrutture isolano le popolazioni di panda, riducendo le possibilità di riproduzione e di spostamento verso nuove aree ricche di bambù.&nbsp;</p>



<p class="p3">Il cambiamento climatico rappresenta inoltre un rischio crescente. Gli studiosi temono che l’aumento delle temperature possa compromettere la crescita del bambù nelle aree montane, riducendo ulteriormente le risorse alimentari disponibili. Anche se oggi il panda appare meno vicino all’estinzione rispetto al passato, la specie rimane vulnerabile proprio per la limitata estensione del suo habitat naturale.&nbsp;</p>



<p class="p3">Il WWF sottolinea che la protezione del panda ha effetti positivi su interi ecosistemi. Salvaguardare le foreste in cui vive significa infatti proteggere molte altre specie animali e vegetali presenti nelle stesse aree, tra cui scimmie dorate, fagiani multicolori e ibis crestati. Per questo il panda viene definito una “specie ombrello”: difendere lui significa difendere la biodiversità di un intero territorio.&nbsp;</p>



<p class="p3">Negli ultimi anni sono aumentati anche i successi dei programmi internazionali di riproduzione in cattività. Diversi zoo nel mondo collaborano con la Cina per favorire la ricerca scientifica e la conservazione genetica della specie. Nel 2025, ad esempio, in Indonesia è nato il primo cucciolo di panda concepito nel Paese, evento considerato un importante traguardo per la cooperazione internazionale sulla conservazione animale.&nbsp;</p>



<p class="p3">Nonostante i segnali incoraggianti, gli esperti invitano però alla prudenza. Il ritorno del panda da “in pericolo” a “vulnerabile” non significa che il problema sia risolto. La sopravvivenza di questa specie dipende ancora dalla continuità delle politiche di tutela ambientale e dalla protezione delle foreste cinesi. Il panda resta così il simbolo di una sfida più ampia: dimostrare che la conservazione della natura può ancora invertire il declino della biodiversità globale.</p>
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		<title>Acque contaminate in Campania, Regione in allerta: «Controlli rigorosi e monitoraggio costante»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/acque-contaminate-in-campania-regione-in-allerta-controlli-rigorosi-e-monitoraggio-costante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 07:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[acque contaminate campania]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
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<p>“Il quadro di contaminazione delle acque sotterranee in alcune aree della Campania, evidenziato da uno studio che ha coinvolto l’Università Federico II, richiede un presidio istituzionale costante. Questa mattina abbiamo avuto una proficua interlocuzione con Arpac, che ci ha fornito rassicurazioni sulle attività di monitoraggio finora svolte e su quelle programmate, con l’attivazione di tutti i controlli necessari”. Lo dichiarano Salvatore Flocco, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania, e Raffaele Aveta, presidente della Commissione Agricoltura.</p>



<p>“La Regione Campania si è prontamente attivata, disponendo verifiche sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera, ai fini della valutazione del rischio ambiente-salute. Un percorso doveroso, che mostra serietà istituzionale e attenzione ai territori interessati”.</p>



<p>“Come presidenti delle Commissioni Ambiente e Agricoltura — proseguono — seguiremo da vicino l’evoluzione della vicenda, mantenendo un confronto costante con gli organismi tecnici e con le strutture regionali competenti. La priorità è garantire controlli rigorosi, informazioni corrette e ogni misura utile alla tutela della salute pubblica, dell’ambiente e delle produzioni agricole”.</p>



<p>“È fondamentale mantenere alta l’attenzione. Su questioni cruciali come queste &#8211; concludono &#8211; servono verifiche puntuali, comunicazioni chiare e risposte tempestive ai cittadini”.</p>



<p>Fonte foto <a href="https://ecoline-fo.com/cosa-sono-pfas-acqua-come-eliminarli/">https://ecoline-fo.com/cosa-sono-pfas-acqua-come-eliminarli/</a></p>
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		<title>In Campania acque sotterranee contaminate da agenti cancerogeni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/in-campania-acque-sotterranee-contaminate-da-agenti-cancerogeni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua sotterranea]]></category>
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					<description><![CDATA[“Esprimiamo&#160;forte preoccupazione&#160;per i dati diffusi dallo studio dell’Università Federico II, che confermano il superamento dei limiti di legge per TCE e PCE nelle acque sotterranee di tutte le province campane, [...]]]></description>
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<p>“Esprimiamo&nbsp;<strong>forte preoccupazione</strong>&nbsp;per i dati diffusi dallo studio dell’Università Federico II, che confermano il superamento dei limiti di legge per TCE e PCE nelle acque sotterranee di tutte le province campane, con picchi allarmanti nella Terra dei Fuochi e in diversi comuni del Casertano, Napoletano, Avellinese e Salernitano.&nbsp;<strong>La richiesta della Regione alle Asl di attivare verifiche integrate è un passo necessario e improrogabile.</strong>&nbsp;Siamo davanti una situazione rilevante come quella dell’utilizzo diretto delle acque sotterranee per usi domestici e agricoli, in particolare per la fornitura idropotabile di utenze non collegate alla rete pubblica e per l’abbeveraggio degli animali da allevamento, che di fatto determina altro rischio di trasferimento dei contaminanti all’uomo. Per questo&nbsp;<strong>è indispensabile procedere con un’accurata individuazione e delimitazione delle aree a rischio</strong>&nbsp;e, contestualmente,&nbsp;<strong>avviare una sistematica attività di informazione delle comunità potenzialmente esposte,</strong>&nbsp;affinché possano adottare precauzioni comportamentali e alimentari in attesa degli interventi di bonifica necessari.&nbsp;<strong>È fondamentale che l’azione istituzionale affianchi agli interventi strutturali,</strong>efficaci nel medio-lungo periodo, misure immediate e concrete, a partire dalla trasparenza dei dati e dalla comunicazione tempestiva ai cittadini.&nbsp;<strong>La Campania ha bisogno di una strategia chiara e coraggiosa che unisca prevenzione, bonifiche e tutela della salute pubblica.</strong>&nbsp;Continueremo a vigilare a vigilare affinché nessuno resti esposto a contaminazioni che mettono a rischio la vita delle persone e la qualità dell’ambiente.” In una nota&nbsp;<strong>Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania&nbsp;</strong>commenta i dati diffusi dallo studio dell’Università Federico II, che confermano il superamento dei limiti di legge per TCE e PCE nelle acque sotterranee di tutte le province campane.</p>
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		<title>Salerno, presentato il Clean-Up Plastic Free: il 23 maggio volontari e scuole per la Foce del Sele contro la plastica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-presentato-il-clean-up-plastic-free-il-23-maggio-volontari-e-scuole-per-la-foce-del-sele-contro-la-plastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà presentato domani, giovedì 7 maggio alle ore 10:30, presso la Sala “Marcello Torre” del Palazzo della Provincia di Salerno, il Clean-Up Regionale Plastic Free Campania, iniziativa di volontariato ambientale [...]]]></description>
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<p>Sarà presentato domani, giovedì 7 maggio alle ore 10:30, presso la Sala “Marcello Torre” del Palazzo della Provincia di Salerno, il Clean-Up Regionale Plastic Free Campania, iniziativa di volontariato ambientale e sensibilizzazione civica che culminerà sabato 23 maggio con la giornata “Creato senza plastica – Giornata per la tutela delle acque della Foce del Sele”.</p>



<p>L’iniziativa, promossa da Plastic Free Onlus, attiva dal 2019 nella lotta all’inquinamento da plastica, coinvolgerà istituzioni, scuole, volontari e realtà del territorio in un’azione concreta dedicata alla salvaguardia della Foce del fiume Sele, area di elevato valore naturalistico inserita nella Riserva Naturale Foce Sele–Tanagro.</p>



<p>L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato la rimozione dei rifiuti e la tutela dell’ecosistema fluviale e costiero, dall’altro la diffusione di una cultura ambientale basata sulla responsabilità condivisa e sulla prevenzione dell’inquinamento da plastica.</p>



<p>Alla conferenza stampa interverranno il sindaco di Eboli, Mario Conte, il presidente uscente della Provincia di Salerno Vincenzo Guzzo, il presidente dell’Ente Riserve Naturali Foce Sele–Tanagro Antonio Cuomo, insieme a Loredana Bardascino, componente del CdA Sarim e main sponsor dell’iniziativa, e ai referenti regionali Plastic Free Silvana Cantone e Salvatore Palmieri. A moderare sarà Elena Merola, referente Plastic Free per il Comune di Eboli e organizzatrice dell’evento.</p>



<p>La giornata conclusiva del 23 maggio, in programma dalle 9:00 alle 13:00 presso la Foce del Sele (lato Eboli), prevede attività di raccolta dei rifiuti e momenti di osservazione ambientale, preceduti da percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare studenti e cittadini sui temi dell’inquinamento e della tutela degli ecosistemi.</p>



<p>“Questa iniziativa nasce dalla volontà di trasformare la sensibilizzazione in azione concreta”, ha dichiarato Elena Merola. “Creato senza plastica non è solo uno slogan, ma un impegno che vogliamo condividere con le nuove generazioni e con il territorio. La Foce del Sele è un patrimonio naturale che va tutelato con continuità”.</p>



<p>Il Clean-Up vedrà la partecipazione di numerosi soggetti istituzionali e associativi, tra cui il Comune di Eboli, la Protezione Civile, l’Ente Riserve Naturali Foce Sele–Tanagro, l’Esercito Italiano, SARIM, l’Accademia Kronos – Guardie Ambientali e la Croce Rossa Italiana, oltre a scuole e volontari.</p>



<p>La partecipazione è gratuita e prevede la distribuzione di kit per i partecipanti fino a esaurimento. Le scuole potranno aderire tramite registrazione sulla pagina “Eventi” del sito Plastic Free selezionando l’iniziativa “Foce Sele – 23 maggio 2026”.</p>
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		<title>Eta Aquaridi 2026, torna lo spettacolo delle “stelle cadenti”: quando e come osservarle dall’Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eta-aquaridi-2026-torna-lo-spettacolo-delle-stelle-cadenti-quando-e-come-osservarle-dallitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di astronomia: lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Anche nel 2026 [...]]]></description>
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<p class="p1">Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di astronomia: lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Anche nel 2026 il fenomeno sarà visibile dall’Italia, con il picco previsto nelle ore tra il 5 e il 6 maggio.</p>



<p class="p1">Le Eta Aquaridi sono originate dai detriti della Cometa di Halley, uno degli oggetti celesti più celebri e studiati. Ogni anno la Terra attraversa la scia di polveri lasciata dalla cometa lungo la sua orbita: quando questi frammenti entrano nell’atmosfera terrestre, bruciano a grande velocità, producendo le scie luminose comunemente chiamate “stelle cadenti”.</p>



<p class="p1">Secondo gli esperti, il momento migliore per l’osservazione sarà nelle ore che precedono l’alba. Il radiante — ovvero il punto da cui sembrano provenire le meteore — si trova nella costellazione dell’Acquario, in prossimità della stella Eta Aquarii. Tuttavia, non è necessario puntare lo sguardo direttamente verso quella zona: le meteore possono attraversare qualsiasi parte del cielo.</p>



<p class="p1">Dall’emisfero nord, e quindi anche dall’Italia, lo spettacolo risulta meno intenso rispetto alle regioni australi. Nelle condizioni ideali si possono osservare fino a 30 meteore all’ora, ma il numero reale dipende da diversi fattori, tra cui l’inquinamento luminoso e le condizioni atmosferiche.</p>



<p class="p1">Per aumentare le probabilità di osservazione, gli astronomi consigliano di allontanarsi dai centri urbani e scegliere luoghi bui con orizzonte libero verso est. Fondamentale anche concedere agli occhi almeno 15–20 minuti per adattarsi all’oscurità ed evitare fonti di luce artificiale, come smartphone o torce.</p>



<p class="p1">Un elemento favorevole nel 2026 è rappresentato dalla scarsa interferenza della Luna durante il picco, che dovrebbe garantire cieli più bui e quindi una migliore visibilità delle meteore più deboli.</p>



<p class="p1">Caratterizzate da velocità elevate — fino a circa 66 chilometri al secondo — le Eta Aquaridi sono note per le loro scie luminose persistenti, che possono rimanere visibili per alcuni secondi dopo il passaggio.</p>



<p class="p1">Lo sciame resterà attivo fino alla fine di maggio, ma saranno le notti a cavallo tra il 5 e il 6 a offrire le condizioni più favorevoli per assistere a uno degli spettacoli naturali più suggestivi dell’anno.</p>
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		<title>Animali che sfidano la scienza: le abilità più sorprendenti del regno animale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-che-sfidano-la-scienza-le-abilita-piu-sorprendenti-del-regno-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 12:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti avanzati corvi]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti sofisticati Octopus vulgaris]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza Octopus vulgaris]]></category>
		<category><![CDATA[problem solving animale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha progressivamente ridimensionato l’idea che l’intelligenza e le capacità complesse siano prerogative esclusivamente umane. Dalle profondità marine alle foreste tropicali, numerose specie [...]]]></description>
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<p class="p1">Nel corso degli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha progressivamente ridimensionato l’idea che l’intelligenza e le capacità complesse siano prerogative esclusivamente umane. Dalle profondità marine alle foreste tropicali, numerose specie animali mostrano comportamenti sofisticati che continuano a sorprendere etologi e neuroscienziati.</p>



<p class="p1">Uno dei casi più studiati è quello dei polpi, in particolare del <strong>Octopus vulgaris.</strong> Questo cefalopode è noto per la sua straordinaria capacità di problem solving: in laboratorio è stato osservato mentre apre barattoli, risolve semplici puzzle e utilizza oggetti come strumenti. Il suo sistema nervoso, distribuito lungo i tentacoli oltre che nel cervello centrale, rappresenta un modello unico nel regno animale e offre nuove prospettive nello studio dell’intelligenza.</p>



<p class="p1">Anche tra gli uccelli emergono esempi sorprendenti. I corvi del genere Corvus sono in grado di utilizzare strumenti in modo avanzato. Esperimenti condotti in contesti controllati hanno dimostrato che alcune specie riescono a piegare fili metallici per creare ganci utili a recuperare il cibo, una capacità che implica pianificazione e comprensione causa-effetto. Studi pubblicati su riviste scientifiche come Science hanno evidenziato come queste abilità siano paragonabili, per certi aspetti, a quelle dei primati.</p>



<p class="p1">Non meno affascinanti sono i fenomeni legati alla biologia dei pesci. Alcune specie, come il pesce pagliaccio (Amphiprioninae), sono ermafroditi sequenziali: possono cambiare sesso nel corso della loro vita in risposta a dinamiche sociali. Questo processo, regolato da complessi meccanismi ormonali, è stato ampiamente documentato e rappresenta un adattamento evolutivo che garantisce la sopravvivenza del gruppo.</p>



<p class="p1">Un altro esempio riguarda la memoria e l’orientamento. Gli elefanti africani (Loxodonta africana) sono in grado di ricordare percorsi migratori e fonti d’acqua anche dopo molti anni, dimostrando una memoria a lungo termine eccezionale. Questa capacità è cruciale in ambienti variabili e spesso ostili, dove l’accesso alle risorse può determinare la sopravvivenza dell’intero branco.</p>



<p class="p1">Le api (Apis mellifera), invece, sorprendono per le loro competenze comunicative. Attraverso la cosiddetta “danza dell’addome”, descritta per la prima volta dal premio Nobel Karl von Frisch, le api sono in grado di trasmettere informazioni precise sulla posizione delle fonti di cibo rispetto all’alveare, includendo direzione e distanza.</p>



<p class="p1">Queste scoperte, supportate da un numero crescente di studi peer-reviewed, stanno contribuendo a ridefinire il concetto stesso di intelligenza animale. Piuttosto che una scala gerarchica con l’uomo al vertice, molti ricercatori propongono oggi una visione più articolata, in cui diverse specie sviluppano abilità specifiche in risposta al proprio ambiente.</p>
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		<item>
		<title>Razze animali nate dall’uomo: selezione e conseguenze</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/razze-animali-nate-dalluomo-selezione-e-conseguenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 12:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[razze animali]]></category>
		<category><![CDATA[selezione artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle campagne europee alle metropoli contemporanee, molte delle razze animali che oggi consideriamo “naturali” sono in realtà il risultato di secoli — talvolta millenni — di selezione operata dall’uomo. Cani, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Dalle campagne europee alle metropoli contemporanee, molte delle razze animali che oggi consideriamo “naturali” sono in realtà il risultato di secoli — talvolta millenni — di selezione operata dall’uomo. Cani, gatti e cavalli sono tra gli esempi più evidenti di questo processo: specie plasmate non solo dall’evoluzione, ma anche da esigenze pratiche, estetiche e culturali.</p>



<p class="p1">La selezione artificiale consiste nello scegliere individui con determinate caratteristiche e favorirne la riproduzione. Nel caso del cane domestico (Canis lupus familiaris), il processo è iniziato almeno 15.000 anni fa, quando i primi lupi più docili si avvicinarono agli insediamenti umani. Da allora, l’intervento umano ha prodotto una straordinaria varietà di razze: dai levrieri veloci per la caccia, ai cani da pastore capaci di gestire greggi, fino ai cani da compagnia selezionati per il temperamento e l’aspetto.</p>



<p class="p1">Questo stesso principio si ritrova nei gatti domestici (Felis catus), anche se in modo più recente e meno intensivo. Razze come il Siamese o il Persiano sono state sviluppate selezionando tratti estetici distintivi, come il mantello o la forma del muso. Nei cavalli (Equus ferus caballus), invece, la selezione ha privilegiato forza, velocità e resistenza, dando origine a razze specializzate per il lavoro agricolo, la guerra o lo sport.</p>



<p class="p1">Se da un lato la selezione artificiale ha permesso di ottenere animali altamente specializzati, dall’altro ha portato con sé conseguenze spesso problematiche. La riduzione della variabilità genetica è uno dei principali effetti collaterali: accoppiamenti tra individui geneticamente simili aumentano il rischio di malattie ereditarie. Alcune razze canine, ad esempio, sono predisposte a patologie specifiche: displasia dell’anca nei cani di grande taglia, problemi respiratori nei brachicefali (come bulldog e carlini), o disturbi cardiaci in razze selezionate per dimensioni ridotte.</p>



<p class="p1">Nel caso dei gatti Persiani, la selezione per un muso sempre più schiacciato ha comportato difficoltà respiratorie e problemi oculari. Anche nei cavalli, alcune linee selezionate per prestazioni sportive possono essere più soggette a fragilità ossee o disturbi muscolari.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni, la comunità scientifica e veterinaria ha iniziato a interrogarsi su questi effetti. Organizzazioni come la World Organisation for Animal Health e numerose associazioni veterinarie nazionali promuovono pratiche di allevamento più responsabili, che tengano conto non solo dell’estetica o delle prestazioni, ma anche del benessere complessivo dell’animale.</p>



<p class="p1">Parallelamente, cresce la sensibilità del pubblico. Sempre più persone scelgono di adottare animali da rifugi o di informarsi sulla salute genetica delle razze prima dell’acquisto. In alcuni paesi europei, sono state introdotte normative per limitare l’allevamento di animali con caratteristiche che compromettono la loro qualità di vita.</p>
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		<item>
		<title>Filiera bufalina: sostenibilità e innovazione nella Piana del Sele, presentato rapporto di Fondazione Symbola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-bufalina-sostenibilita-e-innovazione-nella-piana-del-sele-presentato-rapporto-di-fondazione-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 17:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[filiera bufalina]]></category>
		<category><![CDATA[Mozzarella di Bufala Campana Dop]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[Rafforzare competitività e sostenibilità di uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano: è questo l’obiettivo del rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Rafforzare competitività e sostenibilità di uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano: è questo l’obiettivo del rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia, con la partnership di Coldiretti e Confagricoltura.</p>



<p class="p1">Il documento, presentato al Senato presso la Sala Caduti di Nassirya su iniziativa del senatore Luca De Carlo, analizza tecnologie e soluzioni innovative per accompagnare la transizione ecologica della filiera bufalina, trasformando le criticità ambientali in opportunità di crescita.</p>



<p class="p3">Un comparto strategico per l’Italia</p>



<p class="p1">La filiera bufalina rappresenta un pilastro del sistema lattiero-caseario nazionale. In Italia è concentrato circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e ben il 95% di quello europeo, con circa 435.000 capi complessivi. Di questi, il 70% si trova in Campania, mentre la Piana del Sele concentra oltre il 25% degli allevamenti regionali e il 30,8% dei capi.</p>



<p class="p1">Un settore strettamente legato alla produzione di eccellenze come la Mozzarella di Bufala Campana DOP, tra i prodotti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo.</p>



<p class="p3">Sostenibilità come leva competitiva</p>



<p class="p1">“Il riconoscimento UNESCO alla cucina italiana certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, territori e comunità”, ha dichiarato Ermete Realacci. “In questa prospettiva si colloca la filiera bufalina, che oggi affronta una sfida decisiva: la sostenibilità, componente essenziale della qualità e fattore di maggiore competitività”.</p>



<p class="p1">Il rapporto evidenzia come pratiche innovative possano ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera: dalla gestione efficiente dell’acqua alla riduzione delle emissioni, fino alla valorizzazione dei sottoprodotti. Secondo alcuni studi citati, i foraggi destinati all’alimentazione delle bufale potrebbero compensare la CO₂ emessa nel processo produttivo della mozzarella DOP, aprendo nuove prospettive sul mercato globale.</p>



<p class="p3">Innovazione e investimenti</p>



<p class="p1">Il progetto non si limita all’analisi, ma mette in campo strumenti concreti: le banche promotrici hanno attivato un plafond da 20 milioni di euro a tassi agevolati per sostenere investimenti in tecnologie sostenibili.</p>



<p class="p1">“Il comparto bufalino è profondamente radicato nella storia produttiva del territorio”, ha sottolineato Camillo Catarozzo. “Serve però rafforzare infrastrutture e capacità di fare sistema per accompagnare questa eccellenza verso nuove opportunità”.</p>



<p class="p1">Sulla stessa linea Rosario Pingaro, che evidenzia il ruolo dell’innovazione tecnologica, spesso “combinatoria”, cioè derivante dall’adattamento di soluzioni sviluppate in altri settori.</p>



<p class="p1">Per Giuseppe Tuozzo, la transizione ecologica rappresenta “un percorso di innovazione che migliora efficienza, qualità e resilienza”, rafforzando il legame tra imprese, territorio e comunità.</p>



<p class="p3">Un modello per il futuro</p>



<p class="p1">Lo studio analizza sei macro-dimensioni dell’intero ciclo produttivo: uso delle risorse, emissioni, tutela della biodiversità, gestione idrica, energia e benessere animale. Tra le soluzioni individuate: agrivoltaico, biogas e biometano, microirrigazione, recupero delle acque reflue e packaging sostenibili.</p>



<p class="p1">Avviato due anni fa con un focus sulla IV gamma, il progetto sulla Piana del Sele si propone oggi come modello replicabile per altre filiere agroalimentari italiane, dimostrando come sostenibilità, innovazione e qualità possano procedere insieme.</p>



<p class="p1">Il rapporto completo è disponibile sul sito della Fondazione Symbola.</p>
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		<title>Coldiretti disegna l’agricoltura del futuro: boom di visitatori a Salerno in Flora</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/coldiretti-disegna-lagricoltura-del-futuro-boom-di-visitatori-a-salerno-in-flora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 15:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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<p>L’agricoltura del futuro pensata da Coldiretti. Questo il filo conduttore dei momenti di approfondimento sul lavoro agricolo organizzati nella fortunata edizione di “Salerno in Flora, il Villaggio Coldiretti” che in questi giorni ha attirato migliaia di visitatori al Parco Pinocchio.</p>



<p>Temi scottanti sui quali fare chiarezza dopo aver passeggiato fra i coloratissimi sentieri profumati con le meraviglie proposte dai floricoltori della Campania, assaggiato le prelibatezze dello street food contadino a chilometro zero ed aver acquistato l’ortofrutta di qualità portata al centro della città dalle aziende del Mercato Campagna Amica di Coldiretti.</p>



<p>Un tutto esaurito di pubblico che si è registrato fin dal taglio del nastro alla presenza di numerose autorità cittadine e nazionali fra le quali il presidente facente funzioni della provincia Giovanni Guzzo, il presidente della Camera di Commercio Andrea Prete e l’onorevole Piero De Luca.</p>



<p>Ma Salerno in Flora è stata anche la grande occasione per dare vita alla prima tavola rotonda dopo il varo della legge sui reati dell’agroalimentare. Un momento di riflessione fortemente voluto dal direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda che ha introdotto i lavori. Fondamentale l’apporto, fra gli altri, dell’onorevole Marco Cerreto che ha seguito in Parlamento tutto l’iter di un decreto che ha preso forma per diventare la legge che dovrebbe mettere al riparo agricoltori e allevatori dalle mille insidie della concorrenza sleale e della frode in commercio ed al tempo stesso tutelare il consumatore finale. A fare chiarezza sui controlli ci ha pensato Salvatore Schiavone direttore dell&#8217;ICQRF Italia Meridionale, un&#8217;agenzia incaricata della tutela della qualità e della repressione delle frodi nei prodotti agroalimentari</p>



<p>Un incontro seguito a quello sul &#8220;Il&nbsp;<em>Valore dell&#8217;Autenticità: Strumenti giuridici contro l&#8217;Italian Sounding</em>” con la partecipazione di Sara Paraluppi Capo area organizzazione e servizi Coldiretti, della nutrizionista Francesca Marino, del tenente colonnello Lunda Malzone dei Carabinieri forestali e di Corrado Pisani della Capitaneria di Porto.</p>



<p>Salerno in Flora è anche divertimento. Nel programma ideato dal direttore di Coldiretti Salerno Vincenzo Tropiano sono stati particolarmente privilegiati i più piccini. Tanti laboratori nella zona dell’agriasilo, dalla filatura della mozzarella di bufala, alla conoscenza con il mondo delle piante aromatiche e delle api. Grande successo anche per la fattoria didattica con tanti piccoli amici del mondo animale. &nbsp;</p>



<p>La seconda giornata ha visto la presenza dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Morano di Caivano, diventa così concreto il percorso cominciato con la visita al plesso scolastico reso celebre dal grande impegno della preside Eugenia Carfora. &nbsp;</p>



<p>Ad aprire l’incontro il Capo Servizio Innovazione Coldiretti Roberto Mazzei che ha presentato una proposta di gestione dei fondi per consentire lo sviluppo delle aree interne. Una visione moderna e concreta per la tutela e la valorizzazione dei territori rurali e delle comunità che li vivono. La proposta prevede una creazione di un&#8217;area pilota in attesa dell&#8217;arrivo dei fondi della nuova programmazione. Il tema del lavoro è stato anche oggetto dell’intervento di Angelica Saggese, assessore al lavoro della Regione Campania. Particolarmente apprezzato anche l’intervento dell’assessore alle attività produttive Fulvio Bonavitacola. Comune denominatore la necessità di rendere le aree interne sempre più vicine, in termini di servizi, al resto della Regione.</p>



<p>La parte serale di Salerno in Flora il Villaggio Contadino è dedicata ad uno dei personaggi del momento DJ Aniceto. Reduce dai successo nello show tv di Chiambretti e diventato celebre per la sua presenza sui social, si è intrattenuto con il gruppo dei Giovani Impresa Coldiretti Salerno con il suo podcast Radici &amp; Ritmi per poi concludere la serata con un Dj set dal vivo.</p>



<p>Ricco anche il programma dell’ultima giornata. In mattinata alla presenza dell’assessore all’agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e dell’assessore regionale all’ambiente Claudia Pecoraro si approfondirà il tema del florovivaismo con il presidente della consulta regionale Coldiretti Raffaele Mignano. Come di consueto, le conclusioni sono affidate al presidente regionale Coldiretti Ettore Bellelli.</p>
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		<title>Riciclo carta e cartone: l’Italia supera il 90% e guida l’economia circolare in Europa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/riciclo-carta-e-cartone-litalia-supera-il-90-e-guida-leconomia-circolare-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 15:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
		<category><![CDATA[carta riciclata]]></category>
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					<description><![CDATA[Il riciclo di carta e cartone in Italia continua a rappresentare uno dei casi più avanzati di economia circolare nel panorama europeo. Secondo i dati del Comieco, aggiornati nel Rapporto [...]]]></description>
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<p>Il riciclo di carta e cartone in Italia continua a rappresentare uno dei casi più avanzati di economia circolare nel panorama europeo. Secondo i dati del Comieco, aggiornati nel Rapporto 2025 sui dati 2024, il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha superato stabilmente il 90%, confermando il Paese tra i leader europei del settore.</p>



<p>Un risultato significativo non solo dal punto di vista ambientale, ma anche industriale e sociale, che colloca l’Italia in anticipo rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030, pari all’85%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un sistema maturo e diffuso sul territorio</h3>



<p>Il modello italiano si basa su una rete consolidata di raccolta differenziata che coinvolge comuni, aziende e cittadini. Nel 2024 la raccolta ha sfiorato le 3,9 milioni di tonnellate, con una crescita costante rispetto agli anni precedenti. </p>



<p>Uno degli elementi più rilevanti è l’estensione capillare del servizio: oltre il 90% dei comuni italiani è oggi coperto da sistemi di raccolta organizzata, rendendo la gestione dei rifiuti cellulosici una pratica ormai consolidata nella vita quotidiana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Italia tra i leader europei del riciclo</h3>



<p>Il dato del riciclo oltre il 90% non è isolato. Negli ultimi anni il Paese ha consolidato una posizione di leadership in Europa nel recupero degli imballaggi in carta e cartone, grazie a un sistema industriale integrato che trasforma il materiale raccolto in nuova materia prima per l’industria cartaria.</p>



<p>Il Sud Italia, tradizionalmente più indietro nelle performance ambientali, ha registrato negli ultimi anni una crescita significativa, contribuendo a ridurre il divario territoriale e rafforzando il sistema nazionale nel suo complesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Economia circolare e impatto ambientale</h3>



<p>Il riciclo della carta è uno degli esempi più concreti di economia circolare funzionante. Riduce il consumo di materie prime vergini, limita le emissioni legate alla produzione industriale e diminuisce la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento.</p>



<p>La carta, in particolare, è uno dei materiali più riciclabili: le fibre cellulosiche possono essere riutilizzate più volte prima di perdere le loro proprietà, rendendo il ciclo di vita del prodotto più lungo ed efficiente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un modello consolidato ma non statico</h3>



<p>Nonostante i risultati positivi, il sistema continua a evolversi. Le sfide riguardano soprattutto il miglioramento della qualità della raccolta, la riduzione delle impurità nei materiali e l’ulteriore estensione dei sistemi di differenziata nei piccoli centri.</p>



<p>Secondo gli esperti del settore, la direzione è ormai tracciata: il riciclo della carta non è più solo una buona pratica ambientale, ma un pilastro strutturale dell’economia italiana.</p>



<p>In un contesto europeo che spinge verso una maggiore sostenibilità, il caso italiano mostra come infrastrutture, comportamenti dei cittadini e industria possano convergere in un sistema efficiente. Un modello che, pur con margini di miglioramento, rappresenta oggi uno dei punti di riferimento della transizione ecologica nel continente.</p>
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		<title>La vita segreta delle api: danza, comunicazione e ruolo chiave per l’ecosistema</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-vita-segreta-delle-api-danza-comunicazione-e-ruolo-chiave-per-lecosistema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:24:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione api]]></category>
		<category><![CDATA[danza api]]></category>
		<category><![CDATA[insetti sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[Le api sono tra gli insetti più studiati dalla biologia moderna per la complessità dei loro comportamenti sociali e per il ruolo fondamentale che svolgono negli ecosistemi terrestri. All’interno dell’alveare, [...]]]></description>
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<p class="p1">Le api sono tra gli insetti più studiati dalla biologia moderna per la complessità dei loro comportamenti sociali e per il ruolo fondamentale che svolgono negli ecosistemi terrestri.</p>



<p class="p1">All’interno dell’alveare, le api mellifere (Apis mellifera) vivono in una struttura altamente organizzata, con ruoli distinti tra regina, operaie e fuchi. Questa organizzazione consente una gestione efficiente delle risorse e della sopravvivenza della colonia.</p>



<p class="p1">Uno degli aspetti più noti e scientificamente confermati è il loro sistema di comunicazione basato sulla cosiddetta “danza delle api”, descritta per la prima volta dal Nobel Karl von Frisch. Attraverso movimenti precisi, le api esploratrici indicano alle compagne la direzione e la distanza delle fonti di cibo, utilizzando il sole come riferimento e codificando informazioni attraverso angoli e vibrazioni.</p>



<p class="p1">Le api sono inoltre considerate insetti chiave per la biodiversità: secondo la FAO, circa il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall’impollinazione animale, in gran parte svolta proprio dalle api. Questo processo è essenziale non solo per la produzione agricola, ma anche per la riproduzione di numerose specie vegetali spontanee.</p>



<p class="p1">Negli ultimi decenni, la comunità scientifica ha registrato un calo significativo delle popolazioni di api in diverse aree del mondo, attribuito a una combinazione di fattori tra cui uso di pesticidi, perdita di habitat, cambiamenti climatici e malattie parassitarie.</p>



<p class="p1">La loro sopravvivenza è oggi considerata un indicatore cruciale della salute degli ecosistemi. Proteggere le api significa, in termini ecologici, preservare l’equilibrio della biodiversità e la sicurezza alimentare globale.</p>
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		<title>Planta 2026: il servizio fitosanitario della Regione in prima linea per la salute delle piante</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/planta-2026-il-servizio-fitosanitario-della-regione-in-prima-linea-per-la-salute-delle-piante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 09:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[planta 2026]]></category>
		<category><![CDATA[regiona campania]]></category>
		<category><![CDATA[servizio fitosanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Campania partecipa a “Planta, il giardino e non solo”, la mostra-mercato dedicata al verde, alla biodiversità e alla cultura botanica, in programma da venerdì 1 a domenica 3 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Regione Campania partecipa a “Planta, il giardino e non solo”, la mostra-mercato dedicata al verde, alla biodiversità e alla cultura botanica, in programma da venerdì 1 a domenica 3 maggio 2026 negli spazi dell’Orto Botanico di Napoli. Nel corso della manifestazione, il Servizio Fitosanitario Regionale dell’Assessorato all’Agricoltura sarà presente con attività di informazione e divulgazione rivolte a cittadini, studenti, docenti e operatori del settore florovivaistico, con focus specifici sul contrasto agli organismi nocivi invasivi delle piante.</p>



<p>«<em>La partecipazione a Planta</em> – ha dichiarato l’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca – <em>è un’importante occasione di confronto e sensibilizzazione su questioni fondamentali per il nostro patrimonio vegetale. La difesa fitosanitaria non è da considerarsi una attività meramente tecnica, è piuttosto una responsabilità condivisa, che ci chiama tutti ad osservare norme e comportamenti in favore della tutela della biodiversità e delle nostre produzioni agricole. Il Servizio Fitosanitario Regionale svolge un ruolo importante, intervenendo con tempestività per prevenire e contenere i rischi legati agli organismi nocivi invasivi ed anche diffondendo la cosiddetta cultura della &#8216;plant health&#8217;. Eventi come quello in programma in questi giorni all’Orto Botanico consentono di avvicinare il grande pubblico a queste tematiche, promuovendo l’adozione di comportamenti collettivi responsabili per la difesa e la conservazione del nostro patrimonio vegetale.</em>» </p>



<p>Attraverso percorsi informativi e momenti di confronto con tecnici specializzati, i visitatori potranno approfondire le principali strategie di prevenzione e controllo delle malattie delle piante derivanti da agenti patogeni, contribuendo così a rafforzare l’azione di contrasto alla loro diffusione.</p>



<p>All’iniziativa partecipa il mondo della ricerca, con i contributi del CNR IPSP, dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e del Dipartimento di Agraria della Università degli Studi di Napoli Federico II. L’evento è aperto al pubblico.</p>
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		<title>Valle d’Aosta, al Forte di Bard la natura protagonista con “Wildlife Photographer of the Year”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/valle-daosta-al-forte-di-bard-la-natura-protagonista-con-wildlife-photographer-of-the-year/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Forte di Bard]]></category>
		<category><![CDATA[valle d'aosta]]></category>
		<category><![CDATA[Wildlife Photographer of the Year]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, la mostra “Wildlife Photographer of the Year”, uno dei più importanti concorsi internazionali di fotografia naturalistica. L’esposizione presenta una selezione degli scatti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Torna al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, la mostra “Wildlife Photographer of the Year”, uno dei più importanti concorsi internazionali di fotografia naturalistica. L’esposizione presenta una selezione degli scatti premiati e finalisti dell’edizione più recente, scelti tra oltre 60.000 immagini inviate da fotografi di 113 Paesi. </p>



<p>Il percorso espositivo (dal 21 marzo al 12 luglio 2026) propone un viaggio visivo attraverso la biodiversità del pianeta, raccontando la natura nei suoi aspetti più spettacolari e fragili. Le fotografie documentano animali colti in momenti rari e comportamenti difficili da osservare, insieme a paesaggi estremi e scenari naturali che evidenziano la complessità degli ecosistemi terrestri e marini.</p>



<p>Promossa dal Natural History Museum di Londra, la mostra è considerata un punto di riferimento internazionale per la fotografia naturalistica, grazie alla capacità di unire valore artistico e documentazione scientifica. Ogni immagine è accompagnata da una narrazione che spiega il contesto dello scatto, spesso frutto di lunghe attese e condizioni ambientali estreme.</p>



<p>L’allestimento al Forte di Bard valorizza ulteriormente l’impatto visivo delle opere, creando un percorso immersivo che accompagna il visitatore tra grandi pannelli fotografici e installazioni pensate per mettere in risalto il rapporto tra uomo e natura. Il tema centrale resta la riflessione sulla fragilità degli habitat e sull’impatto delle attività umane sugli equilibri ambientali.</p>



<p>Particolare attenzione è rivolta anche al pubblico più giovane. Le immagini, spesso spettacolari e immediate, permettono ai bambini di avvicinarsi al mondo animale in modo diretto e coinvolgente, stimolando curiosità e sensibilità verso la natura. La mostra si presta così a diventare un’esperienza educativa oltre che estetica, adatta alle famiglie.</p>



<p>L’iniziativa conferma il ruolo del Forte di Bard come uno dei principali poli culturali della Valle d’Aosta, capace di ospitare eventi internazionali dedicati all’arte, alla storia e alla scienza.</p>



<p><strong>Foto tratta dalla locandina dal web</strong></p>
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		<title>App e intelligenza artificiale per riconoscere le piante: la tecnologia entra in casa e aiuta la cura del verde domestico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/app-e-intelligenza-artificiale-per-riconoscere-le-piante-la-tecnologia-entra-in-casa-e-aiuta-la-cura-del-verde-domestico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni la tecnologia legata all’intelligenza artificiale ha trovato applicazione anche nella vita quotidiana domestica, in particolare nella cura delle piante. Attraverso semplici fotografie scattate con lo smartphone, numerose [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni la tecnologia legata all’intelligenza artificiale ha trovato applicazione anche nella vita quotidiana domestica, in particolare nella cura delle piante. Attraverso semplici fotografie scattate con lo smartphone, numerose applicazioni sono in grado di identificare specie vegetali, segnalare malattie e suggerire interventi di manutenzione.</p>



<p>Tra le funzioni più utilizzate c’è il riconoscimento automatico delle piante. L’utente inquadra una foglia o un fiore e l’app, grazie a sistemi di visione artificiale e database botanici, fornisce in pochi secondi informazioni sulla specie, sulle esigenze di luce, irrigazione e temperatura. Questa tecnologia ha reso più accessibile anche a chi non è esperto la gestione del verde domestico.</p>



<p>Un altro ambito in forte crescita è quello della diagnosi delle malattie delle piante. Alcune applicazioni permettono di individuare segni di stress idrico, attacchi di parassiti o infezioni fungine partendo dall’analisi delle immagini. In molti casi vengono suggerite anche possibili soluzioni, dai trattamenti naturali fino a indicazioni per il consulto con un vivaio o un agronomo.</p>



<p>Secondo gli esperti del settore ambientale, questi strumenti stanno contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza nella cura delle piante, soprattutto in contesti urbani dove balconi e appartamenti sostituiscono spesso gli spazi verdi tradizionali. L’accesso immediato alle informazioni riduce gli errori più comuni, come l’eccesso o la carenza di acqua, una delle principali cause di deterioramento delle piante domestiche.</p>



<p>L’integrazione con l’intelligenza artificiale consente inoltre di creare promemoria personalizzati per l’irrigazione e la concimazione, adattati alle condizioni specifiche dell’ambiente domestico. Alcune app utilizzano anche dati climatici locali per migliorare le indicazioni fornite all’utente.</p>



<p>Accanto ai benefici, gli esperti sottolineano anche la necessità di utilizzare questi strumenti come supporto e non come sostituto completo della conoscenza botanica. L’interpretazione dei dati forniti dalle app, infatti, deve sempre essere accompagnata dall’osservazione diretta della pianta e, nei casi più complessi, dal parere di professionisti del settore.</p>



<p>Dal punto di vista ambientale, la diffusione di queste tecnologie è vista positivamente perché favorisce una maggiore attenzione al verde domestico e alla cura delle piante, contribuendo indirettamente anche al miglioramento della qualità dell’aria negli ambienti chiusi.</p>



<p>In un contesto in cui casa, sostenibilità e tecnologia si intrecciano sempre più, le app di riconoscimento delle piante rappresentano un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento utile nella gestione quotidiana dell’ambiente domestico, rendendo più semplice e consapevole il rapporto tra persone e natura.</p>
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		<item>
		<title>Risparmiare carburante: le strategie concrete per ridurre consumi e costi alla guida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/risparmiare-carburante-le-strategie-concrete-per-ridurre-consumi-e-costi-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[caro carburante]]></category>
		<category><![CDATA[risparmiare carburante]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il prezzo dei carburanti soggetto a oscillazioni frequenti e una crescente attenzione ai consumi energetici, il tema del risparmio alla guida torna centrale per famiglie e imprese. Ridurre il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con il prezzo dei carburanti soggetto a oscillazioni frequenti e una crescente attenzione ai consumi energetici, il tema del risparmio alla guida torna centrale per famiglie e imprese. Ridurre il consumo di benzina e diesel non significa solo contenere la spesa, ma anche diminuire le emissioni e migliorare l’efficienza complessiva dei trasporti.</p>



<p>Le stime di enti europei e associazioni automobilistiche indicano che, con uno stile di guida corretto e una manutenzione adeguata del veicolo, è possibile ridurre i consumi fino al 15-20% senza interventi tecnologici complessi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Stile di guida: la variabile più importante</h3>



<p>Il primo fattore è il comportamento del conducente. Una guida fluida, senza accelerazioni brusche e frenate improvvise, riduce sensibilmente il consumo di carburante.</p>



<p>Mantenere una velocità costante, utilizzare il freno motore e anticipare il traffico sono tecniche che permettono di ottimizzare l’efficienza del motore. In autostrada, ad esempio, viaggiare a velocità moderate può fare una differenza significativa sui consumi rispetto a velocità elevate e instabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Manutenzione del veicolo: un risparmio spesso sottovalutato</h3>



<p>Un’auto in buone condizioni consuma meno. Pneumatici sgonfi o non correttamente gonfiati aumentano la resistenza al rotolamento e quindi il consumo di carburante.</p>



<p>Anche la manutenzione del motore, il cambio regolare dei filtri e l’utilizzo di oli adeguati contribuiscono a migliorare l’efficienza complessiva del veicolo. Trascurare questi aspetti può comportare un aumento dei consumi anche del 5-10%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Peso e aerodinamica: meno carico, meno consumo</h3>



<p>Ogni chilogrammo in più influisce sui consumi. Viaggiare con il bagagliaio inutilmente carico o con portapacchi non utilizzati aumenta la resistenza aerodinamica e quindi il fabbisogno energetico del veicolo.</p>



<p>Anche la climatizzazione incide: l’uso intensivo dell’aria condizionata può aumentare il consumo, soprattutto nei tragitti urbani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pianificazione dei percorsi</h3>



<p>Ottimizzare i tragitti è un altro elemento chiave. Utilizzare sistemi di navigazione aggiornati consente di evitare traffico, code e percorsi più lunghi del necessario.</p>



<p>Le app di mobilità integrano oggi dati in tempo reale che permettono di ridurre tempi di percorrenza e consumi, scegliendo percorsi più scorrevoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Guida urbana ed extraurbana: due approcci diversi</h3>



<p>In città, il consumo è più elevato a causa delle continue fermate e ripartenze. In questo contesto, l’uso corretto del cambio e la guida anticipata diventano fondamentali.</p>



<p>Fuori dai centri urbani, invece, la chiave è la stabilità: mantenere velocità costante e ridurre le variazioni improvvise di andatura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tecnologie e nuovi modelli di mobilità</h3>



<p>Le auto di nuova generazione offrono sistemi di assistenza alla guida che aiutano a ottimizzare i consumi, come il cruise control adattivo o i sistemi start &amp; stop.</p>



<p>Parallelamente, cresce il ruolo della mobilità condivisa e dei veicoli ibridi ed elettrici, che riducono la dipendenza dai carburanti tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una somma di piccoli gesti</h3>



<p>Il risparmio di carburante non dipende da un solo fattore, ma dalla combinazione di più comportamenti. Stile di guida, manutenzione, pianificazione e attenzione ai dettagli possono tradursi in un impatto economico significativo nel lungo periodo.</p>



<p>In un contesto di costi energetici incerti, la guida efficiente diventa non solo una buona pratica, ma una scelta sempre più necessaria per contenere la spesa e ridurre l’impatto ambientale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Crisi energetica, le raccomandazioni Ue: smart working almeno un giorno a settimana e città senz’auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/crisi-energetica-le-raccomandazioni-ue-smart-working-almeno-un-giorno-a-settimana-e-citta-senzauto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruxelles torna a puntare sul lavoro da remoto come leva per ridurre i consumi energetici. Nella bozza del piano “Accelerate Eu”, atteso per il 22 aprile, la Unione Europea indica [...]]]></description>
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<p>Bruxelles torna a puntare sul lavoro da remoto come leva per ridurre i consumi energetici. Nella bozza del piano “Accelerate Eu”, atteso per il 22 aprile, la Unione Europea indica tra le misure chiave l’introduzione dello smart working almeno una volta a settimana e l’organizzazione di giornate senz’auto nelle città.</p>



<p>L’obiettivo è contenere la domanda di energia in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti della crisi legata alla guerra in Medio Oriente, che continua a influenzare prezzi e approvvigionamenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ridurre consumi e dipendenza energetica</h3>



<p>Il piano si inserisce nella strategia europea di riduzione volontaria dei consumi, con un focus particolare su riscaldamento e trasporti, due delle principali voci di spesa energetica.</p>



<p>Secondo la bozza, il ricorso strutturale allo smart working può contribuire in modo significativo a ridurre il traffico pendolare, con effetti immediati su consumo di carburanti ed emissioni. Allo stesso tempo, le giornate senz’auto nelle aree urbane mirano a tagliare l’uso dei mezzi privati e incentivare mobilità sostenibile e trasporto pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Smart working come leva strutturale</h3>



<p>Non si tratta di una misura emergenziale, ma di un ritorno a strumenti già sperimentati durante la pandemia, ora riproposti in chiave energetica. L’indicazione di Bruxelles non introduce un obbligo vincolante per gli Stati membri, ma rappresenta una raccomandazione forte, destinata a orientare le politiche nazionali.</p>



<p>In questo quadro, il lavoro agile viene riconosciuto non solo come strumento organizzativo, ma anche come politica energetica indiretta: meno spostamenti, minore domanda di carburanti, riduzione delle emissioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le città al centro della transizione</h3>



<p>Accanto allo smart working, il piano punta sulle città. Le “car-free days” dovrebbero diventare uno strumento ricorrente per abbattere traffico e inquinamento nei centri urbani, con benefici immediati sulla qualità dell’aria.</p>



<p>Le amministrazioni locali saranno chiamate a svolgere un ruolo centrale, favorendo alternative sostenibili come trasporto pubblico, mobilità elettrica e ciclabilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatti per imprese e cittadini</h3>



<p>Per le imprese, l’indicazione europea potrebbe tradursi in una nuova spinta verso modelli di lavoro ibridi. Tuttavia, restano aperte questioni organizzative e contrattuali, soprattutto nei settori meno digitalizzati.</p>



<p>Per i cittadini, le misure comportano un cambiamento nelle abitudini quotidiane: meno uso dell’auto privata, maggiore flessibilità lavorativa, attenzione ai consumi domestici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una strategia di breve e medio periodo</h3>



<p>Il piano “Accelerate Eu” si inserisce in una strategia più ampia di risposta alle crisi energetiche, che combina interventi immediati e obiettivi di lungo periodo. Se da un lato punta a riduzioni rapide dei consumi, dall’altro rafforza la transizione verso modelli più sostenibili.</p>



<p>La partita resta aperta: molto dipenderà dalla capacità degli Stati membri di tradurre le raccomandazioni in misure concrete. Ma il segnale è chiaro: lo smart working torna al centro delle politiche europee, non più solo come strumento di flessibilità, ma come leva per affrontare una nuova fase di instabilità energetica.</p>
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		<title>Salerno in Flora 2026, tre giorni tra natura, gusto e biodiversità con il Villaggio Coldiretti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-in-flora-2026-tre-giorni-tra-natura-gusto-e-biodiversita-con-il-villaggio-coldiretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[salerno in flora]]></category>
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					<description><![CDATA[Salerno si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della primavera: dall’1 al 3 maggio 2026 torna “Salerno in Flora”, la mostra mercato dedicata al florovivaismo e alla biodiversità, che [...]]]></description>
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<p>Salerno si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della primavera: dall’1 al 3 maggio 2026 torna “Salerno in Flora”, la mostra mercato dedicata al florovivaismo e alla biodiversità, che animerà il Parco Pinocchio con un ricco programma di attività, esposizioni e degustazioni. Un evento pensato per famiglie, appassionati del verde e curiosi, all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione del territorio.</p>



<p>L’edizione 2026 sarà caratterizzata dalla presenza del Villaggio Coldiretti, cuore pulsante della manifestazione, dove sarà possibile immergersi nel mondo dell’agricoltura locale attraverso il mercato contadino, lo street food con prodotti tipici campani, le degustazioni, le aree dedicate alla fattoria degli animali e l’agriasilo per i più piccoli. Un’esperienza a tutto tondo che unisce tradizione, educazione alimentare e promozione delle eccellenze agroalimentari.</p>



<p>La manifestazione è promossa da Coldiretti Salerno e Campagna Amica Campania, con il patrocinio del Comune di Salerno e della Provincia di Salerno, e il contributo della Camera di Commercio di Salerno e del Centro Turistico Acli Salerno. Un lavoro sinergico che punta a rafforzare il legame tra cittadini, ambiente e filiera agricola locale, valorizzando al tempo stesso il ruolo del verde urbano e della biodiversità.</p>



<p>Gli orari di apertura prevedono venerdì 1 e sabato 2 maggio dalle 10 alle 22, mentre domenica 3 maggio l’evento sarà visitabile dalle 10 alle 20. L’ingresso è gratuito.</p>



<p>“Salerno in Flora” si conferma così un appuntamento centrale per il territorio, capace di coniugare intrattenimento, educazione e promozione delle eccellenze locali in una cornice naturale suggestiva come quella del Parco Pinocchio.</p>



<p>L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Salerno Solidale, Salerno Pulita, Associazione Allevatori Campania e Molise, Associazione Nazionale Coniglicoltori Italiani, Associazione Campana Avicoltori, Consorzio di Bonifica Comprensorio Sarno, Consorzio Vita SAlernum Vites, Associazione Italiana Cultura Sport Salerno, Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, OP Aprol Campania.</p>



<p>Media partner dell’evento Radio Castelluccio RCS75.</p>
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		<title>Il nuovo lusso è sostenibile: perché scegliere l’ecodesign</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-nuovo-lusso-e-sostenibile-perche-scegliere-lecodesign/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo di vita]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[materie prime]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è solo una tendenza, ma un cambio di prospettiva destinato a durare. L’ecodesign sta ridefinendo il modo in cui pensiamo e scegliamo gli oggetti che abitano i nostri spazi, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è solo una tendenza, ma un cambio di prospettiva destinato a durare. L’ecodesign sta ridefinendo il modo in cui pensiamo e scegliamo gli oggetti che abitano i nostri spazi, trasformando l’arredamento in un equilibrio tra estetica, funzionalità e responsabilità ambientale.</p>



<p>Alla base c’è un principio semplice ma rivoluzionario: ogni prodotto deve essere progettato considerando il suo intero ciclo di vita. Dalla selezione delle materie prime alla produzione, dall’uso quotidiano fino allo smaltimento o al riutilizzo. In altre parole, non conta solo come un oggetto appare, ma anche da dove viene, quanto dura e cosa diventerà una volta terminata la sua funzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal “bello” al “giusto”</h3>



<p>Per anni il design si è concentrato soprattutto su forma e funzione. Oggi, invece, si aggiunge una terza dimensione: l’impatto ambientale. Questo significa scegliere materiali naturali o riciclati, ridurre gli sprechi durante la produzione e progettare oggetti pensati per durare nel tempo, evitando la logica dell’usa e getta.</p>



<p>Il risultato è un’estetica nuova, spesso essenziale, che valorizza le imperfezioni dei materiali e racconta una storia. Legni vissuti, metalli recuperati, tessuti naturali: ogni elemento diventa parte di una narrazione che unisce sostenibilità e identità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’artigianato torna protagonista</h3>



<p>In questo scenario, l’artigianato gioca un ruolo centrale. Sempre più designer e produttori locali stanno riscoprendo tecniche tradizionali, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il valore non è solo nel prodotto finito, ma nel processo: filiere corte, lavorazioni manuali, attenzione al dettaglio.</p>



<p>È un ritorno alla qualità, ma anche alla relazione. Acquistare un oggetto di ecodesign significa spesso conoscere chi lo ha realizzato, da quali materiali nasce e quale storia porta con sé. Un approccio che si inserisce perfettamente in un mercato sempre più attento alla trasparenza e all’autenticità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ecodesign in casa: esempi concreti</h3>



<p>Portare l’ecodesign dentro casa è più semplice di quanto si pensi. Non serve rivoluzionare tutto, ma iniziare da scelte consapevoli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mobili realizzati con legno certificato o di recupero</li>



<li>complementi d’arredo ottenuti da materiali riciclati</li>



<li>tessili naturali come lino, cotone biologico o canapa</li>



<li>oggetti modulari, progettati per adattarsi nel tempo</li>



<li>recupero creativo di arredi esistenti, attraverso restyling e riuso</li>
</ul>



<p>Anche piccoli interventi possono fare la differenza, soprattutto se orientati alla durata e alla qualità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Attenzione al “green di facciata”</h3>



<p>Non tutto ciò che viene presentato come sostenibile lo è davvero. Il rischio del cosiddetto “greenwashing” è sempre dietro l’angolo: prodotti venduti come ecologici ma privi di reali criteri di sostenibilità.</p>



<p>Per orientarsi, è utile guardare oltre l’estetica e verificare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>provenienza dei materiali</li>



<li>processi produttivi</li>



<li>possibilità di riciclo o riparazione</li>



<li>trasparenza del produttore</li>
</ul>



<p>L’ecodesign autentico non è una moda, ma un sistema coerente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una scelta che guarda al futuro</h3>



<p>La crescente attenzione verso questi temi è alimentata anche da nuove sensibilità dei consumatori e da normative sempre più stringenti a livello europeo. Ma soprattutto riflette un bisogno diffuso: vivere in spazi più sani, più autentici, più sostenibili.</p>



<p>In questo contesto, l’ecodesign rappresenta un’opportunità concreta non solo per chi acquista, ma anche per aziende, artigiani e professionisti del settore. Innovare senza perdere identità, creare valore senza sprecare risorse: è questa la sfida del design contemporaneo. E forse anche la sua evoluzione più naturale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata della Terra, domani a Salerno il workshop “Che Mediterraneo siamo?”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-della-terra-domani-a-salerno-il-workshop-che-mediterraneo-siamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della terra]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della Giornata Mondiale della Terra, in programma il 22 aprile, la Lega Navale di Salerno ospiterà, dalle ore 16:30 alle 19:00, un workshop sul turismo sostenibile organizzato dall’associazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione della Giornata Mondiale della Terra, in programma il 22 aprile, la Lega Navale di Salerno ospiterà, dalle ore 16:30 alle 19:00, un workshop sul turismo sostenibile organizzato dall’associazione &#8220;I Colori del Mediterraneo aps&#8221; con il patrocinio della Provincia di Salerno, del Centro Servizi del Volontariato di Salerno (CSV), in partenariato con tante associazioni.</p>



<p>Il workshop si ispira alla canzone di Bennato &#8220;Che Mediterraneo sia&#8221; per rilanciare i valori della cultura mediterranea fatta d&#8217;arte, mare, natura e principi etici dell&#8217;antichità.</p>



<p>È stato invitato l&#8217;Assessore al turismo Enzo Maraio, rappresentanti esperti del settore della Provincia e del Comune di Salerno, come Davide Zecca, Pasquale Sorrentino, Tonia Willburger, Anna Petrone, tour operator e hanno già aderito tante associazioni di settore.</p>



<p>L’evento “Che Mediterraneo siamo?” abbraccia l&#8217;obiettivo di turismo sostenibile &#8220;città e comunità sostenibili&#8221; per riscrivere insieme un modello di accoglienza turistica fondata sulla co-creazione di valore condivisa.</p>



<p>L’incontro intende trasformare il &#8220;senso di appartenenza&#8221; in un asset turistico concreto; attraverso lo storytelling e la condivisione di esperienze, si mira a costruire un legame di fiducia autentica con il visitatore, incentivando un passaparola virtuoso e il desiderio di ritornare.</p>



<p>Verso una &#8220;Carta dei Valori di turismo sostenibile condivisa</p>



<p>Il workshop non sarà solo una occasione di condivisione, ma un vero e proprio strumento operativo; uno degli obiettivi dell’incontro, infatti, è avviare incontri periodici per la stesura di una Carta dei Valori di turismo sostenibile in provincia di Salerno*, che unisca associazioni, tour operator, guide, istituzioni ed esperti di accoglienza turistica e culturale.</p>



<p>Il workshop spazierà tra le molteplici anime del turismo sostenibile: Risorsa Mare e Natura, Turismo Religioso e Culturale, Enogastronomia e Benessere e Inclusività. Attraverso i racconti e le esperienze dei partecipanti, il workshop intende offrire una panoramica sull&#8217;offerta turistica che rispetti l’identità locale e valorizzi la cultura mediterranea in ogni suo aspetto, ponendo al centro operatori, associazioni e cittadini, affinché ognuno si senta parte di una rete dove l&#8217;emozione e l’accoglienza turistica sostenibile diventi il filo conduttore tra luogo e visitatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-08.44.44-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-243390" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-08.44.44-724x1024.jpeg 724w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-08.44.44-212x300.jpeg 212w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-08.44.44-768x1086.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-08.44.44-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-08.44.44.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Verde Parco 2026, debutto da record: sold-out espositori per l’expo del green nel Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/verde-parco-2026-debutto-da-record-sold-out-espositori-per-lexpo-del-green-nel-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Castelnuovo Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cilento notizie]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo ecosostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima edizione&#160;e&#160;subito&#160;sold-out espositori per ‘Verde&#160;Parco’,&#160;l’expo&#160;dedicato all’agricoltura,florovivaistica,&#160;giardinaggio e fai da te.&#160;Oltre 40&#160;le aziende&#160;che hanno preso parte&#160;al salone, in programma dal 24 al 26 aprile 2026 al&#160;‘Velina Shopping &#38; Business’&#160;di Castelnuovo Cilento: [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="s5">Prima edizione&nbsp;e&nbsp;subito&nbsp;sold-out espositori per ‘Verde&nbsp;Parco’,&nbsp;l’expo&nbsp;dedicato all’agricoltura,florovivaistica,&nbsp;giardinaggio e fai da te.&nbsp;Oltre 40&nbsp;le aziende&nbsp;che hanno preso parte&nbsp;al salone, in programma dal 24 al 26 aprile 2026 al&nbsp;‘Velina Shopping &amp; Business’&nbsp;di Castelnuovo Cilento: un’area espositiva di oltre 10mila mq progettata per favorire l’incontro diretto tra produttori, fornitori ed operatori del settore, in posizione strategica nel cuore del Cilento con un percorso dinamico che unisce innovazione ed eccellenza.</p>



<p class="s6">Ideata dalla&nbsp;A.G. Group&nbsp;di Angelo&nbsp;Guzzo, si tratta di una fiera senza precedenti nella zona, che gode del patrocinio di:&nbsp;Ministero dell’Agricoltura;&nbsp;Provincia di Salerno;&nbsp;Comune di Castelnuovo Cilento;&nbsp;Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni;&nbsp;Comunità Montana&nbsp;Gelbison-Cervati&nbsp;e Comunità&nbsp;Alento-Monte Stella,&nbsp;oltre al supporto di&nbsp;Banca Monte Pruno, Gruppo Infante,&nbsp;Gelbison&nbsp;Città Territorio, Istituto&nbsp;Alberghiero&nbsp;‘Ancel&nbsp;Keys’ e Tenuta&nbsp;Cobellis.</p>



<p class="s6">‘Verde&nbsp;Parco’&nbsp;non sarà una semplice esposizione&nbsp;ma un’esperienza&nbsp;immersiva&nbsp;tra macchine agricole di ultima generazione, workshop didattici e cultura popolare: un&nbsp;salone professionale e divulgativo che aggrega l’intera filiera della terra,dalla tecnologia dei campi alla tavola della Dieta Mediterranea.</p>



<p class="s6">Allestiti&nbsp;anche un’ampia&nbsp;area&nbsp;food&amp;beverage&nbsp;e spazi&nbsp;verdi all’aperto, con&nbsp;convegni&nbsp;e&nbsp;spettacoli musicali serali,&nbsp;con&nbsp;capiente&nbsp;parcheggio e&nbsp;tutti i&nbsp;servizi.</p>



<p class="s6"><strong>&nbsp;IL PROGRAMMA&nbsp;COMPLETO&nbsp;(ingresso gratuito)</strong></p>



<p class="s10">&nbsp;</p>



<p class="s10">• Venerdì&nbsp;24&nbsp;aprile</p>



<p class="s6">ore&nbsp;09:00&nbsp;–&nbsp;Apertura&nbsp;Area&nbsp;Expo</p>



<p class="s6">ore&nbsp;16:30 – Apertura lavori&nbsp;e saluti istituzionali</p>



<p class="s6">ore&nbsp;17:00 –&nbsp;Dibattito aperto su innovazione, credito agricolo e nutrizione</p>



<p class="s6">ore&nbsp;18:30 – Taglio del nastro e inaugurazione ufficiale</p>



<p class="s6">ore&nbsp;19:00 – Buffet d’eccellenza con degustazione curata dagli allievi dell’Istituto Alberghiero “Ancel&nbsp;Keys”: omaggio ai sapori autentici del Cilento con&nbsp;wine&nbsp;tasting&nbsp;a cura della Tenuta&nbsp;Cobellis</p>



<p class="s6">ore&nbsp;20:00 – Walking Tour&nbsp;Area&nbsp;Expo</p>



<p class="s6">ore&nbsp;21:30 – Concerto cover band ‘I Nomadi’</p>



<p class="s6">&nbsp;</p>



<p class="s10">• Sabato&nbsp;25&nbsp;aprile</p>



<p class="s6">ore&nbsp;09:00 –&nbsp;Apertura&nbsp;Area Expo</p>



<p class="s6">ore&nbsp;12:30 –&nbsp;Masterclass&nbsp;culinaria</p>



<p class="s6">ore&nbsp;21:30 – Concerto di Peppe Cirillo, il cantautore del Cilento</p>



<p class="s10">&nbsp;</p>



<p class="s10">• Domenica&nbsp;26&nbsp;aprile&nbsp;</p>



<p class="s6">ore&nbsp;10:00 –&nbsp;Apertura&nbsp;Area Expo</p>



<p class="s6">ore&nbsp;13:00 – Brunch&nbsp;Meet&amp;Great</p>



<p class="s6">ore&nbsp;18:00 – Buffet finale</p>



<p class="s6"> ore&nbsp;21:30 –&nbsp;Intrattenimento musicale</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polla, la serra della scuola diventa laboratorio di benessere e conoscenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/polla-la-serra-della-scuola-diventa-laboratorio-di-benessere-e-conoscenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=243325</guid>

					<description><![CDATA[Un’aula a cielo aperto dove si coltivano non solo piante, ma anche competenze, relazioni e consapevolezza. È il progetto realizzato dalle cinque classi dell’Istituto Socio Sanitario di Polla, che hanno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Un’aula a cielo aperto dove si coltivano non solo piante, ma anche competenze, relazioni e consapevolezza. È il progetto realizzato dalle cinque classi dell’Istituto Socio Sanitario di Polla, che hanno trasformato la serra scolastica in un laboratorio vivo di apprendimento interdisciplinare.</p>



<p class="p1">L’iniziativa nasce nell’ambito del compito di realtà “La dieta del benessere”, ma si è progressivamente ampliata coinvolgendo più discipline e gruppi classe, dando vita a un percorso condiviso e ricco di stimoli. All’interno della serra, gli studenti hanno studiato le condizioni microambientali e le loro variazioni, seguito le fasi di crescita delle piante e svolto attività sperimentali.</p>



<p class="p1">Tra queste, esperimenti di laboratorio come l’estrazione di pigmenti e DNA, osservazioni al microscopio di cellule vegetali e analisi dei processi di trasporto dell’acqua. Approfondito anche il tema dei nutrienti vegetali e il loro impiego nella medicina botanica, in un’ottica che integra conoscenze scientifiche e applicazioni pratiche.</p>



<p class="p1">Particolare rilievo ha assunto la dimensione interculturale: gli studenti hanno condiviso saperi legati all’uso delle piante nei diversi Paesi di origine, valorizzando tradizioni, religioni e culture presenti nella comunità scolastica. Un confronto che ha arricchito il progetto, rendendolo anche occasione di inclusione e dialogo.</p>



<p class="p1">La serra è diventata così punto d’incontro tra scienze, chimica, fisica, biologia e metodologie sanitarie, favorendo un apprendimento concreto e integrato. Ma non solo: lo spazio si è rivelato anche un ambiente accogliente, capace di promuovere il benessere e la costruzione di relazioni.</p>



<p class="p1">Un’esperienza che lascia il segno e che, come sottolineano i docenti, rappresenta “un piccolo seme destinato a crescere”, esempio di didattica innovativa e sostenibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
